Wall Street: per S&P 500, terza seduta di fila in calo. Prima volta da agosto

Il Dow Jones si prende una pausa dopo i record

Azionario
Wall Street: chiusura intorno ai minimi di seduta

La seduta a Wall Street è finita in calo con gli indici che hanno chiuso intorno ai minimi intraday. L'unico settore scampato alle vendite è stato quello tecnologico, che ha tentato di riscattarsi all'indomani di un sell-off. Gli investitori si domandano se la rotazione a favore dei titoli finanziari, 24 ore prima protagonisti di un rally, sia già finita.

Gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi al Congresso per l'approvazione di una riforma fiscale. Camera e Senato devono uniformare le loro rispettive bozze in un unico testo, che dovrà essere approvato in entrambe le aule prima di potere arrivare sulla scrivania del presidente Usa. Si teme che alcuni sgravi a favore delle aziende vengano meno, specialmente quelle pensate per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Arrivato a cedere fino a 134 punti, il Dow Jones Industrial Average ha messo fine ai record chiudendo in ribasso di 93,24 punti, lo 0,38%, a quota 24.196,81.

L'S&P 500 ha messo a segno la terza seduta di fila in calo per la prima volta dallo scorso agosto. L'indice benchmark ha perso 9,87 punti, lo 0,37%, a quota 2.629,57. Secondo Bank of America, che per il momento resta bullish su Piazza Affari, alla fine del 2018 sarà a quota 2.800, al di sotto di un picco che si vedrà all'inizio del nuovo anno a quota 2.863.

Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 13,15 punti, lo 0,19%, a quota 6.762,21.

Usa
Russiagate: a Deutsche Bank chiesti documenti su Trump. Casa Bianca nega

La Casa Bianca sembra negare che il procuratore speciale che sta indagando sul Russiagate abbia ordinato la consegna di documenti legati agli affari del presidente americano Donald Trump. La smentita è arrivata mentre la stampa tedesca e americana scrive che Robert Mueller ha chiesto a Deutsche Bank documenti riguardanti gli affari tra la banca e l'attuale presidente e la sua famiglia.

Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha citato un legale di Trump - Jay Sekulow - dicendo che "notizie secondo cui il procuratore speciale ha chiesto documenti di carattere finanziario legati al presidente sono falsi. Nessun ordine di produzione di documenti è stato emesso né ricevuto. Lo abbiamo confermato con banche e altre fonti. Questo è un altro esempio di come i media si siano spinto oltre [ogni limite] troppo velocemente".

Un portavoce di Deutsche Bank si è limitato a spiegare al Wall Street Journal che "prende seriamente i suoi obblighi legali e resta impegnata a cooperare con le indagini autorizzate in questo ambito". La relazione tra Deutsche Bank e Trump risale al 1998.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in rialzo di un quarto di centesimo, lo 0,07%, a quota 3,53 dollari e tre quarti a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a marzo ha finito in ribasso di 2 centesimi e un mezzo, lo 0,57%, a quota 4,32 dollari e tre quarti a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a gennaio hanno guadagnato 10 centesimi, l'1%, a 10,08 dollari e un mezzo a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a gennaio è salito di 8 punti, 0,18%, a 33,50 centesimi al pound. FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a gennaio ha guadagnato 5,80 dollari, l'1,72%, a 343,30 dollari a tonnellata.

Wall Street in rosso, il rimbalzo dei tecnologici è già finito

A un'ora dalla fine della seduta gli indici si stanno ulteriormente indebolendo e viaggiano in calo, sui minimi intraday. Anche il Nasdaq Composite, che aveva preso slancio, è finito sotto la parità con il settore tecnologico che ha praticamente annullato il suo rimbalzo all'indomani di un sell-off.

Gli investitori continuano a valutare le implicazioni del passaggio della bozza di riforma fiscale al Senato, che ora dovrà essere uniformata a quella della Camera. Oggi l'attenzione si è concentrata sulla cosiddetta "alternative minimum tax", che potrebbe limitare gli sgravi per alcune aziende. Il Senato ha evitato di proporre la sua abrogazione mentre la Camera la prevede. Si teme poi che gli sgravi previsti per la ricerca e lo sviluppo possano essere annullati; ne risentirebbero negativamente i gruppi tecnologici e quelli industriali. Tutti i settori sono in negativo.

A perdere di più sono utility (-1,3%) e industriali (-0,8%). Ieri a livelli record, il DJIA perde 85 punti, lo 0,35%, a quota 24.205. L'S&P 500 cede 7,5 punti, lo 0,28%, a quota 2.631. Il Nasdaq lascia sul terreno 9,5 punti, lo 0,16%, a quota 6.764.

Lyft: l'anti-Uber punta a ottenere una valutazione di 11,5 mld di dollari

Lyft, l'anti-Uber americana, ha alzato il target di fondi che intende raccogliere a 1,5 miliardi da 1 miliardo di dollari. Così facendo l'azienda punta a ottenere una valutazione di 11,5 miliardi di dollari contro quella da 10 miliardi dello scorso ottobre e pari a più del doppio di quella di inizio 2017. La raccolta fondi è capitanata da CapitalG, controllata di Alphabet.

John Zimmer, presidente e cofondatore di Lyft, ha detto in una nota che l'anno in corso è stato un anno "di successo" per l'azienda. "Continueremo a investire nella nostra comunità e siamo impazienti di iniziare un 2018 migliore", ha aggiunto.

Materie prime
Petrolio chiude a NY +0,26% a 57,62 dollari al barile

All'indomani di una seduta in calo, la prima dopo due di fila in rialzo, il petrolio è tornato a riprendere quota. Al Nymex il contratto gennaio ha guadagnato lo 0,26% a 57,62 dollari al barile. Gli investitori scommettono su un notevole calo delle scorte settimanali Usa; il dato è in arrivo domani e se confermato sarebbe il terzo settimanale di fila. Oggi gli analisti di Morgan Stanley hanno detto di aspettarsi una domanda superiore all'offerta nel 2018. Goldman Sachs ha alzato le stime per l'anno prossimo, quando il WTI dovrebbe arrivare a 57,50 dollari e il Brent a 62 dollari grazie agli sforzi dell'Opec; la settimana scorsa il cartello e alcune nazioni come la Russia che non ne fanno parte hanno esteso dal marzo al dicembre 2018 l'accordo per un taglio alla produzione, entrato in vigore nel gennaio 2017.

Intrattenimento
James Murdoch (Fox) potrebbe essere il successore del Ceo di Disney

James Murdoch, l'amministratore delegato di 21st Century Fox, potrebbe essere il potenziale successore di Bob Iger, Ceo di Walt Disney che lascerà il suo ruolo nel 2019. Lo scrive il Financial Times secondo cui, una tale ipotesi è valutata mentre il colosso americano dell'intrattenimento sta esplorando la cessione di asset a Disney.

Il figlio più giovane di Rupert Murdoch, presidente esecutivo di Fox e presidente di News Corp, probabilmente potrebbe ricoprire un ruolo di alto livello in Disney se una cessione di asset verrà decisa. Stando alle fonti dell'FT, Disney è in pole position per acquisire lo studio cinematografico, canali via cavo, divisioni internazionali (ossia Sky in Europa e Star in India) e reti sportive regionali in Usa di Fox; un'operazione del genere avrebbe un enterprise value di oltre 60 miliardi di dollari. Pare che anche Comcast e Verizon siano a caccia di asset di Fox.

Un ingresso nei vertici di Disney permetterebbe al giovane Murdoch di sfruttare le sue conoscenze degli asset ancora di famiglia e del mercato televisivo mondiale.

Secondo Cnbc, un accordo sugli asset tra Fox e Disney potrebbe essere annunciato la settimana prossima.

Walt Disney cede il 2,2% al Nyse riducendo il rialzo da inizio anno a un +3,5%; negli ultimi 12 mesi è salito dell'8%. Le azioni di Classe A di FOX sono poco mosse; nel 2017 sono aumentate di quasi il 19% e negli ultimi 12 mesi del 21%.

T-Bond viaggiano contrastati

I titoli di stato americani sono contrastati: gli investitori sono alle prese con l'Ism servizi che a novembre ha deluso e con le implicazioni dei progressi sul fronte della riforma fiscale Usa. Una legislazione che aumenta il deficit federale generalmente mette sotto pressione i Treasury, in parte perché il governo sarà costretto a emettere più debito e ciò andrà a pesare sui prezzi dei titoli di stato già in circolazione. I rendimenti dei T-Bond a lunga scadenza tuttavia calano mentre quelli a breve salgono provocando il cosiddetto appiattimento della curva dei rendimenti. Un tale andamento potrebbe essere spiegato dal fatto che da un lato, alcuni investitori dubitano che la riforma fiscale spingerà più di tanto la crescita e l'inflazione; dall'altro, c'è attesa per un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Il decennale Usa viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 2,363% dal 2,379% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,297%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo all'1,831%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,156%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,736%.

Wall Street: a metà seduta continua contrastata. Il settore tech riprende forza

A metà seduta i principali indici quotati a Wall Street viaggiano contrastati. Da una parte il Dow ha iniziato a calare, scendendo sotto la linea della parità dopo che ieri aveva raggiunto un nuovo record. Il Nasdaq e l'S&P 500 invece continuano in rialzo, grazie alla ripresa del settore tecnologico che ieri e nel corso della mattinata aveva continuato a soffrire per le prospettive deludenti per la Silicon Valley della riforma fiscale che il Congresso sta per approvare.

Il Nasdaq ha recuperato quasi l'1%, grazie ai rialzi di Facebook, Amazon, Netflix e Google. Il settore è stato uno dei migliori a Wall Street dall'inizio dell'anno, ma nell'ultima settimana ha iniziato a subire una rotazione, cedendo circa il 3% in totale. Inoltre questa mattina gli analisti di Bank of America hanno avvertito che il mercato si prepara a un periodo di turbolenza dopo che da più di un anno si trova in una fase di crescita e stabilità.

In questo momento, il DJIA cede 36,94 punti, lo 0,15%, a quota 24.235. L'S&P 500 aumenta di 1,94 punti, lo 0,07%, a quota 2.641,38. Il Nasdaq Composite sale di 35,69 punti, lo 0,53%, a quota 6.811,06. Il petrolio a gennaio al Nymex segna un +0,68% a 57,86 dollari al barile.

Mercati
Profitti record aziende quotate sostengono (e sosterranno) rally azionario

Le società quotate a livello globale si attestano a livelli record in termini di profitti, cosa che ha sostenuto e continuerà a sostenere il mercato azionario. L'indice di FactSect che tiene conto dell'andamento dei profitti per azione di oltre 20.000 aziende quotate nel mondo segnala una media di 9,69 dollari per azione, in aumento del 19% nell'ultimo anno. Si tratta dell'aumento anno su anno più rapido dal 2011 e il valore assoluto più alto di sempre, oltre il precedente record di 9,55 dollari fissato a fine 2014.

Secondo gli analisti sentiti dal Wall Street Journal, profitti per azione cos" alti dovrebbero sostenere la fiducia degli investitori e contribuire a convincerli che il recente rally dei mercati è sostenuto dalla ripresa economica globale e dalla capacità delle aziende di generare ritorni e che, quindi, non è determinato solo da valutazioni sempre più alte. "I problemi su salari e produttività non sono del tutto risolti, ma la speranza è che i prossimi due anni saranno più normali da un punto di vista economico", ha detto Sunil Krishnan, responsabile dei fondi di Aviva Investors.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

I cereali quotati al Chicago Board of Trade hanno iniziato in rialzo la seduta di contrattazioni. A fare da traino è in particolare il comparto della soia, che punta verso l'alto sulla sia delle previsioni meteorologiche che anticipano un clima particolarmente secco in Sudamerica. Questo potrebbe penalizzare l'offerta dei Paesi esportatori di quell'area. Gli altri settori viaggiano a passo più lento, confermando la traiettoria che si è vista nelle ultime settimane, dalla fine del raccolto.

In avvio di seduta mais e frumento si attestano in territorio positivo, anche se i guadagni non sono molto marcati e più lenti rispetto alla soia. In particolare, i future del mais a marzo crescono di un centesimo e tre quarti a 3,55 dollari a bushel, mentre quelli a maggio acquistano un centesimo e un quarto a 3,63 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo salgono di un centesimo e un quarto a 4,35 dollari a bushel. Andamenti in buon aumento per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a gennaio acquistano 15 centesimi a 10,13 dollari a bushel, mentre quelli a marzo salgono di 14 centesimi e tre quarti a 10,25 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a gennaio avanza di 2,50 dollari a 340 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a gennaio crescono di 8 punti a 33,36 centesimi al pound.

Usa
Commissione bancaria approva nomina Powell come presidente Fed, ora voto Senato

La nomina di Jerome Powell come prossimo presidente della Federal Reserve è sempre più vicina. La commissione Bancaria del Senato, che la settimana scorsa aveva ascoltato la testimonianza del candidato scelto dal presidente Donald Trump per prendere il posto di Janet Yellen alla guida della Banca centrale americana, ha dato il via libera alla nomina con 22 voti favorevoli e uno contrario, quello della democratica Elizabeth Warren.

Ora la palla passa al Senato, che dovrà votare e dare l'ok definitivo. Se, come ampiamente previsto, il parere dell'aula sarà positivo, Powell prenderà il posto di Yellen, quando il primo e unico mandato dell'attuale presidente scadrà a fine febbraio. Powell, che non ha escluso un nuovo giro di vite sul costo del denaro durante la riunione del Fomc della settimana prossima, si è impegnato a sostenere l'economia fino a quando non raggiungerà il pieno recupero e allo stesso tempo a lottare per l'indipendenza della banca centrale. Powell, dal 2012 membro del board della Fed e considerato una "colomba" della politica monetaria, sarà il primo presidente della Fed in trent'anni senza un dottorato in economia. Ha lavorato come partner di Carlyle dal 1997 al 2005 dopo una breve parentesi al dipartimento al Tesoro durante la presidenza di George H.W. Bush.

Economia
Usa: cala a 57,4 punti Ism servizi in novembre, sotto stime

In novembre l'Ism servizi, l'indice che misura la performance del terziario negli Stati Uniti, ha rallentato il passo, tornando sotto la soglia dei 60 punti, superata il mese precedente, ma confermandosi a livelli associati a una crescita dell'economia. L'indice di riferimento redatto dall'Institute for Supply Management è calato a 57,4 punti rispetto ai 60,1 punti di ottobre (invariato rispetto alla prima stima).

Gli analisti avevano previsto un calo a 59 punti. Da segnalare che un valore al di sopra della soglia dei 50 punti indica una fase di espansione della congiuntura. Il dato si attesta al di sopra di tale soglia da 94 mesi di fila. Guardando alle singole componenti, quella sull'andamento aziendale è scesa da 62,2 a 61,4 punti, quella dell'occupazione è calata da 57,5 a 55,3 punti, quella dei prezzi è diminuita da 62,7 a 60,7 punti. La componente relativa ai nuovi ordini è passata da 62,8 a 58,7 punti.

Eurozona: Bank of America stima crescita sopra potenziale, intorno al 2% in 2018 e 2019

Bank of America stima che l'economia dell'Eurozona si attesti al di sopra del suo potenziale nel 2018, quando dovrebbe crescere di circa il 2%. Per il 2019 è prevista la stessa espansione, ma l'inflazione dovrebbe rimanere sotto il target di crescita annua fissato dalla Banca centrale europea, sotto ma vicino al 2%. Stando alle previsioni della banca americana, diffuse oggi a New York, l'inflazione nell'Eurozona "accelererà solo gradualmente all'1,2% nel 2018". A un certo punto nel 2019 è vista all'1,4% e dovrebbe raggiungere l'1,5% alla fine di quell'anno.

Media
Walt Disney: vicino accordo per rilevare asset 21st Century Fox

Sembra ormai a portata di mano l'accordo tra Walt Disney e 21st Century Fox sull'acquisto di alcuni asset del colosso dei media parte della galassia di News Corp, il colosso del magnate Rupert Murdoch. Secondo indiscrezioni riportate dall'emittente televisiva Cnbc, l'intesa potrebbe essere annunciata già la settimana prossima Secondo indiscrezioni, il valore degli asset che Fox è pronta a vendere potrebbe essere superiore a 60 miliardi di dollari.

Murdoch e la sua famiglia controllano il 39% delle azioni con diritto di voto di 21st Century Fox. Al centro delle trattative ci sarebbero asset internazionali, come la partecipazione del 39% di Fox nel gruppo televisivo britannico Sky e la quota nell'indiana Star Tv, ma anche alcune emittenti via cavo americane. Fox News, il network broadcast Fox e quello sportivo Fs1 non sarebbero in vendita. Disney si era fatta avanti per la prima volta varie settimane fa, ma le discussioni si erano raffreddate perché le parti non erano riuscite a trovare un punto di incontro sul prezzo. Lo scorso fine settimana erano circolate indiscrezioni su una ripresa delle trattative e, secondo le fonti, ci sarebbe stata un'accelerata.

Economia
Usa: cala a 54,5 punti indice servizi Pmi (stima finale) in novembre, sotto stime

L'attività nel settore servizi americano a fine novembre ha rallentato il passo, pur confermandosi a livelli che indicano un miglioramento dell'economia. Il dato che ne misura la performance ha deluso le aspettative.

La stima finale dell'indice servizi Pmi, redatto da Markit, si è attestata a 54,5 punti, in ribasso dai 55,3 punti della stima finale di ottobre e sotto anche i 54,7 punti della stima flash di metà novembre. Per la lettura finale gli analisti attendevano un dato a 55,1 punti. L'indice si conferma comunque a un livello associato a un'espansione della congiuntura, ovvero superiore a 50 punti.

Disney vicina ad accordo con Fox. Annuncio già settimana prossima (CNBC)

Disney sta per chiudere l'accordo per l'acquisto di alcune divisioni di 21st Century Fox e l'annuncio finale potrebbe già arrivare settimana prossima. Lo scrive Cnbc che cita fonti anonime vicine alle trattative. Nelle settimana passate diversi media americani avevano parlato delle discussioni tra i due colossi: Disney è pronta ad acquistare la produzione cinematografica e televisiva del gruppo, lasciando al colosso di Rupert Murdoch solo Fox, con i suoi canali di news e di sport. Secondo le stime l'accordo avrebbe un valore di 60 miliardi di dollari. In questo momento a Wall Street le azioni di Disney calano dello 0,8% mentre quelle di 21st Century Fox sono in rialzo del 2,5%.

Wall Street: Dow e S&P aprono in rialzo. Nasdaq in leggero ribasso

Wall Street apre la seduta di martedì 5 dicembre contrastata, in linea con la chiusura di ieri, in cui il Dow era riuscito a toccare un nuovo record, mentre i tecnologici avevano sofferto facendo scendere il Nasdaq. Ed è proprio quest'ultimo titolo che continua a perdere quota anche in apertura di giornata.

Gli analisti sostengono che sia iniziata una rotazione, che porterà a salire i titoli che potrebbero trarre maggiori benefici dalla riforma fiscale che il Congresso di prepara ad approvare: tra questi non ci sono i tecnologici, che dall'inizio dell'anno avevano visto rialzi molto forti. Dal fronte dei dati da segnalare l'aumento del deficit commerciale a ottobre, 8,6% a 48,73 miliardi. Il DJIA sale di 38,71 punti, lo 0,16%, a quota 24.328. L'S&P 500 avanza di 1,63 punti, lo 0,06%, a quota 2.641. Il Nasdaq Composite segna un -1,5 punti, lo 0,2%, a quota 6.756. Il petrolio a gennaio al Nymex perde lo 0,16% a 57,38 dollari al barile.

Dal punto di vista societario: Ford (-0,8%) ha annunciato che entro il 2025 metterà sul mercato cinese 50 modelli, inclusi 15 veicoli elettrici, nel tentativo di aumentare le vendite, che stanno rallentando sul mercato americano e occidentale. Le azioni di McDonald's (+1,7%) sono state portare da hold a buy, con un rialzo del prezzo obiettivo da 50 dollari a 200 dollari. Snap (+5,5%) - il gruppo che produce l'app Snapchat - ha visto un rialzo del rating delle sue azioni, con il pezzo obiettivo salito da 11 a 18 dollari.

Valute digitali
Bitcoin: economista Yale, valuta digitale è pericolosa bolla speculativa

Bitcoin, che guadagna più del 1.000% da inizio anno e viaggia verso la soglia record di 12.000 dollari, "è una pericolosa bolla speculativa". Lo ha detto Stephen Roach, associato della Yale University ed ex economista di Morgan Stanley, spiegando durante un'intervista a Cnbc che la valuta digitale "è un concetto tossico per gli investitori".

Roach, considerato uno degli economisti più autorevoli di Wall Street, ha usato parole molto dure su bitcoin: "E' pericolosa da ogni punto di vista, al di là dell'immaginazione. Non ho mai visto grafici sull'andamento di una security dove il prezzo ha un andamento verticale. Bitcoin ha l'andamento più verticale che abbia mai visto nella mia carriera", ha detto.

Auto
Ford Motor: 50 nuovi modelli in Cina entro 2025, punta a tornare a crescita vendite

Ford Motor preme sull'acceleratore in Cina e annuncia una nuova strategia per invertire tendenza e tornare a vedere crescere le vendite. Per farlo il colosso di Detroit prevede di lanciare 50 nuovi veicoli in Cina entro il 2025, di cui 15 vetture elettriche, come hanno spiegato il presidente Bill Ford e l'amministratore delegato Jim Hackett.

"La Cina farà da apripista nel passaggio del settore dell'auto alle vetture autonome, connesse ed elettrice. Ora dobbiamo espandere la nostra presenza nel Paese e offrire di più ai clienti", ha detto Ford. Le vendite di Ford in Cina sono calate del 5% nei primi dieci mesi del 2017, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, a 938.570 vetture, nonostante la performance positiva dei furgoni e del marchio Lincoln. Come si legge in una nota, la prima tornata di nuovi prodotti arriverà verso la fine dell'anno prossimo. La società, come ha spiegato Peter Fleet, vicedirettore generale per la regione Asia Pacifico, punta a una crescita del 50% del fatturato nell'area entro il 2025.

T-Bond: Continuano a soffrire dopo dati su deficit commerciale Usa

Reduci dalla prima settimana in calo dopo due in rialzo, i titoli di stato americani continuano a soffrire. A mantenere i prezzi in calo sono i dati sul deficit commerciale appena pubblicati dal dipartimento del Commercio: a ottobre è salito dell'8,6% a 48,73 miliardi di dollari, ai massimi di 9 mesi. Il decennale Usa viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in rialzo al 2,38% dal 2,379% di luned". Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in rialzo all'1,305%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo all'1,26%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,163%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 2,784%.

Economia
Usa: +8,6% a 48,73 mld $ deficit commerciale a ottobre, più alto di stime, top 9 mesi

In ottobre il deficit commerciale degli Stati Uniti è cresciuto più delle previsioni e al massimo in nove mesi, sulla scia del rallentamento delle esportazioni e l'aumento delle importazioni, soprattutto quelle di petrolio. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio, in ottobre il deficit è salito dell'8,6% a 48,73 miliardi di dollari, mentre gli analisti attendevano un aumento a 47,5 miliardi.

In settembre il deficit si era attestato a 44,89 miliardi di dollari (rivisto al rialzo dai 43,50 miliardi della prima stima). In ottobre le esportazioni sono rimaste sostanzialmente invariate a 195,91 miliardi, mentre le importazioni sono aumentate dell'1,6% a 244,64 miliardi, con un import record da Cina, Messico e Unione europea. Nei primi dieci mesi dell'anno il dato è salito dell'11,9% rispetto allo stesso periodo del 2016, con le esportazioni in rialzo del 5,3% e le importazioni in aumento del 6,5%.

Wall Street: future in leggero rialzo, Dow verso altri record

I future a Wall Street si muovono in rialzo all'indomani di una seduta mista in cui il Dow Jones Industrial Average aveva archiviato l'ennesimo record. I contratti del Nasdaq fluttuano intorno alla parità, segnalando che l'indice tecnologico potrebbe soffrire dopo il sell-off che ieri ha colpito i titoli tecnologici. Secondo gli investitori, è iniziata una rotazione a favore di quei titoli che dovrebbero beneficiare di più dell'approvazione della riforma fiscale in Usa.

Al Congresso si lavora per uniformare i testi delle bozze di riforma di Camera e Senato, approvate rispettivamente il 16 novembre e il 2 dicembre scorsi. Intanto la commissione Bancaria del Senato dovrebbe approvare oggi la nomina di Jerome Powell come prossimo governatore della Federal Reserve al posto di Janet Yellen, il cui mandato scadrà a febbraio.

Dal fronte macroeconomico, si attende l'Ism servizi di novembre; il deficit commerciale a ottobre si è ampliato segnalando un rallentamento delle esportazioni e un aumento delle importazioni.

I future del Dow salgono di 68 punti, lo 0,28%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 5 punti, lo 0,19%; quelli del Nasdaq avanzano di 0,74 punti, lo 0,01%.

Tra le materie prime, il petrolio soffre alla vigilia del dato sulle scorte settimanali Usa. Il mercato si domanda quale sarà l'effetto di una produzione Usa in aumento mentre l'Opec e le nazioni come la Russia che non ne fanno parte hanno deciso di estendere alla fine del 2018 il loro accordo per un taglio all'output. Il contratto gennaio al Nymex scivola dello 0,4% a 57,24 dollari al barile.

Finanza
Bank of America aumenta di 5 miliardi di dollari il suo piano di buyback

Bank of America intende aumentare di 5 miliardi di dollari aggiuntivi il suo programma di riacquisto di titoli propri entro il 30 giugno 2018. Lo scorso giugno la banca americana aveva annunciato un piano di buyback da 12 miliardi di dollari che sarebbe stato attuato dal luglio successivo alla fine del prossimo giugno. Il cda del gruppo ha dato il suo via libera.

Nel dare la notizia, Bank of America ha precisato che il programma di buyback dipende da una serie di fattori tra cui la performance finanziaria, il prezzo dei titoli propri e le condizioni generali di mercato. Alla luce di questo, quel programma "potrebbe essere sospeso in qualsiasi momento".

Il titolo Bank of America sale dello 0,9% nel pre-mercato a Wall Street. Ieri aveva guadagnato il 3,4% a 29,06 dollari sulla scia di un rally del settore finanziario alimentato dai progressi al Congresso sulla riforma fiscale. Da inizio anno il titolo è salito del 31,49% e negli ultimi 12 mesi del 37%.

Usa
Russiagate, autorità chiedono a Deutsche Bank dati su rapporti con Trump

Le indagini sul Russiagate si allargano oltreoceano. Le autorità americane avrebbero chiesto a Deutsche Bank di consegnare informazioni sui rapporti con il presidente Donald Trump, appunto nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra Trump e la Russia durante la campagna elettorale che ha portato il magnate repubblicano alla Casa Bianca.

Come riporta il quotidiano tedesco Handelsblatt, ripreso negli Stati Uniti dal sito di informazione finanziaria MarketWatch, il consigliere speciale Robert Mueller avrebbe chiesto all'istituto tedesco dati sui conti del presidente e di membri della sua famiglia. La richiesta sarebbe arrivata varie settimane fa, ma se ne è avuta notizia solo ora. Prima di diventare presidente Trump, tramite società del suo impero nel real estate, doveva rimborsare a Deutsche Bank circa 300 milioni di dollari di prestiti immobiliari. A giugno la banca aveva respinto la richiesta di informazioni sulla vicenda di alcuni deputati democratici americani, citando le leggi sulla privacy. All'epoca Deutsche Bank aveva detto che avrebbe consegnato i dati se avesse ricevuto una richiesta ufficiale delle autorità.

Goldman Sachs amplia attività in Polonia, assumerà 250 persone a Varsavia (FT)

Goldman Sachs intende ampliare le sue attività in Polonia, dove punta ad aumentare il numero di dipendenti di quasi il 50% nel 2018. L'anno prossimo la banca americana intende assumere circa 250 nuove persone a Varsavia. Lo ha detto al Financial Times Brent Watson, il responsabile di Goldman Sachs in Polonia che si occupa di tecnologia e attività d'ufficio.

Nel suo hub a Varsavia, l'istituto di credito Usa conta 525 persone ma secondo Watson si arriverà a 750-800 entro la fine del 2018. La notizia segue l'annuncio fatto a settembre da JP Morgan, che intende creare circa 3.000 posti di lavoro nella capitale polacca. E' la dimostrazione di come la Polonia sia riuscita ad attrarre negli ultimi anni varie banche internazionali (tra cui anche Ubs, Credit Suisse e Citigroup) pronte a sfruttare una forza lavoro con un livello di istruzione universitaria relativamente alto e salari bassi rispetto ad altre parti del mondo. Secondo quanto riferito dall'FT, anche Standard Chartered sta valutando Varsavia come una delle città europee in cui potrebbe aprire un ufficio con 500 persone.

Watson ha spiegato che la decisione è dovuta a preoccupazioni operative non necessariamente legate all'uscita del Regno Unito dalla Ue nel 2019. "La decisione è stata presa ben prima del referendum sulla Brexit. Guardando al nostro modello globale, essere in grado di sostenere il fuso orario europeo e passare tra una regione e l'altra, Varsavia è nel mezzo", ha detto facendo riferimento alla necessità di avere un ciclo di 24 ore su 24 delle attività operative e di trading della banca.

Aerei
Iata: profitti globali settore +11% a 38,4 mld $ in 2018, compagnie Usa 16,4 mld

Le compagnie aeree americane viaggiano di buon passo e nel 2018 otterranno i profitti più alti di tutto il settore. E' quanto emerge dal rapporto dell'Air Transport Association (Iata), secondo cui gli utili registrati dalle compagnie aeree globali si attesteranno nel 2018 a 38,4 miliardi di dollari, l'11% in più rispetto al totale atteso per il 2017.

La cifra sarà quasi per la metà generata dalle compagnie americane, che registreranno profitti per 16,4 miliardi, contro i 15,6 miliardi stimati per l'anno in corso. "Le compagnie nordamericane hanno generato più della metà dei profitti dell'industria negli ultimi tre anni, ma le pressioni sui costi hanno rallentato ulteriori miglioramenti", si legge nel documento. La Iata per il 2018 stima un fatturato globale di 824 miliardi per l'intero settore aereo.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Deficit commerciale per il mese di ottobre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -43,5 miliardi di dollari. Consensus: -47,4 miliardi di dollari.

Pmi servizi per il mese di novembre alle 9:45 (le 15:45 in Italia). Precedente: 55,3.

Ism servizi per il mese di novembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 60,1. Consensus: 59,4.


Appuntamenti societari

Trimestrale di AutoZone prima dell'apertura dei mercati. Trimestrale di Toll Brothers a un orario non precisato.


Altri appuntamenti

La commissione Bancaria del Senato vota la nomina di Jerome Powell a prissimo governatore della Federal Reserve. 

Wall Street
Euro stabile a 1,1871 dollari, biglietto verde a 112,42 yen

Euro stabile a 1,1871 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde stabile a 112,42 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.278,90 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,09% a 1.278,90 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.147 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 57,17 dollari al barile

Petrolio in ribasso dello 0,52% a 57,17 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,39 e i 59,05 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa contrastati nel premercato

Future degli indici azionari statunitensi contrastati: il Dow Jones guadagna lo 0,12%, lo S&P cede lo 0,05%, il Nasdaq scivola dello 0,45%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in modo incerto e lontano dai massimi intraday. Il Dow Jones Industrial Average, reduce dalla migliore settimana del 2017, ha archiviato un'altra seduta record spingendosi oltre i massimi di giovedì scorso. L'S&P 500 non è riuscito a fare altrettanto lasciandosi andare alle vendite sul finale. Il Nasdaq Composite ha invece finito sui minimi di giornata con gli investitori che si sono sbarazzati di titoli tecnologici. Secondo i trader è iniziata una rotazione a favore di titoli che dovrebbero beneficiare più di tutti di una potenziale riforma fiscale; tra di loro non sembrano esserci le aziende tech (-1,6%), che meno di tutte godrebbero di una spinta ai loro utili. A beneficiarne saranno invece banche (+1,5%) e i produttori di beni discrezionali (+1,15%).  Arrivato a guadagnare fino a 302 punti, il DJIA ne ha aggiunti 58,25, lo 0,24%, a quota 24.289,84. L'S&P 500 ha perso 2,9 punti, lo 0,11%, a quota 2.639,34. Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 72,22 punti, l'1,05%, a quota 6.775,37. Il petrolio a gennaio al Nymex ha perso l'1,53% a 57,47 dollari al barile.