Visco: avanti con la crescita, ma senza dimenticare i vincoli

Il governatore di Banca d'Italia "fiducioso" nel senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni. Spagnoli più ricchi degli italiani? Padoan usa una metafora calcistica: le rimonte sono possibili.

Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.

Visco sa bene che "l'incertezza è un fattore rilevante". Per il momento i mercati non hanno punito l'Italia dopo le elezioni del 4 marzo scorso, ha osservato. Ma uno stallo o una inversione a U degli sforzi fatti e rivendicati da Padoan preoccuperebbe gli investitori. D'altra parte, ha spiegato il ministro, al Fondo c'è un senso di "apprezzamento per quello che l'Italia ha fatto in questi anni, in termini di occupazione, conti pubblici e sistema bancario". L'auspicio di tutti "è che questo trend possa continuare".

Padoan: spagnoli più ricchi degli italiani? Le rimonte sono possibili
A Padoan poco importa se gli spagnoli sono diventati più ricchi degli italiani (in termini di reddito pro capite basato sul potere d'acquisto). "Consentitemi una battuta inevitabile", ha detto il ministro nella conferenza con cui si sono conclusi i lavori primaverili dell'Fmi: "Ci possono essere delle rimonte". Dopo avere fatto riferimento alla partita Roma-Barcellona (finita 3 a 0), Padoan ha aggiunto: "Capisco che il tema appassioni ma io sono più appassionato di quanto l'Italia abbia migliorato la sua crescita negli ultimi 5 anni. Possiamo e dobbiamo fare di più".

Come ribadito in più salse dal d.g. del Fondo Christine Lagarde, Visco e Padoan condividono l'analisi secondo cui bisogna approfittare dell'attuale ciclo economico espansivo per prepararsi alla prossima crisi. Per Visco, "in questo momento c'è la possibilità di creare lo spazio fiscale che si è eroso durante gli anni della recessione e che si può riconquistare mantenendo i benefici della crescita". Andranno poi affrontate e risolte anche le "difficoltà che si sono accumulate di equa distribuzione di reddito e ricchezza" e che hanno portato a un senso di fiducia in calo nei confronti delle istituzioni e dei politici.

Insomma, l'Italia viene vista come un Paese che negli ultimi anni 'ha fatto i compiti a casa' e che sul fronte della riduzione dei non performing loans ha fatto "molti progressi". Padoan lo ha detto anche al Fondo: "Il flusso dei nuovi non performing loan è sceso a circa il 2% dei prestiti totali, sotto la media pre-crisi".

Restrizioni commerciali uno shock per l'economia
Nel frattempo Visco, Padoan, ministri e governatori di tutto il mondo monitorano i rischi di una guerra commerciale.

Dopo che l'amministrazione Trump ha minacciato dazi su importazioni cinesi per 150 miliardi di dollari annui, Visco non ha usato mezzi termini in un suo discorso alla Banca Mondiale: "Le restrizioni commerciali potrebbero causare shock avversi all'economia globale" che potrebbe subire una "contrazione".

Il ministro dell'Economia ha riferito che "da parte di tutti i Paesi, con l'eccezione degli Stati Uniti, c'è stata grande preoccupazione sul fatto che le misure annunciate o addirittura adottate di restrizione del commercio possano essere il momento di avvio di una guerra commerciale che - tutti hanno dichiarato - nessuno può vincere". Mentre si dicono "favorevoli a un commercio equo oltre che libero e aperto", il segretario americano al Tesoro Steven Mnuchin valuta un viaggio a Pechino. E mostra un "cauto ottimismo".

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

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Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

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Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

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Pesano investimenti per creare una delle più grandi pay-tv d'Australia. il Wall Street Journal ha più abbonati digitali che su carta
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