Wall Street, timori sui negoziati Usa-Cina

Difficile che i due Paesi raggiungano un'intesa entro il primo marzo; i presidenti Trump e Xi non si incontreranno prima della fine della tregua

Teatro
Accordo tra produttori e lavoratori, sciopero finito a Broadway

Sciopero finito a Broadway. Il sindacato degli attori e degli altri lavoratori del teatro, l'Actors Equity Association, ha raggiunto un accordo con la Broadway League, un’organizzazione dei produttori di spettacoli, sulla divisione dei guadagni. L'accordo, che mette fine a cinque settimane di sciopero, prevede che l’1 per cento dei guadagni degli spettacoli venga per la prima volta diviso tra gli attori secondari e tutti i lavoratori che hanno collaborato allo sviluppo di uno spettacolo; inoltre,  è previsto un aumento dei salari. Le star dei musical negoziano i loro accordi, che solitamente comprendono decine di migliaia di dollari di salario alla settimana e una percentuale sugli incassi, mentre la maggior parte degli altri lavoratori, a partire dai ballerini, è tenuta al minimo salariale di circa 2.000 dollari alla settimana. L'accordo è stato raggiunto in una fase record per Broadway, che nel 2018 ha incassato 1,825 miliardi di dollari, grazie a 14,37 milioni di spettatori. 

Ambiente
Barron's: Best Buy è la società Usa"più sostenibile" tra quelle quotate

Best Buy è la società statunitense "più sostenibile" tra quelle quotate in Borsa, secondo la classifica annuale stilata da Barron's, magazine di finanza di proprietà di News Corporation. La società del Minnesota, terza lo scorso anno, ha visto diminuire il valore delle sue azioni del 20% nell'ultimo anno, ma con il nuovo Ceo Hubert Joly è stato invece registrato un +200%. Grazie a Joly, che si impegna a difesa dell'ambiente da quando era bambino, in Francia, Best Buy ha conquistato il primo posto in classifica. Un primo posto raggiunto con numerose iniziative a favore del riciclaggio e delle riparazioni dei vecchi dispositivi. 

Al secondo posto, c'è Cisco Systems, che ha perso il primato conquistato lo scorso anno. La società tech, che ha guadagnato il 17% a Wall Street nel 2018, si è posta l'obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica, entro il 2022, del 60% rispetto al 2007. Sul terzo gradino del podio, Agilent Technologies, salita dal diciassettesimo posto di un anno fa. Nel 2018, le cento società più sostenibili della classifica di Barron's hanno perso il 3,2% in Borsa, mentre lo S&P 500 ha ceduto il 4,2% e il Russell 1000 il 4,6%. 


Investimenti
Third Point non si fida più del settore tech: vendute tutte le azioni di Alibaba, Microsoft e Netflix

L'hedge fund Third Point di Daniel Loeb ha venduto tutte le sue quote in alcune società di alto profilo, nel quarto trimestre. Tra i titoli ceduti, quelli di Alibaba (4,05 milioni di azioni), Microsoft (4,1 milioni), Netflix (1,25 milioni). A novembre, Loeb aveva espresso preoccupazione per le condizioni del mercato. In una lettera agli investitori, aveva spiegato di voler ridurre la presenza di titoli tecnologici nel suo portfolio.

Third Point ha ceduto anche le sue quote in Marathon Oil Corp e Wpx Energy e ha ridotto l'investimento in American Express da 5 a 2,9 milioni di azioni. I titoli di Campbell Soup in suo possesso sono invece aumentati da 18 a 21 milioni. In tutto il 2018, Third Point ha riportato perdite dell'11%, l'anno peggiore dal 2008.

materie prime
Petrolio chiude in lieve rialzo ma in settimana -4,6%

Il petrolio ha chiuso in lieve rialzo una giornata particolarmente volati e caratterizzata anche da forti perdite intraday. Il contratto marzo è salito dello 0,15% a 52,72 dollari al barile. Rispetto alla settimana scorsa, la flessione è del 4,6%; si tratta del calo maggiore dalla settimana conclusa il 21 dicembre scorse.

A dare un po' di sostegno alle quotazioni sono state notizie giunte dalla Libia: la produzione del più grande giacimento della nazione nordafricana, chiamato Sharara, difficilmente riprenderà. Mercoledì le forze guidate dal generale libico Khalifa Haftar ne avevano preso il controllo.

Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche legate al Venezuela e i timori di una frenata dell'economia globale e i rischi di una escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Intanto i legislatori americani stanno preparando una legge che consentirebbe agli Usa di penalizzare l'Opec (che valuta se formalizzare la sua alleanza con la Russia) per cercare di controllare i prezzi del barile.

aziende
Amazon: potrebbe cambiare idea su secondo quartier generale previsto a NY (W.Post)

Amazon potrebbe rivedere i suoi piani per realizzare parte del suo secondo quartier generale a New York City alla luce dell'opposizione manifestata nella metropoli americana. Lo scrive il Washington Post, quotidiano di proprietà del Ceo del colosso americano del commercio elettronico, Jeff Bezos.

Stando al giornale, molti politici locali (e non solo) sono contrari al progetto previsto a Long Island City, nel Queens. Non è chiaro quale sarebbe il piano B di Amazon.

Lo scorso novembre il sindaco di New York City e il governatore del cosiddetto Empire State avevano annunciato in pompa magna il risultato della selezione compiuta da Amazon per il suo secondo quartier generale. Dopo quello di Seattle (nello Stato di Washington) il gruppo aveva detto che avrebbe investito 5 miliardi di dollari creando oltre 50mila posti di lavoro tra la località del Queens (separata da Manhattan dall'East River) e Arlington (Virginia). In aggiunta, Amazon aveva comunicato di avere scelto Nashville (Tennessee) per un nuovo centro di eccellenza legato alla gestione degli ordini, al trasporto delle merci e ad attività simili.

Diversamente da New York, in Virginia e in Tennessee il piano dell'azienda è stato accolto positivamente.

Commercio
Trump annuncia delegazione che sarà a Pechino per trattare dall'11 febbraio

Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato i membri della delegazione statunitense che la settimana prossima sarà in Cina per continuare a trattare sul commercio.

Il rappresentante commerciale Robert Lighthizer e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin saranno a Pechino per partecipare a incontri di alto livello che si svolgeranno il 14 e il 15 febbraio prossimo.

Quei meeting saranno preceduti da negoziati tra vice ministri che inizieranno l'11 febbraio; questi ultimi saranno capitanati dal vice di Lighthizer, Jeffrey Gerrish (colui che ha guidato le trattative svolte nella capitale cinese dal 7 al 9 gennaio scorso e che sono state poi seguite da quelle a Washington del 30 e 31 gennaio a cui ha partecipato il vice premier cinese Liu He).

tech
Wall Street: Microsoft torna a superare Apple, Amazon soffre per i "ricatti" contro Bezos

In una giornata di generalizzate vendite a Wall Street, colpa di timori per la crescita mondiale e le tensioni commerciali, anche i titoli tecnologici perdono terreno cambiando nuovamente la classifica delle aziende con la maggiore capitalizzazione non solo negli Stati Uniti ma anche nel mondo.

Dopo essere tornata a essere la regina il 4 febbraio scorso, Apple (-0,4%) ha ceduto di nuovo a Microsoft (-0,3%) lo scettro dell'azienda con il più alto valore di mercato. Il produttore dell'iPhone vale 804,4 miliardi di dollari contro gli 805,3 miliardi del gruppo informatico. Amazon scivola vistosamente (-2,4%) avvicinandosi alla capitalizzazione di Alphabet (-0,4%): il colosso del commercio elettronico vale 774,4 miliardi contro i 765,5 miliardi della controllante di Google, ferma al quarto posto.

Gli investitori stanno seguendo il caso portato a galla ieri dal Ceo di Amazon, Jeff Bezos, che in un post ha sostenuto di essere stato ricattato dall'editore del più grande tabloid negli Stati Uniti (il National Enquirer). La sua tesi è che American Media ha minacciato di pubblicare sms e immagini sessualmente esplicite scambiati tra lui e la sua nuova partner a meno che Bezos non fermasse l'inchiesta volta a capire come il tabloid aveva ottenuto quelle fotografie. Il gruppo oggi si è difeso dicendo di avere agito "legalmente" e in "buona fede".

Gli investitori forse temono che Bezos si faccia distrarre dal caso. Esso si inserisce nel lungo duello tra lui e il presidente americano Donald Trump, vicinissimo all'editore e da sempre critico del top manager tanto da avere minacciato inchieste antitrust e un aumento dei prezzi imposti ad Amazon dalle Poste Usa per l'invio dei pacchi.

Mentre alcuni osservatori si scandalizzano per le immagini esplicite scambiate privatamente tra il Ceo di Amazon e la sua partner, altri analisti fanno notare che a loro non interesse quel che Bezos fa nella sua vita privata.

azionario
Wall Street amplia i cali, Dow sotto la soglia psicologica dei 25mila punti

Gli indici a Wall Street stanno ampliando i cali tanto che il Dow Jones Industrial Average è finito sotto la soglia psicologica dei 25mila punti. Anche l'S&P 500 è scivolato sotto un livello simbolico, quello dei 2.700 punti.

Quella in corso è la terza seduta di fila in ribasso, cosa che provocherà per l'indice delle 30 blue chip la prima settimana in rosso dopo sei di fila in rialzo.

A pesare continuano a essere i timori per la tenuta della crescita mondiale e per un aumento delle tensioni commerciali tra Usa e Cina.

Il Dow cede 235 punti, lo 0,9%, a quota 24.935.

L'S&P 500 perde 16 punti, lo 0,6%, a quota 2.689.

Il Nasdaq Composite retrocede di 46 punti, lo 0,65%, a quota 7.240.

Il petrolio a marzo al Nymex è virato in calo (-0,25% a 52,53 dollari al barile) e si appresta a chiudere una settimana con un calo di circa il 5%.

Editoria
Tabloid accusato da Bezos di ricatto si difende, "agito in buona fede"

American Media, il gruppo che controlla il tabloid National Enquirer, si difende. All'indomani delle accuse di ricatto ed estorsione lanciate da Jeff Bezos, l'azienda sostiene di avere agito in "buona fede" nel negoziare per risolvere tutte le questioni riguardanti il Ceo di Amazon nonché proprietario del Washington Post.

Bezos, l'uomo più ricco al mondo, sostiene che il tabloid abbia minacciato di pubblicare messaggi e immagini talvolta sessualmente esplicite scambiati tra lui e la sua nuova fidanzata, Lauren Sanchez. Per questo ieri ha deciso di pubblicare un post contenente gli scambi di email in cui American Media dettava le condizioni necessarie per non pubblicare gli sms e le foto in questione: Bezos doveva fermare gli investigatori da lui arruolati per capire come il National Enquirer li aveva ottenuti e doveva negare pubblicamente che American Media avesse agito sotto "il condizionamento di forze politiche".

American Media ha fatto sapere che "alla luce della natura delle accuse pubblicate da Bezos, il cda si è riunito e ha deciso di indagare immediatamente su quelle accuse. Una volta completata l'inchiesta, il cda agirà nel modo più appropriato". Intanto un giornalista del Washington Post ha riferito che l'investigatore arruolato dal Ceo di Amazon, Gavin de Becker, crede che gli sms tra Bezos e la fidanzata siano stati inviati al National Enquirer da qualcuno all'interno del governo Usa. De Becker esclude che il cellulare di Bezos sia stato hackerato.

azionario
Wall Street: avvio in calo, Dow verso prima settimana in rosso dopo 6 in rialzo

La seduta a Wall Street è iniziata in calo a causa di rinnovati timori per la tenuta della crescita globale e per il rischio di un aumento delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. I tre principali indici si preparano ad archiviare una settimana in calo; per il Dow Jones Industrial Average e il Nasdaq Composite, sarà la prima in rosso dopo sei di fila in rialzo.

Le speranze di un accordo commerciale tra le due principali potenze mondiali sono venute meno ieri dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha detto di non avere ancora piani per incontrare la controparte cinese, Xi Jinping, prima dell'1 marzo. Quel giorno scadrà la tregua siglata dai due il primo dicembre scorso.

Ad aumentare le preoccupazioni sono indiscrezioni del sito Politico, secondo cui Trump si prepara a firmare un ordine esecutivo che impedirebbe l'uso di qualsiasi attrezzatura tlc cinese nelle reti wireless americane. L'obiettivo di Washington: potenziare la sua cyber-sicurezza.

Il Dow cede 110 punti, lo 0,44%, a quota 25.059,63.

L'S&P 500 perde 9 punti, lo 0,34%, a quota 2.696,54.

Il Nasdaq Composite retrocede di 35 punti, lo 0,5%, a quota 7.253.

Il petrolio a marzo al Nymex guadagna lo 0,4% a 52,86 dollari al barile ma si appresta a chiudere una settimana con un calo di circa il 5%.

PNEUMATICI
Goodyear Tire & Rubber: conti deludenti con calo dei volumi

Goodyear Tire & Rubber ha chiuso il suo quarto trimestre fiscale con utili e ricavi deludenti; i volumi dei pneumatici venduti sono calati con la contrazione della produzione di auto in Cina e India.

Il gruppo è virato in utile nei tre mesi al 31 dicembre scorso ma ciò non è bastato a soddisfare gli analisti: il risultato è stato di 110 milioni di dollari, o 47 centesimi ad azione, contro la perdita di 96 milioni, o 39 centesimi per titolo, dello stesso periodo dell'anno precedente. Al netto di voci straordinarie il risultato è stato di 120 milioni, o 51 centesimi ad azione, contro utili per 245 milioni, o 99 centesimi per titolo, di fine 2017. Il consenso era per utili adjusted di 60 centesimi ad azione

. I ricavi sono scesi nel trimestre del 5% annuo a 3,9 miliardi, colpa di cambi valutari sfavorevoli e di volumi in ribasso di pneumatici (-3% a 40,7 milioni di unità). Il mercato si aspettava vendite per 3,94 miliardi. Il gruppo ha spiegato che la crescita in Europa ha controbilanciato la debolezza in Brasile e Cina.

Nell'intero esercizio, Goodyear Tire & Rubber ha messo a segno 693 milioni di dollari di utili, o 2,89 dollari ad azione, in rialzo da 346 milioni, o 1,37 dollari ad azione, del 2017. Il risultato del 2018 include un guadagno al netto delle imposte di 207 milioni di dollari legato a TireHub, una joint venture per la distribuzione di pnenumatici annunciata lo scorso aprile e creata con Bridgestone Americas. Il risultato del 2017 invece includeva oneri fiscali per 292 milioni.

Il titolo Goodyear Tire & Rubber da inizio anno è salito al Nasdaq dello 0,7% e negli ultimi 12 mesi ha ceduto il 39%.

azionario
Wall Street: future giù con timori per commercio, Mattel vola con la Barbie

I future a Wall Street sono in calo. Dopo un inizio di settimana forte, gli indici si sono lasciati andare alle vendite nelle ultime due sedute per via di rinnovati timori legati al commercio e all'andamento dell'economia mondiale. Se oggi Dow, S&P 500 e Nasdaq chiuderanno in calo, sarebbe messa a segno per la prima volta nel 2019 la terza giornata di fila in rosso.

Un accordo tra Usa e Cina non è atteso entro fine mese, quando terminerà la tregua siglata all'inizio dello scorso dicembre. E la tregua siglata l'estate scorsa tra Usa e Ue sembra a rischio per via di differenze su come procedere. Sullo sfondo resta lo spettro di dazi sulle auto importate su suolo americano: il dipartimento del Commercio deve completare l'analisi volta a capire se quelle prodotte fuori dagli Usa rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale, la stessa 'scusa' usata per colpire acciaio e alluminio di altri Paesi.

A livello aziendale, il produttore di giocattoli Mattel vola nel pre-mercato (+17%) grazie a ricavi trimestrali scesi meno del previsto, merito del riscatto della Barbie. La rivale Hasbro invece subisce un tonfo (-8%) dopo utili che non hanno centrato le stime degli analisti. Tutti e due i gruppi hanno citato l'effetto negativo della chiusura della catena di negozi Toys "R" Us.

I future del Dow cedono lo 0,4%, quelli dell'S&P 500 perdono lo 0,44% e quelli del Nasdaq segnano un -0,7%. Il petrolio a marzo al Nymex sale dello 0,46% ma si appresta a chiudere una settimana in calo.

Wall Street
La giornata a Wall Street

 Dati macroeconomici

Numero delle trivelle petrolifere attive alle 13 (le 19 in Italia). Precedente: -15 unità a 847.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Arconic prima dell'apertura dei mercati.

Trimestrali di Goodyear Tire & Rubber Company e Hasbro a un orario non precisato.


Altri appuntamenti

Mary Daly, presidente della Federal Reserve di San Francisco, partecipa a una colazione del Bay Area Council Economic Institute alle 11 (le 17 in Italia).