Wall Street, i titoli tech si risollevano

Indici incerti, intorno alla parità

Azionario
Wall Street: chiusura incerta. Nasdaq in rialzo dopo tre sedute in calo

La seduta a Wall Street è finita all'insegna dell'incertezza. Il Dow Jones Industrial Average, che nel 2017 ha messo a segno 64 record, ha chiuso in lieve calo. Anche l'S&P 500 non ha saputo mantenersi in positivo archiviando - seppur per un soffio - la quarta giornata di fila in calo, la serie temporale negativa più lunga dallo scorso marzo. Grazie invece al rally dei titoli tecnologici, il Nasdaq Composite è riuscito a terminare gli scambi in rialzo dopo tre sedute consecutive in ribasso.

Gli analisti di Evercore ISI hanno avviato la copertura di gruppi tecnologici sostenendo che "il meglio deve ancora venire" per quelli destinati a rivoluzionare internet. Alphabet (+1,3%) è vista tra le aziende che farà meglio dei rivali così come Facebook (+1,9%), Amazon (+0,9%), InterActive (+0,3%) e Match Group (+1,2%).

Gli investitori non sono riusciti a trovare spunti per muoversi con decisione in una direzione o in un'altra. Il riconoscimento da parte di Donald Trump di Gerusalemme come capitale d'Israele preoccupa il mondo arabo e l'Europa ma il mercato ha ignorato la questione mediorientale. Anche lo spettro di una paralisi de governo, che potrebbe scattare venerdì alla mezzanotte di Washington, non è per il momento temuta per quanto il presidente Usa non abbia escluso lo "shutdown". Si resta in attesa di sviluppi al Congresso, dove i repubblicani di Camera e Senato stanno lavorando per uniformare le rispettive bozze di riforma fiscale. Una volta approvato dalle due aule del Parlamento Usa, il testo potrà arrivare sulla scrivania del presidente americano. Resta da vedere se succederà entro Natale, come promesso.

Il DJIA ha perso 39,73 punti, lo 0,16%, a quota 24.140,91.

L'S&P 500 ha ceduto 0,30 punti, lo 0,01%, a quota 2.629,27.

Il Nasdaq Composite è salito di 14,16 punti, lo 0,21%, a quota 6.776,38.

Il petrolio ha subito un calo del 2,88% a 55,96 dollari al barile sulla scia di un balzo delle scorte settimanali Usa di benzina e di un aumento a livelli record della produzione americana.


Walt Disney: Ceo Robert Iger potrebbe posticipare il suo addio

Dovrebbe andarse nel 2019 ma il Ceo di Walt Disney potrebbe posticipare (di nuovo) la sua uscita dal colosso dell'intrattenimento, se questo comprerà asset da 21st Century Fox. Lo scrive il Wall Street Journal secondo cui quella che sarebbe l'acquisizione più grande nella storia di Disney potrebbe portare Robert Iger a restare più a lungo nell'azienda. L'intesa ha un enterprise value di 60 miliardi di dollari e potrebbe essere annunciata la settimana prossima.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in ribasso di un centesimo, lo 0,28%, a quota 3,52 dollari e tre quarti a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a marzo ha finito in calo di 7 centesimi e mezzo, l'1,73%, a quota 4,25 dollari e un quarto a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a gennaio hanno perso 5 centesimi e tre quarti, lo 0,57%, a 10,02 dollari e tre quarti a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a gennaio è scivolato di 33 punti, 0,99%, a 33,17 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a gennaio ha lasciato sul terreno 0,60 dollari, lo 0,17%, a 342,70 dollari a tonnellata.

Petrolio chiude a NY -2,88% a 55,96 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in forte calo. Il contratto gennaio al Nymex ha lasciato sul terreno il 2,88%, 1,66 dollari, a 55,96 dollari al barile. Gli investitori hanno ignorato il fatto che le scorte settimanali Usa siano scese ben oltre le stime. A preoccupare sono i livelli record della produzione e il forte rialzo degli stock di benzina.

Bitcoin supera anche i 13mila dollari

Dopo avere raggiunto i 12mila dollari per la prima volta, Bitcoin ha conquistato in poche ore anche la soglia dei 13mila dollari. Soltanto il 29 novembre scorso il valore della valuta digitale aveva raggiunto gli 11.000 dollari e il giorno precedente aveva agguantato la soglia dei 10.000 dollari. A ottobre aveva superato i 5.000 dollari. Il 2017 era iniziato sotto i mille dollari.

Cereali Chicago: a metà seduta viaggiano in calo

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano in calo. A pesare sono le revisioni del dipartimento americano dell'Agricoltura sull'ammontare di semi di soia ordinati dalla Cina, di cui fu dato annuncio il 30 novembre scorso. Invece che 525mila tonnellate, Pechino ne ha ordinare 393mila. I trader intanto monitorano le condizioni climatiche in Argentina

I future del mais a marzo scendono di tre quarti di centesimo, lo 0,21%, a 3,53 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo cedono 6 centesimi e tre quarti, l'1,56%, a 4,26 dollari a bushel.

I future dei semi con scadenza a gennaio perdono 8 centesimi e tre quarti, lo 0,87%, a 9,99 dollari e tre quarti a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a gennaio cede 3,20 dollari, lo 0,93%, a 340,10 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a gennaio scivolano di 28 punti, lo 0,84%, a 33,22 centesimi al pound.

azionario
Wall Street: a metà seduta indici incerti, Trump non esclude lo "shutdown"

A metà seduta gli indici a Wall Street viaggiano incerti ma i tecnologici si stanno risollevando (+0,5%). Soffrono invece le telecom (-0,8%) e i titoli energetici (-1,1%), complici le vendite sul petrolio.

L'S&P 500 rischia di mettere a segno quella che sarebbe la quarta seduta di fila in calo, una serie temporale negativa che non si vede dallo scorso marzo.

Mentre monitorano i progressi al Congresso Usa in tema di riforma fiscale, gli investitori temono una possibile paralisi del governo americano. I legislatori hanno tempo fino alla mezzanotte di Washington di venerdì per approvare un pacchetto di spesa di breve termine. Oggi, il presidente Donald Trump ha detto che il cosiddetto "shutdown" potrebbe succedere.

Il DJIA cede 8,45 punti, lo 0,03%, a quota 24.172. L'S&P 500 perde 0,84 punti, lo 0,03%, a quota 2.628,66. Il Nasdaq sale di 2 punti, lo 0,03%, a quota 6.763,58.

Il petrolio a gennaio al Nymex ha ampliato i cali nonostante scorte settimanali Usa scese più del previsto: segna un -2,45% a 56,22 dollari al barile. Pesa il forte rialzo degli stock di benzina.

Retail
Ups: aumentano acquisti online, possibili ritardi consegne shopping natale

La stagione degli acquisti natalizi è entrata nel vivo e, con l'aumento degli acquisti online, i corrieri nazionali e internazionali rischiano di trovarsi a mal partito. A lanciare l'allarme è United Parcel Service (Ups), che ha fatto sapere di avere problemi nella gestione delle consegne, cosa che potrà tradursi in ritardi.

Per questo motivo, come riporta il Wall Street Journal, Ups ha chiesto agli autisti di fare straordinari e turni più lunghi per non restare indietro con le consegne, tra cui quelle di prodotti acquistati dagli utenti su Amazon e sui siti di Wal-Mart Stores e Macy's. Come aveva fatto per le consegne record del Cyber Monday, Ups prevede di aggiungere uno o due giorni al tempo stimato per la consegna di un numero per il momento non precisato di articoli.

Canada: banca centrale lascia i tassi all'1%, prepara strette future

La banca centrale canadese (BoC) ha lasciato i tassi all'1% ma non ha fornito chiare indicazioni su quanto resterà paziente prima di stringere nuovamente la cinghia.

L'istituto ha detto che un costo del denaro superiore "sarà probabilmente necessario nel tempo" alla luce di un continuo miglioramento dell'economia ma per il momento il consiglio direttivo "resterà cauto". Monitorerà i dati in arrivo e le dinamiche sulla crescita dei salari e dell'inflazione. Già si scommette su una stretta a gennaio per via soprattutto di un rafforzamento del mercato del lavoro.

Nel suo comunicato, la BoC ha parlato di una crescita "molto forte" dell'occupazione: a novembre sono stati creati 79.500 posti di lavoro, cosa che ha spinto il tasso di disoccupazione sotto il 6%. La BoC ha anche riconosciuto "qualche miglioramento" nei salari orari, il mese scorso cresciuti al passo più rapido da 19 mesi a questa parte; è un segno che la "debolezza" sta venendo meno.

Commercio
Amazon: per Morgan Stanley, vuole rivoluzionare anche il mondo dei dentisti

Dopo avere mandato in tilt il settore retail tradizionale e quello dei supermercati (con l'acquisto di Whole Food), Amazon (+1%) potrebbe rivoluzionare non solo quello farmaceutico ma anche quello che chiama in causa i dentisti.

Il colosso americano del commercio elettronico, sostiene un'analista di Morgan Stanley, sta comprando prodotti direttamente dal produttore di beni per l'igiene orale Dentsply Sirona (-0,25%). Così facendo potrebbe vendere dispositivi e prodotti medici direttamente ai dentisti. Ne hanno subito risentito i distributori Henry Schein (-3,4%) e Patterson Companies (-5,7%). L'analista in questione, Steve Beuchaw, sostiene che Amazon "si stia facendo strada" e per questo ha bocciato i titoli dei due distributori che stanno soffrendo a Wall Street.

La settimana scorsa, voci che Amazon stesse trattando con alcuni produttori di farmaci generici tra cui Mylan (-1,2%) un suo potenziale ingresso nel settore di riferimento mandò in tilt i distributori McKesson (-0,2%), AmerisourceBergen (+0,3%) e Cardinal Health (-0,6%).

Petrolio
Wti si conferma in calo dopo scorte Usa, -1,39% a 56,82 $/barile

Il petrolio quotato al Nymex, già in ribasso prima del dato sulle scorte settimanali americane, si conferma in territorio negativo dopo la pubblicazione dei numeri. Le scorte di greggio sono calate più delle previsioni (-5,61 milioni di unità nella settimana chiusa il primo dicembre, contro il calo di 2,4 milioni di barili atteso), mentre quelle di benzina e distillati sono aumentate molto più delle stime.

Il ribasso degli stock di greggio è stato sostanzialmente in linea con quanto anticipato dall'American Petroleum Institute, che aveva parlato di un calo di 5,5 milioni di barili. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a gennaio scendevano di 75 centesimi, l'1,3%, a 56,87 dollari al barile, mentre in precedenza erano scambiati in discesa a 56,83 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 57,62 dollari al barile). Al momento il contratto a gennaio conferma i ribassi e cala dell'1,39% a 56,82 dollari al barile.

Wall Street: indici virano in positivo

Dopo un'ora e mezzo di scambi gli indici a Wall Street si sono riportati sopra la parità. Il DJIA sale di 19 punti, lo 0,08%, a quota 24.199. L'S&P 500 avanza di 2 punti, lo 0,08%, a quota 2.631,7. Il Nasdaq Composite segna un +13,16 punti, lo 0,19%, a quota 6.775. Il petrolio a gennario al Nymex cede l'1,4% a 56,82 dollari al barile nonostante un forte calo delle scorte settimanali Usa.

T-Bond in rialzo, decennale al 2,315%

I titoli di stato sono in rialzo con l'azionario, soprattutto in Asia e in Europa, protagonista di vendite. Gli acquisiti di titoli di stato hanno perso temporaneamente intensità dopo l'inteso calo del costo unitario del lavoro nel terzo trimestre. Si è trattato dell'ennesima conferma che l'inflazione resta contenuta in un consteto macroeconomico altrimenti incoraggiante: la produttività nello stesso periodo è cresciuta del 3%, massimo di tre anni.

Pressioni inflative praticamente inesistenti hanno tenutoquest'anno i rendimenti in un intervallo ristretto mentre la Federal Reserve si prepara ad alzare i tassi per una terza volta nel 2017. L'appuntamento è per il 12 e 13 dicembre prossimi. Proprio in vista della stretta, il differenziale tra i rendimenti a breve e quelli a lunga scadenza si è appiattito al passo più veloce dal 2008.

Il decennale Usa viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 2,315% dal 2,356% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,312%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,798%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,106%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,696%.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture contrastate al Cbot

I cereali quotati al Chicago Board of Trade hanno iniziato con andamenti contrastati la seduta di contrattazioni. Se il comparto del mais è sostanzialmente fermo, la soia viaggia a passo spedito, mentre il frumento è in ribasso. Da un lato si continua a tenere sotto controllo il meteo in Argentina, Paese esportatore, dove il clima troppo secco potrebbe danneggiare il prossimo raccolto e quindi penalizzare l'offerta. Dall'altro lato gli investitori guardano all'uragano La Nina, che rischia di provocare danni nella parte tropicale del Pacifico.

In avvio di seduta il mais è poco mosso e il frumento è al di sotto della parità. In particolare, i future del mais a marzo sono invariati a 3,53 dollari a bushel, mentre quelli a maggio sono fermi a 3,62 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo arretrano di 3 centesimi e tre quarti a 4,29 dollari a bushel. Andamenti in aumento per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a gennaio acquistano tre quarti di centesimo a 10,09 dollari a bushel, mentre quelli a marzo salgono di un centesimo a 10,21 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a gennaio avanza di 1,20 dollari a 344,50 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a gennaio crescono di 22 punti a 33,28 centesimi al pound.

Usa: Greenspan, effetto scarso su crescita da riforma fiscale

Secondo Alan Greenspan, colui che è stato governatore della Federal Reserve dal 1987 al 2006, la riforma fiscale su cui i repubblicani al Congresso Usa stanno lavorando "farà ben poco" per innescare una crescita economica reale. Il vero pericolo, secondo lui, sta nell'inflazione che potrebbe aumentare pericolosamente. Parlando ai microfoni di Cnbc, Greenspan ha detto che negli Stati Uniti "ci ritroviamo in una situazione fiscale terribile. L'amministrazione sta riducendo le tasse e le spese ma nell'ordine sbagliato. Quello che serve ora è un'attenzione totale alla riduzione del debito", sui cui ha suonato un allarme anche il governatore uscente della Fed, Janet Yellen. Greenspan è noto per l'avvertimento lanciato nel 1996 di una "esuberanza irrazionale" nell'azionario durante la bolla dot-com.

Energia
In calo scorte settimanali petrolio Usa, in rialzo stock benzina e distillati

Nella settimana conclusa il primo dicembre le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono calate di 5,61 milioni di unità a 448,103 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 2,4 milioni, dopo la discesa di 3,429 milioni di unità precedente. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in rialzo di 6,78 milioni di unità a 220,882 milioni, dopo l'aumento di 3,627 milioni di barili dei sette giorni precedenti e la salita di 1,7 milioni di unità prevista.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono salite di 1,667 milioni di unità a 129,446 milioni di barili, dopo il rialzo di 2,747 milioni di barili della settimana precedente e l'aumento di un milione di unità previsto. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 93,8%, più del 92,6% del dato precedente e più anche del 92,6% atteso.

Fisco
Usa: da riforma fiscale "risparmi" per 47 mld $ a Apple, vantaggi per real estate

La riforma fiscale su cui sta lavorando il Congresso americano e che marcia verso l'approvazione, consegnando una scintillante vittoria a Donald Trump che l'ha fortemente sponsorizzata, potrà portare vantaggi al settore del real estate, tanto caro al presidente, e ad alcune grandi aziende. In particolare, secondo il Financial Times, Apple potrà risparmiare fino a 47 miliardi di dollari, cosa che la renderebbe il maggiore beneficiario della riforma. Leggi l'articolo su Apple.

Azionario
Wall Street: apertura in lieve calo, pesano i tech

La seduta a Wall Street è iniziata il lieve calo. Dopo il sell-off che ha colpito i listini asiatici e che sta toccando quelli europei, gli indici a Wall Street viaggiano in rosso. A pesare ancora una volta sono i titoli tecnologici (-0,4%): rischiano di mettere a segno la serie negativa di sedute più lunga dal novembre 2016.

C'è fermendo nel settore della sanità. Tra i titoli migliori spicca DaVita (+10,3%), gruppo che UnitedHealth (+0,1%) intende acquistare per 4,9 miliardi di dollari in contanti. Walgreens Boots Alliance (+0,14%) è poco mosso nel giorno in cui ha annunciato l'acquisto di una quota di minoranza nel gruppo cinese Sinopharm Holding Guoda Drugstores. Fred's soffre (-21%) la cancellazione del dividendo per fare fronte ai suoi debiti mentre cerca di vendere asset non core; la catena regionale di farmacie ha inoltre chiuso un trimestre con una perdita più ampia del previsto.

Il DJIA cede 8 punti, lo 0,03%, a quota 24.172.

L'S&P 500 perde 2 punti, lo 0,08%, a quota 2.627.

Il Nasdaq Composite segna un -3,3 punti, lo 0,05%, a quota 6.759.

Tech
Google: scontro tra titani, blocca app YouTube su alcuni dispositivi Amazon

Diventa più acceso lo scontro tra colossi tecnologici sul fronte dei dispositivi e dei gadget tv. Come riporta il Financial Times, Google, controllata di Alphabet, bloccherà la popolarissima app YouTube sugli smart speaker e sui dispositivi per lo streaming video di Amazon, ovvero Echo Show e Fire Tv. Google ha fatto sapere che la decisione è stata presa a causa di "una mancanza di reciprocità da parte di Amazon", che avrebbe reso impossibile trovare un accordo sull'utilizzo reciproco dei rispettivi prodotti e servizi da parte degli utenti delle due società.

"Amazon non supporta prodotti di Google come Chromecast e Google Home, non rende Amazon Prime Video disponibile per gli utenti di Google Cast e il mese scorso ha bloccato le vendite di alcuni degli ultimi prodotti Nest", ha detto il gruppo di Mountain View a TechCrunch. Amazon, dal canto suo, pur esprimendo disappunto per la decisione, spera che il contrasto sia superabile: "Google ha creato un precedente deludente bloccando in modo selettivo l'accesso degli utenti a un sito aperto", tuttavia "speriamo di risolvere la disputa", ha detto. Fire Tv perderà l'accesso a YouTube il primo gennaio, mentre su Echo Show è già stato bloccato.

Wal-Mart cambia nome in Walmart dal primo febbraio 2018

Il colosso retail mondiale Wal-Mart Store cambia nome legale in Walmart. Il ritocco sarà effettivo dal primo febbraio 2018. Il gruppo continuerà a essere scambiato sul New York Stock Exchange con il simbolo "WMT". La mossa è la dimostrazione di come il gruppo nato 55 anni fa voglia concentrarsi sempre di più sulle vendite online.

Retail
Home Depot lancia buyback da 15 mld $, fissa target vendite al 2020

Home Depot, il colosso americano del fai da te per la casa, ha lanciato un maxi programma di riacquisto di titoli propri da 15 miliardi di dollari e si è impegnato ad accelerare gli investimenti per adattarsi a un settore in rapida evoluzione come quello retail.

La società, che ha confermato i target su vendite e profitti 2017, intende rafforzarsi sul fronte dell'offerta, delle consegne e dei servizi nei negozi e ai clienti. "Il panorama retail sta cambiamento a un ritmo senza precedenti e prevediamo di investire per adattarci alle necessità dei clienti", ha detto l'amministratore delegato Craig Menear. Home Depot ha anche fissato i target finanziari al 2020: prevede vendite tra 114,7 e 119,8 miliardi di dollari.

Azionario
Wall Street: future in calo con debolezza Asia

All'indomani di una seduta in calo, i future viaggiano in rosso preannunciando un'altra giornata di vendite. Il sell-off che ha colpito i listini asiatici e che, seppur in modo più contenuto, è registrato anche in Europa arriva a farsi sentire a Wall Street.

Dal fronte macroeconomico le notizie sono incoraggianti: secondo Adp, nel settore privato a novembre sono stati creati 190.000 posti di lavoro, più delle stime e un'ottima premessa per il rapporto sull'occupazione che verrà diffuso venerdì dal governo Usa. La produttività nel terzo trimestre è cresciuta ai massimi di tre anni (+3%) ma i salari non stanno decollando tanto che il costo del lavoro è sceso per la seconda volta di fila.

Se da un lato si monitorano gli sviluppi sul fronte della riforma fiscale, dall'altro si attende l'annuncio del presidente americano Donald Trump: oggi dovrebbe riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele e annunciare il trasferimento là dell'ambasciata Usa, ora a Tel Aviv. La mossa ha sollevato le critiche dal mondo arabo e dall'Europa e rischia di infuocare le tensioni in Medio Oriente.

I future del Dow cedono 64 punti, lo 0,26%; quelli dell'S&P 500 perdono 3,25 punti, lo 0,12%; quelli del nasdaq cedono 16,5 punti, lo 0,26%. Il petrolio a gennaio al Nymex scivola dell'1,4% a 56,82 dollari al barile.

M&A
Usa: ancora M&A nelle assicurazioni, UnitedHealth rileva DaVita per 4,9 mld $

Continua il consolidamento nel settore sanitario-assicurativo americano. Dopo la maxi fusione da 69 miliardi tra Cvs Health e la compagnia di assicurazioni Aetna, tocca alla rivale di quest'ultima UnitedHealth Group mettersi in mostra. Il gruppo, tramite la sua divisione Optum, ha rilevato DaVita, società che si occupa di servizi ospedalieri, per esempio quelli per la dialisi, per circa 4,9 miliardi di dollari in contante.

DaVita aveva già fatto sapere di essere "alla ricerca di alternative strategiche", sulla scia dei risultati finanziari non sempre convincenti e del malcontento degli investitori. Secondo le previsioni, la transazione sarà chiusa nel 2018, una volta arrivato il via libera delle autorità di regolamentazione. Optum aveva già messo a segno nel corso del 2017 l'acquisizione di Surgical Care Affiliates per 2,3 miliardi di dollari. DaVita gestisce circa 280 cliniche dove sono offerti servizi specialistici e 35 centri di assistenza urgente.

Economia
Usa: +3% produttività III trim., sotto stime ma top 3 anni, costo lavoro -0,2%, sotto stime

La produttività negli Stati Uniti è salita più delle previsioni nel terzo trimestre e al passo più rapido in tre anni, segno che l'economia americana, comincia a migliorare anche sul fronte industriale. Stando alla revisione intermedia del dato diffuso dal dipartimento al Lavoro, l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è salita del 3% rispetto ai tre mesi precedenti (in linea con la stima preliminare, quella finale sarà diffusa il mese prossimo), mentre gli analisti attendevano una crescita del 3,3%.

Rispetto al terzo trimestre 2016 la produttività è in aumento dell'1,5%, sopra la media dell'1,2% vista tra il 2007 e il 2016, ma sotto il 2,6% dell'inizio degli anni Duemila. Il costo unitario del lavoro, - il dato relativo è reso noto insieme alla produttività e rappresenta un importante termometro delle pressioni inflazionistiche, - è stato rivisto al ribasso a -0,2% (stima intermedia, quella preliminare era +0,5%), mentre gli analisti attendevano una crescita dello 0,3%. L'output è cresciuto del 4,1% rispetto al secondo trimestre (contro il +3,8% preliminare), mentre le ore lavorate sono aumentate dell'1,1% (rivisto dal +0,8% preliminare). Nel secondo trimestre la produttività era salita dell'1,5% e il costo del lavoro era sceso dell'1,2% (rivisto al ribasso dal +0,3% precedente).

Finanza
Bitcoin: oltre 12.000 dollari per la prima volta, valore criptovalute supera Jpm

Bitcoin ha superato per la prima volta i 12.000 dollari confermando la sua corsa apparentemente inarrestabile. Soltanto il 29 novembre scorso il valore della valuta digitale aveva conquistato gli 11.000 dollari e il giorno precedente aveva agguantato la soglia dei 10.000 dollari. A ottobre aveva superato i 5.000 dollari. 

Economia
Usa: +190.000 mila posti lavoro settore privato novembre, dato Adp sopra stime

Crescita ancora una volta al di sopra delle previsioni dell'occupazione nel settore privato americano a novembre. Il dato, che anticipa il rapporto sul lavoro che sarà pubblicato venerd", evidenzia i progressi del settore nel 2017.

Secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers e dall'agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing, il mese scorso sono stati creati 190.000 posti di lavoro, mentre le stime erano per un rialzo di 175.000. Il dato di ottobre pari a 235.000 posti di lavoro creato è rimasto invariato.

Come si legge in una nota, le piccole aziende hanno aggiunto 50.000 posti di lavoro, quelle medie 99.000 e quelle grandi 41.000. Nel settore servizi i nuovi occupati sono stati 155.000, mentre nel comparto per la produzione di beni il dato è salito di 36.000 unità.

Wall Street
La giornata a Wall Street

Dati macroeconomici


Richieste nuovi mutui per la settimana conclusa l'1 dicembre alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -3,1% a 390.

Indice Adp occupazione nel settore privato per il mese di novembre alle 8:15 (le 13:15 in Italia). Precedente: +235.000 unità. Consensus: +175.000 unità.

Dato rivisto produttività per il terzo trimestre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +1,5%. Consensus: +3,3%. Costo del lavoro. Precedente: +0,2%. Consensus: +0,3%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa l'1 dicembre alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: -3,429 milioni di barili a 453,713 milioni di barili. Consensus: -2,4 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: +3,627 milioni di barili a 214,102 milioni di barili. Consensus: +1,7 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: +2,747 milioni di barili a 127,779 milioni di barili. Consensus: +1 milioni di barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 92,6%. Consensus: 93%.


Appuntamenti societari

Trimestrali di American Eagle Outfitters e Lululemon Athletica a un orario non precisato. Trimestrale di H&R Block prima dell'apertura dei mercati. Trimestrale di Broadcom dopo la chiusura dei mercati.

Wall Street
Euro stabile a 1,1821 dollari, biglietto verde in ribasso a 112,23 yen

Euro stabile a 1,1821 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,33% a 112,23 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.270,60 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,45% a 1.270,60 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.147 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 57,16 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,78% a 57,16 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,39 e i 59,05 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in ribasso nel premercato

Future degli indici Usa in ribasso nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,24%, lo S&P cede lo 0,18%, il Nasdaq scende dello 0,56%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in calo. Arrivato a cedere fino a 134 punti, il Dow Jones Industrial Average ha messo fine ai record chiudendo in ribasso di 93,24 punti, lo 0,38%, a quota 24.196,81. L'S&P 500 ha messo a segno la terza seduta di fila in calo per la prima volta dallo scorso agosto. L'indice benchmark ha perso 9,87 punti, lo 0,37%, a quota 2.629,57. Secondo Bank of America, alla fine del 2018 sarà a quota 2.800, al di sotto di un picco che si vedrà all'inizio del nuovo anno a 2.863 punti. Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 13,15 punti, lo 0,19%, a quota 6.762,21. Il petrolio a gennaio al Nymex ha guadagnato lo 0,26% a 57,62 dollari al barile in attesa di un calo delle scorte settimanali in Usa.