Wall Street rimbalza, i Treasury si stabilizzano

Broadcom compra asset Symantec per 10,7 miliardi di dollari

Broadcom ha ufficializzato un'operazione ampiamente attesa: il produttore americano di chip ha annunciato l'accordo per rilevare le attività Enterprise Security di Symantec per 10,7 miliardi di dollari in contanti.

La transazione dovrebbe chiudersi nel primo trimestre fiscale dell'esercizio 2020 di Broadcom. Essa è soggetta ai via libera dei regolatori di Usa, Ue e Giappone.

Broadcom - che lo scorso anno sognava di comprare il rivale Qualcomm, operazione bloccata dall'amministrazione Trump - ha confermato le guidance per l'anno fiscale 2019, che prevedono ricavi di 22,5 miliardi.

In attesa dell'ufficializzazione, il titolo Symantec aveva chiuso in aumento del 12,3% a 22,92 dollari.

azionario
Wall Street: chiusura positiva, per S&P 500 e Nasdaq settimana di nuovo in rialzo

Per il terzo giorno di fila S&P 500 e Nasdaq Composite hanno chiuso in rialzo la seduta a Wall Street. Il listino benchmark e quello tech hanno così riportato in rialzo il bilancio di una settimana iniziata con il peggiore sell-off del 2019. Anche il Dow Jones Industrial Average ha finito in aumento e, come gli altri indici, intorno ai massimi di giornata.

A ridare fiato all'azionario americano è stata la stabilizzazione dei Treasury insieme a un inatteso aumento delle espertazioni cinesi, che almeno per oggi hanno fatto venire meno le paure di una recessione in arrivo.

Con tutte le 30 blue chip in positivo, il Dow ha guadagnato l'1,26% a circa 26.334 punti. L'S&P 500 ha aggiunto l'1,9% a 2.938. Il Nasdaq è salito del 2,24% a 8.039.

Il bilancio settimanale per il Dow è ancora in calo, ma solo dello 0,4%. Per S&P 500 e Nasdaq è in rialzo rispettivamente dello 0,2% e dello 0,4%.

Petrolio chiude a NY +2,8% a 52,54 dollari al barile

All'indomani di uno scivolone sui minimi di metà gennaio, il petrolio oggi è rimbalzato parallelamente all'azionario a Wall Street. Il contratto settembre ha aggiunto 1,45 dollari, il 2,8%, a quota 52,54 dollari al barile. Ieri aveva subito un tonfo del 4,7% con timori per la tenuta dell'economia mondiale e dunque della domanda di greggio.

tech
Trump vuole monitorare i social media, verso scontro Fbi-Facebook

Alla vigilia di un incontro alla Casa Bianca con aziende tech volto a capire come affrontare un aumento dell'estremismo violento su web, iniziano a emergere indiscrezioni di un possibile scontro tra Facebook e l'Fbi.

Stando al Wall Street Journal, la polizia federale americana vorrebbe monitorare con maggiore determinazione i social media per individuare possibili minacce e dunque prevenire, per esempio, sparatorie di massa come quelle avvenute lo scorso fine settimana in Texas e in Ohio. L'Fbi ha chiesto che entro il 27 agosto arrivino proposte per un contratto volto a estrapolare una quantità vasta di dati da piattaforme come Facebook, Twitter e altri social media al fine di "identificare proattivamente e monitorare di conseguenza minacce agli Stati Uniti e i loro interessi". Una simile iniziativa, scrive il Wsj, viola le politiche sulla privacy di Facebook e forse anche il nuovo accordo siglato il mese scorso con le autorità americane (che è costato al gruppo 5 miliardi di dollari).

L'Fbi non ha voluto commentare ma nel contratto proposto sostiene che il piano prevede che i dati siano raccolti "garantendo che i requisiti sulla compliance in termini di libertà civili e privacy siano rispettati". All'incontro di domani alla Casa Bianca, il presidente americano Donald Trump non ci dovrebbe essere visto che è atteso negli Hamptons - località di mare esclusiva di New York - per una raccolta fondi.

azionario
Wall Street sui massimi intraday

Gli indici a Wall Street viaggiano sui massimi intraday proseguendo il rimbalzo di ieri, quando c'era stato un poderoso recupero dei listini.

Un mix di fattori sta sostenendo i listini, in primis un recupero dei rendimenti dei Treasury. Ci sono poi esportazioni inaspettatamente cresciute in Cina a luglio, un cambio yuan/dollaro fissato dalla banca centrale cinese a un livello migliore di quanto temuto e la corsa del settore tech (+2%). Se ieri la deludente produzione industriale tedesca di giugno aveva riacceso i timori che la Germania possa finire in recessione per la prima volta da oltre sei anni, oggi voci riportate da Reuters hanno sorpreso i mercati: viene citato un funzionario tedesco secondo cui Berlino - storicamente reticente a spendere - potrebbe emettere nuovo debito e mettere fine a un impegno ad avere un equilibrio di bilancio per finanziare per finanziare un pacchetto costoso sul clima. La politica fiscale espansiva della Germania potrebbe avere conseguenze sul resto dell'Eurozona. Bloomberg ha poi citato il ministro tedesco delle finanze dicendo che non è stata presa una decisione in merio al bilancio, su cui il governo si confronterà il 20 settembre.

Il DJIA sale dell'1% a quota 26.256. L'S&P 500 aggiunge l'1,4% a quota 2.923. Il Nasdaq Composite guadgna l'1,6% a 7.993,52. Il rendimento del decennale sale all'1,753%; solo ieri nell'intraday era sceso sotto l'1,63%. Il petrolio a settembre al Nymex segna un +3,4% a 52,83 dollari.

economia
Sondaggio Wsj: salgono al 33,6% le probabilità di recessione tra 12 mesi

Sono salite le probabilità di una recessione nel giro dei prossimi 12 mesi e di un altro taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre dopo quello annunciato il 31 luglio scorso (il primo dal dicembre del 2008). E' quanto emerge da un sondaggio del Wall Street Journal, che ha interpellato economisti tra il 2 e il 6 agosto.

In media, le chance di una recessione sono salite al 33,6% dal 30,1% calcolato a luglio; si tratta del valore più alto registrato da quando il quotidiano ha lanciato questo tipo di sondaggio nel 2011. Solo un anno fa le probabilità in media erano al 18,3%.

Secondo il campione, c'è una probabilità del 63,9% che la Fed riduca di nuovo il costo del denaro nella riunione del 17 e 18 settembre prossimi contro il 49,8% di un mese fa. Portati al 2-2,2% dal 2,25-2,5%, i tassi sono visti dagli economisti all'1,84% entro la fine del 2019, cosa che presuppone un'altra riduzione di 25 punti base. Il 72,9% degli economisti ha giudicato come giusto il taglio di 25 punti base dei tassi annunciato la settimana scorsa. Il 12,5% degli intervistati avrebbe invece voluto una riduzione di 50 punti base e un altro 14,6% avrebbe lasciato il costo del denaro laddove era stato portato nel dicembre del 2018.

azionario
Wall Street: avvio positivo con rimbalzo rendimento Treasury

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo, cosa che permette agli indici di continuare il rimbalzo di cui sono stati protagonisti ieri grazie a un poderoso recupero intraday (il migliore del 2019).

La ripresa dell'azionario è dovuta alla stabilizzazione dei Treasury, i cui rendimenti ieri erano precipitati al punto da fare temere una recessione all'orizzonte ('colpa' anche delle mosse accomodanti giunte ieri a sorpresa dalle banche centrali di Nuova Zelanda, India e Thailandia). Inoltre, le esportazioni cinesi a luglio sono inaspettatamente aumentate anche se il trend potrebbe essere compromesso da una ulteriore escalation delle tensioni commerciali tra Cina e Usa. In aggiunta, la banca centrale cinese oggi ha sì fissato il cambio yuan/dollaro ai minimi del 21 aprile del 2008 ma comunque a un livello migliore di quanto temuto.

Dal fronte macroeconomico, l'inatteso calo delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione conferma la tonicità del mercato del lavoro americano.

Dal fronte aziendale, Kraft Heinz soffre in borsa (-15,2%) dopo avere pubblicato risultati preliminari deludenti e maxi svalutazioni.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow avanza dello 0,5% a 26.114. L'S&P 500 sale dello 0,6% a quota 2.901. Il Nasdaq Composite aggiunge lo 0,7% a quota 7.916. Il petrolio a settembre al Nymex rimbalza del 2,5% a 52,35 dollari.