Visa e Mastercard: patteggiamento con commercianti per 6,2 mld di dollari

Visa, Mastercard e alcune banche americane che emettono carte di credito hanno siglato il più grande patteggiamento legato a una class action e siglato nell'ambito di un caso antitrust. Esso riguarda le commissioni pagate dai commercianti - pari in Usa a oltre 90 miliardi di dollari l'anno - quando accettano pagamenti effettuati con carte di credito. Il valore dell'intesa è pari a 6,2 miliardi di dollari.

Viene così archiviato un caso avviato nel 2005 (quando Visa e Mastercard erano ancora controllate dalle banche) ma riaperto nel 2016 da un tribunale d'appello, convinto che i commercianti non fossero equamente rappresentati. Nel 2012 le due aziende aveva siglato un accordo record, poi annullato, da 5,7 miliardi di dollari, tagliato da 7,25 miliardi dopo il ritiro dalla class action di grandi retailer come Starbucks, Lowe's, Amazon, Costco Wholesale e Walmart. Lo scorso anno la Corte Suprema si era rifiutata di occuparsi del caso.

Le due aziende avevano già pagato 5,3 miliardi a questo scopo. La porzione del nuovo patteggiamento di Visa vale 600 milioni, cifra che il gruppo ha detto di avere già accantonato il 28 giugno; includendo l'intesa del 2012, il totale versato da Visa è pari a 4,2 miliardi. Mastercard pagherà altri 108 milioni oltre ai 790 milioni che accettò di versare nell'intesa del 2012.

L'azione legale contro Visa e Mastercard - che gestiscono le transazioni con carte di credito attraverso le loro reti - chiama in causa anche JP Morgan, Bank of America e Citigroup. Avviata per conto di circa 12mila commercianti, la causa ha visto i gruppi di carte di credito essere accusati di violare le leggi federali antitrust obbligando i commercianti a pagare commissioni gonfiate e a impedire loro di indirizzare i clienti ad altri metodi di pagamenti.

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