Usa2020, Bernie Sanders vince i Caucus in Nevada

Il senatore del Vermont consolida lo status di favorito alla nomination Dem: "Abbiamo creato una coalizione multigenerazionale e multirazziale, che non vincerà solo in Nevada, ma in tutto il Paese"
Ap

Bernie Sanders vince in maniera netta i caucus del Nevada, terzo appuntamento della competizione elettorale per la scelta del candidato democratico alle presidenziali statunitensi di novembre. Con quasi il 50% delle preferenze il senatore del Vermont consolida il suo status di favorito alla nomination del partito dell’Asinello. "Abbiamo creato una coalizione multigenerazionale e multirazziale, che non vincerà solo in Nevada, ma in tutto il Paese", ha dichiarato un euforico Sanders parlando ai suoi sostenitori durante un comizio a San Antonio, in Texas, dove ha proclamato la affermazione elettorale e ha, di fatto, predetto altre vittorie nelle prossime consultazioni.

"Abbiamo appena vinto i caucus del Nevada. Questo movimento della gente comune è inarrestabile. Vinciamo insieme la nomination, sconfiggiamo Trump e trasformiamo il Paese", ha poi scritto Sanders su Twitter.

Alle sue spalle si è invece piazzato l’ex vice presidente Biden, staccato di oltre 20 punti percentuali. "Siamo vivi, stiamo tornando e vinceremo", ha dichiarato l'ex braccio destro di Barack Obama, che ha poi provato a rassicurare il suo elettorato: "Sono un democratico, non un socialista, vinceremo la Carolina del Sud e il Super Tuesday". Al terzo posto si è invece piazzato un deluso Pete Buttigieg che si è dapprima congratulato con Sanders salvo poi attaccarlo duramente: "Crede in una rivoluzione ideologica inflessibile che esclude molti democratici, per non parlare dei molti americani che taglia fuori", ha dichiarato l’ex sindaco di South Bend.

Quarto posto per Elizabet Warren che già in molti considerano ormai fuori dalla corsa alla nomination e che, di fatto, si trova a dover analizzare un nuovo pesante schiaffo che certifica la difficoltà della sua campagna elettorale a spiccare il volo. Poco prima che i poll testimoniassero la sua sconfitta, la senatrice aveva parlato a Seattle dichiarando che mancano ancora "molti stati, e in questo momento posso sentire lo slancio". Diversamente da alti colleghi dem ha evitato di mirare a Sanders preferendo attaccare Bloomberg e la sua candidatura autofinanziata: "È il candidato più rischioso per i democratici, non può battere Donald Trump" ha dichiarato la Warren secondo cui "queste elezioni non sono in vendita". "Non vogliamo sostituire un arrogante alla Casa Bianca con un altro arrogante", ha aggiunto la senatrice del Massachusetts.

L’ex sindaco di New York, scenderà nell’arena solo tra qualche settimana, al Super Tuesday del 3 marzo, non ha commentato i risultati lasciano la parola al responsabile della sua campagna, Kevin Sheekey, secondo cui tributare la nomination a Sanders sarebbe un "errore fatale". "Il risultato del Nevada rinforza il fatto che questo campo frammentato sta mettendo Bernie Sanders nelle condizioni di ammassare un vantaggio insormontabile in termini di delegati. Questo è un candidato che ha dichiarato guerra al cosiddetto 'establishment democratico'. Noi abbiamo bisogno di indipendenti e repubblicani per battere Trump. Attaccare il proprio partito non è il modo di cominciare", ha dichiarato Sheekey.

Chi gongola è invece Donald Trump che si è subito complimentato su Twitter con "Crazie Bernie", candidato che lui considera più facile da battere nella corsa a due per la Casa Bianca. "Sembra che il pazzo Bernie abbia fatto bene in Nevada. Biden e gli altri sono deboli e non c'è possibilità che Mini-Mike Bloomberg possa rilanciare la sua campagna dopo la peggiore perfomance della storia in un dibattito presidenziale. Congratulazioni Bernie cerca di non farti strappare la vittoria", ha dichiarato il tycoon.

Altri Servizi

Wall Street, attesa per il rapporto sull'occupazione

Petrolio in rialzo dopo il diffuso ottimismo sul taglio della produzione
AP

Usa: -701.000 posti di lavoro a marzo, la disoccupazione sale al 4,4%

Primi effetti del coronavirus, ma i dati si riferiscono solo fino al 12 marzo, all'inizio dell'applicazione delle misure restrittive per contenere la diffusione della pandemia

Il mese scorso, le aziende statunitensi hanno cominciato a licenziare, a cauda dell'emergenza coronavirus, i cui effetti saranno più visibili nei prossimi mesi; la disoccupazione è salita dai minimi degli ultimi 50 anni a un livello superiore a quello atteso dagli esperti. Negli Stati Uniti, a marzo sono stati persi 701.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano una riduzione di 10.000 posti di lavoro. La disoccupazione è salita dal 3,5% al 4,4%, contro attese per un 3,7 per cento.

Usa, effetto coronavirus: 10 milioni di disoccupati in due settimane

La scorsa settimana, 6,6 milioni di nuove richieste di sussidi di disoccupazione, il doppio della settimana precedente
Ap

Il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta, la scorsa settimana, per ricevere i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti ha registrato un aumento record, perché ha fortemente subito gli effetti della pandemia di coronavirus. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 3,341 milioni a 6,648 milioni di unità; gli analisti attendevano un dato in rialzo di 3,1 milioni. 

Wall Street, attenzione alle richieste di disoccupazione

In programma anche il deficit della bilancia commerciale
AP

Wall Street riparte dopo il primo trimestre peggiore della sua storia

Oggi atteso il dato sull'occupazione nel settore privato
AP

Coronavirus, Pence: "Situazione Usa comparabile a quella dell'Italia"

Il vicepresidente Usa: "Il futuro è nelle nostre mani". I casi negli Stati Uniti sono 189.633, i morti 4.081

"Pensiamo che l'Italia sia l'area più comparabile agli Stati Uniti, in questo momento". A dirlo è stato il vicepresidente statunitense, Mike Pence, intervistato dalla Cnn sull'emergenza coronavirus. "Il nostro messaggio di ieri e per i prossimi 30 giorni è che il futuro è nelle nostre mani" ha dichiarato.

Coronavirus, Trump: picco a Pasqua, il numero di morti calerà molto entro giugno

Il presidente Usa intervistato da Fox News: "Se non avessi fatto nulla, avremmo rischiato 2,2 milioni di morti; avremo fatto un buon lavoro se saranno al massimo 200.000"
Ap

"Stiamo combattendo una guerra. È incredibile quello che stiamo facendo [...] Stiamo facendo un grande lavoro, stiamo costruendo degli ospedali in 3-4 giorni. Intorno a Pasqua ci sarà il picco, gli esperti prevedono che ci saranno dei veri progressi entro la fine di aprile". Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, che sta parlando a 'Fox and friends' su Fox News a proposito dell'emergenza coronavirus. Trump ha poi detto che il numero di morti "calerà molto" entro il primo giugno.

Coronavirus, in California raddoppia in un giorno il numero di pazienti in terapia intensiva

Sono passati da 200 a 410 in meno di 24 ore, lo ha annunciato il governatore Gavin Newsom
Wikipedia

Il numero di pazienti affetti da coronavirus ricoverati in terapia intensiva in California è raddoppiato in meno di 24 ore, passando dai 200 di venerdì a 410 di sabato. A darne notizia è il governatore californiano Gavin Newsom che ha spiegato che anche il numero di pazienti ospedalizzati, risultati positivi al coronavirus, è aumentato del 38,6%, passando dai 746 di venerdì ai 1.034 di sabato.

Wall Street, verso un'altra settimana volatile

Il presidente Trump 'rinuncia' a far ripartire gli Stati Uniti entro Pasqua
AP

Trump allenta gli standard ambientali per le auto

Le nuove norme, che cancellano le misure volute da Obama, saranno subito portate in tribunale da Stati e gruppi ambientalisti