Wall Street continua a macinare record

Il DJIA punta a quota 25.000

Tesla: sotto le stime le consegne del quarto trimestre 2017

Tesla ha detto di avere consegnato nel quarto trimestre 2017 29.870 vetture di cui 1.550 esemplari della berlina Model 3, 15.200 di quella chiamata Model S e 13.120 unità del Suv Model X. Il dato è migliore delle 22.200 unità consegnate nello stesso periodo del 2016 ma è peggiore delle stime degli analisti.

Il produttore di auto elettriche ha precisato che 860 Model 3 e 2.520 tra Model S e X erano in transito verso i suoi clienti alla fine dello scorso dicembre.

Dopo una seduta finita in calo dell'1% a 317,25 dollari, il titolo Tesla retrocede nel dopo mercato di quasi il 2%.

Incendio nella casa dei Clinton a NY, nessun pericolo o ferito

Nella villa di Bill e Hillary Clinton a Chappaqua, nello Stato di New York, c'è stato un incendio, poi spento. Non c'è stato alcun ferito. Lo ha riferito Cnn citando il dipartimento della polizia di New Castle. Per il momento non ci sono ulteriori dettagli ma i vigili del fuoco sono ancora sul posto. Non è chiaro se l'ex presidente Usa e l'ex segretario di Stato si trovassero a casa.

azionario
Wall Street: chiusura record, S&P 500 sopra i 2.700 punti per la prima volta

La seduta a Wall Street è finita all'insegna dei record. Tutti e tre gli indici principali hanno chiuso a livelli mai raggiunti prima.

L'S&P 500 ha archiviato la giornata sopra quota 2.700 per la prima volta e il Dow Jones Industrial Average è pronto a conquistare quota 25.000.

Per il Nasdaq Composite, che ieri aveva terminato gli scambi sopra i 7.000 per la prima volta, si è conclusa la migliore due giorni dal novembre 2016 grazie alla continua corsa di produttori di microprocessori come Nvidia (+6,6%) e AMD (+5,2%): hanno approfittato di indiscrezioni negative legate alla sicurezza di chip di Intel (-3,4%). Leggi qui i dettagli.

A livello settoriale, le tlc hanno perso più di tutti (-2%) mentre si è messo in mostra il comparto energetico (+1,5%) con il petrolio che a New York ha chiuso ai massimi del dicembre 2014. L'utility Dominion Energy ha invece perso il 3,8% nel giorno in cui ha annunciato l'acquisto di Scana (+22,6%) per 14,6 miliardi di dollari (debito incluso).

Il DJIA ha aggiunto 98,67 punti, lo 0,4%, a quota 24.922,68.

L'S&P 500 ha guadagnato 17,25 punti, lo 0,64%, a quota 2.713,06.

Il Nasdaq Composite è salito di 58,63 punti, lo 0,84%, a quota 7.065,53.

Il petrolio a febbraio al Nymex ha aggiunto il 2,1% a 61,63 dollari al barile.

 

 

Casa Bianca: preoccupazione per salute mentale leader nordcoreano

"Il popolo americano e il presidente dovrebbero essere preoccupati dalla salute mentale del leader nordcoreano". Lo ha detto la portavoce Sarah Sanders durante il consueto briefing con la stampa, durante il quale ha fatto capire che Donald Trump non intende restare zitto di fronte alle provocazioni di Kim Jong Un, che "ha fatto minacce ripetute e ha testato missili varie volte nel corso degli anni".

Dopo l'ennesimo duello a parole tra Trump e Kim , la Casa Bianca ha fatto sapere che il 45esimo presidente americano "è preoccupato dalle continue minaccie che questo individuo (il leader nordcoreano, ndr) ha fatto contro gli Usa e non gli permetterà di continuare a farlo senza dire qualcosa". Trump "non sarà debole e farà quello che ha promesso ossia difendere gli americani".

Nella notte Trump ha risposto a Kim dicendo che anche lui ha un "pulsante nucleare" ma diversamente da quello di cui si è vantato il leader nordcoreano "è più grande".

Aziende
AmEx: riforma fiscale provocherà quarto trimestre in perdita

American Express prevede di chiudere in perdita il quarto trimestre fiscale dell'esercizio 2017. La colpa? La riforma fiscale tanto caldeggiata dal presidente americano Donald Trump e che avrà "impatti significativi" sui conti non solo di quel periodo ma anche dell'anno intero.

Il gruppo di carte di credito stima un impatto del provvedimento di circa 2,4 miliardi di dollari tra ottobre e dicembre scorsi. Per un confronto, nei tre mesi chiusi il 30 settembre scorso gli utili netti erano saliti a 1,356 miliardi di dollari. Nell'intero esercizio 2017, AmEx prevede utili per azione al di sotto delle guidance fornite e pari a 5,80-5,90 dollari.

A pesare è il passaggio a un regime territoriale di tassasazione e in base al quale gli utili che sono stati accumulati all'estero sotto il vecchio sistema fiscale sono trattati come rimpatriati. AmEx ha detto che dovrà pagare tasse su alcuni utili generati al di fuori degli Usa.

Il gruppo ha detto che "valuterà ogni potenziale sospensione, riduzione o cambiamenti nella tempistica" del suo programma di riacquisto di azioni proprie nella prima parte del 2018. "Sebbene la riforma fiscale pesi negativamente sugli utili del quarto trimestre del 2017", ha aggiunto l'azienda, "un'aliquota aziendale più bassa è attesa essere un beneficio significativo per noi".

Politica
Usa: Manafort fa causa contro dipartimento di Giustizia e Mueller

L'ex direttore della campagna elettorale di Donald Trump ha fatto causa contro il dipartimento di Giustizia e contro il procuratore speciale chiamato a guidare il Russiagate, l'inchiesta pensata per gettare luce sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa del 2016 e sulla potenziale collusione tra la campagna di Trump e Mosca.

Ne dà notizia Bloomberg facendo riferimento a Paul Manafort, a ottobre accusato, tra le altre cose, di complotto contro gli Usa, di riciclaggio di denaro e di avere lavorato per conto di un'entità straniera senza però essersi registrato come agente violando il Foreign Agents Registration Act.

La causa legale lanciata da Manafort è rivolta a Rod Rosenstein, il numero due del dipartimento di Giustizia, e a Robert Mueller, l'ex direttore dell'Fbi che sta indagando sul Russiagate, che per il presidente Usa è una "caccia alle streghe".

Nella sua causa, Manafort sostiene che Mueller si sia spinto oltre i limiti dell'inchiesta di cui è responsabile e che le accuse contro di lui non hanno nulla a che fare con le elezioni presidenziali del 2016 che portarono a maggio alla sua nomina (una decina di giorni dopo il siluramento da parte di Trump del capi dell'Fbi James Comey).

Mueller fu nominato da Rosenstein in quanto il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, si era astenuto dal Russiagate perché durante l'iter per la sua nomina non svelò al Senato di avere incontrato l'ambasciatore russo in Usa nei mesi della campagna elettorale, quando era senatore e quando era parte integrante del team del candidato repubblicano newyorchese poi diventato Commander in chief.

materie prime
Petrolio chiude a NY +2,1% a 61,63 dollari al barile, massimo del dicembre 2014

Seduta in rally per il petrolio al Nymex. Il contratto febbraio ha guadagnato 1,26 dollari, il 2,1%, a 61,63 dollari al barile; si tratta di massimi del dicembre 2014. A sostenere le quotazioni sono le tensioni in Iran e il gelo che ha travolto la costa orientale degli Usa.

economia
Fed: verbali, incertezza su riforma fiscale e inflazione

C'è incertezza all'interno della Federal Reserve sugli effetti della riforma fiscale approvata prima di Natale in Usa. "I partecipanti hanno discusso diversi rischi che, se realizzati, potrebbero richiedere un rialzo dei tassi più rapido". E' quanto emerso dai verbali della riunione degli scorsi 12 e 13 dicembre del Federal Open Market Committee della banca centrale Usa. In quell'occasione il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa aveva annunciato il terzo rialzo dei tassi del 2017; la stretta era stata di 25 punti base all'1,25-1,5%, come ampiamente atteso.

Nel documento, da cui emerge anche incertezza sull'inflazione, si legge che i rischi sopra citati "includono la possibilità che le pressioni inflative aumentino...forse per via degli stimoli fiscali o delle condizioni accomodanti dei mercati finanziari". Leggi qui un approfondimento.

Economia
Fed: verbali, approccio graduale nell'alzare i tassi

La gran parte dei membri della Federal Reserve "ha ribadito il suo sostegno a un approccio graduale nell'alzare i tassi, facendo notare che questo approccio ha aiutato a riequilibrare i rischi alle prospettive per l'attività economica e l'inflazione". E' quanto emerso dai verbali della riunione dello scorso dicembre, quando i tassi sono stati alzati per la terza volta nel 2017. Leggi qui i dettagli.

auto
Fca corre a Wall Street: ignora immatricolazioni Usa deludenti

Il titolo Fiat Chrysler Automobiles corre a Wall Street (+2,7% a 18,93%) nonostante immatricolazioni Usa deludenti a dicembre. Ford sale dello 0,9% a 12,77 dollari e GM segna un +2% a 42,64 dollari. Questi due gruppi hanno registrato vendite migliori del previsto.

Cereali Chicago: a metà seduta continuano in rialzo

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot continuano in generale rialzo. Il frumento è sostenuto da un clima gelido nella parte meridionale delle Grandi Pianure e del Midwest. Il focus è sulle piantagioni della variante invernale; le piantine che non sono coperte da neve sono a rischio.

I future del mais a marzo perdono tre quarti di centesimo, lo 0,21%, a 3,52 dollari e mezzo a bushel. I contratti del frumento a marzo salgono di 2 centesimi e un quarto, lo 0,52%, a 4,35 dollari e tre quarti a bushel, massimi di quattro settimane.

I future dei semi con scadenza a marzo guadagnano 2 centesimi e tre quarti, lo 0,29%, a 9,67 dollari e mezzo a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo avanza di 30 centesimi, lo 0,09%, a 318,2 dollari a tonnellata, i future dell'olio con scadenza a marzo crescono di 27 punti, lo 0,8%, a 33,82 centesimi al pound.

T-Bond restano in rialzo nonostante Ism manifatturiero al top di settembre

I Treasury restano in rialzo nonostante un dato sull'Ism manifatturiero di dicembre, salito al top di settembre; ciò ha spinto la Federal Reserve di Atlanta a rivedere al rialzo le stime del Pil del quarto trimestre del 2017, a un +3,2% da un +2,8%.

In attesa dei verbali della riunione del mese scorso della banca centrale Usa, il decennale vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,443% dal 2,465% di ieri. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in ribasso all'1,402%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo all'1,915% dall'1,923% di ieri, massimo del settembre 2008. Quello di ieri è stato il maggiore balzo di questi rendimenti dal 16 ottobre scorso.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso al 2,233%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in flessione al 2,791%.

azionario
Wall Street: indici sui massimi intraday a livelli record, petrolio vola

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street viaggiano sui massimi di seduta e a livelli record. Il tutto succede all'indomani di una seduta in cui il Nasdaq Composite ha chiuso per la prima volta sopra i 7mila punti.

Per il secondo giorno di fila, a fare da traino sono i produttori di microprocessori come Nvidia (+6%), Advanced Micro Devices (+8%) e Texas Instruments (+1,8%). Questi titoli continuano ad approfittare delle indiscrezioni di ieri dl sito britannico Register secondo cui alcuni chip di Intel (-5%) hanno dei problemi che se confermati, richiederanno un aggiornamento per la sicurezza dei sistemi operativi Windows (Microsoft) e Linux.

Gli investitori snobbano le tensioni diplomatiche tra gli Usa da un lato e Iran e Corea del Nord dall'altro.

Dal fronte macroeconomico, le spese per costruzioni a novembre sono salite più del previsto (+0,8%) con quelle nel settore privato residenziale ai massimi di quasi 11 anni. L'Ism manifatturiero di dicembre è salito al top di settembre, cosa che ha spinto la Federal Reserve di Atlanta a rivedere al rialzo le stime del Pil del quarto trimestre del 2017, a un +3,2% da un +2,8%.

Il petrolio a febbraio al Nymex, già ai massimi di metà 2015, ha preso il volo tanto che potrebbe chiudere sui massimi di fine 2014: sale dell'1,8% a 61,47 dollari al barile sulla scia delle tensioni in Iran e delle temperature gelate in Usa che hanno congelato attrezzature in Texas e North Dakota rallentanto la produzione.

Usa
Alibaba: Salta fusione Ant Financial-MoneyGram, no autorità Usa

Delusione per Jack Ma negli Stati Uniti: le autorità di regolamentazione americane, citando rassicurazioni non sufficienti su questioni legate alla sicurezza, hanno bocciato la fusione tra Ant Fianncial Services Group, divisione finanziaria del colosso cinese dell'e-commerce Alibaba, e l'americana MoneyGram International.

In una nota congiunta si legge che l'operazione non ha ricevuto l'approvazione della Committee on Foreign Investment in the Us (Cfius, l'agenzia che supervede gli investimenti stranieri negli Stati Uniti), "nonostante gli sforzi profusi per rispondere alle preoccupazioni della Commissione". "Il contesto geopolitico è cambiato in modo considerevole da quando abbiamo annunciato l'accordo con Ant Financial quasi un anno fa", ha detto Alex Holmes, amministratore delegato di MoneyGram. Ant Financial, controllata appunto da Jack Ma, gestisce il servizio di pagamenti Alipay, mentre MoneyGram è specializzata nei trasferimenti di fondi cross-border.

Petrobras: patteggiamento da 2,95 mld Usd con investitori Usa

Petrobras ha detto di avere raggiunto un patteggiamento da 2,95 miliardi di dollari con investitori in Usa mettendo fine a una class action lanciata nel marzo 2015 e legata al mega scandalo corruzione che nel 2014 ha travolto il colosso petrolifero brasiliano controllato da Brasilia.

L'intesa, che deve essere ancora ratificata da un giudice, risolverebbe tutte le questioni legali pendenti e avviate da coloro che possedevano prodotti finanziari Petrobras in Usa o che erano quotati in Usa.

"Nell'accordo, Petrobras nega esplicitamente ogni responsabilità. Questo riflette il suo status da vittima", ha spiegato l'azienda in una nota in cui ha ancora una volta cercato di difendere sé stessa sostenendo che lo scandalo è stato opera di mele marce che hanno agito da sole. "In quanto vittima di questo schema, Petrobras ha già recuperato 454 milioni di dollari in Brasile e continuerà a perseguire tutti i rimedi legali da aziende e individui colpevoli", ha aggiunto.

Il patteggiamento - il cui ammontare sarà riflesso nei conti del quarto trimestre dell'esercizio 2017 - è uno dei più grandi mai raggiunti nella storia delle class action in Usa. E' paragonabile a quello da 3 miliardi di dollari raggiunto 10 anni dal colosso industriale Tyco e a quello da 2,5 miliardi siglato 11 anni fa dal produttore canadese di attrezzature per le tlc Nortel Network.

finanza
Spotify ha fatto richiesta di quotazione diretta alla Sec (stampa)

In via confidenziale, Spotify ha fatto richiesta di una quotazione diretta (Dpo) presso la Securities and Exchange Commission, la Consob americana. Lo scrive il sito Axios citando fonti anonime.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

All'inizio della seduta di contrattazioni, i cereali quotati al Chicago Board of Trade si attestano in rialzo. A fare da traino è in particolare il comparto del frumento, che viaggia ai massimi in un mese: l'ondata di freddo e gelo che ha colpito le aree di coltivazione degli Stati Uniti rischia di danneggiare il raccolto invernale. L'offerta potrebbe risentirne, motivo per cui i prezzi salgono.

In avvio di seduta mais e frumento si attestano in territorio positivo, con il secondo che viaggia a passo più rapido. In particolare, i future del mais a marzo crescono di un centesimo e un quarto a 3,54 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo salgono di 2 centesimi e mezzo a 4,36 dollari a bushel. Andamenti in aumento contenuto per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a marzo crescono di 3 centesimi a 9,67 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo sale di 50 centesimi a 318,40 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo acquistano 25 punti a 33,80 centesimi al pound.

Economia
Usa: sale a 59,7 punti Ism manifatturiero in dicembre, sopra stime

In dicembre l'Ism manifatturiero, l'indice che misura la performance del settore manifatturiero negli Stati Uniti, ha accelerato il passo, battendo le previsioni. L'indice di riferimento redatto dall'Institute for Supply Management è aumentato a 59,7 punti, dai 58,2 del mese precedente (invariato dalla prima stima).

Gli analisti avevano previsto un dato in discesa a 58 punti. Da segnalare che un valore al di sopra della soglia dei 50 punti indica una fase di espansione della congiuntura, viceversa un dato sotto i 50 punti indica una contrazione. Per quanto riguarda le componenti dell'indice, quella sull'occupazione è passata da 59,7 a 57 punti. Quella sui prezzi è salita da 65,5 a 69 punti. Quella sui nuovi ordini è cresciuta da 64 a 69,4 punti e quella sulla produzione è lievitata da 63,9 a 65,8 punti. La componente sulle scorte è passata da 47 a 48,5 punti.

Economia
Usa: +0,8% spese costruzioni a novembre, sopra le previsioni

Il settore delle costruzioni negli Stati Uniti ha accelerato il passo a novembre, grazie al buon andamento del settore privato, cosa che potrà incidere sull'andamento del Pil del trimestre. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, le spese per costruzioni sono aumentate dello 0,8% a 1.257 miliardi di dollari, mentre gli analisti attendevano un aumento dello 0,5%.

In ottobre il dato era cresciuto dello 0,9% (rivisto al ribasso dal +1,4% della prima stima). Nei primi undici mesi dell'anno le spese sono in aumento rispetto allo stesso periodo del 2016. Le spese per costruzioni private sono salite dell'1%, mentre quelle per edifici pubblici sono aumentate dello 0,2%.

GM: immatricolazioni Usa a dicembre -3,3%, stime -5,5%

A dicembre, le immatricolazioni di General Motors negli Stati Uniti sono scese del 3,3% a 308.539 unità; gli analisti attendevano una flessione del 5,5%.

Come si legge nella nota della società, le immatricolazioni di Chevrolet sono calate del 2,9% a 206.804 pezzi. Quelle di Buick sono salite del 4,7% a 22.285 unità, quelle di Gmc hanno registrato un +1,2% a 64.146 unità e quelle di Cadillac hanno visto un -28,6% a 15.304 esemplari.

Il 2017 si è chiuso con vendite in calo per Chevrolet (-1,5%), Buick (-4,5%) e Cadillac (-8%). Nell'anno appena finito il gruppo guidato da Mary Barra ha venduto poco più di tre milioni di veicoli, un calo dell'1,3% sul 2016. Gm ha sottolineato di avere venduto in Usa più pickup truck di qualsiasi altro produttore di auto per il quarto anno di fila con un record di 948.909 pezzi.

Economia
Usa: cala a 56,3 punti indice Ism New York in dicembre

L'attività aziendale nell'area di New York ha rallentato il passo in dicembre, dopo l'aumento di novembre. L'indice Ism di New York, che misura la performance dell'attività aziendale, è calato il mese scorso a 56,3 punti dai 58,1 punti di novembre, confermandosi comunque a un livello che segnala un'espansione economica, cioè sopra la soglia dei 50 punti.

L'indicatore aveva toccato il picco a luglio e ha poi progressivamente perso terreno, salvo ora tentare una risalita. La componente che misura l'occupazione è calata a 42,9 punti dopo tre mesi di rialzi consecutivi.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo, nuovo record per Nasdaq

Dopo il migliore inizio d'anno nuovo dal 2013, gli indici a Wall Street hanno aperto in lieve rialzo continuando la corsa di ieri. Per il secondo giorno di fila sono i titoli di produttori di chip a fare da traino. Ciò significa che il Nasdaq Composite si spinge oltre i 7.000 punti conquistati ieri in chiusura per la prima volta. Anche l'S&P 500 supera il record messo a segno al suono della campanella finale di ieri.

Gli investitori sembrano ignorare le tensioni geopolitiche, dal Medio Oriente alla Corea del Nord, concentrandosi sulla Federal Reserve: oggi alle 20 italiane la banca centrale americana diffonderà i verbali dell'ultima riunione del 2017, quella di dicembre in cui fu annunciata la terza stretta dell'anno appena finito. Si guarda a possibili segnali sulla tempistica delle prossime strette.

Il DJIA avanza di 16,35 punti, lo 0,07%, a quota 24.840,36. L'S&P 500 sale di 3,37 punti, lo 0,13%, a quota 2.699,47. Il Nasdaq Composite segna un +18,58 punti, lo 0,26%, a quota 7.025,13.

Il petrolio a febbraio segna un +0,91% a 60,92 dollari al barile.

Auto
Fca: immatricolazioni Usa a dicembre -11%, peggio di stime

Fca Us, divisione americana di Fiat Chrysler Automobiles, ha annunciato i dati delle immatricolazioni Usa di dicembre. Nel mese appena concluso il gruppo ha venduto nel mercato Usa 171.946 unità, in calo dell'11% rispetto allo stesso mese del 2016 quando il totale era stato di 192.519 veicoli. E' quanto si legge in un comunicato della società. Gli analisti si aspettavano un calo dell'8,2%.

Nel 2017 il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha venduto oltre 2,059 milioni di vetture, in ribasso dell'8% sul 2016, quando ne aveva vendute più di 2,244 milioni.

Auto
Ford: immatricolazioni Usa a dicembre +0,9%, stime -2%

A dicembre Ford Motor ha registrato un aumento delle immatricolazioni negli Stati Uniti dello 0,9%; nel mese appena finito l'azienda ha venduto 242.049 unità contro le 239.854 dello stesso periodo del 2016. Gli analisti attendevano un calo del 2%.

Nel 2017 sono state vendute oltre 2,58 milioni di vetture, in calo dell'1,1% rispetto al 2016 quando il gruppo aveva immatricolato oltre 2,614 milioni di veicoli, il risultato migliore da un decennio.

Le auto hanno registrato un -5,5% a 48.380 unità. Le vendite di truck sono calate dell'1% a 110.788 pezzi. I Suv hanno fatto invece da traino con un +8% a 82.881 pezzi. Per l'anno intero i Suv a marchio Ford hanno raggiunto livelli di vendite record pari a 796.302 unità; anche il mese scorso è stato da record con Explorer che ha registrato il migliore dicembre dal 2003; per Edge è stato il migliore da 10 anni. Per la famiglia di veicoli F-Series, il dicembre 2017 è stato il migliore dicembre dal 2005.

T-Bond si risollevano all'indomani delle vendite

I titoli di stato Usa viaggiano in rialzo all'indomani di una seduta in calo e dovuta a un simile andamento in Germania e Regno Unito. Gli investitori si erano sbarazzati di bond in vista delle emissioni di debito da parte di aziende come Berkshire Hathaway e GM Financial e di Paesi come Irlanda e Belgio. Inolte il Tesoro americano ha venduto 160 miliardi di dollari di titoli con scadenza tra un mese e un anno. In Europa i rendimenti erano saliti sulla scia di preoccupazioni per un euro forte, che potrebbe rallentare la normalizzazione della politica monetaria della Banca centrale europea; ciò potrebbe portare a un aumento dell'inflazione, che rappresenta una minaccia per il valore dei bond a lunga scadenza.

Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,454% dal 2,465% di ieri. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in ribasso all'1,471%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo all'1,919% dall'1,923%, massimo del settembre 2008. Quello di ieri è stato il maggiore balzo di questi rendimenti dal 16 ottobre scorso.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso al 2,241%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in flessione al 2,802%.

Musica
Spotify: Wixen Music Publishing fa causa per 1,6 mld $, problemi con licenze

Problemi in vista per Spotify. L'americana Wixen Music Publishing ha fatto causa al colosso svedese dello streming musicale, accusandolo di avere utilizzato migliaia di canzoni, compresi titoli di Tom Petty, Neil Young e The Doors, senza una licenza e senza pagare il dovuto alla società.

Come si legge nella documentazione presentata a un tribunale della California, Wixen chiede danni per almeno 1,6 miliardi di dollari. "Prima di lanciare il servizio negli Stati Uniti, Spotify ha siglato accordi con le etichette musicali per ottenere i diritti appropriati sulle musiche delle canzoni. Quello che non ha fatto è stato ottenere i diritti equivalenti sulle composizioni", si legge. Insomma Spotify non avrebbe avuto da Wixen le licenze necessarie per riprodurre e distribuire le canzoni.

azionario
Wall Street: future in leggero rialzo, verso nuovi record

I future a Wall Street si muovono in leggero rialzo all'indomani di una seduta in cui il Nasdaq Composite ha chiuso per la prima volta sopra i 7.000 punti e l'S&P 500 ha terminato gli scambi a sua volta a livelli senza precedenti. I due indici e il Dow Jones Industrial Average hanno messo a segno guadagni in tre delle ultime quattro sedute.

I primi dati macroeconomici del 2018 includono l'Ism manifatturiero e le spese per costruzioni. Alle 20 italiane poi arriveranno i verbali della riunione della Federal Reserve di dicembre, quando è stato annunciato il terzo rialzo dei tassi del 2017.

Dal fronte societario, si resta in attesa delle immatricolazioni di auto in Usa del mese scorso; il totale annuale dovrebbe essere inferiore al record messo a segno nel 2016 ma dovrebbe essere tra i migliori degli ultimi cinque anni.

Dal fronte geopolitico, si torna a guardare al duello a parole tra gli Usa e la Corea del Nord; nella notte il presidente americano ha risposto alla provocazione del leader nordcoreano dicendo che anche lui ha sulla sua scrivania un "pulsante nucleare" ma Donald Trump sostiene che il suo è più grande di quello di Kim Jong Un. Intanto la "diplomazia del pattinaggio" segnala una possibilità di dialogo tra le due Coree in vista delle prossime olimpiadi invernali in calendario il mese prossimo in Corea del Sud.

I future del Dow salgono di 44 punti, lo 0,18%; quelli dell'S&P 500 crescono di 3 punti, lo 0,11%; quelli del Nasdaq Composite aumentano di 7,75 punti, lo 0,12%. Il petrolio a febbraio al Nymex avanza dello 0,88% a 60,90 dollari al barile.

Valute digitali
Ripple tocca nuovo record a 2,51 $, +124% in una settimana

Ripple, seconda maggiore valuta digitale per capitalizzazione di mercato dopo bitcoin, ha aggiornato al rialzo il proprio record, toccando i 2,51 dollari e superando il precedente massimo di 2,44 dollari fissato il 30 dicembre. Stando ai dati di CryptoCompare, ripple, lanciata nel 2013, ha guadagnato più del 124% in una settimana e balza di un esponenziale 39.600% nell'ultimo anno.

Ripple, a differenza delle altre valute digitali, è pensata in modo particolare per le imprese, che possono usarla per pagamenti cross-border utilizzando la tecnologia blockchain. Attualmente, ripple ha una capitalizzazione di mercato di poco meno di 80 miliardi di dollari, mentre bitcoin si aggira attorno ai 250 miliardi.

Energia
Usa: M&A nell'energia, fusione da 7,9 mld $ tra Dominion Energy e Scana Corp

Dominion Energy, società americana attiva nel settore dell'energia elettrica, e l'utility rivale Scana Corporation hanno raggiunto un accordo su una fusione in azioni valutata circa 7,9 miliardi di dollari. Come si legge in una nota, includendo l'assunzione di debito l'operazione vale 14,6 miliardi di dollari. Nell'ambito dell'intesa, gli azionisti di Scana riceveranno 0,669 titoli ordinari di Dominion per ogni azione in loro possesso, per un valore di 55,35 dollari per azione.

L'accordo prevede anche benefici per i clienti di South Carolina Electric & Gas Company, controllata di Scana, pensati per bilanciare costi precedenti e futuri legati alla revoca delle licenze operative per i reattori nucleari V.C. Summer, mai completati dopo il fallimento di Westinghouse. I benefici in questione includono il pagamento in contante di 1,3 miliardi di dollari entro 90 giorni dalla chiusura della transazione, attesa nel 2018, una cifra pari a una media di 1.000 dollari per cliente residenziale (le cifre varieranno a seconda dell'effettivo consumo di energia). Gli utenti avranno anche una riduzione del 5% dei costi in bolletta, pari a oltre 7 dollari al mese. Inoltre, sono previste tutele per i dipendenti di Scana fino al 2020. Dominion prevede che l'accordo comincerà subito a incidere in modo positivo sui profitti. La notizia della fusione fa balzare del 23% il titolo di Scana nel premercato a Wall Street

Wall Street
Euro in ribasso a 1,2016 dollari, biglietto verde stabile a 112,25 yen

Euro in ribasso dello 0,37% a 1,2016 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,039 e 1,2093 dollari. Biglietto verde stabile a 112,25 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 118,19 yen.

Wall Street
Oro stabile a 1.316 dollari all'oncia

Oro stabile a 1.316 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillaa ra i 1.193,50 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 60,52 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,25% a 60,52 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata ra i 43,76 e i 60,74 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,22%, lo S&P sale dello 0,19%, il Nasdaq cresce dello 0,21%.

Ieri, Wall Street ha chiuso la prima seduta del 2018 in rialzo, toccando livelli record. L'S&P 500 ha guadagnato lo 0,8%, chiudendo a 2.695, con i beni voluttuari, il settore tecnologico e quello energetico che hanno visto rialzi dell'1%. Il Nasdaq ha chiuso sopra i 7.000 punti per la prima volta. Il Dow ha messo a segno un rialzo dell'1,5% a 24.824 punti, con il titolo di Disney che ha messo a segno un +4%. Gli analisti sostengono che si tratti di un prolungamento di quanto avvenuto nel 2017, un anno da record: gli indici non chiudevano un anno così dal 2013. Nel 2017 il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato poco più del 25% e il Nasdaq Composite ha aggiunto il 27,6%, l'S&P 500 il 19,4%.