L'uragano Irma spaventa Wall Street

Ieri, chiusura mista. Dati in programma oggi: credito al consumo e scorte di magazzino all'ingrosso

Munich Re: Irma è "un grande evento" per l’industria assicurativa

L’uragano Irma che ha colpito la Florida dopo aver lasciato devastazione e morti nelle isole caraibiche è "un grande evento per l’industria assicurativa". A dichiararlo è Torsten Jeworrek, membro del consiglio d’amministrazione di MunichRe, il maggiore riassicuratore del mondo. Jeworrek è stato intervistato da Reuters in occasione dell'annuale appuntamento del settore assicurativo in corso in questi giorni a Montecarlo, nel principato di Monaco.

La compagnia con sede a Monaco di Baviera ha però precisato che non è molto esposta nel Sunshine State poiché la Florida, dal loro punto di vista, "non è uno stato attraente" sia per quanto riguarda "i prezzi che i margini".

Interpellato dai giornalisti presenti all’evento sulla situazione relativa all’uragano Harvey che ha invece colpito il Texas due settimane fa, Jeworrek ha sostenuto che le perdite assicurate sono stimate in una forbice tra i 20 e i 30 miliardi di dollari. Per quanto riguarda Irma invece le prime stime sono state fatte da Lloyd’s e sono di gran lunga superior a quelle di Harvey: la compagnia britannica crede che l’uragano potrebbe causare danni per 131 miliardi di dollari a beni assicurati.

Hedge fund
Bridgewater studia creazione maxi fondo in Cina

Bridgewater Associates punta a creare un maxi fondo di investimento in Cina, cosa che darebbe al fondatore Ray Dalio un margine di manovra nel Paese asiatico che molte altre società occidentali del settore finanziario non hanno. Leggi l'articolo su Bridgewater in Cina.

Social network
YouTube chiude due canali di propaganda della Corea del Nord

YouTube ha chiuso due canali di propaganda nordcoreana, che gli accademici usavano per monitorare e valutare i programmi missilistici del regime. Il sito per la condivisione di video li chiusi per aver violato le linee guida della community di YouTube.

Stimmekoreas, il canale YouTube più popolare in Corea del Nord con oltre 20.000 iscritti, e Uriminzokkiri, che aveva oltre 18.000 iscritti, pubblicavano con frequenza video estrapolati dai notiziari della tv di stato e altri filmati, raccogliendo milioni di visualizzazioni.


Usa
Il nuovo Ceo di Uber Khosrowshahi lascia il Board di New York Times Company

Dara Khosrowshahi, nuovo amministratore delegato di Uber Technologies, ha lasciato il Cda di New York Times Company, l'editore dell'omonimo quotidiano newyorkese. Come si legge nella documentazione presentata alla Securities and Exchange Commission, la manager ha motivato la scelta con "l'aumento delle responsabilità con la nomina al vertice di Uber".

Non ci sarebbe dunque alcun disaccordo con "le scelte, le attività e le pratiche" dell'editore, che ha ampiamente seguito e scritto sulle vicende di Uber e gli scandali che hanno colpito la società. In particolare, il quotidiano aveva portato alla luce l'esistenza di un software segreto, "Greyball", che Uber avrebbe usato per aggirare la legge in varie città. Khosrowshahi, prima di accettare in agosto l'incarico con Uber, era amministratore delegato di Expedia.

Wall Street
Cadence Design Systems debutterà nell'indice S&P 500 il 18 settembre

Cadence Design Systems debutterà nell'indice S&P 500, il listino di riferimento di Wall Street, il 18 settembre. Il titolo, come ha fatto sapere S&P Dow Jones Indices, sarà inserito nel listino prima dell'apertura delle contrattazioni in quella seduta.

La società, che ha sede a San José, in California, produce software di chip-design e prenderà il posto di Staples, il gruppo americano di prodotti di cartoleria e per ufficio. Quest'ultima a giugno aveva raggiunto un accordo per essere rilevata dalla private equity Sycamore Partners per 6,9 miliardi di dollari: in seguito all'operazione lascerà Wall Street.

Azionario
Wall Street chiude la settimana in calo, l'uragano Irma fa paura

La seduta a Wall Street è finita contrastata con il Dow Jones Industrial Average che per un soffio ha saputo resistere alle vendite. Per il secondo giorno di fila l'S&P 500 ha finito sopra la parità mentre il Nasdaq Composite ha perso più di tutti. I tre indici hanno terminato la settimana in ribasso per la prima volta in 21 giorni, complice il sell-off che ha colpito i titoli assicurativi per via dei danni attesi dall'uragano Irma.

Gli investitori guardano con preoccupazione alla sua avanzata verso la Florida e ai rinnovati rischi geopolitici riguardanti la Corea del Nord. Il tutto mentre la direzione della politica della Federal Reserve è incerta: dopo le dimissioni del vicepresidente Stanley Fischer, annunciate mercoledì scorso, c'è chi crede che sia ancora più difficile che la banca centrale Usa alzi i tassi entro dicembre: stanto ai future sui Fed Funds, le probabilità che ciò succeda sono solo al 31%.

Il Dow Jones ha aggiunto lo 0,06% a quota 21.798.

L'S&P 500 ha perso lo 0,15% a quota 2.461,5.

Il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,59% a quota 6.360,19.

I tre indici hanno perso in settimana, nell'ordine, lo 0,9%, lo 0,6% e lo 0,2%.

Credito al consumo Usa cresciuto a luglio al passo più rapido da 5 mesi

Gli americani si sono indebitati a luglio al passo più rapido da cinque mesi. Il credito al consumo - riflesso del debito al netto dei mutui - è salito a un tasso annualizzato del 6,9% o di 18,5 miliardi di dollari sul mese precedente a quota 3.750 miliardi di dollari. Lo ha annunciato la Federal Reserve. Si tratta di una performance superiore al tasso del 3,8% del mese precedente, quando c'era stato un +11,83 miliardi di dollari, dato rivisto da 12,4 miliardi indicato originariamente.

Il debito associato alle carte di credito è salito a un passo annualizzato del 3,2%, in calo da quello del 5,8% di giugno.

I debiti legati a prestiti studenteschi o per l'acquisto di un'auto, il cosiddetto credito non-revolving, sono aumentati al tasso annuale del 6,9%, più del doppio del 3,1% del mese precedente.

Le spese al consumo rappresentano oltre due terzi della domanda nell'economia Usa.

Disney: parco a tema a Orlando (Florida) chiude, effetto Irma

Walt Disney ha deciso di chiudere temporaneamente il suo parco a tema a Orlando, in Florida. E' l'effetto dato dall'uragano Irma, che dovrebbe colpire lo Stato americano entro domenica. La chisura è prevista a partire da domani, ha fatto sapere il colosso dell'intrattenimento che stima una riapertura non prima di marted". In molti avevano già cancellato i loro piani di viaggio al Walt Disney World.

Materie prime
Petrolio chiude a NY -3,3% a 47,48 dollari al barile, in settimana +0,4%

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in forte calo ma ha archiviato la prima settimana in rialzo dopo cinque di fila in calo. Il contratto ottobre al Nymex ha lasciato sul terreno il 3,3% a 47,48 dollari al barile. Rispetto a venerdì scorso, quando aveva finito la seduta a 47,29 dollari al barile, il guadagno è stato dello 0,4%.

A spiegare l'andamento odierno sono i timori per un nuovo calo della domanda in Usa visto che l'uragano Irma si prepara a devastare la Florida entro domenica. La materia prima aveva iniziato la settimana rimbalzando con le raffinerie che piano piano sono tornate alla normalità in Texas, lo Stato colpito il 25 agosto dall'uragano Harvey, poi declassato a tempesta tropicale che però provocò allagamenti catastrofici. Diversamente dal Lone Star State, dove si concentra il settore energetico Usa, nel Sunshite State non ci sono raffinerie. I mercati monitorano anche altri due uragani, Jose e Katia, nel caso si avvicinino a loro volta alla costa che si affaccia sul Golfo del Messico o su altre aree chiave per la domanda e l'offerta di petrolio.

Tecnologia
Facebook punta alla Cina e assume ex funzionario del governo

Facebook continua a voler entrare nel mercato cinese, dove il social network è bloccato dal 2009. Per questo il gruppo americano da tempo sta corteggiando il governo di Pechino. Adesso ha fatto un nuovo passo in avanti, assumendo William Shuai, ex manager di LinkedIn in Cina, ma soprattutto ex funzionario del governo: in questo modo punta a un nuovo canale diretto con i vertici del partito comunista con i quali discutere un accordo per il rientro nel più grande mercato digitale del mondo.

L'amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, continua a credere che proprio la Cina sia il Paese su cui puntare per continuare a crescere nei prossimi anni. Shuai ha una esperienza decennale nel mettere in contatto le aziende straniere con i funzionari e lavorerà con Wang-Li Moser, il capo di Facebook in Cina, che prima di lavorare per il social network è stato manager a Intel.

Nonostante il social network sia bloccato, Facebook ha degli uffici a Pechino. Oltre a questo vende i suoi visori per la realtà virtuale Oculus Rift: secondo diversi esperti proprio attraverso Oculus Facebook sta cercando di entrare nel mercato cinese, dove il settore VR è sempre più popolare. A maggio Facebook inoltre ha presentato Colorful Balloons, una app per condividere foto studiata per il mercato cinese e sviluppata dal gruppo Young LLC senza tuttavia specificare l'appartenenza a Facebook.

Target taglia prezzi di "migliaia di articoli", settore retail soffre

Nel giorno in cui Kroger, la più grande catena di supermercati degli Stati Uniti, ha annunciato una trimestrale deludente a causa del taglio dei prezzi che è stata costretta a fare, il colosso del retail Target ha annunciato la riduzione dei prezzi di "migliai di articoli".

E' il segno di come tutto il settore retail si trovi a fare i conti con l'avanzata di Amazon, il gigante del commercio elettronico americano che ha acquistato la catena di supermercati di alta gamma Whole Foods.

La mossa di Target significa che i rivali come Wal-Mart e Costco dovranno seguire le sue orme per sopravvivere. Ma il taglio dei prezzi pesarà sui margini e sugli utili anche se le vendite aumenteranno. Target cede il 2,46% al Nyse, Costco lascia sul terreno l'1,8%, Wal-Mart perde il 2%, Amazon segna un -1% e Kroger perde il 7,7%. L'etf SPDR S&P Retail subisce un calo dello 0,7%.

Usa: numero trivelle attive è tornato a calare

Il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è tornato a calare; la settimana scorsa era rimasto invariato dopo essere sceso per due volte di fila. Stando al rapporto pubblicato ogni venerd" dal gruppo di servizi petroliferi Baker Hughes, i pozzi hanno registrato una contrazione di 3 unità a 756. Il dato resta lontanissimo dal picco di 1.609 toccato a ottobre del 2014, ma è al di sopra del minimo toccato nel 2009 a 179 trivelle attive.

Azionario
Wall Street: a metà seduta indici contrastati, Florida si prepara a Irma

A metà seduta gli indici a Wall Street viaggiano contrastati ma si preparano a terminare in calo la settimana. Gli investitori temono per l'impatto "devastante" sulla Florida che l'uragano Irma avrà anche se è stato declassato a Categoria 4 (su un massimo di 5). La tempesta ha raso al suolo varie isole caraibiche e circola voce che la casa da 11 stanze da letto a St. Martin che Donald Trump aveva messo in vendita per una ventina di milioni di dollari sia stata distrutta così come quella alle Isole Vergini britanniche del miliardario Richard Branson.

Titoli di gruppi assicurativi come Both XL Group e RenaissanceRe hanno perso il 7 e l'8% da martedì scorso.

Disastri naturali a parte - che secondo William Dudley, presidente della Fed di New York, sosterranno l'economia nel lungo termine per via delle opere di ricostruzione - l'attenzione è rivolta alla Corea del Nord: domani c'è una festività durante la quale lo scorso anno Pyongyang aveva effettuato un test nucleare. Continua poi a essere monitorato l'andamento dei rendimenti dei Treasury dopo il sell-off di ieri che aveva pesato sulle banche: per il decennale la soglia psicologica del 2% è monitorata.

Il DJIA sale di 51,5 punti, lo 0,24%, a quota 21.836. L'S&P 500 cede 0,39 punti, lo 0,02%, a quota 2.464. Il Nasdaq lascia sul terreno 20 punti, lo 0,3%, a quota 6.377. Il Vix, l'indice della volatilità anche detto della paura, sale del 6,6% a 12,31 punti. Il petrolio a ottobre al Nymex segna un -2% a 48,12 dollari al barile.

Politica Usa
Usa: dopo Senato, ok Camera ad accordo su tetto debito, include 15,25 mld di aiuti per uragani

Dopo l'ok di ieri del Senato, è arrivato anche quello della Camera al controverso accordo siglato mercoledì tra il presidente Usa e l'opposione democratica al Congresso per estendere fino all'8 dicembre la sospensione del tetto al debito e i livelli attuali della spesa pubblica Usa in un pacchetto che include aiuti per le vittime degli uragani Harvey e Irma.

Con 316 voti a favore e 90 contro, l'aula del parlamento ha dato il via libera a 15,25 miliardi di dollari di aiuti legati al fenomeno meteorologico che ha messo in ginocchio il Texas dal 25 agosto scorso e quello che sta per devastare la Florida.

Ora il provvedimento è destinato ad arrivare sulla scrivania di Donald Trump per una firma che lo trasformerà in legge.

A votare contro sono stati i repubblicani più conservatori che volevano che l'estensione al tetto al debito fosse legata a un taglio delle voci di spesa.

Economia
Fed: Dudley fa tifo per rielezione Yellen, ha fatto "ottimo lavoro"

William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York, fa il tifo per la rielezione di Janet Yellen al comando della banca centrale Usa. "Ha fatto un ottimo lavoro", ha detto alla Cnbc colui che è anche membro del braccio di politica monetaria della Fed. Leggi qui i dettagli, anche sul toto-nomine e i tassi.

Economia
Fed: Dudley, troppo presto per dire quando prossimo rialzo tassi

E' "troppo presto per dire quando ci sarà il prossimo rialzo dei tassi". Lo ha detto William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York. In una intervista alla Cnbc, colui che è anche membro del braccio di politica monetaria della banca centrale Usa ha però spiegato che la rotta del costo del denaro è "chiara". I tassi sono destinati a crescere gradualmente ma con che passo dipenderà dall'andamento dell'economia e soprattutto dell'inflazione, che da cinque anni non aumenta al tasso annuo del 2% fissato come target dalla Fed. "Avremo più chiarezza nei mesi a venire" su questo fronte, ha dichiarato Dudley.

Teoricamente la Fed vorrebbe effettuare una terza stretta nel 2017 dopo quelle di marzo e giugno ma secondo il mercato c'è solo il 27% di probabilità che ciò succeda.

Fed: Dudley, riduzione bilancio inizierà "relativamente presto"

William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York, si aspetta che "relativamente presto" inizi la riduzione del bilancio della banca centrale americana. Lo ha detto in una intervista alla Cnbc facendo riferimento a un bilancio arrivato a valere 4.500 miliardi di dollari per via di tre round di un programma di acquisto di Treasury e bond ipotecari lanciati durante la crisi. Il mercato si aspetta un annuncio su questo fronte nel meeting del 19 e 20 settembre.

Fed: Dudley, uragani rendono difficile analizzare dati macroeconomici

Gli uragani rendono difficile analizzare i dati macroeconomici ma in generale le opere di ricostruzione li sostengono nel lungo termine. Lo ha detto William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York dal 2009. In una intervista alla Cnbc, ha spiegato che a causa di Harvey, l'uragano che ha colpito il Texas il 25 agosto, e di Irma che punta sulla Florida il Pil del terzo trimestre del 2017 potrebbe risentirne "un po'". Tempeste a parte, ha aggiunto, l'economia Usa va bene, "sta forse accelerando un pochino, le condizioni finanziarie sono abbastanza forti e un dollaro debole migliora le esportazioni", ha continuato.

Usa: +0,6% scorte magazzino all'ingrosso a luglio, sopra le stime

Dopo essere cresciute a giugno al passo più rapido da dicembre dell'anno scorso, le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti a luglio sono continuate ad aumentare. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, il dato ha registrato un rialzo dello 0,6% sul mese precedente mentre gli analisti attendevano un aumento dello 0,4%. Il mese precedente c'era stato un +0,7% (invariato rispetto alla prima stima). Le vendite all'ingrosso sono scese dello 0,1%. All'attuale ritmo di vendita, occorrerebbero 1,30 mesi per esaurire completamente le scorte; un anno prima ce ne volevano 1,33.

Governatore Florida: tutti pronti a evacuare, Irma più grande dello Stato

Di fronte alla forza dell'uragano Irma, che dopo avere raso al suolo varie isole caraibiche punta sulla Florida, il governatore di quello Stato americano ha lanciato un nuovo appello: tutti gli abitanti della Florida devono essere pronti a evacuare. Perché la tempesta "è più grande dell'intero Stato" e rischia di essere "mortale". Rick Scott ha detto che "non possiamo salvarvi nel pieno della tempesta", per questo a chi è già stato ordinato di lasciare la propria abitazione deve farlo subito. I pedaggi sulle strade sono stati eliminati per facilitare i trasferimenti; alle stazioni di benzina è stato chiesto di restare aperte per permettere rifornimenti. Sette mile guardie nazionali si travano nello Stato, dove Irma dovrebbe arrivare con una Categoria 4.

Azionario
Wall Street apre in calo: uragano Irma e Corea del Nord preoccupano

La seduta a Wall Street è iniziata in calo con gli investitori che cercano di valutare l'impatto di una serie di disastri naturali, dall'uragano Harvey che il 25 agosto scorso ha colpito il Texas mandando in tilt il settore energetico Usa a quello chiamato Irma che ha raso al suolo varie isole caraibiche e che rischia di devastare la Florida. Dietro quest'uragano intanto avanza Jose. Inoltre il Messico è alle prese con un forte terremoto che ha ucciso almeno sei persone e provocato un piccolo tsunami.

Gli indici si preparano ad archiviare una settimana in calo, colpa anche del sell-off che ha colpito i titoli di gruppi assicurativi, compagnie aeree e operatori di crociere. A tutto ciò si aggiungono rinnovati rischi geopolitici: domani in Corea del Nord si celebra la festività chiamata Foundation Day, durante la quale l'anno scorso fu effettuato un test nucleare; Pyongyang ha eseguito il sesto e più potente di questi test domenica scorsa.

Intanto un indice che misura l'andamento del dollaro contro un basket di divise rivali è sceso sui minimi di 33 mesi, anche per via di un'inflazione al palo che potrebbe impedire alla Federal Reserve di alzare i tassi una terza volta nel 2017 come vorrebbe.

Dopo i primi minuti di scambi il DJIA cede 38,6 punti, lo 0,18%, a quota 21.746. L'S&P 500 cede 5,2 punti, lo 0,2%, a quota 2.460. Il Nasdaq lascia sul terreno 10,47 punti, lo 0,16%, a quota 6.387. Il Vix, l'indice della volatilità anche detto della paura, sale del 4,5% a 12 punti. Il petrolio a ottobre al Nymex segna un -0,06% a 49,06 dollari al barile.

T-Bond viaggiano in rialzo, si temono uragano Irma e Corea del Nord

I Treasury viaggiano in rialzo con gli investitori preoccupati su due fronti: l'uragano Irma, che secondo la protezione civile americana devasterà gli Stati Uniti in Florida, e la Corea del Nord, che domani in occasione della festività chiamata Foundation Day potrebbe effettuare un altro test nucleare dopo il sesto (il più potente di sempre) di domenica scorsa.

Il mix monitorato è composto da disastri naturali, minacce geopolitiche e un'inflazione al palo che potrebbe impedire alla Federal Reserve di alzare i tassi un'altra volta entro la fine dell'anno.

Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 2,056% dal 2,061% di ieri quando nel durante era sceso sotto il 2,05% per la prima volta dal 9 novembre scorso, ossia il giorno successivo alla vittoria inattesa di Donald Trump alle elezioni presidenziali Usa. L'8 novembre il decennale aveva chiuso all'1,867%. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in ribasso all'1,044%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in flessione all'1,27%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita all'1,638%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 2,672%.

Uber indagata da Fbi per interferenze contro rivali, in Gb userà auto elettriche

Nuovo grattacapo per il neo Ceo di Uber. Oltre ad essere indagato dlla Giustizia Usa per il possibile versamento di tangenti all'estero, il gruppo è finito nel mirino dell'Fbi. Lo scrive il Wall Street Journal secondo cui l'azienda che offre un servizio alternativo al taxi tradizionale potrebbe avere usato software per interferire illegalmente con i suoi rivali. L'attenzione degli agenti della polizia federale è su un programma ormai defunto conosciuto all'interno di Uber con il nome "Hell", inferno. Con esso l'azienda poteva tenere traccia degli autisti che lavoravano per il concorrente Lyft.

"Stiamo cooperando con le indagini", ha detto un portavoce facendo riferimento a quella condotta dall'Fbi insieme alla procura del distretto meridionale di New York. Salgono così a tre le indagini con cui è alle prese il Ceo Dara Khosrowshahi. C'è anche quella condotta dalla procura del distretto settentrionale della California insieme all'Fbi e riguardante un altro software, noto come "Greyball", che consentiva agli autisti dell'azienda di evitare le autorità dei trasporti mentre erano alla guida. Anche in questo caso, questo espediente non è più utilizzato.

Separatamente, Uber ha lanciato un fondo "aria pulita" da 150 milioni di sterline in cinque anni con cui intende aiutare a contrastare l'inquinamento nel Regno Unito. Le vetture del gruppo a Londra saranno al 100% ibride o totalmente elettriche per il servizio UberX entro la fine del 2019. Entro il 2022 il gruppo amplierà l'iniziativa nelle 40 città del Regno Unito in cui opera. Questa è la risposta di Uber al divieto deciso dalla nazione d'Oltremanica: dal 2040 auto nuove auto con motore diesel o a benzina saranno messe al bando.

Azionario
Wall Street: future in calo, si teme Irma

I future a Wall Street viaggiano in calo. L'avversione al rischio è tornato con gli investitori che monitorano con particolare attenzione l'uragano Irma: dopo avere raso al suolo varie isole caraibiche, punta sulla Florida dove la protezione civile si aspetta una devastazione.

Si monitora il dollaro che continua a indebolirsi, specialmente contro le divise considerate un porto sicuro in tempo di incertezza come lo yen (-1%) e il franco svizzero (-0,5%). L'oro, un altro bene rifugio, ha ripreso quota.

Trader e gestori sono alle prese anche con rischi geopolitici sul fronte nordcoreano: ieri il presidente americano Donald Trump ha detto che preferirebbe evitare una soluzion militare, "qualcosa che può comunque succedere". Domani a Pyongyang si celebra il Foundation Day, durante il quale l'anno scorso fu eseguito un test nuclerare (domenica scorsa fu realizzato il sesto, il più potente).

Intanto calano sempre di più le attese per una stretta della Federal Reserve entro la fine del 2017, cosa che pesa ulteriormente sul dollaro: stando ai future sui Fed Funds, le probabilità che ciò succeda sono scese al 27%.

I future del Dow cedono 68 punti, lo 0,3%; quelli dell'S&P 500 perdono 6 punti, lo 0,23%; quelli del Nasdaq lasciano sul terreno 11,5 punti, lo 0,19%. Il petrolio a ottobre al Nymex segna un -0,14% a 49 dollari al barile.

Sicurezza
Attacco a Equifax, rubati i dati di 143 milioni di clienti

Equifax, una delle più grandi agenzie di controllo dei crediti, ha reso noto di essere stata oggetto di un attacco hacker e di aver subito il furto delle informazioni personali di 143 milioni di clienti negli Stati Uniti, nazione che ha una popolazione di circa 324 milioni.

Per questo il titolo del gruppo cede il 13% a 124,4 dollari nel pre-mercato. La seduta di ieri era finita in rialzo dello 0,94% a 142,72 dollari. Da inizio anno ha guadagnato il 20,7% e negli ultimi 12 mesi il 5,5%.

Equifax ha ammesso che i pirati informatici hanno avuto accesso a nomi, date di nascita, indirizzi, numeri di patente di guida, informazioni relative alle carte di credito e numeri del Social Security (una sorta di codice fiscale). Nel dare l'annuncio in un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission, l'autorità di Borsa Usa, Equifax ha anche detto che tre suoi executive tra cui il direttore finanziario hanno venduto titoli del gruppo per un valore di quasi due milioni di dollari nei giorni successivi al cyberattacco, tra il primo e il due agosto scorsi. L'intrusione degli hacker è stata scoperta il 29 luglio. Equinox ha definito "una piccola percentuale" la quantità di titoli ceduti dai tre manager che "non erano a conoscenza dell'intrusione nel momento in cui hanno venduto azioni".

 L'azienda ha messo online un sito web (ww.equifaxsecurity2017.com) per permettere ai clienti di controllare la situazione dei loro dati.

Wall Street
La giornata a Wall Street: credito al consumo e scorte di magazzino


Dati macroeconomici

Scorte di magazzino all'ingrosso per il mese di luglio alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,7%. Consensus: +0,4%.

Credito al consumo per il mese di luglio alle 15 (le 21 in Italia). Precedente: +12,40 miliardi di dollari. Consensus: +15 miliardi di dollari.

Numero delle trivelle petrolifere attive per la settimana chiusa oggi alle 13 (le 19 in Italia). Precedente: dato invariato a 759.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Kroger prima dell'apertura dei mercati.


Altri appuntamenti

Patrick Harker, presidente della Federal Reserve di Philadelphia, parla alle 8:45 (le 14:45 in Italia). 

Wall Street
Euro in rialzo a 1,2067 dollari, biglietto verde in ribasso a 107,46 yen

Euro in rialzo dello 0,36% a 1,2067 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,91% a 107,46 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 100,09 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.358,40 dollari all'oncia

Future dell'oro in rialzo dello 0,60% a 1.358,40 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.139,70 e i 1.363,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 48,93 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,33% a 48,93 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 42,52 e i 58,34 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in ribasso nel premercato

Future degli indici statunitensi in ribasso, a causa dell'avvicinarsi dell'uragano Irma alle coste della Florida: il Dow Jones perde lo 0,35%, lo S&P cede lo 0,29%, il Nasdaq scivola dello 0,25%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita all'insegna dell'incertezza con il Nasdaq che ha resistito alle vendite; l'S&P 500 ha chiuso sopra la parità mentre il DJIA è stato appesantito da Walt Disney (-4,4%) e Apple (-0,4%). Il Dow ha lasciato sul terreno 22,86 punti, lo 0,10%, a quota 21.784,78. L'S&P 500 ha ceduto 0,44 punti, lo 0,02%, a quota 2.465,10. Il Nasdaq è salito di 4,55 punti, lo 0,07%, a quota 6.397,87.