Wall Street, attenzione rivolta ai dazi

Oggi, il presidente Trump dovrebbe annunciare le contestate misure sulle importazioni di alluminio e acciaio

azionario
Wall Street chiude in rialzo: Canada e Messico esclusi da dazi Trump

La seduta a Wall Street è finita in rialzo e lontano dai minimi intraday. Gli investitori hanno ritrovato fiducia non appena è diventato chiaro che il Canada e il Messico verranno esonerati dai dazi su acciaio e alluminio che l'amministrazione Trump ha ufficializzato e che entreranno in vigore tra 15 giorni. Il presidente Usa ha mostrato ottimismo sull'esito dei negoziati sul Nafta, da cui dipenderanno le tariffe per i due partner commerciali. Il mercato ha apprezzato anche la  "grande flessibilità e cooperazione" promessa dal leader Usa "a coloro che sono davvero nostri amici", e che dunque potranno chiedere esenzioni.

Mentre il dibattito in tema di commercio continuerà, l'attenzione di trader e gestori si sposta sul rapporto sull'occupazione di febbraio in arrivo domani alle 14.30 in Italia. Il focus sarà sui salari orari, barometro delle pressioni inflative. Il 2 febbraio scorso fu diffuso il rapporto relativo a gennaio, quando i salari orari salirono al passo annuo più deciso dal 2009 (+2,9%) facendo temere un'accelerazione dell'inflazione e dunque delle strette della Federal Reserve.

Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 93,85 punti, lo 0,38%, a quota 24.895,21.

L'S&P 500 è salito di 12,17 punti, lo 0,45%, a quota 2.738,97.

Il Nasdaq Composite ha aggiunto 31,30 punti, lo 0,42%, a quota 7.427,95.

Trump firma proclamazioni su dazi su alluminio e acciaio: "Era ora"

Donald Trump ha firmato le due proclamazioni presidenziali con cui, tra 15 giorni, entreranno in vigore dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio in arrivo in Usa. Canada e Messico - impegnati nei negoziati sul Nafta - per il momento sono esentati e il leader Usa ha detto che i "veri amici" degli Usa potranno godere di flessibilità da parte di Washington per essere a loro volta esentati. "Era ora", ha detto il leader Usa firmando.

Le proclamazioni presidenziali richiamano la sezione 232 di una legge che permette a Trump di agire sulle tariffe senza passare dal Congresso. Si tratta del Trade Expansion Act del 1962. In base a quella legge, un presidente può imporre dazi su tutti i Paesi i cui prodotti importati in Usa pongono un rischio alla sicurezza nazionale americana. Il punto è che in molti, Ue inclusa, hanno contestato una tale giustificazione.

Mondo
Onu, Alfano: "OSCE cruciale per la sicurezza" mondiale

"Sono qui perché credo fermamente che l'inclusione dell'OSCE, la flessibilità e il processo decisionale basato sul consenso, lo rendano cruciale per la sicurezza nella regione che va da Vancouver a Vladivostok". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nel suo intervento al consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Alfano ha anche ricordato che la frattura sulla sicurezza non è più tra est e ovest ma a sud, parlando poi dell'importanza della dimensione mediterranea e del fatto che l'OSCE deve rafforzare la sua partnership con i paesi del Mediterraneo.

Il ministro degli Esteri ha presentato le priorità della presidenza italiana dell'Organization for Security and Co-operation in Europe (OSCE). In mattinata Alfano ha incontrato il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e il presidente dell’American Jewish Committee, David Harris.

Questa sera invece è previsto un incontro con i rappresentanti permanenti alle Nazioni Unite dei Paesi OSCE.

Onu, Alfano: dignità dell'uomo è fondamentale per la nostra libertà

"La dignità dell'uomo è fondamentale per la nostra libertà" un valore che unisce le Nazioni Unite e l'OSCE e che è centrale per "prevenire i conflitti e promuovere la stabilità". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nel suo intervento al consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Trump: niente dazi su Canada e Messico se c'è accordo su Nafta

Nella cerimonia con cui ha formalizzato i dazi su alluminio e acciaio, Donald Trump ha confermato che per il momento Canada e Messico sono esentati. "Credo che raggiungeremo un accordo sul Nafta. E se ci riusciamo per i due Paesi non ci saranno dazi", ha affermato il presidente americano ribadendo che tutto dipenderà dai negoziati in corso per riscrivere l'accordo di libero scambio siglato dalle tre nazioni nel 1994.

"Siamo stati maltrattati, ma quel maltrattamento è finito", ha continuato Trump tornando a criticare non solo le pratiche commerciali ingiuste (anche quelle della Cina, criticate pure dal Ceo di Tesla, Elon Musk, i cui tweet sono stati citati da Trump) ma anche chi lo ha preceduto e che ha permesso quello che secondo lui ha "devastato" le industrie americane dell'acciaio e dell'alluminio.

"Il mio compito più importante è tenere al sicuro il popolo americano", ha detto il leader Usa.

economia
Trump: insufficienti sforzi internazionali contro pratiche commerciali ingiuste

E' iniziata la campagna di comunicazione da parte della Casa Bianca per 'vendere' all'opinione pubblica americana l'introduzione di dazi su acciaio e alluminio. A mezz'ora dall'ufficializzazione delle tariffe preannunciate esattamente una settimana fa dal presidente americano, dal civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington è arrivata una nota in cui Donald Trump dice che una "nazione che non protegge la prosperità a casa non può proteggere i suoi interessi all'estero".

L'obiettivo dell'amministrazione Usa è "proteggere la sicurezza nazionale americana dagli effetti di pratiche commerciali ingiuste". Sono tre i punti sottolineati nella nota: la sicurezza economica equivale alla sicurezza nazionale, l'eccesso di capacità e pratiche commerciali ingiuste hanno decimato industrie cruciali, il declino della produzione Usa di acciaio e alluminio è costato posti di lavoro. Per questo Trump si presenta come l'uomo che cambierà la situazione. Peccato che le tariffe siano state criticate da più parti, anche dall'Fmi, e siano destinate a portare a eventuali ritorsioni. Inoltre la giustificazione per la loro introduzione - la sicurezza nazionale, appunto - non è condivisa su scala internazionale.

La Casa Bianca spiega che gli Usa sono il principale importatore di acciaio, di cui acquista quantità "quasi quattro volte superiori a quelle che esporta". E ancora: "Gli Usa hanno importato alluminio cinque volte di più di quanto prodotto nel 2016". Stando ai calcoli dell'amministrazione Trump, la capacità in eccesso di acciaio su scala globale è di 737 milioni di tonnellate. L'eccesso della produzione di alluminio in Cina è stata di 3,9 milioni, "quattro volte di più della produzione Usa". Per Trump, "gli sforzi internazionali per affrontare il problema sono stati insufficienti". Il governo Usa sostiene che dall'inizio del 2000 oltre 40mila posti di lavoro nella produzione di alluminio e alumina sono andati persi.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a maggio ha chiuso in rialzo di 6 centesimi, l'1,55%, a quota 3,93 dollari e un quarto a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a maggio ha aggiunto 2 centesimi, lo 0,40%, a quota 4,99 dollari e un quarto a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a maggio hanno chiuso in ribasso di 3 centesimi e un quarto, lo 0,31%, a 10,62 dollari a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a maggio è scivolato di 29 punti, lo 0,9%, a 31,81 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a maggio ha ceduto 0,5 dollari, lo 0,13%, a 383 dollari a tonnellata.

Petrolio chiude a NY -1,68% a 60,12 dollari al barile

Per la seconda volta di fila, il petrolio ha subito un calo. Il contratto ad aprile al Nymex è scivolato di 1,03 dollari, l'1,68%, a quota 60,12 dollari al barile, minimi del 13 febbraio scorso. Il greggio rischia domani di archiviare la terza settimana consecutiva in ribasso.

Un rafforzamento del dollaro non ha aiutato. L'incertezza sulle conseguenze per l'economia Usa e globale dei dazi che l'amministrazione Trump si appresta a introdurre su acciaio e alluminio e un aumento superiore alle stime delle scorte settimanali Usa hanno continuato a pesare sulle quotazioni.

Wall Street: produttori di acciaio e alluminio giù, Tenaris in rialzo con Trump più soft sui dazi

I produttori americani di acciaio e alluminio stanno perdendo quota a Wall Street mentre l'adr di Tenaris (+1%) avanza in vista della firma di Donald Trump su due proclamazioni presidenziali presumibilmente più soft del previsto.

Il presidente ha originariamente anticipato dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio in arrivo da tutti i Paesi. Non è ancora chiaro quando entreranno in vigore (probabilmente tra due settimane, come fu per le tariffe su lavatrici e pannelli solari annunciati a gennaio), per quanto tempo e quali Paesi saranno esonerati. Dalla Casa Bianca, il leader Usa ha detto di riservarsi la liberà di abbassare o alzare i dazi a seconda delle esigenze.

US Steel cede il 3%, AK Steel Holding lascia sul terreno quasi il 4%, Nucor scivola del 3,2%, Steel Dynamics retrocede del 3,3% e Commercial Metals segna un -3,9%. Tra i produttori di alluminio, Alcoa perde l'1,4%, Century Aluminum lascia sul terreno il 6,9% e Kaiser Aluminum segna un -1%. L'etf chiamato SPDR S&P Metals & Mining (con simbolo XME) cede il 2,3%.

Nato
Trump attacca la Germania: "Ha approfittato" degli Usa

C'è anche la Germania tra i Paesi che "hanno approfittato" degli Stati Uniti, secondo il presidente statunitense Donald Trump. "Abbiamo alcuni amici e alcuni nemici che si sono enormemente avvantaggiati nei nostri confronti, nel corso degli anni, sul commercio e sul piano militare", ha detto poco fa, parlando dei dazi che annuncerà tra poco sulle importazioni di alluminio e acciaio. La Germania, secondo Trump, si comporta in modo scorretto, perché contribuisce meno degli Stati Uniti al finanziamento della Nato. "Se guardiamo alla Nato, la Germania paga l'1 per cento e noi il 4,2 per cento di un Pil molto più grande e questo non è giusto" ha aggiunto Trump.

Il presidente aveva attaccato la Germania con gli stessi argomenti anche in passato, dimostrando però di non conoscere il funzionamento della Nato. Le percentuali del Pil di cui parla Trump si riferiscono alla spesa militare dei due Paesi e non hanno direttamente a che vedere con il finanziamento della Nato; esiste, invece, l'impegno dei membri della Nato a dedicare il 2% del Pil alla difesa.

Fed: patrimonio famiglie Usa cresciuti nel IV trimestre grazie ad azionario

I patrimoni delle famiglie statunitensi sono cresciuti nel quarto trimestre del 2017 a un passo più veloce di quello osservato nei tre mesi prima.

Stando ai calcoli della Federal Reserve, il patrimonio netto degli americani e quello delle organizzazioni no profit ha raggiunto i 98.746 miliardi di dollari. Il rialzo sul periodo precedente è stato di 2.076 miliardi di dollari. Si tratta di un aumento superiore a quello rivisto pari a 1.645 miliardi di dollari registrato nel terzo trimestre dello scorso anno.

Anche questa volta il merito va ai guadagni sull'azionario (+1.346 miliardi di dollari), resi possibili da un aumento della fiducia dei consumatori e delle aziende e da un forte mercato del lavoro. Ha contribuito anche l'aumento del valore delle case degli americani (+511,2 miliardi di dollari). Tra ottobre e dicembre, quando il Pil Usa è cresciuto del 2,5%, i cittadini statunitensi avevano in banca depositi per 9.272 miliardi di dollari.

Nel 2007, prima dello scoppio della peggiore crisi dalla Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso, il patrimonio netto delle famiglie Usa era pari a 66.500 miliardi di dollari. Nel pieno della recessione del 2008 il dato era sceso a 55.000 miliardi. Tra il 2007 e il 2009, nel pieno della crisi, a causa del crollo dell'azionario e del valore degli immobili residenziali gli americani videro andare in fumo patrimoni per quasi 12.000 miliardi di dollari.

E' ufficiale, Trump sottoscriverà dazi alle 21.30 italiane

E' ufficiale. Il presidente americano sottoscriverà i dazi su acciaio e alluminio quando in Italia saranno le 21.30. E' quanto ha comunicato la Casa Bianca in un aggiornamento dell'agenda odierna di Donald Trump, che fino ad ora non includeva un appuntamento sulle tariffe controverse. Il leader Usa aveva però anticipato l'orario dell'ora X in un tweet mattutino.

Nella sua nota, la Casa Bianca ha comunicato che il presidente "firmerà" una proclamazione presidenziale che richiama la sezione 232 di una legge che gli permette di agire circumnavigando il Congresso. Si tratta del Trade Expansion Act del 1962. Quella legge sostiene che il presidente può imporre dazi su tutti i Paesi i cui prodotti importati in Usa pongono un rischio alla sicurezza nazionale americana. Peccato che in pochi condividano la giustificazione della mossa di Trump. Il presidente Usa Richard Nixon fece ricorso a quella legge per giustificare tariffe del 10% su quasi tutti i prodotti importati in Usa; quelle tariffe durarono solo quattro mesi.

Wall Street: produttori di videogiochi in rialzo, non temono incontro con Trump

In vista di un incontro tra il presidente americano, membri del Congresso e produttori di videogiochi, i titoli di questi ultimi tengono quota a Wall Street.

Il tema del meeting riguarda la violenza nei videogiochi e si inserisce nel dibattito riguardante le misure da adottare per ridurre la violenza da armi da fuoco. Gli analisti non temono rischi per i produttori di videogiochi, forti di una sentenza della Corte Suprema Usa del 2011 che giudicò i videogiochi come un'espressione dei diritti garantiti dal Primo emendamento della Costituzione Usa, quello sulla libertà di espressione. L'idea è che qualsiasi decisione potenziale da parte dei tribunali su leggi che l'amministrazione Trump potrebbe spingere al Congresso si baserà su quella del massimo organo giudiziario americano.

Activision Blizzard sale del 2,4% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 57%.

Electronic Arts avanza dell'1,1% e nell'ultimo anno ha aggiunto il 45%.

Take-Two Interactive Software segna un +0,8% e il suo bilancio annuo è di un +88%.

In 12 mesi l'S&P 500 è salito del 15,5%.

Cereali Chicago: mais verso chiusura ai massimi di luglio

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano contrastati. Il mais ha accelerato al rialzo e potrebbe archiviare la giornata odierna ai massimi dello scorso luglio. A sostenere le quotazioni è il rapporto che il dipartimento americano dell'Agricoltura (Usda) elabora ogni mese, il World Agricultural Supply and Demand Estimates (Wasde).

Lo Usda ha sopreso i mercati riducendo più del previsto le sue previsioni sulle scorte di mais che si aspetta alla fine dell'anno 2017/2018, iniziato lo scorso settembre, per via soprattutto di un aumento inatteso delle esportazioni previste per gli agricoltori Usa. Nel dettaglio, USDA si aspetta stock di mais americano a 2,127 miliardi di bushel, in calo di 225 milioni di bushel rispetto al rapporto di febbraio; le stime erano per 2,312 miliardi di bushel.

Per i semi di soia, il governo Usa si aspetta stock per 555 milioni di bushel, in rialzo rispetto ai 530 milioni di bushel calcolati a febbraio e più del consenso per 530 milioni.

Per il frumento, le previsioni relative alle scorte Usa sono pari a 1,034 miliardi di bushel, leggermente in rialzo da 1,009 miliardi di bushel previsti il mese scorso e non lontato dalle attese degli analisti per 1,015 miliardi di bushel.

La continua siccità in Argentina ha portato lo USDA ha tagliare le stime della produzione 2018 di semi di soia a 47 milioni di tonnellate da attese per 48,36 milioni; secondo i trader la previsione doveva scendere a 46 milioni per potere sostenere le quotazioni al Cbot. La produzione annua in Brasile è vista a 113 milioni di tonnellate, in linea alle previsioni degli analisti e 1 milione in più sul mese scorso.

Il contratto del mais con scadenza a maggio sale di 4 centesimi, lo 0,13%, a 3,85 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a maggio ha virato in calo e perde 2 centesimi e un quarto, lo 0,45%, a quota 4,95 dollari a bushel.

Anche il comparto della soia è passat in calo. I future dei semi di soia con scadenza a maggio viaggiano in ribasso di 6 centesimi e tre quarti, lo 0,63%, a 10,77 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto dell'olio di soia scivola di 21 3 punti, lo 0,65%, a 31,89 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a maggio perde 0,80 dollari, lo 0,21%, a 382,70 dollari a tonnellata.

T-Bond sostenuti da incertezza su dazi Trump, attesa per occupazione Usa

I Treasury continuano a viaggiare in rialzo con i trader che anche in questa asset class attendono i dettagli della decisione del leader Usa sui dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio. Si temeno ritorsioni da parte di altri Paesi, cosa che potrebbe pesare sull'azionario e sostenere l'obbligazionario (sempre che non si torni a temere l'inflazione in crescita).

Il mercato resta in attesa anche del rapporto sull'occupazione americana di febbraio, in arrivo domani. Il focus sarà sui salari orari: a gennaio erano saliti del 2,9%, il balzo annuo massimo dal 2009 che aveva alimentato timori per una Federal Reserve meno accomodante del previsto. Per questo il mese di febbraio è stato in perdita per gli indici americani.

Il decennale Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,857% dal 2,883% di ieri. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,677%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti invariati al 2,254%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,63%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in ribasso al 3,128%.

azionario
Wall Street si indebolisce, vuole i dettagli sui dazi di Trump

Al giro di boa, gli indici a Wall Street hanno perso slancio e viaggiano non lontano dai minimi intraday. Il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 hanno virato in calo annullando i rialzi alimentati dalle speranze iniziali per un approccio più soft da parte di Donald Trump in tema di dazi sull'alluminio e sull'acciaio.

Quando in Italia saranno le 21.30, il presidente americano dovrebbe formalizzare le tariffe, che in un incontro con la sua squadra di governo ha promesso saranno "giuste e flessibili". Il mercato però vuole conoscere, come il Fondo monetario internazionale, i dettagli per capire se e quali Paesi saranno esentati. Canada e Messico potrebbero essere salvi ma il loro destino potrebbe dipendere dalle trattative sul Nafta. Il leader Usa ha confermato dazi al 25% sull'acciaio e al 10% sull'alluminio ma ha detto di riservarsi il diritto di cambiare quei livelli, al rialzo o al ribasso, in qualsiasi momento.

Dal fronte macronomico, l'agenda è stata scarna. Alla vigilia del rapporto sull'occupazione americana a febbraio - che offrirà nuovi spunti sulle pressioni inflative tanto temute - le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite più del previsto ma si sono confermate ai minimi di 48 anni.

Nell'M&A, l'assicuratore medico Cigna (-7%) si prepara a comprare Express Scripts (+14,6%) per 67 miliardi di dollari, debito incluso. Il DJIA perde 27 punti, lo 0,11%, a quota 24.773,6. L'S&P 500 ora è invariato a quota 2.726,9. Il Nasdaq Composite segna un +16,37 punti, lo 0,22%, a quota 7.412,94. Il petrolio ad aprile al Nymex ha virato a sua volta in ribasso e scivola dell'1% a 60,52 dollari al barile.

Bitcoin continua a soffrire (-7% a 9.330 dollari), stretta in Giappone

Bitcoin, sceso ieri sotto i 10mila dollari, continua a soffrire. Su Coinbase, la valuta digitale cede il 7% a 9.330 dollari. Su Bitstamp, la flessione è del 6% a 9.303 dollari. Rispetto al record di quasi 20.000 dollari dello scorso dicembre, la criptovaluta ha perso più della metà del suo valore. Solo negli ultimi due giorni il calo è stato di circa il 18%.

Ieri avevano pesato voci di nuove intrusioni di hacker in Binance, uno degli exchange di criptovalute più grandi al mondo con sede a Hong Kong), e le indicazioni giunte dalla Securities and Exchange Commission, secondo cui gli exchange di criptovalute devono essere registrati per potere operare legalmente.

Ad aumentare oggi le preoccupazioni è un'altra stretta regolatoria, arrivata questa volta dal Giappone. La nipponica Financial Services Agency ha sospeso per un mese le attività di due exchange relativamente piccoli, Bit Station e FSHO. Ad altri cinque exchange è stato invece ordinato di fare migliorie; tra di loro c'è Coincheck, hackerato lo scorso gennaio.

Usa
Trump: consigliere economico Cohn potrebbe tornare

Il presidente americano non esclude che il suo consigliere economico uscente torni in futuro alla Casa Bianca. Si tratta di Gary Cohn, che martedì notte ha dato le dimissioni non essendo riuscito a fare prevalere una linea a favore del libero commercio.

In un incontro al civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington con la sua squadra di governo, Donald Trump ha ironizzato che l'ex presidente di Goldman Sachs se ne è andato per fare "altri 200 milioni di dollari ma potrebbe tornare". Trump ha lodato Cohn, l'archittetto dell'agenda pro business dell'amministrazione la cui uscita ha preoccupato Wall Street; lui infatti avrebbe preferito che i dazi su acciaio e alluminio non fossero introdotti. "Mi piace anche se è un globalista. Ma a suo modo è un nazionalista, perché ama il suo Paese", ha dichiarato il leader Usa voltandosi e rivolgendosi direttamente a Cohn, presente all'incontro. "Questa è la sua ultima riunione con la squadra di governo", ha aggiunto Trump.

Cereali Chicago: la soia si risolleva nonostante il calo dell'olio di palma

I principali cereali quotati al Cbot hanno aperto la seduta di lunedì 5 marzo in rialzo. I semi di soia si sono risollevati rispetto ai cali osservati overnight e dovuti a un calo sui minimi di oltre un anno del prezzo dell'olio di palma; quest'ultimo ha risentito del fatto che gli importatori indiani potrebbero cancellare ordini di consegne per via di un aumento dei dazi, portati dall'India ai massimi di oltre 10 anni. Per il momento sulle quotazioni continua a prevalere l'effetto positivo dato dalla siccità in Argentina. Sale intanto l'attesa per il rapporto che il dipartimento americano dell'Agricoltura elabora ogni mese: nel suo World Agricultural Supply and Demand Estimates (Wasde), il governo Usa potrebbe abbassare le sue stime sulle scorte mondiali di mais e di semi di soia.

Il contratto del mais con scadenza a maggio sale di 1 centesimo e un quarto, lo 0,32%, a 3,88 dollari e mezzo a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a maggio è fermo a quota 4,97 dollari e un quarto a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a maggio viaggiano in rialzo di 2 centesimi e tre quarti, lo 0,26%, a 10,68 dollari a bushel. Il contratto dell'olio di soia scivola di 13 punti, lo 0,4%, a 31,97 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a maggio sale di 1,9 dollari, lo 0,5%, a 385,4 dollari a tonnellata.

Economia
Italia: Fmi impaziente di lavorare con nuovo governo, spera in accordo presto, avanti con riforme

Il Fondo monetario internazionale "tradizionalmente" non commenta sugli esiti delle elezioni ma dopo quelle italiane di domenica 4 marzo si è detto "impaziente di lavorare con un nuovo governo, una volta che sarà in vigore, al fine di formulare politiche volte a potenziare la crescita e ridurre le vulnerabilità", tra cui ha sempre indicato il debito alto e gli stock di non performing loan. Rispondendo a una richiesta di commento di America24, il direttore comunicazione del Fondo Gerry Rice ha detto che l'istituto di Washington "spera che tutte le parti raggiungano presto un accordo e portino avanti le riforme necessarie per aumentare la crescita, abbassare la disoccupazione e ridurre le vulnerabilità".

Lo scorso gennaio, nell'aggiornamento al suo World Economic Outlook, il Fondo aveva migliorato le stime di crescita dell'Italia, per riflettere "il forte slancio nella domanda interna e la domanda alta dall'estero" ma non avevava mancato di sottolineare i rischi associati all'incertezza politica in vista delle elezioni. Dopo un 2016 con un Pil salito dello 0,9% e un 2017 con un Pil stimato in rialzo dell'1,6%, nel 2018 il Pil del nostro Paese è visto crescere dal Fondo dell'1,4%, lo 0,3% in più rispetto alle previsioni calcolate dall'istituto di Washington lo scorso ottobre. Per il 2019 le attese sono per un'espansione dell'1,1% anziché dello 0,9%. In quell'occasione, l'istituto guidato da Christine Lagarde aveva fatto notare che "l'incertezza politica aumenta i rischi per l'implementazione delle riforme o per un cambio di rotta dell'agenda delle politiche".

Fmi, avanti con relazione e ruolo costruttivi della Germania

Il Fondo monetario internazionale spera che la sua "relazione molto costruttiva con la Germania continui" e si aspetta che così sarà. Spera anche "che il ruolo costruttivo della Germania nell'Eurozona e oltre continui, ci aspettiamo che anche in questo caso sarà cos"". Lo ha detto Gary Rice, direttore della comunicazione dell'istituto di Washington in un briefing con la stampa in cui ha risposto a una richiesta di commento sul nuovo governo di coalizione tra Spd e la Cdu di Angela Merkel.

Economia
Fmi, eliminazione riferimento ad aumento QE riflette miglioramento rischi

Il Fondo monetario internazionale promuove le decisioni odierne della Banca centrale europea, che ha lasciato invariati i tassi e il suo programma di acquisto di bond. "Ancora una volta", ha detto Gary Rice, direttore della comunicazione dell'istituto di Washington, l'Eurotower "ha sottolineato il suo impegno a mantenere una politica monetaria molto accomodante. I tassi resteranno bassi ben oltre l'orizzonte temporale del programma di acquisto di bond e gli acquisti dei bond stessi potranno essere estesi oltre il prossimo settembre, se necessario". Per l'Fmi, il fatto che la Bce abbia abbandonato "esplicitamente" il riferimento a un possibile aumento futuro del passo con cui acquista mensilmente bond se l'outlook dovesse peggiorare "riflette un miglioramento dell'equilibrio dei rischi". Ecco perché, ha concluso Rice in un incontro con la stampa, "siamo a sostegno della decisione odierna della Bce".

Commercio
Undici Paesi firmano la Trans-Pacific Partnership, senza gli Usa

Undici Stati firmeranno oggi la nuova Trans-Pacific Partnership, l'intesa commerciale tra i Paesi del Pacifico rimasta senza gli Stati Uniti. A Santiago, in Cile, la firma sul Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (Cptpp), attesa alle 19 (ora italiana), permetterà la riduzione dei dazi in Paesi che, insieme, rappresentano più del 13% dell'economia mondiale, pari a 10.000 miliardi di dollari; con gli Stati Uniti, la percentuale sarebbe salita al 40 per cento. L'accordo iniziale era finito in un limbo un anno fa, dopo la decisione del presidente Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo. Gli altri 11 Paesi, guidati da Giappone e Canada, hanno poi lavorato a una nuova intesa.

Poco più di un mese fa, Trump aveva detto di essere disposto a ripensarci, in caso "di un accordo decisamente migliore"; gli altri Paesi, però, hanno detto che il ritorno degli Stati Uniti nell'intesa non sarà possibile nel breve periodo. A firmare l'accordo, saranno Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam.

Economia
Fmi attende dettagli su dazi Trump, in una guerra commerciale nessuno vince

Prima di fare nuovi commenti, il Fondo monetario internazionale aspetta di conoscere i dettagli della decisione dell'amministrazione Trump in merito all'introduzione di dazi sull'alluminio e sull'acciaio. "Una entrata in vigore formale di quelle tariffe ancora non c'è stata", ha detto Gary Rice, direttore della comunicazione dell'istituto di Washington. Nel consueto briefing bisettimanale con la stampa, lui ha aggiunto: "E' importante aspettare i dettagli di tali misure, inclusa la portata dei prodotti colpiti, se ci saranno esenzioni per alcuni partner commerciali e se ci sarà un po' di flessibilità nell'uso delle tariffe o nelle quote delle importazioni".

Rice ha ricordato le parole di qualche giorno fa del direttore generale del Fondo, Christine Lagarde, secondo cui "in una guerra commerciale nessuno vince". Per questo il portavoce del Fondo ha sostanzialmente ribadito i messaggi inviati il 2 marzo scorso incoraggiando gli Usa e i suoi partner commerciali a lavorare insieme "in modo costruttivo per ridurre le barriere commerciali e per risolvere i disaccordi commerciali senza ricorrere a tali misure d'emergenza".

In una nota il Fondo aveva detto che "le restrizioni alle importazioni annunciate dal presidente americano probabilmente provocheranno danni non solo al di fuori degli Stati Uniti ma anche all'economia americana, inclusi i suoi settori manifatturiero e delle costruzioni che sono i principali consumatori di alluminio e acciaio". Il Fondo si era detto "preoccupato che le misure proposte dagli Usa aumentino, di fatto, i casi in cui i Paesi usano la sicurezza nazionale per giustificare restrizioni generalizzate alle importazioni".

Africa
Tillerson all'Africa: "Non cedete la vostra sovranità alla Cina"

I Paesi africani dovrebbero fare attenzione a non cedere la propria sovranità alla Cina, accettando i suoi prestiti. Questo il monito del segretario di Stato americano, Rex Tillerson, durante una conferenza stampa ad Addis Abeba, capitale dell'Etiopia, durante il suo primo viaggio in Africa, un continente che guarda sempre più a Oriente per aiuti e commercio. "Non vogliamo in alcun modo impedire all'Africa di ricevere i soldi cinesi - ha detto Tillerson - ma e' importante che i Paesi africani considerino attentamente i termini degli accordi e non cedano la loro sovranità".

"Se un governo accetta un prestito cinese e finisce nei guai - ha aggiunto il segretario di Stato - può perdere il controllo delle sue stesse infrastrutture o delle sue risorse attraverso il default". Gli Stati Uniti sono il principale donatore dell'Africa, ma la Cina li ha sorpassati come partner commerciale nel 2009. Negli ultimi anni, Pechino ha investito miliardi di dollari in progetti infrastrutturali in Africa, che però "non portano una significativa creazione di posti di lavoro localmente", ha fatto notare Tillerson, visto l'uso di societa' e personale cinesi. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in visita in Zimbabwe, ha giudicato "inappropriate" le critiche di Tillerson ai rapporti tenuti dal Paese che lo ospita con un altro Stato.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo, si spera in approccio più soft di Trump sui dazi

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo con gli investitori che sperano in un approccio più soft da parte dell'amministrazione Trump sui dazi relativi ad alluminio e acciaio.

Per il momento gli accesi timori dei giorni scorsi per uno scoppio di una guerra commerciale tra gli Usa e i suoi principali partner commerciali sono venuti meno anche perché pare che il Canada e il Messico verranno risparmiati dalla misura. Ora si attendono i dettagli in vista di un evento che, come spiegato in un tweet dal presidente americano, è previsto alle 21.30 italiane.

Dal fronte macroeconomico, il mercato del lavoro americano resta in ottime condizioni, cosa che potrebbe essere confermata domani dal rapporto sull'occupazione di febbraio. Nella settimana al 3 marzo scorso, il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è salito più del previsto (+21mila) ma continuando a viaggiare sui minimi di 48 anni fa.

Intanto anche a Wall Street si ascoltano le parole di Mario Draghi, il governatore della Bce; l'istituto centrale ha lasciato i tassi e il QE invariati ma ha eliminato il riferimento a un possibile aumento del QE se l'outlook dovesse peggiorare.

Nell'M&A, l'assicuratore medico Cigna (-7%) si prepara a comprare Express Scripts (+14,6%) per 67 miliardi di dollari, debito incluso.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA sale di 130 punti, lo 0,5%, a quota 24.931. L'S&P 500 aumenta di 8 punti, lo 0,3%, a quota 2.735,55. Il Nasdaq Composite segna un +32 punti, lo 0,4%, a quota 7.427. Il petrolio ad aprile al Nymex aggiunge lo 0,2% a 61,29 dollari al barile.

Ceo Exxon, dazi Trump "in direzione opposta" di tagli a tasse

I dazi su acciaio e alluminio che il presidente americano si appresta a formalizzare potrebbero annullare l'effetto di alcuni "passi positivi" di cui le aziende americane stanno godendo grazie alla riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale e alla deregulation avviata da Donald Trump. Ne è convinto il Ceo di Exxon Mobil. In una intervista a Cnbc, Darren Woods ha spiegato che tariffe del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio "ci portano nella direzione opposta" a quelle misure.

Colui che nel gennaio 2017 ha preso il posto di Rex Tillerson, reclutato da Trump per diventare segretario americano di Stato, ha spiegato che i piani di investimento del colosso petrolifero Usa "sono stati facilitati o potenziati dalla deregulation e dal taglio delle aliquote". Woods "per il momento" esclude che i venti contrari potenzialmente derivanti dai dazi portino Exxon a cambiare i suoi piani di investimento.

Ieri, durante il suo Investor Day, il gruppo ha spiegato di volere più che raddoppiare a 31 miliardi di dollari gli utili al 2025 attraverso investimenti per capitale da 24 miliardi nel 2018, 28 miliardi nel 2019 e 30 miliardi tra il 2023 e il 2025. Tuttavia il titolo ieri è sceso sui minimi di oltre due anni (-2,5% a 74,26 dollari) perché il gruppo non ha annunciato un piano di buyback. Sul dividendo, il Ceo ha detto di aspettarsi nel breve termine un incremento tra quello del 3% circa dello scorso anno e del 7-8% storico. Da inizio anno il titolo Exxon ha perso l'11,2% e negli ultimi 12 mesi il 10%.

Wall Street: future in rialzi, attesa per dettagli su dazi Trump

I future a Wall Street si muovono in rialzo con gli investitori in attesa dei dettagli sulle decisioni del presidente americano Donald Trump in materia di dazi su acciaio e alluminio. Oltre un centinaio di deputati repubblicani ha scritto a Donald Trump esprimendo preoccupazione per le tariffe e chiedendo che siano "mirate". E' possibile che il Canada, il Messico e altri Paesi possano evitare i dazi; secondo indiscrezioni della stampa statunitense, Trump dovrebbe offrire a Canada e Messico un'esenzione di 30 giorni, da prolungare in base ai progressi sulla riforma del Nafta, l'accordo di libero scambio siglato nel 1994.

Dal fronte macroeconomico, il mercato del lavoro americano resta in ottime condizioni, cosa che potrebbe essere confermata domani dal rapporto sull'occupazione di febbraio. Nella settimana al 3 marzo scorso, il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è salito più del previsto (+21mila) ma continuando a viaggiare sui minimi di 48 anni fa.

Intanto anche a Wall Street si ascoltano le parole di Mario Draghi, il governatore della Bce; l'istituto centrale ha lasciato i tassi e il QE invariati ma ha eliminato il riferimento a un possibile aumento del QE se l'outlook dovesse peggiorare.

Nell'M&A, l'assicuratore medico Cigna (-6% nel pre-mercato) si prepara a comprare Express Scripts (+16,45%) per 67 miliardi di dollari, debito incluso.

I future del Dow salgono di 33 punti, lo 0,13%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 7,5 punti, lo 0,28%; quelli del Nasdaq Composite aumentano di 33,25 punti, lo 0,48%. Il petrolio ad aprile al Nymex segna un +0,03% a 61,17 dollari al barile.

commercio
Trudeau (Canada) fiducioso di ottenere esenzione da dazi Trump

Il premier canadese Justin Trudeau ha ammorbidito i toni in merito ai dazi su acciaio e alluminio che l'amministrazione Trump si appresta a formalizzare.

Se il 2 marzo scorso aveva detto che quelle tariffe sono "assolutamente inaccettabili" e aveva promesso di fare pressing su Washington, oggi il leader canadese ha detto che nel suo governo c'è fiducia che il Canada otterrà esenzioni dagli Usa. In una intervista alla canadese Broadcasting Corp, Trudeau ha detto: "Il Canada si trova in una situazione particolare nella sua relazione stretta con gli Usa".

Il premier ha tuttavia messo in guardia che nessun piano finale è stato ancora annunciato "e come al solito con questo presidente [quello americano, Donald Trump], aspettiamo e vediamo cosa fa". Il Canada è la principale fonte estera dei due metalli per gli Usa.

Ieri il consigliere protezionista di Trump, Peter Navarro, aveva detto che Canada e Messico saranno esentati da subito e quell'esenzione resterà permanente se i negoziati per la riscrittura del Nafta - l'accordo di libero scambi siglato nel 1994 - si concluderanno con successo.

Commercio
Dimon (Jpm) preoccupato da dazi Trump, recessione a fine 2019?

Jamie Dimon, il Ceo di Jp Morgan, è preoccupato dai dazi su acciaio e alluminio che l'amministrazione Trump oggi formalizzerà. In una intervista a Bloomberg TV, il numero uno della più grande banca americana per asset ha detto che se la spinta protezionista continuerà "e peggiorerà, allora lederà la crescita e lederà gli investimenti". Secondo lui "potrebbe controbilanciare alcuni dei benefici enormi che abbiamo ottenuto dalla riforma fiscale" approvata in Usa prima di Natale e che prevede tagli delle tasse per 1.500 miliardi di dollari in 10 anni. Dimon è convinto che "per un po' saremo ok. Un giorno avremo una recessione. Non credo che ci sarà quest'anno. Magari alla fine del 2019?".

economia
Usa: sussidi di disoccupazione saliti più delle stime ma sui minimi di 48 anni

Nei sette giorni conclusi il 3 marzo scorso il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è salito più del previsto ma continuando a viaggiare sui minimi di 48 anni fa raggiunti sette giorni fa.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono cresciute di 21.000 unità a 231.000. Gli analisti attendevano un rialzo a 220.000. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da 157 settimane di fila, la serie migliore dall'aprile del 1970.

La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è salita di 2.000 unità a 222.500 unità, non lontano dai minimi del 27 dicembre del 1969 raggiunti la settimana scorsa.

Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 24 febbraio, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è calato di 64.000 unità a 1,870 milioni.

Commercio
Trump ha confuso un miliardo di dollari per 100 mld in un tweet su Cina

Quando ieri ha twittato dicendo di avere avere chiesto alla Cina di sviluppare un piano per ridurre di un miliardo di dollari nel 2018 il deficit commerciale che gli Usa hanno con la Cina, in realtà il presidente americano avrebbe dovuto scrivere 100 miliardi.

Secondo indiscrezioni del Wall Street Journal, Donald Trump ha infatti sottostimato la domanda fatta la settimana scorsa da Washington a Pechino. D'altra parte, come già notato ieri, una riduzione di un miliardo di dollari non avrebbe contrinuito a ridurre il deficit commerciale americano nei confronti della seconda economia al mondo. Stando al dipartimento americano del Commercio, nel 2017 il deficit commerciale Usa con la Cina è stato di 375,2 miliardi di dollari, l'8% in più sul 2016.

Nel cinguettio, Donald Trump aveva mostrato confusione scrivendo: "Alla Cina è stato chiesto di sviluppare un piano per l'anno in corso per una riduzione di un miliardo di dollari nel loro deficit commerciale enorme con gli Usa. La nostra relazione con la Cina è stata molto buona e siamo impazienti di vedere quali idee presenteranno. Dobbiamo agire subito!". La Cina ha un avanzo commerciale con gli Usa, non un deficit; il dato cinese relativo a febbraio, in calo per il secondo mese di fila, è pari a un surplus di 21 miliardi di dollari.

Stando alla ricostruzione del Wall Street Journal, quando la settimana scorso i funzionari Usa hanno incontrato Liu He, il principale architetto della politica economica cinese, quest'ultimo ha detto che la riduzione del deficit commerciale Usa era nell'interesse della Cina e che la sua nazione punta a dipendere sempre meno dalle esportazioni.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 3 marzo alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: -10.000 a 210.000. Consensus: 220.000.


Appuntamenti societari

Trimestrali di American Eagle Outfitters e Marvell Technology a un orario imprecisato. Trimestrale di Kroger alle 7:45 (le 13:45 in Italia).


Altri appuntamenti

Il presidente Donald Trump dovrebbe annunciare i dazi su acciaio e alluminio.

Il Fondo monetario internazionale tiene il suo consueto briefing bisettimanale con la stampa alle 9:30 (le 15:30 in Italia). Angelino Alfano, il ministro italiano degli Esteri e presidente di turno dell'Ocse, interviene al briefing annuale del consiglio di sicurezza Onu sulle attività dell'Ocse in Europa.

Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, parla al Washington Post alle 18 (la mezzanotte italiana).

Wall Street
Euro in ribasso a 1,2376 dollari, biglietto verde stabile a 106,08 yen

Euro in ribasso dello 0,28% a 1,2376 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0525 e 1,2557 dollari. Biglietto verde stabile a 106,08 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 105,25 e i 115,51 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.325,90 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,13% a 1.325,90 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.218,50 e i 1.370,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 61,09 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,10% a 61,09 dollari al barile; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 44,17 e i 66,39 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa contrastati nel premercato, si attende l'annuncio di Trump sui dazi

Future degli indici Usa contrastati nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,11%, lo S&P sale dello 0,07%, il Nasdaq cresce dello 0,31%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita contrastata: il Nasdaq Composite è riuscito a chiude in rialzo così come il Russell 2000, l'indice delle società a media e piccola capitalizzazione; il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 invece hanno chiuso in calo, ma lontano dai minimi intraday raggiunti al picco delle preoccupazioni di guerre commerciali in arrivo. Gli investitori attendono dettagli sui dazi che l'amministrazione Trump si prepara ad annunciare sull'acciaio e sull'alluminio in arrivo in Usa. Gli indici si sono rafforzati non appena la portavoce della Casa Bianca ha fatto capire che Canada, Messico e altri Paesi potrebbero essere esclusi dalle tariffe per motivi di sicurezza nazionale. Arrivato a perdere fino a 349 punti e a un massimo di giornata corrispondente a un calo di 34 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 204,12, lo 0,82%, a quota 24.680. L'S&P 500 ha perso 1,32 punti, lo 0,05%, a quota 2.726,80. Il Nasdaq Composite è salito per la quarta volta di fila: il rialzo è stato di 24,64 punti, lo 0,33%, a quota 7.396,65. Il petrolio ad aprile al Nymex è scivolato del 2,3% a 61,15 dollari al barile con scorte settimanali Usa in aumento più del previsto.