Wall Street, ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Pechino apre a "un accordo parziale", secondo Bloomberg e Ft

Wall Street chiude in rialzo su ottimismo per negoziati Usa

Gli indici a Wall Street hanno terminato la seduta in forte rialzo in vista dell’inizio del nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Cina. Il pessimismo della scorsa settimana sulla possibilità che le due economie più grandi al mondo trovino un’intesa ha infatti lasciato spazio a un moderato ottimismo. Stando ad alcune indiscrezioni dei media americani e britannici, la Cina sarebbe pronta a fare delle concessioni purché l’amministrazione Trump non imponga ulteriori dazi sui prodotti cinesi. Gli investitori hanno perlopiù ignorato le minute della Federal Reserve. Nel documento, la banca centrale americana ha sottolineato i timori per gli effetti negativi delle guerre commerciali portate avanti dall’amministrazione Trump e ha segnalato che le probabilità di una contrazione dell'economia "sono notevolmente aumentate negli ultimi mesi". Sul fronte macroeconomico, le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti sono cresciute ad agosto dello 0,2% su base mensile a 680,7 miliardi di dollari; le attese erano per un rialzo dello 0,4%. A beneficiare delle schiarite sul fronte commerciale sono stati i titoli del comparto tecnologico. Microsoft ha guadagnato l’1,89% a 138,24 dollari mentre Intel ha aggiunto l’1,52% a 50,48 dollari. J&J ha perso l’1,98% a 129,23 dollari dopo che una giuria di Philadelphia ha condannato la società farmaceutica americana a pagare un maxi-risarcimento di 8 miliardi di dollari. Il DJIA ha guadagnato 181,97 punti, lo 0,70%, a quota 26.346,01. L’S&P 500 ha chiuso in rialzo di 26,34 punti, lo 0,91%, a quota 2.919,40. Mentre il Nasdaq Composite ha aggiunto 79,96 punti, l’1,02%, a quota 7.903,74.

Verbali Fed evidenziano crescenti preoccupazioni per effetti guerre commerciali

Nell'ultima riunione della banca centrale Usa, quella terminata lo scorso 18 settembre, i membri del Federal Open Market Committee hanno evidenziato delle preoccupazioni per gli effetti negativi delle guerre commerciali tra gli Stati Uniti e i propri partner. E' quanto emerge dai verbali di quel meeting, quando la banca centrale americana ha tagliato i tassi d’interesse all’1,75-2,0%. Nel documento si legge che i componenti del comitato sono "più preoccupati" per i rischi derivanti dalle recenti "tensioni commerciali e gli sviluppi geopolitici e economici negativi nel mondo”. Stando alle minute, i membri dell’Fomc hanno anche espresso preoccupazione per la pressione inflattiva.  Si è parlato anche di una possibile recessione, con diversi funzionari della Fed che hanno sottolineato che le probabilità di una contrazione dell'economia "sono notevolmente aumentate negli ultimi mesi".

Fed inietta altri 30,8 mld $ in sistema finanziario

La banca centrale americana continua a iniettare liquidità nel mercato monetario statunitense nel tentativo di abbassare il tasso sulle operazioni di rifinanziamento a breve termine e fronteggiare la sete di liquidità delle banche e istituzioni finanziarie. Oggi, la Federal Reserve di New York, che agisce per conto di quella centrale, ha immesso altri 30,8 miliardi di dollari, riflettendo quanto richiesto dalle banche per coprire il loro fabbisogno a breve termine. La banca centrale americana ha iniziato ad effettuare questo tipo di operazioni lo scorso 17 settembre con lo scopo di “mantenere i tassi di riferimento sui federal funds entro la fascia target tra il 2% e il 2,25%”. Ieri, il governatore della banca centrale Jerome Powell ha annunciato che la Fed tornerà ad acquistare titoli di Stato Usa a breve termine per fronteggiare gli stress presenti sui mercati monetari. Powell non ha però fornito ulteriori dettagli in merito all’entità e le dimensioni del programma.

A metà seduta, indici continuano in rialzo (Dj +0,7%) prevale ottimismo per negoziati Usa-Cina

A meta' seduta gli indici su Wall Street viaggiano nettamente al di sopra della parità. A sostenere i listini sono le speranze per una distensione delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Stando ad alcune indiscrezioni della stampa Usa e britannica, Pechino sarebbe pronta a fare delle concessioni purché l’amministrazione Trump non imponga ulteriori dazi sui prodotti cinesi. I due lati si incontreranno domani e dopodomani a Washington. Stando al Financial Times, i cinesi vorrebbero una tregua alla disputa commerciale in corso tra le due più grandi economie al mondo in vista di un eventuale incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping. I due leader potrebbero incontrarsi in Cile a metà novembre in occasione del summit dei leader dell'Apec, ovvero la Cooperazione economica dell'Asia pacifica. Gli investitori guarderanno con interesse alle minute del Federal Open Market Committee relative alla riunione di settembre la cui pubblicazione è prevista per le 14 (le 20 in Italia). Sul fronte macroeconomico, le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti sono cresciute ad agosto dello 0,2% su base mensile a 680,7 miliardi di dollari; le attese erano per un rialzo dello 0,4%. Sul fronte aziendale, a beneficiare maggiormente dall’ottimismo sull’accordo commerciale tra Usa e Cina sono i titoli del comparto finanziario e del settore tecnologico. Bank of America sale dell’1,05% a 27,92 dollari, Citigroup dell’1,39% a 67,31 dollari e JPMorgan Chase guadagna lo 0,72% a 112,62 dollari. Tra i tecnologici, Facebook mette a segno un +0,87% a 179,30 dollari, Apple l’1,08% a 226,82 dollari e Amazon l’1,21% a 1,726.60 dollari. Il DJIA guadagna lo 0,74% a quota 26.356,36, l’S&P 500 lo 0,89% a quota 2.918,67 mentre il Nasdaq avanza dell’1,01% a quota 7.902,20.

Facebook
Facebook: Zuckerberg testimonierà in Congresso sul progetto Libra il 23 ottobre

L'amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, testimonierà davanti alla commissione Servizi finanziari della Camera statunitense il prossimo 23 ottobre; l'annuncio è stato dato dalla deputata democratica Maxine Waters, presidente della commissione. L'attenzione sarà rivolta soprattutto alla criptovaluta Libra.

Zuckerberg sarà l'unico testimone all'audizione dal titolo 'Un esame di Facebook e del suo impatto sui servizi finanziari e sul settore immobiliare'. I membri della commissione facevano da tempo pressioni per avere la testimonianza di Zuckerberg sul progetto Libra.

In passato, Waters aveva chiesto a Facebook di ritardare i piani per Libra, che Zuckerberg vorrebbe lanciare nella seconda metà del 2020. Negli ultimi tempi, molte autorità internazionali hanno espresso preoccupazione riguardo al progetto e uno dei suoi maggiori sostenitori, PayPal, ha deciso di abbandonarlo; altre società, come Visa e MasterCard, starebbero riconsiderando il loro ruolo, secondo il Wall Street Journal.

Powell, economia in buono stato, dobbiamo mantenerlo il piu' possibile

L’economia americana è in buone condizioni e la banca centrale Usa deve fare il possibile per far si che la situazioni non cambi. Lo ha detto il governatore della Federal Reserve Jerome Powell. In un breve intervento a un evento a Kansas City (Missouri), Powell ha evidenziato come il compito della Fed sia quello di mantenere “il più a lungo possibile” l’economia americana in “un buon posto”, nonostante la presenza di alcuni rischi di lungo termine.

+0,2% scorte all'ingrosso ad agosto, sotto le stime

Le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti sono cresciute ad agosto dello 0,2% su base mensile a 680,7 miliardi di dollari, lo ha reso noto il dipartimento del Commercio. Gli analisti si aspettavano un rialzo dello 0,4%. Rispetto ad agosto del 2018, le scorte totali sono aumentate del 6,2%. All'attuale ritmo di vendita, occorrerebbero 1,36 mesi per esaurire completamente le scorte, in aumento dall'1,28 di un anno prima. Le vendite ad agosto sono rimaste invariate su base mensile e sono diminuite dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2018.

Onu
Onu senza soldi, Trump: "Fate pagare tutti, non solo gli Usa!"

Le Nazioni Unite hanno un deficit di 230 milioni di dollari e potrebbero restare senza soldi entro la fine di ottobre. È quanto ha scritto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in una lettera inviata ai 37.000 dipendenti, che è stata ottenuta da Cbs News. La notizia ha permesso al presidente statunitense Donald Trump di attaccare gli altri Paesi, spesso accusati di non contribuire abbastanza alle organizzazioni internazionali: "Allora fate pagare tutti i Paesi membri, non solo gli Stati Uniti!" ha scritto su Twitter. Nella lettera, Guterres afferma che "gli Stati membri hanno pagato solo il 70% del totale necessario per le nostre operazioni nel 2019. Questo si traduce in una mancanza di 230 milioni di dollari". Secondo quanto riferito da un portavoce delle Nazioni Unite, 129 Stati su 193 hanno versato il proprio contributo annuale.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Scorte all'ingrosso per il mese di agosto alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,2%. Consensus: +0,4%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 5 ottobre alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: +3,104 milioni di barili a 422,642 milioni di barili. Scorte di benzina. Precedente: -0,22 milioni a 229,976 milioni di barili. Scorte di distillati. Precedente: -2,418 milioni di barili a 131,267 milioni di barili. Utilizzo della capacità degli impianti: Precedente: 86,4%


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Il Fondo monetario internazionale pubblica il World Economic Outlook alle 10 (le 17 in Italia).

Jerome Powell, governatore della Federal Reserve, e Esther George, presidente della Federal Reserve di Kansas City, parlano alle 11 (le 17 in Italia).

Il Federal Open Market Committee pubblica le minute alle 14 (le 20 in Italia).