Prosegue la corsa a Wall Street

Indici vicini ai record, nonostante restino vive le tensioni commerciali

azionario
Wall Street: Nasdaq chiude in rialzo per la settima volta di fila

La seduta a Wall Street è finita in terriorio misto. Seppur con un rialzo frazionale, il Nasdaq Composite ha messo a segno la settima seduta di fila in aumento, cosa che non succedeva dallo scorso marzo. Ha aiutato la spinta data da Amazon e Facebook. Il Dow Jones Industrial Average ha invece perso leggermente quota come l'S&P 500, che nel corso della giornata aveva cercato di stare sopra la parità.

Gli investitori sono rimasti pressoché indifferenti alle rinnovate tensioni commerciali tra Usa e Cina. Pechino ha detto che il 23 agosto prossimo scatteranno dazi equivalenti a quelli del 25% che Washington imporrà da quella data su 16 miliardi di dollari di beni cinesi. La mossa americana era attesa così come la risposta cinese.

Il tema legato al buyout di Tesla (-2,43% a 370,34 dollari) ha continuato a tenere banco: gli analisti sono scettici che una tale operazione, ventilata dal Ceo Elon Musk ieri, si realizzerà. Intanto la Sec sembra avere chiesto chiarimenti al gruppo.

Arrivato a cedere fino a 71 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 45,16, lo 0,18%, a quota 25.583,75.

L'S&P 500 ha perso 0,75 punti, lo 0,03%, a quota 2.857,7.

Il Nasdaq Composite è salito di 4,66 punti, lo 0,06%,  a quota 7.888,33.



Tesla: la Sec ha chiesto chiarimenti sui tweet di Musk sul delisting

La Securities and Exchange Commission ha chiesto chiarimenti a Tesla in merito alla serie di tweet scritti il 7 agosto e con cui il Ceo Elon Musk ha annunciato che sta valutando se trasformare Tesla in un'azienda non più quotata acquistando le azioni in circolazione a 420 dollari. Lo scrive l'agenzia Dow Jones citando fonti.

La prassi impone all'autorità americana di borsa l'assoluta riservatezza su qualsiasi potenziale inchiesta in corso. Sul sito della Sec si legge infatti che "tutte le inchieste della Sec sono condotte privatamente".

L'indiscrezione è comunque bastata per fare aumentare le perdite che il titolo Tesla stava già subendo al Nasdaq, dove la seduta di ieri è finita in calo del 2,43% a 370,34 dollari. Nel giorno dei tweet controversi l'azione era balzata dell'11%.

GB
Caso Skripal, gli Usa preparano sanzioni contro la Russia

L'amministrazione Trump si prepara a imporre nuove sanzioni contro la Russia dopo avere determinato che Mosca ha utilizzato armi chimiche contro una sua ex spia su suolo britannico. E' stata Heather Nauert, portavoce del dipartimento di Stato, ad annunciarlo facendo riferimento al tentato avvelenamento avvenuto il 4 marzo scorso a Salisbury contro Sergei Skripal e la figlia. Per il Regno Unito e gli Usa la colpa è di Mosca, che ha negato.

"Successivamente all'uso del gas nervino 'Novichok' nel tentativo di assassinare il cittadino britannico Sergei Skripal e sua figlia Yulia Skripal", ha spiegato Nauert, "il 6 agosto 2018 gli Usa hanno determinato che - sulla base della legge Chemical and Biological Weapons Control and Warfare Elimination Act del 1991 (CBW Act) - il governo della federazione russa ha usato armi chimiche o biologiche in violazione della legge internazionale o ha usato armi chimiche o biologiche letali contro i suoi stessi cittadini".

La portavoce ha precisato che le sanzioni entreranno in vigore con la pubblicazione sull'equivalente americano della Gazzetta Ufficiale italiana di una nota. Tale pubblicazione è attesa "il o intorno al" 22 agosto prossimo.

Il 26 marzo gli Usa, insieme ad altri membri Nato, annunciarono l'espulsione di 60 'spie' russe alla luce del caso Skripal; il Cremlino rispose chiudendo un consolato e cacciando 60 diplomatici americani.

Trudeau: Canada al lavoro per risolvere disputa diplomatica con Arabia Saudita

Il Canada sta trattando con l'Arabia Saudita per risolvere la disputa diplomatica che ha portato Riad ad avviare la liquidazione di asset canadesi. Lo ha detto il premier Justin Trudeau, precisando però che Ottawa farà sempre sentire la sua voce sui diritti umani. "Non vogliamo avere una brutta relazione con l'Arabia Saudita", ha spiegato il leader canadese.

Petrolio chiude a NY -3,2% a 66,94 dollari, minimi di fine giugno

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in calo, colpa di una flessione più contenuta delle stime delle scorte settimanali di greggio in Usa.

Il contratto settembre al Nymex ha perso 2,23 dollari, il 3,2%, a quota 66,94 dollari al barile, minimi di fine giugno. La contrazione è stata la maggiore da metà luglio.

Wsj: Mylan, non Tesla, è il buyout su cui puntare

Seduta particolarmente volatile per Mylan. Il titolo del produttore del farmaco salvavita EpiPen era arrivato a perdere il 9% ma ora sale dell'1% a 38,93 dollari. Gli investitori hanno reagito male a una trimestrale che ha deluso sul fronte sia di utili sia di fatturato, colpa della contrazione delle vendite nel mercato nordamericano (-22%); l'azienda ha per altro tagliato le stime sui ricavi e gli utili per l'esercizio intero.

Ora il mercato si sta concentrando sull'annuncio che il cda di Mylan sta valutando "una vasta gamma di alternative" dal momento che crede che l'azienda sia sottovalutata. Non è stata indicata una tempistica "e non c'è garanzia alcuna che una qualsiasi alternativa sia adottata", viene spiegato in una nota. Gli esperti hanno apprezzato il modo in cui Mylan ha comunicato i suoi piani, in netto contrasto a quanto fatto ieri dal Ceo di Tesla, Elon Musk, che con una serie di tweet ha detto di volere delistare l'azienda compiendo un non meglio precisato buyout.

Mylan vale 20 miliardi di dollari e viene scambiato a meno di otto volte gli utili previsti (e appena tagliati dal gruppo). Tesla vale 65 miliardi ed è in costante perdita. Alla luce di questo, conclude un articolo del Wall Street Journal, gli investitori dovrebbero vendere i titolo Tesla dopo il suo +11% di ieri e comprare Mylan dopo il sell-off odierno.

Rublo russo sui minimi di quasi due anni contro il dollaro, timori per sanzioni Usa

Il rublo russo è sceso vicino ai minimi di due anno contro il dollaro. Gli investitori iniziano a temere le sanzioni Usa allo studio contro Mosca, e che hanno pesato anche sul mercato azionario e obbligazionario russo. Un dollaro viene scambiato per 65 rubli, un calo di oltre il 2%, un livello che non si vedeva dalla fine del 2016. Il rendimento del bond decennale russo è balzato di 16 punti base all'8,04%, massimi di oltre un anno. E il costo dei cds - usati per assicurarsi contro un default russo - sono aumentati ai massimi di due mesi.

Le preoccupazioni si sono intensificate dopo che il quotidiano russo Kommersant ha pubblicato il testo di una proposta di legge bipartisan presentata il 2 agosto scorso da un gruppo di senatori Usa sia repubblicani sia democratici per punire con "maxi sanzioni" l'interferenza del Cremlino nel processo elettorale statunitense. In base a quanto pubblicato dal giornale, la legislazione punirebbe il debito sovrano russo di nuova emissione e le transazioni bancarie; si tratta di misure che ricalcano quelle adottate nel 2014 dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia. A preoccupare i trader c'è in particolare la frase che indica il divieto a "tutte le transazioni" con le banche più grandi della nazione; non è un caso che quelle quotate (Sberbank, VTB Bank, Gazprombank, Promsvyazbank, Rosselkhozbank and Vnesheconombank) abbiano visto i loro titoli soffrire.

Resta da vedere se la proposta di legge passerà al Congresso e in quale forma. Considerando la pausa estiva, se ne riparlerà a settembre. Mentre aumenta il pressing dei legislatori affinché Trump imponga sanzioni prima delle elezioni di metà mandato di novembre, il presidente potrebbe sottrarsi a tale pressing adottando di sua iniziativa delle sanzioni (come fatto dal Tesoro ad aprile).

T-Bond in rialzo dopo asta record di titoli a 10 anni

I prezzi dei Treasury viaggiano in rialzo mentre i trader analizzano l'asta di titoli a 10 anni per 26 miliardi di dollari, un record. Il Tesoro Usa ha offerto rendimenti del 2,960%. Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 2,55 volte volte, leggermente sopra la media di 2,51. Agli investitori indiretti - riflesso della domanda dall'estero - è andato il 61,3%, meno della media del 64%. A quelli diretti - riflesso della domanda dagli Usa - è andato l'11,3%, oltre la media del 9%. Domani ci sarà un'asta di titoli a 30 anni per 18 miliardi. Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,966% dal 2,973% di ieri. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi al 2,056%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso al 2,67%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,835%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 3,116%.

Petrolio: il sell-off peggiora, a NY -4% a 66,43 dollari al barile

Il sell-off del petrolio peggiora vistosamente. Il contratto settembre al Nymex cede il 4% circa a 66,43 dollari al barile, minimi di sei settimane. Lo scivolone è dovuto al calo più basso delle stime delle scorte settimanali Usa di greggio. A tutto ciò si aggiunge il fatto che la produzione americana, per quanto calata settimanalmente a 10,8 milioni di barili al giorno dai 10,9 milioni di barili di sette giorni prima, resta alta. Inoltre, le tensioni commerciali potrebbero ledere l'economia globale, riducendo la domanda di barili. Il tutto succede mentre gli Usa si preparano a fare scattare da novembre le sanzioni sul settore energetico iraniano e su chiunque non porterà a zero le importazioni di greggio in arrivo da Teheran. Attualmente l'Iran esporta 2,2 milioni di barili al giorno e le sanzioni potrebbero ridurre l'export di 800mila-1 milione di barili al giorno. La Cina potrebbe comunque sostenere la nazione visto che anche la Ue e la Russia vogliono continuare le loro relazioni economiche con Teheran.

Pil
Trump a cena con i Ceo: crescita del Pil Usa supererà il 5%

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto ieri ad alcuni tra i manager più importanti nel Paese che il Pil crescerà oltre il 5% nel prossimo trimestre. Trump, ieri, ha ospitato una cena nel suo golf club privato di Bedminster, in New Jersey, a cui hanno partecipato - secondo la nota pubblicata ieri dalla Casa Bianca - Michael Manley (nuovo amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles), Harold Hamm (Continental Resources), Alex Gorsky (Johnson & Johnson), Indra Nooyi (PepsiCo), John Catsimatidis (Red Apple Group), Frederick Smith (FedEx), Mark Sutton (International Paper), Ajaypal Banga (Mastercard), Dennis Muilenburg (Boeing), Mark Weinberger (EY), Darius Adamczyk (Honeywell), Jim Koch (Boston Beer) e Richard LeFrak (LeFrak).

Parlando dei risultati economici del Paese, Trump ha detto che la crescita "potrebbe essere superiore al cinque" per cento già nel prossimo trimestre. "Nessuno pensava che sarebbe stata superiore o vicina al 2 (per cento), e siamo al 4,1. E credo che cresceremo ancora di più" ha detto, secondo l'agenzia Afp. Poi, ha parlato della stima del prossimo trimestre, "che dice che [la crescita del Pil] potrebbe superare il 5" per cento.

Editoria
Un milione di copie vendute in 2 mesi per il romanzo di Bill Clinton

Un milione di copie vendute in due mesi, in Nordamerica. Questo il risultato raggiunto da 'The President is Missing' ('Il presidente è scomparso'), il romanzo scritto dall'ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, insieme allo scrittore di gialli più famoso del Paese, James Patterson. Il thriller parla di un presidente che sparisce mentre è in corso una grave minaccia cyberterroristica. La società d'intrattenimento Showtime ha acquistato i diritti per farne una serie televisiva, a cui sta già lavorando.

azionario
Wall Street: S&P 500 e Nasdaq virano in rialzo

Dopo due ore dall'inizio degli scambi, S&P 500 e Nasdaq Composite sono riusciti a virare in rialzo anche se gli incrementi restano contenuti. Il cambio di rotta permette comunque ai due indici di continuare a puntare verso i loro record, raggiunti rispettivamente a fine gennaio e fine luglio. Gli investitori sembrano volere ignorare ancora una volta le tensioni commerciali tra Usa e Cina. Pechino ha detto che il 23 agosto prossimo scatteranno dazi equivalenti a quelli del 25% che Washington imporrà da quella data su 16 miliardi di dollari di beni cinesi. La nazione asiatica prende di mira in questo caso petrolio e auto Made in Usa.

In assenza di spunti macroeconomici, il focus resta sulla Corporate America e sui conti che in generale hanno superato le stime. E' il caso per esempio di Match Group (dating online): il titolo vola del 20%, un balzo record.

Intanto il direttore investimenti di Pimco, Daniel Ivascyn, ha avvertito: gli investitori nell'azionario e nell'obbligazionario vedranno "rendimenti più bassi e, sfortunatamente, una volatilità maggiore" nei prossimi 5 anni. Per questo il mega fondo obbligazionario sta prendendo le distanze dal debito aziendale Usa. L'approccio è più "difensivo".

Il DJIA cede 17,42 punti, lo 0,07%, a quota 25.611,49. L'S&P 500 avanza di 1,95 punti, lo 0,07%, a quota 2.860,47. Il Nasdaq Composite sale di 10,58 punti, lo 0,13%, a quota 7.894.

  • Petrolio a NY -2,3% a 67,59 dollari dopo calo basso delle scorte Usa
    Il petrolio a New York resta in forte calo dopo la diffusione del rapporto sulle scorte petrolifere americane: il contratto settembre cede il 2,3% a 67,59 dollari al barile. Nella settimana al 4 agosto, gli stock sono scesi di 1,351 milioni di barili mentre gli analisti attendevano una contrazione di 2,3 milioni di barili. Le scorte di benzina sono inaspettatamente salite e quelle di distillati sono cresciute molto più del previsto. I trader continuano a monitorare gli effetti delle sanzioni che gli Usa da novembre imporranno sul settore energetico iraniano e su chiunque non avrà ridotto a zero gli acquisti del petrolio di Teheran. Oggi l'Iran ha detto che gli Usa non possono impedire alla nazione di esportare il suo greggio ai suoi alleati.
diplomazia
L'Arabia Saudita ordina la liquidazione di asset canadesi (FT)

Le tensioni diplomatiche tra Arabia Saudita e Canada si stanno intensificando. Secondo il Financial Times, Riad ha iniziato a liquidare asset canadesi in risposta alle critiche giunte da Ottawa contro la nazione per le violazioni dei diritti umani e l'incarcerazione dell'attivista Samar Badawi, la cui famiglia si trova in Canada.

Se già ieri girava voce che l'Arabia Saudita avesse ordinato lo stop agli acquisti di frumento e orzo canadesi, oggi l'FT scrive che la banca centrale saudita e i fondi pensioni statali hanno detto ai loro gestori nel mondo di cedere titoli e bond canadesi a prescindere da quanto possa costare farlo. Stando alle fonti dell'FT quei gestori hanno il mandato di investire 100 miliardi di dollari nei mercati globali. In termini assoluti, la porzione destinata ad esset canadesi "è relativamente piccola" rispetto al totale ma l'ordine partito da Riad invia un messaggio forte a Ottawa, accusata di interferire negli affari della nazione.

Il braccio di ferro tra i due Paesi è iniziato quando il ministro canadese degli Esteri, Chrystia Freeland, ha chiesto la liberazione di Badawi, arrestata insieme ad altri attivisti la settimana scorsa. L'Arabia Saudita ha risposto cacciando l'ambasciatore canadese, congelando gli investimenti, sospendendo un programma studentesco e fermando i voli in Canada della compagnia Saudi Arabian Airlines. Oggi Riad ha annunciato la sospensione di tutti i programmi di cure mediche in Canada; i pazienti sauditi torneranno in patria.

Scorte Usa di petrolio calate meno del previsto

Nella settimana conclusa il 4 agosto scorso le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno registrato un calo inferiore alle stime. Il dato è calato di 1,351 milioni di barili a 407,389 milioni di unità mentre gli analisti attendevano una contrazione di 2,3 milioni di barili dopo il balzo nei sette giorni precedenti pari a 3,803 milioni di barili.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in aumento di 2,9 milioni di barili a 233,868 milioni di barili dopo la contrazione di 2,536 milioni di barili della settimana precedente; le previsioni erano per una flessione di 1,6 milioni di barili.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono aumentate di 1,23 milioni di barili a 125,423 milioni di barili dopo essere salite di 2,983 milioni di barili nella settimana precedente; gli analisti si aspettavano un aumento di 100.000 unità.

L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestata al 96,6% dal 96,1% di sette giorni prima e contro attese per un dato al 95,8%.

azionario
Wall Street: avvio incerto, focus su Tesla e tensioni commerciali

La seduta a Wall Street è iniziata con gli indici appena sotto la parità all'indomani di una seduta in cui l'S&P 500 è arrivato a un livello da cui manca solo lo 0,5% per raggiungere il record risalente a fine gennaio. Gli investitori continuano a monitorare le tensioni commerciali tra Usa e Cina, specialmente dopo la reazione di Pechino ai dazi del 25% per 16 miliardi di dollari che gli Usa faranno scattare dal 23 agosto prossimo.

Dal fronte societario, continua la pioggia di trimestrali societarie ma è Tesla a tenere banco per il secondo giorno di fila: oggi il cda ha spiegato che nell'ultima settimana si è riunito "varie volte" per discutere del delisting di cui ha dato notizia ieri per la prima volta via tweet il Ceo Elon Musk. Se ieri il titolo Tesla era schizzato dell'11%, oggi cede l'1,8% a 372,64 dollari.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA cede 12,54 punti, lo 0,05%, a quota 25.616,37. L'S&P 500 perde 3,32 punti, lo 0,12%, a quota 2.854,96. Il Nasdaq Composite scivola di 14,31 punti, lo 0,18%, a quota 7.871,74.

buyout
Tesla: il cda si è riunito "varie volte" per discutere di un delisting

Sei dei nove membri del consiglio di amministrazione di Tesla hanno emesso una nota in cui dicono che "nell'ultima settimana il board si è riunito varie volte e sta compiendo i passi appropriati per valutare" il delisting del produttore di auto elettriche, trasformandolo in un gruppo privato come ventilato ieri in una serie di tweet dal Ceo Elon Musk, che del cda è presidente.

Brad Buss, Robyn Denholm, Ira Ehrenpreis, Antonio Gracias, Linda Johnson Rice e James Murdoch hanno scritto nel comunicato che "la settimana scorsa, Elon ha aperto la discussione con il cda sul rendere privata l'azienda. Ciò ha incluso discussioni su come l'essere un gruppo privato può meglio servire gli interessi di lungo termine di Tesla". Stando alla nota, il cda ha parlato anche dei fondi necessari per realizzare il buyout.

Nel pre-mercato Tesla cede il 2,4% dopo il +11% a 379,57 dollari di ieri. La capitalizzazione di Tesla è pari a 64,4 miliardi.

T-Bond poco mossi in attesa dell'asta di titoli a 10 anni

I Treasury sono relativamente calmi in vista della tanto attesa asta odierna di titoli a 10 anni per un valore record di 26 miliardi di dollari. Essa segue quella pessima di ieri di titoli a 3 anni per 34 miliardi di dollari e nella quale il Tesoro Usa ha cercato di attrarre acquirenti offrendo rendimenti del 2,765%, massimo del maggio 2007. Domani ci sarà un'asta di titoli a 30 anni per 18 miliardi. Gli investitori sono curiosi di vedere se ci sarà una domanda sufficiente per assorbire il debito che l'amministrazione Trump intende emettere per finanziare l'esplosione del deficit. Il decennale americano vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,979% dal 2,973% di ieri. Il 2017 era finito al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi al 2,056%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo al 2,67%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita al 2,84%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in aumento al 3,126%.

Wall Street: future virano in calo con escalation tensioni Usa-Cina

I future a Wall Street, in lieve rialzo, hanno virato in netto calo non appena la Cina ha annunciato contromisure equivalenti ai dazi del 25% che gli Usa faranno scattare il 23 agosto prossimo su beni cinesi per 16 miliardi di dollari. Queste tariffe doganali americane vanno ad aggiungersi a quelle su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi entrate in vigore lo scorso 6 luglio.

Se allora aveva preso di mira articoli come i semi di soia Usa, questa volta Pechino intende colpire il petrolio e le auto prodotti nell'America di Donald Trump. Una ulteriore escalation è garantita visto che Washington sta valutando un incremento al 25% dal 10% dei dazi per altri 200 miliardi di dollari di beni cinesi a cui la nazione asiatica intende reagire con dazi su 60 miliardi di dollari di beni Made in Usa.

Nel frattempo, le tensioni commerciali hanno fatto ridurre notevolmente a luglio l'avanzo commerciale della Cina, che un boom delle importazioni (+27,3% annuo). Il dato è stato di 28,05 miliardi di dollari, in calo dai 41,61 miliardi di giugno e contro stime per 39,10 miliardi. Il surplus con gli Usa è sceso a 28,09 miliardi dal record di giugno pari a 28,9 miliardi.

Commercio a parte, quella odierna è un'altra giornata calma dal punto di vista macroeconomico ma non societario: continua la piogga di trimestrali mentre gli analisti valutano il futuro di Tesla (-3,3% nel pre-mercato): ieri il titolo del produttore di auto elettriche è schizzato dell'11% dopo una serie controversa di tweet del Ceo Elon Musk, che intende realizzare un buyout dell'azienda da lui fondata dicendo di avere non meglio specificati "fondi garantiti" per farlo.

I future del Dow cedono 15 punti, lo 0,06%; quelli dell'S&P 500 perdono 2,5 punti, lo 0,10%; quelli del Nasdaq segnano un -17,25 punti, lo 0,22%. Il petrolio a settembre scivola dell'1,3% a 68,27 dollari in attesa del dato sulle scorte settimanali Usa.

Bitcoin sotto i 6.500 dollari, bruciati 9 mld $, Sec posticipa decisione su Etf

Bitcoin sta soffrendo scivolando sotto i 6.500 dollari dopo la decisione della Securities and Exchange Commission di posticipare una decisione sul lancio proposto di un Etf avente come sottostante la criptovaluta. Su Coinbase la valuta digitale cede il 3,3% ma era arrivata a perde l'8%, calo equivalente a oltre 9 miliardi di dollari.

Ad avere proposto il lancio dell'Etf in questione è stata la società di investimento VanEck, che ha unito le forze con il fornitore di servizi finanziari Solid X. Per VanEck si tratta di un altro colpo negativo: l'equivalente americano della Consob italiana ha già bocciato due volte le sue proposte di un Etf. Questa volta, la Sec ha preso tempo fino al 30 settembre prossimo.

Nel frattempo Bitcoin resta lontana dal record vicino ai 20mila dollari raggiunto lo scorso dicembre. La criptovaluta ha tuttavia recuperato quota rispetto a giugno, quando scese sotto i 6mila dollari.

A fine luglio un'altra richiesta di un Etf legato a Bitcoin fu bocciata: con tre voti contro e uno a favore, la Sec non aveva accettato una proposta per il lancio di quello che sarebbe stato il primo Etf in assoluto avente come sottostante la famosa criptovaluta. Ad averla fatta erano stati i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, tra i primi ad avere scommesso su Bitcoin (già nel 2012).

Trade
India e Usa trattano per evitare escalation tensioni commerciali

Ufficialmente, l'India aveva fatto a giugno il suo ingresso nella guerra commerciale globale iniziata dalla decisione dell'amministrazione Trump di imporre dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio. In quel mese New Delhi aveva promesso ritorsioni su 29 prodotti Usa tra cui mandorle, mele, noci e prodotti in acciaio inossidabile aventi un valore complessivo di 241 miliardi di dollari. Quelle ritorsioni, dovevano entrare in vigore lo scorso 4 agosto ma l'India la settimana scorsa ha deciso di posticiparle, magari fino al mese prossimo. Il subcontinente indiano e gli Stati Uniti stanno infatti trattando, almeno stando alla stampa indiana locale.

Se un accordo non sarà raggiunto, l'India attuerà i piani previsti ma a quel punto è dato per scontato che gli Usa reagiscano in modo simile a quanto fatto con la Cina (che ha adottato contromisure ogni volta che Washington ha introdotto tasse sulle importazioni cinesi).

Secondo gli analisti, ciò rischia di essere un problema per il premier indiano Narendra Modi in vista delle elezioni del prossimo anno. E ciò sarà particolarmente vero se la prima economia al mondo decide di punire prodotti al centro dell'economia indiana come i diamanti, i crostacei, componentistica auto e farmaci. Anche il settore agricolo è particolarmente vitale per l'India e la sua popolazione; il comparto è già in difficoltà per via della siccità e del calo dei prezzi delle materie prime, motivi per cui il governo lo scorso febbraio ha raddoppiato al 100% i dazi sullo zucchero e al 40% quelli sui ceci.

Se è vero che India e Usa sono abituati a scontrarsi sul commercio, le tensioni tra le due nazioni non sono paragonabile a quelle tra Usa e Cina. Lo dimostra il fatto che la settimana scorsa il dipartimento americano del Commercio ha concesso a New Delhi uno status speciale per le esportazioni di certe tecnologie militari. Quello status è generalmente riservato ad alleati e dimostra l'importanza del legami tra i due paesi sulla sicurezza.

commercio
Cina risponde a dazi Usa per 16 mld $ con misura equivalente

Come previsto, la Cina ha risposto con una misura equivalente ai dazi del 25% che gli Usa faranno scattare dal 23 agosto su beni cinesi per 16 miliardi di dollari. Tra i prodotti americani colpiti da Pechino ci sono petrolio e auto.

Le tariffe doganali Usa andranno ad aggiungersi a quelle del 25% scattate il 6 luglio scorso per 34 miliardi su 818 articoli Made in China. Pechino aveva già detto che avrebbe risposto con contromisure equivalenti come aveva fatto il 6 luglio scorso prendendo di mira vari prodotti Made in Usa tra cui i semi di soia.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 28 luglio alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -0,2%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 4 agosto alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: +3,803 milioni di barili a 408,74 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: -2,536 milioni di barili a 230,968 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: +2,983 milioni di barili a 124,193 milioni di barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 96,1%.


Appuntamenti societari

Trimestrali di Michael Kors, Mylan e New York Times prima dell'apertura dei mercati. Trimestrale di Thomson Reuters a un orario non precisato. Trimestrali di IAC/InterActiveCorp, Liberty Global e 21st Century Fox dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Tom Barkin, presidente della Federal Reserve di Richmond, alle 8.45 (le 14.45 in Italia), tiene un discorso intitolato "Sprigionare il nostro potenziale".

Wall Street
Euro stabile a 1,1595 dollari, biglietto verde in ribasso a 110,97 yen

Euro stabile a 1,1595 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1511 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,37% a 110,97 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.220,10 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,15% a 1.220,10 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.212,50 e i 1.392,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 69,30 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,19% a 69,30 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 47,64 e i 72,98 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa poco mossi nel premercato

Future degli indici statunitensi poco mossi nel premercato: il Dow Jones stabile a 25.600 punti, lo S&P cede 0,25 punti a 2.859,50 punti, il Nasdaq cede 3 punti a 7.474,25 punti.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in aumento e con gli indici vicini a livelli record. Gli investitori hanno continuato a ignorare le tensioni commerciali tra Usa e Cina. Pechino ieri ha avvertito: Apple (-0,9% a 207,11 dollari) - che nella nazione asiatica assembla i suoi iPhone - rischia di essere la principale vittima della guerra fatta a colpi di dazi. Sulla carta, i mercati sembrano dare ragione alla strategia di Donald Trump: da quando i dazi su acciaio e alluminio sono scattati a marzo, l'S&P 500 ha visto il suo valore crescere di 1.300 miliardi di dollari. E infatti il presidente americano se ne è vantato nel fine settimana facendo notare la contrazione dell'azionario cinese, che per Pechino non sta però a significare che gli Usa stanno vincendo il braccio di ferro in corso.

Intanto l'unico accordo commerciale siglato da Trump è a rischio: la Corea del Sud ha minacciato di fare saltare l'intesa a meno che le auto prodotte nella nazione non sia esentate dai dazi del 25% ventilati dagli Usa. In un'altra giornata ricca di trimestrali ma priva di spunti macroeconomici, ha tenuto banco Tesla (+11% a 379,57 dollari): il Ceo Elon Musk ha detto che sta valutando se delistare l'aziend ma che una decisione non è stata ancora presa. Il DJIA ha aggiunto 126,73 punti, lo 0,5%, a quota 25.628,91. L'S&P 500 ha guadagnato 8,05 punti, lo 0,28%, a quota 2.858,45. Il Nasdaq Composite è salito di 23,99 punti, lo 0,31%, a quota 7.883,66. Per la seconda volta di fila il petrolio ha chiuso in rialzo per via di continui timori associati all'effetto delle sanzioni Usa contro l'Iran. Il contratto settembre al Nymex ha aggiunto lo 0,2% a 69,17 dollari al barile. Gli investitori attendono i dati sulle scorte settimanali Usa che il governo americano pubblicherà oggi alle 16.30 italiane.