Usa pronti a diventare il più grande produttore al mondo di greggio

L'Aie avverte: il boom dello shale oil ricorda quello che ha portato al crollo dei prezzi del barile nel 2014

Gli Stati Uniti sono pronti a diventare il principale produttore di petrolio al mondo nel 2019. E' la stima dell'Agenzia internazionale dell'energia, secondo cui la produzione americana (in rialzo di 1,3 milioni di barili al giorno rispetto allo scorso anno) presto sorpasserà quella saudita e potrebbe superare anche la Russia entro fine anno diventando "il leader globale".

L'agenzia parigina ha scritto nel suo rapporto mensile che "tutti gli indicatori che suggeriscono una continua crescita rapida in Usa sono in perfetto allineamento". L'Aie è tornata ad avvertire: "I produttori Usa stanno godendo di una seconda ondata di crescita cos" straordinaria che nel 2018 l'aumento nella loro produzione potrebbe eguagliare la crescita della domanda globale".

Il boom della produzione di shale oil Usa finirà, di conseguenza, per pesare sui prezzi. E' quello che crede l'agenzia, secondo cui il contesto attuale "ricorda la prima ondata di crescita di shale Usa" di inizio decennio, che fu alimentata da un rialzo dei prezzi e che alla fine provocò nel 2014 un tonfo dei prezzi. Un cambio di rotta c'è stato nel 2017 quando un calo del costo del barile fin" per ledere i Paesi produttori. Per questo l'Opec e alcune nazioni che non ne fanno parte come la Russia decisero di unire le forze per tagliare la produzione fino alla fine del 2018.

Nel suo rapporto, l'Aie ha leggermente alzato le sue stime sulla crescita della domanda globale di petrolio nel 2018, a 1,4 milioni di barili al giorno, principalmente per via di una economia globale forte. Tuttavia, l'aumento della produzione al di fuori dell'Opec - spinta dagli Usa - quest'anno sarà pari a 1,8 milioni di barili al giorno portando la produzione ex Opec a 59,9 milioni di barili al giorno. Stando all'agenzia, le scorte nell'Opec sono scese a dicembre di 55,6 milioni di barili, il più grande calo dal 2011. L'outlook annuale dell'Aie è atteso il 5 marzo.

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