Wall Street archivia una settimana in forte calo

La crescita dell'occupazione rallenta. Focus sul caso Huawei

economia
Fmi, Obstfeld: gli Usa rallenteranno ma niente recessione

L'economia statunitense è destinata a rallentare nel 2019 e il 2020 con il venire meno degli effetti degli stimoli fiscali dell'amministrazione Trump. Ne è convinto Maurice Obstfeld, il capo economista uscente del Fondo monetario internazionale. Parlando con la stampa, lui ha escluso una recessione.

"Per il resto del mondo sembra che un po' di aria stia uscendo dalla mongolfiera. Ciò condizionerà anche gli Usa", ha detto. "Da tempo previdiamo per il 2019 una crescita più lenta di quella di quest'anno in Usa". Secondo lui il rallentamento al di fuori degli Usa sarà più forte.

Il peggiore degli scenari per l'America di Trump sta in un balzo inatteso dell'inflazione, cosa che costringerebbe la Fed a reagire con tassi più alti proprio mentre le politiche fiscali perdono il loro effetto espansivo. Anche lui, come detto due giorni prima da Christine Lagarde, si aspetta una Fed più cauta rispetto a quello che pensava due mesi fa.

commercio
Usa: capo negoziatore 'falco' esclude estensione della tregua commerciale con la Cina

Il rappresentante commerciale 'falco' degli Stati Uniti voluto da Donald Trump per trattare con la Cina, esclude che la tregua commerciale tra le due nazioni durerà più dei 90 giorni accordati. 

"Per quanto mi riguarda, si tratta di una data limite", ha dichiarato Robert Lighthizer all'emittente Cbs. "Quando discuto con il presidente degli Stati Uniti, non parla di andare oltre marzo. Parla di ottenere un accordo, se va bene, nei prossimi novanta giorni", ha sottolineato.

Nei giorni scorsi, però, Trump aveva fatto cenno a una possibile estensione dei negoziati, cosa che aveva poi confermato il suo consigliere economico, Larry Kudlow.

Usa
Incriminazione di Trump? Schiff: "probabile" quando lascerà Casa Bianca

Adam Schiff, democratico della California che sta per diventare il presidente della commissione Intelligence della Camera Usa, non ha dubbi: "E' molto probabile" che il dipartimento americano di Giustizia incrimini Donald Trump quando lascerà la Casa Bianca.

Secondo Schiff, sarebbe "il primo presidente da un bel po' di tempo a rischiare il carcere". Le sue affermazioni si fondano su documenti dei procuratori di New York riguardandi Michael Cohen, ex avvocato personale di Trump che ha ammesso di avere violato leggi sui finanziamenti in campagna elettorale comprando il silenzio di due donne "in coordinamento e su direttiva" dell'allora candidato repubblicano alle presidenziali del 2016.

Generalmente un presidente in carica non può essere incriminato ma secondo Schiff, se verrà provata la tesi di Cohen, Trump rischia una volta che non sarà più Commander in chief.

Sanzioni
Iran, Rohani attacca Trump: "Il suo è terrorismo economico"

Nuovo attacco del presidente iraniano Hassan Rohani a Donald Trump: "Il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo nucleare del 2015 e il ripristino delle sanzioni contro l'Iran sono un lampante esempio di terrorismo economico e di un attacco”: ha detto il presidente dell’Iran durante il suo discorso alla conferenza sulle sfide del terrorismo a Teheran davanti ai parlamentari di Afghanistan, Cina, Iran, Pakistan, Russia e Turchia.

"I paesi che ci boicottano dovrebbero sapere che le loro azioni non avranno alcun impatto sulle nostre capacità di combattere il terrorismo", ha aggiunto il presidente iraniano che ha colto l’occasione per lanciare altre frecciate dirette a Washington. Rohani ha infatti ricordato che gli Stati Uniti hanno avviato una guerra commerciale con la Cina, usano toni sarcastici con il Pakistan, umiliano l'Afghanistan, puniscono la Turchia, minacciano la Russia e impongono sanzioni contro l'Iran.

Amministrazione Trump
Trump annuncia la nomina del nuovo capo di stato maggiore della Difesa

Donald Trump ha annunciato su Twitter la nomina del nuovo capo di stato maggiore della Difesa. Si tratta del generale a quattro stelle Mark Milley, ora capo di stato maggiore dell'Esercito, che prende il posto di Joe Dunford, prossimo alla pensione. Il presidente, che ha ringraziato entrambi per il servizio reso al Paese , ha precisato che la data del cambio al vertice non è ancora stata definita.

Wall Street crolla di nuovo, Dj -2,24%, Nasdaq -3%

La seduta a Wall Street è finita in forte calo, colpa di rinnovati timori per un rallentamento della crescita e per la tenuta della tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina. Anche le vendite pesanti sul settore tecnologico hanno pesato, con Apple e Alphabet che hanno mandato in fumo i rialzi da inizio anno; se il produttore dell'iPhone chiuderà il 2018 in rosso, sarebbe il primo bilancio annuale in calo dal 2015.

Arrivato a cedere fino a 662 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno quasi 560, il 2,24%, a quota 24.388,95. L'S&P 500 ga perso 63 punti circa, il 2,33%, a quota 2.633. Il Nasdaq Composite ha registrato una flessione di 219 punti, il 3%, a quota 6.969,25.

Usa
Trump attacca Tillerson: "completamente scemo". E loda Pompeo

Il presidente americano, Donald Trump, è tornato ad attaccare il suo primo segretario di Stato, Rex Tillerson. E lo ha fatto all'indomani della prima apparizione pubblica in quasi nove mesi dell'ex amministratore delegato del colosso petrolifero Exxon Mobil da lui voluto (per poco) alla guida della diplomazia Usa.

Su Twitter, Trump ha scritto: "Mike Pompeo sta facendo un lavoro fantastico. Sono molto orgoglioso di lui. Il suo predecessore, Rex Tillerson, non aveva la capacità mentale necessaria. Era completamente scemo e non me ne sono potuto liberare abbastanza velocemente. Era pigro da morire. Ora le cose sono totalmente diverse, c'è un bello stato d'animo al [dipartimento] di Stato".

All'evento di ieri all'MD Anderson Cancer Center a Houston, Texas, Tillerson aveva espresso turbamento per la politica fatta a colpi di tweet, un riferimento a Trump. In una intervista a Cbs registrata in quell'occasione, Tillerson aveva anche ricordato di non avere mai visto Trump prima che quest'ultimo gli chiedesse di diventare segretario di Stato (ruolo ricoperto dal primo febbraio 2017 al 31 marzo 2018). "Credo che si sia stancato di me per essere quello che ogni giorno gli diceva 'non puoi fare questo'", aveva aggiunto.

Credito al consumo Usa +25,38 mld Usd a ottobre, ben oltre le stime

Lo scorso ottobre gli americani si sono indebitati ulteriormente. Il credito al consumo - riflesso del debito al netto dei mutui - è salito a un tasso annualizzato del 7,73% o di 25,38 miliardi di dollari sul mese precedente. Lo ha annunciato la Federal Reserve. Le stime degli analisti erano per un incremento di 15 miliardi di dollari.

Il debito associato alle carte di credito è cresciuto nel mese a un passo annualizzato del 10,75%. I debiti legati a prestiti studenteschi o per l'acquisto di un'auto, il cosiddetto credito non-revolving, sono aumentati al tasso annualizzato del 6,67%.

Tech
Canada: se rilasciata su cauzione, Meng (Huawei) potrebbe fuggire in Cina

Secondo la procura canadese, Meng sarebbe incentivata a lasciare il Canada e tornare in patria nel caso le fosse concessa la libertà su cauzione. Il timore è che, potendo contare sul suo patrimonio di famiglia, fuggirebbe sapendo di rischiare in Usa fino a 30 anni di carcere.

Secondo il procuratore che ha parlato durante l'udienza, Meng è accusata di frode. La tesi degli Usa è che abbia usato una sussidiaria di Huawei - Skycom - per accedere al mercato iraniano violando così le sanzioni Usa. Stando al procuratore, lei aveva garantito alle banche con cui faceva business che le due aziende erano separate ma Washington sostiene che Skycom sia di fatto Huawei.

Petrolio chiude a NY in rialzo grazie all'Opec, in settimana +3,3%

Il petrolio a New York ha chiuso in rialzo ma sotto i massimi intraday. Il contratto gennaio al Nymex ha guadagnato il 2,2% a 52,61 dollari al barile ma nel corso della seduta si era spinto a 54,22 dollari.

Nonostante la contrarietà del presidente americano Donald Trump, l'Opec e i suoi alleati come la Russia hanno deciso un taglio della produzione di 1,2 milioni di barili al giorno. Inoltre, il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è sceso nell'ultima settimana di 10 unità a 877. In settimana il contratto del greggio è salito del 3,3%.

azionario
Wall Street sempre più giù, in settimana perdite di oltre il 4%

Gli indici a Wall Street non sembrano in grado di trovare il fondo, spingendosi su nuovi minimi intraday e peggiorando ulteriormente il bilancio settimanale (pari a perdite di oltre il 4%).

Il Dow Jones Industrial Average sta perdendo il 2,4% sfiorando un calo del 10% dal record del 3 ottobre, una performance che equivarrebbe a una correzione.

I timori per un rallentamento dell'economia e l'incertezza sulle relazioni commerciali tra Usa e Cina continuano a pesare sull'umore degli investitori nonostante le rassicurazioni giunte oggi dal presidente americano Donald Trump: "Le trattative con la Cina vanno molto bene", ha scritto su Twitter. Anche dal suo consigliere economico, Larry Kudlow, è arrivato ottimismo: secondo lui, per altro, il caso Huawei è separato dai negoziati sui dazi. Lo crede anche il 'falco' Peter Navarro, il consigliere commerciale pronto però a punire Pechino se non si arriverà a una intesa alla fine della tregua di 90 giorni.

Si intensifica intanto il dibattito sulla Federal Reserve: secondo James Bullard, presidente della Fed di St. Louis, i tassi non dovrebbero essere alzati il prossimo 18 e 19 dicembre. Il mercato sembra sempre più convinto che la Fed rallenterà di certo il passo delle strette nel 2019, anche alla luce del rallentamento della crescita dell'occupazione americana a novembre (che comunque resta tonica).

Il Dow cede 588,4 punti a quota 24.359. L'S&P 500 perde 62 punti, il 2,3%, a quota 2.633,97. Il Nasdaq lascia sul terreno 200 punti, il 2,8%, a quota 6.987. Il Vix balza di oltre l'11%. Il petrolio a gennaio al Nymex ha ridotto i rialzo a un +2,16% a 52,60 dollari.

azionario
Wall Street resta in calo (Dj -1,2%), tengono gli energetici grazie a Opec

Superato il giro di boa, continua il sell-off a Wall Street. Il Dow Jones Industrial Average si prepara a chiudere una settimana con perdite di oltre il 4%.

Non sembra esserci un motivo particolare che spiega il cambio di umore degli investitori, che all'inizio degli scambi avevano interpretato come una buona notizia il rapporto deludente sull'occupazione americana di novembre: il mese scorso sono stati creati 155mila posti di lavoro contro i 198mila attesi. Ciò ha spinto i trader a scommettere su una Federal Reserve più cauta nell'alzare i tassi nel 2019; c'è chi spera in una pausa delle strette dopo quella data per scontata nella riunione dei prossimi 18 e 19 dicembre.

Secondo la Casa Bianca, il caso Huawei è separato dalle trattative commerciali in corso tra Usa e Cina. Sui negoziati il presidente Donald Trump ha espresso ottimismo come anche il suo consigliere economico Larry Kudlow. Il consigliere commerciale, il falco Peter Navarro, ha a sua volta detto che la vicenda è slegata dai negoziati ma (cosa che non sorprende) ha detto che Washington dovrebbe alzare i dazi contro Pechino se la tregua di 90 giorni finirà senza un'intesa. E' quello che aveva detto la Casa Bianca già sabato scorso dopo la cena tra Trump e Xi Jinping.

A livello settoriale, corrono quello energetico ( +1,2%) e delle utility (+1%); sul fondo, i tecnoligici (-2%) e i titoli della sanità (-1,8%).

Arrivato a cedere fino a 446 punti, il DJIA ne perde 295,85, l'1,2%, a quota 24.651,82.

L'S&P 500 lascia sul terreno 36 punti, l'1,3%, a quota 2.660.

Il Nasdaq Composite segna un -133 punti, l'1,8%, a quota 7.056.

Il petrolio a gennaio al Nymex corre del 4,5% a 53,82 dollari al barile. Nonostante la contrarietà di Trump, l'Opec e i suoi alleati hanno deciso un taglio della produzione di 1,2 milioni di barili al giorno.

Russiagate: in attesa di nuovi dettagli, Trump prepara contrattacco a Mueller

Il presidente americano, Donald Trump, si prepara al contrattacco. Oggi il procuratore speciale Robert Mueller, il responsabile sull'inchiesta del cosiddetto Russiagate, diffonderà nuovi documenti riguardanti due degli uomini un tempo più vicini al leader statunitense. Si tratta dell'ex legale di Trump, Michael Cohen, e dell'ex direttore della sua campagna elettorale, Paul Manafort. Tutti e due si sono detti colpevoli di avere commesso crimini federali.

In vista di nuovi dettagli, Trump ha detto che i suoi avvocati hanno già preparato 87 pagine in risposta ai documenti che Mueller depositerà al dipartimento di Giustizia: "Chiaramente il [rapporto del contrattacco] non può essere completato fino a quando non vedremo il rapporto da caccia alle streghe".

Il 45esimo Commander in chief ha di nuovo criticato l'inchiesta volta a gettare luce sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa del 2016 e sulla potenziale collusione tra la campagna di Trump e Mosca.

Mueller sta anche cercando di capire se silurando il direttore dell'Fbi, James Comey, nel maggio 2017 Trump abbia cercato di ostacolare il corso della giustizia. Il diretto interessato ha negato di essersi macchiato di collusione e di ostruzione alla giustizia. Il tutto succede nel giorno in cui Comey testimonia davanti ai membri di una commissione parlamentare; la pubblicazione della sua testimonianza dovrebbe poi essere diffusa.

Boeing cancella ordine di un satellite (forse) finanziato dalla Cina

Boeing ha deciso di cancellare un controverso ordine per un satellite finanziato da un'azienda cinese presumibilmente controllata da Pechino. Il colosso americano dell'aerospazio ha citato mancati pagamenti come motivo della sua scelta.

La decisione del gruppo segue indiscrezioni del Wall Street Journal che mettevano in luce il ruolo poco chiaro della Cina nel progetto da circa 200 milioni di dollari. In base alla legislazione americana, Boeing non può vendere direttamente satelliti alla Cina; il gruppo era stato criticato dagli esperti di sicurezza nazionale convinti che stesse cercando di circumnavigare le leggi Usa riguardanti tecnologie su cui l'esercito americano fa affidamento (Boeing è il secondo maggiore contractor del Pentagono dopo Lockheed Martin).

Stando al Wsj, la scelta di Boeing è puramente aziendale e il gruppo cercherà di rivendere il satellite, pensato per migliorare l'accesso al web in Africa; il sospetto, tuttavia, è che la Cina potesse cambiarne le finalità utilizzandolo a scopi militari. Il satellite è stato ormai completato in una fabbrica vicino a Los Angeles. Tecnicamente, l'ordine è stato fatto dalla startup californiana chiamata Global IP, che però nega di essere controllata da Pechino. I suoi fondatori, tuttavia, hanno lanciato una causa legale in California sostenendo che è controllata segretamente da Pechino dopo avere accettato un finanziamento da una controllata del China Orient Asset Management (di cui la nazione asiatica è proprietaria).

Tesla cambia responsabile legale, analisti si aspettano rally del titolo

Tesla ha cambiato il suo responsabile legale. Il produttore californiano di auto elettriche ha scelto per quell'incarico Dane Butswinkas, presidente dello studio legale Williams & Connolly con una lunga esperienza sui banchi di tribunale nel difendere gli interessi delle aziende.

Sostituisce Todd Maron, amico fidato del Ceo di Tesla che se ne va dopo oltre cinque anni nel gruppo; la sua vicinanza a Elon Musk è dimostrata dal fatto che si occupò del suo divorzio per poi essere promosso al ruolo di avvocato di punta del gruppo nel 2014. Non è chiaro quale sia il motivo della sua uscita ma stando all'azienda la transazione è inziata lo scorso luglio.

Un portavoce di Tesla ha citato Butswinkas dicendo che la missione del gruppo "è più grande della stessa Tesla ed è cruciale per il futuro del pianeta. E' difficile identificare un'altra missione più cruciale, con una tempistica più perfetta e per la quale valga la pena lottare".

Butswinkas era stato reclutato come consulente esterno sulla scia del polverone sollevato dai controversi tweet di Musk scritti il 7 agosto scorso e riguardanti un potenziale delisting di Tesla. Alla fine sia lui sia l'azienda hanno dovuto pagare una multa all'autorità di borsa Usa, convinta che il Ceo abbia fuorviato gli investitori con quei messaggi.

Intanto in borsa Tesla accelera (+2,4% a 371,84 dollari). A sostenere il titolo è la promozione degli analisti di Jefferies, secondo cui va comprato e non semplicemente tenuto in portafoglio come consigliato da aprile. L'obiettivo di prezzo è stato aumentato a 450 dollari, il 24% in più sul livello a cui aveva finito gli scambi di ieri, da 360 dollari. Secondo gli esperti, Tesla resta uno dei pochi gruppi che vedranno crescere gli utili nel 2019 e nel 2020.

azionario
Wall Street vira in calo con i tech

E' durata poca la corsa degli indici a Wall Street. I listini sono virati in calo appesantiti dal settore tecnologico (-1,6%). Peggiora ulteriormente il bilancio settimanale, pari a un ribasso di oltre il 3% per il Dow Jones Industrial Average.

Tutti i cosiddetti titoli FAANG cedono terreno: Facebook (-0,7%), Apple (-2%), Amazon (-0,9%), Netflix (-3,2%) e la controllante di Google, Alphabet (-1,8%). Il produttore dell'iPhone soffre un taglio del target price degli analisti di Morgan Stanley (a 236 da 253 dollari), che citano la debolezza delle vendite dello smartphone per via del mercato cinese.

La giornata era iniziata all'insegna degli acquisti nonostante il rapporto sull'occupazione americana a novembre: il fatto che il numero di posti di lavoro creati sia stato inferiore alle stime alimenta le speranze in una Federal Reserve più paziente nell'alzare i tassi nel 2019. Le dichiarazioni di Larry Kudlow, consigliere economico della Casa Bianca, aveva dato un po' di fiducia: secondo lui il caso Huawei è un caso di sicurezza nazionale che viaggia su un "binario separato" da quello delle trattative commerciali tra Usa e Cina, su cui è ottimista. Kudlow ha anche detto che Trump potrebbe dare a Pechino più di 90 giorni, cosa ipotizzata dallo stesso presidente l'altro giorno dicendosi però "l'uomo dei dazi". Tra gli operatori di borsa, c'è chi attribuisce il cambio di rotta dell'azionario agli algoritmi su cui si basa parte del trading.

Il Dow cede 205 punti, lo 0,8%, a quota 24.743. L'S&P 500 perde 19,6 punti, lo 0,7%, a quota 2.676,46. Il Nasdaq retrocede di 70 punti, l'1%, a quota 7.118.

Usa
Huawei, Casa Bianca: caso di sicurezza nazionale, separato da trattative con Cina

Quello riguardante il colosso cinese Huawei è un caso di "sicurezza nazionale", che viaggia su un "binario separato" dalle trattative commerciali tra Usa e Cina. Lo ha detto Larry Kudlow, il consigliere economico del presidente americano Donald Trump.

Parlando ai microfoni di Cnbc, Kudlow ha parlato di uno "scenario promettente" nei negoziati tra le due potenze economiche mondiali. Il suo ottimismo si fonda "sulla chimica che ho visto tra" Trump e il presidente cinese Xi Jinping non solo durante i lavori del G20 che si è tenuto venerdì e sabato scorsi a Buenos Aires (Argentina) ma anche alla cena che i due hanno poi avuto e durante la quale è stata siglata una tregua commerciale di 90 giorni.

La tenuta di quella tregua è stata messa in dubbio dall'arresto, avvenuto in Canada proprio nel giorno della cena tra i due leader ma emerso solo mercoledì scorso, della direttrice finanziaria di Huawei, secondo produttore al mondo di smartphone dopo la sudcoreana Samsung e protagonista mondiale nel settore delle attrezzature di rete. "Abbiamo delle sanzioni sull'Iran. Perché non dovremmo farle rispettare?", ha chiesto retoricamente Kudlow facendo riferimento alle accuse di violazione di sanzioni Usa di cui la Cfo - Meng Wanzhou - e il suo gruppo si sarebbero macchiati. "La sicurezza nazionale ha la precedenza", ha concluso Kudlow.

Azionario
Wall Street: avvio in rialzo, si spera in Fed cauta dopo rallentamento occupazione Usa

Gli indici a Wall Street hanno iniziato la seduta in modo cauto per poi accelerare dopo i primi minuti di scambi.

A novembre le aziende americane hanno continuato ad assumere ma lo hanno fatto a un passo più lento delle stime (+155mila posti). Il tasso di disoccupazione è rimasto come previsto sui minimi del 1969 (3,7%) e i salari hanno continuato a crescere su base annua al passo più rapido dal 2009 (+3,1%) ma senza sollevare timori di un balzo inatteso dell'inflazione. L'economia americana, dunque, sta crescendo senza dare segni di surriscaldamento. E questo potrebbe convicere la Federal Reserve ad adottare per il 2019 un approccio attendista in materia di tassi, visti comunque salire nel mese in corso (sarebbe la quarta volta del 2018).

E' questa l'interpretazione degli investitori del rapporto sull'occupazione del mese scorso, che segue le dichiarazioni ottimiste della vigilia del governatore della Fed, Jerome Powell. Al momento sono al 34% le probabilità che la banca centrale non tocchi i tassi l'anno prossimo e al 36% le chance che lo faccia una volta sola. Nella riunione dei 18 e 19 dicembre prossimi una stretta sembra certa.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di quasi 80 punti, lo 0,32%, a quota 25.027,35. L'S&P 500 aumenta di 12 punti, lo 0,45%, a quota 2.707,8. Il Nasdaq Composite aggiunge 12 punti, lo 0,17%, a quota 7.198,99. Il petrolio a gennaio al Nymex avanza del 4% a 53,59 dollari al barile con l'ottimismo sul taglio alla produzione.

T-bond contrastati, prezzi decennale in calo dopo rapporto occupazione Usa

I prezzi dei Treasury viaggiano contrastati con quelli del decennale sono in calo dopo il rapporto sull'occupazione americana a novembre più debole del previsto.

La riscoperta propensione al rischio, dimostrata dalla virata in positivo dei future a Wall Street, è dovuta al fatto che sempre più investitori scommettono in una Federal Reserve più paziente nell'alzare in futuro i tassi. Questa aspettativa sostiene gli asset considerati più rischiosi pesando invece su quelli più sicuri come i titoli di stato, recentemente supportati dai timori per l'economia globale.

Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in rialzo al 2,883% dal 2,872% di ieri. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo al 2,404%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in decrescita al 2,752%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,738%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in aumento al 3,161%.

azionario
Wall Street: future virano in rialzo, occupazione deludente è una buona notizia

I future a Wall Street hanno cambiato direzione virando in rialzo dopo la pubblicazione del rapporto sull'occupazione americana a novembre.

Il mese scorso sono stati creati 155mila posti di lavoro, meno dei 198mila attesi. La cattiva notizia, per una volta, risulta buona perché giustifica una maggiore cautela da parte della Federal Reserve nell'alzare in futuro i tassi.

Una stretta è data per scontata nella riunione del 18 e 19 dicembre prossimi ma sempre più investitori scommettono che la banca centrale Usa si prenderà poi una pausa. Il tasso di disoccupazione è rimasto per il terzo mese di fila al 3,7%, minimo del 1969, e i salari orari hanno continuato a cresciere al tasso annuo del 3,1% (top del 2009); su base mensile il loro incremento è stato inferiore alle stime, cosa che tranquillizza chi temeva un aumento dell'inflazione.

A riportare un po' di ottimismo sono anche le indiscrezioni in arrivo da Vienna, la capitale austriaca dove l'Opec e le nazioni alleate come la Russia che non ne fanno parte sembrano avere trovato un accordo per tagliare la produzione di 1,3 milioni di barili al giorno, più del milione che sembrava messo in conto ieri.

I future del Dow salgono di 44 punti, lo 0,12%, contro il calo di 79 punti precedente al rapporto; i contratti dell'S&P 500 crescono di 2,5 punti, lo 0,09%, ma prima dei dati macroeconomici cedevano 9 punti; i future del Nasdaq Composite sono poco mossi ma prima perdevano 22 punti. Il petrolio a gennaio al Nymex balza del 4,37% a 53,74 dollari al barile.

economia
Fed: aumentano le probabilità di una stretta nel mese in corso

Sempre più investitori si aspettano che la Federal Reserve alzi i tassi nella sua ultima riunione del 2018, quella del 18 e il 19 dicembre prossimi.

Stando ai future sui Fed Funds, le probabilità di una stretta in quell'occasione sono salite al 78% dal 70,6% di ieri. Il rialzo segue il rapporto dell'occupazione americana a novembre, mese in cui sono stati creati meno posti di lavoro del previsto ma il tasso di disoccupazione è rimasto ai minimi di fine 1969 al 3,7%.

Se non ci sono dubbi sulla prossima stretta, il mercato è più cauto sulle prossime. Il 37,2% degli operatori di borsa si aspetta un altro aumento dei tassi tra ora e il dicembre 2019. Lo scorso settembre, l'ultima volta che aveva diffuso queste stime, la Fed aveva messo in conto un totale di quattro strette nel 2018 e tre nel 2019. Nel prossimo meeting verranno diffuse le nuove previsioni.

L'occupazione Usa a novembre cresciuta ma meno delle stime

A novembre le aziende americane hanno continuato ad assumere ma lo hanno fatto a un passo più lento delle stime. Il tasso di disoccupazione è rimasto come previsto sui minimi del 1969. Negli Stati Uniti sono stati creati 155.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un aumento di 198.000 unità dopo il +237mila di ottobre (rivisto da +250mila) e il +119mila di settembre (dato rivisto da +118mila). Il rialzo segna il 98esimo mese di fila in cui i datori di lavoro americani hanno reclutato personale, un nuovo record.

Criptovalute
Bitcoin sotto i 3.400 dollari, minimi del settembre 2017

Le criptovalute non sembrano avere ancora toccato il fondo. Su CoinDesk Bitcoin, quella con la più grande capitalizzazione, sta perdendo il 6,4% appena sotto i 3.400 dollari, un livello che non si vedeva dal settembre 2017. Un anno fa si era spinta fino a quasi 20.000 dollari, un record. A pesare sulle quotazioni è la decisione della Securities and Exchange Commission di posticipare dal mese in corso al 27 febbraio prossimo la decisione sull'approvazione (o sulla bocciatura) di un Etf legato alla valuta digitale proposto dalla società di tecnologia applicata alla finanza SolidX Partners e dal gestore Van Eck Associates.

Wall Street
La giornata a Wall Street: occhi sul rapporto dell'occupazione


Dati macroeconomici

Rapporto sull'occupazione per il mese di novembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Posti di lavoro creati. Precedente: +250.000. Consensus: +198.000. Tasso di disoccupazione. Precedente: 3,7%. Consensus: 3,7%. Salari orari. Precedente: +0,18% mensile. Consensus: +0,3%.

Lettura preliminare fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan per il mese di dicembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 98,3. Consensus: 97.

Scorte all'ingrosso per il mese di ottobre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,4%. Consensus: +0,7%.

Numero delle trivelle petrolifere attive alle 13 (le 19 in Italia). Precedente: +2 unità a 887.

Credito al consumo per il mese di ottobre alle 15 (le 21 in Italia). Precedente: +10,92 miliardi di dollari. Consenso: +15 miliardi di dollari.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Lael Brainard, membro del board della Federal Reserve, parla alle 12:15 (le 18:15 in Italia). James Bullard, presidente della Federal Reserve di St. Louis, parla alle 13 (le 19 in Italia).