Wall Street, occhi sul rapporto sull'occupazione

Attese anche le scorte all'ingrosso di aprile

G20
G20: "Avanti con la riforma della tassazione dei giganti del web"

Riformare le regole della tassazione internazionale sui colossi del web. È la strada indicata dai ministri delle finanze e dai banchieri centrali del G20, in occasione del summit finanziario di Fukuoka, in Giapppone. Il G20, si legge nel comunicato finale, si impegna a continuare la propria cooperazione per un "sistema di tassazione internazionale globalmente equilibrato, sostenibile e moderno. Salutiamo favorevolmente gli obiettivi raggiunti nella trasparenza internazionale, inclusi i progressi negli scambi automatici sulle informazioni per finalità fiscali".

G20
G20: "La crescita globale resta bassa, rischi dai dazi"

La crescita globale "rimane bassa e i rischi rimangono orientati verso il basso. Soprattutto, le tensioni commerciali e geopolitiche si sono intensificate. Continueremo ad affrontare questi rischi e siamo pronti ad agire ulteriormente". È quanto si legge nel comunicato finale del G20 finanziario di Fukuoka, in Giappone. Nel complesso, si legge nel comunicato, "la crescita globale sembra essersi stabilizzata, e in genere si prevede che riprenda moderatamente entro la fine di quest'anno e nel 2020".



Cina
La Cina censura anche i siti di Washington Post e Guardian

I siti del Washington Post e del Guardian sono stati aggiunti alla 'black list' del governo cinese. Queesto significa che gli utenti cinesi di internet non hanno più accesso a due degli ultimi media a lingua inglese ancora disponibili senza una rete VPN. 

Il governo cinese, che ha bloccato oltre 10.000 siti, ha aumentato la censura nella settimana precedente al trentesimo anniversario del massacro di piazza Tienanmen, impedendo per esempio agli utenti di WeChat di usare parole o pubblicare foto relative a quegli eventi, secondo quanto riportato dal Washington Post.

Economia
Mnuchin: "Economia Usa forte, nessun segno di recessione"

"La crescita statunitense è ancora davvero la notizia positiva per il mondo, è ancora piuttosto forte e non ci sono segni di una recessione". Lo ha detto il segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, intervistato dalla Cnbc. "Preoccupazione", invece, è stata espressa per "il rallentamento in Europa, Cina e altre aree del mondo".

Usa-Messico
Mnuchin: "Entusiasti" per l'accordo col Messico, ma pronti a imporre dazi se non saremo soddisfatti

Gli Stati Uniti sono "molto entusiasti" per l'accordo raggiunto con il Messico per fermare il flusso di migranti irregolari, ma sono anche pronti a imporre dazi punitivi se i risultati saranno insoddisfacenti. Lo ha detto il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, alla Cnbc. "Ho tutte le ragioni di credere che rispetteranno i loro impegni, ma se non lo faranno, il presidente si riserva il diritto di imporre dazi" ha detto Mnuchin.

Casa Bianca
Tomas Philipson sarà il nuovo capo economista della Casa Bianca (Politico)

Il presidente statunitense, Donald Trump, avrebbe scelto Tomas Philipson, ex economista dell'Università di Chicago ed esperto di politiche sanitarie, come prossimo capo economista (direttore del Comitato dei consiglieri economici) della Casa Bianca. L'annuncio sarebbe atteso nei prossimi giorni, secondo fonti di Politico.

Philipson, che fa già parte del Comitato dei consiglieri economici, formato da tre membri, sostituirà il dimissionario Kevin Hassett; la scorsa settimana, annunciando la decisione di Hassett, Trump lo aveva definito "un vero amico". La nomina di Philipson dovrà essere confermata dal Senato.

Amazon
FedEx non farà più volare i pacchi di Amazon negli Usa

FedEx ha deciso che non rinnoverà il contratto in scadenza il 30 giugno prossimo per il trasporto areo negli Stai Uniti dei pacchi di Amazon, che sta sviluppando una rete propria per le consegne (anche con droni).  Tra le due aziende, restano in vigore relazioni per il trasporto su terra e per servizi internazionali.

Stando a FedEx, Amazon ha generato nel 2018 solo l'1,3% dei ricavi del gruppo. Anche per questo, ora preferisce concentrarsi sul settore dell'e-commerce in generale, e quindi su altri retailer tra cui Walmart, Target e Walgreens Boots Alliance. Amazon spedisce milioni di pacchi al giorno attraverso i servizi di aziende come FedEx, Ups e le Poste americane ma anche con attività di consegna proprie realizzare per esempio con Amazon Air. Secondo gli osservatori, sarà Atlas Air a riempire il vuolo lasciato da FedEx.

azionario
Wall Street chiude in rally, migliore settimana del 2019

Wall Street ha chiuso in rally la seduta odierna archiviando la settimana migliore del 2019. Per il Dow Jones Industrial Average è la prima in verde dopo sei in rosso; per S&P 500 e Nasdaq Composite è stata la prima settimana in rialzo dopo quattro di fila in rosso. Era dallo scorso gennaio che l'indice delle 30 blue chip non metteva a segno cinque sedute consecutive in aumento.

La ritrovata propensione al rischio dopo il peggiore maggio dal 2019 è stata alimentata da crescenti speranze per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, e questo per via di un rapporto deludente sull'occupazione americana: a maggio sono stati creati solo 75mila posti di lavoro, circa 100mila meno del previsto e in netto calo rispetto al mese precedente.

Un po' di sostegno è arrivato anche da speranze di un potenziale accordo sull'immigrazione tra Usa e Messico per evitare dazi che altrimenti scatteranno lunedì.

Il Dow ha aggiunto l'1% circa a 25.983,94 punti. L'S&P 500 è salito dell'1,05% a quota 2.873,34. Il Nasdaq Composite ha guadagnato l'1,66% a 7.742,10 punti. In settimana i tre indici hanno guadagnato, rispettivamente, il 4,7%, il 4,4% e il 3,9%.

Il rendimento del Treasury decennale ha chiuso al 2,085%, minimo dal settembre 2017, dal 2,124% del giorno precedente.

Credito al consumo Usa cresciuto ad aprile al passo più veloce da 5 mesi

Lo scorso aprile, gli statunitensi si sono indebitati più di quanto atteso dagli esperti e lo hanno fatto al passo più rapido da cinque mesi. Il credito al consumo - riflesso del debito al netto dei mutui - è salito a un tasso annualizzato del 5,18% o di 17,5 miliardi di dollari sul mese precedente; gli analisti attendevano un rialzo di 11 miliardi. Il dato di marzo è stato rivisto a 11,03 miliardi da 10,28 miliardi.

Il debito associato alle carte di credito è cresciuto nel mese a un passo annualizzato del 7,89%. I debiti legati a prestiti studenteschi o per l'acquisto di un'auto, il cosiddetto credito non-revolving, sono aumentati al tasso annualizzato del 4,22%.

materie prime
Petrolio chiude a NY +2,66% a 53,99 dollari, in settimana +0,9%

Il petrolio ha chiuso in rialzo la seduta odierna. E' terminata così una settimana positiva dopo la scorsa finita con un tonfo di oltre il 16%. Il contratto luglio al Nymex ha guadagnato 1,40 dollari, il 2,66%, a 53,99 dollari al barile. Rispetto a venerd" scorso, l'incremento è stato dello 0,9%.

A sostenere le quotazioni è l'ipotesi che l'Opec decida di estendere oltre giugno il taglio alla produzione accordato con nazioni come la Russia che del cartello non fanno parte.

A favorire il rialzo è stata anche una generalizzata propensione al rischio, alimentata da speranze per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve dopo un rapporto deludente sull'occupazione americana a maggio.

Inoltre, il numero delle trivelle petrolifere attive è tornato a scendere nell'ultima settimana toccando i minimi del febbraio 2018 (-11 unità a 789).

Solo mercoledì scorso il Wti era finito in territorio orso, status definito da un calo di oltre il 20% rispetto all'ultimo picco; quella seduta era finita a 51,68 dollari, minimo dal 14 gennaio. Rispetto al top di aprile sopra i 66 dollari, ora il Wti risulta in calo del 18,2% circa.

economia
Fed: telefonata tra Powell e Trump l'11 aprile scorso

Il presidente americano, Donald Trump, e il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, hanno parlato al telefono l'11 aprile scorso. E' quanto emerge dall'agenda dello stesso Powell, resa disponibile il primo venerdì del mese dalla banca centrale americana. I due hanno parlato per circa 5 minuti alle 21.

La conversazione c'è dunque stata prima dell'ultima riunione della Fed del 30 aprile e primo maggio scorsi, quando i tassi sono stati lasciati al 2,25-2,5% ossia il livello a cui furono portati nel dicembre 2018 con quella che fu la quarta stretta di quell'anno. Ora i fari si spostano sul 18 e 19 giugno, quando i vari membri del Federal Open Market Committee discuteranno se e quando tagliare i tassi come il mercato si aspetta. Trump per mesi ha pubblicamente criticato la Fed e Powell per avere alzato i tassi nel corso del 2018.

Non è la prima volta che i due parlano al telefono. Lo hanno fatto l'8 marzo scorso. E il 4 febbraio cenarono insieme alla Casa Bianca.

tech
Sui nuovi smartphone di Huawei, non ci saranno le app di Facebook (Wsj)

Sui nuovi smartphone prodotti da Huawei, non ci saranno le app controllate da Facebook. Lo anticipa il Wall Street Journal, secondo cui il gruppo tech americano non permetterà più che sui dispositivi del gruppo cinese siano pre-installate le app del social network né quella di condivisione di immagini (Instagram) o di messaggistica (WhatsApp). Si tratta di un colpo per l'azienda entrata nel mirino dell'amministrazione Trump, che nel primo trimestre del 2019 ha superato Apple diventando il secondo produttore di smartphone al mondo dietro alla sudcoreana Samsung.

Facebook ha detto al giornale che "stiamo rivedendo la norma finale del dipartimento del Commercio e la recente licenza temporanea e ci stiamo muovendo per garantire la compliance". Il riferimento è alla restrizione iniziale imposta il mese scorso da Washington, che impedisce alle aziende Usa di vendere componentistica a Huawei senza una licenza. Poi - anche a fronte di un sell-off che ha colpito produttori di semiconduttori americani come Qualcomm - l'amministrazione Trump ha dato alle aziende Usa 90 giorni di tempo per riorganizzarsi.

Microsoft: capitalizzazione ritorna sopra i mille miliardi di dollari

Microsoft è diventata la regina di Wall Street. La capitalizzazione del gruppo informatico ha superato la pietra miliare dei mille miliardi di dollari, conquistata per la prima volta lo scorso aprile. Microsoft vale di più di Apple (che aveva raggiunto per prima quella soglia psicologica nell'agosto 2018) e di Amazon.

Grazie a un balzo del 3,4% a 1332,12 dollari, al Nasdaq Microsoft vale 1.012,4 miliardi (livello record).

Apple sale del 3,4% a 191,51 dollari, portando la sua capitalizzazione a 881 miliardi; il titolo del produttore dell'iPhone resta sotto il record del 3 ottobre scorso a 232,07 dollari; da allora ha perso oltre il 17%.

Amazon avanza del 2,7% a 1.802 dollari con una capitalizzazione di 887 miliardi; rispetto al record del 4 settembre a 2.039,51 dollari, l'azione del colosso del commercio elettronico ha perso quasi il 12%.

azionario
Wall Street vola sperando in taglio tassi Fed, Dj riconquista i 26mila punti

Dopo oltre un'ora di scambi, gli indici a Wall Street hanno allungato ulteriormente il passo portandosi sui massimi di giornata. Il Dow Jones Industrial Average ha così riconquistato la soglia psicologica dei 26mila punti. Nonostante un rapporto deludente sull'occupazione america a maggio, l'azionario è in rally perché gli investitori sperano sempre di più in un taglio futuro dei tassi da parte della Federal Reserve.

Il Dow sale dell'1,1% a quota 26.002. L'S&P 500 avanza dell'1,16% a quota 2.876. Il Nasdaq Composite aggiunge l'1,6% a quota 7.738. Il petrolio a luglio al Nymex sale dell'1,2% a 53,22 dollari al barile.

Ibm taglia 1.700 posti di lavoro (Cnbc)

Dopo avere annunciato tagli di posti di lavoro nel 2016 e nel 2017, International Business Machines (Ibm) sta eliminando 1.700 posti di lavoro. Lo ha calcolato Cnbc, secondo cui l'azienda ha confermato che una percentuale piccola di dipendenti verrà eliminata come aveva riportato inizialmente il sito TheLayoff.

Cnbc ha citato una fonte secondo cui il taglio di personale è pari a circa lo 0,5% della forza lavoro. Visto che, stando a un documento del marzo 2019, Ibm conta oltre 340mila dipendenti, gli esuberi dovrebbero essere circa 1.700. Un portavoce dell'azienda ha detto a Cnbc che "continuiamo a riposizionare il nostro team per allineare la nostra attenzione ai segmenti ad alto valore del mercato IT, e continuiamo anche ad assumere in modo deciso in nuove aree cruciali che portano valore ai nostri clienti e a Ibm".

Stando alla pagina degli annunci di lavoro dell'azienda, ci sono 7.705 posizioni aperte. Il titolo Ibm guadagna l'1,2% a 133,76 dollari. Da inizio anno è salito di quasi il 18% ma negli ultimi 12 mesi ha perso l'8%.

commercio
Portavoce Trump: dazi Usa contro Messico in vigore da lunedì

I dazi del 5% minacciati da Donald Trump su tutti i beni importati dal Messico sembrano destinati a entrare in vigore da lunedì 10 giugno. Lo ha indicato la portavoce del presidente americano, Sarah Sanders. Parlando a bordo dell'Air Force One che sta riportando Trump negli Stati Uniti dopo il suo viaggio in Europa, lei ha detto: "La nostra posizione non è cambiata. I dazi entreranno in vigore lunedì".

Sanders ha tuttavia riconosciuto le trattative positive tra le due nazioni. "Sono stati fatti tanti progressi. Gli incontri [di ieri e l'altro ieri] sono andati bene ma per ora siamo ancora sulla strada che porterà all'imposizione dei dazi lunedì".

Sanders ha spiegato che "fino a stamattina" Trump non ha parlato con il presidente messicano Andrés Manuel L-pez Obrador e che il leader Usa ha ricevuto aggiornamenti dal segretario di Stato, Mike Pompeo, e dal vicepresidente, Mike Pence.

azionario
Wall Street: avvio in rialzo nonostante occupazione deludente, focus su Fed

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo, cosa che migliora ulteriormente un già ottimo bilancio settimanale: sarà il migliore del 2019. Il Dow Jones Industrial Average si prepara ad archiviare la prima settimana positiva dopo sei di fila in calo; per S&P 500 e Nasdaq Composite sarà la prima in rialzo dopo quattro in perdita. Gli indici guadagnano terreno nonostante un deludente rapporto sull'occupazione americana: a maggio sono stati creati solo 75mila posti di lavoro contro i 180mila attesi e dopo i 224mila creati ad aprile. Questo non fa che alimentare ulteriormente le attese per un taglio futuro dei tassi da parte della Federal Reserve. Questa speranza è stata alimentata dalle parole 'dovish' pronunciate martedì scorso dal governatore Jerome Powell.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale dello 0,5% a quota 25.846. L'S&P 500 avanza dello 0,52% a quota 2.858. Il Nasdaq aggiunge lo 0,6% a quota 7.662. Il petrolio a luglio al Nymex avanza dello 0,11% a 52,65 dollari.

I T-Bond dimostrano attese per un taglio dei tassi da parte della Fed

I prezzi dei Treasury sono in rialzo, sostenuti da un rapporto sull'occupazione americana deludente. A maggio sono stati creati solo 75mila posti di lavoro contro i 180mila attesi. Si tratta di una netta frenata dai 224mila posti di aprile, cosa che torna ad alimentare preoccupazioni per la tenuta dell'economia a fronte di crescenti tensioni commerciali. Non a caso tra gli investitori aumentano le aspettative per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nei mesi a venire. Mentre il rendimento del decennale è sceso sotto il 2,06%, minimi dal settembre 2017, quello del titolo a due anni (il più sensibile a un cambiamento delle aspettative sulle mosse della Fed) è sceso portandosi a quasi mezzo punto percentuale al di sotto della parte bassa del range dei tassi di interesse al 2,25-2,5% (livello a cui furono portati dalla Fed lo scorso dicembre con una stretta di 25 punti base). Questo è un chiaro segnale di come gli investitori si aspettino una riduzione futura del costo del denaro. Il decennale viaggia con rendimenti, che si muovono inversamente ai prezzi, in ribasso al 2,06% dal 2,124% di ieri. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo al 2,269%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titoli a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,787% dall'1,881% di ieri.

Titoli a 5 anni, rendimenti in discesa all'1,804%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 2,573%.

Wall Street: future frenano dopo frenata occupazione Usa

I future a Wall Street hanno ridotto i guadagni dopo la pubblicazione del rapporto sull'occupazione americana a maggio, quando sono stati creati solo 75mila posti di lavoro contro i 180mila attesi.

Si tratta di una netta frenata dai 224mila posti creati ad aprile, dato rivisto al ribasso come anche quello di marzo. Quella frenata potrebbe essere dovuta alle tensioni commerciali e al rallentamento dell'economia mondiale, cose che potrebbe spingere i datori di lavoro alla cautela. Il settore manifatturiero, particolarmente sensibile alla guerra dei dazi, è rimasto invariato in termini di posti di lavoro creati.

Inoltre, il tasso di disoccupazione è rimasto come atteso al 3,6%, vicino ai minimi da 50 anni, e ciò potrebbe lasciare i datori di lavoro senza il personale che desidera. Questo alimenta il mistero dei salari orari cresciuti meno del previsto (+0,22%), indicando che l'inflazione non si scalda. Su base annuale l'incremento è solido (+3,1%) ma comunque inferiore al picco del 3,4% raggiunto a febbraio. Ciò aumenta le aspettative per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, che con un'inflazione contenuta ha più spazio di manovra.

I future del Dow salgono dello 0,06%, quelli dell'S&P 500 cedono lo 0,10% e quelli del Nasdaq lasciano sul terreno lo 0,14%. Il petrolio a luglio al Nymex sale dell'1,14% a 53,19 dollari al barile.ha scritto

economia
Usa: occupazione a maggio delude ma disoccupazione vicini a minimi da 50 anni

A maggio le aziende americane hanno continuato ad assumere ma lo hanno fatto con uno slancio decismente peggiore del previsto mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al livello atteso vicino ai minimi di 50 anni e i salari orari sono cresciuti mensilmente meno delle stime, segno che l'inflazione resta sotto controllo.

Negli Stati Uniti il mese scorso sono stati creati 75.000 posti di lavoro mentre gli analisti ne attendevano 180.000 unità. Il settore privato ha creato 90mila posti e quello pubblico ne ha persi 15mila. Il dato complessivo del mese precedente è stato rivisto, a 224mila da 263mila; quello di marzo è stato ritoccato a 153mila da 189mila. Il rialzo di marzo segna comunque il mese numero 104 di fila in cui i datori di lavoro americani hanno reclutato personale, un nuovo record.

Stando a quanto riferito dal dipartimento al Lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto al 3,6%.

I salari orari - attentamente monitorati perché indicano l'assenza o meno di pressioni inflative - sono cresciuti dello 0,22% (o di 0,06 dollari) su base mensile a 27,83 dollari; le previsioni erano per un +0,3%. Su base annuale sono saliti del 3,1%, sopra il range tra 1,9 e 2,2% segnato dal 2012 in poi e oltre la media del 2% degli ultimi sei anni. Le stime erano per un +3,2%. La durata della settimana media di lavoro è rimasta a 34,4 ore.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Rapporto sull'occupazione per il mese di maggio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Posti di lavoro creati. Precedente: +263mila. Consensus: +180mila. Tasso di disoccupazione. Precedente: 3,6%. Consensus: 3,6%. Salari orari. Precedente: +0,22% mensile. Consensus: +0,3%. Precedente: +3,2% annuale. Consensus: +3,2%. Scorte all'ingrosso per il mese di aprile alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: -0,1%. Consensus: +0,7%.

Numero trivelle petrolifere attive per la settimana scorsa alle 13 (le 19 in Italia). Precedente: +3 unità a 800.

Credito al consumo per il mese di aprile alle 15 (le 21 in Italia). Precedente: +10,28 miliardi di dollari. Consensus: +11 miliardi di dollari.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Il presidente statunitense, Donald Trump, lascia l'Irlanda per fare ritorno negli Stati Uniti.