Wall Street si prepara al rapporto sull'occupazione Usa

Sussidi di disoccupazione scesi in linea alle stime. Azionario in rialzo

Politica
Usa: accordo al Congresso, shutdown evitato fino al 22 dicembre

Prima la Camera, poi il Senato americano nella serata americana di ieri hanno approvato una legislazione che consente di evitare una paralisi del governo federale fino al 22 dicembre prossimo. C'era tempo fino alla mezzanotte odierna a Washington, le sei del mattino di domani in Italia, prima che il cosiddetto shutdown scattasse. Superato lo scoglio al Congresso, ora manca solo la firma del presidente americano Donald Trump. Il lavoro duro però è appena iniziato: repubblicani e democratici devono trovare un nuovo accordo, questa volta di lungo termine, entro la nuova scadenza. Sebbene il Gop controlli entrambe le aule del Parlamento Usa, ha bisogno dei voti dell'opposizione per approvare una legge sulla spesa.

pubblica amministrazione
Usa: Camera passa misura per evitare shutdown, la parola passa al Senato

La Camera Usa ha approvato una misura che consente di continuare a finanziare il governo Usa fino al 22 dicembre prossimo evitando lo shutdown, che può scattare se il Congresso non troverà un'intesa entro la mezzanotte di Washington di venerdì 8 dicembre. Ora la legislazione passa al Senato, dove potrebbe essere a sua volta approvata tra qualche ora. A quel punto verrebbe spedita per una firma al presidente americano Donald Trump. Evitato il peggio nell'immediato, i legislatori dovrebbero negoziare un'intesa di lungo termine entro il 22 dicembre.

Azionario
Wall Street: chiusura in rialzo, tech su per terzo giorno di fila

La seduta a Wall Street è finita all'insegna degli acquisti con i titoli tecnologici che hanno guadagnato quota per la terza volta di fila.

Gli investitori restano in attesa di sviluppi sul fronte della riforma fiscale e dello shutdown: quando la borsa americana chiudeva, i leader democratici e repubblicani al Congresso si stavano incontrando con il presidente Donald Trump per tentare di trovare un'intesa ed evitare (almeno nel breve termine) una paralisi del governo federale. C'è tempo fino alla mezzanotte di Washington di venerdì 8 dicembre.

Il DJIA ha guadagnato 70,57 punti, lo 0,29%, a quota 24.211,48.

L'S&P 500 è salito di 7,71 punti, lo 0,29%, a quota 2.636,98.

Il Nasdaq Composite ha aggiunto 36,47 punti, lo 0,54%, a quota 6.812,84.

Usa: il 19 marzo al via processo su merger AT&T-Time Warner

Il giudice americano che si occuperà della disputa legale antitrust riguardante le nozze - bloccate dalla Giusizia Usa - tra AT&T e Time Warner ha fissato la data d'inizio del processo: si comincerà il 19 marzo prossimo. Si tratta di un compromesso tra il 20 febbraio proposto dai due gruppi e il 7 maggio suggerito dal dipartimento di Giustizia.

Il giudice Richard Leon ha avvertito le due aziende: non sarà in grado di giungere a una decisione entro il 22 aprile, la scadenza dell'accordo con cui AT&T intende comprare Time Warner in una operazione da 85 miliardi di dollari. Successivamente a questa data, AT&T e Time Warner potrebbero unilateralmente porre fine all'intesa. La compagnia delle telecomunicazioni a quel punto dovrebbe versare al gruppo media 500 milioni di dollari.

Alla luce di questo il giudice ha suggerito che i legali dei due gruppi dovrebbero negoziare una possibile estensione dell'intesa. L'idea è che per un caso di questo peso - e attentamente monitorato - servirà molto tempo dopo la conclusione del processo prima di formulare una decisione, che arriverà probabilmente tra la fine di aprile e maggio.

Usa: balzo maggiore da 11 mesi per credito al consumo a ottobre

Gli americani si sono indebitati a ottobre a un passo che non si vedeva da 11 mesi. Il credito al consumo - riflesso del debito al netto dei mutui - è salito a un tasso annualizzato del 6,51% o di 20,52 miliardi di dollari sul mese precedente. Lo ha annunciato la Federal Reserve. Si tratta di una performance migliore delle stime, ferme a un +17,2 miliardi di dollari, e di quella registrata a settembre (quando c'era stato un +19,21 miliardi di dollari, dato rivisto).

Il debito associato alle carte di credito è salito a un passo annualizzato del 9,9%. I debiti legati a prestiti studenteschi o per l'acquisto di un'auto, il cosiddetto credito non-revolving, sono aumentati al tasso annuale del 5,3%. Le spese al consumo rappresentano oltre due terzi della domanda nell'economia Usa.

Il debito dei consumatori Usa nel terzo trimestre del 2017 ha raggiunto un record di 12.955 miliardi di dollari, in rialzo dello 0,9% rispetto alla primavera.

Network bitcoin, nel 2019 consumerà più energia degli Stati Uniti

Bitcoin continua ad aumentare il suo valore e oggi ha raggiunto un nuovo record, toccando i 19.000 dollari, riuscendo a guadagnare il 40% in sole 40 ore. Sembra che la moneta digitale stia istituzionalizzandosi, anche se diversi analisti sostengono che sia ancora poco stabile e a rischio di improvvisi cambi di segno. Ma un altro punto a cui pochi fanno caso è l'impronta sull'ambiente di bitcoin, che essendo una valuta digitale, consuma corrente per poter esistere.

Un articolo pubblicato dal magazine che si occupa di ambiente, Grist, sostiene che Bitcoin inquini molto e sprechi molta energia, soprattutto proveniente da fonti fossili, per le sue transazioni. Le valute digitali necessitano di computer e server che facciano operazioni, sia per gli scambi che per le attività di "mining", cioè creare nuovi bitcoin.

Il magazine calcola che ogni transazione di valuta digitale richieda la stessa quantità di energia usata da nove case americane in un giorno. E andando avanti di questo passo nel 2019 si prevede che Bitcoin consumi più energia di quella usata dagli Stati Uniti attualmente. In questo momento il network Bitcoin sta aumentando il suo fabbisogno di energia a 450 gigawatt all'ora, che è l'energia che serve ad Haiti in un anno.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in ribasso di un centesimo e un quarto, lo 0,35%, a quota 3,51 dollari e un mezzo a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a marzo ha finito in calo di 3 centesimi e un quarto, lo 0,88%, a quota 4,21 dollari e un mezzo a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a gennaio hanno perso 10 centesimi e tre quarti, l'1,07%, a 9,92 dollari a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a gennaio è salito di 16 punti, 0,48%, a 33,33 centesimi al pound. FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a gennaio ha lasciato sul terreno 7,10 dollari, il 2,07%, a 335,20 dollari a tonnellata.

Petrolio chiude a NY +1,3% a 56,69 dollari al barile

All'indomani di un forte sell-off, il petrolio è rimbalzato. Il contratto gennaio al Nymex ha guadagnato 73 centesimi, l'1,3%, a quota 56,69 dollari al barile. Le quotazioni del greggio ieri avevano risentito negativamente di un balzo delle scorte settimanali di benzina e di un aumento a livello record della produzione in Usa, cosa quest'ultima che potrebbe ostacolare gli sforzi dell'Opec nel riequilibrare il mercato limitando l'output. Gli investitori stanno monitorando il rischio di scioperi da parte dei lavoratori nel settore petrolifero aderenti a uno dei principali sindacati in Nigeria. La nazione è uno dei principali esportatori africani di petrolio.

T-Bond poco mossi alla vigilia del rapporto sull'occupazione Usa

I titoli di stato americani sono stabili con gli investitori che si preparano a digerire il rapporto sull'occupazione americana a novembre che il governo Usa pubblicherà domani. Poi si guarderà alla riunione della Federal Reserve, che mercoledì prossimo potrebbe annunciare il terzo rialzo dei tassi del 2017. Nello stesso giorno, e in quella che per il governatore Janet Yellen sarà l'ultima conferenza stampa, la Fed annuncerà le sue nuove stime economiche e quelle relative al numero di strette che prevede nel 2018. L'ultima volta che le ha fornite, a settembre, aveva detto di aspettarsene tre. Sempre la settimana prossima, il dipartimento americano del Tesoro venderà nuovo debito per 140 miliardi di dollari.

Il decennale Usa viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in lieve rialzo al 2,349% dal 2,330% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,297%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo all'1,802%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in aumento al 2,126%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 2,741%.

Economia
Fed: patrimonio famiglie Usa da record nel terzo trimestre 2017

I patrimoni delle famiglie statunitensi sono cresciuti nel terzo trimestre del 2017 a un passo più veloce di quello osservato nei tre mesi prima.

Stando ai calcoli della Federal Reserve, il patrimonio netto degli americani e quello delle organizzazioni no profit ha raggiunto i 96.939 miliardi di dollari. Il rialzo sul periodo precedente è stato di 1.742 miliardi di dollari. Il merito va ai guadagni sull'azionario (+1.100 miliardi di dollari) e all'aumento del valore del real estate (+411 miliardi). Tra luglio e settembre l'indebitamento delle famiglie è cresciuto di 177,4 miliardi di dollari.

Il dato include asset come case, azioni, bond, veicoli e cash a cui viene sottratto debito legato a mutui, carte di credito, prestiti studenteschi e per il finanziamento dell'acquisto di auto. Nel 2007, prima dello scoppio della peggiore crisi dalla Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso, il patrimonio netto era pari a 66.500 miliardi di dollari. Nel pieno della recessione del 2008 il dato era sceso a 55.000 miliardi. Tra il 2007 e il 2009, nel pieno della crisi, a causa del crollo dell'azionario e del valore degli immobili residenziali gli americani videro andare in fumo patrimoni per quasi 12.000 miliardi di dollari.

Azionario
Wall Street: a metà seduta indici sui massimi intraday con i tech

A metà seduta gli indici a Wall Street sono in rialzo e sui massimi intraday. Messi recentemente sotto pressione, i titoli tecnologici continuano il loro rimbalzo confermandosi i migliori dell'anno in corso; il settore di riferimento (+0,7%) potrebbe archiviare oggi la terza seduta di fila in aumento; nel 2017 è salito del 31%. A fare da traino è Broadcom (+1,2%), grazie a una trimestrale migliore delle stime. Del gruppo che si prepara a lanciare un'Opa ostile su Qualcomm (+0,4%), agli analisti piace non solo il bilancio ma anche le prospettive di espansione.

Sul fronte di Washington, gli investitori monitorano i progressi in merito alla riforma fiscale e non sembrano preoccupati dall'ipotesi di uno shutdown: la paralisi del governo Usa potrebbe scattare domani alla mezzanotte (le sei del mattino in Italia di sabato). Non ha alcuna implicazione per i mercati la scelta del senatore democratico Al Franken di dimettersi nel giro di qualche settimana; è stato accusato di molestie sessuali.

Tra le storie societarie, SAGE Therapeutics vola del 75,7% grazie a risultati incoraggianti di un test clinico su un trattamento della depressione. Bene anche la catena newyorchese di hamburger Shake Shack (+9%), che festeggia i conti.

Il DJIA sale di 101,7 punti, lo 0,42%, a quota 24.242. L'S&P 500 avanza di 9 punti, lo 0,36%, a quota 2.638. Il Nasdaq cresce di 45 punti, lo 0,7%, a quota 6.821. Il petrolio a gennaio al Nymex rimbalza dell'1% a 56,62 dollari al barile.

Cereali Chicago: a metà seduta viaggiano in calo

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano in calo. I trader ignorano l'ottimo rapporto sulle vendite all'estero, specialmente per la soia. Prevalgono le preoccupazioni legate all'Argentina, dove prevale la siccità.

Stando al rapporto settimanale elaborato dal dipartimento americano dell'Agricoltura, l'export di frumento è stato pari a 323.000 tonnellate contro stime che spaziavano dalle 200.000 alle 400.000 tonnellate. Le vendite al di fuori degli Usa di mais nell'ultima settimana sono state di 876.400 tonnellate, sopra la parte bassa delle previsioni ma sotto quella alta pari a 1,3 milioni di tonnellate. Sono i semi di soia ad avere sorpreso in positivo: ne sono state venduti 2,08 milioni di tonnellate, ben oltre le più rosee attese per 1,7 milioni di tonnellate. L'export di farina di soia, pari a 186.400 tonnellate, è stato in linea alle previsioni.

I future del mais a marzo scendono di 1 centesimo e tre quarti, lo 0,5%, a 3,51 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo cedono 4 centesimi e mezzo, l'1,06%, a 4,20 dollari e tre quarti a bushel.

I future dei semi con scadenza a gennaio perdono 9 centesimi e mezzo, lo 0,95%, a 9,93 dollari e un quarto a bushel. Il contratto sulla farina con scadenza a gennaio cede 5,10 dollari, l'1,49%, a 337,20 dollari a tonnellata. I future dell'olio con scadenza a gennaio scivolano di 7 punti, lo 0,21%, a 33,10 centesimi al pound.

Economia
S&P avverte, shutdown governo Usa costerebbe 6,5 miliardi di dollari a settimana

Una paralisi del governo Usa, che potrebbe scattare domani alla mezzanotte di Washington, costerebbe all'economia americana 6,5 miliardi di dollari alla settimana. E' quanto calcola l'agenzia di rating S&P Global. Ciò avrebbe un impatto dello 0,2% circa sul Pil del quarto trimestre 2017.

"Se uno shutdown dovesse verificarsi nel trimestre, il Pil del quarto trimestre non avrebbe tempo di rimbalzare cosa che potrebbe innervosire gli investitori e i consumatori e - come risultato - spegnere un qualsiasi slancio economico", recita il rapporto secondo cui "la tempistica non potrebbe essere peggiore".

Oggi la Camera Usa dovrebbe votare un accordo di breve termine per continuare a finanziare il governo fino a quando un'intesa di lungo termine verrà raggiunta. Ieri la Casa Bianca a fatto pressing per l'approvazione di una misura che permetterebbe alla pubblica amministrazione di continuare a funzionare fino al 22 dicembre. Il presidente americano Donald Trump non ha però escluso che lo "shutdown possa verificarsi".

L'opposizione democratica chiede che un accordo includa la protezione dei cosiddetti Dreamers, persone che furono portate in Usa da bambini senza permesso di soggiorno e che con Trump rischiano l'espulsione.

valute
Bitcoin conquista anche i 19.000 dollari, ennesimo record

La mania per Bitcoin sta portando Bitcoin a inanellare un record dopo l'altro tanto che il valore della valuta digitale si è spinto sopra i 19.000 dollari per la prima volta. All'alba americana aveva conquistato i 15.000 dollari e qualche ora dopo aveva superato i 16.000 dollari. Il tutto è successo una quarantina di ore dopo il raggiungimento dei 12.000 dollari. In circa 40 ore, ha messo a segno un rialzo di circa il 40%. Da inizio anno ha guadagnato oltre il 1.500%.

Festeggiano coloro che hanno sempre creduto nella criptovaluta e nella sua tecnologia sottostante. Il rally si sta verificando mentre due exchange di Chicago (CBOE e CME) si preparano a lanciare i future di Bitcoin prima di Natale, mossa che dovrebbe portare sempre più investitori istituzionali a puntare sulla criptovaluta.

Per il momento vengono ignorati i rischi di cyber-attacco e forti. I pirati informatici hanno rubato quasi 70 milioni di dollari dalla piattaforma NiceHash, riuscendo a violare le misure di sicurezza e provocando il blocco del servizio per almeno 24 ore.

Usa
Bitcoin: banche scrivono a Cftc, dubbi su future valuta digitale, poca trasparenza

Le maggiori banche globali fanno resistenza sull'introduzione di future su bitcoin e si dicono preoccupate che il sistema finanziario non sia ancora abbastanza preparato al lancio di contratti legati a un asset cos" volatile (bitcoin ha superato oggi i 17.000 dollari su Coinbase, guadagnando oltre 5.000 dollari in 24 ore).

Come riporta il Financial Times, la Futures Industry Association, principale associazione del mercato dei future di cui fanno parte tutte le maggiori banche di Wall Street, ha scritto una lettera alla Commodity Futures Trading Commission (Cftc), che la settimana scorsa ha dato il via libera al lancio di future legati alla criptovaluta da parte delle Borse Cme Group e Cboe Global Markets, per esprimere preoccupazione sulla decisione. "La rapida introduzione di future su bitcoin non consente di avere adeguata trasparenza", si legge nella lettera, in cui si precisa che "usare uno schema di autocertificazione per questi prodotti nuovi non è in linea con i rischi potenziali, che dovrebbero essere esaminati".

Valuta digitale
Bitcoin: rally inarrestabile, supera anche quota 17.000 $ su Coinbase

L'accelerazione vertiginosa di bitcoin è inarrestabile. Mezz'ora circa dopo avere superato la soglia dei 16.000 dollari, la valuta digitale ha infranto un altro record, portandosi oltre i 17.000 dollari su Coinbase, una delle piattaforme su cui è scambiato.

Bitcoin, che è arrivata fino a 17.350 dollari, ha guadagnato oltre 5.000 dollari in due giorni, dopo avere ceduto il 20% la settimana scorsa, cosa che conferma l'estrema volatilità della valuta. Gli esperti fanno notare che, solitamente, le valutazioni su Coinbase sono leggermente più alte rispetto alle altre piattaforme, ma ciò non toglie che la crescita della valuta digitale sia verticale. Bitcoin ha ora una capitalizzazione di mercato di oltre 270 miliardi di dollari.

KKR completa acquisizione di PharMerica

PharMerica è ufficialmente finita sotto il tetto di una società di nuova creazione controllata dalla private equity KKR e avente Walgreens Boots Alliance dell'italiano Stefano Pessina come investitore di minoranza. Lo ha annunciato la società che si occupa di servizi alle farmacie, in particolare quelle all'interno degli ospedali.

L'operazione completamente in contanti fu annunciata lo scorso agosto ed è valutata circa 1,4 miliardi di dollari, inclusa l'assunzione o il rimborso di debito. Nell'ambito dell'accordo, gli azionisti di PharMerica riceveranno 29,25 dollari per azione in contanti, senza interessi.

Il titolo di PharMerica da domani non sarà più quotato al New York Stock Exchange; ora sale dello 0,26% a 29,27 dollari. Da inizio anno ha guadagnato il 16,3% e negli ultimi 12 mesi il 18%.

Bitcoin: altro record sopra i 16mila dollari

La corsa di Bitcoin non si ferma. La valuta digitale ha inanellato un altro record portandosi sopra i 16mila dollari; in meno di due giorni ha guadagnato più di 4mila dollari. Stando a CoinDesk, la criptovaluta che iniziò il 2017 sotto i mille dollari vale oltre 256 miliardi di dollari; questo significa che se facesse parte dell'S&P 500 figurerebbe tra le prime 20 aziende più grandi.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in ribasso al Cbot

I cereali quotati al Chicago Board of Trade hanno iniziato in ribasso la seduta di contrattazioni, rallentando il passo rispetto ai guadagni delle giornate precedenti. I semi di soia, in particolare, tornano sotto i 10 dollari a bushel, sulla scia del rafforzamento del dollaro. A mettere ulteriormente il freno ai prezzi è il rapporto del dipartimento all'Agricoltura americano, secondo cui ci sarebbe un rallentamento della domanda da parte degli investitori stranieri.

In avvio di seduta mais e frumento si attestano in ribasso, anche se con cali meno sostenuti rispetto alla soia. In particolare, i future del mais a marzo scendono di 2 centesimi a 3,50 dollari a bushel, mentre quelli a maggio perdono un centesimo e tre quarti a 3,59 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo calano di 3 centesimi e tre quarti a 4,21 dollari a bushel. Andamenti in forte calo per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a gennaio perdono 11 centesimi e un quarto a 9,91 dollari a bushel, mentre quelli a marzo arretrano di 11 centesimi a 10,03 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a gennaio cede 4 dollari a 338,30 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a gennaio scendono di 32 punti a 32,85 centesimi al pound.

Wall Street
In avvio in calo Comcast, vola Lululemon, bene Amazon

Nei primi minuti di scambi i listini confermano gli andamenti dell'apertura: il Dow Jones cede lo 0,01%, lo S&P avanza dello 0,04% e il Nasdaq cresce dello 0,32%. Per quanto riguarda i titoli, da segnalare il rialzo di Broadcom, che già aveva guadagnato il 4% nel premercato e in avvio sale del 3,31%. Partenza in modesto rialzo per Tesla (+0,4%), dopo che gli analisti di Crescent Securities hanno tagliato la valutazione da "hold" a "sell" citando un rallentamento della domanda della nuova Model 3.

Si attesta in calo Comcast (-0,78%): secondo indiscrezioni riportate da Cnbc, il colosso dei media è ancora interessato all'acquisto di asset di 21st Century Fox ed è pronta a farsi nuovamente avanti qualora la cessione a Walt Disney, ora vista come probabile, dovesse finire in un nulla di fatto (-0,03% il titolo in avvio) dovesse saltare. Balzo di Lululemon Athletica, che sale del 5,85% dopo avere guadagnato il 9% nel premercato, dopo che gli analisti di Conaccord Genuity hanno rivisto al rialzo il rating da "sell" a "hold" grazie ai dati migliori delle previsioni sulle vendite comparate dell'ultimo trimestre. Si attesta in rialzo Amazon (+0,54%), dopo che gli analisti di Instinet hanno previsto che le vendite del colosso dell'e-commerce nel settore dell'abbigliamento potranno salire a un valore tra 45 e 85 miliardi di dollari da qui al 2020.

Borsa
Wall Street: apertura poco mossa, focus su riforma fisco, su Nasdaq con Broadcom

All'inizio della seduta di contrattazioni a Wall Street i listini sono poco mossi, come già si era visto durante le contrattazioni del premercato. In leggero rialzo il listino tecnologico, sostenuto dalla trimestrale migliore delle previsioni di Broadcom, che ha messo in luce la solida domanda di microprocessori. Gli investitori preferiscono la cautela, in attesa di ulteriori sviluppi sul fonte della riforma finanziaria, mentre Camera e Senato lavorano a una versione del testo armonizzata rispetto alle due già approvate da ciascuna delle camere.

Sul fronte macroeconomico, oggi l'attenzione è focalizzata sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (sono calate nell'ultima settimana di 2.000 unità, in linea con le stime), che anticipano il dato sull'occupazione di novembre, in calendario per domani. In avvio di seduta, il Dow Jones cede 39,64 punti, lo 0,15%, a quota 24.105,14. L'S&P 500 perde 1,96 punti, lo 0,08%, a quota 2.627,57. Il Nasdaq acquista 4,44 punti, lo 0,07%, a quota 6.779,86. Il petrolio a gennaio al Nymex sale dello 0,54% a 56,26 dollari al barile.

T-Bond: andamento contrastato

I Treasury sono contrastati, incapaci di trovare una direzione come l'azionario. Per il momento il decennale Usa viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in lieve rialzo al 2,331% dal 2,330% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,284%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo all'1,81%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in aumento al 2,123%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,711%.

azionario
Wall Street: future poco mossi, focus su riforma fiscale

I future a Wall Street si muvono incerti con gli investitori che restano in attesa di spunti sul fronte della riforma fiscale.

I repubblicani di Camera e Senato stanno lavorando sulle differenze delle loro rispettive bozze di riforma per giungere a un testo unico che dovrà essere approvato da ambo le aule. Solo a quel punto la legislazione potrà essere firmata dal presidente americano Donald Trump, che spera di riceverla entro Natale. Tra le questioni più dibattute c'è l'aliquota per le aziende, ora al 35%. Invece che tagliarla al 20% come promesso si potrebbe arrivare al 22%, ipotesi che Trump non ha escluso.

Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese di 2mila unità a 236mila, in linea con le stime. Domani si guarderà al rapporto sull'occupazione americana a novembre.

I future del Dow cedono 50 punti, lo 0,2%; quelli dell'S&P 500 sono fermi; quelli del Nasdaq salgono di 16,25 punti, lo 0,26%. Il petrolio a gennaio al Nymex guadagna lo 0,2% a 56,09 dollari al barile.

Economia
Usa: -2mila a 236mila richieste iniziali sussidi lavoro, in linea con stime

Nei sette giorni conclusi il 2 dicembre il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è calato in linea con le previsioni, segno che il mercato del lavoro americano si avvia a chiudere l'anno su note positivi. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese di 2.000 unità a 236.000, contro le 238.000 della settimana precedente (invariato rispetto alla prima stima).

L'indice è appunto in linea con le stime. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da oltre due anni e mezzo, la serie migliore dal 1970. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è calata di misura a 241.500. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 25 novembre, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è sceso a 1,908 milioni.

Valuta digitale
Bitcoin: hacker rubano valuta digitale per 70 mln $ da piattaforma NiceHash

Anche bitcoin è finita nel mirino degli hacker. Come riporta il Wall Street Journal, i pirati informatici hanno rubato quasi 70 milioni di dollari dalla piattaforma NiceHash, riuscendo a violare le misure di sicurezza e provocando il blocco del servizio per almeno 24 ore.

"Chiaramente, è una questione che desta profonda preoccupazione e stiamo lavorando per porre rimedio entro i prossimi giorni", ha detto NiceHash in una nota sulla propria pagina Facebook. Andrej Škraba, capo del marketing della piattaforma, ha confermato al quotidiano finanziario che sono stati rubati 4.700 bitcoin da un portafoglio digitale, ovvero un account online dove sono immagazzinate le valute virtuali. "E' stato un attacco da parte di professionisti", ha detto Škraba. Nel frattempo, l'accelerata di bitcoin appare senza freni: solo poche ore dopo avere superato la soglia dei 14.000 dollari, la valuta digitale ha abbattuto anche quella dei 15.000 dollari, toccando un massimo di 15.200 dollari.

Valute digitali
Bitcoin: Yang (co-fondatore Yahoo), può avere ruolo, ora guidata da caccia a ritorni

Bitcoin è destinata a diventare una forza globale, ma prima bisognerà cominciare a trattarla come una valuta transattiva. "Bitcoin come valuta digitale non è ancora a regime", ha detto Jerry Yang, confondatore di Yahoo e ora a capo di Ame Cloud Ventures.

"Credo che la valuta digitale possa giocare un ruolo nella nostra società, ma per ora sembra più orientata dal boom di investimenti e dalla foga di ottenere ritorni, piuttosto che dalla volontà di usarla come valuta transattiva", ha detto durante un'intervista a Cnbc. Nel frattempo, l'accelerata di bitcoin appare senza freni: solo poche ore dopo avere superato la soglia dei 14.000 dollari, la valuta digitale ha abbattuto anche quella dei 15.000 dollari, toccando un massimo di 15.200 dollari. Il rally è esponenziale, se si considera che a inizio anno era scambiata a 1.000 dollari circa.

Industria
General Electric: divisione Ge Power taglia 12.000 posti, punta a risparmio 1 mld $

Ge Power, la divisione di General Electric che si occupa di energia, taglierà 12.000 posti di lavoro, nell'ambito delle misure per ridurre i costi strutturali di un miliardo di dollari nel corso del prossimo anno. Come ha fatto sapere la società, la decisione è stata presa "per affrontare i problemi del mercato energetico a livello globale", soprattutto a causa del rallentamento in settori come quello del carbone e dal gas naturale.

La società ha fatto sapere che i tagli riguarderanno sia il personale professionale sia gli addetti alla produzione. "La scelta è dolorosa ma necessaria perché Ge Power possa rispondere alle turbolenze del mercato energetico, che registra volumi significativamente più bassi su prodotti e servizi", ha detto l'amministratore delegato di Ge Power Russell Stokes, spiegando che le difficoltà del settore sono destinate a durare. Il numero uno di General Electric, John Flannery, in carica dallo scorso agosto, sta portando avanti una strategia di rilancio per la conglomerata, focalizzando l'attenzione sulle attività fondamentali, ovvero quelle industriali. Complessivamente, a fine 2016 l'intera Ge aveva 295.000 dipendenti a livello globale.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 2 dicembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -2.000 a 238.000 unità. Consensus: 236.000 unità.

Credito al consumo per il mese di ottobre alle 15 (le 21 in Italia). Precedente: 20,83 miliardi di dollari. Consensus: 17,2 miliardi di dollari.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Dollar General a un orario non precisato.


Altri appuntamenti

William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York, parla alle 8:30 (le 14:30 in Italia).

Wall Street
Euro in ribasso a 1,1785 dollari, biglietto verde in rialzo a 112,72 yen

Euro in ribasso dello 0,11% a 1,1785 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,39% a 112,72 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.257,70 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,68% a 1.257,70 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.147 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 56,22 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,48% a 56,22 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,39 e i 59,05 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici azionari statunitensi in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,02%, lo S&P sale dello 0,10%, il Nasdaq cresce dello 0,35%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita all'insegna dell'incertezza. Il Dow Jones Industrial Average, che nel 2017 ha messo a segno 64 record, ha chiuso in lieve calo. Anche l'S&P 500 non ha saputo mantenersi in positivo archiviando - seppur per un soffio - la quarta giornata di fila in calo, la serie temporale negativa più lunga dallo scorso marzo. Grazie invece al rally dei titoli tecnologici, il Nasdaq Composite è riuscito a terminare gli scambi in rialzo dopo tre sedute consecutive in ribasso.  Il DJIA ha perso 39,73 punti, lo 0,16%, a quota 24.140,91. L'S&P 500 ha ceduto 0,30 punti, lo 0,01%, a quota 2.629,27. Il Nasdaq Composite è salito di 14,16 punti, lo 0,21%, a quota 6.776,38. Il petrolio ha subito un calo del 2,88% a 55,96 dollari al barile sulla scia di un balzo delle scorte settimanali Usa di benzina e di un aumento a livelli record della produzione americana.