Usa: le sparatorie di massa sono "assolutamente" una minaccia nazionale

Lo sostiene il segretario ad interim del dipartimento della Sicurezza nazionale. Agosto finisce come è iniziato: con violenza da armi da fuoco. I Dem chiedono stretta regolatoria. Trump dà la colpa a persone "malate"
AP

Agosto è finito come è iniziato: con una sparatoria che ha portato il numero dei decessi nel mese dovuti alla violenza da arma da fuoco ad almeno 51. Nonostante un riacceso dibattito sui controlli, l'America continua a fare i conti con quelle che secondo il segretario ad interim del dipartimento di Sicurezza nazionale rappresentano una minaccia per la nazione intera.

Parlando alla trasmissione "This Week" su Abc all'indomani dell'uccisione in Texas di sette persone e di almeno 21 feriti, Kevin McAleenan ha detto che le sparatorie di massa "sono assolutamente una minaccia per la sicurezza nazionale. Nella nostra strategia contro il terrorismo, il terrorismo nazionale è ciò su cui ci stiamo concentrando di più".

McAleenan ha spiegato che dallo scorso aprile è stato creato un nuovo ufficio dedicato alla prevenzione della violenza e del terrorismo. In quest'ultimo caso l'attenzione è rivolta a episodi di terrorismo maturati e realizzati su suolo americano, anche quelli con matrice razzista.

Nel frattempo continua il dibattito sui controlli di armi da fuoco, e come al solito sono i democratici a spingere per una stretta.

Su Twitter Elizabeth Warren, la senatrice candidata alla nomination democratica per le presidenziali del 2020, ha invitato il Congresso ad agire immediatamente. "Abbiamo già perso troppe persone a causa della violenza da armi da fuoco".

Ai microfoni di "State of the Union", trasmissione di Cnn, Beto O’Rourke, - deputato e a sua volta candidato democratico alle presidenziali del 2020 - è stato categorico: "Se non siamo in grado di agire con decisione, continueremo ad avere questo spargimento di sangue. Non posso accettarlo". Lui chiede controlli a tappeto sulla fedina penale delle persone che vogliono acquistare un'arma e la messa al bando della vendita di armi usate in guerra. Per O’Rourke, non fare nulla significa essere "complici di questa carneficina".

Dal canto suo il presidente Donald Trump ha definito l'ultima sparatoria di agosto come una "tragedia". L'inquilino della Casa Bianca ha però spostato l'attenzione sul "lavoro incredibile" fatto dalle forze dell'ordine (che hanno ucciso la persona che ha aperto il fuoco in pieno giorno) e sul fatto che l'autore della sparatoria è stata "un'altra persona malata" (apparentemente un uomo bianco trentenne). "Poteva andare peggio ma è stato sicuramente qualcosa di brutto. Una situazione molto, molto triste". Nessuna parola sulla stretta regolatoria promessa a inizio agosto dopo un weekend di sangue provocato da due sparatorie: una a El Paso (Texas) e l'altra a Dayton (Ohio).

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