Usa, Regno Unito e Francia attaccano la Siria. Putin condanna e chiede l'intervento dell'Onu

Operazione mirata per mandare un segnale ad Assad, senza scatenare la reazione militare di Russia e Iran. Trump al Cremlino: "Che razza di Paese vuole essere associato con l'assassinio di massa di uomini, donne e bambini innocenti?"

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno lanciato nella notte degli attacchi contro obiettivi mirati in Siria, per punire il presidente Bashar al-Assad per il presunto uso di armi chimiche contro la popolazione di Douma. L'operazione statunitense in Siria, ha riferito un alto funzionario della Casa Bianca alla Cnn, "non è finita"; anche altri due responsabili dell'amministrazione hanno riferito alla tv americana che la reazione militare agli attacchi chimici non è terminata. "Nel piano sono stati inseriti molti elementi di flessibilità per consentire ulteriori attacchi, basati su quello che è stato colpito stanotte" ha aggiunto il funzionario.

Il segretario alla Difesa, Jim Mattis, ha detto che quella di stanotte "al momento" è un'operazione circoscritta e lanciata per "mandare un messaggio forte volto a dissuadere [Assad] dal farlo di nuovo [un attacco con armi chimiche]". Si è trattato di un attacco mirato di più ampia portata rispetto a quello di un anno fa, ma pur sempre di un'operazione contenuta, evidentemente calcolata per evitare di provocare la risposta militare degli alleati di Assad, Iran e Russia, dando al tempo stesso un chiaro segnale al presidente siriano.

 

L'attacco

Per la seconda volta nel giro di un anno, Donald Trump ha ordinato un'azione militare in Siria. Con lo stesso obiettivo dichiarato di punire l'uso di armi chimiche del governo siriano contro la popolazione civile, gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito hanno lanciato attacchi aerei contro la nazione mediorientale.

Stando al Pentagono, i target dell'azione coordinata includono un centro di ricerca scientifico vicino alla capitale siriana, un magazzino di armi chimiche nei pressi di Homs e un non lontano posto di comando. L'anno scorso era stata presa di mira solo una base aerea siriana. Questi target sono stati scelti in base alla loro "importanza" nell'ambito del programma chimico siriano e del luogo, per evitare effetti collaterali.

A dare l'annuncio dell'azione coordinata tra Washington, Parigi e Londra è stato il presidente Trump. In un messaggio video alla nazione, il leader nordamericano ha fatto riferimento al presidente siriano, il "dittatore" Bashar al-Assad, e all'ultimo presunto attacco chimico dicendo "queste non sono le azioni di un uomo. Sono piuttosto crimini di un mostro". Lui che soltanto la settimana scorsa sembrava pronto a portare a casa i 2.000 soldati presenti in Siria, ha dichiarato che gli Stati Uniti "sono pronti ad agire in questo modo fino a quando il regime siriano non smetterà di usare sostanze chimiche proibite".

Anche Theresa May, il premier del Regno Unito, ha dichiarato: "Non si tratta di intervenire nella guerra civile. Non si tratta di cambiare regime. Si tratta di un attacco limitato e mirato che non alimenta ulteriormente le tensioni nella regione e che fa il possibile per prevenire vittime civili". Stando a Mattis, l'attacco è stato "preciso, proporzionato e pesante[...] è stato usato un numero doppio di armi rispetto allo scorso anno", quando Trump diede il via al lancio di 59 missili Tomahawk.

La tv di Stato siriana ha riferito che 13 missili sono stati abbattuti a Sud di Damasco per contrastare "l'aggressione americana". La Russia - l'alleata di Damasco convinta, insieme a vari osservatori, che un attacco chimico a Douma non ci sia stato e che i video e le immagini fatti circolare siano stati creati ad hoc - non ha fatto attendere la sua risposta: su Facebook, l'ambasciatore russo in Stati Uniti, Anataloy Antonov, ha scritto che "azioni simili avranno conseguenze". Antonov ha aggiunto che "gli Stati Uniti - il più grande possessore di un arsenale di armi chimiche - non hanno alcun diritto morale di puntare il dito contro altre nazioni".

Ora resta da vedere come il Cremlino - già sanzionato per la sua presunta interferenza nelle elezioni presidenziali Usa - intende reagire insieme a Damasco. Il generale James F. Dunford Jr, il capo dello Stato maggiore congiunto, l'ufficiale militare di rango più elevato delle forze armate statunitensi, ha detto in conferenza stampa che la Russia era stata avvertita dell'attacco sulla Siria attraverso gli stessi canali di comunicazione usati negli ultimi giorni. A Mosca non erano stati forniti dettagli sui target presi di mira, ma era stato spiegato quale spazio aereo Usa e alleati avrebbero usato. Chiaramente gli Stati Uniti volevano evitare di colpire le forze russe in Siria.

 

Le reazioni

Il regime siriano ha denunciato "l'aggressione barbara e brutale" dei Paesi occidentali. "La guerra condotta dagli Stati uniti contro la Siria, contro i popoli della regione e i suoi movimenti di resistenza, non raggiungerà i suoi obiettivi" si legge in un comunicato di Hezbollah, alleati del presidente siriano Bashar al-Assad.

La Russia ha condannato "con la massima fermezza" i raid sulla Siria a opera di Usa, Francia e Regno Unito, un'aggressione "in violazione della carta Onu e del diritto internazionale". Lo afferma in una nota il presidente russo, Vladimir Putin, che chiede una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu per "discutere dell'aggressione degli Usa e dei suoi alleati contro la Siria". In precedenza, la Russia aveva reso noto che la Difesa aerea siriana ha intercettato tutti e 12 i missili cruise che erano stati lanciati contro l'aeroporto militare di Dumayr. Mosca, principale alleato di Damasco, ha sottolineato che le unità di difesa russe in Siria non sono state coinvolte nell'azione di respingimento dei raid.

Israele ha definito "legittima" l'operazione militare degli Stati Uniti in Siria, affermando che il regime di Damasco continua le sue "azioni mortali". "L'anno scorso il presidente americano Donald Trump ha fatto capire che l'uso di armi chimiche equivale a superare una linea rossa. Questa notte Usa, Francia e Gran Bretagna hanno agito di conseguenza" ha spiegato un responsabile israeliano rimasto anonimo.

 

L'annuncio di Trump e le accuse a Mosca

Nel discorso con cui ha annunciato i raid militari, Trump si è rivolto a Russia e Iran, principali alleati di Damasco: "Che razza di Paese vuole essere associato con l'assassinio di massa di uomini, donne e bambini innocenti? Le nazioni possono essere giudicate dagli amici che hanno". "Nel 2013, il presidente Putin e il suo governo promisero al mondo che avrebbero garantito l'eliminazione delle armi chimiche in Siria. Il recente attacco di Assad e la risposta di oggi sono il diretto risultato del fallimento della Russia nel mantenere la sua parola". "La Russia - ha aggiunto Trump - deve decidere se continuare lungo questo oscuro percorso o se si unirà alle nazioni civilizzate come forza per la stabilità e la pace".

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AP

Da Washington, Pier Carlo Padoan ha rivendicato il lavoro fatto al ministero delle Finanze dal febbraio 2014 a oggi. E preparandosi a dire addio al suo incarico, ha lanciato un messaggio al prossimo governo (che fatica a prendere forma): "Non ci sono scorciatoie, la strada intrapresa [delle riforme] è quella giusta". Su questo è d'accordo il Fondo monetario internazionale, che ci chiede un piano "credibile e ambizioso" per portare avanti un consolidamento fiscale. Perché è vero che l'istituto guidato da Christine Lagarde ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita dell'Italia. Ed è vero che il debito sta migliorando, ma resta alto mettendo l'Italia tra i Paesi che - come ha avvertito il d.g. del Fondo Christine Lagarde - "potrebbero essere colpiti di più se le condizioni di mercato", ora favoravoli, "cambiano".

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Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.