Usa – Iran è molto più che una semplice partita di basket. Il deterioramento, nel corso degli ultimi due anni, delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni ha infatti ricoperto di tanti significati il confronto sportivo fra le due nazioni. Per l’occasione le discussioni politiche riguardanti le aspirazioni nucleari dell’Iran sono state messe in disparte.
“Ultimamente mi sono state poste tante domande, la maggior parte su questioni politiche. Ma il nostro gioco non ha nulla a che fare con la politica, è soltanto uno sport”, ha dichiarato il giocatore iraniano al secondo anno di università alla Rice, nel Texas, Arsalan Kazemi, “e, per adesso, è l’unico modo che la gente iraniana e americana può incontrarsi amichevolmente”.
Il rapporto tra le due nazioni è stato storicamente complicato. Le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Iran erano state infatti già interrotte nel 1980, in occasione della cosiddetta “crisi degli ostaggi”, quando furono presi in ostaggio 52 membri dell'ambasciata statunitense a Teheran, dal 4 novembre 1979 al 20 gennaio 1981, dopo che un gruppo di studenti occuparono l'ambasciata durante una fase della rivoluzione iraniana.
Sportivamente il confronto tra le due nazioni aveva poco da dire e la partita è terminata, come da pronostico, con una netta vittoria statunitense, 88-51. Gli Usa hanno così posto un ipoteca sul primo posto del girone B del campionato mondiale mentre l’Iran, che vincendo avrebbe potuto sognare una insperata qualificazione, adesso è sicuro che non passerà al secondo turno.
Una piccola vittoria l’Iran alla fine l’ha comunque ottenuta. Le altrimenti succinte cheerleader ucraine della compagnia di ballo, Red Foxes, sono state infatti costrette a vestirsi in maniera più conservativa. Il segretario della Federazione internazionale di basket (Fiba), Patrick Baumann, ha spiegato che “erano stati presi accordi” per rispettare la sensibilità culturale dell’Iran.
Solamente un quarto dei posti della Abdi Ipekci Hall di Istanbul erano occupati e la maggior parte degli spettatori erano iraniani espatriati. Tra i presenti si è distinto un gruppetto di tifosi che ha mostrato orgoglioso due bandiere, una americana e una iraniana, legate assieme da un cartello con la scritta “Peace”. È questo l’auspicio di tutto il mondo.
America24, 02 settembre 2010, 23:07
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