Wall Street spera in una Fed paziente

L'Opec rimanda di un giorno l'annuncio sul taglio della produzione

Diplomazia
Onu: Trump pronto a nominare Heather Nauert nuova ambasciatrice

Il presidente americano, Donald Trump, potrebbe nominare già oggi l'attuale portavoce del dipartimento di Stato, la 48enne Heather Nauert, come prossima ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite. Lo riferisce la stampa americana confermando indiscrezioni sulla scelta del leader Usa che circolano dall'inizio di novembre.

Nauert, ex corrispondende di Fox News, si unì al governo Trump lo scorso anno. Arrivò nell'aprile 2017 al dipartimento di Stato come portavoce dell'allora segretario Rex Tillerson. Ha mantenuto l'incarico quando l'ex Ceo di Exxon Mobil diventato capo della diplomazia Usa è stato sostituito da Mike Pompeo.

Se confermata, andrebbe a prendere il posto di Nikki Haley, che all'inizio di ottobre aveva dato le dimissioni. La nomina dovrà essere approvata dal Senato Usa.

azionario
Wall Street: chiusura mista, si spera in una Fed paziente sui tassi

La seduta a Wall Street, altamente volatile, è finita in modo misto e a livelli decisamente lontati dai minimi intraday. Il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 hanno saputo contenere le perdite mentre il Nasdaq Composite è virato in rialzo.

La giornata era iniziata all'insegna del sell-off con gli investitori preoccupati dalla tenuta della tregua commerciale tra Usa e Cina dopo l'arresto - avvenuto in Canada su richiesta di Washington - della direttrice finanziaria del colosso cinese Huawei.

L'umore è migliorato dopo indiscrezioni secondo cui Donald Trump non sapeva nulla dell'arresto, avvenuto l'1 dicembre scorso ossia il giorno in cui il presidente Usa ha cenato con il leader cinese Xi Jinping; i due hanno deciso una tregua commerciale di 90 giorni. Il premier canadese, Justin Trudeau, ha garantito che sull'arresto non c'è stato alcun pressing politico.

Anche un articolo del Wall Street Journal sulla Federal Reserve ha contribuito a risollevare i listini Usa. L'impressione è che la banca centrale Usa voglia adottare un approccio attendista in materia di tassi. Secondo il giornale, dentro l'istituto si sta discutendo se segnalare un tale approccio nella riunione del 18 e 19 dicembre prossimi.

Arrivato a cedere fino a 784 punti, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 79,4, lo 0,32%, a quota 24.947,67.

L'S&P 500 ha perso 4,11 punti, lo 0,15%, a quota 2.695,95.

Il Nasdaq Composite è salito di 29,83 punti, lo 0,42%, a quota 7.188,26.

auto
Fca vuole aprire impianto di assemblaggio a Detroit dedicato a Suv

Nel giorno in cui Fiat Chrysler Automobiles ha nominato un direttore operativo per la regione Nord Americana, circola voce che l'azienda guidata da Mike Manley voglia aprire un nuovo impianto di assemblaggio a Detroit, nello stato americano del Michigan. L'indiscrezione è di Dow Jones, secondo cui in quella fabbrica il gruppo italo-americano produrrà un Suv. Leggi qui i dettagli.

materie prime
Petrolio a NY chiude -2,6%, a 51,49 dollari, Opec prende tempo

Il petrolio a New York ha chiuso in forte calo ma sopra i minimi intraday nel giorno in cui l'Opec, da Vienna, ha preso tempo rimandando a domani una decisione sulla portata di un atteso taglio della produzione.

Al Nymex il contratto gennaio ha ceduto 1,4 dollari, il 2,6%, a 51,49 dollari; i minimi di giornata sono stati toccati a 50,08 dollari (-5%).

I fari sono già puntati su domani, quando sempre nella capitale austriaca, il cartello si incontrerà con le nazioni alleate come la Russia che non ne fanno parte. Il ministro petrolifero saudita, Khalid al-Falih, ha detto che un taglio di 1 milioni di barili al giorno sarebbe sufficiente ma quella riduzione è inferiore a quanto atteso dagli investitori. Per Falih, un taglio di 1,3 milioni di barili al giorno sarebbe "eccessivo".

Intanto nella settimana al 30 novembre gli Stati Uniti sono diventati un esportatore netto di petrolio per la prima volta in 75 anni. E' quanto emerso da un rapporto dell'Energy Information Administration americana. In quei sette giorni, le scorte di greggio Usa sono scese molto più del previsto e per la prima volta dopo 10 settimane di fila in rialzo. Ciò tuttavia non è bastato per sollevare le quotazioni, condizionate dall'Opec.

Huawei: Hsbc ha segnalato a inquirenti Usa transazioni sospette (Wsj)

Come parte delle sue attività contro il riciclaggio di denaro e la violazione di sanzioni, Hsbc ha segnalato agli inquirenti americani transazioni sospette realizzate da Huawei, il colosso tecnologico cinese la cui direttrice finanziaria è stata arrestata l'1 dicembre scorso in Canada su richiesta degli Stati Uniti (che ne vogliono l'estradizione). Lo scrive il Wall Street Journal.

Secondo il giornale la banca britannica non è parte dell'inchiesta di Washington, che si concentra sulla presunta violazione di sanzioni americane legate all'Iran. Secondo Reuters, l'inchiesta riguarda anche un presunto piano di usare i sistema bancario globale per evitare quelle sanzioni.

Stando al Wsj, Hsbc - uno degli istituti di credito che ha lavorato con il gruppo cinese - sta collaborando con gli inquirenti.

Nel 2012 Hsbc aveva pagato una multa da 1,92 miliardi di dollari come parte di un accordo con la procura del distretto orientale di New York per mettere la parola fine a un caso legato a violazione di sanzioni Usa e di leggi sul riciclaggio di denaro. Come parte di quell'intesa, al suo interno fu nominato un supervisore federale, quello che ha segnalato le transazioni sospette di Huawei.

Fed, Dimon (Jpm): rialzo tassi significa che economia Usa è forte

Il Ceo di JP Morgan, Jamie Dimon, è convinto che la normalizzazione della politica monetaria americana sia un bene perché sta a indicare che l'economia è forte. Nel corso di una intervista alla Cnbc, il banchiere ha affermato: "Saremo più felici se l'economia continua a crescere con tassi che salgono piuttosto che avere una recessione".

Secondo lui la Federal Reserve "non dovrebbe reagire troppo all'andamento dei mercati o alle tensioni commerciali". Il suo consiglio è che il governatore Jerome Powell basi le sue decisioni "fino all'ultimo" secondo sull'andamento dei dati macroeconomici. Perché se è vero che c'è il rischio di alzare il costo del denaro "troppo e troppo velocemente", c'è anche quello di farlo "troppo poco e troppo lentamente".

azionario
Wall Street ancora in calo ma sopra minimi intraday, Dj -1,9%

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street restano in forte calo ma sopra i minimi intraday. A livello settoriale, quello energetico è il più pesante (-3,55%) a causa del calo superiore al 3% del petrolio: per la seconda volta nella sua storia, l'Opec non ha tenuto una conferenza alla fine della sua riunione odierna a Vienna. I fari si spostano su domani, quando il cartello incontrerà le nazioni come la Russia che non ne fanno parte.

Anche il settore finanziario soffre (-3,2%) inseguendo l'andamento dei rendimenti dei Treasury.

A preoccupare gli investitori è anche l'arresto (avvenuto in Canada su richiesta degli Usa) della Cfo del gruppo cinese Huawei; il rischio è che metta a repentaglio la tregua commerciale tra Usa e Cina siglata sabato scorso, il giorno in cui Meng Wanzhou è stata arrestata ma la notizia è emersa solo ieri. Domani si terrà una udienza in cui verrà deciso se la donna sarà rilasciata su cauzione. Pechino ne ha chiesto l'immediata liberazione. Il punto è che Meng non è una Cfo qualunque: a Wall Street c'è chi dice che è come se ad essere finita in manette fosse la figlia di Tim Cook o di Jeff Bezos. E Huawei non un'azienda qualunque: ha sorpassato Apple diventando il secondo maggiore produttore di smartphone dietro a Samsung e le sue attrezzature di rete sono diffuse in tutto il mondo.

Nel frattempo il mercato sembra sempre più convinto che la Fed rallenterà il passo delle sue strette. Se lo aspetta Christine Lagarde (Fmi) e lo ha indicato Raphael Bostic, il presidente della Fed di Atlanta con potere di voto sulle scelte della banca centrale Usa.

Arrivato a perdere fino a 784 punti, il Dow ne cede 468, l'1,9%, a quota 24.559,56. L'S&P 500 segna un -46,53 punti, l'1,7%, a quota 2.653,6. Il Nasdaq registra un calo di 68,10 punti, lo 0,96%, a quota 7.089,73. Il contratto a gennaio del greggio al Nymex scivola del 3,6% a 50,99 dollari al barile.

Usa: rischio shutdown evitato, almeno fino al 21 dicembre

Il Congresso americano ha approvato un provvedimento che eviterà una parziale paralisi del governo federale, che sarebbe potuta scattare domani. Manca solo la firma del presidente americano, Donald Trump. Il rischio del cosiddetto shutdown viene così posticipato fino al prossimo 21 dicembre.

I legislatori avranno tempo fino a quel giorno per trovare un accordo sulle voci di spesa, tenendo conto della richiesta di Trump di 5 miliardi di dollari per finanziare il muro da lui proposto lungo il confine tra Usa e Messico. I democratici al Senato avevano detto che avrebbero approvato fondi per 1,6 miliardi di dollari a favore della sicurezza dei confini ma non per un muro. Tra i democratici alla Camera c'è un maggiore scetticismo.

economia
Lagarde (Fmi): la Fed rallenterà il passo del rialzo dei tassi

Secondo Christine Lagarde, il d.g. del Fondo monetario internazionale, la Federal Reserve "probabilmente rallenterà un po' [il ritmo con cui] alza i tassi".

In una intervista alla Cnbc, la numero uno dell'istituto di Washington si è rifiutata di suggerire al governatore Jerome Powell che cosa la banca centrale Usa dovrebbe fare nella prossima riunione del 18 e 19 dicembre, quando è ampiamente attesa la quarta stretta del 2018: "Non sta a me dirlo".

Lagarde ha tuttavia ribadito la raccomandazione dell'Fmi, secondo cui la politica monetaria Usa deve "sempre essere legata ai dati macroeconomici e deve essere ben comunicata perché ci sono conseguenze al di fuori degli Usa" su come gli operatori di borsa reagisco all'uso dei messaggi della Fed. Per lei conta anche "quanto graduale e cauta" sarà la normalizzazione della politica monetaria.

Fmi: Lagarde, preoccupazioni per crescita mondiale "eccessive"

Le preoccupazioni per la crescita mondiale - dimostrate recentemente dall'appiattimento della curva dei rendimenti dei Treasury - "sono un po' eccessive". Lo ha detto Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale. Nel corso di una intervista ai microfoni di Cnbc, l'ex ministro francese delle Finanze ha ricordato le stime dell'istituto di Washington per un Pil mondiale in crescita nel 2019 del 3,7%, una performance "che non è affatto male". Facendo notare che una inversione della curva dei rendimenti non è ancora avvenuta - almeno tra il decennale e il titolo due anni - Lagarde ha affermato: "Non vedo gli elementi per una recessione" in Usa.

azionario
Wall Street crolla, in due giorni il Dow ha perso oltre 1.500 punti

Il sell-off a Wall Street sta peggiorando notevolmente. Già all'avvio degli scambi - ieri fermi per via dei funerali dell'ex presidente Bush senior - il Dow Jones Industrial Average aveva portato in negativo il bilancio da inizio anno. Ora l'indice delle 30 blue chip (tutte in rosso) cede 773,4 punti, il 3%, a quota 24.253,67; la flessione è paragonabile a quella di martedì. Tra oggi e allora il listino ha perso oltre 1.500 punti.

L'S&P 500 cede 75 punti, il 2,77%, a quota 2.625. Il Nasdaq Composite lascia sul terreno 165 punti, il 2,3%, a quota 6.992.

Gli investitori continuano a temere per la tregua commerciale tra Usa e Cina alla luce dell'arresto della Cfo della cinese Huawei. Arthur D. Cashin, forse la figura più autorevole sul floor del Nyse, ha spiegato ai microfoni di Cnbc che la donna è una figura di peso: "E' come se ad essere arrestato fosse stato Steve Jobs", ha detto.

Da Washington non sono ancora arrivati commenti. Pechino - attraverso l'ambasciata in Canada, la nazione dove l'arresto è avvenuto l'1 dicembre scorso - ha chiesto la liberazione della top manager nonché figlia e possibile successore del fondatore di Huawei.

Intanto il petrolio a gennaio a NY crolla del 4,3% a 50,63 dollari in attesa di chiarezza da parte dell'Opec.

Kaplan: la Fed sia "paziente" nell'alzare i tassi

La banca centrale americana dovrebbe essere paziente nel realizzare la normalizzazione della sua politica monetaria. Ne è convinto Robert Kaplan, presidente della Federal Reserve di Dallas.

"Credo ci sia più incertezza, la crescita globale sta decelerando, vedo un po' di debolezza nei settori sensibili all'andamento dei tassi di interesse", ha detto colui che non è un membro votante del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Fed che si riunirà il 18 e 19 dicembre prossimi per annunciare con ogni probabilità la quarta stretta del 2018. "E' troppo presto per dire cosa succederà ma uno degli strumenti chiave che abbiamo in quanto banca centrale è la pazienza e credo che dovremmo usare questo strumento". Kaplan non ha voluto specificare se tale pazienza dovrebbe essere esercitata anche alla prossima riunione della Fed. Il mercato calcola il 76% di probabilità di una stretta in quell'occasione.

Secondo lui "c'è una buona probabilità" che l'economia americana nella prima metà del 2019 deceleri con il venire meno degli effetti degli stimoli fiscali voluti dall'amministrazione Trump. Secondo Kaplan, l'appiattimento della curva dei rendimenti dei Treasury indica che le aspettative sono per una crescita futura "debole".

azionario
Wall Street: avvio in forte calo (Dj -1,7%), bilancio 2018 in negativo

La seduta a Wall Street è iniziata in forte calo con il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 che vedono tornare in negativo il loro bilancio 2018. Il Nasdaq Composite si trova sempre più in correzione, status definito da un calo di almeno il 10% dall'ultimo massimo in cui rischia di scivolare anche l'indice benchmark. Per il listino tech il bilancio da inizio anno è ancora positivo (+3,7%).

L'arresto della Cfo del colosso tecnologico cinese Huawei, che rischia l'estradizione in Usa dal Canada per presunta violazione di sanzioni americane legate all'Iran, ha mandato nel panico gli investitori: il caso rischia di mettere a repentaglio la tregua commerciale raggiunta sabato scorso da Donald Trump e Xi Jinping. La cosa curiosa è che l'arresto è scattato a Vancouver nel giorno in cui i presidenti di Usa e Cina si sono visti a Buenos Aires (Argentina) alla fine del G20.

Il mercato dà per scontato che Trump fosse al corrente dell'arresto, chiesto da Washington, e si domanda se il leader Usa abbia usato il caso per mettere Xi sotto pressione. Questo però potrebbe avere un effetto boomerang.

Intanto gli investitori preferiscono trovare rifugio nei Treasury, un mercato dove la curva dei rendimenti viene monitorata per vedere se indica una recessione all'orizzonte. Il crollo del petrolio innervosisce a sua volta trader e gestori.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow cede 367,77 punti, l'1,5%, a quota 24.659 ma aveva aperto in calo dell'1,7%.

L'S&P 500 perde 35,48 punti, l'1,3%, a quota 2.664,97.

Il Nasdaq segna un -96 punti, l'1,34%, a quota 7.063.

Il petrolio a gennaio scivola del 3% a 51,32 dollari in attesa della decisione dell'Opec, che potrebbe optare per un taglio della produzione più contenuto di quanto sperato.

tech
Google: per colpa di un errore umano, inonda web con inserzione falsa

Durante un training, un dipendente di Google ha premuto il tasto sbagliato della tastiera di un computer finendo per inondare il web con una inserzione falsa (un rettangolo giallo). L'errore dato dal cosiddetto 'fat finger' (dito grosso) potrebbe costare 10 milioni di dollari all'azienda.

Stando alla ricostruzione del Financial Times, l'errore si è verificato martedì ed è stato visibile su vari siti e app in Usa e in Australia per 45 minuti. La controllata di Alphabet ieri ha confermato l'incidente, che getta cattiva luce su un colosso tecnologico che ha fatto dell'automazione l'elemento chiave per piazzare inserzioni pubblicitarie online.

Stando a una fonte del giornale britannico, l'errore c'è stato quando a un gruppo di persone è stato mostrato come utilizzare il sistema elettronico pubblicitario. Uno di loro si è spinto oltre il dovuto piazzando un ordine di acquisto dell'inserzione e la cosa non è stata notata per 45 minuti. L'incidente dimostra la vulnerabilità di sistemi automatizzati tanto diffusi anche a Wall Street.

T-Bond: rendimento decennale in calo per settima seduta di fila

Dopo la pausa di ieri, dovuta ai funerali di stato del 41esimo presidente Usa George H. W. Bush, il mercato dei Treasury ha riaperto con il decennale che segue la stessa rotta: il suo rendimento sta cedendo terreno per la settima seduta di fila e per la terza consecutiva sotto il 3%.

Dopo una serie di dati, i rendimenti sono rimasti in calo anche per le altre scadenze. L'attenzione degli investitori resta sull'appiattimento della curva dei rendimenti tra i titoli a lunga e quelli a breve scadenza. Quello più monitorato è quello tra il decennale e il titolo a due anni; il timore è che la curva si inverta ossia che il rendimento del titolo a due anni sia più alto di quello a 10 anni. La paura è giustificata dal fatto che dal 1975 ogni recessione è stata preceduta da una tale inversione.

Sul piano macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese dopo il Thanksgiving ma restano intorno ai massimi di 5 mesi (231mila unità); il deficit commerciale a ottobre ha raggiunto il top di 10 anni fa (a 55,5 miliardi) e quello con la Cina ha toccato un nuovo record nonostante i dazi voluti dall'amministrazione Trump; la produttività nel terzo trimestre è cresciuta leggermente più di quanto originariamente calcolato (+2,3%); nel settore privato sono stati creati meno posti di lavoro del previsto a novembre (+179mila).

Gli investitori digeriscono questi dati mentre la tregua commerciale tra Usa e Cina è messa a rischio dall'arresto - avvenuto in Canada su richiesta Usa - della Cfo del colosso tech cinese Huawei.

Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 2,883% dal 2,921% di martedì. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo al 2,415%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in decrescita al 2,756%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,748%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in ribasso al 3,145%.

Usa: -4mila a 231mila richieste iniziali sussidi lavoro, peggio di stime

Nei sette giorni conclusi l'1 dicembre scorso, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso ma meno del previsto.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 4.000 unità a 231.000 unità.

Il dato della settimana precedente è stato rivisto a 235mila; gli analisti attendevano un dato a 224.000 unità.

La media delle ultime quattro settimane, un dato più indicativo e meno volatile, è cresciuta di 4.250 a 228.000.

Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 24 novembre, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è sceso di 74mila unità a 1,631 milioni.

Usa: produttività III trimestre migliore di quanto calcolato inizialmente

Dopo avere subito uno stallo alla fine del 2017 e una leggera ripresa nel primo timestre del 2018, la produttività negli Stati Uniti ha continuato a crescere nel terzo trimestre e leggermente più di quanto osservato nella stima preliminare ma meno di quanto visto nel secondo trimestre, quando lo fece al passo migliore dai primi tre mesi del 2015.

Stando al dato rivisto diffuso dal dipartimento al Lavoro, l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è salito tra luglio e settembre al tasso annualizzato del 2,3% rispetto ai tre mesi precedenti (quando c'era stato un +3%); gli analisti attendevano un aumento del 2,2%, come nella lettura preliminare. Nel terzo trimestre il costo unitario del lavoro - il dato relativo è reso noto insieme alla produttività e rappresenta un importante termometro delle pressioni inflazionistiche - è cresciuto al tasso annuo dello 0,9% sul periodo aprile-giugno, contro il +1,1% atteso dagli analisti e dopo il -2,8% dei tre mesi prima e il +1,2% della stima preliminare.

economia
Usa: deficit bilancia commerciale a ottobre al top di 10 anni, record con Cina

Il deficit commerciale negli Stati Uniti a ottobre è cresciuto più delle stime raggiungendo il livello più alto da 10 anni a questa parte; quello nei confronti della Cina ha raggiunto di nuovo un record.

Stando a quanto annunciato dal dipartimento del Commercio, il deficit è salito dell'1,7% rispetto al mese precedente a 55,5 miliardi di dollari, top dell'ottobre 2008. Gli analisti si aspettavano un deficit di 55 miliardi. Le esportazioni sono scese dello 0,1% su settembre a 211,05 miliardi di dollari; le importazioni sono salite dello 0,2% a 266,53 miliardi, un record.

Il deficit commerciale di settembre è stato rivisto a 54,56 miliardi da 54,02 miliardi.

Lyft deposita alla Sec documenti per l'Ipo

Lyft tira dritto con i suoi piani per quotarsi, magari bruciando sul tempo Uber, la sua rivale più grande in Usa.

Il gruppo che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale ha depositato presso la Securities and Exchange Commission un documento che rappresenta un passo chiave per potere vendere le sue azioni sul mercato. Lyft non ha ancora determinato il numero di titoli che intende offrire né la forchetta di prezzo. Ora l'autorità di borsa Usa deve compiere le sue valutazioni.

Lo scorso ottobre, Lyft aveva selezionato le banche dedicate allo sbarco in borsa, atteso nella prima metà del 2019. Stando a indiscrezioni di stampa, la valutazione della società è intorno ai 15 miliardi di dollari contro gli oltre 100 miliardi a cui Uber spera di essere valutato.

occupazione
Usa: +179mila posti lavoro settore privato a novembre, sotto stime

Crescita inferiore alle previsioni dell'occupazione nel settore privato americano a novembre. Il dato anticipa il rapporto sul lavoro che sarà pubblicato domani relativo allo stesso mese.

Secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers e dall'agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing, il mese scorso sono stati creati 179.000 posti di lavoro in più su ottobre, mentre le stime erano per +190.000. Il dato del mese precedente è stato rivisto in calo di due mila unità a 225.000.

Nel settore dei servizi a settembre c'è stato un +163.000 e in quello dei beni un +16.000.

Come si legge in una nota, le aziende di medie dimensioni hanno aggiunto quasi il 70% di tutti i posti creati il mese scorso. Secondo ADP, le aziende saranno sempre più in difficoltà ad aggiungere lavoratori ai loro libri paga.

azionario
Wall Street: future in forte calo, arresto Cfo Huawei minaccia tregua Usa-Cina

I future a Wall Street stanno crollando preannunciando un avvio degli scambi all'insegna del sell-off. L'azionario americano - ieri chiuso per i funerali di stato dell'ex presidente Usa Bush padre - rischiano di fare la fine di martedì, quando avevano chiuso con cali superiori al 3%.

Come allora, il motivo è lo stesso: si teme per la tenuta della tregua commerciale tra Usa e Cina raggiunta sabato scorso dai rispettivi presidenti alla fine del G20 a Buenos Aires.

Se due giorni fa non piaceva il silenzio di Pechino, oggi preoccupano le conseguenze legate all'arresto (avvenuto in Canada su richiesta degli Usa l'1 dicembre ma confermato ieri nel tardo pomeriggio americano) della direttrice finanziaria del colosso cinese Huawei Technologies. Wanzhou Meng non è una donna qualunque: è la figlia del fondatore di quello che è uno dei maggiori produttori di smartphone al mondo ed è vista come sua successore. La Cina ne ha chiesto l'immediato rilascio parlando di violazione di diritti umani. Nella nazione asiatica, si crede che difficilimente il leader Xi Jinping voglia sembrare accomodante con gli Usa sul caso.

Per questo i mercati finanziari sono nel panico. I future del Dow cedono 395 punti, l'1,5%; quelli dell'S&P 500 perdono 37,75 punti, l'1,4%; quelli del Nasdaq lasciano sul terreno 121,25 punti, l'1,8%.

Il petrolio a gennaio al Nymex scivola del 3,25% a 51,17 dollari al barile: si teme che l'Opec Plus annunci un taglio della produzione più contenuto di quanto sperato.

Wall Street
Future degli indici Usa in pesante calo nel premercato

Future degli indici Usa in pesante calo nel premercato: il Dow Jones perde l'1,54%, lo S&P cede l'1,43%, il Nasdaq scivola dell'1,86%. Ieri, mercati chiusi per onorare il presidente George H.W. Bush, morto venerdì.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 51,45 dollari al barile

Petrolio Wti in ribasso del 2,72% a 51,45 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 49,47 e i 76,55 dollari al barile.

Wall Street
Oro in leggero ribasso a 1.241,90 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,06% a 1.241,90 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.173,20 e i 1.398,20 dollari all'oncia.

Wall Street
Euro stabile a 1,1349 dollari, biglietto verde in ribasso a 112,80 yen

Euro stabile a 1,1349 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1216 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,35% a 112,80 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e  114,55 yen.

Wall Street
La giornata a Wall Street: occhi su occupazione e deficit bilancia commerciale


Dati macroeconomici

Indice Adp occupazione nel settore privato per il mese di novembre alle 8:15 (le 14:15 in Italia). Precedente: +227.000 unità. Consensus: +190.000 unità.

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il primo dicembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +10.000 a 234mila. Consensus: 224mila.

Deficit bilancia commerciale per il mese di ottobre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -54,02 miliardi di dollari. Consensus: 55 miliardi.

Dato rivisto della produttività per il terzo trimestre 2018 alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +2,9%. Consensus: +2,2%. Costo del lavoro. Precedente: -1%. Consensus: +1,1%.

Pmi servizi per il mese di novembre alle 9:45 (le 15:45 in Italia). Precedente: 54,8. Consensus: 54,4.

Ism servizi per il mese di novembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 60,3. Consensus: 59.

Ordini alle fabbriche per il mese di ottobre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,7%. Consensus: -2%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa l'1 dicembre alle 11 (le 17 in Italia). Precedente: +3,577 milioni di barili a 450,485 milioni di barili. Consensus: -1,2 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: -764mila barili a 224,551 milioni di barili. Consensus: +900mila barili. Scorte di distillati. Precedente: +2,61 milioni di barili a 121,801 milioni di barili. Consensus: +1,1 milioni di barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 95,6%. Consensus: 96,1%.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Raphael Bostic, presidente della Federal Reserve di Atlanta, parla alle 12:15 (le 18:15) da Atlanta (Georgia). John Williams, presidente della Federal Reserve di New York, parla alle 18:30 (mezz'ora dopo la mezzanotte) con Mervyn King della London School of Economics Foundation a New York. Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, parla da Washington alle 18:45 (le 00:45 in Italia).