Vertice Nato, Trump chiede agli alleati un nuovo obiettivo: il 4% del Pil alla difesa

Gli alleati faticano ad avvicinarsi al 2%, come promesso nel 2014 (entro 10 anni)
Ap

Vertice Nato,Trump chiede nuovo obiettivo: 4% Pil alla difesa Lo ha riferito il presidente bulgaro New York, 11 lug - Il presidente statunitense, Donald Trump, ha formalmente chiesto agli alleati della Nato di alzare al 4% la percentuale del Pil da dedicare alle spese per la difesa, nonostante la maggior parte degli alleati sia ancora lontana dall'obiettivo del 2%, fissato nel 2014 per il 2024. A renderlo noto è stato il presidente bulgaro, Rumen Radev.

Parlando con i giornalisti bulgari, Radev ha dichiarato che il vertice della Nato è teso, con Trump che insiste nel dire che il 2% del Pil per la difesa è troppo poco. "Trump ha sollevato la questione non solo di raggiungere il 2%, ma una nuova barriera, il 4%" ha detto. "Tutti si sono chiesti se stesse dicendo sul serio".

 

 

La conferma della Casa Bianca

"Durante le dichiarazioni al summit della Nato di oggi, il presidente ha proposto che i Paesi non solo rispettino il loro impegno del 2% del Pil alle spese per la difesa, ma che lo aumentino al 4%". Lo ha scritto, in una nota, la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, confermando quanto detto dal presidente bulgaro, Rumen Radev.

Sanders ha poi aggiunto che Trump "sollevò la stessa questione" al vertice della Nato dello scorso anno. "Il presidente Trump vuole vedere i nostri alleati condividere un peso maggiore e come minimo che rispettino gli obblighi presi". Nel 2010, gli Stati Uniti spendevano il 4,81% del Pil nella difesa; lo scorso anno, il 3,57% e, per il 2018, le stime della Nato sono del 3,5 per cento. Nel 2014, gli alleati si sono impegnati a spendere il 2% del Pil nella difesa entro il 2024.

 

L'attacco su Twitter

"A cosa serve la Nato se la Germania sta pagando alla Russia miliardi di dollari per il gas e l'energia? Perché solo 5 Paesi su 29 hanno rispettato il loro impegno? Gli Stati Uniti stanno pagando per la protezione dell'Europa e perdono miliardi di dollari nel commercio. Devono [gli altri Paesi, ndr] pagare il 2% del Pil IMMEDIATAMENTE, non entro il 2025". Questo il tweet del presidente statunitense, Donald Trump, contro gli alleati della Nato, 'colpevoli' di non rispettare l'impegno di dedicare il 2% del Pil alla difesa; si tratta di un impegno che deve essere rispettato entro il 2024.


Tensioni con la Germania

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha assicurato di avere "dei rapporti molto buoni" con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, durante il summit della Nato, a Bruxelles. Trump aveva attaccato la Germania, questa mattina, affermando che Berlino "è prigioniera" della Russia e non contribuisce sufficientemente agli sforzi militari della Nato. Merkel aveva risposto che la Germania prende le sue decisioni in modo "indipendente".

Il presidente ha avuto un bilaterale con Merkel a margine del summit della Nato e ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti hanno un "eccezionale" rapporto con la Germania. Poi, ha aggiunto di ave discusso con Merkel di spese militari e commercio. Merkel ha invece detto che Germania e Stati Uniti sono "buoni partner" e di aver discusso con Trump anche di immigrazione.

Il capo della Casa Bianca, appena arrivato al quartier generale della Nato, aveva ripetuto le critiche agli alleati che non investono il 2% del Pil nella difesa, come si sono impegnati a fare (entro il 2024) nel summit avvenuto in Galles: "Così gli Stati Uniti pagano per tutti e questo non è giusto". Poi però il presidente aveva preso di mira soprattutto la Germania, non solo perché non paga abbastanza, ma per i rapporti di Berlino con Mosca.

"Noi - ha detto Trump - dobbiamo pagare per difendere questi Paesi dalla nazione con cui fanno affari", cioè la Russia. Quindi ha criticato il gasdotto Nord Stream 2, che dovrebbe collegare direttamente la Germania alle forniture controllate dal Cremlino, aggirando gli altri Paesi della regione. «Un ex cancelliere - ha detto Trump - guida questo progetto", riferendosi all’ex leader della Spd, Gerhard Schroeder.

 

Altri Servizi

Wall Street, attenzione alle trimestrali

Ancora una giornata significativa per la pubblicazione di dati societari
iStock

Donald Trump contro l'Europa: è un nemico

In una intervista a Cbs il presidente americano contro l'Unione europea a pochi giorni dalla sua visita ufficiale
©AP

Il presidente americano, Donald Trump, ha definito l'Unione europea un "nemico" degli Stati Uniti in un'intervista a seguito di un incontro controverso la scorsa settimana con gli alleati della NATO.

Wall Street, attenzione alle trimestrali e al vertice Trump-Putin

Attesi i dati di Bank of America e BlackRock prima dell'apertura dei mercati. Trimestrale di Netflix dopo la chiusura
iStock

Trump: "Russiagate ridicolo, nessuna interferenza russa". Con Putin "è solo l'inizio"

Incontro tra i due presidenti a Helsinki: "Ci incontreremo spesso, in futuro. I nostri rapporti non erano mai stati peggiori, ma le cose ora sono cambiate"
AP

"Io e Putin ci incontreremo spesso, in futuro. Sono state ore molto costruttive". Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, durante la conferenza stampa congiunta con l'omologo russo, Vladimir Putin, organizzata dopo il loro bilaterale al palazzo presidenziale di Helsinki, in Finlandia. Secondo Trump, il summit odierno "è solo l'inizio".

Usa 2016, Nyt: Trump sapeva delle ingerenze di Putin sin dall'inizio

Il presidente ha visto le prove due settimane prima del suo insediamento

Due settimane prima del suo insediamento alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha avuto accesso a informazioni segrete dell'intelligence che provavano il coinvolgimento in prima persona di Vladimir Putin nelle ingerenze russe nelle scorse elezioni presidenziali. Lo scrive il New York Times, secondo cui dai documenti emergeva che il presidente russo "ordinò personalmente gli attacchi informatici per influenzare le elezioni americane". Trump si sarebbe "convinto con riluttanza", vedendo i documenti il 6 gennaio dello scorso anno, due settimane prima del giuramento, secondo le fonti presenti all'incontro alla Trump Tower tra l'allora presidente eletto e l'intelligence. Tra le prove mostrate a Trump, c'erano messaggi e e-mail di funzionari dell'intelligence militare russa. Inoltre, c'erano anche informazioni ottenute da una fonte top-secret vicina a Putin, da cui emergeva il piano del Cremlino per influenzare le elezioni.

La settimana americana (ovvero, Trump incontra Putin)

Lunedì sarà il giorno dei giorni. Il presidente americano incontra quello russo. Poi è tutto in discesa, con tantissime trimestrali a Wall Street, la Fed e Facebook al Congresso
AP

Lunedì sarà il giorno più atteso degli ultimi mesi per la politica internazionale. Donald Trump incontra Vladimir Putin a Helsinki, in Finlandia. La Casa Bianca ha detto che i due presidenti discuteranno di Medio Oriente, Ucraina e di interferenze russe nelle elezioni americane del 2016. Uno dei punti fondamentali è l'annessione russa della Crimea, che gli Stati Uniti non hanno riconosciuto e su cui Trump ha lasciato una apertura: "Vedremo". Tra l'arto, il presidente Usa insiste nel voler affrontare parte del colloquio da solo con Putin, cosa che sta preoccupando molto l'amministrazione Usa, visto che Putin è un ex agende del Kgb, con decenni di formazione alle spalle. 

Microsoft chiede la Congresso di regolare il riconoscimento facciale

In un post sul blog del colosso, il presidente Brad Smith chiede un intervento della politica
AP

Microsoft vuole che il governo degli Stati Uniti inizi a pensare a quali limiti dovrebbero essere impostati sull'uso della tecnologia di riconoscimento facciale. In un post sul suo blog,  Microsoft ha anche affermato di essere in contatto con gruppi esterni per definire le proprie politiche su come utilizzerà e venderà questa tecnologia.

L'ultimo Blockbuster d'America

Si trova a 120 chilometri da Portland, in Oregon. Tra poco - quando chiuderanno i due negozi dell'Alaska - rimarrà solo.

Il negozio Blockbuster a Bend, in Oregon, ha una strategia chiara: vuole resistere e fare da argine all'espansione dei servizi di streaming digitale come Netflix e HBO, che permettono ai clienti di non alzarsi dal divano per vedere un film. Ma è rimasto solo.

Messico, la prossima crisi arriverà da Sud

Il presidente eletto Lopez Obrador potrebbe entrare in contrasto con Donald Trump sull'immigrazione. Il rischio è che ne esca perdente
iStock

Dopo la vittoria di Andres Manuel Lopez Obrador alle elezioni presidenziali messicane, i mercati si sono concentrati sulle prospettive economiche di un Paese che rischia la crisi finanziaria. Eppure, il primo e più grande problema della futura amministrazione, in carica dal primo dicembre, potrebbe essere l'immigrazione dall'America Centrale, come scritto da Shannon O'Neil, senior fellow per gli Studi sull'America Latina del Council on Foreign Relations.

Wall Street, attenzione al Beige Book

La Federal Reserve lo pubblicherà alle 14 (le 20 in Italia)
iStock