Wall Street prova a ripartire, trainata dall'accordo sul budget

Shutdown di poche ore, poi il Congresso ha approvato l'intesa bipartisan

Esteri
Dialogo tra le due Coree? Prima si riapra quello tra Usa e Pyongyang

La Corea del Sud crede che prima di aprire un dialogo con la Corea del Nord sia necessario ristabilire i contatti diplomatici tra Pyongyang e gli Stati Uniti. Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere l'apertura da parte della Corea del Nord, che ha invitato a Pyongyang il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, per un incontro in cui provare a dialogare.

Seul ha spiegato che è fondamentale stabilire "le giuste condizioni" per l'apertura di questo dialogo. E tra queste ci sono i timori degli Stati Uniti, a cui l'alleato vuole dare una risposta.

Stati Uniti
A Londra Trump vuole visitare le Cabinet War Rooms di Churchill

Il Sunday Times scrive che Donald Trump, nella sua prossima visita nel Regno Unito, ha chiesto un tour privato delle Cabinet War Rooms di Winston Churchill, le stanze sotterranee da dove il primo ministro britannico ha portato verso la vittoria gli Alleati nel corso della Seconda guerra mondiale. 

Secondo il quotidiano di Londra, Trump sarebbe stato ispirato dal film  "Darkest Hour", che racconta la storia della strategia di Churchill.

Finanza
Lo stato di Washington è l'Eldorado dei bitcoin

Nelle aree rurarli dello stato di Washington, al confine con il Canada, stanno aumentando il numero di server e computer per fare mining di bitcoin. Soprattutto nelle aree centrali a nord dello Stato, dove l'energia ha un costo molto basso. Il Wall Street Journal ha scritto un reportage da Wenatchee, piccola città di 34.000 abitanti.

Medio Oriente
Caccia israeliano abbattuto dalla Siria. Per gli Usa, minacce Iran mettono a rischio la Regione

Gli Stati Uniti si sono detti "profondamente preoccupati" dall'aumento della violenza vicino al confine israeliano e "sostengono con forza il diritto sovrano di Israele di difendere sé stesso". Con queste parole la portavoce del dipartimento americano di Stato, Heather Nauert, ha commentato le tensioni tra Israele, Iran e Siria, riaccese dopo che un caccia israeliano di ritorno dalla Siria è stato abbattuto dalle forze siriane precipitando nella parte settentrionale di Israele, che a sua volta sostiene di avere confiscato un drone iraniano che sarebbe entrato nello spazio aereo israeliano dalla Siria.

Washington ha fatto sapere che l'aumento "calcolato" della minaccia iraniana e "l'ambizione dell'Iran di aumentare il suo potere e dominio mettono a rischio tutte le persone nella Regione, dallo Yemen al Libano".

Per il dipartimento di Rex Tillerson - che dall'11 al 16 febbraio sarà in Giordania, Turchia, Libano, Egitto e Kuwait - "gli Usa continuano a respingere le attività maligne dell'Iran nella Regione e fanno pressione affinché il comportamento dell'Iran che minaccia la pace e la stabilità termini".

Finanza
Wells Fargo fatica a rimborsare clienti truffati

I problemi a Wells Fargo non sembrano finire mai. La banca di San Francisco travolta dallo scandalo dei conti fantasma - e punita dalla Federal Reserve, ultimo atto di Janet Yellen prima di passare la palla a Jerome Powell - ha commesso una nuova serie di passi falsi.

Come ricostruito dal Wall Street Journal, il gruppo ha spedito comunicazioni sbagliate a 38.000 clienti che aveva forzato a comprare assicurazioni auto non desiderate. In alcuni casi ha spedito rimborsi a persone che non erano nemmeno clienti del gruppo, ha inviato notifiche alle vittime di incidenti con cifre sbagliate da pagare e ha preannunciato rimborsi in arrivo a chi non aveva mai siglato una polizza. 

In una nota la portavoce della banca, Catherine Pulley, ha detto: "Siamo concentrati nel fare la cosa giusta per la nostra clientela e nel garantire che i rimedi su larga scala avvengano correttamente e il più velocemente possibile".

auto
Tesla: dopo peggiore settimana da luglio, chiarisce le promesse di Musk

Tesla ha archiviato la peggiore settimana a Wall Street dallo scorso luglio. Il titolo del produttore di auto elettriche ha perso il 9,7%; soltanto venerdì 9 febbraio ha ceduto l'1,5% a 310,42 dollari, minimi di oltre due mesi. La giornata peggiore è stata quella di giovedì, quando l'azione aveva messo a segno una flessione dell'8,6% all'indomani di una trimestrale con una perdita pro forma più contenuta delle stime e un target invariato sulla produzione della Model 3, la vettura elettrica pensata per il mercato di massa.

Tesla aveva detto che entro la fine del secondo trimestre del 2018 produrrà 5.000 Model 3 alla settimana. E che quando il primo trimestre si concluderà, l'azienda sarà arrivata a un tasso di produzione di 2.500 unità a settimana. Tra gli investitori c'è stata confusione dopo le dichiarazioni fatte dal Ceo Elon Musk durante la call con gli analisti.

Tesla ha poi precisato in un documento depositato venerdì alla Sec che la capacità del gruppo di raggiungere il target delle 2.500 vetture dipende esclusivamente dalle attrezzature già presenti alla fabbrica di batterie a Reno e non a quelle aggiuntive che l'azienda conta di trasferire dalla sua divisione in Germania, come Musk sembrava intendere. Va detto che resta da vedere se il passo con cui Tesla brucia cassa sia o meno sostenibile.

Negli ultimi 12 mesi Tesla ha guadagnato il 15% a Wall Street ma da inizio anno ha perso lo 0,3%.


Usa
Capo gabinetto disposto a dimettersi, Casa Bianca nega

Il capo di gabinetto della Casa Bianca si è detto disposto a dimettersi per il modo in cui ha gestito il caso riguardante l'ormai ex segretario di gabinetto, accusato pubblicamente da due ex mogli di abusi fisici.

Secondo Abc News, John Kelly avrebbe parlato di un tale scenario direttamente al presidente americano Donald Trump, che pare si sia lamentato dell'accaduto con Reince Priebus, colui che lo scorso luglio fu cacciato proprio per dare il suo posto all'ex generale arrivato dal dipartimento per la Sicurezza nazionale. Tutto è successo dopo che Rob Porter mercoledì scorso si è dimesso. Secondo fonti di Axios, nessuno nella Casa Bianca lo avrebbe spinto a lasciare l'incarico e in molti, al contrario, avrebbero cercato di convincerlo a "restare e combattere". Tra di loro c'era Kelly.

Quando il Daily Mail ha pubblicato le accuse delle due ex mogli di Porter, Kelly disse che il dipendente della Casa Bianca era un "uomo di vera integrità e onore" senza fare cenno alle vittime. Quando sono circolate le immagini dei presunti abusi, Kelly si è detto "scioccato" e aggiungendo che "non c'è posto per la violenza domestica nella nostra società".

Il futuro di Kelly è incerto ma stando alle fonti dell'emittente che hanno parlato sia con Trump che con Kelly, l'addio di quest'ultimo non sembra imminente. Sempre secondo Abc News, uno stretto amico di Trump sarebbe stato contattato per testare il suo interesse a ricoprire l'incarico di capo di gabinetto. Si tratta di Tom Barrack, a capo della società di investimento Colony Capital, che però non ha espresso interesse. Tra i nomi presi in considerazione ci sono anche quelli di Mick Mulvaney, direttore dell'Ufficio per la gestione e il bilancio della Casa Bianca, e di Kevin McCarthy, leader della maggioranza repubblicana alla Camera.

Un portavoce della Casa Bianca ha detto che "il generale Kelly non ha offerto le sue dimissioni". A chi gli ha chiesto se l'ex generale abbia mostrato interesse a farlo, Hogan Gidley ha risposto: "Non che io sappia".

Usa
Russiagate: numero tre al dip.Giustizia se ne va (Nyt)

La terza persona più importante nel dipartimento americano di Giustizia intende andarsene per passare al settore privato. Si tratta di Rachel Brand, la terza al comando dopo il segretario Jeff Sessions e il suo numero due Rod Rosenstein. Lo scrive il New York Times.

In quel ruolo da solo nove mesi, il nome di lei ha iniziato a circolare nelle ultime settimane mentre il futuro di Rosenstein si faceva incerto. Il numero due al dipartimento è colui che ha scelto Robert Mueller come procuratore speciale a cui affidare l'inchiesta sul Russiagate, pensata per gettare luce sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa del novembre 2016 e sulla potenziale collusione tra la campagna di Trump e Mosca.

Il ruolo di Rosenstein è diventato incerto dopo la pubblicazione di un memo da parte dei repubblicani alla Camera pensato per screditare la Giustizia Usa e l'Fbi, e di conseguenza anche il lavoro di Mueller. Inoltre, Trump non ha mai nascosto di non avere apprezzato la scelta di Sessions di astenersi da qualsiasi inchiesta riguardante il Russiagate. Sessions prese quella decisione perché durante la sua audizione alla commissione Giustizia del Senato per la conferma della sua nomina, il senatore dell'Alabama non disse che durante la campagna 2016 aveva incontrato due volte l'ambasciatore russo in Usa Sergey Kislyak.

Se Rosenstein dovesse essere licenziato o lasciare il suo ruolo, sarebbe Brand a supervisionare l'indagine in mano a Mueller. Nbc ha detto di avere confermato che la donna intende lasciare un dipartimento in cui ha lavorato in vari ruoli nelle ultime tre amministrazioni, quelle di George W Bush, di Barack Obama e di Trump. In attesa di conferme, un assistente di Brand - Currie Gunn - se ne è già andato.

Wall Street chiude in rally una seduta altamente volatile

Wall Street ha chiuso in rally una seduta altamente volatile. E' terminata la seconda settimana di fila in calo, la peggiore da due anni. Leggi qui un approfondimento.

Amazon: Amazon affida le attività cinematografice a una donna Jennifer Salke (Nbc) sostituisce Price. Si dimise per molestie

Rimasto senza un capo, travolto dalle accuse di molestie sessuali, lo studio cinematografico di Amazon ha un nuovo numero uno: si tratta di una donna, strappata alla Nbc dove si occupava delle attività legate all'intrattenimento. Si tratta di Jennifer Salke, 53 anni, che ora supervisionerà un budget di oltre 4,5 miliardi di dollari con cui Amazon sfida non solo Netflix ma anche Walt Disney. Passando ad Amazon Studios - il ramo del colosso americano dell'e-commerce che produce serie televisive, film e documentari - Salke prende il posto di Roy Price, che lo scorso ottobre si era dimesso. Albert Cheng, direttore operativo dell'azienda, aveva svolto le sue funzioni fino alla nomina odierna. La scelta è ricaduta sulla Salke per via delle "grandi relazioni" che la professionista ha coltivato con "autori e talenti" nel corso della sua carriera divisa tra le esperienze in Nbc, 20th Century Fox e Aaron Spelling Productions. Tra le serie tv più note di Amazon ci sono "Transparent", "The Tick" e "Bosch". Tra i film spicca il vincitore Oscar "Manchester by the Sea", con Casey Affleck. Amazon tuttavia non ha ancora sfondato con successi come quelli di "Game of Thrones" di Hbo e "Stranger Things" di Netflix.

Guess crea un comitato per indagare sulle accuse di molestie al cofondatore

Sulle accuse di molestie sessuali piombate sul suo cofondatore, Guess intende vederci chiaro. Per questo il consiglio di amministrazione del marchio di abbigliamento, ha nominato un comitato speciale costituito da due direttori indipendenti che supervisionareanno le indagini in corso sulle le accuse rivolte a Paul Marciano dalla modella e immagine del marchio Kate Upton. Lui continua a respingerle. La donna il 1 febbraio scorso aveva pubblicato sul proprio profilo Twitter il seguente commento: "È una delusione che un marchio femminile iconico come Guess abbia ancora Paul Marciano come suo direttore creativo", per poi pubblicare un secondo messaggio su Instagram, aggiungendo: "Non dovrebbe essergli consentito di usare il suo potere nell'industria per molestare sessualmente e a livello emotivo le donne". In una nota Guess ha detto di trattare "seriamente" simili accuse e di non ammettere alcuna cattiva condotta. L'inchiesta è condotta dallo studio legale O'Melveny & Myers. Lo studio legale Glaser Weil è stato reclutato per fornire consulenza al comitato speciale. Al Nyse, il titolo Guess sale dello 0,65% a 15,52 dollari. Da inizio anno ha perso il 9% ma negli ultimi 12 mesi è salito di quasi il 17%.

Mercati
Fidelity vieta temporaneamente di scommettere contro balzo volatilità

Fidelity, uno dei più grandi broker per investitori retail in Usa, ha deciso di vietare temporaneamente ai suoi clienti l'acquisto di un Etf con cui scommettere contro un balzo della volatilità. Si tratta di uno dei prodotti finanziari che in settimana sono stati oggetto di un poderoso sell-off dovuto al ritorno della volatilità, praticamente assente nel 2017. Mentre il Vix è infatti balzato, l'Etf con simbolo SVXY ha perso in settimana il 90% del suo valore. Il nome completo è ProShares Short VIX Short-Term Futures ETF.

Dopo la decisione annunciata martedì scorso da Credit Suisse di chiudere un Etf simile - il più grande, con simbolo Xiv - SVXY era uno dei pochi strumenti a disposizione degli investitori retail per scommettere che Vix calerà. Fidelity impedisce di acquistarlo ma non di venderlo.

Una tale decisione potrebbe pesare su Cboe Global Markets, l'exchange che ha fino ad ora goduto di un rialzo dei volumi di trading di prodotti associati alla volatilità. Il titolo di Cboe Global Markets cede il 4,5%, per via di una trimestrale deludente pubblicata oggi. In settimana ha perso il 20% per via dei timori associati alla liquidazione di Xiv

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a marzo ha chiuso in ribasso di 3 centesimi e tre quarti, l'1,03%, a quota 3,62 dollari a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a marzo ha finito in calo di 7 centesimi e un quarto, l'1,59%, a quota 4,49 dollari a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a marzo hanno chiuso in flessione di 4 centesimi e tre quarti, lo 0,48%, a 9,83 dollari a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo è scivolato di 25 punti, lo 0,78%, a 31,96 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a marzo ha guadagnato 1,5 dollari, lo 0,43%, a 346,60 dollari a tonnellata.

Materie prime
Petrolio chiude a NY -3,19% a 59,20 dollari al barile, in settimana -9,5%

Per la sesta volta di fila il petrolio ha chiuso una seduta in calo. Il contratto marzo al Nymex è scivolato del 3,19% a 59,20 dollari al barile, sopra i minimi intraday pari a 58,07 dollari al barile. Il bilancio settimanale è pari a un -9,5%, il peggiore dal novembre 2016. Un rafforzamento del dollaro, scorte e produzione Usa in aumento hanno pesato sulle quotazioni, che hanno risentito anche del generale sell-off che ha colpito l'azionario.

Cereali Chicago: le vendite continuano

I principali cereali quotati a Wall Street continuano a viaggiare in calo. Condizioni climatiche favorevoli e la fine di uno sciopero dei camionisti in Argentina stanno pesando sulle quotazioni. Nella nazione sudamericana i camionisti hanno deciso di sedersi ai tavoli dei negoziati con governo ed aziende di trasporti per trattare sulle tariffe di trasporto.

Il contratto del mais con scadenza a marzo perde 3 centesimi e mezzo, lo 0,96%, a quota 3,62 dollari e un quarto a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a marzo è in ribasso di 6 centesimi e mezzo, l'1,42%, a quota 4,49 dollari e tre quarti a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a marzo viaggiano in calo di 4 centesimi e tre quarti, lo 0,48%, a 9,83 dollari a bushel. Il contratto dell'olio di soia con scadenza a marzo scivola di 21 punti, lo 0,65%, a 32 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a marzo sale di 2,1 dollari, lo 0,61%, a 347,2 dollari a tonnellata.

azionario
Wall Street: gli indici tornano ad accelerare, Dj +0,5%

Gli indici a Wall Street restano sull'ottovolante. Dopo un rally iniziale, un tonfo, una ripresa e un altro crollo, i listini americani sono tornati a correre. Arrivato a perdere quasi 500 punti, il Dow Jones Industrial Average sta salendo di oltre 100 punti, ossia circa lo 0,5%, a 23.971,51 punti. Forse, il fatto che l'S&P 500 si sia risollevato dopo avere testato la sua media mobile a 200 giorni sta aiutando. L'indice benchmark avanza di 21,11 punti, lo 0,8%, a quota 2.603,11. Il Nasdaq Composite aumenta di 60,41 punti, lo 0,87%, a quota 6.836.

azionario
Wall Street accelera al ribasso: dal 26 gennaio in fumo 5.200 mld di dollari nel mondo

Wall Street non sembra avere ancora trovato il fondo. Il Dow Jones Industrial Average - ieri protagonista del secondo peggiore sell-off di sempre dopo quello di lunedì scorso, superiore ai mille punti - si è portato sui minimi intraday allontanandosi ulteriormente dai 24.000 punti, soglia rotta al ribasso ieri per la prima volta da novembre. L'indice delle 30 blue chip si appresta ad archiviare la peggiore settimana dall'ottobre 2008.

Dal canto suo l'S&P 500 ha rotto al ribasso la media mobile a 200 giorni per la prima volta da inizio novembre 2016. Si tratta di un importante livello tecnico.

Intanto il Nasdaq Composite si è unito agli altri due indici entrando in correzione, avendo perso almeno il 10% dai massimi record. Tutti e tre gli indici sono in calo da inizio anno.

In particolare, l'S&P 500 ha bruciato 2.500 miliardi di dollari dal suo ultimo record. I listini globali dal 26 gennaio scorso hanno mandato in fumo 5.200 miliardi.

Arrivato a guadagnare fino a 354 punti, il Dow ne perde 467,34, il 2%, a quota 23.393,12. L'S%P 500 cede 39 punti, l'1,5%, a quota 2.542,7. Il Nasdaq segna un -125,4 punti, l'1,8%, a quota 6.651.

Nel 2018 i tre indici hanno una performance pari, rispettivamente, a un -5%, a un -4,77% e a un -3,5%.

Negli ultimi 12 mesi hanno guadagnato, nell'ordine, il 16,2%, il 10,3% e il 16,55%. Il Vix, l'indice della volatilità, balza del 17,5% a 39,32 punti.

T-Bond tornano ad essere acquistati, decennale torna sotto il 2,8%

Mentre il sell-off continua a Wall Street e il petrolio ha rotto al ribasso anche quota 59 dollari al barile preparandosi a finire la peggiore settimana dal gennaio 2016, i Treasury hanno ritrovato forza. I titoli di stato Usa sono riscoperti come bene rifugio in tempi di incertezza anche se recentemente sono stati vittima di timori di una ripresa dell'inflazione e dunque di una Federal Reserve meno accomodante.

Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 2,797% dal 2,851% di ieri. Venerdì scorso avevano finito al 2,852%, massimi di quattro anni. Potrebbe dunque terminare la prima settimana in rialzo dopo cinque in calo. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. In entrambi gli anni gli analisti avevano previsto il raggiungimento del 3%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,562%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo al 2,028%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso al 2,477%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 3,121%.

materie prime
Petrolio rompe al ribasso anche quota 59 dollari al barile

Il petrolio a marzo al Nymex ha ampliato i cali scivolando sotto quota 59 dollari al barile nello stesso giorno in cui ha rotto al ribasso quota 60. Il contratto marzo perde il 3,73% a 58,87 dollari al barile e si appresta ad archiviare la peggiore seduta dal gennaio del 2016 con un calo superiore all'8%.

A pesare sui prezzi è il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti, salito per la terza settimana di fila. Stando al rapporto pubblicato ogni venerdì dal gruppo di servizi petroliferi Baker Hughes, i pozzi sono saliti di 26 unità a quota 791. Rispetto allo scorso anno, c'è stato un rialzo di 200 unità.

Usa: numero trivelle petrolifere attive in rialzo per terza volta di fila

Il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è salito per la terza settimana di fila. Stando al rapporto pubblicato ogni venerdì dal gruppo di servizi petroliferi Baker Hughes, i pozzi sono saliti di 26 unità a quota 791. Rispetto allo scorso anno, c'è stato un rialzo di 200 unità. Il dato resta lontanissimo dal picco di 1.609 toccato a ottobre del 2014, ma è al di sopra del minimo toccato nel 2009 a 179 trivelle attive. Il petrolio a marzo al Nymex ha ampliato i cali scivolando sotto quota 59 dollari al barile nello stesso giorno in cui ha rotto al ribasso quota 60. Il contratto marzo perde il 3,34% a 59,11 dollari al barile ma poco fa si era spinto a 58,95 dollari al barile.

azionario
Wall Street: regna la volatilità, indici di nuovo in calo

L'azionario americano resta sull'ottovolante. Partito in rally e poi sceso, il mercato si era saputo risollevare ma ora è tornato a precipitare. Per rendere l'idea della forte volatilità, basti dire che soltanto oggi il Dow Jones Industrial Average ha subito una variazione di quasi 700 punti tra i minimi e i massimi intraday.

L'indice delle blue chip, che lunedì scorso aveva subito un calo record superiore ai mille punti e che ieri ha registrato un altro calo simile, si appresta ad archiviare la peggiore settimana in nove anni.

Il primo cambio di rotta dell'azionario c'è stato non appena il petrolio al Nymex aveva rotto al ribasso quota 60 dollari al barile per la prima volta in sei settimane. Il sell-off ha permesso ai prezzi dei Treasury di virare in rialzo.

Intanto gli esperti di analisti tecnica monitorano livelli considerati cruciali: il Dow e l'S&P 500 stanno infatti testando le rispettive medie mobili a 200 giorni. Una loro rottura al ribasso indicherebbe che la loro corsa al rialzo potrebbe giungere alla fine.

L'indice delle 30 blue chip perde 219 punti, lo 0,9%, a quota 23.640. L'S&P 500 cede 22,65 punti, lo 0,88%, a quota 2.558,43. Il Nasdaq Composite perde 78,6 punti, l'1,14%, a quota 6.699,90. Il petrolio a marzo al Nymex scivola del 3,11% a 59,25 dollari al barile.

Broadcom offre a Qualcomm 8 mld di dollari in caso di stop autorità a nozze

Broadcom dimostra di volere comprare a tutti i costi la rivale Qualcomm. Il gruppo di Singapore che aveva alzato da 70 a 82 dollari per azione l'offerta per acquisire il produttore americano di microprocessori ha ulteriormente addolcito la pillola dopo essersi sentito dire nuovamente "no".

Broadcom ha detto che pagherà a Qualcomm 8 miliardi di dollari se il matrimonio verrà bloccato dai regolatori. La proposta è arrivata all'indomani del rifiuto di Qualcomm ad accettare quella che Broadcom aveva definito come l'ultima sua proposta. Il gruppo Usa, tuttavia, si era detto disposto a discutere proprio della certezza dell'intesa.

La disponibilità a pagare quella commissione è contenuta in una lettera ricevuta oggi da Paul Jacobs, presidente esecutivo di Qualcomm, e inviata da Hock Tan, Ceo di Broadcom. Quest'ultimo ha ribadito che l'offerta da 82 dollari per titolo resta "l'offerta finale e migliore" ma si è detto appunto disposto a pagare 8 miliardi se il deal salterà per motivi regolatori. La cifra proposta rappresenta il 6,6% del valore delle nozze da 121 miliardi di dollari (debito escluso).

Tan è impaziente di discutere "rapidamente" con Qualcomm e di incontrarne i vertici già nel fine settimana. Il titolo Broadcom perde lo 0,6%, quanto quello di Qualcomm.

Cereali Chicago viaggiano in calo. Indonesia supera Egitto: è principale importatore di frumento

I principali cereali quotati al Cbot viaggiano in generale calo. I prezzi sono condizionati dal rapporto pubblicato ieri dal dipartimento americano dell'Agricoltura (Usda) - che ha aumentato le stime sulle scorte di soia e frumento mentre ha tagliato quelle del mais - e dell'arrivo di piogge in Argentina e nella parte meridionale delle Grandi Pianure Usa. Separatamente, le esportazioni di mais nell'ultima settimana sono scese leggermente rispetto a quella precedente restando comunque sopra la media dell'ultimo mese; quelle di soia sono invece balzate. Intanto l'Indonesia si prepara a superare l'Egitto come il principale importatore di frumento al mondo. Stando allo Usda, il Paese asiatico ne dovrebbe importare 12,5 milioni di tonnellate nell'anno fiscale 2017-2018 superando la nazione nordafricana. Era dalla stagione 2007-2008 che l'Egitto era il principale importatore di frumento; in precedenza il primato era del Brasile.

I future dei semi di soia con scadenza a marzo viaggiano in calo di 3 centesimi, lo 0,30%, a 9,84 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto dell'olio di soia con scadenza a marzo è fermo a 32,21 centesimi al pound. Il contratto della farina di soia con scadenza a marzo cede 1,1 dollari, lo 0,32%, a 334 dollari a tonnellata.

Il contratto del mais con scadenza a marzo perde 1 centesimo e tre quarti, lo 0,48%, a quota 3,64 dollari a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a marzo è in ribasso di 6 centesimi e un quarto, l'1,37%, a quota 4,50 dollari a bushel.

Alphabet
Accusò Uber di avere rubato segreti su guida autonoma, Waymo sigla patteggiamento

La battaglia legale tra Uber e Waymo è finita con un patteggiamento, cosa che mette fine a un processo iniziato lunedì scorso e attentamente monitorato dalla Silicon Valley. Leggi qui i dettagli.

azionario
Wall Street: forte volatilità, indici perdono quota e poi tornano a salire

Dopo un avvio in rally, gli indici a Wall Street avevano annullato i guadagni virando in negativo ma poi hanno saputo ritrovare quota. Il Dow Jones Industrial Average si era spinto al di sotto dei minimi raggiunti nell'intraday martedì scorso raggiungendo nuovi minimi di un sell-off che ha preso piede da venerdì scorso.

In quel giorno fu pubblicato un ottimo rapporto sull'occupazione americana a gennaio, quando i salari orari sono balzati su base annua del 2,9% (top del 2009) alimentando timori di una ripresa dell'inflazione e dunque di una Federal Reserve meno accomodante. Il Dow si appresta a chiudere la peggiore settimana dall'ottobre 2008.

Arrivato a guadagnare fino a 349 punti, l'indice ne ha persi circa 160 e ora sale di 31 punti, lo 0,13%, a quota 23.891,78. L'S&P 500 avanza di 9,95 punti, lo 0,44%, a quota 2.592,39. Il Nasdaq Composite aumenta di 28,60 punti, lo 0,4%, a quota 6.806,28.

Il petrolio a marzo al Nymex segna un -2,14% a 59,84 dollari al barile; il contratto è scivolato sotto i 60 dollari per la prima volta da sei settimane e si appresta a chiudere una settimana in calo di oltre l'8%.

Petrolio a NY sotto 60 dlr/barile, prima volta in sei settimane

Il petrolio al Nymex è oggetto di sell-off tanto che i prezzi sono scesi sotto i 60 dollari al barile per la prima volta in sei settimane. Il contratto marzo cede l'1,9% a 59,99 dollari al barile. Rispetto a venerdì scorso, il bilancio settimanale per ora è pari a un -8,3%.

criptovalute
I Bitcoin diventano materia di studio nei college Usa

Bitcoin diventa materia di studio nelle università americane. E non in quelle di serie B. Il "New York Times" ha raccolto le testimonianze di alcuni docenti dei corsi dedicati alla criptovaluta. Il pioniere della "materia" è David Yermack, professore di economia e legge alla New York University che nel 2014 ha tenuto i suoi primi seminari. Nell'ultimo semestre ha invece avviato un vero e proprio corso che è arrivato ad avere 225 iscritti. Oltre alla Nyu, anche la prestigiosa Princeton ha introdotto questa materia nella sua offerta formativa. Nell'ultimo mese anche Berkeley in California si è adeguata alla mania da Bitcoin. La scorsa settimana, la Stanford University ha ospitato una conferenza di tre giorni su blockchain, la tecnologia sottostante Bitcoin. Parallelamente alla nascita dei corsi universitari, cominciano a diffondersi sempre di più le offerte di lavoro che richiedono competenze su blockchain. Sul sito Indeed, specializzato nelle offerte di lavoro, sono sempre più numerosi gli annunci di questo tipo. E' nato inoltre "Crypto Jobs List", un sito specifico dedicato a offerte di lavoro legate alle criptovalute.

Russa TMK rimanda Ipo della controllata Usa, troppa volatilità

Il più grande produttore russo di gasdotti e oleodotti ha rinunciato a quotare la sua controllata americana alla luce della forte volatilità registrata sui mercati. L'Ipo doveva avere un valore di 615 milioni di dollari.

TMK, controllata dal miliardario Dmitry Pumpyansky, ha comunicato di avere posticipato lo sbarco in borsa di IPSCO, annunciato meno di due settimane fa. La sussidiaria fu formata mettendo insieme asset acquisiti nel 2008 e 2009 con un valore di 1,7 miliardi di dollari; negli ultimi anni ha goduto del boom dello shale oil americano tanto che nel 2017 ha visto la produzione quasi raddoppiare sull'anno precedente. In pratica, la produzione di TMK è attribuibile quasi interamente a quella di IPSCO.

"Anche se abbiamo ricevuto un interesse significativo dagli investitori potenziali, la continua volatilità economica e dei mercati non è ottimiale per una Ipo", ha detto il Ceo e presidente di IPSCO, Piotr Galitzine.

Apple: vendite in rialzo per due fornitori di Taiwan

Nonostante i timori per vendite in calo dell'iPhone X, l'ultimo e più costoso smartphone di Apple, due dei principali fornitori del colosso tecnologico californiano hanno registrato vendite in rialzo a gennaio. Tutte e due sono quotati a Taiwan e hanno diffuso i dati alla fine della seduta locale.

Foxconn, che assembla la gran parte degli iPhone nelle sue fabbriche in Cina, ha detto di avere messo a segno il mese scorso ricavi per 13,7 miliardi di dollari, il 16% in più rispetto a un anno prima.

Taiwan Semiconductor Manufacturing, che fornisce processori per gli smartphone di Apple e che genera metà delle sue vendite annuali per 33 miliardi di dollari da dispositivi mobili, ha visto a gennaio ricavi per 2,72 miliardi (+4,1% annuo).

L'1 febbraio scorso Apple ha chiuso una trimestrale record ma il numero degli iPhone venduti ha deluso. Il titolo sale del 2% a 157,52 dollari. Da inizio anno ha ceduto il 7% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato oltre il 18%.

Usa: +0,4% scorte magazzino ingrosso a dicembre, sopra stime

A dicembre le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti sono cresciute più delle previsioni. Per gli analisti è un segnale positivo su un possibile incremento della domanda e di conseguenza della produzione. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, le scorte sono salite dello 0,4% nell'ultimo mese del 2017 rispetto al precedente a quota 612,1 miliardi di dollari. Le stime erano per un +0,2%. Il dato di novembre è stato rivisto a un +0,6% a 609,7 miliardi. Su base annuale, il dato di dicembre è cresciuto del 3,4% rispetto al dicembre 2016. Le vendite all'ingrosso sono cresciute mensilmente dell'1,2% a 500,2 miliardi ed annualmente del 9,1%. All'attuale ritmo di vendita, occorrerebbero 1,22 mesi per esaurire completamente le scorte, dato in calo rispetto al dicembre 2016 quando ce ne volevano 1,29.

Usa guidano fuga record da fondi azionari globali per 30,6 mld $

Nell'ultima settimana c'è stata una fuga record dai fondi azionari su scala globale. A capitanarla sono stati gli Stati Uniti, dove gli indici a Wall Street si preparano ad archiviare la settimana peggiore da oltre due anni. I riscatti registrati sono stati di 30,6 miliardi di dollari nel mondo. La fuga dai fondi azionari Usa nei cinque giorni a mercoled" scorso è stata pari a 34 miliardi di dollari, stando a dati EPFR elaborati da Jefferies. I mercati emergenti si sono mossi in controtendenza con influssi per 2,1 miliardi di dollari.

azionario
Wall Street: apertura in forte rialzo all'indomani di sell-off, DJ +1,2%

La seduta a Wall Street è iniziata in netto rialzo, cosa che permette agli indici di rimbalzare all'indomani di un pesante sell-off a causa del quale il Dow Jones Industrial Average aveva chiuso sotto i 24mila punti per la prima volta dallo scorso novembre. Non solo. L'indice delle 30 blue chip e l'S&P 500 erano entrati in correzione, definita come un calo del 10% dai record recenti.

Gli indici americani si avviano comunque ad archiviare la peggiore settimana da oltre due anni. Per il Dow e S&P 500 febbraio rischia di essere il mese peggiore dal maggio 2010.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA sale di 267,27 punti, l'1,2%, a quota 24.127,73. L'S&P 500 aumenta di 25 punti, lo 0,96%, a quota 2.606,78. Il Nasdaq Composite aumenta di 72,85 punti, l'1%, a quota 6.850. Il petrolio a marzo al Nymex scivola dell'1,116% a 60,44 dollari al barile.

T-Bond ancora in calo, verso sesta settimana di fila in perdita

I Treasury viaggiano in generale calo all'indomani della terza seduta di fila in ribasso. In questa asset class si monitora l'andamento dell'azionario americano con il DJIA e l'S&P 500 entrati ieri in correzione, ossia hanno perso il 10% dai record recenti.

Il miglioramento dell'economia globale, in generale una buona notizia, continua a essere interpretato come un precursore di un ritorno dell'inflazione e dunque di una Federal Reserve meno accomodante.

Dal fronte politico, è terminato il secondo shutdown dell'era Trump: il primo durò tre giorni a gennaio e il secondo è scattato quando in Italia erano le sei del mattino di oggi. Poi Camera e Senato hanno votato un budget per i prossimi due anni, insieme a una misura temporanea per porre fine alla paralisi del governo. Il presidente americano Donald Trump ha firmato il provvedimento.

Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in rialzo al 2,855% dal 2,851% di ieri. Venerdì scorso avevano finito al 2,852%, massimi di quattro anni. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. In entrambi gli anni gli analisti avevano previsto il raggiungimento del 3%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,557%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo al 2,122%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,569%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,155%.

azionario
Wall Street: future accelerano al rialzo, Dow verso rimbalzo di oltre 200 punti

Dopo un andamento volatile, i future a Wall Street stanno accelerando al rialzo cercando di ritornare ai massimi visti nella notte americana. Il Dow Jones Industrial Average potrebbe aprire in rialzo di 200 punti dopo averne persi oltre mille nella seduta di ieri, simile a quella di luned" scorso (la peggiore di sempre per l'indice delle 30 blue chip in termini di punti). Il Dow riparterà dopo essere scivolato in correzione come l'S&P 500. Gli indici si preparano a chiudere la seconda settima in calo, la peggiore dall'ottobre 2008 per il Dow; per l'S&P 500 sarà la peggiore dall'agosto 2011. Febbraio rischia di essere il mese peggiore da nove anni. I future del Dow slagono di 99 punti, lo 0,4%; quelli dell'S&P 500 aumetano di 15,5 punti, lo 0,6%; quelli del Nasdaq aggiungono 55,5 punti, lo 0,88%. Il petrolio a marzo al Nymex scivola dello 0,9% a 60,60 dollari al barile.

CBOE soffre in borsa dopo conti in crescita ma deludenti

CBOE Global Markets soffre al Nasdaq, dove il titolo dell'exchange perde il 3,3%. Il gruppo che lo scorso dicembre ha lanciato i future su Bitcoin ha messo a segno profitti e ricavi nel quarto trimestre del 2017 inferiori alle stime degli analisti.

Gli utili netti sono saliti nel periodo a 254,6 milioni di dollari, o 2,26 dollari per titolo, da 44,7 milioni, o 55 centesimi per titolo, dell'ultimo trimestre del 2016. Al netto di voci straordinarie, inclusi benefici derivanti dalla riforma fiscale Usa per 191,5 milioni di dollari, i profitti sono stati di 87 centesimi per azione, sotto il consenso per 88 centesimi. I ricavi sono aumentati a 265,6 milioni di dollari da 143 milioni, sotto le previsioni del mercato per 267 milioni.

Nell'intero 2017, i profitti hanno sfiorato i 400 milioni di dollari dai 184,9 milioni del 2016; i ricavi sono stati pari a 995,6 milioni di dollari, in rialzo da 566,4 milioni dell'esercizio precedente.

Edward Tilly, il Ceo di CBOE Global Markets, ha spiegato in una nota di avere "compiuto iniziative strategiche e messo a segno trading record per i nostri prodotti dai margini più alti, inclusi i future del Vix, le opzioni sull'SPX, il tutto continuando a lanciare prodotti innovativi come i future di Bitcoin".

Da inizio anno il titolo CBOE ha perso quasi l'11% ma negli ultimi 12 mesi è salito di oltre il 44%.

Usa: Trump firma budget, mette fine a secondo shutdown del 2018

Donald Trump ha messo la sua firma sull'accordo bipartisan sul budget per gli anni fiscali 2018 e 2019 approvato nella notte americana dal Congresso insieme a una misura temporanea per porre fine al secondo shutdown scattato in meno di un mese.

L'inquilino della Casa Bianca lo ha annunciato con un tweet sostenendo che "il nostro esercito sarà forte come non lo è mai stato", riferimento al fatto che il budget prevede un aumento di 300 miliardi di dollari della spesa militare e di programmi nazionali. "Amiamo e abbiamo bisogno del nostro esercito e dobbiamo dargli tutto - e di più. E' la prima volta che succede da molto tempo. Questo significa anche occupazione, occupazione, occupazione!".

azionario
Wall Street: future contrastati, dal suo record S&P 500 ha bruciato 2mila mld $

I future a Wall Street viaggiano contrastati e ben al di sotto dei massimi visti ore fa. Gli indici si preparano a chiudere la seconda settima in calo, la peggiore dall'ottobre 2008 per il Dow Jones Industrial Average; per l'S&P 500 sarà la peggiore dall'agosto 2011.

Il tutto succede mentre nelle piazze europee continuano le vendite dopo il sell-off che ha travolto le borse asiatiche sulla scia di quello subito ieri a Wall Street. Nella seduta scorsa il Dow ha chiuso sotto i 24.000 punti per la prima volta dallo scorso novembre a causa di un calo di oltre mille punti, il secondo di questa portata della settimana in corso. Sia l'indice delle 30 blue chip sia l'S&P 500 sono entrati in correzione, definito come un calo di almeno il 10% dai record recenti. Rispetto a quei livelli, Cnbc ha calcolato che l'indice benchmark ha mandato in fumo 2.000 miliardi di dollari.

I mercati hanno ignorato il fatto che per qualche ora il governo Usa sia finito in shutdown per la seconda volta da inizio anno: il presidente americano Donald Trump questa mattina firmerà la legge sul budget approvata nella notte Usa sia dal Senato sia dalla Camera. Il focus resta sul rischio di una ripresa dell'inflazione e dunque di una Federal Reserve meno accomodante.

I future del Dow cedono 34 punti, lo 0,14%; quelli dell'S&P 500 salgono di 2 punti, lo 0,04%; quelli del Nasdaq aumentano di 38,25 punti, lo 0,5%. Il petrolio a marzo al Nymex scivola dell'1,3% a 60,33 dollari al barile.

Moody's vira in utile in IV trim, ricavi +24% a 1,2 mld, sopra stime

Moody's ha chiuso il quarto trimestre del 2017 con utili per 25,5 milioni di dollari, o 13 centesimi per azione, contro una perdita di 428,6 milioni, o 2,25 dollari per azione, dallo stesso periodo dell'esercizio precedente. Sul risultato ha pesato per 245,6 milioni di dollari la riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale. Al netto di voci straordinarie, i profitti sono stati di 1,51 dollari per titolo, sopra 1,26 dollari per azione dell'anno prima e oltre 1,45 dollari per titolo attesi dagli analisti.

I ricavi sono saliti del 24% annuo a 1,2 miliardi di dollari. La differenza tra la crescita dei ricavi generati in Usa e quelli all'estero si è ridotta: nel primo caso il tasso di crescita è stato del 15% contro il 35% del secondo.

Nell'intero 2017, gli utili sono stati di un miliardo di dollari contro i 266,6 milioni dell'esercizio precedente. I ricavi sono aumentati del 17% sul 2016 a 4,2 miliardi. I ricavi Usa sono stati di 2,3 miliardi (+12%) e quelli non Usa sono stati di 1,9 miliardi (+24%).

Per il 2018 Moody's si aspetta un fatturato e spese operative in crescita tra il 10% e il 15% nel 2018. Nell'intero anno fiscale il gruppo si aspetta un eps adjusted di 7,65-7,85 dollari, cifra che include un beneficio di 65 centesimi dato dalla nuova riforma fiscale. La previsione è migliore delle attese del mercato per 6,89 dollari per titolo.

Il titolo Moody's è fermo nel pre-mercato. Ieri aveva chiuso in calo del 3,7% a 152,14 dollari. Da inizio anno ha guadagnato il 3% e negli ultimi 12 mesi il 42%.

Aziende
Amazon lancia servizio consegne, Ups e FedEx tremano (Wsj)

Amazon si prepara a lanciare un servizio di consegne pensato per le aziende e Ups e FedEx tremano. Nel pre-mercato a Wall Street i titoli dei colosso americani delle spedizioni perdono terreno, rispettivamente del 5,7% e del 5,3%.

Stando al Wall Street Journal, il nuovo servizio si chiamerà "shipping with Amazon" (letteralmente, spedire con Amazon) o SWA. In pratica il colosso del commercio elettronico raccoglierà i pacchi dalle aziende clienti e li consegnerà ai destinatari. Amazon lancerà un programma pilota nelle settimane a venire a Los Angeles (California) per commercianti terzi che vendono prodotti sul suo sito; poi allargherà il servizio in altre città più avanti nell'anno. Da anni Amazon sta lavorando per creare una sua rete di trasporto merci, motivo per cui ha preso in leasing 40 aerei.

Amazon nel pre-mercato sale dello 0,3%. Da inizio anno ha guadagnato il 15,5% e negli ultimi 12 mesi il 65%.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Scorte all'ingrosso per il mese di dicembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,8%. Consensus: +0,2%.

Numero delle trivelle petrolifere attive per la settimana chiusa oggi alle 13 (le 19 in Italia). Precedente: +6 unità a quota 765.


Appuntamenti societari

Trimestrale di Cboe Global Markets e Moody's prima dell'apertura dei mercati.

Wall Street
Euro stabile a 1,2256 dollari, biglietto verde in rialzo a 109,09 yen

Euro stabile a 1,2256 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0494 e 1,2536 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,33% a 109,09 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 115,51 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.317 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,15% a 1.317 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.218,50 e i 1.370,50 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 60,58 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,92% a 60,58 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,91 e i 66,66 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici statunitensi in rialzo nel premercato: il Dow Jones sale dello 0,60%, lo S&P cresce dello 0,77%, il Nasdaq guadagna lo 0,89%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita nuovamente all'insegna del sell-off, con gli indici che si apprestano ad archiviare la seconda settimana di fila in calo, la peggiore dal 2016. A causa di un'accelerazione delle vendite nell'ultima ora di scambi, il Dow Jones Industrial Average ha perso oltre mille punti, poco meno di quelli mandati in fumo lunedì scorso (quando aveva subito un tonfo record). L'indice delle 30 blue chip è tornato sotto quota 24.000 per la prima volta dallo scorso novembre ed è entrato in correzione (ha perso il 10% dai record del 26 gennaio scorso). L'S&P 500 - a sua volta in correzione - e il Nasdaq Composite hanno rotto al ribasso i minimi raggiunti martedì scorso nell'intraday, un livello attentamente monitorato dagli esperti di analisti tecnica. Arrivato a cedere 1.044 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 1.033,23, il 4,15%, a quota 23.860,12. Il 10% del calo del Dow è attribuibile a Boeing (-4,8%). L'S&P 500 ha perso 100,66 punti, il 3,75%, a quota 2.581. Il Nasdaq è calato di 274,83 punti, il 3,9%, a quota 6.777,16. Il Vix, l'indice della volatilità, ha guadagnato il 27,66% a 35,40 punti. Il petrolio a marzo al Nymex è scivolato dell'1% a 61,15 dollari al barile, minimi del 2 gennaio scorso.