Per l'occupazione americana il 2018 è stato l'anno migliore dal 2015

A dicembre creati 312mila posti, top di febbraio. Balzo annuo dei salari orari al top del 2008. Si attenuano i timori per la crescita. Calano chance di un taglio dei tassi da parte della Fed

L'economia americana ha chiuso il 2018 all'insegna della forza. Nello stesso mese in cui il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 hanno vissuto il dicembre peggiore dal 1931, le aziende americane hanno creato più posti di lavoro del previsto (312mila, top dello scorso febbraio) chiudendo l'anno migliore dal 2015 nel quale sono stati aggiunti 2,6 milioni di posti contro i 2,2 milioni del 2017. E' vero che il tasso di disoccupazione è inaspettatamente salito (al 3,9% dal 3,7% di novembre) ma i salari orari hanno registrato il maggiore balzo annuo dal 2008 (+3,2%). Tutto ciò non fa che giustificare l'approccio della Federal Reserve, che nel 2019 conta di mette a segno due rialzi dei tassi. Lo dimostra il fatto che dopo i dati, sono scese le probabilità che la banca centrale tagli i tassi nel corso dell'anno; solo ieri era salite mentre Wall Street era oggetto di un sell-off provocato dal taglio delle guidance di Apple, che a sua volta aveva riacceso i timori di una frenata dell'economia cinese e mondiale.

Il rialzo dei posti di lavoro creati a dicembre segna il 99esimo mese di fila in cui i datori di lavoro americani hanno reclutato personale, un nuovo record. Stando a quanto riferito dal dipartimento al Lavoro, i salari orari - attentamente monitorati perché indicano l'assenza o meno di pressioni inflative - sono cresciuti dello 0,4% (o di 0,11 dollari) su base mensile a 27,48 dollari; le previsioni erano per un +0,3%. Su base annuale sono saliti del 3,2%, sopra il range tra 1,9 e 2,2% segnato dal 2012 in poi e oltre la media del 2% degli ultimi sei anni. La durata della settimana media di lavoro è cresciuta di 0,1 ore a 34,5 ore.

La partecipazione alla forza lavoro è salita a dicembre al 63,1%, in rialzo dello 0,4% su un anno prima; il dato resta comunque al di sotto del 66% di prima della recessione.

I disoccupati di lungo termine (quelli senza lavoro da almeno 27 settimane) il mese scorso sono rimasti intorno a 1,3 milioni e rappresentano il 20,5% del totale; nel 2018 questo dato è sceso di 205mila unità. Il numero di americani che si accontentano di un lavoro part-time è calato a dicembre a 4,7 milioni da 4,8 milioni di novembre; nel 2018 il totale ha registrato una flessione di 329mila unità. Si tratta di persone che avrebbero preferito un lavoro a tempo pieno ma che non sono riuscite a trovarlo o le cui ore di lavoro sono state ridotte.

A dicembre 1,6 milioni di persone erano "marginalmente attaccate alla forza lavoro", in linea al dato di un anno prima. Si tratta di individui che non fanno parte della forza lavoro ma erano teoricamente disponibili a lavorare e che hanno cercato lavoro qualche volta nei 12 mesi precedenti. Non sono stati contati tra i disoccupati perché non hanno cercato lavoro nelle quattro settimane precedenti al rapporto. Tra di loro gli "scoraggiati" - quelli che non cercano un lavoro perché convinti di non poterlo trovare - a dicembre erano 375mila, in calo di 99mila unità dal dicembre 2017.

A livello settoriale, il comparto manifatturiero ha aggiunto 32.000 posti il mese scorso portando il totale da inizio anno a un +284.000 contro i 207mila aggiunti del 2017. Nella sanità c'è stato un +50.000 unità; nel 2018 in questo settore sono stati creati 346mila posti contro i 284mila del 2017. Nelle costruzioni c'è stato un +38mila a dicembre e un +280mila nell'anno intero, 30mila in più sull'anno precedente. Nel settore retail sono stati creati 24mila posti nel mese e 92mila nel 2018, in linea con il 2017.

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