Wall Street prova a ripartire, dopo i recenti ribassi

Le tensioni commerciali continuano ad agitare gli investitori

azionario
Wall Street: S&P 500 e Nasdaq rimbalzano dopo 4 sedute in calo

Dopo quattro sedute di fila in calo, S&P 500 e Nasdaq Composite sono riusciti ad archiviare una seduta in rialzo. Il rimbalzo segue quella che per il listino tecnologico è stata la settimana peggiore dallo scorso marzo. A livello settoriale si sono messi in mostra le telecom (+0,7%), gli industriali (+0,65%) e le utility (+0,6%). Soltanto il comparto sanitario ha perso leggermente quota.

Anche se il settore tech ha recuperato terreno (+0,4%), titoli come Apple (-1,34%) e Amazon (-0,64%) sono stati venduti arrivando a bruciare oltre 100 miliardi di dollari complessivi di capitalizzazione in quattro giorni. Il produttore dell'iPhone si prepara al lancio mercoled" di nuovi iPhone, il cui prezzo è la principale incongnita tra gli analisti. Amazon ha ignorato le promozioni dagli analisti di Citi e Wells Fargo, secondo cui il sito americano di ecommerce diventerà il principale rivenditore di abbigliamento in Usa.

Cbs ha sofferto (-1,5%) le dimissioni del suo storico Ceo, Les Moonves, travolto da nuove accuse di molestie sessuali. Anche Alibaba (-3,7%) ha perso terreno con il fondatore Jack Ma che tra un anno lascerà la presidenza del gruppo, affidandola all'attuale Ceo. Nel primo caso, gli analisti credono che l'incertezza sul titolo venga meno e che AT&T e Verizon potrebbero trovare il gruppo media attraente; nel secondo, non sono preoccupati da una mossa che era attesa e che garantirà un passaggio di consegne senza problemi.

Arrivato a guadagnare fino a 123 punti, il Dow è stato frenato da titoli come Boeing sensibili alle tensioni commerciali tra Usa e Cina (ancora irrisolte) e da Apple. L'indice delle 30 blue chip ha ceduto oltre 59 punti, lo 0,23%, a quota 25.857.

L'S&P 500 ha guadagnato 5,46 punti, lo 0,19%, a quota 2.877.

Il Nasdaq ha aggiunto più di 21 punti, lo 0,27%, a quota 7.924.

Credito al consumo Usa +16,64 mld Usd a luglio, oltre le stime

Lo scorso luglio gli americani si sono indebitati ulteriormente. Il credito al consumo - riflesso del debito al netto dei mutui - è salito a un tasso annualizzato del 5,12% o di 16,64 miliardi di dollari sul mese precedente a un totale di 3.918 miliardi di dollari. Lo ha annunciato la Federal Reserve. Le stime degli analisti erano per un incremento di 15 miliardi di dollari.

Il debito associato alle carte di credito è salito nel mese a un passo annualizzato dell'1,5%. I debiti legati a prestiti studenteschi o per l'acquisto di un'auto, il cosiddetto credito non-revolving, sono aumentati al tasso annualizzato del 6,4%.

Nordcorea
Trump riceve lettera "positiva" da Kim, chiesto secondo incontro

Il presidente americano, Donald Trump, ha ricevuto una lettera "positiva" scritta dal leader nordcoreano Kim Jong Un. Lo ha detto la portavoce Sarah Sanders, spiegando che il testo della missiva "non verrà diffuso a meno che Kim sia d'accordo nel ritenere che dovremmo farlo".

L'obiettivo della lettera "era per richiedere un secondo incontro" tra i due leader dopo quello avvenuto a Singapore lo scorso 12 giugno ha aggiunto Sanders spiegando che l'amministrazione Usa "è aperta a un tale incontro e già ci sta lavorando".

Petrolio chiude a NY -0,3% a 67,54 dollari al barile

Reduce da una settimana in calo del 2,9%, il petrolio ha perso nuovamente terreno. Al Nymex il contratto ottobre al Nymex è scivolato di 21 centesimi, lo 0,3%, a 67,54 dollari al barile.

Gli investitori temono che la domanda di greggio cali nella costa orientale degli Stati Uniti, minacciata dall'uragano Florence, che si è rafforzato a categoria 4 (su un totale di 5). Negli Stati del North e South Carolina e della Virginia è stato già dichiarato lo stato d'emergenza in vista della tempesta, attesa lungo le loro coste tra giovedì e venerdì prossimi.

Fed, Blanchard (ex Fmi): in caso di recessione compri azioni e beni, non solo bond

Comprare azioni e beni e non solo titoli di stato o bond garantiti da mutui. E' quello che la Federal Reserve dovrebbe fare nel caso scoppi un'altra recessione tanto grave quanto quella esplosa 10 anni fa. E' l'economista Olivier Blanchard ad avere lanciato la controversa proposta durante una conferenza sulla politica monetaria organizzata dalla Fed di Boston nel fine settimana.

L'ex capo economista del Fondo monetario internazionale ora al Peterson Institute for International Economics crede che la Fed possa tornare a fare lievitare il suo bilancio, gonfiato negli anni della crisi da tre round di quantitative easing. "Se necessario, si potrebbe raddoppiarlo e nulla di terribile succederebbe", ha detto Blanchard, citato da Marketwatch.

Secondo lui la Fed - che attualmente può solo comprare bond - dovrebbe comprare anche azioni, cosa che "funzionerebbe in modo migliore rispetto all'acquisto di bond". Se la crisi fosse davvero pesante, ha continuato Blanchard, allora la banca centrale Usa potrebbe finanziare il deficit o persino comprare beni. "C'è questa convinzione che per la banca centrale va bene solo comprare asset e non beni. Ma questa è una restrizione che abbiamo imposto su noi stessi", ha aggiunto l'economista.

auto
Fca: Tiger Global più che raddoppia la sua quota, vale oltre 1 mld di dollari

L'hedge fund Tiger Global Management ha più che raddoppiato la sua quota in Fiat Chrysler Automobiles, arrivata a valere oltre un miliardo di dollari. Il fondo attivista di Chase Coleman è diventato così il quarto più grande socio dell'azienda guidata da Mike Manley.

Stando al sito dell'Authority for the Financial Markets (Afm) olandese, dal 3 settembre scorso Tiger Global detiene 59,67 milioni di titoli del gruppo automobilistico con il 3,06% dei diritti di voto. Alla fine di giugno ne aveva 26,05 milioni.

Ora il mercato si domanda quanta pressione l'hedge fund metterà sul nuovo leader di Fca, promosso alla fine di luglio poco prima dell'annuncio del decesso del Ceo storico Sergio Marchionne. Manley, fino a quel momento a capo dei due marchi di punta dell'azienda, Jeep e Ram, si è impegnato ad attuare il piano quinquenale presentato da Marchionne e che prevede utili più che raddoppiati al 2022.

Al Nyse il titolo Fca sale del 2% a 16,89 dollari ma il bilancio da inizio anno (bruciato dal decesso di Marchionne) resta negativo (-5,3%); negli ultimi 12 mesi l'azione è salita del 3,59%.

Wall Street si indebolisce, il Dow vira in negativo

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street hanno perso slancio e il Dow Jones Industrial Average ha virato in negativo. I tecnologici, che avevano iniziato la giornata rimbalzando, sono tornati a soffrire dopo avere perso il 3% nella settimana scorsa.

Amazon (-0,8%) rischia di archiviare per la prima volta dal dicembre 2017 quattro sedute di fila in calo. Apple (-1,9%) risente dei rischi commerciali associati alla politica Usa ma sale l'attesa per il lancio dei nuovi iPhone nell'evento di mercoled". Anche Netflix perde terreno (-1%) ma peggio fa Snapchat (-3,5%), che soffre l'addio di un altro top manager. Campbell Soup continua a correre (+1,3%) su voci che il nuovo Ceo potrebbe essere il direttore operativo, l'italiano Luca Mignini (ex Bocconi).

Gli investitori restano sull'attenti temendo una escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Cina mentre c'è ottimismo che Usa e Ue possano siglare un accordo a novembre. Slittano invece a data da destinarsi i negoziati tra Usa e Canada, conclusi a Washington venerdì scorso senza un'intesa su un nuovo Nafta.

Il Dow cede 42 punti, lo 0,16%, a quota 25.874. L'S&P 500 sale di 5 punti, lo 0,18%, a quota 2.876. Il Nasdaq Composite segna un +8 punti, lo 0,10%, a quota 7.910.

Il petrolio a ottobre al Nymex scivola dello 0,4% a 67,49 dollari. Si teme che la domanda di greggio cali nella costa orientale degli Stati Uniti, minacciata dall'arrivo dell'uragano Florence (che si è rafforzato a categoria 4 - su 5 - e che potrebbe colpire gioved" gli stati del North e South Carolina.

Apple e fornitori soffrono a causa dello scontro con Trump

Apple soffre a Wall Street (-1,7% a 217,31 dollari) insieme ai suoi principali fornitori. Il produttore dell'iPhone che mercoledì presenterà nuovi smartphone rischia di diventerà una delle vittime della politica commerciale americana fatta di dazi.

Venerdì scorso il colosso tecnologico aveva avvertito l'amministrazione Usa, dicendo che la potenziale entrata in vigore di 200 miliardi di dollari di nuovi dazi su importazioni cinesi finirà per fare aumentare il prezzo di vari suoi prodotti tra cui l'Apple Watch (l'iPhone, assemblato in Cina, non è stato citato). Il presidente americano, Donald Trump, ore dopo aveva risposto offrendo ai vertici di Apple una "soluzione facile in cui ci sarebbero ZERO tasse ma piuttosto incentivi fiscali. Producete i vostri articoli in Usa invece che in Cina. Iniziate a costruire nuove fabbriche ora". I fornitori asiatici di Apple sono stati oggetto di vendite con i cinesi Luxshare Precision, Shenzhen Sunway Communication e Suzhou Dongshan Precision Manufacturing arrivati a cedere fino al 10% e con la taiwanese Foxxon che ha perso il 3,4%.

Sale intanto l'attesa per l'evento previsto il 12 settembre allo Steve Jobs Theater di Cupertino (California). Se più o meno sono tutti d'accordo sul numero degli iPhone che verranno lanciati (tre) e sulle loro caratteristiche, la vera incognita sarà il loro prezzo. Lo scorso anno Apple aveva lanciato l'iPhone X, lo smartphone di alta gamma con un prezzo di partenza da mille dollari per segnare il decimo anniversario dal lancio del prodotto. Le vendite hanno dimostrato che i consumatori sono disposti a spendere motivo per cui Apple potrebbe alzare i prezzi. Per gli analisti di KeyBanc Capital Markets, la versione più grande dell'iPhone X da 6,5 pollici che dovrebbe essere presentata dovrebbe costare da 1.049 dollari ma ci sono stime che arrivano a 1.099 dollari; l'aggiornamento dell'iPhone X dovrebbe costare 949 dollari ma c'è chi si aspetta resti a 999 dollari e la nuova versione più più economica con schermo Lcd da 6,1 pollici dovrebbe avere un prezzo di partenza da 749 dollari; in quest'ultimo caso le previsioni spaziano da 699 a 849 dollari. Da inizio anno il titolo Apple ha guadagnato il 28,5% e negli ultimi 12 mesi ha aggiunto il 37%.

Amazon: per Wells Fargo diventerà primo rivenditore di abbigliamento in Usa

Amazon incassa altre due promozioni degli analisti ma il titolo (-0,5% a 1.942 dollari) fatica a riconquistare la capitalizzazione da mille miliardi di dollari raggiunta per la prima volta e solo a livello intraday il 4 settembre scorso (ora è pari a 947 miliardi di dollari).

Gli esperti di Wells Fargo hanno alzato a 2.300 da 2.110 dollari l'obiettivo di prezzo stimando che Amazon diventerà il principale rivenditore di abbigliamento in Usa nel 2018. Citando dati elaborati da Euromonitor, gli analisti hanno fatto notare che Amazon era stato il secondo nel 2017 dietro a Walmart. "Mentre nel 2012 solo l'1,4% delle vendite di abbigliamento e calzature fosse legato ad Amazon, il dato è cresciuto al 7,2% lo scorso anno e probabilmente arriverà all'8,5-9% nel 2018", ha scritto l'esperto Ike Boruchow.

Anche Citi ha alzato il target price per il colosso americano dell'e-commerce, portandolo a 2.250 da 2.100 dollari. In questo caso l'accento è stato posto sulla crescita degli iscritti al servizio Prime come "motivo chiave del perché i marchi e i rivenditori stanno sempre più dipendendo dalle piattaforme del gruppo". Da inizio anno Amazon ha guadagnato in borsa il 66% e negli ultimi 12 mesi il 101%.

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Criptovalute: bruciati 640 mld di dollari di capitalizzazione da gennaio

Continua il sell-off sulle criptovalute, che complessivamente hanno bruciato una capitalizzazione di 640 miliardi di dollari dal loro picco dello scorso gennaio.

Le valute digitali hanno perso terreno in cinque delle sei ultime sedute per via di timori che la loro adozione generale non sia veloce come sperato. Quei timori sono stati confermati nel fine settimana dalla decisione della Securities and Exchange Commission di bloccare temporaneamente due prodotti finanziari legati a criptovalute: Bitcoin Tracker One e Ether Tracker One.

Secondo l'autorità di borsa Usa c'è confusione sulla natura di questi due prodotti, che sembrano Etf ma che non lo sono. "Sembra che ci sia una carenza di informazioni aggiornate, coerenti e accurate riguardanti Bitcoin Tracker One (simbolo: CXBTF) e Ether Tracker One (simbolo CETHF), emessi da XBT Provider AB, un'azienda svedese con sede a Stoccolma, risultando in confusione tra i partecipanti al mercato in merito a questi strumenti finanziari", ha spiegato la Sec sul suo sito. "La Commissione crede che l'interesse del pubblico e la protezione dei consumatori richiedano la sospensione dagli scambi" di quegli strumenti quotati alla borsa di Stoccolma, parte dei mercati nordici del gruppo Nasdaq. XBTProvider è di proprietà della londinese CoinShares.

La mossa della Sec va ad aggiungersi a quelle che recentemente hanno bocciato varie richieste di approvazione di Etf aventi come sottostante Bitcoin. Dopo il no di fine luglio alla proposta dei gemelli Winklevoss (meglio conosciuti per la loro disputa legale contro Mark Zuckerberg sulla paternità di Facebook) a inizio agosto ce ne fu un altro su un Etf voluto dalla società di investimento VanEck. Su quest'ultimo la Sec aveva deciso di posticipare una decisione finale, che potrebbe arrivare il 30 settembre prossimo.

Dopo avere sfiorato i 6.200 dollari quando in Italia erano le 11, Bitcoin sale dello 0,4% a 6.276,48 su Coinbase.

azionario
Wall Street: apertura in rialzo dopo le vendite della settimana scorsa

La seduta è iniziata in rialzo, con gli indici che rimbalzano con i tech dopo le vendite della settimana scorsa (la peggiore dallo scorso marzo per il Nasdaq Composite).

Gli investitori sembrano ignorare le tensioni commerciali tra Usa e Cina, con l'amministrazione Trump che valuta se imporre i già ventilati dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi; ad essi il presidente Usa venerd" ha detto che potrebbe aggiungerne altri 267 miliardi senza troppi preavvisi. Mentre a Washington i negoziati tra Usa e Canada si sono conclusi venerd" scorso senza un'intesa, a Bruxelles riprendono quelli tra Usa e Ue.

In una giornata priva di spunti macroeconomici, gli operatori di borsa si preparano al decimo anniversario del fallimento di Lehman Brothers, avvenuto il 15 settembre del 2008.

A livello settoriale, si mettono in mostra titoli tlc ed energetici. Tra le storie societarie, Cbs soffre (-1%) dopo l'addio dello storico Ceo Leslie Moonves, travolto da nuove accuse di molestie sessuali. Alibaba scivola a sua volta (-2,6%) in vista dell'addio del fondatore Jack Ma dalla presidenza del gruppo; l'attuale numero due Daniel Zhang prenderà il suo posto tra un anno.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di 76 punti, lo 0,4%, a quota 25.992,82. L'S&P 500 avanza di 11,5 punti, lo 0,4%, a quota 2.883. Il Nasdaq Composite segna un +15 punti, lo 0,2%, a quota 7.917. Il petrolio a ottobre al Nymex sale dello 0,7% a 68,25 dollari con l'uragano Florence che punta sulla costa orientale degli Usa e con tensioni in Libia.

azionario
Wall Street: future in rialzo nonostante le tensioni commerciali Usa-Cina

I future a Wall Street si muovono in rialzo preannunciando un avvio positivo degli scambi nella prima giornata di una settimana che segna il decimo anniversario del fallimento di Lehman Brothers, avvenuto il 15 settembre del 2008. Da allora l'S&P 500 ha guadagnato il 130% e ha offerto rendimenti annuali dell'11% circa.

Per oggi gli investitori sembrano essersi dimenticati dei timori di una escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Cina rinvigoriti venerdì scorso dal presidente americano, Donald Trump: mentre valuta se introdurre dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi, Trump aveva detto che potrebbe farne scattare altri per 267 miliardi.

La Cina ha ribadito oggi che reagirà: "Se gli Usa si ostinano a restare sulla loro rotta e adottano nuove tariffe doganali contro la Cina, allora i cinesi opteranno inevitabilmente per contromisure che proteggono i nostri diritti legittimi", ha spiegato alla stampa il portavoce del ministero degli Esteri.

In vista del lancio di nuovi iPhone di mercoledì, Apple è finita nel mirino di Trump: il presidente ha detto al gruppo di produrre in Usa se non vuole subire gli effetti negativi delle misure commerciali Usa contro Pechino, cosa su cui Apple ha messo in guardia venerdì scorso.

Intanto i negoziati tra Usa e Canada su un nuovo Nafta sono finiti senza un accordo e non è chiaro quando riprenderanno. Oggi a Bruxelles gli Usa trattano con la Ue.

I future del Dow salgono di 87 punti, lo 0,34%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 10,5 punti, lo 0,37%; quelli del Nasdaq Composite aggiungono 39 punti, lo 0,5%. Il petrolio a ottobre al Nymex avanza dello 0,5% a 68,07 dollari al barile.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Credito al consumo per il mesedi luglio alle 15 (le 21 in Italia). Precedente: +10,21 miliardi di dollari.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Raphael Bostic, presidente della Federal Reserve di Atlanta, parla alla Camera di Commercio di Albany (New York).

Wall Street
Euro in rialzo a 1,1579 dollari, biglietto verde a 111,12 yen

Euro in rialzo dello 0,23% a 1,1579 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1302 e 1.2557 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,09% a 111,12 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.199,10 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,11% a 1.199,10 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.167,10 e i 1.392,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 68,16 dollari al barile

Petrolio in rialzo dello 0,61% a 68,16 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 49,77 e i 71,63 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones sale dello 0,30%, lo S&P cresce dello 0,31%, il Nasdaq guadagna lo 0,49%.

La seduta di venerdì scorso a Wall Street è finita in calo con il timore di dazi americani aggiuntivi contro la Cina. Il Nasdaq Composite, che già veniva da giornate difficili, ha archiviato la peggiore settimana da quella chiusa il 23 marzo, quando esplose lo scandalo Facebook associato alla società di dati ormai defunta Cambridge Analytica. Arrivato a perdere fino a 177 punti, il Dow ne ha lasciati sul terreno 79,33, lo 0,31%, a quota 25.916,54. L'S&P 500 ha ceduto 6,37 punti, lo 0,22%, a quota 2.871,68. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 20,18 punti, lo 0,25%, a quota 7.902,54. Nella settimana più corta di un giorno (lunedì scorso in Usa era festa) il Dow ha perso lo 0,2%, l'S&P 500 l'1% e il Nasdaq il 2,55%. Il petrolio a ottobre al Nymex è scivolato meno dello 0,1% a 67,75 dollari al barile ma in settimana ha lasciato sul terreno il 2,9%.