Wall Street, fiducia sui colloqui Usa-Cina

Chiusa la seconda giornata di negoziati a Pechino. Oggi, atteso il discorso alla nazione del presidente Trump su muro e shutdown

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Wall Street chiude in rialzo sperando nei negoziati tra Usa e Cina

La seduta a Wall Street è finita in rialzo e non lontano dai massimi intraday raggiunti all'inizio degli scambi. Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso per la prima volta da novembre la terza seduta di fila in aumento.

Oltre alla corsa di titoli tech come Amazon e Apple, gli investitori sono stati rassicurati dall'apparente buon andamento delle trattative commerciali tra Usa e Cina: sono iniziate lunedì a Pechino e dovevano chiudersi martedì ma sono state allungate a mercoledì.

Il presidente americano, Donald Trump, ha scritto su Twitter che i negoziati "stanno andando molto bene". In attesa di sviluppi gira voce che lui voglia siglare presto un accordo al fine di dare una spinta ai mercati finanziari, che hanno sofferto per via di timori di una guerra commerciale nonostante la tregua di 90 giorni siglata dalle due nazioni l'1 dicembre scorso.

Per DJIA e S&P 500 il 2018 è stato l'anno peggiore dal 2015 e l'ultimo mese dell'anno appena finito il peggiore dicembre dal 1931. Il Dow ha aggiunto 256,10 punti, l'1,09%, a quota 23.787,45. L'S&P 500 è salito di 24,72 punti, lo 0,97%, a quota 2.574,41. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 73,53 punti, l'1,08%, a quota 6.897.

Il petrolio a febbraio al Nymex è salito del 2,6% a 49,78 dollari al barile.

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Wall Street perde slancio ma resta in rialzo

Al giro di boa gli indici a Wall Street viaggiano ancora in rialzo anche se sotto i massimi intraday raggiunti dopo l'apertura ma sopra i minimi che a un certo punto avevano spinto in territorio negativo il Nasdaq Composite.

Gli investitori sono ottimisti in merito ai negoziati commerciali tra Usa e Cina, estesi a sorpresa a domani (dovevano finire oggi dopo essere iniziati ieri). Il presidente americano, Donald Trump, è tutt'altro che cauto avendo scritto su Twitter che le trattative "stanno andando molto bene". Intanto il leader Usa si prepara a parlare alla nazione questa notte a reti unificate; il focus è su quella che lui considera una "crisi umanitaria e di sicurezza" al confine con il Messico.

Dopo un 2018 in perdita, Goldman Sachs consiglia agli investitori di aumentare la loro esposizione all'azionario: "Se, come ci aspettiamo, le economie globali rallenteranno ma eviteranno una recessione nel 2019 e i tassi di interesse in Usa raggiungono un picco, ci dovrebbe essere spazio per un rally". Anche Morgan Stanley è ottimista: per il momento la raccomandazione sull'azionario resta neutrale ma si aspetta che i fattori giusti per un rally ci saranno "entro la fine del primo trimestre". Per Larry Summers, ex segretario al Tesoro, c'è un 50% di probabilità di recessione in Usa nel corso dei prossimi due anni.

A livello settoriale, solo quello finanziario perde terreno (-0,8%) mentre quelli dei servizi per le comunicazioni (+1%) e industriale (+0,85%) si mettono in mostra. Amazon resta la regina di Wall Street in termini di capitalizzazione (806,5 miliardi di dollari), avendo superato ieri Microsoft (786 miliardi).

Il Dow avanza di 150 punti, lo 0,6%, a quota 23.680. L'S&P 500 sale di 9,46 punti, lo 0,38%, a quota 2.559. Il Nasdaq guadagna 30,5 punti, lo 0,44%, a quota 6.853. Il petrolio a febbraio sale del 2% a 49,56 dollari al barile.

Ambiente
Usa: flop delle rinnovabili, nel 2018 inquinamento +3,4%

Negli Stati Uniti, le emissioni di diossido di carbonio sono notevolmente aumentate nel 2018, dopo tre anni di cali. Secondo i dati preliminari di una ricerca del Rhodium Group, le emissioni sarebbero aumentate del 3,4%, il secondo maggior incremento annuale in due decenni, alle spalle del 2010, quando l'economia si rimise in moto dopo la recessione. Il settore dei trasporti (+1%) è stata la maggior fonte di inquinamento per il terzo anno consecutivo, ma a sorprendere è stato il +1,9% del settore energetico: anche se c'è stato un numero record di chiusure delle centrali elettriche a carbone, la domanda (in aumento) di energia è stata in gran parte assorbita dagli impianti a gas naturale e non dalle rinnovabili, con il conseguente aumento delle emissioni. Gli autori della ricerca hanno dichiarato che l'aumento dell'inquinamento evidenzia la mancanza di una strategia nazionale e che la distanza dagli obiettivi fissati dall'accordo sul clima di Parigi (che il presidente Donald Trump vuole abbandonare) si amplierà nel 2019.

aerospazio
Boeing batte Airbus: nel 2018 consegne di aerei record

Boeing ha chiuso il 2018 con consegne record battendo l'arcirivale europea Airbus. Il colosso americano dell'aerospazio ha comunicato di avere chiuso l'anno con 806 consegne di jet commerciali, superando il record precedente messo a segno nel 2017 con 763 unità. L'azienda aveva però messo in conto consegne per 810-815 aerei. Boeing ha comunque battuto Airbus, che ha detto di avere consegnato 800 aerei nel 2018. Domani diffonderà i dettagli dei dati su ordini e consegne.

In una nota Boeing ha precisato che a dicembre ha consegnato 69 esemplari del suo 737. L'anno si è chiuso con ordini netti di 893 velivoli inclusi i 203 venduti in quel mese. Ihssane Mounir, senior vicepresidente per le vendite commerciali e il marketing di Boeing, ha spiegato che "un altro anno di buone vendite di jet continua a sostenere la nostra stima di lungo termine per una domanda globale robusta che vedrà raddoppiare la flotta di aerei commerciali tra 20 anni".

Al Nyse Boeing corre del 3% a 337,8 dollari portando a un +7,7% l'incremento degli ultimi 12 mesi. A Parigi, Airbus sale del 5% a 87,9 euro; nell'ultimo anno ha aggiunto l'1,5%.

Fatti progressi ma Usa e Cina non ancora pronti a un accordo commerciale

I negoziatori statunitensi e cinesi hanno colmato parte delle loro differenze in campo commerciale e hanno fatto progressi, anche sugli acquisti da parte di Pechino di beni e servizi americani. Lo riferiscono alcune fonti all'agenzia Dow Jones, secondo cui Usa e Cina non sono ancora pronti a un accordo commerciale. Le stesse fonti confermano quanto riferito dal South China Morning Post: dopo due giorni di trattative tra funzionari di medio livello, entro la fine del mese ci saranno discussioni tra funzionari di alto livello.

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Wall Street: avvio in rialzo con ottimismo negoziati Usa-Cina

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo grazie all'ottimismo sull'andamento dei negoziati commerciali tra Usa e Cina. Iniziate ieri e concluse oggi a Pechino, le trattative sembrano essere andate "molto bene". E' quello che ha scritto il presidente americano, Donald Trump, su Twitter. Gli investitori sperano che le due maggiori potenze economiche mondiali siglino un accordo che eviti una guerra commerciale che avrebbe ricadute sul mondo intero.

Intanto i titoli tech continuano a correre, insensibili all'avvertimento sui conti del quarto trimestre della sudcoreana Samsung, che stima il primo calo degli utili da due anni. Il warning segue quello di mercoledì scorso di Apple (+0,95%), che ha tagliato le guidance sui ricavi del trimestre chiuso il 29 dicembre scorso. Amazon (+2,6%) guadagna sempre più terreno: ieri è diventata la nuova regina di Wall Street superando Microsoft e diventando la più grande azienda americana quotata. La sua capitalizzazione è ora pari a 818 miliardi di dollari contro quella di 798 miliardi del gruppo informatico e di 709 miliardi del produttore dell'iPhone.

Intanto in Usa lo shutdown del governo federale è giunto al diciottesimo giorno. Di questo parlerà questa notte alle 3 italiane il presidente americano, Donald Trump, tentato di dichiarare una emergenza federale pur di costruire una barriera fisica tra Usa e Messico contro cui si sono schierati i democratici che dal 2019 controllano di nuovo la Camera.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow avanza di quasi 300 punti, l'1,25%, a quota 23.825,98. L'S&P 500 sale di 27 punti, l'1%, a quota 2.576,77. Il Nasdaq guadagna 74,5 punti, l'1%, a quota 6.900. Il petrolio a febbraio sale dell'1,75% a 49,36 dollari al barile.

Wall Street: future in rialzo con tech e speranze in negoziati Usa-Cina

I future a Wall Street sono in rialzo preannunciando un avvio positivo degli scambi. Il Dow Jones Industrial Average, l'S&P 500 e il Nasdaq Composite ieri hanno vissuto la loro quarta giornata in aumento su cinque. La continua corsa dei titoli tech (+0,7% nel pre-mercato), insensibili a stime deludenti giunte da Samsung, e le speranze nei negoziati commerciali tra Usa e Cina, iniziati ieri a Pechino e terminati oggi, stanno sostenendo l'azionario americano. Il presidente americano ha scritto su Twitter che i negoziati "stanno andando molto bene".

Secongo gli strategist di MRB Partners, la situazione tra le due nazioni è migliore del previsto: "La lotta per il potere tra Usa e Cina durerà anni ma tutte e due le economie stanno rallentando e nessuno dei due governi può permettersi di perseguire politiche che potrebbero minacciare di innescare una recessione globale". Stando a Societe Generale, "uno dei motivi dell'attuale rallentamento è la guerra commerciale e le conseguenze negative che sta avendo sul commercio, sui profitti aziendali e sulle valutazioni nell'azionario".

Intanto in Usa lo shutdown del governo federale è giunto al diciottesimo giorno. Di questo parlerà questa notte alle 3 italiane il presidente americano, Donald Trump, tentato di dichiarare una emergenza federale pur di costruire una barriera fisica tra Usa e Messico contro cui si sono schierati i democratici che dal 2019 controllano di nuovo la Camera.

I future del Dow avanzano di 223 punti, lo 0,95%; quelli dell'S&P 500 guadagnano 21,25 punti, lo 0,8%; quelli del Nasdaq aggiungono 56,25 punti, lo 0,87%. Il petrolio a febbraio al Nymex avanza dell'1,7% a 49,36 dollari al barile.

A causa dello shutdown, niente dato sul deficit della bilancia commerciale

A causa dello shutdown, iniziato lo scorso 22 dicembre, non è stato diffuso il dato odierno relativo al deficit della bilancia commerciale statunitense di novembre. A ottobre il dato era cresciuto più delle stime raggiungendo il livello più alto da 10 anni; quello nei confronti della Cina aveva toccato un nuovo un record nonostante i dazi imposti dal governo Trump sulle importazioni cinesi.

Il Census Bureau, una divisione del dipartimento del Commercio, ha dovuto posticipare la pubblicazione del dato - usato per calcolare il Pil - ritrovandosi senza fondi a causa della paralisi parziale del governo federale.

retail
Sears pronto a finire in liquidazione

Una dei simboli del settore retail degli Stati Uniti si prepara alla liquidazione. Sears non ha accettato il piano del suo presidente nonché principale azionista, Eddie Lampert, pensato per salvare l'azienda finita in bancarotta a ottobre. Lo riferiscono vari media tra cui Cnbc.

E' dunque venuta meno quella che sarebbe stata l'unica àncora di salvezza per il gruppo nato 125 anni fa e che dà lavoro a oltre 68mila persone. Lampert - un tempo visto come il prossimo Warren Buffett - aveva messo sul piatto 4,4 miliardi di dollari per salvare Sears comprandolo attraverso il suo hedge fund ESL Investments. La sua offerta è stata però giudicata insufficiente dagli advisor dell'azienda e le due parti, stando alle fonti di Cnbc, non hanno saputo trovare un accordo.

Ora scatteranno le procedure di liquidazione, che richiederanno settimane per essere attuate. Nel frattempo Sears ha già chiuso molti dei suoi store. A metà ottobre, quando fin" in bancarotta, ne aveva meno di 700. Allora annunciò la chiusura di 142 negozi non redditizi e a novembre disse che ne avrebbe chiusi altri 40. Una volta il retailer più grande della nazione Usa, Sears era stato anche il primo "everything store", un negozio che vendeva di tutto, dai gioielli ai vestiti fino alle case prefabbricate. Per Sears, l'ultimo anno in utile è stato il 2010.

Usa
Trump: dati "davvero buoni", ancora meglio se tassi fossero a zero

Il presidente americano, Donald Trump, è tornato a lamentarsi del costo del denaro troppo alto in Usa. Senza fare riferimento al fatto che lo shutdown, iniziato il 22 dicembre scorso, abbia interrotto la regolare pubblicazione di dati macroeconomici, l'inquilino della Casa Bianca ha scritto su Twitter: "I dati economici sono DAVVERO buoni. Potete immaginare se avessi avuto i tassi di interesse di lungo termine a ZERO che la precedente amministrazione ha avuto invece dei tassi che abbiamo oggi e che sono rapidamente normalizzati? Sarebbe stato COSI' FACILE! Eppure i mercati sono saliti di TANTO sin dall'elezione del 2016".

I tassi in Usa furono portati al minimo storico pari allo 0-0,25% nel dicembre 2008 e furono alzati per la prima volta nel dicembre 2015. Il governo Obama fu inaugurato nel 2009 e si è concluso con l'arrivo di Trump alla Casa Bianca nel gennaio 2017.

In termini di dati, forse Trump fa riferimento al rapporto dell'occupazione americana di dicembre diffuso venerdì scorso e che ha mostrato una creazione di posti di lavoro migliore del previsto. Per l'occupazione americana il 2018 è stato l'anno migliore dal 2015. Il presidente, da tempo critico della Fed, tace sul fatto che parte del rally di borsa osservato venerdì scorso sia stato dovuto non solo a quel dato ma anche alle rassicurazioni giunte dal governatore della banca centrale Usa. Nel corso di un evento in Georgia, Jerome Powell ha promesso "pazienza" e "flessibilità" in termini sia di rialzo dei tassi sia di riduzione del bilancio gonfiato negli anni della crisi da tre round di programmi di acquisto di Treasury e bond ipotecari. Lo stesso Powell ha detto che non si dimetterebbe se Trump glielo chiedesse.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Deficit bilancia commerciale per il mese di novembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -55,49 miliardi di dollari. Consensus: 54 miliardi.

Rapporto JOLTS sui posti di lavoro vacanti per il mese di novembre alle 10 (le 16 in Italia).

Credito al consumo per il mese di novembre alle 15 (le 21 in Italia). Precedente: 25,38 miliardi di dollari. Consensus: 20 miliardi di dollari.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Il presidente Donald Trump tiene un discorso alla nazione alle 21 (le 3 di notte in Italia).