Usa: l'Iran rispetta l'accordo sul nucleare, ma sostegno Trump non garantito

Secondo il segretario di Stato, Rex Tillerson, la nazione mediorientale resta uno sponsor del terrorismo
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Dopo avere incontrato rappresentanti dell'amministrazione Trump, l'Alto rappresentante della politica estera della Ue Federica Mogherini a febbraio era tornata in Europa con un punto a suo favore: "L'impegno degli Stati Uniti al pieno rispetto dell'accordo" sul nucleare siglato dall'Iran e le principali potenze mondiali tra cui gli Usa nell'estate del 2015 ed entrato in vigore nel gennaio successivo. Due mesi dopo il governo Trump ha notificato al Congresso il rispetto da parte di Teheran di quell'accordo, che però potrebbe decidere di non sostenere più in futuro. Il motivo? La nazione mediorientale "resta uno Stato di punta che sponsirizza il terrorismo attraverso molte piattaforme e metodi".

Rispettando una tradizione in base alla quale il governo in carica deve aggiornare il Congresso su base trimestrale su questo fronte, il segretario di Stato Rex Tillerson ha scritto una lettera allo speaker alla Camera Paul Ryan dicendo che "al 18 aprile l'Iran rispetta i suoi impegni previsti dal Joint Comprehensive Plan of Action" (Jcpoa). Tuttavia, sono stati sollevati dubbi sul ruolo dell'Iran nello sponsorizzare il terrorismo e per questo il Parlamento americano è stato avvertito: il presidente Donald Trump ha ordinato una analisi per valutare se la rimozione di sanzioni contro Teheran sarebbe nell'interesse degli Usa.

L'ex Ceo di Exxon diventato capo della diplomazia americana, ha scritto che il presidente "ha ordinato una revisione al National Security Council" per capire se "la sospensione delle sanzioni legate all'Iran così come previsto dal Jcpoa sia "vitale agli interessi Usa in termini di sicurezza".

Durante la campagna elettorale, Trump aveva definito quello promosso con l'Iran dal precedessore Barack Obama come il peggiore accordo di sempre ma poi i suoi toni sono diventati più moderati. Il segretario alla Difesa, per esempio, aveva indicato che gli Usa avrebbero dato il loro sostegno all'intesa storica. Ma la lettera firmata Tillerson usa i toni più forti del neo governo facendo capire che così non sarà necessariamente. Per la Ue, l'accordo sul nucleare iraniano è "cruciale per la nostra sicurezza", aveva detto Mogherini da Washington.

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