Wall Street archivia la peggiore seduta da maggio

Pesano le tensioni tra Usa e Corea del Nord con Trump che torna a usare parole dure contro Kim

News Corp chiude IV trimestre in perdita di 429 milioni di dollari

News Corp ha chiuso il suo quarto trimestre dell'anno fiscale con una perdita di 430 milioni di dollari o di 74 centesimi per azione. Hanno pesato oneri e svalutazione di asset associati a giornali britannici e australiani. I ricavi sono stati di 2,08 miliardi di dollari. Leggi qui i dettagli.

 

Snap: conti e crescita utenti deludono

Snap ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con conti peggiori del previsto. Il gruppo a capo della celebre applicazione Snapchat ha terminato il periodo con una perdita adjusted di 16 dollari per azione, peggiore delle stime per 2 centesimi. I ricavi sono stati di 181,7 milioni contro previsioni per 186,2 milioni. Anche i ricavi per utente (pari a 1,05 dollari) e il numero di utenti ha deluso. Leggi qui i dettagli con le stime degli analisti.

Azionario
Wall Street chiude sui minimi intraday, Trump torna a minacciare Kim

Per la terza seduta di fila, gli indici a Wall Street hanno chiuso in calo. La giornata è finita intorno ai minimi intraday. Il sell-off si è accentuato dopo che Donald Trump ha intensificato la sua retorica dura contro Kim Jon Un riaccendendo il duello a parole sull'asse Usa-Corea del Nord. La flessione subita dai principali listini in termini percentuali è stata la peggiore dallo scorso maggio.

Oltre alle tensioni geopolitiche, gli investitori hanno dovuto fare i conti con il tonfo di Macy's e Kohl's, il cui andamento ha pesato sul settore retail in generale. Nonostante i grandi magazzini abbiano chiuso un trimestre migliore del previsto, il mercato crede che la luce alla fine del tunnel sia ancora lontano.

Il DJIA ha perso 204,69 punti, lo 0,93%, a quota 21.844,01. Quella odierna è stata per l'indice delle 30 blue chip la prima seduta terminata sotto i 22mila punti dal primo agosto scorso.

L'S&P 500 ha ceduto 35,81 punti, l'1,45%, a quota 2.438,21.

Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 135,46 punti, il 2,13%, a quota 6.216,87.

Trump: la Cina puà fare di più sulla Corea del Nord

"Ho grande rispetto per Cina e Russia", che sabato scorso hanno votato in favore di nuove sanzioni Onu contro la Corea del Nord. Lo ha detto Donald Trump, il presidente Usa, parlando da Bedminster, New Jersey, nel suo Golf Club. Da là ha detto che le sanzioni saranno "efficaci" - si stima che costeranno a Pyongyang un miliardo di dollari l'anno - ma secondo lui "la Cina può fare di più". Leggi qui i dettagli.

Attacco preventivo Usa contro Corea del Nord? No comment di Trump

Donald Trump si è rifiutato di parlare di un'ipotesi di un attacco preventivo da parte degli Stati Uniti contro la Corea del Nord, che ha minacciato di lanciare missili nelle acque vicine a Guam, isola nel Pacifico nonché territorio Usa. "Non parliamo di queste cose. Non lo facciamo mai", ha detto il presidente americano da Bedminster, New Jersey, nel suo Golf Club.

Ancora una volta, il leader Usa ha lanciato un avvertimento a Pyongyang: "Se pensa di attaccare noi o i nostri alleati, dovrebbe essere nervosa. Gli succederanno cose come non ha mai immaginato".

Trump ha spiegato che Washington sta negoziando da 25 anni con la Corea del Nord. Il presidente Bill Clinton è stato "debole e inefficace". E Barack Obama, il suo predecessore, "non voleva nemmeno parlarne". Leggi qui i dettagli.

Usa
Trump: avvertimento a Corea del Nord forse non abbastanza forte

Donald Trump torna protagonista di un duello di avvertimenti con il regime di Kin Jong-un: dal suo golf club in New Jersey, il presidente americano ha detto che la Corea del Nord farebbe bene a raddrizzare il tiro o altrimenti la nazione sarà nei guai "come poche nazioni hanno visto".

Secondo Trump, il suo avvertimento dell'altro giorno, quando disse che avrebbe risposto con "fuoco e furia" alle minacce continue di Pyongyang, "forse non è stato forte abbastanza". Leggi qui i dettagli.

  • Petrolio chiude a NY -1,96% a 48,59 dollari al barile
Real estate
Usa: nasce gigante delle case in affitto

Con un'operazione da 20 miliardi di dollari, è nato negli Stati Uniti un gigante delle case in affitto. Invitation Homes (di Blackstone) e Starwood Waypoint intendono fondersi: durante gli anni della crisi avevano comprato migliaia di abitazioni pignorate. Insieme avranno un portafoglio di 82.000 case monofamigliari in 17 mercati sparsi in tutti gli Usa, un portafoglio centrato su immobili per la classe media che rappresenterà comunque meno dello 0,1% degli oltre 90 milioni di case monofamigliari in America e solo lo 0,5% dei quasi 16 milioni di case in affitto.

In base all'intesa in contanti annunciata oggi, i soci di Invitation Homes controlleranno il 59% circa del gruppo combinato; il restante 41% farà capo agli azionisti di Starwood Waypoint. Secondo Dealogic, con questo accordo il settore real estate è quello che quest'anno ha visto le maggiori operazioni di M&A in termini di volumi con operazioni il cui valore ha superato i 260 miliardi di dollari su scala globale.

Invitation Homes sale del 3% al Nyse e Starwood Waypoint segna un +4,7%.

Uber: colui che fu il primo Ceo lascia, resta nel cda

Colui che è stato il primo Ceo di Uber si prepara a lasciare l'azienda, che a causa di una leadership discutibile ha già salutato il co-fondatore che aveva preso da lui le redini diventando il numero uno (Travis Kalanick). Leggi qui i dettagli.

T-Bond ancora in rialzo, bene l'asta di titoli a 30 anni

I Treasury restano in rialzo, segno del nervosismo degli investitori per le tensioni tra Usa e Corea del Nord. A sostenere i prezzi è stato anche l'ennesimo segno di scarse pressioni inflative (i prezzi alla produzione a luglio sono inaspettatamente calati). Intanto il Tesoro Usa ha venduto titoli a 30 anni offrendo rendimenti al 2,818%. La domanda è stata solida, diversamente da quella debole di ieri registrata all'asta di decennali. Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 2,32 volte, sopra la media di 2,29. Agli acquirenti indiretti - riflesso della domanda al di fuori degli Usa - è andato il 66,8% dell'asta, sopra la media del 62% e pari ai massimi del luglio 2016. A quelli diretti - riflesso della domanda interna - è andato il 5,4%, meno del 7% della media. Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,22% dal 2,246% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in calo all'1,047%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo all'1,343%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in decrescita all'1,789%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in ribasso al 2,799%.

Azionario
Wall Street: terza seduta di fila in calo, ancora avversione al rischio

A Wall Street continua l'avversione al rischio, dovuta in gran parte alle tensioni geopolitiche tra Usa e Corea del Nord. Va anche detto che dopo i recenti record, alimentati da una buona stagione delle trimestrali, gli investitori sembrano preferire le prese di beneficio. E questo vale anche per il settore retail, oggi colpito dalle vendite a causa dei tonfi di Macy's (-10,3%) e Kohl's (-7%): i due department store hanno pubblicato una trimestrale migliore del previsto ma chiaramente continuano a fare i conti con un mercato difficile. Va detto però che nelle ultime quattro settimane i due gruppi hanno guadagnato rispettivamente il 9% e il 14% in borsa.

Inoltre, pur essendo in calo per il terzo giorno di fila, gli indici non sono lontani dai loro massimi storici rispetto ai quali l'S&P 500 ha perso l'1,2%.

Il Dow Jones segna un calo di 136,82 punti, lo 0,62%, a quota 21.911,88, allontanandosi ulteriormente dai 22mila punti conquistati per la prima volta alla fine di una seduta il primo agosto; la soglia è stata rotta al ribasso in apertura.

L'S&P 500 cede 24,2 punti, l'1%, a quota 2.448.

Il Nasdaq scivola di 102,53 punti, l'1,6%, a quota 6.250.

Il petrolio a settembre al Nymex è virato in calo dell'1,7% a 48,7 dollari al barile. Le quotazioni risentono del fatto che l'Opec ha aumentato di nuovo la sua produzione a luglio; il cartello ha detto però che si aspetta consumi di greggio record nel 2018, motivo per cui in mattinata aveva riaggrappato quota 50 dollari.

Materie prime
Cereali Chicago: a metà seduta virano in negativo al Cbot

Alla soglia di metà giornata di contrattazioni al Chicago Board of Trade i cereali virano in negativo, lasciandosi alle spalle i guadagni dell'apertura. Se in avvio gli investitori avevano scommesso che il dipartimento all'Agricoltura americano avrebbe rivisto al ribasso le stime sulla produzione, cosa che implica un'offerta meno abbondante e che faceva quindi puntare verso l'alto i prezzi, dopo la pubblicazione del rapporto su domanda e offerta l'umore è cambiato, visto che le previsioni sono state modificate al rialzo.

A metà seduta, frumento e mais si attestano in ribasso, appunto virando in rosso rispetto all'apertura. In particolare, i future del mais a dicembre scendono di 11 centesimi e un quarto a 3,75 dollari a bushel. I contratti del frumento a dicembre arretrano di 12,5 centesimi a 4,74 dollari e mezzo a bushel. Andamenti in ribasso anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a novembre sono in discesa di 30,75 centesimi a 9,42 dollari e mezzo a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre cala di 11,30 a 301,60 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre arretran di 46 punti a 34,07 centesimi al pound.

Finanza
Goldman Sachs ottiene 'pignoramento marittimo': uno yacht

Tra i suoi asset, Goldman Sachs può 'vantare' uno yacht da oltre 60 metri di lunghezza con una sala cinema, Jacuzzi e un'elisuperficie. Si chiama "Natita" ed è stato sequestrato dalle autorità americane il mese scorso vicino a una spiagga della Florida; è stato una sorta di pignoramento marittimo.

Come riferisce il Wall Street Journal, la banca ha ottenuto il 'trofeo nautico' dopo una causa lanciata contro un cliente in passato molto corteggiato, il petroliere miliardario del Texas William Kallop. Il suo caso è un esempio dell'ultima corsa all'oro di Wall Street: concedere sì presititi a clienti particolarmente abbienti ma usando come collaterali beni che vanno da yacht a quadri di pittori celebri come Andy Warhol fino a collezioni di vini esclusivi. Perché come qualsiasi prestito, anche quelli siglati con i Paperoni possono non essere onorati.

Il punto ora è che Goldman spera di trovare un compratore per Natita, in vendita per 39,9 milioni di dollari (più 67.000 dollari di gasolio per farlo funzionare). E anche se lo trovasse, alla banca resterebbero da recuperare dal cliente 28 milioni di dollari.

Banche
Wells Fargo pensa a rimpasto Cda, traballa poltrona presidente non esecutivo

Wells Fargo, che ancora sta cercando di lasciarsi alle spalle lo scandalo sui conti fantasma, punta a un rimpasto del consiglio di amministrazione. In particolare, come riporta il Wall Street Journal, Steven Sanger dovrebbe lasciare il posto di presidente non esecutivo. Era stato nominato lo scorso ottobre, quando il presidente e amministratore delegato John Stumpf aveva improvvisamente lasciato l'incarico a causa dello scandalo.

L'obiettivo è arrivare a una decisione entro Labord Day, ovvero il 4 settembre e in ogni caso prima della riunione degli azionisti della prossima primavera. Secondo indiscrezioni, Elizabeth Duke, ex governatore della Federal Reserve, prenderà il suo posto. Le discussioni su possibili cambiamenti all'interno del Cda sono in corso da mesi, ma si sono intensificate di recente, anche a causa delle pressioni di Washington affinché la banca compia passi decisi per migliorare la propria immagine. Wells Fargo, terza maggiore banca americana per asset, ha lavorato molto nell'ultimo anno per lasciarsi alle spalle lo scandalo scatenato dal fatto che alcuni dipendenti hanno creato, all'insaputa dei clienti, 2,1 milioni di conti fantastma per centrare gli obiettivi sulle vendite, ma secondo i più critici non ha ancora fatto abbastanza per ristabilire la propria credibilità.

Il Vix, l'indice 'della paura', vola del 30% sui massimi di quasi tre mesi

Le tensioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord stanno preoccupando gli investitori a Wall Street. Lo dimostra il Vix, l'indice della volatilità anche detto "della paura". Sta salendo del 30% portandosi sui massimi di quasi tre mesi fa. Per quanto resti sotto i 20 punti corrispondendi alle media storica, ha raggiunto a un certo punto i 15,36 punti avvicinandosi a un livello che non si vede dal 17 maggio scorso quando fu raggiunta quota 15,59; in quel giorno il balzo giornaliero fu del 46%. Solo il 21 luglio scorso si era portato a 9,36 punti.

Criptovalute
Valute virtuali: bitcoin record, ethereum in rally, market cap a stelle: timore bolla

Continua la corsa al rialzo di Bitcoin, che ha toccato il massimo storico sopra i 3.500 dollari. Anche le altre valute digitali sono in deciso aumento: ethereum si è portata a 314,75 dollari, il massimo in un mese e in rialzo del 50% nelle ultime due settimane. Il timore è che una bolla sia dietro l'angolo, visto che nell'ultimo anno il mercato delle valute virtuali è cresciuto in modo esponenziale, con decine di nuove monete che compaiono ogni mese e con le offerte iniziali di moneta virtuale (initial coin offering, Ico) diventate la principale fonte di raccolta fondi per progetti costruiti sulla tecnologia blockchain.

Come riporta Cnbc, che cita i dati di CoinMarketCap, all'inzio del 2017 il valore complessivo, ovvero la capitalizzazione di mercato, di tutte le valute digitali era di circa 17,5 miliardi di dollari, con bitcoin che catalizzava quasi il 90%. Attualmente il dato è salito a circa 120 miliardi (per fare un paragone, è pari a quello di Goldman Sachs e Rbs combinate) e bitcoin rappresenta solo il 46%. Il timore è appunto quello di una possibile bolla: "E' valore creato dal nulla", ha detto Rob Moffat, partner della venture capital Balderton Capital. Il problema è anche un altro: bitcoin e le altre valute digitali, ethereum per esempio, non sono soggette alla supervisione delle autorità di regolamentazione, motivo per cui restano dubbi sulla trasparenza delle operazioni.

Fed, Dudley: altri 6-10 mesi prima di centrare target su inflazione

Sulla carta William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York, non fa che ribadire quanto sostenuto dalla banca centrale Usa nella sua ultime riunione: "Continuiamo ad aspettarci un miglioramento del mercato del lavoro e un incremento dell'inflazione nel medio termine verso l'obiettivo del 2%" di crescita annuale. Ma in occasione di una conferenza sulle inuguaglianze economiche - "una delle questioni più urgenti nella nazione" - il membro votante del braccio di politica monetaria della Fed ha fatto dichiarazioni extra rispetto al discorso preparato per il suo intervento a New York che dimostrano come l'inflazione negli Stati Uniti resti soft. Il governatore ha detto che il dato potrebbe non raggiungere l'obiettivo di crescita annua del 2% (non centrato da anni) per 6-10 mesi alla luce dei deboli dati recenti. Secondo lui, un mercato del lavoro dove per i datori di lavoro diventa più difficile trovare personale specializzato e un dollaro debole aiuteranno a spingere l'inflazione verso l'alto.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

All'inizio della seduta di contrattazioni al Chicago Board of Trade i cereali si attestano in rialzo, in linea con gli andamenti all'overnight. Gli investitori attendono il rapporto del dipartimento all'Agricoltura americano sulla domanda e l'offerta, in arrivo nella prossima ora. La previsione è che le stime sulla produzione saranno riviste al ribasso, cosa che implica un'offerta meno abbondante e che fa quindi puntare verso l'alto i prezzi. In avvio di seduta, frumento e mais si attestano in rialzo, cercando lo spunto per riportare la settimana in territorio positivo.

In particolare, i future del mais a settembre acquistano mezzo centesimo a 3,72 dollari a bushel, mentre quelli a dicembre salgono di mezzo centsimo a 3,86 dollari a bushel. I contratti del frumento a settembre avanzano di un centesimo e mezzo a 4,58 dollari a bushel. Andamenti in crescita anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a novembre sono in crescita di 6 centesimi e mezzo a 9,72 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre cresce di un dollaro a 313,90 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre salgono di 37 punti a 34,33 centesimi al pound.

Azionario
Wall Street amplia i cali con settore retail, focus su Corea del Nord

Dopo una quarantina di minuti dall'avvio degli scambi, gli indici a Wall Street hanno ampliato i cali con il settore retail messo a tappeto. Il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 rischiano domani di archiviare la peggiore settimana da quattro mesi. Il bilancio di agosto dell'indice benchmark e del Nasdaq Composite è ora in negativo. La tensioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord continuano a preoccupare il mercato, che si chiede se il duello verbale tra Washington e Pyongyang porterà a un conflitto. C'è da capire se le minacce fatte dal regime di Kim Jong-un siano serie: punterebbe a lanciare missili nelle acque vicino a Guam, un territorio Usa nel Pacifico.

Intanto il settore retail precipita (-1,6%) nonostante trimestrali migliori del previsto di Macy's (-4,5%) e Kohl's (-8,8%): Macys' non sa ancora dire quando le vendite comparate torneranno a crescre.

Il Dow Jones segna un -139 punti, lo 0,63%, a quota 21.909, allontanandosi ulteriormente dai 22mila punti conquistati per la prima volta alla fine di una seduta il primo agosto; la soglia è stata rotta al ribasso in apertura. L'S&P 500 cede 21 punti, lo 0,86%, a quota 2.452. Il Nasdaq scivola di 77 punti, l'1,22%, a quota 6.274.

Il petrolio a settembre al Nymex è virato in calo dello 0,44% a 49,34 dollari al barile.

Cupertino
Apple: sviluppatori cinesi accusano Cupertino di violazioni antitrust su App Store

Un gruppo di 28 sviluppatori di applicazioni cinesi ha presentato un esposto contro Apple, accusando il colosso di Cupertino di violazioni antitrust relative all'App Store. Il documento è stato depositato presso la National Development and Reform Commission, che segue le questioni sulla concorrenza in Cina, e presso l'Amministrazione statale per l'industria e il commercio da Lin Wei, avvocato dello studio Beijing Dare & Sure e rappresentante legale degli sviluppatori.

Come riporta il Wall Street Journal, gli sviluppatori sostengono che Apple si comporta in modo monopolistico, rimuovendo applicazioni dal proprio Store senza dare spiegazioni e imponendo commissioni eccessive. Il gruppo della Silicon Valley è anche accusato di svantaggiare gli sviluppatori locali non rispondendo alle domande scritte in cinese. "C'è mancanza di trasparenza nelle attività dell'App Store. A questo punto, la cosa ideale è presentare un esposto alle autorità di regolamentazione cinesi, in modo da coinvolgerle nella questione", ha detto Lin. Apple, in una nota, si è limitata a sottolineare che le guideline dell'App Store si applicano in modo identico a tutti gli sviluppatori in ogni Paese e se un'app è respinta o rimossa, gli sviluppatori devono chiedere una revisione per il reinserimento in modo tempestivo. "In Cina la maggior parte delle richieste è esaminata e approvata per essere sullo store entro massimo 48 ore", si legge.

Azionario
Wall Street: apertura in calo, con tensioni geopolitiche Dj torna sotto quota 22mila

La seduta a Wall Street è iniziata in calo; quella odierna potrebbe essere la terza giornata di fila con scambi in ribasso. A pesare sono ancora le tensioni geopolitiche tra Usa e Corea del Nord, che ha detto di volere lanciare missili nelle acque vicino a Guam, un'isola nel Pacifico parte del territorio americano. Nonostante il duello a parole sull'asse Washington-Pyongyang, il governatore dell'isola si è detto "fiducioso" ai microfoni di Cnbc.

Intanto continua la stagione delle trimestrali, che prima del caso nordcoreano aveva permesso agli indici di raggiungere record; buone notizie sono arrivate dal settore retail con i grandi magazzini Macy's (-3,7%) e con Kohl's (-7,7%); i rispettivi titoli tuttavia soffrono, segno che per il comparto i venti contrari non sono ancora finiti.

Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono rimaste intorno ai minimi di quattro decenni anche se sono salite di 3mila unità a 244mila. I prezzi alla produzione a luglio sono scesi dello 0,1% a luglio, un segno ulteriore di un'inflazione debole che potrebbe complicare i piani della Federal Reserve (vorrebbe alzare i tassi una terza volta entro la fine del 2017).

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones segna un -80 punti, lo 0,36%, a quota 21.968,49, tornando così sotto i 22mila punti conquistati per la prima volta alla fine di una seduta il primo agosto. L'S&P 500 cede 10,7 punti, lo 0,4%, a quota 2.463. Il Nasdaq scivola di 36 punti, lo 0,58%, a quota 6.315. Il Petrolio a settembre al Nymex segna un +0,97% a 50,04 dollari al barile.

Geopolitica
Guam: "siamo fiduciosi" nonostante minacce della Corea del Nord

Nonostante il duello di parole tra Stati Uniti e Corea del Nord, il governatore dell'isola di Guam minacciata da Pyongyang non sembra particolarmente preoccupato. Eddie Baza Calvo ha detto in una intervista alla Cnbc che sul territorio Usa "siamo fiduciosi". Le sue parole sono arrivate dopo che il regime di Kim Jong-un ha detto di volere lanciare missili nelle acque al largo di Guam. Sarebbe la prima volta che un missile nordcoreano arriverebbe cos" vicino a un territorio Usa.

T-Bond in rialzo con tensioni geopolitiche e prezzi produzione deludenti

I Treasury continuano a viaggiare in rialzo, non solo a causa delle tensioni geopolitiche tra Usa e Corea del Nord. Anche i prezzi alla produzione, a luglio calati dello 0,1% contro attese per un incremento dello 0,2%, danno sostegno ai titoli di stato americani. Il dato è la dimostrazione di come le pressioni inflative restino contenute, un problema per la Federal Reserve che intende alzare i tassi una terza volta entro la fine del 2017. Dopo l'asta deludente di ieri di decennali, oggi ci sarà quella di titoli a 30 anni; ciò potrebbe pesare sui prezzi.

Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,229% dal 2,246% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi all'1,052%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti invariati all'1,335%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso all'1,788%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,809%.

Azionario
Wall Street: future in calo, ancora tensioni geopolitiche

I future a Wall Street viaggiano in calo preannunciando un'altra seduta in ribasso. Gli investitori continuano a monitorare le tensioni tra gli Usa e la Corea del Nord, che ha minacciato di lanciare missili nelle acque vicine a Guam, isola del Pacifico. Sarebbe la prima volta che un missile nordcoreano arriverebbe così vicino a un territorio Usa.

Dal fronte macroeconomico, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono rimaste intorno ai minimi di quattro decenni anche se sono salite di 3mila unità a 244mila. I prezzi alla produzione a luglio sono scesi dello 0,1% a luglio, un segno di un'inflazione debole.

Intanto continua la stagione delle trimestrali con i grandi magazzini Macy's che hanno battuto le stime degli analisti.

I future del Dow cedono 55 punti, lo 0,25%; quelli dell'S&P 500 perdono 10,25 punti, lo 0,4%; quelli del Nasdaq retrocedono di 39,5 punti, lo 0,67%. Il petrolio a settembre al Nymex segna un +0,9% a 50 dollari al barile.

Economia
Usa: -0,1% prezzi alla produzione in luglio, più basso delle stime

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono scesi a sorpresa in luglio, segno che le pressioni inflazionistiche continuano a restare modeste. Come reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, il dato è calato dello 0,1%, mentre gli analisti attendevano un dato in aumento dello 0,2%. In giugno l'indice era cresciuto dello 0,1% (invariato rispetto alla prima stima).

Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, il dato è salito dell'1,9%. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è scesa dello 0,1%, mentre le stime erano per un rialzo dello 0,2%. Rispetto a luglio 2016 la componente è in rialzo dell'1,8%. Da segnalare che i consumi personali sono calati dello 0,1% in luglio.

Economia
Usa: +3mila a 244mila richieste iniziali sussidi disoccupazione, peggio di stime

Nei sette giorni conclusi il 5 agosto il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è salito a sorpresa, ma resta in linea con i progressi del mercato del lavoro. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono cresciute di 3.000 unità a 244.000, contro le 241.000 della settimana precedente (rivisto al rialzo dalle 240.000 della prima stima).

L'indice è peggiore delle previsioni, visto che gli analisti attendevano un dato a 240.000 unità. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da 127 settimane, la serie migliore dal 1970. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è calata di 1.000 a 241.000 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 29 luglio, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è sceso di 16.000 unità a 1,95 milioni.

Retail
Macy's: decuplicato utile II trim. a 116 mln $, oltre stime, cala fatturato

Sale dell'1,1% nel premercato a Wall Street il titolo di Macy's, dopo che la catena di grandi magazzini che ha il suo store principale a Manhattan, a due passi dall'Empire State Building, ha battuto le previsioni degli analisti con i conti del secondo trimestre. Nei tre mesi l'utile netto è stato di 116 milioni di dollari, 38 centesimi per azione, più di dieci volte tanto quelli per 11 milioni, 3 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Leggi qui i dettagli.

M&A
Altice: studia mossa da 185 mld $ per la rivale Usa Charter Communications (Ft)

Altice, il colosso francese delle telecomunicazioni e delle trasmissioni via cavo controllato dal miliardario francese Patrick Drahi, sta studiando una possibile mossa da 185 miliardi di dollari per Charter Communications, secondo maggiore operatore via cavo americano dopo At&t con oltre 26 milioni di abbonati. Come riporta il Financial times, Altice, che è cresciuta in modo esponenziale grazie alle acquisizioni tramite indebitamento degli ultimi anni in Francia, Portogallo e Stati Uniti, punta a rafforzarsi ulteriormente sul mercato americano, dove sono già state svariate le operazioni di consolidamento nel comparto delle telecomunicazioni.

Drahi si prepara dunque a sfidare la rivale giapponese SoftBank, guidata da Masayoshi Son, che ha già espresso interesse per Charter, nella quale il miliardario John Malone detiene una quota del 21%. Altice non si è ancora fatta avanti in modo ufficiale e potrebbe anche decidere di non farlo, in particolare a causa delle pressioni degli investitori sulla quantità di debito che sarebbe necessario accumulare per finanziare un'operazione di queste dimensioni. L'anno scorso Charter ha lasciato al palo proprio Altice nell'acquisizione di Time Warner Cable, rilevata dal gruppo americano per 78,7 miliardi. Charter non ha espresso interesse per una possibile combinazione con la rivale francese.

Retail
Kohl's: +33% utile II trim. a 208 mln $, sopra stime, titolo +7% in premercato

Balza del 7% nel premercato a Wall Street il titolo della catena americana di grandi magazzini Kohl's, che ha battuto le previsioni degli analisti con i conti del secondo trimestre. Nei tre mesi a giugno, l'utile netto è stato di 208 milioni di dollari, 1,24 dollari per azione, il 33% in più rispetto ai 140 milioni, 77 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Escludendo le voci straordinarie, l'utile adjusted è stato di 1,24 dollari per azione, meglio degli 1,19 dollari previsti. Le vendite comparate, quelle dei negozi aperti da almen n anno, sono salite dello 0,4%, mentre il fatturato complessivo è sceso da 4,18 a 4,144 miliardi di dollari.

Petrolio
Opec: cresciuta produzione greggio luglio, spinta da Libia, Nigeria e Arabia

La produzione di petrolio dei Paesi Opec è leggermente aumentata in luglio rispetto al mese precedente, sostenuta da Libia e Nigeria, ma anche dall'Arabia Saudita. Nel rapporto mensile dell'Organizzazione si legge che la produzione di greggio dei Paesi aderenti al cartello ha raggiunto 32,87 milioni di barili al giorno a luglio dopo i 32,69 nel mese di giugno.

"La produzione di greggio e' aumentata essenzialmente in Libia, Nigeria e Arabia Saudita", ha precisato l'Opec. Nel caso della LIbia, prevalgono le turbolenze geopolitiche, la Nigeria e' esente dall'accordo sul taglio della produzione mentre l'Arabia Saudita, uno dei principali Paesi del cartello, ha visto una modesta crescita a 31.800 barili al giorno. I Paesi Opec e altri paesi partner (compresa la Russia) hanno deciso alla fine del 2016 di ridurre le estrazioni fino a marzo 2018 per riequilibrare il mercato e stabilizzare i prezzi e in un incontro tecnico all'inizio di questa settimana ad Abu Dhabi hanno promesso di  rispettare i tagli nella produzione.

Wall Street
Future in ribasso nel premercato, pesano timori tensioni Usa-Nord Corea

Come già successo nella seduta di ieri, sull'umore degli investitori di Wall Street continuano a pesare i timori per un'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, cosa che fa calare i future nel premercato e lascia supporre un'apertura in ribasso. I future del Dow Jones perdono lo 0,22%, quelli dello S&P 500 lo 0,33% e quelli del Nasdaq lo 0,5%.

Sebbene il Pentagono abbia avvertito di essere nelle condizioni di distruggere il regime di Pyongyang, il dipartimento di Stato ha tranquillizzato escludendo una "minaccia imminente" per l'isola di Guam e consigliando sonni tranquilli a chi è preoccupato. Gli investitori hanno comunque preferito trovare rifugio in porti considerati sicuri come l'oro, protagonista del maggiore rialzo giornaliero da tre mesi, e i Treasury.


Calendario
Gli appuntamenti di oggi a Wall Street

Dati macroeconomici

Prezzi alla produzione per il mese di luglio alle 8.30 (le 14.30 in Italia). Precedente: +0,1%. Consensus: +0,2%.

Richieste iniziali sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 5 agosto alle 8.30 (le 14.30 in Italia). Precedente: -5.000 a 240.000 unità. Consensus: 240.000 unità.


Appuntamenti societari

Trimestrali di Blue Apron, Canada Goose, Macy's prima dell'apertura dei mercati.

Trimestrale di Kohl's alle 7 (le 13 in Italia).

Trimestrale di News Corp a un orario non precisato.

Trimestrali di Nordstrom, Snap dopo la chiusura dei mercati.


Altri appuntamenti

William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York, tiene una conferenza sulle disuguaglianze nei salari alle 10 (le 16 in Italia).