Usa: boom dell'occupazione, salari corrono ai massimi del 2009

A ottobre creati 250mila posti di lavoro. Tasso di disoccupazione al 3,7%, minimi di 49 anni fa. La Fed incoraggiata a continuare ad alzare i tassi

A ottobre le aziende americane hanno continuato ad assumere e lo hanno fatto a un passo più veloce delle stime. Il tasso di disoccupazione è rimasto come previsto sui minimi del 1969 e i salari orari hanno messo a segno il balzo annuale maggiore dal 2009. Tutto ciò non fa che incoraggiare la Federal Reserve a continuare ad alzare i tassi. Le probabilità che ci sia una stretta - la quarta del 2018 - a dicembre sono salite al 77,5% dal 74,5% di ieri.

Il mese scorso negli Stati Uniti sono stati creati 250.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un aumento di 188.000 unità dopo il +118mila di settembre (rivisto da +134mila) e il +286mila di agosto (dato rivisto da 270.000). Il rialzo segna il 97esimo mese di fila in cui i datori di lavoro americani hanno reclutato personale, un nuovo record.

Stando a quanto riferito dal dipartimento al Lavoro, i salari orari - attentamente monitorati perché indicano l'assenza o meno di pressioni inflative - sono cresciuti dello 0,18% (o di 0,05 dollari) su base mensile a 27,30 dollari; le previsioni erano per un +0,2%. Su base annuale sono saliti del 3,1%, sopra il range tra 1,9 e 2,2% segnato dal 2012 in poi e oltre la media del 2% degli ultimi sei anni. Era dalla fine della recessione nel 2009 che l'incremento annuo non arrivava al 3%. Bisogna tornare a gennaio (dopo il mese scorso) per avere un +2,9%; quest'ultimo era stato il balzo maggiore dal 2009, cosa che aveva fatto temere un'accelerazione dell'inflazione e dunque una Federal Reserve meno accomodante. La banca centrale Usa il 26 settembre scorso ha annunciato la terza stretta del 2018 (di 25 punti base al 2-2,25%). Secondo gli analisti, i dati rafforzano lo scenario economico, motivo per cui la Banca centrale americana continua ad avere basi solide per proseguire con la progressiva normalizzazione della politica monetaria (La Fed ha segnalato un'altra stretta entro dicembre e altre tre nel 2019).

Stando al dipartimento del Lavoro, l'uragano Michael che ha colpito la Florida all'inizio di ottobre "non ha avuto un effetto percepibile" sul rapporto. In media dall'inizio del 2018 sono stati creati ogni mese 213mila posti di lavoro, oltre la media mensile del 2017 pari a 182mila posti.

La partecipazione alla forza lavoro è cresciuta dello 0,2% al 62,9% dopo essere rimasta per mesi al 62,7%, pari ai minimi degli anni '70, ma rimane al di sotto del 66% di prima della recessione.

I disoccupati di lungo termine (quelli senza lavoro da almeno 27 settimane) sono stati poco mossi a 1,4 milioni e rappresentano il 22,5% del totale. Il numero di americani che si accontentano di un lavoro part-time è rimasto intorno ai 4,6 milioni; si tratta di persone che avrebbero preferito un lavoro a tempo pieno ma che non sono riuscite a trovarlo o le cui ore di lavoro sono state ridotte. A ottobre 1,5 milioni di persone erano "marginalmente attaccate alla forza lavoro", dato invariato rispetto all'anno prima ma in calo da 1,6 milioni di settembre. Si tratta di individui che non fanno parte della forza lavoro ma erano teoricamente disponibili a lavorare e che hanno cercato lavoro qualche volta nei 12 mesi precedenti. Non sono stati contati tra i disoccupati perché non hanno cercato lavoro nelle quattro settimane precedenti al rapporto.

A livello settoriale, il comparto manifatturiero ha aggiunto 32.000 posti portando il totale da inizio anno a un +296.000. Nella sanità c'è stato un +36.000 unità. Nelle costruzioni il rialzo è stato di 30mila posti e nei trasporti un +25mila. Nel settore alberghiero c'è invece stato un +42mila. In ripresa anche il comparto minerario (+5mila) e quello dei servizi professionali (+35mila).

Altri Servizi

Elezioni Usa, vittoria democratica più netta a una settimana dal voto

Il conteggio va avanti ed è sempre più favorevole ai democratici. Il Congresso diviso, però, sarà un'arma in più per il presidente Trump
Ap

Non è stata un'onda blu, ma a una settimana dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (qui il pezzo sui risultati parziali; questo il commento, il giorno dopo), i contorni del risultato dei democratici si fanno più nitidi, mentre si continuano a contare i voti ed emergono i vincitori.

Wall Street, pesa la volatilità del petrolio

Attesa per il dato sull'inflazione
iStock
Amazon

Dopo le indiscrezioni, sono arrivate le conferme. Amazon ha scelto di dividere tra due città il suo secondo quartier generale. Dopo quello di Seattle (nello Stato di Washington) il colosso americano del commercio elettronico investirà 5 miliardi di dollari creando oltre 50mila posti di lavoro tra New York City (a Long Island City, la località del Queens separata da Manhattan dall'East River) e Arlington (Virginia).

Elezioni di Midterm, in Florida si ricontano i voti

Ancora in bilico le sfide per le nomine del governatore e al Senato

A oltre quattro giorni dalla chiusura dei seggi in Florida e dopo le accuse reciproche di frode tra democratici e repubblicani è stato ordinato un riconteggio dei voti. La decisione è stata presa dal segretario di stato della Florida, Ken Detzner, quando nel Sunshine State l’assegnazione della poltrona da senatore e la carica di governatore sono ancora in ballo con margini davvero ristretti tra i vari candidati.

California, sale a 25 il bilancio dei morti oltre 250mila persone evacuate

Quasi 7000 le abitazioni distrutte mentre i roghi continuano a minacciare l'area di Malibù

È salito a 25 il bilancio dei morti in California a causa degli incendi che da giorni stanno mettendo in ginocchio il "Golden State". Il tutto mentre le fiamme continuano a minacciare l’area intorno alla capitale dello stato, Sacramento. Come riporta Bbc, ai nove morti degli scori giorni si sono aggiunte altre 14 persone i cui corpi sono stati trovati a Paradise, cittadina nel nord dello Stato, mentre altre due persone sono state trovate senza vita nell’area di Malibù.

"Presidential Medal of Freedom", Trump nomina Elvis, Babe Ruth e Antonin Scalia

Si tratta della più alta onorificenza civile che un presidente Usa può assegnare. Assieme a loro anche altre quattro personalità

Il prossimo 16 novembre Donald Trump conferirà a sette persone la "Presidential Medal Freedom" la più alta onorificenza civile che un presidente degli Stati Uniti può assegnare a un cittadino americano. Tra le sette personalità che verranno insignite quest’anno ci sono quattro assegnazioni postume: il Re del Rock’n Roll Elvis Presley, il campione di baseball e icona dello sport americano, Babe Ruth, conosciuto come "The Great Bambino", il celebre giudice della Corte Suprema, Antonin Scalia, scomparso due anni fa, e Miriam Adelson, moglie del miliardario Sheldon, finanziatori del partito repubblicano.

Afghanistan, anno record per bombe lanciate dagli Usa

Tra gennaio e settembre, lanciati 5.213 ordigni; superato il record di 5.101 del 2010. Con Tump, cambiate le regole d'ingaggio

Gli Stati Uniti non hanno mai lanciato così tante bombe sull'Afghanistan com nel 2018. È quanto emerge dai dati resi noti dallo U.S. Air Forces Central Command, ripresi da Forbes. Diciassette anni dopo la presa di Kabul da parte delle forze statunitensi e alleate, metà dell'Afghanistan è sotto il controllo dei talebani e la guerra è ancora lontana da una conclusione, con 14.000 soldati statunitensi ancora nel Paese.

Levi's vuole riportare i suoi jeans in borsa

Ipo attesa all'inizio del 2019. Il gruppo punta a una valutazione di 5 miliardi di dollari

Il produttore dei primi blue jeans sta per sbarcare in borsa. Levi Strauss & Co (Levi's) punta a raccogliere tra i 600 miliardi di dollari e gli 800 miliardi attraverso una Ipo che valuterebbe l'azienda fino a 5 miliardi di dollari. Lo riferisce Cnbc citando alcune fonti secondo cui la quotazione è prevista nel primo trimestre del 2019.

Dopo Parigi Trump tornerà in Usa, improbabile che sia a conferenza su Libia

Il premier Conte, a fine luglio, aveva incassato dal presidente Usa il ricnoscimento della leadership dell'Italia nella stabilizzazione della nazione africana
AP

Il presidente americano, Donald Trump, sabato e domenica prossimi sarà a Parigi per partecipare alle celebrazioni del centesimo anniversario dell'armistizio che ha messo fine alla Prima guerra mondiale. Già domenica il leader Usa rientrerà negli Stati Uniti, proprio alla vigilia della conferenza internazionale sulla Libia di Palermo, a cui dunque non dovrebbe partecipare.