Wall Street digerisce il rapporto sull'occupazione

Posti di lavoro creati 157.000 contro attese per 190.000. Tasso di disoccupazione sceso al 3,9%

Goldman Sachs
Goldman Sachs ha scelto Jim Esposito come nuovo reponsabile del trading insieme a Varadhan

Goldman Sachs ha scelto un nuovo responsabile globale del trading, mettendo fine a mesi di incertezze sulla sua leadership. La società nominerà Jim Esposito alla guida della divisione titoli insieme ad Ashok Varadhan, rimasto solo alla guida da giugno, secondo fonti del Wall Street Journal.

Varadhan occupa l'attuale posizione dal 2014; gli altri due responsabili del trading, Pablo Salame e Isabelle Ealet, si sono dimessi a giugno e non sono stati sostituiti, mossa insolita per una società dove usualmente molti manager condividono le responsabilità. Da allora, sei manager, tra cui Esposito e Varadhan, hanno essenzialmente guidato il business. 

Iran
Gli Stati Uniti impongono (di nuovo) delle sanzioni all'Iran

Domani, l'amministrazione Trump imporrà di nuovo una prima serie di sanzioni contro l'Iran, da quando gli Stati Uniti hanno abbandonato l'accordo sul nucleare. La parte più significativa delle sanzioni, tra cui quelle sul petrolio, non entrerà comunque in vigore prima di novembre. L'azione di lunedì, però, servirà a far capire ad aziende, alleati europei e all'Iran che Trump fa sul serio rispetto al "peggior accordo mai negoziato", come ha sempre definito l'intesa sul nucleare iraniano.

Berkshire Hathaway
La partecipazione azionaria di Berkshire Hathaway in Apple vale quasi 50 miliardi

Due anni dopo aver acquistato i primi 10 milioni di titoli di Apple, allora valutati 1,1 miliardi di dollari, la partecipazione azionaria della Berkshire Hathaway di Warren Buffett è cresciuta a oltre 200 milioni di azioni, che ora valgono quasi 50 miliardi, secondo i dati riportati dalla Cnn. In settimana, Apple è diventata la prima società statunitense a raggiungere una capitalizzazione di 1.000 miliardi di dollari; la partecipazione della Berkshire in Apple (5%) è quella di maggior valore del suo ampio portafoglio. Quando Berkshire acquistò i primi titoli, gli investitori erano diffidenti nei confronti di Apple per le vendite a rilento degli iPhone. Poi, ha continuato ad acquistare azioni: alla fine di marzo, la sua partecipazione valeva circa 41 miliardi; ora, quella stessa quantità di titoli vale 47,2 miliardi.

Tech e politica
La Camera pronta ad invitare il Ceo di Twitter a testimoniare

La commissione Energia e Commercio della Camera sta valutando di invitare il Ceo di Twitter, Jeff Dorsey, a testimoniare su come l’algoritmo del gruppo distribuisce le notizie e quali decisioni Twitter prende a proposito di contenuti e nella gestioni dei dati personali.

 Giovedì il leader della maggioranza repubblicana alla Camera aveva chiesto di chiamare Dorsey e invitarlo a parlare alla camera sulla recente guerra contro gli account gestiti da bot, che per i repubblicani ha colpito in modo sproporzionato le voci conservatrici.

Tech
Microsoft avverte sui rischi dell’intelligenza artificiale

Secondo Microsoft è fondamentale essere consapevoli dei rischi dell’intelligenza artificiale in particolare della possibilità che sia un mezzo per diffondere “informazioni con pregiudizi”.

Allo stesso tempo un altro problema che il colosso pone in legame all’intelligenza artificiale è di natura etica. Il team è sviluppato un un report pubblicato venerd" da Microsoft, che mette in guardia i suoi investitori.

In passato lo aveva già fatto con il cloud, ma adesso che sta puntando tantissimo sull’IA sta cercando di portare avanti lo stessi processo fatto per il cloud. L’uso dell’intelligenza artificiale inoltre potrebbe essere una minaccia per la reputazione di un marchio se usata in modo negativo.

azionario
Wall Street: Dj e S&P 500 chiudono quinta settimana di fila in rialzo

Dopo avere trascorso gran parte della seduta con un andamento contrastato, gli indici a Wall Street hanno finito in rialzo. Il DJIA e l'S&P 500 hanno archiviato la quinta settimana consecutiva in aumento, la serie temporale positiva più lunga dall'ottava finita il 3 novembre 2017; per il Nasdaq Composite è finita la prima settimana positiva dopo due di fila in calo.

Gli investitori sono stati impegnati su più fronti: da un lato, ci sono rinnovate tensioni commerciali tra gli Usa e la Cina, dall'altro l'occupazione americana resta solida ma a luglio ha deluso.

Nel primo caso, la nazione asiatica ha minacciato 60 miliardi di dollari di dazi su 5.207 prodotti americani se gli Usa faranno scattare altre tariffe doganali contro Pechino. Secondo fonti di Cnbc, non ci sono contatti tra le due potenze mondiali.

Quanto al mercato del lavoro, il mese scorso sono stati creati 157mila posti di lavoro contro i 190mila attesi. La decelerazione rispetto a giugno è stata attribuita almeno in parte alla bancarotta della catena di negozi Toys R Us, che ha chiuso oltre 800 punti vendita a fine giugno.

Apple (+0,3% a 207,99 dollari) si ha mantenuto una capitalizzazione di mille miliardi di dollari, conquistata ieri per la prima volta.

Arrivato a cedere fino a 141 punti, il DJIA è salito di 136,42 punti, lo 0,54%, a quota 25.462,58 contro i 25.451.06 punti a cui aveva chiuso venerdì scorso.

L'S&P 500 ha guadagnato 13,13 punti, lo 0,46%, a quota 2.840,35. In settimana il guadagno è stato dello 0,8%.

Grazie a un colpo di reni sul finale, il Nasdaq è salito di 9,33 punti, lo 0,12%, a quota 7.7812 portando a un +1% il rialzo settimanale.

materie prime
Petrolio chiude a NY -0,7% a 68,49 dollari, in settimana -0,3%

Il petrolio ha chiuso in calo la seduta odierna. Il contratto settembre ha lasciato sul terreno 47 centesimi, lo 0,7%, a quota 68,49 dollari al barile. In settimana c'è stata una flessione di circa lo 0,3%.

Timori sulla domanda e le tensioni commerciali tra Usa e Cina hanno pesato sulle quotazioni: la cinese Sinopec, compagnia petrolifera controllata da Pechino, ha tagliato l'acquisto di greggio americano. La nazione asiatica ha minacciato oggi 60 miliardi di dollari di dazi su importazioni americane se gli Usa faranno scattare altre tariffe doganali contro Pechino. Nella settimana in cui le scorte Usa sono inaspettatamente aumentate, il mercato ha monitoraro anche i livelli produttivi dell'Opec e della Russia, pronti a compensare un eventuale calo dell'output dell'Iran (contro cui scatteranno in autunno nuove sanzioni americane per via del ritiro degli Usa dallo storico accordo sul nucleare iraniano). E' di oggi il dato sul numero delle trivelle petrolifere attive in Usa, calate di 2 unità a 859.

Nordcorea: Nikki Haley contro Russia, concede permessi lavoro

Nikki Haley, ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, ha criticato la Russia per continuare a concedere permessi di lavoro a cittadini nordcoreani in violazione delle sanzioni internazionali.

Senza prove certe in mano, Haley ha citato "report credibili" sui presunti visti concessi da Mosca e che secondo lei sono la dimostrazione di come il Cremlino stia allentando il peso delle sanzioni imposte contro Pyongyang. In settimana il Wall Street Journal aveva scritto che almeno 700 nuovi permessi di lavoro sono stati emessi quest'anno.

In una nota, oggi l'ambasciatrice Usa ha detto che "parlare non basta. La Russia non può essere a favore delle sanzioni con le parole durante le riunioni del consiglio di sicurezza per poi violarle con i fatti". Per Haley, "fino a quando non vedremo una denuclearizzazione completa della Corea del Nord non ci può essere un allentamento delle sanzioni".

Oggi il Tesoro Usa ha annunciato un nuovo round di sanzioni legate alla Corea del Nord; una banca russa - la Agrosoyuz - è stata punita perché "ha facilitato una transazione notevole per conto di un individuo e associata ad attività per lo sviluppo di armi di distruzione di massa in Corea del Nord".

aziende
Exxon: effetti del cambiamento climatico, Sec chiude inchiesta senza agire

Dopo due anni, la Securities and Exchange Commission (Sec) ha chiuso un'inchiesta sulle pratiche contabili e di comunicazione agli investitori di Exxon Mobil senza avviare alcuna azione legale. L'equivalente americano della Consob italiana voleva capire se il colosso petrolifero americano avrebbe dovuto svalutare i suoi asset durante il crollo dei prezzi del greggio e se aveva fuorviato gli investitori con il modo in cui aveva comunicato i rischi associati al cambiamento climatico e alle regolamentazioni sulle emissioni. La Sec ieri ha comunicato le sue decisioni all'azienda in una lettera, vista dal Wall Street Journal. La lettera è stata recapitata nel giorno in cui l'amministrazione Trump ha proposto un allentamento delle norme sull'efficienza dei motori, permettendo di fatto alle auto di essere più inquinanti.

Exxon ha confermato al giornale che l'inchiesta della Sec, iniziata nel gennaio 2016, è finita: "Dopo un'indagine approfondita, inclusa l'analisi di oltre 4,2 milioni di pagine di documenti, la Sec ha diffuso la sua lettera che indica la chiusura del caso". Scott Silvestri, portavoce di Exxon, ha aggiunto: "Siamo fiduciosi che il nostro modo di comunicare dati finanziari rispetti i requisiti legali e contabili".

Se la Sec ha chiuso il caso, le procure degli Stati di New York e Massachusetts continuano a indagare per vedere se Exxon ha fuorviato gli investitori sugli effetti provocati dal cambiamento climatico sulle sue attività.

Al Nyse il titolo Exxon sale dello 0,1% a 80 dollari. Da gennaio ha perso il 4% e negli ultimi 12 mesi mezzo punto percentuale.

T-Bond restano in rialzo, verso settimana positiva

I titoli di stato Usa restano in rialzo nel giorno di nuove tensioni commerciali tra Usa e Cina e di un numero di posti di lavoro creati in Usa a luglio (+157mila) inferiore alle stime. Tuttavia, il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9%, minimi visti lo scorso maggio. I salari orari sono cresciuti nel mese leggermente più del previsto (+0,26%) ma su base annua sono aumentati del 2,7%, sotto il rialzo del 3-4% che in genere si registra quando il mercato del lavoro è tonico come ora. Il dato suggerisce che per ora le pressioni inflative restano sotto controllo, cosa che permette alla Federal Reserve di proseguire con una normalizzazione graduale della sua politica monetaria. La pressione sui titoli di stato italiani si è allentata un pochino.

Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,954% dal 2,986% di ieri. La seduta di venerdì scorso era finita al 2,962%, quindi la settimana sta concludersi con prezzi in lieve rialzo. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi al 2,007%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso al 2,649%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,818%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 3,097%.

azionario
Wall Street: Ibm sostiene il Dj, Apple sopra i mille mld di capitalizzazione

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street restano contrastati. Se ieri era rimasto sotto la parità, oggi il DJIA corre più di tutti sostenuto da Ibm (+3,3%) mentre Apple (+0,4%) ha ritrovato forza riportandosi sopra una capitalizzazione da mille miliardi di dollari. L'indice delle 30 blue chip rischia di chiudere la prima settimana in calo dopo quattro di fila in aumento mentre per l'S&P 500 sarà la quinta di fila in rialzo. Per il Nasdaq sarà la prima in rialzo su tre.

Gli investitori monitorano le tensioni commerciali tra Usa e Cina, che ha minacciato dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane. La banca centrale cinese ha inoltre alzato il costo per scommettere contro il renminbi, una mossa pensata per stabilizzare la valuta dopo settimane difficili.

Il mercato è impegnato anche a digerire il rapporto sull'occupazione Usa a luglio, quando sono stati creati 157mila posti di lavoro contro i 190mila attesi. La decelerazione rispetto a giugno è stata attribuita almeno in parte alla bancarotta della catena di negozi Toys R Us, che ha chiuso oltre 800 punti vendita a fine giugno. Il rapporto odierno ha messo in evidenza un altro aspetto interessante: il numero di persone che ha più di un lavoro in Usa è balzato a 8,072 milioni, oltre il top a 8,071 milioni dell'agosto 2008, in piena recessione, e ai massimi del 1999.

Il DJIA sale di 91,64 punti, lo 0,36%, a quota 25.417,80. L'S&P 500 guadagna 7,14 punti, lo 0,25%, a quota 2.834,35. Il Nasdaq cede 9,4 punti, lo 0,12%, a quota 7.793. Il petrolio a settembre scivola dello 0,88% a 68,35 dollari al barile.

Usa: numero trivelle petrolifere attive torna a calare

Il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è tornato a calare nell'ultima settimana. Stando al rapporto pubblicato da Baker Hughes ogni venerdì, i pozzi sono calati di 2 unità a 859 dopo il rialzo di 3 unità dei sette giorni precedenti. Il dato resta lontanissimo dal picco di 1.609 toccato a ottobre del 2014, ma è al di sopra del minimo toccato nel 2009 a 179 trivelle attive. In generale, il numero delle trivelle è in aumento dal giugno 2016. Il greggio a settembre al Nymex continua a perdere lo 0,86% a 68,37 dollari al barile.

Nordcorea: nuovo round di sanzioni Usa, nel mirino anche una banca russa

Il Tesoro americano ha annunciato sanzioni contro una banca russa, accusata di compiere "attività finanziarie illegali" per conto della Corea del Nord. Si tratta della Agrosoyuz Commercial Bank, rea di avere fatto business con Han Jang Su, un cittadino nordcoreano che secondo il Tesoro Usa era il rappresentante con sede a Mosca (Russia) della Foreign Trade Bank.

Han era già stato sanzionato da Washington, che ora ha deciso di punire anche il suo vice, pure lui nordcoreano, Ri Jong Won.

L'amministrazione Trump ha voluto punire anche due aziende nordcoreane (DandongZhongsheng Industry & Trade e Korea Ungum Corporation) considerate responsabili di lavorare per conto della Foreign Trade Bank, già sanzionata dagli Usa nel 2013.

Usa: scende a 55,7 punti Ism servizi a luglio, sotto stime

A luglio l'Ism servizi, l'indice che misura la performance del terziario negli Stati Uniti, ha rallentato il passo deludendo nettamente gli analisti. L'indice di riferimento redatto dall'Institute for Supply Management è sceso a 55,7 dai 59,1 punti di giugno. Gli analisti avevano previsto un calo a 58,5 punti. Da segnalare che un valore al di sopra della soglia dei 50 punti indica una fase di espansione della congiuntura. Guardando alle singole componenti, quella sull'andamento aziendale è scesa a 56,5 da 63,9 punti del mese precedente, quella dell'occupazione è salita a 56,1 da a 53,6 punti, quella dei prezzi è passata a 63,4 da 60,7punti. La componente relativa ai nuovi ordini è calata a 57 da 63,2 punti.

Usa: scende a 56 punti Pmi servizi a luglio, sotto stime

L'attività nel settore servizi americano ha decelerato a luglio deludento gli analisti, ma confermandosi in territorio positivo. Il dato finale dell'indice servizi Pmi, redatto da Markit, si è attestato a 56 punti dai 56,2 punti della stima flash, pari ai minimi di tre mesi, e da 56,5 di giugno. Il dato è inferiore al consensus pari a 56,2 punti e si conferma a un livello associato a un'espansione della congiuntura, ovvero superiore a 50 punti. Markit ha sottolineato che sebbene lo slancio del settore servizi sia sceso ai minimi di tre mesi, resta uno dei più rapidi da almeno tre anni. La società di ricerca ha sottolineato come i prezzi siano saliti al tasso più rapido da quasi quattro anni.

  • Apple si sgonfia: capitalizzazione torna sotto i mille miliardi di dollari
    All'indomani di una seduta in cui ha fatto la storia, Apple si sgonfia: e così la capitalizzazione del colosso tech torna sotto i mille miliardi di dollari conquistata ieri per la prima volta. In settimana il titolo del produttore dell'iPhone ha guadagnato l'8% grazie a una trimestrale record e a ottime guidance. In questo momento il titolo scivola dello 0,55% a 206,31 dollari. Ieri aveva dovuto arrivare a 207,05 dollari per conquistare una capitalizzazione che nel 2007, e solo temporaneamente, aveva toccato PetroChina a Shanghai.
azionario
Wall Street: avvio poco mosso dopo occupazione deludente, colpa di Toys R Us

La seduta a Wall Street è iniziata poco mossa ma sopra la parità, con gli investitori impegnati a digerire un rapporto deludente sull'occupazione americana e rinnovate tensioni commerciali tra Usa e Cina. A luglio sono stati creati 157mila posti di lavoro, minimo di marzo e meno dei 190mila attesi. Secondo molti economisti, a spiegare il dato deludente potrebbe essere stata la bancarotta di Toys R Us, che ha chiuso i battenti di oltre 800 punti vendita il 29 giugno scorso. Ciò ha provocato una contrazione di 32.000 posti di lavoro nei negozi di giocattoli e di hobby. Nel complesso, a luglio il settore retail ha comunque creato 7mila posti. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9% dal 4% di giugno, come previsto. I salari orari sono cresciuti nel mese leggermente più delle attese ma le pressioni inflative restano sotto controllo, cosa che non altera la rotta della politica monetaria della Federal Reserve.

Sul fronte commerciale, i dazi dell'amministrazione Trump non stanno ancora dando i frutti sperati a Washington visto che il deficit della bilancia commerciale a giugno è salito del 7,3% e potrebbe chiudere l'anno ai massimi di un decennio fa. Oggi la Cina ha minacciato dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni Usa se Washington imporrà nuove tariffe doganali contro Pechino.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di 21 punti, lo 0,08%, a quota 25.347,35. L'S&P 500 avanza di 2 punti, lo 0,04%, a quota 2.828. Dopo un avvio in rialzo dello 0,2%, il Nasdaq scivola di 5 punti, lo 0,06%, a quota 7.797 con Apple che si sgonfia (-0,9% a 205,57 dollari) dopo avere fatto ieri la storia conquistando una capitalizzazione di mille miliardi di dollari. Il greggio a settembre al Nymex scivola dello 0,26% a 68,78 dollari.

finanza
Cina cede a Giappone status di secondo maggiore mercato azionario dopo Usa

La Cina non è più il secondo più grande mercato azionario al mondo dopo quello statunitense. Secondo un'analisi del Financial Times la nazione asiatica ha ceduto quello status al Giappone, a cui lo aveva strappato per la prima volta nel novembre 2014 e da allora lo aveva mantenuto.

Fino alla seduta di ieri, l'azionario cinese valeva 6.090 miliardi di dollari contro i 6.160 miliardi di quello nipponico. L'azionario americano continua a essere saldamente in testa con un valore di 31.000 miliardi di dollari.

Ad avere pesato sull'azionario cinese sono state le tensioni commerciali tra Pechino e Washington. In particolare, i mercati asiatici hanno risentito negativamente dell'eventuale rialzo al 25% dal 10% dei dazi che l'amministrazione Trump sta valutando su importazioni cinesi per 200 miliardi di dollari.

Da inizio anno l'indice cinese Shanghai Composite ha perso il 17% e viaggia oltre il 23% al di sotto dei massimi di 52 settimane; il bilancio 2018 è pari a un -16,25%. Il giapponese Nikkei da gennaio ha ceduto l'1% ma nell'ultimo anno è salito del 12,46%. L'americano S&P 500 ha guadagnato il 5,75% da gennaio e il 14% rispetto a un anno fa.

T-Bond in rialzo tra occupazione deludente e tensioni commerciali

I titoli di stato Usa viaggiano in rialzo dopo un aumento inferiore alle stime del numero di posti di lavoro creati in Usa a luglio (+157mila). Tuttavia, il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9%, minimi visti lo scorso maggio. I salari orari sono cresciuti nel mese leggermente più del previsto (+0,26%) ma su base annua sono aumentati del 2,7%, sotto il rialzo del 3-4% che in genere si registra quando il mercato del lavoro è tonico come ora. Il dato suggerisce che per ora le pressioni inflative restano sotto controllo, cosa che permette alla Federal Reserve di proseguire con una normalizzazione graduale della sua politica monetaria.

Per il secondo giorno di fila, a sostenere i Treasury contribuisce il forte sell-off dei titoli di stato italiani per via dei timori del mercato associati alla legge di bilancio del 2019. Ci sono poi rinnovate tensioni commerciali tra Usa e Cina.

Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,971% dal 2,986% di ieri. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi al 2,007%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso al 2,661%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,838%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 3,109%.

Azionario
Wall Street: future si indeboliscono dopo occupazione deludente, nuove tensioni da dazi

I future a Wall Street si sono indeboliti dopo la diffusione del rapporto sull'occupazione e del dato sul deficit commerciale, che mette gli Stati Uniti sulla strada giusta per mettere a segno il deficit annuale maggiore da un decennio nonostante i dazi voluti dall'amministrazione Trump per abbassarlo. Il tutto succede mentre la Cina ha minacciato di imporre 60 miliardi di dollari di dazi sulle importazioni americane se gli Usa faranno scattare nuove tariffe doganali contro Pechino.

Quanto all'occupazione Usa, a luglio sono stati creati 157mila posti di lavoro, minimo di marzo e meno dei 190mila attesi. Tuttavia ci sono state forti revisioni al rialzo per i due mesi precedenti. Come previsto, il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9% dal 4% di giugno. Nonostante un tasso così basso i salari orari sono cresciuti del 2,7% annuo ma su base mensile c'è stato un aumento dello 0,26%, superiore al +0,2% atteso.

Quanto al deficit commerciale, a giugno c'è stata la sua prima espansione da febbraio complice un balzo ai massimi del dicembre 2014 delle importazioni di greggio. Nei primi sei mesi dell'anno il deficit ha raggiunto i 291 miliardi contro i 272 miliardi del primo semestre 2017. Le importazioni di acciaio e alluminio, su cui gli Usa hanno imposto dazi, sono crollate a giugno.

I future del Dow cedono 20 punti, lo 0,08%; quelli dell'S&P 500 perdono 0,25 punti, lo 0,01%; quelli del Nasdaq aumentano di 1,5 punti, lo 0,02%. Il petrolio a settembre al Nymex scivola dello 0,07% a 68,91 dollari.

Economia
Usa: per deficit bilancia commerciale, a giugno rialzo maggiore da 11/2016

Il deficit commerciale negli Stati Uniti è balzato a giugno al passo più veloce dal novembre 2016, riflesso di un aumento delle importazioni e di un calo delle esportazioni. Tuttavia il dato è inferiore alle previsioni.

Stando a quanto annunciato dal dipartimento del Commercio, il deficit è salito del 7,3% rispetto al mese precedente a 46,35 miliardi. Gli analisti si aspettavano un deficit di 46,6 miliardi. Le esportazioni sono scese dello 0,7% su maggio mentre le importazioni sono cresciute dello 0,6%.

Nei primi sei mesi del 2018 il deficit commerciale è aumentato del 7,2% annuo; in questo periodo l'export è cresciuto del 9% mentre l'import è aumentato dell'8,6%.

A giugno le importazioni di petrolio (misurate in dollari) sono salite al livello più alto dal dicembre 2014 ma le esportazioni di greggio hanno raggiunto un record.

Il deficit commerciale con la Cina - il secondo partner commerciale degli Usa dopo il Canada - nel semestre ha registrato un rialzo dell'8,6% annuo. Con il Canada, il deficit è calato del 23,4%, con la Ue è salito dell'11% e con il Messico è cresciuto del 5,5%.

Usa: +157mila mila posti lavoro luglio, sotto stime, disoccupazione al 3,9%, come previsto

A luglio le aziende americane hanno continuato ad assumere ma lo hanno fatto a un passo meno veloce delle stime.

Negli Stati Uniti sono stati creati 157.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un aumento di 190.000 unità. Il rialzo segna comunque il 94esimo mese di fila in cui i datori di lavoro americani hanno reclutato personale, un nuovo record.

Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4% al 3,9% (minimo dello scorso maggio), in linea alle stime.

Stando a quanto riferito dal dipartimento al Lavoro, i salari orari - attentamente monitorati perché indicano l'assenza o meno di pressioni inflative - sono cresciuti dello 0,26% (o di 0,07 dollari) su base mensile a 27,05 dollari; le previsioni erano per un +0,2%. Su base annuale sono saliti del 2,7%, sopra il range tra 1,9 e 2,2% segnato dal 2012 in poi e oltre la media del 2% degli ultimi sei anni. E' tuttavia dalla fine della recessione nel 2009 che l'incremento annuo non arriva al 3%. 

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Rapporto sull'occupazione per il mese di luglio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Posti di lavoro creati. Precedente: +213.000. Consensus: +190.000. Tasso di disoccupazione. Precedente: 4%. Consensus: 3,9%. Salari orari. Precedente: +0,19% mensile. Consensus: +0,2%.

Deficit bilancia commerciale per il mese di giugno alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -43,05 miliardi di dollari. Consensus: 46,6 miliardi.

Pmi servizi per il mese di luglio alle 9:45 (le 15:45 in Italia). Precedente: 56,5. Consensus: 56,2.

Ism servizi per il mese di luglio alle 10 (le 16.00 in Italia). Precedente: 59,1. Consensus: 58,5.

Numero delle trivelle petrolifere attive per la settimana chiusa oggi alle 13 (le 19 in Italia). Precedente: +3 unità a 861.


Appuntamenti societari

Trimestrali di Cboe Global Markets e Kraft Heinz prima dell'apertura dei mercati. Trimestrali di Berkshire Hathaway, DISH Network e MoneyGram a un orario non precisato.

Wall Street
Euro in ribasso a 1,1578 dollari, biglietto verde in rialzo a 111,72 yen

Euro in ribasso dello 0,07% a 1,1578 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1511 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,06% a 111,72 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen. 

Wall Street
Oro in ribasso a 1.215,70 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,36% a 1.215,70 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.212,50 e i 1.392,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 69,02 dollari al barile

Petrolio in rialzo dello 0,09% a 69,02 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 47,64 e i 72,98 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa poco mossi nel premercato

Future degli indici Usa poco mossi nel premercato: il Dow Jones guadagna 1 punto a 25.306, lo S&P stabile a 2.828,50 punti, il Nasdaq cresce di 5,25 punti a 7.391.

La seduta di ieri a Wall Street è finita contrastata. Pur avendo annullato le perdite viste in apertura, il DJIA è rimasto sotto la parità mentre l'S&P 500 e il Nasdaq si sono mantenuti in rialzo dopo uno scivolone iniziale grazie al rimbalzo del settore tecnologico, sostenuto da Apple (+3,11% a 207,75 dollari). Il produttore dell'iPhone ha conquistato una capitalizzazione di mille miliardi di dollari, tanto quanto il Pil della Florida e più di quello della Turchia o dell'Olanda. Si sono ridimensionate le preoccupazioni legate a una escalation, ancora possibile, delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Arrivato a perdere fino a 213 punti in apertura, il DJIA ne lascia sul terreno 7,66, lo 0,03%, a quota 25.326,16. L'S&P 500 ha guadagnato 13,86 punti, lo 0,49%, a quota 2.827,22. Il Nasdaq è salito di 95,4 punti, l'1,24%, a quota 7.802,69. Il petrolio a settembre si è risollevato dai minimi di sei settimane chiudendo a NY in rialzo dell'1,9% a 68,96 dollari al barile.