Prosegue il momento positivo a Wall Street

Nonostante le tensioni commerciali, gli indici crescono

azionario
Wall Street chiude in rialzo: Tesla +11%

La seduta a Wall Street è finita in aumento e con gli indici vicini a livelli record.

Gli investitori continuano a ignorare le tensioni commerciali tra Usa e Cina. Pechino ha avvertito: Apple - che nella nazione asiatica assembla i suoi iPhone - rischia di essere la principale vittima della guerra fatta a colpi di dazi.

Sulla carta, i mercati sembrano dare ragione alla strategia di Donald Trump: da quando i dazi su acciaio e alluminio sono scattati a marzo, l'S&P 500 ha visto il suo valore crescere di 1.300 miliardi di dollari. E infatti il presidente americano se ne è vantato nel fine settimana facendo notare la contrazione dell'azionario cinese, che per Pechino non sta però a significare che gli Usa stanno vincendo il braccio di ferro in corso. Intanto l'unico accordo commerciale siglato da Trump è a rischio: la Corea del Sud ha minacciato di fare saltare l'intesa a meno che le auto prodotte nella nazione non sia esentate dai dazi del 25% ventilati dagli Usa.

In un'altra giornata ricca di trimestrali ma priva di spunti macroeconomici, ha tenuto banco Tesla (+11% a 379,57 dollari): il Ceo Elon Musk ha detto che sta valutando se delistare l'azienda.

Il DJIA ha aggiunto 126,73 punti, lo 0,5%, a quota 25.628,91.

L'S&P 500 ha guadagnato 8,05 punti, lo 0,28%, a quota 2.858,45.

Il Nasdaq Composite è salito di 23,99 punti, lo 0,31%, a quota 7.883,66.

materie prime
Petrolio a NY chiude +0,2% a 69,17 dollari al barile

Per la seconda volta di fila il petrolio ha chiuso in rialzo per via di continui timori associati all'effetto delle sanzioni Usa contro l'Iran. Il contratto settembre al Nymex ha aggiunto 16 centesimi, lo 0,2%, a quota 69,17 dollari al barile. Gli investitori attendono i dati sulle scorte settimanali Usa che il governo americano pubblicherà domani alle 16.30 italiane.

Titolo Tesla sospeso dagli scambi in attesa di notizie dopo i tweet di Musk

Il titolo Tesla è stato sospeso dalle contrattazioni in attesa di notizie. La sospensione dal trading segue una serie di tweet in cui il Ceo del produttore di auto elettriche, Elon Musk, ha detto di valutare un delisting dell'azienda acquistando le azioni in circolazione a 420 dollari. L'azione si è fermata quando guadagnava il 7,39% a 367,25 dollari.

T-Bond restano in calo dopo pessima asta di titoli a 3 anni

I prezzi dei Treasury restano in calo dopo l'asta di titoli a 3 anni per 34 miliardi di dollari. Il Tesoro Usa ha offerto rendimenti del 2,765%, massimo del maggio 2007. Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 2,65 volte volte, sotto la media di 2,88 volte. Bisogna tornare all'aprile 2017 per avere un valore più basso. Agli investitori indiretti - riflesso della domanda dall'estero - è andato il 42,7% (peggio della media del 51% e pari ai minimi del dicembre 2016). A quelli diretti - riflesso della domanda dagli Usa - è andato il 12% contro una media del 10%. Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,969% dal 2,936% di ieri. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi al 2,053%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,674%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in crescita al 2,841%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in aumento al 3,114%.

media
Fox presenta ai soci di Sky offerta formale, sfida Comcast

Twenty-First Century Fox ha presentato i documenti formali della sua ultima offerta per Sky, su cui va avanti la guerra con Comcast, e avrà altro tempo, grazie a questa mossa, per decidere se alzarla o lasciare la pay-tv in mano al più grande operatore via cavo degli Stati Uniti.

La conglomerata di Rupert Murdoch, che già detiene il 39% della pay-tv britannica, ha reso noto che, dopo aver ricevuto il via libera dalle autorità antitrust del Regno Unito, ha presentato formalmente la sua offerta di 14 sterline ad azione (18,13 dollari), già nota dallo scorso mese e ormai inferiore a quella di Comcast.

Una mossa dettata, appunto, dalla volontà da parte di Fox e Walt Disney di prendere tempo: Fox, infatti, secondo le regole del Regno Unito, avrà ora la possibilità di presentare una nuova offerta entro il 22 settembre; da ricordare che Murdoch ha deciso di vendere una parte del proprio business a Walt Disney, compresa la sua quota in Sky. Se Fox dovesse alzare l'offerta e vincere, Disney emergerebbe come la proprietaria dell'intera pay-tv britannica. Comcast aveva sfidato Fox con un'offerta da 30,7 miliardi di dollari, con Fox che si era spinta fino a 32,5 miliardi (14 sterline ad azione), prima che Comcast portasse la sua a 34 miliardi.

La presentazione dell'offerta formale è l'ultimo passo del processo ed era dovuta entro il 9 agosto; in precedenza, Comcast aveva già reso formale la sua offerta a 34 miliardi

Tesla schizza in borsa, Musk pensa a delisting del gruppo

Il titolo Tesla, già sostenuto da indiscrezioni secondo cui il fondo saudita ha una quota del 3-5% che ai prezzi attuali vale 1,7-2,9 miliardi di dollari, si è spinto ulteriormente al rialzo: al Nasdaq l'azione avanza del 6,3% a 363,56 dollari. A mettere il turbo all'azione è un tweet del Ceo e fondatore Elon Musk: "Sto considerando di rendere Tesla un gruppo privato a 420 dollari. Finanziamenti garantiti".

Il produttore di auto elettriche - che al momento non ha smentito un tweet che potrebbe essere falso - ha una capitalizzazione di 61,6 miliardi. Musk è famoso per le sue provocazioni, anche via Twitter, quindi non è dato sapere quanto il suo cinguettio sia credibile. Gli analisti hanno spesso mostrato dubbi sulle esigenze finanziarie dell'azienda ma nell'ultima call a commento dei conti Musk aveva detto che non aveva bisogno di un'iniziezione di capitali e che dal trimestre in corso il gruppo sarebbe diventato redditizio. Forse Musk ora può stare tranquillo dopo il presunto investimento del Public Investment Fund saudita in Tesla.

quattro ruote
Tesla accelera in borsa: fondo saudita ha quota da 2 miliardi di dollari (FT)

Il titolo Tesla, già in rialzo, ha accelerato portandosi sui massimi intraday a Wall Street. Al Nasdaq l'azione avanza di quasi il 5% a 358,26 dollari, portando il bilancio da inizio anno a un +11% e quello degli ultimi 12 mesi a un -2,77%.

A sostenere le quotazioni sono indiscrezioni del Financial Times, secondo cui il fondo sovrano saudita è arrivato ad avere una quota in Tesla il cui valore spazia da 1,7 a 2,9 miliardi di dollari.

Stando all'FT, il Public Investment Fund (PIF) supervisionato dal principe Mohammed bin Salman, ha rastrellato una quota del 3-5% nel produttore di auto elettriche. E lo ha fatto nell'anno in corso, probabilmente dopo il tour americano dell'erede al trono a Riad. Essendo inferiore al 5%, la partecipazione nel gruppo di Elon Musk non deve essere necessariamente comunicata. Quella quota fa del fondo saudita uno degli otto più grandi soci di Tesla.

PIF ha già scommesso su Uber, di cui ha comprato una quota nel giugno del 2016 da 3,5 miliardi di dollari. Il fondo ha investito 45 miliardi nel Vision Fund della giapponese SoftBank e ha promesso 20 miliardi in un fondo infrastrutturale gestito da Blackstone.

Nel frattempo, altre indiscrezioni di stampa sostengono che Tesla ha iniziato a reclutare personale per la sua fabbrica a Shanghai - la prima fuori dagli Usa - un mese dopo avere siglato accordi con le autorità locali per il progetto da 2 miliardi di dollari.

azionario
Wall Street in rialzo, S&P 500 e Nasdaq vicini ai record

A metà seduta gli indici a Wall Street viaggiano in rialzo. L'S&P 500 marcia verso il livello più alto raggiunto a fine scambi il 26 gennaio; il Dow Jones Industrial Average è protagonista della migliore giornata del mese e il Nasdaq deve guadagnare meno dell'1% per ritoccare il record visto il 25 luglio scorso.

Intanto il titolo Apple ha raggiunto un nuovo record intraday consolidandosi al di sopra della capitalizzazione da mille miliardi di dollari conquistata per la prima volta il 2 agosto scorso grazie a un'ottima trimestrale.

Il Vix, l'indice della volatilità detto anche della paura, ha toccato invece i minimi del 16 gennaio scorso intorno a 11 punti.

A livello settoriale, solo quelli dei beni di prima necessità (-0,4%), delle utility (-0,24%) e quello immobiliare (-0,45%) soffrono. Quest'ultimo risente dei conti di Zillow (-17%), gruppo specializzato in servizi immobiliari che rischia di chiudere con il calo percentuale maggiore dal novembre 2012.

Dal fronte politico, continuano le tensioni commerciali tra Usa e Cina. A Washington tiene banco l'indiscrezione del Wsj, secondo cui l'ex avvocato personale di Donald Trump (Michael Cohen) è indagato per frodi fiscali.

Il DJIA sale di 161,33 punti, lo 0,63%, a quota 25.663,51. L'S&P 500 guadagna 10,74 punti, lo 0,38%, a quota 2.860,99. Il Nasdaq aggiunge 26,77 punti, lo 0,34%, a quota 7.886,39.

Il petrolio continua a risentire delle sanzioni imposte dagli Usa contro l'Iran anche se quelle che prendono di mira il greggio di Teheran scatteranno a novembre: il contratto settembre al Nymex segna un +0,4% a 69,29 dollari al barile.

Crocs dice addio al suo Cfo, e il titolo soffre a Wall Street

Crocs è arrivato a cedere fino al 9% a Wall Street nel giorno dell'annuncio dell'addio del suo direttore finanziario. Il produttore delle ciabatte leggere e dai colori sgargianti, un tempo gettonatissime anche in Italia, ha comunicato che il Cfo Carrie Teffner - da tre anni e mezzo nel gruppo - se ne andrà l'1 aprile 2019; al suo posto arriva Anne Mehlman, ex vicepresidente delle finanze aziendali di Crocs e ora direttore finanziario di un altro marchio di calzature, Zappos. Dal 24 agosto prossimo sarà lei il Cfo mentre Teffner si occuperà di progetti strategici fino alla sua uscita definitiva.

Quanto ai conti, nel secondo trimestre dell'anno in corso Crocs ha registrato 30,4 milioni di dollari di utili netti, 35 centesimi per azione, da 18,1 milioni, o 20 centesimi per azione, dello stesso periodo del 2017. Gli analisti si aspettavano profitti per 29 centesimi ad azione. Nei tre mesi al 30 giugno l'azienda ha generato 328 milioni di dollari di ricavi (+4,7%), oltre le stime per 321,8 milioni grazie alla crescita dell'e-commerce. Crocs ha confermato le previsione per una crescita a cifra singola dei ricavi 2018. Per il terzo trimestre conta di mettere a segno 240-250 milioni di fatturato, in linea al consenso per 244 milioni.

Da inizio anno il titolo è salito del 34% e negli ultimi 12 mesi del 112,5%.

Ford: top manager lascia per "comportamento inappropriato"

Un top manager di Ford Motor ha lasciato l'azienda per un presunto "comportamento inappropriato". Lo spettro delle molestie sessuali che ha già travolto Hollywood, Capitol Hill e il settore dei media, si sta dunque facendo strada anche nel comparto americano delle quattro ruote. E' Automotive News - un sito ben informato sugli sviluppi a Detroit, la capitale americana del settore auto - a dire che Prakash Patel ha lasciato l'azienda ma non è chiaro cosa abbia combinato. Un portavoce di Ford ha confermato la sua uscita senza fornire dettagli.

Lo scorso febbraio Raj Nair, ex presidente di Ford in Nord America, aveva lasciato il gruppo: un'inchiesta interna aveva determinato che "alcuni compertamenti di Nair non erano in linea con il codice di condotta dell'azienda".

Rame sostenuto da disputa sui salari in miniera cilena

Il rame - recentemente messo sotto pressione dalle tensioni commerciali tra Usa e Cina - è sostenuto da una disputa sui salari nella più grande miniera al mondo del metallo industriale. Al Comex, divisione del New York Mercantile Exchange, il contratto settembre sale dello 0,9% a 2,755 dollari a pound. Iniziano oggi le trattative moderate dal governo tra Escondida e i sindacati dei minatori e secondo gli analisti di Commerzbank "questa è l'ultima occasione per evitare uno sciopero". Allo stesso tempo, la produzione nella miniera è scesa a giugno dell'11% rispetto al mese precedente appena sotto le 102mila tonnellate.

Farmaceutica
Eli Lilly si prepara a una "hard Brexit"

Eli Lilly si sta preparando al peggiore degli scenari legati ai negoziati in corso tra il Regno Unito e l'Unione europea sulla Brexit. E lo fa per garantire che i suoi medicinali arrivino senza intoppi nella nazione d'Oltremanica, dove è il più grande fornitore di insulina. Quest'ultima non è prodotta su suolo britannico ma in Francia e Italia. Lo ha spiegato al Wall Street Journal una portavoce, secondo cui il gruppo farmaceutico americano "sta lavorando a un piano per una 'hard Brexit'", che si realizzerebbe se tra Londra e Bruxelles non venisse raggiunto alcun accordo.

Eli Lilly non ha spiegato come si stia organizzando ma la portavoce preme sul governo britannico affinché lavori a una soluzione con la Ue: "I pazienti non dovrebbero essere svantaggiati dall'uscita del Regno Unito dalla Ue e la nostra attenzione resterà saldamente sul garantire che i nostri farmaci arrivino ai pazienti che ne hanno bisogno".

L'azienda che nel 2017 ha registrato 22,87 miliardi di ricavi e che vende, tra gli altri, lo psicofarmaco Prozac segue le orme della francese Sanofi e della svizzera Novartis nel preparasi al peggio. La settimana scorsa il Wsj ha scritto che Sanofi stava valutando un aumento delle sue scorte per un anno in modo da potere servire il mercato britannico anche nel caso della peggiore delle Brexit.

Al Nyse il titolo Eli Lilly sale dell'1,3% a 103,30 dollari. Da gennaio ha guadagnato il 22,5% e negli ultimi 12 mesi il 26%.

commercio
La Cina a Trump: "pia illusione" credere che calo azionario indica vittoria Usa

Continuano gli attacchi mediatici da parte della Cina contro gli Stati Uniti, nazioni protagoniste di tensioni commerciali. Dopo avere detto che è pronta a una "guerra protratta" contro Washington, accusata di "estorsioni e intimidazioni", Pechino ha usato oggi il China Daily per dire che è una "pia illusione" pensare che la contrazione del mercato azionario cinese è un segno che l'America di Donald Trump sta vincendo la guerra commerciale in corso.

Il riferimento dell'organo di stampa controllato dal governo cinese è ai tweet del presidente Usa dello scorso fine settimana: "I dazi stanno funzionando come nessuno aveva anticipato. Il mercato cinese è calato del 27% in quattro mesi", aveva scritto Trump sostenendo che "il mercato Usa è forte come non mai".

Per rincarare la dose, la Cina ha spiegato dalle pagine del People's Daily che Apple rischia di essere la principale vittima delle tensioni commerciali in corso. Intanto nella nazione asiatica viene passato il messaggio che l'economia cinese è sufficientemente forte per affrontare una guerra a colpi di dazi.

sanità
Icahn contro nozze Cigna-Express Scripts da 54 mld di dollari

L'investitore attivista Carl Icahn è entrato a gamba tesa nel settore americano della sanità. Secondo lui le nozze da 54 miliardi di dollari annunciate lo scorso marzo tra Cigna ed Express Scripts sarebbero una "farsa".

In una lettera aperta, Icahn si è rivolto ai soci di Cigna - il quinto più grande assicuratore medico d'America - affinché votino contro un'operazione "folle" e a un prezzo "ridicolo". Secondo l'investitore, Cigna sta "pagando un prezzo eccessivamente alto" per un gruppo "che sta facendo i conti con rischi esistenziali da ogni fronte".

Express Scripts è la più grande società Usa che agisce da intermediario tra le case farmaceutiche, i gruppi assicurativi, i dipendenti di aziende che comprano medicinali ed entità governative che offrono polizze sanitarie. Secondo Icahn, l'azienda è messa a repentaglio dalla "minaccia esistenziale" rappresentata da Amazon (che ha fatto recentemente ingresso nel settore comprando la farmacia online PillPack) e dall'amministrazione Trump, che sta prendendo di mira i cosiddetti 'pharmacy benefit manager' con l'intento di abbassare i prezzi dei farmaci venduti con ricetta medica.

Un portavoce di Express Scripts non è d'accordo: i conti del secondo trimestre diffusi la settimana scorsa e un outlook in miglioramento dimostrano, secondo lui, che le attività del gruppo sono destinate a crescere. Cigna non ha commentato.

Icahn possiede circa lo 0,56% di Cigna, una quota che vale oltre 250 milioni di dollari. Secondo gli osservatori, il pressing di Icahn potrebbe non funzionare: l'investitore ha poco tempo per convincere i soci dell'assicuratore e non è chiaro che peso avrà il suo voto visto che sono già scattate alcune scadenze. Gli azionisti di Cigna ed Express Scripts si riuniranno per votare sulle nozze il 24 agosto prossimo. Serve in ambo i casi la maggioranza dei voti per il completamento della transazione. Il titolo Cigna sale dello 0,3% e quello di Express Scripts avanza dello 0,8%.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo, S&P 500 verso un nuovo record

Nonostante le tensioni commerciali tra Usa e Cina, l'azionario americano insegue quello asiatico ed europeo iniziando la seduta odierna in rialzo. L'S&P 500 si avvicina al record intraday messo a segno lo scorso gennaio mentre il Nasdaq - reduce da cinque sedute di fila in aumento - punta a mettere a segno la serie temporale positiva più lunga da cinque mesi.

In assenza di spunti macroeconomici, gli investitori si concentrano sulla Corporate America: l'80% delle aziende quotate sull'S&P 500 ha pubblicato i propri bilanci superando le stime degli analisti; se tale percentuale verrà mantenuta fino alla fine, i gruppi quotati sull'indice benchmark avranno messo a segno la performance migliore da quando FactSet ha iniziato a tenerne traccia nel 2008. Fino a venerdì scorso, gli utili societari sull'S&P 500 sono saliti nel secondo trimestre del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno grazie alla spinta di Apple (+0,06%) e Amazon (+0,5%). Il produttore dell'iPhone continua a vantare una capitalizzazione da mille miliardi di dollari (conquistata per la prima volta il 2 agosto scorso) nonostante rischi di essere vittima della guerra commerciale tra Pechino e Washington. Questa sera a mercati Usa chiusi saranno Disney e Snap a pubblicare i loro conti.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA avanza di 109,44 punti, lo 0,43%, a quota 25.611,62. L'S&P 500 sale di 9,21 punti, lo 0,33%, a quota 2.859,69. Il Nasdaq Composite avanza di 30 punti, lo 0,4%, a quota 7.889,67. Il petrolio a settembre al Nymex avanza dello 0,38% a 69,27 dollari.

Usa
Trump a cena con i Ceo, c'è anche Manley di Fca

Questa sera il presidente americano, Donald Trump, ospiterà a cena i Ceo di alcune delle principali aziende americane appartenenti a vari settori. L'appuntamento - in cui si parlerà certamente del rischio dazi, è presso il golf club di proprietà di Trump a Bedminster, in New Jersey.

Stando a quanto spiegato dalla Casa Bianca, "questa è un'opportunità per il presidente di ascoltare come secondo loro sta andando l'economia e quali sono le loro priorità e idee per l'anno a venire".

In base all'elenco degli invitato fornito dalla Casa Bianca, tra i presenti c'è Michael Manley, il neo Ceo di Fiat Chrysler Automobiles. Presenti anche Indra Nooyi, l'uscente Ceo di PepsiCo; Frederick Smith (FedEx), Harold Hamm (Continental Resources), Alex Gorsky (Johnson & Johnson), John Catsimatidis (Red Apple Group), Mark Sutton (International Paper), Ajaypal Banga (Mastercard), Dennis Muilenburg (Boeing), Mark Weinberger (EY), Darius Adamczyk (Honeywell), Jim Koch (Boston Beer) e Richard LeFrak (LeFrak).

T-Bond in calo in vista di asta di titoli a 3 anni

I titoli di stato Usa viaggiano in calo con gli investitori che si preparano all'asta odierna di titoli a 3 anni per 34 miliardi di dollari. Le tensioni commerciali tra Usa e Cina restano monitorate anche in questa asset class. Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,954% dal 2,936% di ieri. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento al 2,056%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo al 2,662%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in crescita al 2,823%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in aumento al 3,099%.

azionario
Wall Street: future in rialzo, S&P 500 verso record

I future a Wall Street viaggiano in rialzo con gli investitori concentrati sulle trimestrali societarie in un'altra giornata priva di spunti macroeconomici. Fino ad ora l'80% delle aziende quotate sull'S&P 500 ha pubblicato i propri bilanci superando le stime degli analisti. Oggi l'indice benchmark Usa potrebbe raggiungere un nuovo record intraday, messo a segno l'ultima volta lo scorso 21 gennaio e pari a 2.872,87 punti.

Il mercato azionario Usa sta seguendo quello asiatico ed europeo, che sembrano volere ignorare le tensioni commerciali tra Usa e Cina e quelle geopolitiche tra Usa e Iran. E' entrato in vigore oggi un primo round di sanzioni contro Teheran; il leader Usa, Donald Trump, ha ribadito quanto anticipato ieri: "Chi fa affari con l'Iran non ne farà con gli Usa".

Dal fronte societario, Dean Foods - il più grande produttore di latte in Usa - perde il 10% nel pre-mercato dopo avere tagliato l'outlook per l'anno intero citando pressioni inflative. Il retailer online Etsy guadagna invece il 10% dopo avere migliorato le sue guidance. Disney e Snapchat pubblicheranno i loro conti a mercati Usa chiusi.

I future del Dow salgono di 90 punti, lo 0,35%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 6 punti, lo 0,21%; quelli del Nasdaq segnano un +19,5 punti, lo 0,26%. Il petrolio a settembre al Nymex sale dello 0,9% a 69,64 dollari al barile.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Rapporto JOLTS sui posti di lavoro vacanti per il mese di giugno alle 10 (le 16 in Italia).

Credito al consumo per il mese di giugno alle 15 (le 21 in Italia).


Appuntamenti societari

Trimestrale di Crocs a un orario imprecisato. Trimestrale di Office Depot prima dell'apertura dei mercati. Trimestrali di Fossil, Match Group, Snap e Walt Disney dopo la chiusura dei mercati.

Wall Street
Euro in rialzo a 1,1591 dollari, biglietto verde in ribasso a 111,18 yen

Euro in rialzo dello 0,31% a 1,1591 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1511 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,20% a 111,18 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.223,60 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,48% a 1.223,60 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.212,50 e i 1.392,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 69,42 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,59% a 69,42 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 47,64 e i 72,98 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones cresce dello 0,32%, lo S&P sale dello 0,23%, il Nasdaq aggiunge lo 0,31%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in rialzo, con gli investitori che hanno ignorato la retorica dura scambiata tra Cina e Usa in campo commerciale. Il DJIA ha guadagnato 39,6 punti, lo 0,16%, a quota 25.502,18; l'indice delle 30 blue chip ha trascorso 124 sedute in correzione, la serie temporale più lunga dal 1973, l'anno in cui "Il padrino" di Francis Ford Coppola vinse l'Oscar come migliore film. L'S&P 500 ha guadagnato 10 punti, lo 0,35%, a quota 2.850,4, massimo del 29 gennaio scorso; l'indice benchmark si avvicina sempre di più al suo record storico, raggiunto sia nell'intraday sia in chiusura il 26 gennaio scorso a quota 2.872,87. Il Nasdaq è salito di 47,66 punti, lo 0,6%, a quota 7.859,68. Il petrolio a settembre al Nymex ha guadagnato lo 0,8% a 69,01 dollari al barile.