Usa, passi avanti con i talebani per mettere fine alla guerra in Afghanistan

La riduzione delle violenze è il primo passo, accordo possibile a breve
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Gli Stati Uniti e i talebani potrebbero annunciare già oggi un accordo che dovrebbe portare a una riduzione delle violenze in Afghanistan e, in futuro, a un'intesa per il ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza delle trattative. I progressi tra le due parti restano comunque fragili e il buon esito dei negoziati non è assicurato. "Delle buone notizie potrebbero essere imminenti" ha detto Robert O'Brien, consigliere per la sicurezza nazionale, alla Cbs. "Ci sarà una riduzione delle violenze e negoziati significativi tra gli afgani" ha aggiunto, riferendosi a talebani e governo di Kabul. 

Gli Stati Uniti insistono nel chiedere, in cambio del ritiro, che i talebani rinuncino ai legami con al Qaida e altri gruppi terroristici, che ci sia una riduzione delle violenze e negoziati con il governo afgano sul futuro del Paese. Già nei mesi passati, Stati Uniti e talebani erano andati vicini a un accordo, ma le trattative erano state sospese dopo la morte di un soldato statunitense in un attentato a Kabul. Gli Stati Uniti hanno 13.000 soldati in Afghanistan. Secondo la bozza dell'accordo a cui stavano lavorando a settembre, circa 5.000 militari statunitensi dovrebbero lasciare l'Afghanistan entro 135 giorni.

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Negli Stati Uniti è il Presidents' Day. Le priorità di Trump: "Dio, famiglia e Paese"

Il presidente Usa è stato ieri alla Daytona 500 del campionato Nascar: c'è da difendere la Florida, a novembre
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È il terzo lunedì di febbraio, il giorno in cui gli Stati Uniti festeggiano il Presidents' Day, ovvero il Giorno dei presidenti. Donald Trump, il 45esimo presidente, è stato ieri in Florida per assistere alla Daytona 500, corsa del campionato Nascar, poi rinviata a oggi per il maltempo. Un appuntamento a cui non è voluto mancare per questioni elettorali: è consapevole dell'importanza della Florida, Stato che nel 2016 conquistò con un lieve margine e dove mantiene un tasso di approvazione del 49 per cento. I fan della Nascar, che sono diversi milioni, sono storicamente conservatori, secondo i sondaggi. "I sostenitori della Nascar non dimenticano mai che, a prescindere da chi vince la gara, quello che conta di più sono Dio, la famiglia e il Paese" ha detto Trump, davanti a un autodromo pieno. Tornato ieri sera a Washington, è stato tra gli ospiti del matrimonio del suo consigliere Stephen Miller, l'architetto delle sue politiche contro l'immigrazione.

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Bloomberg cresce nei sondaggi, parteciperà per la prima volta a un dibattito Dem

L'ex sindaco di New York salita sul palco a Las Vegas, in vista dei caucus in Nevada
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Cresce il consenso democratico attorno all'ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, che potrà partecipare domani - per la prima volta - al dibattito previsto a Las Vegas, in vista dei caucus in Nevada del 22 febbraio. Secondo un sondaggio nazionale di Npr, Pbs NewsHour e Marist pubblicato oggi, infatti, il miliardario americano ha superato la soglia minima del 10% dell'ipotetico consenso, necessaria per ricevere un invito al dibattito.

Usa 2020, Biden al bivio. E ora anche la South Carolina è a rischio

L'ex vicepresidente ha dato per scontata la sua vittoria nello Stato, ma gli afroamericani sembrano meno convinti di sostenerlo. Soprattutto dopo il voto in Iowa e New Hampshire

La South Carolina è considerata il vero punto di partenza della campagna elettorale di Joe Biden, il suo muro invalicabile per gli avversari. Un muro, però, che mostra profonde crepe, a due settimane dal voto che potrebbe, al contrario, mettere fine alla corsa presidenziale del candidato che, fino a poche settimane fa, era considerato l'indiscusso favorito per la nomination democratica.

Pelosi con Trump: "Non vi avvicinate a Huawei"

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"Questa è la più insidiosa forma di aggressione, avere le comunicazioni, la 5G, dominate da un governo autocratico che non condivide i nostri valori". L'attacco è contro Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni accusato dagli Stati Uniti di essere al servizio del governo di Pechino per spiare l'Occidente, ma l'autore non è, come potrebbe sembrare, il presidente Donald Trump, bensì la democratica Nancy Pelosi, la speaker della Camera, che per una volta, almeno, è della stessa opinione della Casa Bianca.

Oltre mille procuratori americani hanno chiesto le dimissioni di William Barr

Il procuratore generale accusato insieme a Trump di "interferenze nell’amministrazione della Giustizia"
Wikipedia

Più di 1.100 ex procuratori e funzionari del Dipartimento di giustizia, tanto democratici quanto repubblicani, hanno chiesto al procuratore generale William Barr di dimettersi per come ha gestito il caso Stone. La richiesta è arrivata in una lettera aperta in cui sono state condannate "in modo energico le interferenze del presidente Trump e del procuratore generale Barr nell'amministrazione della Giustizia" americana.

Ci sono 607 miliardari negli Usa: solo 5 sono afroamericani

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"Diventare miliardari in America non è facile per nessuno, ma lo è ancora di più se sei nero". A dirlo è Business Insider dopo aver analizzato la lista dei 607 Paperoni d’America stilata da Forbes e tra loro solo cinque sono afroamericani. E se qualcuno pensa che questa statistica sia casuale lo studio di consulenza McKinsey rivela esattamente l’opposto. Se nel 1992, il patrimonio netto medio delle famiglie bianche era superiore di 100 mila dollari rispetto a quello delle famiglie nere, nel 2016 è cresciuto di circa 50mila dollari superando i 150 mila dollari. Un divario economico tra bianchi e neri che evidenzia l’abisso di opportunità economiche che separa cittadini bianchi e cittadini neri.

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Un importante sindacato del Nevada ha deciso di non appoggiare apertamente nessun candidato ai caucus democratici per le presidenziali, prossimo appuntamento elettorale in programma il 22 febbraio; ha però criticato il senatore Bernie Sanders, con cui ha avuto degli attriti anche in passato, per la sua proposta per il Medicare for All, ovvero l'assistenza sanitaria universale.

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Numerosi razzi sono stati esplosi nella notte tra sabato e domenica vicino all’ambasciata americana situata nella Green Zone di Baghdad, in Iraq. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche statunitensi le deflagrazioni hanno fatto scattare le sirene dell’ambasciata Usa mentre, per il momento, non si hanno notizie di vittime.