Usa a Italia e altri alleati: boicottate Huawei, in pericolo la sicurezza cibernetica

Washington ha dato il via a una vasta campagna di pressione, soprattutto nei Paesi dove sono presenti le basi statunitensi

 Il governo statunitense ha dato inizio a una vasta campagna di pressione nei Paesi alleati, tra cui l'Italia, per cercare di persuadere gli operatori di reti wireless e i provider internet a non utilizzare le componenti fabbricate dalla cinese Huawei. Lo scrive il Wall Street Journal.

I funzionari di Washington hanno parlato con le controparti governative e i manager delle società di telecomunicazioni nei Paesi amici dove la tecnologia di Huawei è già usata, per avvertire dei rischi potenziali alla sicurezza cibernetica.

Le agenzie di intelligence statunitensi sarebbero preoccupate dalla possibile interferenza del governo cinese o del partito comunista, che potrebbero usare Huawei e altre società cinesi presenti all'estero per le loro operazioni di spionaggio. Gli Stati Uniti starebbero pensando anche di aumentare gli aiuti finanziari per lo sviluppo delle telecomunicazioni nei Paesi che fanno affidamento sulla tecnologia cinese, secondo il Wall Street Journal. Le preoccupazioni riguarderebbero soprattutto l'uso di tecnologia cinese nei Paesi alleati dove sono presenti basi statunitensi, come Germania, Italia e Giappone.

La campagna di pressione rientrerebbe nella 'Guerra Fredda' tecnologica in corso tra Stati Uniti e Cina, entrambi consapevoli dell'importanza del controllo del mondo digitale. Inoltre, l'iniziativa coincide con le tensioni tra i due Paesi a livello commerciale, che ha spinto Washington a imporre dazi su numerosi prodotti cinesi importati; l'amministrazione Trump sta inoltre valutando l'imposizione di un limite alle esportazioni in Cina di tecnologie avanzate che hanno applicazioni legate alla sicurezza nazionale.

Huawei è il secondo produttore al mondo di smartphone, alle spalle di Samsung, ed è leader mondiale delle apparecchiature per le telecomunicazioni, come l'hardware delle torri cellulari. Huawei è stata esclusa dal mercato statunitense delle reti di comunicazione dopo che un rapporto del Congresso aveva definito la società cinese una minaccia per la sicurezza nazionale.

L'amministrazione Trump ha poi rafforzato la stretta su Huawei e altre società cinesi, a partire da Zte. A maggio, per esempio, il Pentagono ha deciso di vietare la vendita di telefoni prodotti da queste due società, le due principali in Cina nel settore della telefonia, nei negozi presenti nelle sue basi militari in tutto il mondo, citando potenziali minacce alla sicurezza nazionale.

Un importante alleato degli Stati Uniti, ovvero l'Australia, ha bandito Huawei dalla fornitura di apparecchiature per la futura rete mobile 5G del Paese, adducendo ragioni di sicurezza nazionale. In Italia, funzionari governativi statunitensi hanno incontrato i manager di una delle maggiori società di telecomunicazioni, secondo il quotidiano, spiegando i rischi di usare prodotti di Huawei e Zte. La società in questione avrebbe risposto che, nonostante i rischi, ha intenzione di continuare a usare Huawei.

Altri Servizi

Huawei: Trump disposto a intervenire sul caso, la Cfo ottiene rilascio su cauzione

Il presidente Usa pronto a essere coinvolto pur di raggiungere un accordo commerciale con la Cina. Con Xi, non ne ha ancora parlato

Il presidente americano, Donald Trump, è disposto a intervenire nel caso Huawei se farlo rendesse più facile il raggiungimento di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina e tutelasse la sicurezza della sua America.

Continua la volatilità a Wall Street

Oggi, in programma il dato sui prezzi alla produzione
AP

Slitta la decisione sul rilascio su cauzione della Cfo di Huawei

L'udienza riprende oggi alle 19 italiane
Ap

Due giorni non sono bastati per decidere il destino immediato di Meng Wanzhou. Il giudice canadese chiamato a decidere se rilasciare su cauzione la direttrice finanziaria di Huawei, arrestata l'1 dicembre scorso su richiesta degli Stati Uniti mentre cambiava aerei a Vancouver, ha rimandato a oggi una decisione. Anche venerdì scorso non era riuscito a giungere a una conclusione.

Google: il Ceo si prepara al debutto (in ritardo) al Congresso Usa

Il gruppo anticipa ad aprile la chiusura del social network Google+. Trovato un bug che mette a rischio informazioni di 52 milioni di utenti

Il Ceo di Google, Sundar Pichai, domani farà il suo debutto al Congresso Usa. E lo farà in ritardo visto che a settembre aveva sollevato le ire dei legislatori americani per non essersi presentato a testimoniare insieme alla direttrice operativa di Facebook e il Ceo di Twitter.

Qualcomm ottiene divieto di vendita di iPhone in Cina

Apple: "mossa disperata", faremo ricorso.

Continua il braccio di ferro tra Qualcomm e Apple. E il produttore americano di microprocessori canta vittoria, sostenendo di avere ottenuto da un tribunale cinese una ingiunzione preliminare con la quale viene impedito al colosso tech di importare e vendere in Cina alcuni modelli vecchi di iPhone.

Automobili Lamborghini e The Wolfsonian–Florida International University, museo di Miami (Florida), hanno unito le forze per celebrare la cultura italiana. Il gruppo di Sant'Agata Bolognese è stato protagonista di un evento dedicato al design e all'eccellenza italiana.

La Cina convoca l'ambasciatore Usa: l'arresto di lady Huawei un "atto vile"

Per Pechino, le azioni di Washington sono "estremamente cattive nella loro natura". Per questo "compierà azioni ulteriori sulla base delle azioni americane". Si teme una escalation delle tensioni commerciali
AP

Dopo l'ambasciatore canadese, John McCallum, anche quello statunitense, Terry Branstad, è stato richiamato dal ministero cinese degli Esteri. Alla nazione asiatica non è piaciuto l'arresto della direttrice finanziaria del colosso cinese, Meng Wanzhou; per questo ha minacciato il Canada con "conseguenze serie" e ha promesso agli Usa "ulteriori azioni" se saranno necessarie. E' l'ultima dimostrazione di come il caso Huawei sia destinato ad aumentare le tensioni tra Pechino e Washington, passando da Ottawa, tensioni che venerdì scorso hanno provocato un sell-off a Wall Street.

Casa Bianca, Trump annuncia l'addio di John Kelly

Il sostituto del capo di gabinetto verrà annunciato nei prossimi giorni, l’avvicendamento "verso la fine dell’anno"
AP

Continua il turnover tra i membri dell’amministrazione Trump. John Kelly, il capo di gabinetto della Casa Bianca, lascerà l'incarico a fine anno. A renderlo noto è stato lo stesso presidente americano, confermando una notizia che già circolava da tempo. Il tycoon, che ha dato l'annuncio ai giornalisti alla Casa Bianca, ha detto che il nome del successore sarà reso noto nei prossimi giorni.

Russiagate, Cohen e Manafort rischiano il carcere. Trump: "Io scagionato"

L’ex avvocato del tycoon rischia 4 anni, mentre l’ex responsabile della campagna fino a 10

È stato Donald Trump a ordinare a Micheal Cohen, durante la campagna elettorale, i pagamenti illeciti alla pornostar Stormy Daniels e alla modella di Playboy Karen McDougal per scongiurare un possibile scandalo sessuale che avrebbe minacciato la sua corsa alla Casa Bianca. A sostenerlo sono i procuratori federali che hanno interrogato l’ex avvocato personale del tycoon. Cohen "ha agito in coordinamento e sotto la direzione" di un individuo che nelle carte non viene nominato ma che è chiaramente Trump, hanno dichiarato i procuratori che possono infliggere all'ex avvocato personale del presidente una pena fino a quattro anni di carcere.

Trump nomina Nauert all'Onu, Barr alla Giustizia

Nauert è un'ex giornalista di Fox News, Barr ha guidato il ministero già dal 1991 al 1993, sotto Bush

 Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nominato Heather Nauert come ambasciatrice alle Nazioni Unite; prenderà il posto di Nikki Haley, che ha deciso di lasciare l'incarico. Prima di diventare portavoce del dipartimento di Stato, è stata conduttrice e corrispondente di Fox News. Inoltre, il presidente ha detto che nominerà William Barr come segretario alla Giustizia; al momento, l'incarico è occupato pro tempore da Matthew Whitaker, dopo le dimissioni di Jeff Sessions.