Wall Street, pesa la Fed

Tassi stabili, ma a dicembre ci sarà un'altra stretta

Democratici pronti a indagare Trump per gli attacchi a Cnn e Wp

Dopo le elezioni di Midterm che gli hanno consentito di riprendersi il controllo della Camera, i Democratici stanno pensando di aprire un'indagine sugli attacchi alla stampa del presidente americano Donald Trump. Lo riporta il quotidiano politico The Hill che cita il deputato della California Adam Schiff in procinto di diventare il presidente del comitato Intelligence della Camera. In particolare si ipotizza un abuso di potere del tycoon contro la Cnn e il Washington Post.

A finire sotto la lente di ingrandimento ci sarebbero due casi, come spiegato da Schiff. Il primo riguarda l’incontro di Trump con il direttore generale delle Poste, Megan Brennan, a cui avrebbe chiesto di raddoppiare le tariffe di spedizione di Amazon il cui proprietario Jeff Bezos è anche proprietario del Washington Post. Il secondo caso riguarda invece il tentativo del presidente americano di bloccare la fusione tra At&T e Time Warner, come possibile tentativo di danneggiare la Cnn controllata della stessa Time Warner.

E-commerce, vendite record per Alibaba: 25mld nel Single Day

Vendite record per Alibaba, il colosso cinese dell’e-commerce, che nel Single Day ha superato i 25 miliardi di dollari di vendite. Una giornata record sin dalle prime battute, come sottolinea la Bbc, visto che si è registrato il primato di un miliardo di vendite in soli 85 secondi mentre nella prima ora le vendite hanno toccato quota 10 miliardi di dollari. Come ricorda ancora Bbc, è dal 2009 che Alibaba celebra il Single Day dell'11 novembre con importantissimi sconti che ne fanno il più grande evento di e-commerce al mondo, addirittura maggiore del Black Friday americano.

Fondi federali
Incendi in California, Trump minaccia di togliere i fondi federali allo Stato per la "cattiva gestione delle foreste"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di togliere i fondi federali alla California per la "cattiva gestione delle foreste", in un tweet pubblicato a commento dei violenti incendi che stanno devastando il nord dello Stato e che hanno provocato la morte di nove persone.

"Non ci sono ragioni per questi imponenti, mortali e costosi incendi forestali in California, se non la cattiva gestione. Miliardi di dollari dati ogni anno, e così tante vite perse, tutto per l'evidente cattiva gestione delle foreste. Rimediate ora, o niente più fondi federali!" ha scritto Trump su Twitter.

Facebook
Facebook ha lanciato Lasso, app per brevi video musicali

Facebook ha lanciato una app, Lasso, che permette agli utenti di creare brevi video musicali, simile alla app TikTok, molto popolare in Cina.  Si tratta di una mossa per cercare di tenere i giovani sul social network, che sta soffrendo la concorrenza di altre piattaforme: nel 2018, solo la metà dei teenager ha detto di usare ancora Facebook.  Il social network ha spesso creato  proprie versioni di prodotti di successo di altre società 

Azionario
Wall Street chiude in calo con timori commerciali, settimana positiva

La seduta a Wall Street è finita in calo ma sopra i minimi intraday. A pesare sono stati rinnovati timori di un rallentamento dell'economia globale, alimentati da dati deludenti giunti dalla Cina e da una frenata del petrolio che a fatica si è mantenuto sopra i 60 dollari al barile al Nymex.

A ciò si sono aggiunte le parole di Peter Navarro, il consigliere 'falco' di Donald Trump che ha accusato "Ceo globalisti" di Wall Street di agire come "agenti stranieri non registrati" facendo pressing affinché Washington sigli un accordo commerciale con Pechino. Le speranze di un accordo tra le due maggiori potenze economiche sono venute meno in vista del faccia a faccia tra il presidente Usa e quello cinese: Trump e Xi Jinping si vedranno a fine mese nell'ambito del G20 previsto a Buenos Aires (Argentina).

Dal fronte macroeconomico, a ottobre i prezzi alla produzione sono saliti al passo più veloce di quasi sei anni, segnale di pressioni inflative in aumento. Ciò non fa che giustificare altri rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, che ieri ha lasciato il costo del denaro fermo al 2-2,25% ma che ha indicato strette future. La prossima è attesa a dicembre.

Il Dow ha finito in calo dello 0,77% sotto i 26mila punti. L'S&P 500 ha perso lo 0,9% a 2.782 punti. Il Nasdaq ha ceduto l'1,65% a 7.406.

Grazie al rally di mercoledì, il giorno successivo alle elezioni di metà mandato, in settimana il Dow è salito del 2,8%, l'S&P 500 del 2,1% e il Nasdaq dello 0,7%.

materie prime
Petrolio a NY chiude sui minimi di febbraio, -4,7% in settimana

Il petrolio al Nymex ha chiuso la sua decima seduta di fila in calo, la serie temporale negativa più lunga dal luglio 1984. Il contratto novembre al Nymex ha lasciato sul terreno 48 centesimi, lo 0,8%, a quota 60,19 dollari al barile. Il bilancio settimanale è pari a un -4,7%.

A pesare sulle quotazioni oggi sono stati rinnovati timori di un rallentamento dell'economia globale, e dunque della domanda di greggio. Anche il balzo, il maggiore da maggio, del numero delle trivelle petrolifere attive in Usa ha pesato. Il dato 'bearish' si è aggiunto a quello di mercoledì sulle scorte Usa, salite per la settima settimana di fila e oltre le stime. Inoltre, la produzione americana ha raggiunto livelli record. Il tutto si è verificato dopo l'introduzione, lunedì, di nuove sanzioni Usa contro l'Iran. Ad avere fatto sgonfiare i prezzi sono state le esenzioni concesse da Washington a otto Stati tra cui l'Italia, che potranno continuare a comprare il petrolio iraniano in forma limitata e per 182 giorni rinnovabili.

Ora i fari sono puntati sull'incontro previsto domenica ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) tra i paesi produttori riuniti nell'Opec e quelli come la Russia che invece non ne fanno parte. Con i prezzi del greggio che hanno perso circa il 20% dai massimi di inizio ottobre, Riad e Mosca discuteranno e probabilmente si scontreranno su eventuali tagli alla produzione.

Wsj: Trump coinvolto "in quasi ogni fase" dei pagamenti a donne per farle tacere su presente relazioni

Donald Trump è stato coinvolto in "quasi ogni fase" della definizione del accordi volti a comprare il silenzio di alcune donne, che sostengono di avere avuto relazioni sessuali con lui prima che l'immobiliarista di New York diventasse presidente Usa. Lo scrive il Wall Street Journal sulla base di decine di interviste e documenti, facendo notare che cos" potrebbe avere violato leggi federali sui finanziamenti alla campagna elettorale.

Trump ha negato di avere versato 130mila dollari all'ex porno star Stomry Daniels, che ha fatto causa contro di lui e il suo ex avvocato personale Michael Cohen. Ques'ultimo ad agosto si era detto colpevole di avere violato leggi sui finanziamenti alla campagna elettorale e ha ammesso di avere pagato due donne su ordine di Trump. Una è la ex porno star e l'altra è l'ex modella Playboy, Karen McDougal. Il loro silenzio è stato comprato prima delle elezioni presidenziali del 2016.

Il Wsj riferisce che da candidato, Trump "aveva diretto gli accordi attraverso telefonate e incontri" in merito alle due donne e a Cohen. Il legale di Daniels, Michael Avennati, ha detto a Cnbc che la versione del Wsj "conferma quello ce abbiamo sempre sostenuto".

Sicurezza
Pompeo: gli Usa non vogliono Guerra Fredda con la Cina

L'America di Donald Trump "non sta perseguendo la Guerra Fredda con la Cina o un suo contenimento. Piuttosto vuole che la Cina agisca in modo responsabile e giusto a sostegno della sicurezza di ognuno dei nostri due Paesi". Lo ha detto Mike Pompeo, il segretario americano di Stato, in una conferenza stampa con il segretario alla Difesa Usa, Jim Mattis, e con la controparte cinese di quest'ultimo, Wei Fenghe, e il membro del politburo cinese, Yang Jiechi.

Il loro incontro centrato sulla sicurezza ha spianato la strada al faccia a faccia che si terrà a fine mese in Argentina a margine del G20 tra il presidente Donald Trump e quello cinese Xi Jinping.

Stando a Pompeo, "gli Usa puntano a una relazione costruttiva con la Cina, fondata su reciprocità, equità e rispetto". Pompeo ha citato gli sforzi comuni per giungere alla denuclearizzazione della penisola coreana ma anche le fonti di preoccupazione tra cui la militarizzazione del Mar cinese meridionale, le limitazioni imposte a Taiwan sul piano internazionale e le oppressioni delle minoranze.

A queste tre cose il ministro cinese della Difesa ha risposto dicendo a Washington "di smettere di inviare navi e aerei nel nostro territorio", che Taiwan è parte del suo territorio e che gli Usa devono smettere di "interferire nelle faccende interne alla nazione".

In tema commerciale, il messaggio lanciato dai funzionari cinesi è stato il seguente: "Una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, invece che fornire soluzioni, lederà le nostre nazioni e l'economia globale". Da parte di Pechino, "la porta dei negoziati resta aperta".

Usa: maggiore balzo settimanale da maggio per numero trivelle petrolifere attive

Il numero delle trivelle petrolifere attive negli Stati Uniti è tornato a salire. Stando al rapporto pubblicato da Baker Hughes ogni venerdì, i pozzi sono cresciuti di 12 unità a 886 dopo essere scesi di 1 unità nella settimana scorsa. Si tratta del maggiore balzo dalla settimana chiusa il 25 maggio. Il dato totale - ai massimi del marzo 2015 - resta lontanissimo dal picco di 1.609 toccato a ottobre del 2014, ma è al di sopra del minimo toccato nel 2009 a 179 trivelle attive. In generale, il numero delle trivelle è in aumento dal giugno 2016.

Wall Street resta in forte calo con il greggio

A metà seduta gli indici a Wall Street viaggiano in calo e intorno ai minimi intraday, con il petrolio che continua a scivolare. Il Wti è in ribasso da dieci sedute di fila, la serie temporale negativa più lunga dalla fine del luglio 1984. L'andamento del petrolio e un quadro macroeconomico debole giunto dalla Cina alimentano nuovamente i timori di un rallentamento dell'economia globale. Una produzione in aumento e le esenzioni concesse dagli Usa alle sanzioni fatte scattare contro l'Iran hanno contribuito al tonfo del greggio, pari a oltre il 20% rispetto al top di quattro anni fa raggiunto all'inizio di ottobre.

Trader e gestori continuano a monitorare le tensioni commerciali tra Usa e Cina mentre si preparano alle strette della Federal Reserve. Peter Navarro, il consigliere 'falco' di Donald Trump, ha ribadito che non sarà Wall Street a vincere nel fare pressing per il raggiungimento di un'intesa. Intanto montano le probabilità che Wilbur Ross, il segretario al Commercio dalla linea più morbida, sia cacciato dal presidente entro la fine dell'anno.

Il Dow cede 214 punti, lo 0,8%, a quota 25.977. L'S&P 500 perde 30 punti, l'1%, a quota 2.777,5. Il Nasdaq segna un -135 punti, l'1,8%, a quota 7.398. Il petrolio a dicembre al Nymex scivola dell'1,14% a 59,98 dollari al barile.

Commercio
Navarro contro i "Ceo globalisti", agiscono da agenti stranieri

Peter Navarro, il consigliere 'falco' di Donald Trump in campo commerciale, ha accusato i "Ceo globalisti" di fare pressing sugli Stati Uniti affinché raggiungano un accordo con la Cina, un pressing che secondo lui indebolisce il presidente americano in vista del suo incontro con il leader cinese Xi Jinping previsto a margine del G20 di fine mese in Argentina. Non solo. Navarro ha accusato le banche e gli hedge fund di Wall Street di agire da "agenti stranieri non pagati". Navarro ha ribadito che un accordo commerciale con la Cina avverrà secondo le volontà di Trump.

Dopo Sessions, anche Ross (Commercio) verso addio a governo Trump

Il rimpasto del governo Trump sembra solo all'inizio. Dopo le dimissioni forzate di Jeff Sessions da segretario alla Giustizia, potrebbero arrivare quelle del segretario al Commercio Wilbur Ross. E' Politico a scriverlo.

Il presidente americano, Donald Trump, sembra frustrato dalle pratiche di business dell'uomo che prima di essere da lui reclutato era a capo di una società di private equity. L'inquilino della Casa Bianca sembra anche insoddisfatto del modo in cui l'80enne Ross sta conducendo le trattative commerciali.

Stando alle indiscrezioni, Trump ha umiliato Ross davanti ad altri membri del governo. Il futuro di Ross sembra dipendere dalle mosse dei democratici, che alle elezioni di metà mandato di marted" scorso hanno riconquistato la Camera e che potrebbero lanciare inchieste sulle finanze del ministro e sui disinvestimenti da lui realizzati. Tra i nomi che circolano per prendere il posto di Ross c'è quello di Linda McMahon, a capo della Small Business Administration, un'agenzia federale che dà sostegno a piccoli imprenditori. Lei e il marito (Ceo di World Wrestling Entertainment) conoscono Trump da anni e lo hanno sostenuto alle elezioni del 2016. McMahon è vista come favorevole al libero commercio e meno propensa al ricorso ai dazi. Un suo arrivo al dipartimento potrebbe segnalare un allontanamento dalle misure protezionistiche che hanno caratterizzato la prima metà del mandato di Trump. Sempre secondo Politico, il segretario all'Interno, Ryan Zinke, potrebbe andarsene entro una settimana; avrebbe contattato Fox per lavorare come commentatore mentre è indagato per l'uso improprio dei soldi dei contribuenti.

Banche
Fed pronta a cambiare stress test, saranno più facili da superare

La Federal Reserve intende cambiare il modo in cui conduce gli stress annuali per le banche più grandi della nazione americana, di fatto riducendo le probabilità che non vengano superati.

In un discorso alla Brookings Institution, Randal Quarles, il responsabile delle attività di supervisione della banca centrale Usa, ha spiegato che verranno proposti cambiamenti per ritoccare gli stress test. Previsti dalla Dodd-Frank del 2010 - riforma finanziaria voluta da Barack Obama dopo la crisi del 2008, la peggiore dalla Grande Depressione dgli anni '30 del secolo scorso - gli stress test permettono di determinare se le istituzioni finanziarie hanno capitali sufficienti per assorbire perdite e per continuare a operare anche in condizioni economiche e finanziarie difficili.

"E' prudente rivedere tutte le nostre pratiche per garantire che siano il più possibile efficienti e trasparenti e che restino appropriate alla luce dei cambiamenti raggiunti nel settore", ha affermato Quarles in un discorso pronunciato a Washington.

Secondo lui, uno degli uomini voluti da Donald Trump, i cambiamenti proposti "non sono pensati per cambiare in modo significativo il livello generale dei capitali nel sistema finanziario". Quarles ha detto che la combinazione data dagli stress test della Fed, da quelli condotti dalle banche stesse e dalle attività di supervisione hanno portato a un aumento "significativo" della resilienza delle grandi istituzioni finanziarie e che "tutte queste tre componenti resteranno in vigore".

azionario
Wall Street parte in calo: Wti sotto 60$, la Cina torna a preoccupare

La seduta a Wall Street è iniziata in calo con il petrolio a NY scivolato sotto i 60 dollari al barile, cosa che ha riacceso timori di un rallentamento dell'economia globale mentre la Federal Reserve si prepara ad altre strette. Il Wti è in calo da dieci sedute, il Dow Jones Industrial Average è in ribasso per la prima volta in cinque sedute mentre S&P 500 e Nasdaq Composite cedono quota per la seconda volta di fila. L'indice benchmark si prepara comunque ad archiviare la migliore settimana in due mesi.

La Cina torna a preoccupare: i prezzi alla produzione a ottobre sono cresciuti al passo più lento da sette mesi, le vendite di auto il mese scorso sono calate per il quinto mese consecutivo portando al primo calo annuale da almeno due decenni e una compagnia di viaggi online ha fornito un outlook deludente. In Usa i prezzi alla produzione sono aumentati al ritmo più veloce del settembre 2012; quest'ultimo dato indica un rafforzamento dell'inflazione.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow cede oltre 130 punti, lo 0,5%, a quota 26.060. L'S&P 500 perde 20 punti, lo 0,7%, a quota 2.786. Il Nasdaq segna un calo di 89 punti, l'1,2%, a quota 7.438. Il petrolio a dicembre al Nymex scivola dell'1,85% a 59,54 dollari al barile.

E-commerce
Alibaba: attese vendite record nel Singles’ Day di domenica

Alibaba si aspetta di mettere a segno un altro record con il suo Singles’ Day, la giornata di shopping dedicata ai single della Cina e che è diventata un indicatore dell'andamento non solo del colosso cinese del commercio elettronico ma anche della seconda economia al mondo dopo quella americana.

A fronte di una guerra commerciale tra Usa e Cina, di un'economia cinese in rallentamento e di una competizione crescente, Alibaba punta a raggiungere di nuovo un record facendo dell'evento - lanciato dieci anni fa - un fenomeno globale. Il Singles’ Day di quest'anno sarà l'ultimo con il fondatore di Alibaba, Jack Ma, alla presidenza.

Il gruppo è stato capace di mettere a segno nuovi record quasi ogni anno incluso lo scorso, quando le vendite balzarono del 39% a 168 miliardi di yuan, 24,2 miliardi di dollari.

Ai microfoni di Cnbc Michael Evans, presidente di Alibaba, ha detto: "Otterremo un risultato più alto" ma non ha fornito numeri. La settimana scorsa l'azienda ha pubblicato una trimestrale con utili e ricavi bel al di sopra delle stime degli analisti ma ha tagliato l'outlook sulle vendite annuali fino al 6% con Ma che ha avvertito: lo scontro commerciale tra Washington e Pechino potrebbe durare 20 anni.

Apple: in due anni quasi triplicati i terreni in Usa per data center

Negli ultimi due anni Apple ha quasi triplicato la superficie di terreni che possiede in Usa e che ospitano data center e impianti fotovoltaici (che potrebbero garantire sgravi fiscali). In un rapporto pubblicato annualmente, il produttore dell'iPhone ha detto di possedere quasi tre mila ettari di terreni contro i due mila dello scorso anno e i mille del 2016. Nel 2011 gli ettari erano solo 236.

I terreni di proprietà, un'area più grande della città di Cupertino (California) dove Apple ha sede, non includono lo spazio destinato agli edifici che possiede o affitta per i suoi uffici e negozi. Secondo gli analisti, Apple non ha bisogno di così tanti terreni per svolgere le sue attività attuali e dunque quei terreni potrebbero essere buoni per nuove fabbriche in Usa o per testare le vetture a guida autonoma che magari un giorno lancerà; va detto che in molti già si trovano i data center del gruppo, cosa che riflette la crescente importanza della divisione servizi come App Store, Apple Music e iCloud.

economia
Usa: prezzi produzione cresciuti a ottobre al top del settembre 2012

I prezzi alla produzione a ottobre negli Stati Uniti si sono rafforzati a ottobre al passo più veloce di quasi sei anni, segno che forse l'inflazione sta accelerando.

Come reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,6% sul mese precedente, oltre le previsioni per un rialzo dello 0,3% e pari al top del settembre 2012. Rispetto all'ottobre 2017, il dato è aumentato del 2,9%.

La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è cresciuta dello 0,5%, mensile oltre il +0,3% atteso. Su base annua l'incremento è stato del 2,6%.

A fare da traino al dato di ottobre sono stati i prezzi dei servizi, saliti dello 0,7%, il balzo mensile maggiore dall'inizio del 2016.

Wall Street
Euro in ribasso a 1,1348 dollari, biglietto verde a 113,86 yen

Euro in ribasso dello 0,15% a 1,1348 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1302 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,18% a 113,86 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,55 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.219 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,50% a 1.219 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.167,10 e i 1.392,30 dollari all'oncia,

Wall Street
Il petrolio continua a scendere: ora è sotto i 60 dollari al barile

Prosegue il forte calo del petrolio al Nymex: è sceso sotto i 60 dollari al barile, precisamente a 59,83 dollari, -1,38%, dopo la nona chiusura in calo di ieri.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Prezzi alla produzione per il mese di ottobre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,2%. Consensus: +0,3%.

Lettura preliminare della fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan per il mese di novembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: 99. Consensus: 97.

Scorte all'ingrosso per il mese di settembre alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +1%. Consensus: +0,3%.


Appuntamenti societari

Trimestrali di MoneyGram, McClatchy e Starwood prima dell'apertura dei mercati.

Trimestrale di Eastman Kodak alle 11:15 (le 17:15 in Italia).

Wall Street
Dopo la Fed, future degli indici Usa in ribasso nel premercato

Future degli indici Usa in ribasso nel premercato, dopo la Fed: il Dow Jones perde lo 0,50%, lo S&P cede lo 0,56%, il Nasdaq scende dello 0,79%.

 La seduta di ieri a Wall Street è finita in generale calo. L'S&P 500 ha chiuso in perdita dopo tre sedute di fila in rialzo. All'indomani di un rally - il migliore dal 1982 nel giorno successivo a elezioni di metà mandato - gli investitori hanno reagito alle indicazioni giunte dalla Federal Reserve, che come previsto ha lasciato i tassi al 2-2,25% ma ha indicato che la prossima stretta sarà a dicembre. Il Dow è salito di 10,92 punti, lo 0,04%, a quota 26.191,22. L'S&P 500 ha ceduto 7,06 punti, lo 0,25%, a quota 2.806,83. Il Nasdaq ha perso 39,87 punti, lo 0,53%, a quota 7.530,88. Il petrolio a dicembre al Nymex è scivolato dell'1,7% a 60,67 dollari al barile, minimo dello scorso marzo.