Wall Street volatile con le parole di Trump

Il presidente eletto ha criticato la politica di prezzo dei gruppi pharma; per il resto, pochi dettagli sul suo piano di stimolo all'economia

Wall Street: altra seduta record per il Nasdaq nonostante Trump

La seduta di mercoledì 11 gennaio a Wall Street è finita in rialzo con il Nasdaq che ha messo a segno il suo quarto record di fila; gli indici tuttavia sono stati protagonisti di una giornata particolarmente volatile; quando all'inizio della sua conferenza stampa, il presidente eletto Donald Trump ha detto che le aziende farmaceutiche spesso "l'hanno fatta franca" sui prezzi, i listini hanno virato in negativo; poi si sono risollevati grazie ai titoli energetici e alle utility. Il comparto health care invece ha sofferto con Endo che ha perso l'8,5% e Perrigo il 6,9%.

Il DJIA ha guadagnato 98,75 punti, lo 0,5%, a quota 19.954,28. L'S&P 500 ha aggiunto 6,42 punti, lo 0,28%, a quota 2.275,32. Il Nasdaq è salito di 11,83 punti, lo 0,21%, a quota 5.563,65.

Il petrolio a febbraio al Nymex è rimbalzato del 2,81% a 52,25 dollari al barile; il balzo, il maggiore dal primo dicembre scorso, c'è stato nonostante un incremento decisamente superiore alle stime delle scorte settimanali di greggio in Usa. Per alcuni analisti, la tenuta dei prezzi indica che il barile non scenderà sotto i 50-51 dollari anche grazie all'ottimismo per il rispetto apparente da parte della Russia dell'accordo Opec (di cui non fa parte) su un taglio della produzione; per altri, la materia prima deve ancora fare i conti con un dollaro forte e una produzione Usa in aumento.

Fca: Marchionne punta su Manley per spingere Jeep e Ram nei mercati internazionali

Sergio Marchionne libera Mike Manley dalle responsabilità nella regione Asia-Pacifico affinché il manager possa concentrarsi sull'internalizzazione dei due marchi più redditizi del gruppo e di cui è responsabile: Jeep e Ram. Perché "il raggiungimento dei target del piano industriale al 2018 dipende in gran parte da un marchio Jeep in quanto leader indiscusso globale nello spazio dei Suv".

Annunciando una serie di nomine in Cina, nell'Asia-Pacifico e in America Latina, il Ceo di Fiat Chrysler Automobiles ha detto in una nota che "Mike ha creato le basi per la crescita negli ultimi cinque anni (...) e ora può concentrarsi sugli sforzi per la nostra crescita dei marchi Jeep e Ram, in Usa ma soprattutto nei mercati internazionali".

Sarà Manley, ha detto Marchionne, ha occuparsi "della cadenza della produzione della nuova Jeep Compass questo mese, del lancio del nuovo Wrangler alla fine dell'anno dell'ampliamento dei piani recentemente annunciati per un nuovo Ram Light Duty Truck, un pickup Jeep e i nuovi Wagoneer and Grand Wagineer".

Fca annuncia cambiamenti di leadership

Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato alcuni giri di poltrone nella sua leadership.

Daphne Zheng, nel gruppo da oltre 8 anni, diventa direttore operativo in Cina. Il suo ruolo più recente è stato di managing director per le vendite nella joint venture in Cina con Guangzhou Automotive Group (Gac).

Paul Alcala, da 29 anni in Fca, è stato nominato direttore operativo per le regioni Asia-Pacifico, Cina esclusa. Sia lui sia Zheng entrano a fare parte del  Group Executive Council, l'organo di gestione di più alto livello dell'azienda ed è presieduto dal Ceo Sergio Marchionne.

Mike Manley, che fino ad ora si è occupato dell'Asia-Pacifico, resta nel Gec e responsabile dei marchi Jeep e Ram nel mondo.

Davide Mele è nominato vice direttore operativo per l'America Latina, di cui era stato in passato direttore finanziario.

Petrolio: chiude a NY a +2,8% a quota 52,25 dollari al barile

Dopo due giorni in ribasso, il petrolio ha chiuso la seduta in positivo. Il contratto a febbraio quotato a New York ha terminato le contrattazioni in rialzo del 2,8% a quota 52,25 dollari al barile.

A spingere il greggio verso l'alto (con punte di oltre il 3%) sono le notizie che arrivano dal'Arabia saudita, principale esportatore di petrolio al mondo: Ryad ha detto ad alcuni suoi clienti asiatici che da febbraio ridurrà in modo sensibile la sua produzione. L'annuncio ha bilanciato un altra notizia che invece avrebbe potuto mettere sotto pressione i contratti: i dati del governo americano che mostra scorte settimanali più ampie del previsto. Una altro elemento da non sottovalutare per capire il rialzo è l'indebolimento del dollaro dopo giorni di rally. Si tratta del rialzo più importante da oltre un mese per il contratto del greggio.

T-Bond restano in rialzo dopo asta titoli a 10 anni

I Treasury restano in rialzo dopo l'asta di titoli a 10 anni per 20 miliardi di dollari. I titoli di stato avevano virato in positivo durante la conferenza odierna di Donald Trump, che non ha fornito dettagli sulle politiche che adotterà durante la sua presidenza degli Usa. Il Tesoro Usa ha venduto titoli offrendo rendimenti al 2,342%, sotto il 2,485% dell'asta dello scorso dicembre. Agli acquirenti indiretti - riflesso della domanda al di fuori degli Usa - è andato il 70,5%, sopra il 57,5% dell'asta del mese scorso, che era stata inferiore alla media delle sei aste precedenti pari al 62,9%. A quelli diretti - riflesso della domanda interna - è andato l'8,7%, più del 6% registrato a dicembre. Il decennale Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - calare al 2,334% dal 2,379% di ieri. I rendimenti del titolo a tre mesi sono fermi allo 0,52%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,161%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita all'1,84%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in flessione al 2,931%.

Titoli di stato
T-bond: a metà seduta prezzi in rialzo, yield decennali in calo al 2,365%

Alla soglia di metà giornata di contrattazioni a New York, i titoli di stato americani virano in positivo con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, che passano in leggero ribasso. Gli investitori hanno ascoltato le parole del presidente eletto Donald Trump, che ha tenuto la sua prima conferenza stampa dalla vittoria dell'8 novembre, e non hanno trovato spunti per lasciarsi andare a un ottimismo esagerato.

I rendimenti decennali, benchmark del settore, si attestano in calo al 2,365%, in calo dal 2,374% dell'apertura e dal 2,379% della chiusura di ieri. Questo l'andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,185% Titoli a 5 anni, rendimenti in discesa all'1,869%. Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 2,952%.

Wall Street
A metà seduta male farmaceutici, bene Fca e Gm

A metà seduta, per quanto riguarda i titoli, da segnalare l'andamento a corrente alternata dei titoli del comparto automobilistico, dopo che il presidente eletto Donald Trump ha di nuovo ringraziato le società per gli investimenti fatti: Fca sale dell'1,71%, mentre Ford Motor cede l'1,87%. General Motors, che secondo Trump dovrebbe seguire la stessa strada delle concorrenti, guadagna al momento l'1,42%.

Continuano invece a passo lento i titoli del comparto farmaeutico, dopo l'attacco del presidente eletto, che ha auspicato che le società del settore tornino negli Stati Uniti e smettano di approfittare di norme che consente loro di "farla franca". Il Nasdaq Biotechnology Index, che cedeva il 3%, lima ora leggermente i ribassi attorno al 2,3%. Da segnalare il brusco calo di Valeant Pharmaceuticals (-4,8%), Pfizer (-2,60%), mentre Merck evita la sorte delle controparti e guadagna più del 2%.

Borsa
Wall Street: a metà seduta rallenta il passo con Trump, corre Wti, sopra 52 $/barile

Alla soglia di metà giornata di contrattazioni Wall Street rallenta il passo e procede con andamenti contrastati. Dopo avere puntato verso l'alto prima della conferenza stampa di Donald Trump, la prima per il presidente eletto dopo la vittoria dell'8 novembre, i listini hanno prima virato in negativo quando Trump ha attaccato il settore farmaceutico, cosa che aveva fatto calare i titoli del comparto, e ha poi recuperato parzialmente terreno.

Il Dow Jones, che si era portato a meno di 50 punti dalla soglia dei 20.000 punti, mai toccata in precedenza, era prima sceso sotto i 19.900 punti e si aggira ora attorno a questo livello. Trump, che ha da poco finito di parlare, ha promesso di impegnarsi a fondo per creare posti di lavoro e sostenere la produttività e, oltre ad avere affrontato tutta una serie di tematiche legate alla politica estera, ha precisato che userà il pugno duro con le aziende americane che sposteranno la produzione all'estero. Nel frattempo, il Dow Jones guadagna 37,22 punti, lo 0,19%, a quota 19.892,75. L'S&P 500 lascia sul terreno 0,89 punti, lo 0,04%, a quota 2.268,01. Il Nasdaq, dopo i record dei giorni precedenti, arretra di 7,59 punti, lo 0,14%, a quota 5.544,24. Il petrolio quotato al Nymex accelera il passo: i future a febbraio salgono del 3,03% a 52,36 dollari al barile.

Trump ringrazia di nuovo Fca e Ford ma dicendo il falso

Detroit - Donald Trump ha dimostrato ancora una volta di non sapere esattamente di cosa parla o di essere così superficiale da non prestare attenzione ai dettagli. Nella sua prima conferenza stampa da quando ha vinto le elezioni presidenziali americane dello scorso 8 novembre, il 45esimo presidente Usa è tornato a ringraziare Fiat Chrysler Automobiles che domenica - alla vigilia dell'apertura del salone dell'auto di Detroit - ha annunciato l'investimento di un miliardo di dollari in due fabbriche esistenti in Usa che porterà alla creazione di 2.000 posti di lavoro. Peccato che Trump abbia detto che il gruppo guidato da Sergio Marchionne "costruirà una grande, grande fabbrica in questo Paese e non in un altro".

Il successore di Barack Obama ha ringraziato anche Ford Motor, che il 3 gennaio scorso ha annunciato di non volere più investire 1,6 miliardi di dollari nella costruzione di una nuova fabbrica in Messico (preferendo costruire la Focus in una già esistente); il gruppo che vede al comando Mark Fields ha invece comunicato un investimento da 700 milioni di dollari in Usa che porterà alla creazione di 700 posti di lavoro. Eppure Trump ha detto che "Ford ha annunciato lo stop a piani per una fabbrica da 1 miliardo di dollari in Messico e si sposterà in Michigan e amplierà in modo sostanziale un impianto esistente".

Sull'altro gruppo auto di Detroit, Trump ha detto: "Spero che General Motors seguirà [quanto fatto da Fca e Ford] e credo che lo farà".

Trump: "Il Messico pagherà per la costruzione del muro"

"Il Messico pagherà per la costruzione del muro" al confine con gli Stati Uniti, "in qualche modo". Lo ha assicurato il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la conferenza stampa organizzata all'interno della Trump Tower, a New York. "Sarà forse con un rimborso, o attraverso una tassa, vedremo" ha detto. "Lo costruiremo, non voglio aspettare [...] Il vicepresidente Mike Pence sta guidando gli sforzi per l'approvazione finale" dei fondi da parte del Congresso.

Trump ha poi detto di amare il Messico. "Non ce l'ho con loro per quello che è successo, per aver approfittato degli Stati Uniti. Quello che dico è che non dobbiamo più permettere che accada".

Trump: "Obamacare un disastro, la abrogheremo e la sostituiremo"

La riforma sanitaria di Barack Obama è "un disastro, sta implodendo" e per questo "la abrogheremo e la sostituiremo, allo stesso tempo". Lo ha detto il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la conferenza stampa organizzata all'interno della Trump Tower, a New York. "Sarete molto orgogliosi" di quello che faremo dopo per la salute dei cittadini.

Trump: aziende diventano trust guidato dai due figli

I due figli di Donald Trump, Eric e Donald Jr., guideranno le aziende di Trump, che diventeranno un trust per tutta la sua presidenza. Lo ha detto Sheri Dillon, avvocato del presidente eletto, che nel corso della conferenza stampa del presidente eletto sta illustrando in che modo sarà gestito il business del miliardario repubblicano nel periodo che starà alla Casa Bianca. Dillon ha anche ricordato che tuttavia Trump lascerà tutte i suoi incarichi all'interno delle sue aziende e ha aggiunto che ha bloccato una serie di accordi commerciali e finanziari per evitare il conflitto di interessi. Ivanka Trump, la figlia del presidente eletto, non avrà alcun incarico.

Dillon ha ricordato che "a Trump non dovrebbe essere chiesto di distruggere le società che ha creato". Infine l'avvocato di Trump ha detto che per evitare conflitti d'interesse, per tutto il corso della presidenza, le aziende di Trump non faranno accordi internazionali ma solo nazionali. A controllare che tutto sia fatto con regolarità ci penserà una commissione etica che analizzerà tutti gli accordi firmati dalla Trump Organization nei prossimi anni.

Trump: non pubblicherò la mia dichiarazione dei redditi

Il presidente eletto Donald Trump non pubblicherà la sua dichiarazione dei redditi. Come più volte spiegato durante la campagna elettorale, il successore di Barack Obama ha detto nella sua prima conferenza da quando è stato eletto che il documento non verrà reso noto perché il Fisco Usa sta revisionando le dichiarazioni fatte.

Trump: prometto che creerò posti lavoro in Usa, non vedo l'ora di iniziare

La nuova amministrazione americana si impegnerà a fondo per creare posti di lavoro e rilanciare l'economia. Lo ha detto il presidente eletto Donald Trump, durante la sua prima conferenza stampa dopo la vittoria dello scorso 8 novembre.

"Creeremo nuovi posti di lavoro lo prometto. Sarò la persona che ha creato più posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla faccia della Terra, mi impegnerò a fondo. Non vedo l'ora di cominciare", ha detto il presidente eletto.

Trump: "Non ho debiti, prestiti o accordi con Russia"

"Non ho debiti, non ho prestiti, non ho accordi, non ho pendenze con la Russia". Lo ha detto il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la conferenza stampa organizzata all'interno della Trump Tower, a New York.

Il miliardario ha poi detto che "la Russia non ha materiale compromettente su di me". Tornando sull'hacking, ha detto che il Cremlino ha cercato di attaccare non solo il partito democratico, ma anche quello repubblicano, ma che non è riuscito a perforare le difese informatiche del suo partito.

Trump: rifiutata operazione immobiliare da 2 mld a Dubai

"Ho rifiutato una operazione immobiliare del valore di due miliardi di dollari a Dubai". Lo ha detto il presidente eletto Donald Trump nella sua prima conferenza stampa dopo la vittoria delle elezioni presidenziali lo scorso 8 novembre. Trump ha detto che la proposta è arrivata da un uomo d'affari serio, un suo amico, a cui tuttavia ha dovuto dire no.

Wall Street: indici virano in calo, Trump prende di mira gruppi pharma

Gli indici a Wall Street virano in negativo mentre Donald Trump sta parlando durante la sua prima conferenza stampa da quando ha vinto le elezioni presidenziali dell'8 novembre scorso. Il 45esimo presidente eletto è tornato a ringraziare Fca (-1,76%) e Ford (-2,3%) per avere annunciato investimenti in Usa sperando che Gm (-1,37%) faccia altrettanto. Il fatto che il gruppo auto guidato da Mark Fields abbiano annullato un investimento da 1,6 miliardi di dollari per la costruzione di un nuovo impianto in Messico ha fatto toccare un nuovo minimo record del peso contro il dollaro.

A condizionare l'azionario sono stati i commenti di Trump sulle aziende del settore farmaceutico (-1,4%), che "spesso l'hanno fatta franca": secondo lui c'è bisogno di più competizione sul fronte dei prezzi dei loro prodotti. Il Nasdaq Biotechnology Index è in calo del 3%.

Il DJIA cede 1,25 punti, lo 0,1%, a quota 19.854,28. L'S&P 500 lascia sul terreno 4,68 punti, lo 0,21%, a quota 2.264,43. Il Nasdaq segna un -17 punti, lo 0,3%, a quota 5.535,18.

Usa
Segretario Tesoro Mnuchin rivedrà investimenti per evitare conflitti interessi

Per evitare accuse di possibili conflitti di interesse, Steven Mnuchin, scelto dal presidente eletto Donald Trump come prossimo segretario al Tesoro americano, ha acconsentito a rivedere una serie di investimenti. In particolare, come riporta il Wall Street Journal, Mnuchin, che non ha mai lavorato nel settore pubblico ed è un fedelissimo del presidente eletto (è stato il responsabile delle finanze della sua campagna elettorale), non potrà più prendere decisioni su Cit Group, la società finanziaria che aveva contribuito a guidare, almeno fino a luglo 2018, probabilmente oltre a meno che non riceva uno speciale permesso.

Inoltre, in base ai termini di un accordo raggiunto con l'Office of Government Ethics, il futuro numero uno del Tesoro, la cui nomina deve ancora essere confermata dal Senato, disinvestirà asset in 43 diverse società, tra cui Goldman Sachs, di cui in passato è stato banchiere, e vari fondi di investimento. Stando ai documenti presentati, il patrimonio netto di Mnuchin supera i 150 milioni di dollari, ampia parte dei quali gestiti tramite una serie di fondi. La testimonianza in Senato per la conferma della nomina non è ancora stata fissata.

Petrolio
Wti riduce rialzi dopo aumento sopra stime stock Usa

Il petrolio quotato al Nymex, che si attestava in aumento sopra quota 51 dollari al barile prima del dato sulle scorte settimanali americane, riduce i guadagni, dopo che il dipartimento all'Energia ha pubblicato i dati sulle scorte settimanali. Gli stock di petrolio sono aumentati molto più delle previsioni e anche quelli di benzina e distillati sono cresciuti. Il Wti resta comunque sopra la soglia dei 50 dollari al barile.

Le scorte sono cresciute di 4,097 milioni di unità nella settimana chiusa il 6 gennaio, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 700.000 barili. L'aumento è stato superiore anche alle previsioni dell'American Petroleum Institute, che aveva anticipato una crescita di 1,5 milioni di barili. Subito dopo la pubblicazione del dato i contratti a febbraio si attestavano a 50,93 dollari al barile, in rialzo dello 0,2% circa, mentre in precedenza erano scambiati in aumento dell'1,22% a 51,35 dollari (ieri il greggio aveva chiuso a 50,82 dollari al barile). Al momento il contratto a febbraio tenta di riguadagnare slancio: i future salgono dello 0,28% a 50,96 dollari al barile.

Energia
Aumento scorte settimanali petrolio Usa, in rialzo anche stock benzina e distillati

Nella settimana conclusa il 6 gennaio le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono salite di 4,097 milioni di unità a 483,109 milioni, mentre gli analisti attendevano un aumento di 700.000 barili, dopo la discesa di 7,051 milioni di unità precedente. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono saliti di 5,023 milioni di unità a 240,473 milioni, dopo il rialzo di 8,307 milioni di barili dei sette giorni precedenti e l'aumento di 1,6 milioni di barili atteso.

Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono salite di 8,356 milioni di unità a 170,041 milioni, dopo il balzo di 10,051 milioni di barili della settimana precedente e l'accelerata di 500.000 unità prevista. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 93,6%, più del 92% del dato precedente e più anche del 91,9% atteso dagli analisti.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in ribasso al Cbot

All'inizio della prima seduta di contrattazioni del 2017 al Chicago Board of Trade, i cereali si attestano in ribasso contenuto, seguendo l'andamento avuto all'overnight. Gli investitori preferiscono la cautela, in attesa delle indicazioni del dipartimento all'Agricoltura americana sul livello delle scorte in dicembre e sulla domanda e l'offerta globale. Secondo le previsioni, gli stock si attesteranno in aumento su base annuale. Inoltre, è probabile che il dipartimento all'Agricoltura riveda al rialzo le stime sulla produzione di mais in Brasile.

In apertura mais e frumento si attestano appunto al di sotto della parità. In particolare, i future del mais a marzo arretrano di 1 centesimo e un quarto a 3,57 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo cedono 3 centesimi a 4,23 dollari e mezzo a bushel. Andamenti in discesa anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a marzo scendono di un centesimo e mezzo a 10,12 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo perde 1,30 dollari a 316,20 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo sono in discesa di 6 punti a 35,70 centesimi al pound.

Aerei
Giustizia Usa chiuderà indagine antitrust su settore aereo, no prove violazioni

Dopo una lunga indagine, il dipartimento di Giustizia americano ha stabilito che non ci sono prove per portare avanti un procedimento legale contro le società del settore aereo, sul quale pendevano accuse per collusione e violazioni antitrust.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, il dipartimento di Giustizia durante l'amministrazione Obama aveva monitorato attentamente il comparto, avviando un'inchiesta attorno alla metà del 2015 per capire se le quattro maggiori compagnie aeree americane - American Airlines, Delta Air Lines, United Continental e Southwest Airlines - si fossero accordate illegalmente per limitare la capacità dei voli e dunque fare salire i prezzi dei biglietti. Tutte avevano ricevuto ingiunzioni e presentato informazioni dettagliate sulle pratiche aziendali e sulle tariffe. L'inchiesta non è ancora stata ufficialmente chiusa, ma secondo le fonti sentite la Giustizia americana è pronta ad agire in questo senso non avendo trovato prove concrete di violazioni.

Energia
Petrolio: colossi globali settore tornano a investire, atteso +3% in 2017

Le compagnie petrolifere mondiali, messe in grave difficoltà negli ultimi trimestri dal crollo dei prezzi del petrolio, si preparano a un ritorno agli investimenti, incoraggiati dalla ripresa del barile (il Brent si aggira attorno a 55 dollari, il doppio rispetto al minimo in 12 anni toccato all'inizio del 2016, e il Wti viaggia attorno ai 50 dollari, anche in questo caso molto al di sopra dei minimi dell'anno scorso).

Come riporta il Financial Times, a dare fiducia al comparto energetico è anche l'accordo di dicembre tra i Paesi Opec e non su un taglio della produzione, il primo in oltre un decennio. Secondo le stime della società di consulenza energetica Wood Mackenzie, le spese globali in conto capitale previste dalle società attive nella produzione ed esplorazione petrolifera si attesteranno a 450 miliardi di dollari nel 2017, il 3% in più rispetto al 2016 e un'inversione di tendenza rispetto ai cali dei due anni precedenti.

Azionario
Wall Street apre all'insegna della cautela aspettando Trump

Wall Street ha iniziato la seduta in modo poco mosso con gli investitori in attesa della prima conferenza stampa di Donald Trump da quando ha vinto le elezioni presidenziali Usa; con l'appuntamento previsto oggi alle 17 italiane si vuole capire se il successore di Barack Obama cambierà toni rispetto a quanto promesso nella notte dello scorso 8 novembre. Da allora l'azionario ha corso scommettendo su una deregulation e una politica fiscale espansiva fatta di tagli alle tasse e spese infrastrutturali per spingere la crescita (mosse che aumentano le pressioni inflative). Ma con l'avvicinarsi del giuramento di Trump da 45esimo presidente Usa, il mercato è diventato più cauto.

Di fronte poi a un dossier non confermato secondo cui la Russia ha cercato di influenzarlo e anche di raccogliere materiale compromettente su di lui per poterlo ricattare - tesi smentita sia da Mosca sia da Trump - il mercato chiede che il presidente eletto gestisca bene la conferenza. Intanto gli investitori monitorano anche le audizioni al Senato per la conferma delle nomine volute da Trump per capire se il cosiddetto "reflation trade" durerà.

Il Dow Jones sale di 21 punti, lo 0,11%, a quota 19.876,38. L'S&P 500 aumenta di 0,13 punti, lo 0,02%, a quota 2.269,30. Il Nasdaq aggiunge 2,45 punti, lo 0,04%, a quota 5.554,05. Il petrolio a febbraio segna un +1,12% a 51,39 dollari al barile al Nymex in attesa delle scorte settimanali Usa.

Treasury
T-bond: prezzi in rialzo, rendimenti decennali in lieve calo al 2,374%

All'inizio della seduta di contrattazioni a New York, i titoli di stato americani sono poco mossi e si attestano in modestissimo rialzo, con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in leggero calo.

Gli investitori non trovano spunti dal punto di vista macroeconomico, visto che fino a venerdì, quando saranno pubblicati i numeri su inflazione e vendite al dettaglio, non sono in calendario dati di rilievo. I rendimenti decennali, benchmark del settore, si attestano in calo al 2,374%, dal 2,379% della chiusura di ieri. Questo l'andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,185% Titoli a 5 anni, rendimenti in discesa all'1,868%. Titoli a 30 anni, rendimenti in calo al 2,96%.

Borsa
Wall Street: future poco mossi, appena sotto parità, attesa per conferenza Trump

Dopo la seduta contrastata di ieri, Wall Street si prepara a iniziare la seduta odierna all'insegna della cautela: i future oscillano attorno alla parità, con movimenti molto contenuti. Ieri il Nasdaq ha messo a segno il terzo record di fila grazie ai titoli dell'health care, mentre il Dow Jones si è allontanato ulteriormente dalla soglia psicologica dei 20.000 punti, dopo avere tentato un riavvicinamento nel corso della giornata.

Oggi i listini si preparano a un'apertura poco mossa, ma nel corso della seduta vari fattori potranno incidere sul loro andamento: oltre ai dati sulle scorte di energia americane, che potranno incidere sull'andamento del greggio, gli investitori guarderanno alla prima conferenza stampa di Donald Trump, in calendario alle 17 italiane. Gli investitori vogliono capire se il successore di Barack Obama cambierà toni rispetto a quanto promesso subito dopo la vittoria dell'8 novembre. Da allora l'azionario ha accelerato, scommettendo su una deregulation e una politica fiscale espansiva con tagli alle tasse e spese infrastrutturali per spingere la crescita. Quando manca circa un'ora alla campanella di Wall Street, i future del Dow Jones scendono di 4 punti, lo 0,02%; quelli dell'S&P 500 calano di 2,50 punti, lo 0,11%; quelli del Nasdaq arretrano di 1,25 punti, lo 0,02%. Al Nymex, i future del petrolio con scadenza a febbraio, dopo i cali di ieri, si riportano in rialzo: i contratti salgono dello 0,51% a 51,08 dollari al barile.

Usa
Clima: 600 aziende scrivono a Trump, Usa non abbandonino accordi Parigi

Gli Stati Uniti non dovrebbero fare marcia indietro e abbandonare gli accordi di Parigi sul clima. E' questa la richiesta che 600 aziende, tra cui vari colossi tecnologici, hanno fatto al presidente eletto Donald Trump. "Vogliamo che l'economia americana sia efficiente da un punto di vista energetico e alimentata da energia con basse emissioni", si legge in una lettera firmata tra gli altri da eBay, Gap, General Mills, Hewlett Packard, Ikea, Intel, Lyft, Nike e Starbucks e indirizzata a Trump, al presidente uscente Barack Obama, al Congresso americano e ai leader globali.

Hanno firmato anche Tesla e SolarCity, entrambe guidate da Elon Musk, che è nel gruppo di amministratori delegati che daranno consulenza al presidente eletto sulle questioni aziendali. "Soluzioni innovative ed efficaci in termini di costi possono aiutarci a raggiungere questi obiettivi. Non costruire un'economia basata sulla riduzione delle emissioni mette a rischio la prosperità del Paese. Mentre un'azione nella giusta direzione creerà posti di lavoro e sosterrà la competitività. Noi ci impegnamo a fare la nostra parte, nelle nostre attività e oltre, per realizzare gli accordi di Parigi per un'economia globale che limiti i cambiamenti climantici", si legge. Trump, che ha minacciato un'uscita degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi, ha detto che "procederà con mente aperta" sulle questioni climatiche, mentre i repubbicani continuano a fare resistenza ad azioni significative contro i cambiamenti climatici e alcuni esponenti del partito non riconoscono neppure la responsabilità umana nel surriscaldamento globale.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.188,60 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,26% a 1.188,60 dollari all'oncia; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.077 e i 1.387 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 50,98 dollari al barile

Petrolio in rialzo dello 0,31% a 50,98 dollari al barile; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 35,10 e i 55,44 dollari al barile.

Wall Street
Euro in ribasso a 1,0498 dollari, biglietto verde in rialzo a 116,30 yen

Euro in ribasso dello 0,54% a 1,0498 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,1618 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,45% a 116,30 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 99,01 e i 121,69 yen.

Wall Street
Dopo seduta contrastata di ieri, future in modesto aumento

Dopo la seduta contrastata di ieri, Wall Street si prepara a iniziare la seduta odierna all'insegna della cautela. I future dei listini sono in aumento contenuto (quelli di Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 in rialzo dello 0,1% circa).

Ieri il Nasdaq è riuscito a mettere a segno il terzo record di fila grazie ai titoli dell'health care, mentre il Dow Jones si è allontanato ulteriormente dalla soglia psicologica dei 20.000 punti, dopo avere tentato un riavvicinamento nel corso della giornata.

Oltre che ai dati sulle scorte di energia americane, che potranno incidere sull'andamento del greggio, oggi gli investitori guarderanno in particolare alla prima conferenza stampa di Donald Trump, in calendario alle 17 italiane: si vuole capire se il successore di Barack Obama cambierà toni rispetto a quanto promesso subito dopo la vittoria dell'8 novembre. Da allora l'azionario ha corso scommettendo su una deregulation e una politica fiscale espansiva fatta di tagli alle tasse e spese infrastrutturali per spingere la crescita.

Usa
Russia nega dossier compromettente su Trump, è "caccia alle streghe"

La Russia nega di essere in possesso di un dossier con materiale compromettente sul presidente americano eletto Donald Trump. Secondo quanto riportato dalle agenzie di informazione russe, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parlando di "caccia alle streghe" a proposito delle indiscrezioni relative all'esistenza di dossier raccolti da Mosca.

"E' un evidente tentativo di danneggiare le relazioni bilateriali", ha detto Peskov precisando che il Cremlino non è coinvolto nella raccolta di informazioni compromettenti su nessuno incluso l'ex candidata democratica alla presidenza Usa Hillary Clinton.

Economia
Ocse: superindice, crescita accelera in molti big, Italia stabile

Si rafforzano i segnali di un'accelerazione della crescita in molti dei principali Paesi avanzati. Il superindice Ocse che anticipa i punti di svolta dell'attività economica rispetto al trend, continua infatti a prospettare un maggiore slancio della crescita in Germania, Stati Uniti, Francia, Canada e anche in Giappone.

Segnali di miglioramento giungono anche dalla Gran Bretagna, anche se - segnala l'Ocse - il superindice resta sotto il trend e persiste l'incertezza sulla natura dell'accordo che il Regno Unito siglera' alla fine con la Ue. Per l'Italia, invece, il superindice prospetta una situazione di stabilita' del trend di crescita. Nell'insieme e' stabile anche il superindice per l'intera area Ocse e per l'area euro. Tra i maggiori Paesi emergenti, sta prendendo piu' slancio la crescita in Cina, Brasile e Russua, mentre in India emergono segnali di un rallentamento.

Calendario
Gli appuntamenti di oggi a Wall Street

Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 6 gennaio alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: +0,1%.

Scorte di petrolio, benzina e distillati del Dipartimento all'Energia per la settimana conclusa il 6 gennaio alle 10.30 (le 16.30 in Italia). Petrolio: precedente -7,051 milioni di unità. Benzina: precedente +8,307 milioni. Distillati: precedente +10,051 milioni.


Appuntamenti societari

Non sono in calendario appuntamenti di rilievo.