Wall Street, la fiducia degli investitori prosegue

Prima seduta dell'anno, dopo un 2017 da record

Wall Street: ieri chiusura in rialzo nella prima seduta del 2018

Wall Street ha chiuso la prima seduta del 2018 in rialzo, toccando livelli record. L'S&P 500 ha guadagnato lo 0,8%, chiudendo a 2.695, con i beni voluttuari, il settore tecnologico e quello energetico che hanno visto rialzi dell'1%. Il Nasdaq ha chiuso sopra i 7.000 punti per la prima volta. Il Dow ha messo a segno un rialzo dell'1,5% a 24.824 punti, con il titolo di Disney che ha messo a segno un +4%. Gli analisti sostengono che si tratti di un prolungamento di quanto avvenuto nel 2017, un anno da record: gli indici non chiudevano un anno cos" dal 2013. Nel 2017 il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato poco più del 25% e il Nasdaq Composite ha aggiunto il 27,6%, l'S&P 500 il 19,4%.

I rialzi continuano a essere guidati dalla riforma fiscale voluta dal presidente Usa Donald Trump che ha tagliato le tasse sulle aziende portandole al 21% dal 35%. Gli investitori guardano anche alla pubblicazione del rapporto sul lavoro che uscirà questo venerdì. Ieri il Dow Jones ha chiuso la seduta in rialzo di 104,79 punti, lo 0,42%, a quota 24.824. L'S&P 500 ha terminato in rialzo di 22,20 punti, lo 0,83%, a quota 2.695. Il Nasdaq ha chiuso su di 103,51 punti, l'1,50%, a quota 7.006. Il petrolio quotato a New York ha chiuso in rialzo dello 0,13% a quota 60,45 dollari al barile.

Borsa
Wall Street: titoli settore auto a passo rapido, ma vendite dicembre attese in calo

Viaggiano in buon rialzo a Wall Street i titoli del settore auto, alla vigilia dei dati sulle immatricolazioni di dicembre e dell'intero 2017, che saranno pubblicati domani. I titoli non sembrano per il momento risentire delle previsioni degli analisti, che attendono un generalizzato calo delle vendite. Quando la seduta, la prima del 2018, si avvia verso la soglia di metà giornata, Ford Motor sale dello 0,96%, General Motors cresce dell'1,73% e Fca balza del 2,73%. In crescita dello 0,83% anche Toyota, quotata al Nyse.

Per quanto riguarda le vendite, gli analisti di Kelley Blue Book attendono un calo per il mese scorso, con vendite complessive negli Stati Uniti in ribasso del 7% anno su anno, mentre per l'intero 2017 sono attesi 17,1 milioni di immatricolazioni, il primo calo annuale dopo sette di crescita e dopo un 2016 da record. In particolare, per quanto riguarda i dati di dicembre, gli analisti di Kelley Blue e di Edmunds per General Motors attendono rispettivamente un ribasso del 7,9% e del 5,5%; per Ford Motor un calo del 9,6% e del 6,5% e per Fca una discesa dell'11,7% e dell'8,2%.

Economia
Usa: migliora lavoro, stipendi tornano a crescere, in 18 Stati sale salario minimo

Negli Stati Uniti gli stipendi tornano a crescere, almeno nelle città dove il tasso di disoccupazione è più basso. A livello nazionale la crescita dei salari è rimasta sostanzialmente ferma negli ultimi due anni, anche se il tasso di disoccupazione è calato ai minimi in 17 anni. Ora però si comincia a intravedere un'inversione di tendenza, appunto a partire dalle città dove il mercato del lavoro è più solido, come Minneapolis, Denver e Fort Myers (Florida), dove il tasso di disoccupazione non supera il 3% (il dato nazionale a novembre era del 4,1%).

Inoltre, come riporta il New York Times, il progressivo ritorno degli scoraggiati nella forza lavoro e il calo del numero di persone che si accontentano di un'occupazione part-time pur preferendo un tempo pieno potrà incidere in modo positivo su un rialzo dei salari anche a livello nazionale. Sempre sul fronte degli stipendi, da segnalare che a partire da ieri in 18 stati americani è stato alzato il salario minimo. Arizona, California, Colorado, Hawaii, New York, Rhode Island e Vermont aumenteranno il salario minimo di almeno 50 centesimi l'ora, mentre rialzi minori sono previsti in Alaska, Florida, Michigan, Minnesota, Missouri, Montana, New Jersey, Ohio e South Dakota. In particolare, nello stato di Washington è passato da 11 a 11,50 dollari l'ora, il livello più alto in tutti gli Stati Uniti, e crescerà a 13,50 dollari l'ora nei prossimi tre anni.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

I cereali quotati al Chicago Board of Trade hanno iniziato in rialzo la prima seduta di contrattazioni del 2018. In una giornata di scambi deboli, in cui gli investitori stanno cercando di riprendere le fila e di fare previsioni sulla direzione che prenderà l'anno appena iniziato, il rapporto sulle vendite per le esportazioni pubblicato dal dipartimento all'Agricoltura americano (in ritardo rispetto al solito a causa delle festività) ha dato indicazioni contrastanti e non basta a orientare con decisione gli scambi.

In avvio di seduta mais e frumento si attestano in territorio positivo, con guadagni non molto marcati.  In particolare, i future del mais a marzo crescono di un centesimo e un quarto a 3,52 dollari a bushel, mentre quelli a maggio acquistano un centesimo a 3,60 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo salgono di 5 centesimi e tre quarti a 4,32 dollari a bushel. Andamenti in aumento per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a marzo salgono di 4 centesimi e tre quarti a 9,77 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo avanza di 60 centesimi a 317,40 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo crescono di 29 punti a 33,55 centesimi al pound.

L'editore del New York Times: imparzialità e eredità del passato

"La nostra società è ancora una volta trasformata da forze politiche, tecnologiche e ambientali che richiedono una analisi profonda e una attenta spiegazione. Più di 120 anni da quando la visione di Adolph Ochs era stata impressa su queste pagine, il bisogno di indipendenza, coraggio, giornalismo affidabile è grande come non mai". Lo si legge nella nota pubblicata dal nuovo editore del New York Times, A. G. Sulzberger, membro della storica famiglia che da più di cento anni guida il quotidiano americano.

Sulzberger, 37 anni, inizia la sua nota con un parallelo con le sfide che il suo antenato Adolph Ochs ha dovuto affrontare quando nel 1886 acquistò il quotidiano di New York. Il nuovo editore parla di un periodo eccitante grazie agli sviluppi tecnologici e alle possibilità date al giornalismo dal mondo digitale. Parla di un giornale globale che parla a tutto il mondo.

Parla anche delle difficoltà che il giornalismo deve affrontare per potersi finanziare e cos" sostenere una società aperta e democratica. Sulzberger scrive che come i suoi predecessori non cederà alle forze della disinformazione, al click facile, alla produzione di contenuti poco curati e non originali.

Sulzberger, reporter di formazione, sostiene che nei prossimi anni ci saranno enormi cambiamenti, che daranno al giornalismo possibilità impensabili, ma che al New York Times non mancheranno mai: "le risorse ai reporter per poter andare in profondità a una singola storia per mesi", finanziando reporter "in ogni angolo del mondo" e facendo lavorare persone esperte in singole materie. "Continueremo a cercare il migliore modo per raccontare storie, dalla prosa alla realtà virtuale fino a tutto quello che ci sarà in futuro".

Industria
Aumenta ottimismo aziende Usa, tornano a pianificare investimenti

Ottimismo sembra essere la parola d'ordine delle aziende americane all'inizio del 2018. Complice anche la riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump, i vertici delle società si preparano a mettere a punto nuovi piani di investimento per migliorare fabbriche e apparecchiature, cosa che potrà avere ricadute positive sulla crescita economica e sulla creazione d posti di lavoro.

Come riporta il New York Times, al di là della riduzione dell'aliquota corporate dal 35 al 21%, a incoraggiare le aziende è il fatto che l'amministrazione Trump non ha introdotto regole più stringenti per il settore, anzi ha promesso di ammorbidire ulteriormente in futuro le norme. "E' opinione comune che non ci saranno altre lotte sulla regolamentazione e, cosa importante, non spenderemo di più", ha detto Granger MacDonald, costruttore edile del Texas. L'ottimismo delle aziende è soprattutto legato all'agenda economica di Trump, mentre sul fronte sociale, culturale e politico il sostegno al presidente è più basso, come dimostrano per esempio le critiche per la marcia indietro fatta sugli accordi sul clima di Parigi.

Economia
Usa: sale a 55,1 punti indice Pmi manifatturiero fine dicembre

L'attività manifatturiera americana ha dato segnali positivi a fine dicembre: il dato che ne misura l'andamento si è attestato in rialzo sia rispetto al preliminare sia rispetto al mese precedente.

La lettura finale dell'indice manifatturiero Pmi, redatto da Markit, si è portata a 55,1 punti, al di sopra dei 53,9 punti del dato finale di novembre e oltre la stima flash di metà mese, che si era attestata 55 punti. Il dato finale si conferma a un livello associato a un'espansione della congiuntura, ovvero superiore a 50 punti.

Wall Street: apertura in rialzo nella prima seduta del 2018, Dow su di oltre 100 punti

La prima seduta del 2018 a Wall Street è iniziata in rialzo, dopo che la borsa americana aveva terminato il 2017 molto bene, con la miglior performance dal 2013. Nonostante questo, in assenza di grandi notizie sul fronte economico, il mercato continua a essere preoccupato dalla situazione geopolitica e in particolare la Corea del Nord.

Nel fine settimana il leader nordcoreano, Kim Jong-Un, ha minacciato gli Stati Uniti, sostenendo di avere un "bottone nucleare" sulla sua scrivania, pronto per essere usato. Dall'altra parte il petrolio sta dando segni positivi, aprendo il 2018 come non succedeva dal 2014. Il Dow in questo momento guadagna oltre 120 punti. Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di 124,76 punti, lo 0,50%, a quota 24.843. L'S&P 500 sale di 12,18 punti, lo 0,46%, a quota 2.685. Il Nasdaq guadagna 35,52 punti, lo 0,51%, a quota 6.938. Il petrolio a febbraio al Nymex segna un -0,07% a 60,38 dollari al barile, dopo un'apertura in rialzo.

Dal punto di vista societario, Netflix (+2,1%) guadagna terreno dopo aver incassato il pollice alzato da Macquarie: sostiene che il gruppo sia avanti di molto rispetto ai diretti competitor. Inoltre secondo gli analisti di Citigroup ci sarebbe il 40% di possibilità che Apple compri Netflix. Caterpillar (+0,7%) sta portando avanti un braccio di ferro con il fisco americano: vuole che il colosso americano paghi 2 miliardi di dollari di tasse arretrate, non versate in America grazie alla sussidiaria che ha a Ginevra. Apple (+0,2%) invece ha iniziato il suo programma di cambio delle batterie degli iPhone 6 e di modelli più nuovi al costo di 29 dollari, dopo le polemiche per il rallentamento dei telefoni causato proprio dalle batterie.

Trump: pressioni Usa su Corea del Nord iniziano a fare effetto

Le sanzioni e gli altri strumenti di pressione usati dagli Stati Uniti stanno iniziando ad avere "un grande impatto" sulla Corea del Nord. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, facendo riferimento all'apertura del leader di Pyongyang, Kim Jong-Un, che ieri si è detto disposto a dialogare con la Corea del Sud.

"Forse è una buona notizia, forse no, vedremo!", ha scritto il presidente americano su Twitter. Proprio ieri Kim aveva minacciato ancora una volta gli Stati Uniti, dicendo che ha un "bottone nucleare" sulla sua scrivania pronto per essere usato.

Retail
Dalian Wanda: taglierà circa 1.000 posti in divisione e-commerce (FT)

Dalian Wanda va controcorrente: mentre le grandi aziende internazionali, tecnologiche e non solo, guardano con interesse crescente al settore delle vendite online, la conglomerata cinese ha deciso di ridimensionare in modo significativo la propria divisione e-commerce, per concentrarsi sul modello aziendale "core" e più tradizionale.

Come riporta il Financial Times, Wanda Internet Technology Group taglierà almeno mille posti di lavoro quest'anno. La divisione, che si occupa dei servizi finanziari e delle attività retail online, ha circa 6.000 dipendenti. "Il gruppo si sta ricalibrando per svilupparsi in modo più rapido e salutare", ha detto Qu Dejun, direttore generale della società, senza però confermare la notizia sui tagli.

Tech
Apple: analisti Citi, c'è 40% possibilità che rilevi Netflix

Ora che la riforma fiscale americana è stata varata, cosa che porterà a un abbassamento dell'aliquota corporate da 35 al 21% e una tassa una tantum sui profitti realizzati all'estero e rimpatriati negli Stati Uniti, c'è il 40% di possibilità che Apple rilevi Netflix. Sono di questa idea gli analisti di Citi Jim Suva e Asiya Merchant, secondo cui il colosso di Cupertino potrà usare l'enorme quantità di contante disponibile (circa 252 miliardi di dollari, per lo più detenuti all'estero) per fare acquisizioni di un certo rilievo in patria.

Come si legge in una nota, riportata da Business Insider, Netflix è il target più probabile (chance al 40%), ma potrebbero interessare anche Activision, Electronic Arts e Take-Two (attorno al 10%), se non addirittura Tesla e Hulu (meno del 10%). Apple "ha troppo contante, quasi 250 miliardi, e cresce di 50 miliardi all'anno. In passato la società ha evitato di rimpatriare il cash per evitare una tassazione elevata. La riforma fiscale potrebbe consentire a Apple di utilizzare quel contante. Avendo il 90% del contante all'estero, una tassa una tantum del 10% lascerebbe ad Apple 220 miliardi di dollari per buyback e M&A", si legge. Secondo i due analisti, per rilevare Netflix servierebbe circa un terzo di quella somma.

T-Bond: viaggiano in ribasso nel primo giorno di contrattazioni del 2018

I titoli di stato americani sono in ribasso, continuando la tendenza di venerd" scorso, ultimo giorno di contrattazioni dell'anno. Non ci sono infatti grandi notizie economiche e cos" gli investitori guardano alla situazione geopolitica. Oggi inoltre si attendo quattro aste di titoli di stato americani e inoltre si guarda alla pubblicazione del PMI manifatturiero, oggi alle 15.45 ora italiana. Il decennale Usa viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in rialzo al 2,430%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in rialzo a 1,422%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo all'1,903%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,228%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,767%.

Fisco
BP: oneri straordinari per 1,5 mld $, pesa riforma fiscale Trump

Si allunga la lista delle società internazionali che subiranno, almeno nell'immediato, un contraccolpo negativo a causa della riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump. Dopo gruppi come Royal Dutch Shell e banche come Barclays e Credit Suisse Group, il colosso petrolifero BP ha fatto sapere che nel quarto trimestre metterà a bilancio oneri contabili per circa 1,5 miliardi di dollari legati alla nuova legislazione americana.

In particolare, come riporta il Wall Street Journal, peseranno i cambiamenti sui "deferred tax asset": finora BP, come altre aziende, ha ridotto le tasse versate al Fisco americano usando perdite passate per controbilanciare profitti futuri, ma con le nuove aliquote il vantaggio è molto ridotto e la società dovrà svalutare il valore di quegli asset. Va detto che, nel più lungo termine, anche BP potrà trarre vantaggio dall'abbassamento dell'aliquota corporate dal 35 al 21%. Gli oneri non incideranno sul flusso di cassa della società, bens" sull'utile netto dell'ultimo periodo del 2017. Per il trimestre gli analisti attendevano un balzo dei profitti.

Borsa
Wall Street: prima seduta 2018, future in rialzo, focus su tech e appuntamenti mese

Dopo avere archiviato il 2017 con la performance migliore dal 2013 (nell'anno lo S&P ha guadagnato il 19% circa, il Dow Jones più del 25% e il Nasdaq il 27,6%), Wall Street si prepara a iniziare la prima seduta del 2018 in rialzo. A fare da traino potrà essere ancora il settore tecnologico, che con un +37,5% è stato il migliore tra gli undici in cui è suddiviso lo S&P 500, benchmark della Borsa americana.

La giornata di oggi è tranquilla dal punto di vista macroeconomico (in calendario solo l'indice manifatturiero Pmi), ma gli investitori già guardano ai prossimi giorni e settimane: si parte domani con le immatricolazioni di auto per dicembre, seguirà una carrellata di indicazioni sull'economie americane (domani i verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve) e si entrerà nella stagione delle trimestrali, da metà mese, cartina al tornasole della finanza americana. Prima dell'apertura, i future del Dow Jones salgono di 67 punti, lo 0,27%, quelli dell Nasdaq guadagnano 23,75 punti, lo 0,37%, e quelli dello S&P 500 crescono di 7,50 punti, lo 0,28%. Il petrolio a febbraio al Nymex si attesta in calo dello 0,15% a 60,33 dollari al barile, comunque vicino ai massimi dal 2014.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Pmi manifatturiero per il mese di dicembre alle 9:45 (le 15:45 in Italia). Precedente: 53,9.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali. 

Wall Street
Euro in rialzo a 1,2064 dollari, biglietto verde in ribasso a 112,19 yen

Euro in rialzo dello 0,48% a 1,2064 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,43% a 112,19 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 118,60 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.313,90 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,35% a 1.313,90 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.178,10 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 60,30 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,20% a 60,30 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,76 e i 60,74 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa contrastati nel premercato

Future degli indici Usa contrastati nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,17%, lo S&P sale dello 0,15%, il Nasdaq cresce dello 0,09%.

L'ultima seduta del 2017 è finita in calo a Wall Street, dove gli indici hanno comunque messo a segno performance brillanti. Per l'S&P 500 è stato il migliore anno dal 2013 grazie a un +19% circa. A fare da traino è stato il settore tecnologico, con un +37,5% il migliore tra gli 11 in cui è suddiviso il listino americano benchamark. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato da inizio anno poco più del 25% e il Nasdaq Composite ha aggiunto il 27,6%. Nell'ultima seduta dell'anno il DJIA ha perso 118,29 punti, lo 0,48%, a quota 24.719,22. L'S&P 500 ha ceduto 13,93 punti, lo 0,52%, a quota 2.673,58. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 46,77 punti, lo 0,67%, a quota 6.903,39.