Wall Street rallenta dopo i record, preoccupa la Nord Corea

Notizie dal fronte macroeconomico e petrolifero. Poche le trimestrali.

21st Century Fox: utili trimestrali sopra le stime, ricavi deludenti

21st Century Fox ha chiuso un trimestre con utili migliori delle stime e ricavi leggermente deludenti. Il gruppo parte della galassia di Rupert Murdoch ha detto che entro il 30 giugno 2018 potrebbe chiudere l'operazione con la britannica Sky, di cui punta a prendere il controllo totale. Leggi qui i dettagli.

Azionario
Wall Street chiude in calo, focus su tensioni in Corea del Nord

La seduta a Wall Street è finita in calo sulla scia delle tensioni tra gli Usa e la Corea del Nord ma gli indici hanno saputo risollevarsi rispetto ai minimi intraday.

Sebbene il Pentagono abbia avvertito di essere nelle condizioni di distruggere il regime di Pyongyang, il dipartimento di Stato ha tranquillizzato escludendo una "minaccia imminente" per l'isola di Guam e consigliando sonni tranquilli a chi è preoccupato.

Gli investitori hanno comunque preferito trovare rifugio in porti considerati sicuri come l'oro, protagonista del maggiore rialzo giornaliero da tre mesi, e i Treasury.

Dal fronte macroeconomico, le scorte di magazzino all'ingrosso a giugno e la produttività del secondo trimestre sono state migliori del previsto.

In merito alla politica monetaria, Charles Evans (membro dell'Fomc) ha detto che i tassi dovrebbero restare invariati se il mese prossimo la Fed annuncerà l'inizio della riduzione del suo bilancio. Nel giorno del decimo anniversario dell'inizio della crisi finanziaria, James Bullard (Fed di St. Louis) ha spiegato di non vedere all'orizzonte una recessione ma ha aggiunto: "Non si sa mai".

Frenato da Walt Disney, Boeing e Goldman Sachs, il Dow Jones Industriale Average ha ceduto 74,44 punti, lo 0,34%, a quota 22.010,9.

L'S&P 500 ha perso 0,9 punti, lo 0,28%, a quota 2.474,02.

Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 18,13 punti, lo 0,28%, a quota 6.352,33.


Casa Bianca smentisce: parole Trump su Nordcorea non improvvisate

La Casa Bianca ha smentito il New York Times, che citando funzionari americani in forma anonima aveva scritto che ieri Donald Trump aveva improvvisato quando aveva lanciato alla Corea del Nord un avvertimento all'insegna di "fuoco e furia".

Come spiegato dalla portavoce Sarah Huckabee Sanders in una nota, il capo di gabinetto nonché ex generale John Kelly e altri membri della squadra del Consiglio per la sicurezza nazionale "erano tutti ben consapevoli del tono della dichiarazione del presidente prima che fosse fatta. Le parole sono state sue. Il tono e la forza del messaggio sono stati discussi in anticipo". Sanders ha aggiunto che Kelly e altri sapevano che "il presidente stava per rispondere alle minacce della Corea del Nord successive alle sanzioni [imposte sabato all'uninanimità dall'Onu] con un messaggio forte e senza mezzi termini".

Petrolio: chiude a NY +0,8% a 49,56 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in rialzo grazie a un calo superiore delle stime delle scorte Usa. Il contratto settembre al Nymex ha aggiunto 39 centesimi, lo 0,8%, a quota 49,56 dollari al barile.

Kraft Heinz spera nell'effetto Oprah con nuove zuppe

Kraft Heinz spera di godere dello stesso effetto Oprah di cui ha beneficiato Weight Watchers, il gruppo di prodotti per la perdita del peso di cui la regima dei talk show americana è socia e testimonial.

Il colosso alimentare famoso per il suo ketchup Heinz ha annunciato il lancio di zuppe e contorni attraverso Mealtime Stories, una joint venture con Oprah Winfrey di cui è stata data notizia per la prima volta all'inizio del 2017.

Con questa iniziativa, che punta a fornire alimenti creati con ingredienti veri e senza sapori artificiali, Kraft Heinz spera di vedere crescere le sue vendite, al palo da quando il gruppo è stato creato nel 2015. E magari anche il titolo ne beneficerà come successo a Weight Watchers, che dall'ingresso nel suo capitale di Winfrey ha guadagnato oltre il 600%. La star afroamericana non è tuttavia socia di Kraft Heinz.

Economia
Bullard (Fed): nessuna recessione all'orizzonte, ma "non si sa mai"

James B. Bullard, presidente della Federal Reserve di St Louis, ha detto che non c'è nessuna recessione all'orizzonte ma "non si sa mai". Le sue parole, pronunciate ai microfoni di BBG TV, sono arrivate nel decimo anniversario dell'inizio dell'ultima crisi finanziaria.

Calciatore messicano Rafa Marquez sanzionato da Usa per narcotraffico

Il dipartimento americano del Tesoro ha deciso di sanzionare la star del calcio messicano per via dei suoi legami con un signore della droga. Si tratta di Rafa Marquez. Oltre a lui, ad essere sanzionato è anche il cantante Julion Alvarez. Secondo Washington, entrambi hanno agito e si sono intestati asset per conto del narcotrafficante Raul Flores Hernandez, a sua volta punito insieme a una ventina di persone e 42 soggetti. Secondo gli Usa, quella odierna è l'azione più dura contro un signore della droga messicano e la sua organizzazione.

L'oro chiude con il maggiore rialzo in tre mesi

Le tensioni geopolitiche hanno permesso oggi all'oro di mettere a segno il maggiore rialzo giornaliero da tre mesi a questa parte. Il contratto a dicembre ha chiuso a New York in rialzo di 16,7 dollari, l'1,3%, a quota 1.279,30 dollari l'oncia. Il 17 maggio scorso aveva aggiunto 22,30 dollari, l'1,8%. Gli investitori hanno preferito puntare su un bene rifugio dopo il duello verbale tra la Corea del Nord e gli Usa.

America Latina
Venezuela: nuove sanzioni Usa, c'è anche fratello di Hugo Chavez

Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro la Venezuela. Nel mirino sono finite otto persone, tra cui i fratello dell'ex presidente Hugo Chavez, che secondo Washington sono coinvolte nella creazione dell'Assemblea Costituente e stanno partecipando ad azioni "anti-democratiche". La linea americana resta la stessa: l'Assemblea Costituente con cui il presidente venezuelano Nicolás Maduro vuole riscrivere la Costituzione e dissolvere le istituzioni statali è stata creata attraverso un processo non democratico ignorando il volere del popolo.

Secondo il segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, Maduro - definito nuovamente un "dittatore" sta ignorando il volere del popolo, una cosa "inaccettabile". Per questo Washington starà al loro fianco "in opposizione alla sua tirannia fino a quando in Venezuela viene riportata la pace e una democrazia prospera".

Tra gli otto individui puniti, come detto, c'è Adan Coromoto Chavez Frias, fratello dell'ex presidente venezuelano ormai deceduto. E' stato nominato segretario per la commissione presidenziale dell'Assemblea Costituente.

Economia
Fed: Evans, non serve alzare i tassi a settembre se inizia riduzione bilancio

Non c'è bisogno di alzare i tassi 1il 19 e 20 settembre se la Federal Reserve inizierà in quel mese la riduzione del suo bilancio, gonfiato negli anni della crisi attraverso l'acquisto di Treasury e bond ipotecari. Lo ha detto Charles Evans, presidente della Fed di Chicago. Secondo lui "dovremmo essere molto attenti nel determinare le prossime mosse" sui tassi. Per Evans, sarebbe meglio che l'istituto centrale guidato da Janet Yellen aumentasse il costo del denaro nella riunione del 12 e 13 dicembre, quando ci saranno più dati a disposizione anche per valutare l'andamento dell'inflazione. "Credo che se dovessimo [ridurre il bilancio] a settembre, potremmo non alzare i tassi in quel mese. Ciò ci porta a dicembre", ha aggiunto colui che è membro votante del braccio di politica monetaria della Fed.

Geopolitica
Pentagono: Corea del Nord perderebbe conflitto con Usa, avanti con diplomazia

Mentre il presidente Donald Trump si vanta di un arsenale nucleare "mai cos" potente" e il segretario di Stato Rex Tillerson tranquillizza dicendo di "dormire tranquilli", nel duello verbale sull'asse Usa-Corea del Nord si è inserito anche il segretario alla Difesa.

In una nota Jim Mattis ha ribadito "l'impegno inamovibile" di Washington a difendere sé stessa e gli alleati da un attacco di Pyongyang, che ieri ha minacciato di lanciare un missile sull'isola Guam. Il leader nordcoreano Kim Jong-un "dovrebbe prestare attenzione alla voce unita dell'Onu", che sabato scorso ha imposto nuove sanzioni contro il regime, e ai governi nel mondo che sono d'accordo sul fatto che la Corea del Nord "rappresenta una minaccia alla sicurezza e alla stabilità globali".

Per questo, ha continuato Mattis, la nazione "deve decidere di smettere di isolare sé stessa e rinunciare a ottenere armi nucleari". E dovrebbe smettere anche di prendere in considerazione azioni "che porterebbero alla fine del suo regime e alla distruzione del suo popolo". Mentre il dipartimento di Stato "sta facendo ogni sforzo per risolvere" la situazione per vie "diplomatiche", Mattis ha voluto precisare che "gli eserciti combinati degli alleati ora possiedono i mezzi offensivi e difensivi più robusti sulla Terra". Per questo Pyongyang perderebbe "ogni corsa all'armamento o un conflitto a cui darebbe inizio".

Azionario
Wall Street: indici sopra i minimi intraday, Disney pesa sul Dow

A meta seduta gli indici a Wall Street si sono risollevati dai minimi intraday fatta eccezione per il Dow Jones Industrial Average, frenato da Walt Disney (-4,4%): il colosso dell'intrattenimento soffre un altro trimestre con ricavi deludenti a causa dell'andamento del canale sportivo Espn. Il fatto che il gruppo si prepari a lanciare due servizi di video in streaming e abbia annunciato la fine dell'accordo di distribuzione con Netflix (-2,1%) non basta agli investitori.

Se l'azionario sta tentando il recupero è anche grazie a Rex Tillerson, il segretario di Stato americano che ha consigliato di "dormire tranquilli" a chi teme una escalation delle tensioni tra Usa e Corea del Nord dopo il duello verbale delle ultime 24 ore. Una "minaccia imminente" per l'isola di Guam, un territorio americano nel mirino di Pyongyang, secondo lui non c'è.

Il Dow cede 62,8 punti, lo 0,28%, a quota 22.022,53. L'S&P 500 perde 3,47 punti, lo 0,14%, a quota 2.471,45. Il Nasdaq scivola di 19,28 punti, lo 0,3%, a quota 6.351,15. Il petrolio a settembre al Nymex si è risollevato (+0,4% a 49,36 dollari al barile) con le scorte settimanali Usa scese più del previsto; inizialmente i trader si erano concentrati sul balzo, il maggiore da gennaio, degli stock di benzina.

Usa: Tillerson tranquillizza sulla Corea del Nord, dormite tranquilli

Rex Tillerson, il segretario americano di Stato che ama il pragmatismo, ha tranquillato i concittadini alla luce delle crescenti tensioni tra Usa e Corea del Nord. E nonostante i botta e risposta tra le due nazioni a colpa di minacce delle ultime 24 ore, sembra escludere che Washington si stia avvicinando a un'opzione militare.

"Nulla che ho visto e nulla di cui sono a conoscenza indica che la situazione sia cambiata notevolmente nelle ultime 24 ore", ha detto il diplomatico alla stampa che gli chiedeva se quanto successo stia portando gli Usa più vicini a un'opzione militare più rapidamente del previsto.

Mentre era a bordo di un aereo diretto da Manila a Guam, l'isola minacciata ieri da Pyongyang, Tillerson ha aggiunto: "Credo che gli americani dovrebbero dormire bene durante la notte e non dovrebbero essere preoccupati da questa particolare retorica degli ultimi giorni".

Petrolio
Wti vira in negativo dopo dato scorte Usa, poco sopra 49 $/barile

Il petrolio quotato al Nymex, in modesto rialzo prima del dato sulle scorte settimanali americane, vira in negativo, confermandosi sotto i 50 dollari al barile dopo il dato. Gli stock di petrolio sono calati più delle stime (-6,451 milioni di unità nella settimana chiusa il 4 agosto, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 2,7 milioni di barili).

Il ribasso è inferiore a quanto previsto dall'American Petroleum Institute, che aveva anticipato un calo di oltre 7 milioni di barili. Non aiuta il fatto che gli stock di benzina sono cresciuti a sorpresa. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a settembre si attestavano in calo a 49,06 dollari al barile, mentre in precedenza erano scambiati in aumento a 49,43 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 49,17 dollari al barile). Al momento il contratto a settembre si conferma in ribasso e cede lo 0,16% a 49,09 dollari al barile.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

Avvio in rialzo per i cereali quotati al Chicago Board of Trade i cereali si attestano in rialzo, seguendo la stessa via imboccata durante gli scambi overnight. A spingere i prezzi verso l'alto sono le previsioni meterologiche, secondo cui la siccità nelle aree di coltivazione del Northern Plains degli Stati Uniti è destinata a durare, mettendo sotto ulteriore pressione il raccolto. In particolare, quasi la metà del North Dakota, uno dei maggiori produttori di frumento, deve fare i conti con un'ondata di caldo estremo o comunque eccezionale per il periodo.

In avvio di seduta, frumento e mais si attestano in rialzo, con il primo che viaggia a un passo più rapido. In particolare, i future del mais a settembre acquistano tre quarti di centesimo a 3,84 dollari a bushel. I contratti del frumento a settembre avanzano di 2 centesimi e un quarto a 4,59 dollari a bushel. Andamenti in crescita anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a novembre sono in crescita di 2 centesimi e un quarto a 9,75 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre è poco mosso a 314,30 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre salgono di 12 punti a 34,34 centesimi al pound.

Energia
Scorte settimanali Usa petrolio e distillati in calo, in rialzo stock benzina

Nella settimana conclusa il 4 agosto le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono scese di 6,451 milioni di unità a 475,437 milioni, in ribasso per la sesta settimana di fila, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 2,7 milioni, dopo la discesa di 1,527 milioni di unità precedente.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si sono attestati in aumento di 3,424 milioni di unità a 231,103 milioni, dopo la discesa di 2,517 milioni di barili dei sette giorni precedenti e il ribasso di 1,6 milioni di unità previsto. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono diminuite di 1,729 milioni di unità a 147,685 milioni di barili, dopo il ribasso di 150.000 barili della settimana precedente e il calo di 200.000 unità previsto. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 96,3%, più del 95,4% del dato precedente e più anche del 95,1% atteso.

Tensioni Usa-Corea del Nord, sell-off per gli Etf legati a Seul

Gli Etf che hanno come sottostante l'azionario sudcoreano stanno soffrendo a causa delle rinnovate tensioni tra Usa e Corea del Nord.

L'etf iShares MSCI South Korea Capped (con simbolo EWY) sta cedendo il 2% circa, il suo calo giornaliero maggiore dal dicembre 2016; già ieri aveva ceduto lo 0,9%. Al livello attuale, l'etf si trova ai minimi di inizio luglio anche se resta in netto rialzo rispetto a inizio 2017.

Per un confronto, l'etf MSCI South Korea Hedged Equity (ticker DBKO) perde l'1%, il First Trust South Korea AlphaDEX Fund (FKO) lascia sul terreno il 3,4%, il Direxion Daily South Korea Bull 3X Shares (KORU) scivola del 5,3%. Intanto lo won sudcoreano cede lo 0,9% contro il dollaro americano: un biglietto verde compra 1.139,29 won.

Economia
Usa: +0,7% scorte magazzino all'ingrosso a giugno, più delle stime

Dopo il rialzo del mese precedente, in giugno le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti sono cresciute di nuovo, più delle previsioni e al passo più rapido da dicembre dell'anno scorso. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, le scorte sono cresciute dello 0,7% a 599,4 miliardi di dollari, mentre gli analisti attendevano un aumento dello 0,6%.

A maggio il dato era cresciuto dello 0,4% (invariato rispetto alla prima stima). Su base annuale le scorte sono in aumento del 2,8% rispetto a giugno 2016. Le vendite all'ingrosso sono salite dello 0,7%, dopo il ribasso dello 0,5% di maggio. Per questo, all'attuale ritmo di vendita, occorrerebbero 1,29 mesi per esaurire completamente le scorte, invariato rispetto al mese precedente, ma in calo dagli 1,32 mesi di giugno 2016.

Azionario
Wall Street: apertura in calo con tensioni Usa-Corea del Nord

La seduta a Wall Street è iniziata in calo con gli investitori preoccupati dalle tensioni geopolitiche tra Usa e Corea del Nord. L'attenzione resta rivolta ai botta e risposta tra le due nazioni, con Donald Trump che ha promesso "fuoco e furia" a Pyongyang se non smette di minacciare gli Usa e con il regime di Kim Jong-un che sta valutando un attacco all'isola di Guam, un territorio Usa che a sua volta ha avvertito: un attacco contro di essa sarebbe un attacco contro l'America. Tra gli investitori, l'impressione è che il linguaggio duro e tutt'altro diplomatico di Trump serva per mettere pressione non solo sulla Corea del Nord ma anche sulla Cina, affinché convinca la nazione più isolata al mondo a fermare i suoi programmi missilistico e nucleare (su cui non vuole però negoziare).

Intanto Walt Disney (-4,4%) pesa sul Dow Jones Industrial Average, colpa di una trimestrale con ricavi deludenti. Male anche Netflix (-3%), con cui il colosso dell'intrattenimento ha deciso di tagliare i ponti per concentrarsi sul lancio di nuovi servizi di video in streaming.

Dopo i primi minuti di scambi, l'indice delle 30 blue chip cede 54 punti, lo 0,24%, a quota 22.031,28. L'S&P 500 perde 9,87 punti, lo 0,4%, a quota 2.465. Il Nasdaq lascia sul terreno 49 punti, lo 0,77%, a quota 6.321. Il petrolio a settembre al Nymex sale dello 0,5% a 49,43 dollari al barile in attesa dei dati settimanali sulle scorte Usa.

Real estate
Blackstone: punta su real estate Spagna, compra quota asset immobiliari Banco Popular

Blackstone Group ha raggiunto un accordo per rilevare una quota di maggioranza del portafoglio immobiliare della spagnola Banco Popular Espa-ol, in quello che è stato preso come un voto di fiducia nella ripresa dell'economia del Paese.

Come si legge in una nota, il colosso americano del private equity rileverà una quota del 51% di una società di nuova creazione che includerà circa 30 miliardi di euro (circa 35,2 miliardi di dollari) di asset nel real estate trasferiti da Banco Popular, compresa Aliseda, la società di gestione immobiliare della banca. L'istituto spagnolo è stato salvato dall'Unione europea e dalle autorità spagnole a giugno e venduta per un euro a Banco Santander.

T-Bond in rialzo con tensioni Usa-Corea del Nord

Mentre l'azionario soffre e il Vix, l'indice della volatilità, balza, i Treasury vengono acquistati. E' il segno di una fuga degli investitori verso porti considerati sicuri in tempi di incertezza.

Di fronte alle tensioni tra Usa e Corea del Nord, alimentate da minacce verbali, i titoli di stato guadagnano quota. Pyongyang ha minacciato di colpire l'isola di Guam, un territorio Usa, con un missile dopo l'avvertimento di ieri del leader americano Donald Trump: la smetta di fare minacce con i suoi programmi nucleare e missilistico altrimenti Washington risponderà con "fuoco e furia". Secondo il segretario di Stato, Rex Tillerson, il linguaggio duro usato dal presidente Usa può essere compreso dal leader nordcoreano Kim Jong-un, che invece a sua detta non comprende quello diplomatico. L'impressione è che quel linguaggio sia pensato anche per mettere pressione alla Cina, il partner commerciale più importante della Corea del Nord, affinché si schieri nuovamente a favore di nuove sanzioni. Lo stesso pressing è esercitato su altre nazioni del Sudest asiatico affinché taglino i ponti con Pyongyang.

Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,214% dal 2,282% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,052%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo all'1,323%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso all'1,773%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,791%.

Azionario
Wall Street: future in calo, pesano tensioni geopolitiche

I future a Wall Street sono in calo preannunciando un avvio degli scambi in ribasso. Come nel resto del mondo, pesano le tensioni geopolitiche tra Usa e Corea del Nord.

Tra i leader delle due nazioni c'è stato un botta e risposta che già ieri aveva preoccupato gli investitori e impedito al Dow Jones Industrial Average di archiviare il decimo record di fila. Il presidente americano Donald Trump si è vantato di avere a disposizione un arsenale nucleare mai così potente ma che spera di non dovere usare; il riferimento è chiaramente a Pyongyang, che ieri aveva ignorato l'avvertimento arrivato da Trump (che nel caso di continue minacce ricorrerà a "fuoco e furia") dicendo che potrebbe colpire l'isola di Guam che ospita circa 6.000 soldati Usa. Il governatore dell'isola ha detto che un attacco contro Guam sarebbe un attacco contro l'America.

Intanto le trimestrali societaria continuano a essere pubblicate: quella di Walt Disney - che ha divorziato con Netflix - ha pesato sul fronte dei ricavi. Dal punto di vista macroeconomico, la produttivià nel secondo trimestre è salita più delle stime (dello 0,9% sui tre mesi prima).

I future del Dow cedono 35 punti, lo 0,16%; quelli dell'S&P 500 perdono 9,5 punti, lo 0,38%; quelli del Nasdaq scivolano di 38 punti, lo 0,65%. Il petrolio a giugno al Nymex segna un +0,65% a 49,49 dollari al barile.

Trimestrali
Office Depot: utile II trim. cala di quasi 9 volte a 24 mln $, scende fatturato

Nel secondo trimestre l'utile di Office Depot, il colosso americano dei prodotti per ufficio, è calato di quasi nove volte, deludendo le aspettative. Nei tre mesi a giugno, la società ha riportato profitti per 24 milioni di dollari, 5 centesimi per azione, contro i 210 milioni di dollari, 38 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Escludendo le voci straordinarie, l'utile adjusted è stato di 6 centesimi per azione, meno degli 8 previsti dagli analisti.

Il fatturato è calato da 2,58 a 2,36 miliardi di dollari, anche in questo caso sotto i 2,44 miliardi attesi, sulla scia della cattiva performance delle divisioni retail e business (le vendite comparate delle due aree sono scese del 6% rispetto all'anno scorso). Nel 2017 la società prevede che le vendite totali saranno inferiori rispetto a quelle del 2016, soprattutto a causa della chiusura di negozi, della perdita di contratti e di condizioni di mercato problematiche.

Economia
Usa: +0,9% produttività II trim., sopra stime, costo lavoro +0,6%, sotto stime

La produttività negli Stati Uniti è salita più delle previsioni nel secondo trimestre, segno che l'economia americana, comincia a migliorare anche sul fronte industriale. Stando al dato diffuso dal dipartimento al Lavoro, l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate è salita dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti (è il dato preliminare, sarà rivisto nei prossimi mesi), mentre gli analisti attendevano una crescita dello 0,6%.

Rispetto al secondo trimestre 2016 la produttività è in aumento dell'1,2%, in linea con la media annuale dell'ultimo decennio, ma sotto il 2,6% visto all'inizio degli anni Duemila. Il costo unitario del lavoro, - il dato relativo è reso noto insieme alla produttività e rappresenta un importante termometro delle pressioni inflazionistiche, - è salito dello 0,6%, mentre gli analisti attendevano una crescita dell'1%. L'output è cresciuto del 3,4% rispetto al primo trimestre, mentre le ore lavorate sono aumentate del 2,5%. Nel primo trimestre la produttività era salita dello 0,1% e il costo del lavoro del 5,4%.

Trimestrali
Tribune Media: perdite II trim. calano da 161,6 a 30,4 mln $, ma attese deluse

Tribune Media ha chiuso il secondo trimestre in rosso, ma le perdite sono state oltre cinque volte inferiori a quelle dello stesso periodo dell'anno scorso. Nei tre mesi a giugno la società ha messo a segno un rosso netto di 30,4 milioni di dollari, -35 centesimi per azione, contro i 161,6 milioni, -1,76 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Escludendo le voci straordinarie, l'utile adjusted è stato di 36 centesimi per azione, sotto i 41 centesimi previsti dagli analisti. Il fatturato è calato da 479,8 a 469,5 miioni di dollari, anche in questo caso meno dei 473 milioni attesi. Il gruppo dei media ha fatto sapere di avere ricevuto dal dipartimento di Giustizia americano richiesta di ulteriori informazioni sulla prevista fusione con Sinclair Broadcast Group, cosa che farà slittare la chiusura dell'operazione.

Politica
Trump: arsenale nucleare Usa mai così potente, speriamo di non doverlo usare

Donald Trump continua ad alimentare la tensione con il regime norcoreano di Kim Jong-un. In un tweet, il presidente Usa ha scritto: "Il mio primo ordine da presidente è stato rinnovare e modernizzare il nostro arsenale nucleare. Ora è più forte e più potente come non mai". Trump ha poi aggiunto: "Speriamo di non doverlo mai utilizzare ma non ci sarà mai un momento in cui noi non saremo la nazione più potente al mondo!".

Le sue parole arrivano dopo il botta e risposta tra lui e il leader della Corea del Nord. Ieri Trump aveva avvertito Pyongyang: la smetta di minacciare gli Usa altrimenti Washington risponderà con il "fuoco e la furia". Qualche ora dopo la nazione aveva risposto dicendo che potrebbe attaccare l'isola di Guam: è un territorio Usa da 544 Km quadrati, di cui un terzo sono coperti da una base militare Usa dove lavorano 6mila americani. Per Pyongyang è un target logico: da Guam due caccia Usa luned" erano partiti per unirsi a quelli sudcoreani e giapponesi per una missione sulla penisola coreana. E da là a luglio erano partiti dopo due test missilistici balistici intercontinentali della Corea del Nord.


M&A
Dopo le voci la conferma, Vantiv compra colosso gestione pagamenti Worldpay

Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane è arrivata la conferma. Worldpay Group, colosso britannico della gestione dei pagamenti, è stata rilevata dalla rivale americana Vantiv per 9,3 miliardi di sterline, circa 10,4 miliardi di dollari. Come si legge in una nota, nell'ambito dell'accodo in contante e azioni, gli azionisti di Worldpay riceveranno 0,55 sterline in contante e 0,0672 azioni di nuova emissione di Vantiv per ogni titolo in loro possesso.

Gli azionisti di Worldpay controlleranno il 43% e quelli di Vantiv il 57% della nuova società, il cui consiglio di amministrazione sarà composto da quattro membri scelti da Worldpay e sette scelti da Vantiv. Potranno inoltre ricevere un dividendo speciale di 4,2 pence per azione, alla chiusura della transazione, attesa per l'inizio del 2018. La nuova società avrà un valore di impresa di 22,2 miliardi di sterline, circa 28,8 miliardi di dollari. Charles Drucker, attuale numero uno di Vantiv, sarà presidente esecutivo e co-amministratore delegato, insieme a Philip Jansen, ora Ceo di Worldpay. Worldpay, controllata fino al 2010 da Royal Bank of Scotland Group e poi passata a una cordata di private equity guidata da Advent International e Bain Capital, è quotata dal 2015 e gestisce quotidianamente milioni di pagamenti in negozi, online e via smartphone, soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Wall Street
Analisti Rbc, Apple sarà prima società ad avere market cap di 1.000 mld $

Apple sarà la prima società a raggiungere una capitalizzazione di mercato di 1.000 miliardi di dollari. Lo sostengono gli analisti di Rbc Capital, facendo notare che, grazie all'aumento di market cap di 56 miliardi di dollari nella settimana dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre, migliore delle previsioni, il colosso di Cupertino si è avvicinato ulteriormente alla fatidica soglia.

Ieri Apple ha chiuso la seduta a Wall Street in aumento dello 0,8% a 160,8 dollari per azione, cosa che ha fatto salire la capitalizzazione a 826,85 miliardi di dollari. Oggi, nel premercato di una seduta orientata a partire in calo, il titolo cede al momento lo 0,56%. Secondo Rbc, nonostante i recenti ampi guadagni c'è ancora margine per un ulteiore aumento, soprattutto in vista del lancio della nuova versione dell'iPhone, atteso per metà settembre. Storicamente, il titolo di Apple ha avuto un ritorno mediano del 15,6% nei 90 giorni precedenti il lancio di un nuovo prodotto. Gli analisti hanno confermato il rating "outperform" e l'obiettivo di prezzo a 176 dollari per azione.

Effetto Disney su Netflix, nel pre-mercato il titolo cede il 4%

La seduta per Netflix si preannuncia difficile. Il titolo del sito di video in streaming perde il 4% nel pre-mercato e la colpa è di Walt Disney. Il colosso dell'intrattenimento ieri ha annunciato la fine, a partire dal 2019, dell'accordo di distribuzione con Netflix. In pratica, i nuovi film Disney e Pixar non arriveranno sul sito. Il Ceo ha anche detto che intende togliere le pellicole del gruppo da Netflix. Walt Disney infatti vuole lanciare a sua volta servizi di video in streaming, uno per film (nel 2019) e uno per lo sport a marchio Espn (all'inizio del prossimo anno). Il titolo Disney tuttavia soffre a sua volta nel pre-mercato (-3,9%) a causa di una trimestrale con ricavi deludenti.

Wall Street
Future in calo, Dow Jones scende per la prima volta in dieci sedute

Le tensioni tra Corea del Nord e Washington preoccupano i mercati e anche Wall Street non sembra immune. Nel premercato i future dei listini sono in ribasso, con il Dow Jones che si avvia a iniziare la prima seduta in calo nelle ultime dieci.

Donald Trump ha avvertito la Corea del Nord, che il giorno prima aveva minacciato di usare armi nucleari contro gli Usa in caso di sue provocazioni militari. Washington risponderà con "forza e furia" a Pyongyang se le sue minacce non finiranno, ha detto il leader Usa.

Mercati
Cambi: volano franco svizzero e yen su tensioni Usa-Corea del Nord

L'improvvisa escalation dei reciproci avvertimenti fra Washington e Pyongyang sta spingendo al rialzo le monete considerate bene rifugio, soprattutto quelle che negli ultimi mesi erano state utilizzate come divise buone per il carry trade. Il franco svizzero ad esempio sta mettendo a segno il maggior rialzo verso l'euro da due anni e mezzo, esattamente da quando la banca centrale elvetica rinuncio' alla sua politica di difesa del tasso di cambio di 1,20 franchi svizzeri per un euro.

La divisa comune tratta ora a 1,1271 franchi contro gli 1,1478 del fixing Bce di ieri. Allo stesso modo si sta rafforzando lo yen giapponese sebbene il paese del Sole Levante si trovi a pochissima distanza dallo scacchiere coreano e potrebbe dunque risentire in primis di eventuali tensioni che portino a un confronto militare. Un euro vale ora 129,03 yen contro il fixing Bce di ieri a 130,21.

Calendario
Appuntamenti di oggi a Wall Street

Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 4 agosto alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -2,8%.

Dato preliminare produttività per il secondo trimestre alle 8.30 (le 14.30 in Italia). Precedente: -0,6%. Consensus: +0,6%. Costo del lavoro. Precedente: +3%. Consensus: +1%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 4 agosto alle 10.30 (le 16.30 in Italia). Precedente: -1,527 milioni di barili a 481,888 milioni di barili. Consensus: -2,7 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: -2,517 milioni di barili a 227,679 milioni di barili. Consensus: -1,6 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: -0,15 milioni di barili a 149,414 milioni di barili. Consensus: -200.000 barili. Utilizzo della capacità degli impianti. Precedente: 95,4%. Consensus: 95,1%.


Appuntamenti societari

Trimestrali di Office Depot, Scripps Networks, Tribune Media prima dell'apertura dei mercati.

Trimestrale di Crocs a un orario non precisato.

Trimestrale di Twenty-First Century Fox dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

Charles Evans, presidente della Federal Reserve di Chicago, parla alle 13 (le 19 in Italia).