Usa e Messico non trovano accordo per evitare dazi, avanti con negoziati

Trump: senza un'intesa sull'immigrazione, da lunedì dazi del 5% su tutti i beni importati dalla nazione di cui Fitch ha tagliato il rating, Moody's l'outlook

Dopo novanta minuti di discussioni finite ieri senza un accordo, Stati Uniti e Messico riprenderanno oggi a trattare in cerca di un'intesa sull'immigrazione che eviterebbe l'entrata in vigore dal 10 giugno prossimo di dazi del 5% su tutti i beni importati dalla nazione dell'America centrale.

"Le discussioni sull'immigrazione alla Casa Bianca con rappresentanti del Messico sono finite per oggi", aveva scritto ieri in un tweet il presidente americano, Donald Trump. Dall'Irlanda, il leader americano ha spiegato che "progressi sono stati fatti ma non abbastanza (...) Ulteriori trattative con il Messico riprenderanno domani (oggi, ndr) sapendo che, se un accordo non è raggiunto, i dazi al 5% scatteranno lunedì con incrementi mensili come previsto". Il riferimento è che potrebbro gradualmente salire di mese in mese fino ad arrivare al 25% l'1 ottobre.

Il ministro messicano degli Esteri, Marcelo Ebrard, in una conferenza a Washington ha spiegato che da parte americana c'è la "volontà" di trovare un'intesa. "Ambo le parti riconoscono che la situazione attuale non può andare avanti. I flussi [di migranti a cui Trump vuole impedire di entrare illecitamente in Usa dal Messico] stanno diventando troppi". Tuttavia, ha aggiunto Ebrard, "gli Usa stanno puntando a misure immediate di breve termine. Noi crediamo che non si debbano adottare [solo] misure immediate e non [solo] punitive.

Mentre a Capitol Hill i repubblicani hanno messo in guardia contro i dazi, con il leader del Gop al Senato convinto che Trump debba prendere tempo e fornire spiegazioni, il Messico ha subito un altro colpo. Questa volta dalle agenzie di rating. Fitch ha tagliato il rating a BBB da BBB+ e Moody’s Investors ha portato il suo outlook a negativo da stabile. Il rischio dazi e preoccupazioni legate alla situazione finanziaria della compagnia petrolifera di stato Pemex hanno portato a queste decisioni.

Altri Servizi

Wall Street, ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Ricominciati i negoziati dopo quasi due mesi
AP

Google investe 3 mld di euro in data center in Europa

Lancia anche 10 progetti di energie rinnovabili da 1 miliardo di euro

Nei prossimi due anni Google investirà 3 miliardi di euro in data center sparsi in Europa portando a 15 miliardi gli euro investiti dal 2007 nelle infrastrutture internet europee. Lo ha annunciato la controllata di Alphabet, precisando che altri 600 milioni di euro verranno investiti nel 2020 per espandere la presenza di data center a Hamina, in Finlandia, dove il totale investito dal 2009 raggiungerà i due miliardi.

Trump ha chiesto all'Ucraina di indagare sul figlio di Biden

Secondo il Wsj il presidente americano ha fatto "ripetutamente" pressioni su Zelensky affinchè la giustizia di Kiev indagasse Hunter Biden
ap

Il presidente americano Donald Trump avrebbe "ripetutamente" fatto pressioni sul suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, affinché la giustizia di Kiev aprisse un’indagine sul figlio di Joe Biden. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti informate sui fatti secondo cui, nel corso di una telefonata avvenuta lo scorso luglio, il Tycoon avrebbe chiesto a Zelensky per ben "otto volte" di lavorare con il suo legale personale, Rudolph Giuliani, sull’inchiesta contro Hunter Biden. Come ricordano i media americani il figlio di Biden è un uomo d’affari che ha lavorato per una società energetica ucraina.

La Fed intensifica le iniezioni di liquidità nel mercato monetario

Operazioni repo da 75 mld di dollari al giorno fino al 10 ottobre.

La Federal Reserve di New York ha annunciato che ogni giorno fino al prossimo 10 ottobre compierà iniezioni di liquidità nel mercato monetario statunitense da "almeno" 75 miliardi di dollari l'una. Si tratta del valore massimo offerto negli ultimi quattro giorni, oggi incluso, in operazioni overnight.

Walmart ferma la vendita di sigarette elettroniche nei suoi store americani

La decisione è stata presa per via delle incertezze sui reali danni per la salute che la e-cigarette può causare
iStock

Il colosso della grossa distribuzione Walmart ha annunciato che smetterà di vendere sigarette elettroniche nei suoi store americani per via dell’enorme incertezza sui reali danni alla saluta che la e-cigarette può causare. "Date le crescenti complessità e incertezza che circondano la regolamentazione delle sigarette elettroniche a livello federale, statale e locale, smetteremo di vendere prodotti elettronici contenenti nicotina nei siti statunitensi di Walmart e Sam's Club", ha dichiarato l’azienda in una nota in cui ha specificato che le attuali scorte rimarranno sugli scaffali fino a esaurimento.

Amazon: svolta verde per Bezos

Investe 440 milioni di dollari in Rivian, a cui ordina 100mila furgoni elettrici per le consegne. Entro il 2040 conta di non produrre emissioni, 10 anni prima del target dell'accordo di Parigi sul clima
Amazon

Svolta verde in Amazon. Il Ceo del colosso americano del commercio elettronico ha annunciato un piano per affrontare il cambiamento climatico. E ha annunciato un'iniziativa rivolta ad altre aziende.

Walgreens primo retailer Usa a effettuare consegne con droni

Test insieme a controllata di Alphabet. Si comincia da una città della Virginia
Walgreens

Walgreens Boots Alliance, il colosso della distribuzione farmaceutica guidato da Stefano Pessina, sta per diventare il primo retailer americano a testare consegne con droni. Come spiegato in un comunicato, il gruppo intende consegnare nel giro di pochi minuti i prodotti ordinati dai suoi clienti e per farlo ha unito le forze con Alphabet (e la sua divisione Wing Aviation). Si comincerà il mese prossimo da Christiansburg, in Virginia.

Wall Street cauta dopo il taglio dei tassi deciso della Fed

Dati in programma: sussidi di disoccupazione, vendite di case esistenti, superindice economico
AP

Wall Street attende le decisioni della Fed

Oggi inizia la riunione del Fomc, che domani comunicherà le sue decisioni sul taglio dei tassi
AP

Ambiente, Trump revoca l'autonomia della California sulle emissioni delle auto

Scontro tra il governo federale e il Golden State, intenzionato a seguire le norme dell'era Obama che l'attuale amministrazione vuole cancellare

"L'amministrazione Trump sta revocando alla California l'esenzione federale sulle emissioni, in modo da produrre auto molto meno costose per i consumatori e allo stesso tempo sostanzialmente più sicure". Lo ha scritto su Twitter il presidente statunitense, Donald Trump, confermando quindi le indiscrezioni del Washington Post. Alla California, infatti, era stata concessa autonomia sui limiti alle emissioni e il Golden State ne aveva approfittato per fissare dei limiti più stringenti rispetto a quelli proposti da Trump. La decisione farà partire senza dubbio una battaglia legale tra governo federale e California, facendo cadere nell'incertezza i produttori e creando tensioni nel mercato automobilistico.