I nuovi propositi per il 2018 di Hillary Clinton? Vanity Fair li suggerisce ma poi si scusa. Trump attacca

Un video ironico sulla candidata democratica sconfitta alle presidenziali 2016 ha sollevato le polemiche
AP

Dopo le polemiche esplose per un video ironico su Hillary Clinton, il magazine Vanity Fair è stato costretto a scusarsi. "Era un tentativo di humor ma ci dispiace non sia riuscito". Donald Trump non ha perso occasione per attaccare la rivista ma anche la sua ex sfidante nella corsa alle presidenziali del 2016.

Mentre si trovava nel suo resort di lusso a Palm Beach, Florida, il 45esimo presidente americano ha scritto su Twitter: "Vanity Fair, che sta ormai per collassare, si sta piegando scusandosi per il piccolo colpo che ha sferzato alla corrotta H". Riferendosi poi ad Anna Wintour, direttrice artistica di Condé Nast (il gruppo editoriale che pubblica Vanity Fair) e descritta da Trump come una grande fundraiser di Clinton, il presidente ha aggiunto: "E' fuori di sé, è in lutto e sta pregando per il perdono".

Il video immortalava sei nuovi propositi per il nuovo anno pensati per l'ex segretario di Stato amaramente sconfitto lo scorso anno alle elezioni presidenziali contro Trump. Ogni proposito è stato presentato da un giornalista di Hive - sito di Vanity Fair lanciato nel giugno 2016 - mentre aveva in mano un bicchiere di spumante, per indicare l'aria festiva e giocosa.

In un caso, alla candidata democratica che sperava di diventare la prima donna a mettere piede alla Casa Bianca da presidente veniva suggerito di scrivere un sequel del suo libro "What Happened" (cosa è successo), una biografia pubblicata dopo la sconfitta elettorale. Il titolo suggerito? "What the Hell Happened" (cosa diavolo è successo).

In un altro le veniva consigliato di fare più fotografie nei boschi, riferimento alla prima immagine di lei circolata in rete dopo la pesante debacle elettorale. Una sua supporter l'aveva incontrata per caso scattando una selfie.

Una proposta aggiuntiva per il 2018 era "fare volontariato, fare la maglia o darsi alla commedia improvvisata, letteralmente qualsiasi cosa che ti impedisca di candidarti di nuovo". Un altro proposito suggerito dai giornalisti di Vanity Fair? "Mettere via la bambola voodo di James Comey", l'ex direttore dell'Fbi che a pochi giorni dalle elezioni riapr" e richiuse senza novità l'emailgate, l'indagine (già archiviata nell'estate precedente senza incriminazione) sull'uso di un account privato di posta elettrinica da parte di Clinton quando lei era a capo del dipartimento di Stato. "Sappiamo tutti che pensi che James Comey ti sia costato l'elezione, e magari è cos", ma ci sono una manciata di altre cose. E' passato un anno, è ora di guardare avanti".

I sei giornalisti hanno concluso il video brindando in onore di Clinton. Sui social media sono esplose le polemiche tanto che l'attrice Patricia Arquette e Peter Daou (il fondatore di Verrit, sito di fan di Clinton) hanno tacciato il video come sessista: "Basta dire alle donne cosa c...o devono o non devono fare", ha scritto l'attrice su Twitter.

Un ex consigliere di Clinton, Peter Daou, si è spinto oltre propendo l'hashtag #CancelVanityFair. "Suggerire alla prima donna a candidarsi alla presidenza per un grande partito di fare la maglia è un incredibile mancanza di giudizio da parte di Vanity Fair. Specialmente alla fine del 2017". Un anno che verrà ricordato non solo per lo stile improbabile della presidenza Trump ma anche per il movimento #MeToo, rilanciato dalla pioggia di accuse di molestie sessuali subite dalle donne sul posto di lavoro.

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