Vetro di Murano e cinture nere: Peter Marino per Venini

Presentata la collezione esclusiva dello storico marchio di vetreria

 Esistono due elementi che possano sembrare più lontani tra loro del vetro di Murano e delle cinture di pelle? Forse no, eppure da questo momento coesistono idealmente, in armonia, in una collezione di vasi creata dall'architetto newyorkese Peter Marino per Venini, storica azienda leader nel settore della vetreria. Presentata al Museum of Arts and Design di Columbus Circle, "Black Belt" è una collezione in edizione limitata che comprende 349 pezzi unici, nati dall'unione tra la sapienza dei vetrai veneziani e la creatività di questo architetto celebre - oltreché per il suo look fatto di pelle nera, cinture e cappello da poliziotto - per aver collaborato con i più grandi brand di moda, disegnando le boutique di stilisti come Calvin Klein, Giorgio Armani, Fendi, Dior, Chanel e Louis Vuitton.

"In questo caso, tutto parte dal mio amore per Venezia", ha spiegato Marino, che fa parte di Venetian Heritage, l'organizzazione no-profit dell'Unesco nata per garantire la salvaguardia della città sulla laguna e del suo patrimonio architettonico, artistico e culturale. Da questo amore, e dalla vicinanza a Venezia, è arrivata la proposta di Venini, azienda fondata nel 1921 dall'avvocato milanese Paolo Venini e dall'antiquario veneziano Giacomo Cappellin, e acquisita nel 2016 dalla famiglia Damiani (che possiede l'omonimo marchio di alta gioielleria).

Venini negli anni ha dato vita a collaborazioni molto importanti con nomi come Giò Ponti, Gae Aulenti, Mimmo Rotella, Massimiliano Fuksas, Ettore Sottsass, e le sue creazioni sono entrate a far parte delle collezioni permanenti di musei come il MoMA di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e la Fondazione Cartier di Parigi. L'obiettivo è sempre stato lo stesso: dare luce a una delle eccellenze del made in Italy, il vetro di Murano, collaborando con menti creative e geniali. Da qui l'incontro con Marino, che ha donato la sua "black belt", la caratteristica cintura nera che indossa sempre, ai vasi Venini.

Quattro forme: ovale, quadrato, triangolare e a forma di otto. E, appunto, 349 pezzi creati combinando l'antica tecnica "a sbruffo" con il procedimento cosiddetto "sommerso", che dà al vetro una trasparenza speciale e una sfumatura cromatica smeraldo. Su tutto, la "firma" di Marino: le sue strisce nere. "So che vi state chiedendo da dove abbia tirato fuori il nome black belt. Mi è semplicemente venuto in mente un giorno!", ride Peter Marino. "Per me i vasi sono una cosa che va usata: dentro bisogna metterci i fiori, non solo usarli come soprammobili", ci dice la vice presidente di Damiani, Silvia Damiani. E non potrebbe esserci un luogo migliore di New York per presentare questa collezione. "Qui il futuro accade prima di accadere". Anche per il vetro di Murano

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