Wall Street, cala l'ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Le trattative riprenderanno il 10 ottobre

Fmi
Fmi, Georgieva: guerre commerciali potrebbero costare lo 0,8% del Pil

Le recenti dispute commerciali tra le maggiori economie mondiali potrebbero portare l’economia globale a perdere circa 700 miliardi di dollari, o lo 0,8% del Pil, entro il 2020. Lo ha detto la nuova direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, nel suo primo discorso. Georgieva, prima persona dell'Europa dell'Est a guidare il Fondo, ha invocato maggiore cooperazione e unità tra gli Stati: “Dobbiamo lavorare assieme adesso per trovare una soluzione duratura sul commercio”.

Fmi
Fmi, Georgieva: rallentamento globale, taglieremo stime 2019-20

Il Fondo Monetario Internazionale taglierà le stime di crescita globale per il 2019 e il 2020 a causa di un rallentamento economico globale sincronizzato. Lo ha detto Kristalina Georgieva, durante il suo primo discorso da direttrice generale del Fondo. Secondo Georgieva, scelta dopo le dimissioni di Christine Lagarde, il 90% del mondo subirà un rallentamento economico nel 2019 e questo porterà la crescita globale “al livello più basso dall’inizio del decennio”.

Wall Street
Future in ribasso (Dj -0,7%) su cautela Usa-Cina

I future su Wall Street viaggiano in ribasso in vista della ripresa dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. A pesare sugli indici è la decisione di Washington di inserire 28 aziende cinesi nella lista nera per violazioni dei diritti umani, in particolare contro le minoranze musulmane. Il segretario al Commercio Usa Wilbur Ross ha specificato che a queste aziende non verrà consentito di acquistare prodotti americani. La mossa - criticata dal governo cinese - segue le parole del presidente Donald Trump che invece si era detto ottimista sulle possibilità che i due lati trovino un’intesa quando si incontreranno il prossimo 10 e 11 ottobre. A influire negativamente sono anche le indiscrezioni dell’agenzia Bloomberg secondo cui l’amministrazione Trump sta considerando di limitare i flussi di capitale Usa verso la Cina. Infine, i listini hanno accentuato leggermente le perdite dopo la pubblicazione di un deludente dato sui prezzi alla produzione a settembre che sono diminuiti dello 0,3% sul mese precedente mentre le attese erano per un +0,1%. I future del Dow Jones cedono 180,00 punti, lo 0,68%, quelli dell’S&P 500 18,75 punti, lo 0,64%, mentre i future del Nasdaq sono in ribasso di 48,25 punti, lo 0,62%. Il petrolio a novembre al Nymex segna un -1,57% a 51,92 dollari al barile in attesa delle nuove stime sulla domanda da parte dell’Opec e da parte dell’Agenzia internazionale dell’energia.

T-Bond
T-Bond: prezzi in ribasso su aumento tensioni Usa-Cina

 I prezzi dei titoli di stato americani sono in rialzo a causa di un riacutizzarsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina a pochi giorni dalla ripresa dei negoziati. I rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - sono scesi dopo che l’amministrazione Trump ha annunciato di aver inserito altre 28 aziende cinesi nella lista nera per violazioni dei diritti umani. A pesare è anche la notizia, lanciata dall’agenzia Bloomberg, secondo cui la Casa Bianca starebbe considerando di limitare i flussi di capitale Usa verso la Cina. Il decennale americano vede rendimenti scendere all’1,527% dall’1,536% di ieri; mentre i rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in ribasso all’1,708% dall’1,720% di ieri.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo all’1,427%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso all’1,350%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in contrazione all’2,027%.

Dati
Usa: -0,3% prezzi alla produzione a settembre, sotto le stime

A settembre, i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono inaspettatamente diminuiti, mentre gli analisti attendevano un dato invariato rispetto ad agosto. Come reso noto dal dipartimento del Lavoro, i prezzi alla produzione sono calati dello 0,3% sul mese precedente, la lettura più debole da gennaio. Rispetto a un anno prima, i prezzi sono aumentati dell'1,4%, il rialzo minore in quasi tre anni, dopo il +1,8% di agosto; gli analisti attendevano una conferma del +1,8 per cento. Il dato di agosto confermato a +0,1 per cento. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è rimasta invariata rispetto ad agosto; su base annuale, il dato 'core' è aumentato dell'1,7%, in calo dall'1,9% di agosto. Il dato di oggi accredita l'ipotesi che la Fed possa decidere di imporre un nuovo taglio dei tassi d'interesse al termine della riunione del 29-30 ottobre.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Prezzi alla produzione per il mese di agosto alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,2%. Consensus: +0,0%.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Levi Strauss (orario non specificato).

Trimestrale Yum! Brands (orario non specificato).


Altri appuntamenti

Kristalina Georgieva, neo direttore generale FMI, parla alle 10 (le 16 in Italia).

Charles Evans, presidente della Federal Reserve di Chicago, alle 13:35 (le 19:35 in Italia).

Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, parla alle 14:30 (le 20:30 in Italia).