Usa pronti a guerra preventiva contro Nord Corea. McMaster: è un'opzione

Il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster ha commentato il fatto che Pyongyang il mese scorso ha condotto due test sul lancio di missili balistici a lungo raggio.

Per contrastare la minaccia nucleare posta dalla Corea del Nord, gli Stati Uniti sono pronti a valutare tutte le opzioni, compresa quella di una guerra preventiva. Lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster, commentando il fatto che Pyongyang il mese scorso ha condotto due test sul lancio di missili balistici a lungo raggio.

"Mi state chiedendo se gli Stati Uniti stanno preparando piani per una guerra preventiva?", ha detto in un'intervista a Msnbc, sottolineando che "il presidente Trump è stato molto chiaro su questo. Non tollererà che la Corea del Nord minacci gli Stati Uniti. E' intollerabile, dal suo punto di vista, che abbiano armi nucleari in grado di minacciare gli Stati Uniti. Per questo dobbiamo fornire tutte le opzioni possibili e ciò include l'opzione militare".

McMaster ha sottolineato che c'è comunque la consapevolezza che un eventuale attacco a Pyongyang scatenerebbe un conflitto "molto costoso, che potrebbe provocare sofferenze enormi, soprattutto alla popolazione sudcoreana".

E questo anche se non è dato sapere se i missili nordcoreani sarebbero effettivamente in grado di raggiungere gli Stati Uniti: "Non confermerò se gli ultimi missili balistici avrebbero potuto raggiungere San Francisco, Pittsburgh o Washington. Ma che importanza ha? E' una grave minaccia", ha detto McMaster, precisando che "è impossibile esagerare il pericolo associato a un regime disonesto e brutale".

Tra l'altro, il 5 agosto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha messo ai voti una bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti allo scopo di inasprire le sanzioni contro la Corea del Nord, dopo gli ultimi test missilistici compiuti da Pyongyang. Come ha fatt sapere il Palazzo di Vetro, il testo propone di tagliare un miliardo di dollari di entrate dalle esportazioni del regime nordcoreano.

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