Wall Street attende la stagione delle trimestrali

Chiusura record il DJIA

Azionario
Wall Street: chiusura record per il Dow grazie a Wal-Mart

La seduta a Wall Street è finita in lieve rialzo con il Dow Jones Industrial Average che è tornato a macinare record. In assenza di spunti macroeconomici, gli investitori hanno digerito le varie notizie dalla Corporate America in attesa che la stagione delle trimestrali entri nel vivo domani e venerdì con le banche.

Il colosso del retail Wal-Mart (+4,5%) ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 20 miliardi di dollari. Il gruppo farmaceutico Pfizer (+0,7%) sta pensando di vendere o scorporare attività che generano 3,4 miliardi di dollari l'anno. Honeywell (-0,2%) dal canto suo ha detto che effettuerà uno spin-off di alcune sue attività in due aziende separate e quotate. I soci di Procter & Gamble (-0,5%) hanno votato contro l'aggiunta dell'investitore attivista Nelson Peltz nel cda del gruppo di beni al consumo.

Il DJIA è salito di 69,61 punti, lo 0,31%, a quota 22.830,68.

L'S&P 500 ha aggiunto 5,92 punti, lo 0,23%, a quota 2.550,65.

Il Nasdaq Composite ha guadagnato 7,52 punti, lo 0,11%, a quota 6.587,25.

Tutti e tre gli indici avevano raggiunto nuovi record intraday.

Materie prime
Petrolio chiude a NY +2,7% a 50,92 dlr/barile, migliore balzo da due settimane

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna con il maggiore balzo giornaliero in due settimane. Il contratto novembre al Nymex ha aggiunto 1,34 dollari, il 2,7%, a quota 50,92 dollari al barile, massimo del 29 settembre scorso. A spingere le quotazioni, che durante gli scambi si erano portate sopra i 51 dollari al barile, sono stati l'indebolimento del dollaro e la volontà dell'Arabia Saudita - il leader di fatto dell'Opec - di ridurre le esportazioni via mare il mese prossimo del 7% annuo. Questo porta gli investitori a sperare in un riequilibrio del mercato petrolifero. Intanto si attendono i dati sulle scorte settimanali di petrolio in Usa, che arriveranno gioved" e non come di consueto di mercoledì; lo slittamento è dovuto al fatto che ieri in America si è celebrato il Columbus Day.

T-Bond si rafforzano dopo il recente sell-off

I Treasury restano in rialzo all'indomani di una pausa legata alle festività del Columbus Day e dopo un sell-off di quattro settimane dovuto a crescenti aspettative per un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre. I trader hanno reagito anche all'ipotesi che il governatore della banca centrale Usa, Janet Yellen, possa essere sostituita da un "falco". Le tensioni geopolitiche hanno tenuto a freno i rendimenti. Da domani gli investitori guarderanno alle aste di titoli a tre e 10 anni; giovedì ci sarà quella di titoli a 30 anni. Domani poi la Fed pubblicherà i verbali della riunione della Fed di settembre. Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 2,336% dal 2,370% di venerdì scorso. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,077%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo all'1,504%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso all'1,938%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,873%.

Wall Street: a metà seduta Dow e S&P 500 a livelli record

A metà seduta i principali indici di Wall Street viaggiano contrastati. A sostenere il Dow Jones e lo S&P 500, che viaggiano su livelli record, è l'annuncio di Wal-Mart di un buyback da 20 miliardi di dollari, ma anche la notizia che il colosso farmaceutico Pfizer pensa alla vendita del segmento che si occupa di servizi sanitari ai consumatori e che ha ricavi annuali di 3,4 miliardi di dollari.

In questo momento il DJIA sale di 49,22 punti, lo 0,22%, a quota 22.810,29. L'S&P 500 guadagna 3,45 punti, lo 0,14%, a quota 2.548,18. Il Nasdaq segna un -5,39 punti, lo 0,08%, a quota 6.574,34. Il petrolio a novembre al Nymex sale del 2,86% a 51 dollari al barile.

Cereali Chicago: a metà seduta viaggiano contrastati

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano contrastati. Da una parte il mais e la soia continuano a non trovare lo slancio a causa di previsioni del tempo positive per la crescita dei cereali.

I future del mais a dicembre scendono di 1 centesimo, lo 0,29%, a 3,48 dollari e mezzo a bushel. I contratti del frumento a settembre guadagnano 25 centesimi, lo 0,06%, a 4,36 dollari e un quarto a bushel.

Andamenti contrastati per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a novembre sono in discesa di un quarto di centesimo, lo 0,03%, a 9,66 dollari e un mezzo a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre cresce di 1,30 centesimi, lo 0,41%, a 316,80 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre perdono 25 punti, lo 0,75%, a 33,01 centesimi al pound.

Finanza
P&G: investitori negato a Peltz seggio in Cda, ma l'attivista non ammette sconfitta

Si è conclusa da poco la riunione degli azionisti di Procter & Gamble, chiamati a decidere se concedere o meno un seggio nel consiglio di amministrazione all'investitore attivista Nelson Peltz. Il verdetto è destinato a fare parlare: il colosso dei beni di consumo ha fatto sapere che gli azionisti hanno deciso di confermare gli undici consiglieri attuali, quindi di negare l'ingresso di Peltz nel Board. Cos" fosse, per l'attivista sarebbe una cocente sconfitta. Sebbene P&G abbia diffuso una nota con il risultato, il risultato è tutt'altro che lampante. Proprio per questo Trian Fund Management, il fondo tramite cui Peltz ha in mano azioni di P&G per 3,3 miliardi di dollari ed è uno dei maggiori investitori, ha diffuso un proprio comunicato in cui sostiene che il risultato sia "too close to call", troppo in bilico per essere confermato senza l'effettivo conteggio dei voti. Lo stesso Peltz, ai microfoni di Cnbc, ha parlato di un risultato che "non potrebbe essere più in bilico".

Insomma, al momento è difficile stabilire chi abbia effettivamente vinto nel proxy fight (un'azione portata avanti raccogliendo tra gli azionisti il numero di deleghe necessario per avere in assemblea la maggioranza dei diritti di voto) più costoso di sempre: secondo indiscrezioni, P&G e Trian hanno speso un totale di 60 milioni di dollari per accaparrarsi il favore degli azionisti. In attesa del conteggio effettivo, alcune considerazioni possono già essere fatte: anche se gli attuali consiglieri di P&G fossero effettivamente confermati, la società non potrebbe ignorare il fatto che lo scarto è minimo e che un'ampia fetta degli investitori ha votato a favore della nomina di Peltz. "Continueremo a impegnarci, con rispetto, nel dialogo con Peltz e ne teniamo in conto gli input", ha detto l'amministratore delegato di P&G David Taylor. L'investitore attivista, dal canto suo, ha parlato comunque di una vittoria, appunto per l'alto numero di azionisti che si è schierato dalla sua parte e si è impegnato a continuare a combattere con gli strumenti che avrà a disposizione (non essendo nel Cda, per esempio, non può avere accesso al dettaglio dei conti e avrà minori contatti con il management della società). Per il momento a pagare lo scotto dell'incertezza è il titolo, che una volta arrivato l'esito del voto ha puntato verso il basso a Wall Street, dove cede al momento l'1,3%.

Economia
Fmi: diversamente da Fed, non si aspetta terzo rialzo dei tassi nel 2017

Il Fondo monetario internazionale non sembra aspettarsi, diversamente dalla Federal Reserve, un terzo rialzo dei tassi nel 2017. Nel suo World Economic Outlook - il rapporto sull'economia globale redatto nell'ambito degli Annual Meetings in corso a Washington, Stati Uniti - l'istituto ha scritto che "i tassi Usa sono visti rimanere sostanzialmente invariati all'1-1,25% per il resto del 2017". Stando ai future sui Fed Funds, il mercato calcola l'86,7% di probabilità che dopo le strette di marzo e giugno ce ne sia un'altra a dicembre.

Per l'Fmi i tassi "dovrebbero salire di circa 75 punti base nel 2018", anno in cui la Fed si aspetta tre strette contro le due del 2019. Il Fondo prevede che il costo del denaro arrivi a un livello inferiore al 3% nel 2020, proprio come stimato dai governatori della banca centrale Usa.

Nordcorea
Trump potrebbe visitare la zona demilitarizzata coreana

Il presidente americano, Donald Trump, potrebbe visitare la zona demilitarizzata coreana, l'area fortificata che separa la Corea del Nord da quella del Sud, nel corso della sua visita a Seul prevista il mese prossimo. Lo scrive l'agenzia di stampa sudcoreana, Yonhap. Alla fine di settembre la Casa Bianca aveva inviato un team per decidere quali "attività speciali" avrebbe potuto fare Trump nel suo soggiorno in Corea del Sud, ma per ora non c'è alcuna conferma ufficiale.

Il presidente americano dovrebbe mandare un messaggio forte al regime di Pyongyang, dopo le tensioni per il programma missilistico e nucleare che la Corea del Nord non sembra voler abbandonare. Trump potrebbe visitare anche Panmunjom, il villaggio in cui nel 1953 ci fu la tregua che pose fine alla guerra di Corea. Il vicepresidente Mike Pence ha visitato la zona demilitarizzata coreana, cos" come l'ex presidente Usa, Barack Obama.

Trump viaggerà in Giappone, Corea del Sud, Cina, Vietnam e Filippine dal 3 al 14 novembre.

Fmi: Grecia torna a crescere ma meno del previsto, debito e disoccupazione "molto alti"

Dopo un'espansione dell'economia pari a zero, la Grecia torna a crescere ma meno di quanto stimato. Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le sue previsioni per la nazione ellenica, ora vista espandersi dell'1,8% nel 2017 e non più del 2,2% come calcolato lo scorso aprile. Per il 2018 le previsioni sono passate a un +2,6% da un +2,7%. Commentando i nuovi calcoli contenuti nel World Economic Outlook, Gian Maria Milesi-Ferretti, vice direttore del dipartimento di Ricerca del Fondo, ha detto che "in Grecia c'è molta disoccupazione in eccesso".

L'istituto guidato da Christine Lagarde stima per quest'anno un tasso di disoccupazione al 22,3%, peggio del 21,9% previsto nel Weo di primavera; per il prossimo anno è atteso un calo del tasso al 20,7% dal 21% calcolato ad aprile. Per Milesi-Ferretti "ci sono ancora molte sfide alle prospettive di medio termine, a cominciare dal peso di un debito pubblico molto alto e dal bisogno di mantenere un avanzo primario di bilancio alto", cos" come previsto dal piano di aiuti lanciato dai partner Ue. Il Fondo spera che "le riforme strutturali e un accordo per la riduzione del debito ci portino ad alzare le stime di crescita nel medio termine".

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in rialzo al Cbot

Dopo i ribassi di ieri, proseguiti durante le contrattazioni all'overnight, i cereali quotati al Chicago Board of Trade hanno trovato in avvio lo spunto per partire con il piede giusto e portarsi in territorio positivo. A sostenere i prezzi del comparto della soia è il clima particolarmente asciutto in Brasile, cosa che potrebbe provocare danni al raccolto del Paese esportato. Mais e frumento, anch'essi in aumento, sono invece spinti dalle notizie sul maltempo in Russia e Ucraina, che potrebbe avere effetti negativi sul raccolto di quei paesi.

In avvio di seduta, frumento e mais si attestano in aumento, accodandosi agli andamenti del comparto della soia. In particolare, i future del mais a dicembre crescono di un centesimo e tre quarti a 3,51 dollari a bushel, mentre quelli a marzo sono in rialzo di un centesimo e tre quarti a 3,64 dollari a bushel. I contratti del frumento a settembre avanzano di 2 centesimi e tre quarti a 4,38 dollari a bushel. Andamenti in rialzo anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a novembre sono in aumento di 6 centesimi e un quarto a 9,73 dollari a bushel, mentre quelli a gennaio salgono di 6 centesimi a 9,83 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre cresce di 3,30 dollari a 318,80 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre acquistano 11 punti a 33,15 centesimi al pound.

Finanza
Usa: outlook positivo per stagione conti, atteso rialzo utili e fatturati

L'azionario americano è in continuo rialzo e, anche oggi, Wall Street ha aggiornato al rialzo i record delle ultime settimane. Ulteriore slancio potrà arrivare dalla stagione delle trimestrali, che entra nel vivo questa settimana: gioved" Citigroup e JPMorgan Chase pubblicheranno i conti del terzo trimestre e poi, a ruota, seguiranno gli altri colossi bancari, tecnologici, industriali e del settore retail. Gli analisti attendono un trimestre positivo: stando alle stime di FactSet, gli utili delle società quotate sullo S&P 500 si attesteranno in media a 32,34 dollari per azione, in rialzo del 2,81% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre i fatturati dovrebbero salire del 4,79%.

Qualcuno è addirittura più ottimista: gli esperti di Morgan Stanley ritengono che le stime del consensus "siano troppo basse", spiegando che sebbene gli uragani Irma e Harvey, che hanno devastato tra agosto e inizio settembre Florida e Texas, potranno incidere sui conti, l'impatto non sarà sufficiente a limitare in modo significativo i profitti. "Un mix di guidance prudenti, una prima metà dell'anno positiva, una crescita economica prolungata e margini incrementalmente positivi fa pensare che il trimestre batterà facilmente le previsioni", si legge in una nota della banca ai clienti. Anche gli esperti di JPMorgan Chase sono di un parere analogo e ritengono che i risultati di bilancio saranno "uno dei catalizzatori positivi che farà da traino al rally dell'azionario da qui a fine anno".

Fmi, no comment su riforma fiscale Trump, aspetta dettagli ma non aumenti deficit

Il Fondo monetario internazionale preferisce non esprimersi sulla proposta di riforma fiscale presentata dal presidente americano Donald Trump, che punta a farla approvare al Congresso entro la fine dell'anno in modo tale da ottenere la sua prima vittoria legislativa da quando lo scorso 20 gennaio è entrato alla Casa Bianca. Pur non sbilanciandosi l'istituto di Washington fa capire che una riforma dovrebbe aumentare il gettito, permettendo cos" il finanziamento di progetti infrastrutturali.

"Ci sono ancora tante cose che devono essere decise; molte potrebbero sembrare semplici dettagli ma sono in realtà cruciali per capire il tipo di deficit o avanzo che si verrà a creare nel bilancio" federale, ha spiegato Maury Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo. Nella conferenza a commento del World Economic Outlook - il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da giovedì entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti - Obstfeld ha detto che l'istituto di Washington "aspetta ulteriori dettagli mentre il piano di riforma è oggetto di negoziati" al Congresso.

In generale, Obstfeld ha descritto alcuni principi che valgono per tutti i Paesi: una semplificazione del sistema tributario "è una cosa positiva"; se essa porta a una forte riduzione di sgravi e scorciatoie fiscali che permettono una riduzione delle aliquote "anche questa è una cosa positiva". I sistemi fiscali devono poi tenere conto delle loro conseguenze in termini di diseguaglianze e in vari Paesi devono rispondere alle esigenze della classe media. Per Obstfeld è altrettanto importante vedere come le entrate vengono utilizzate. In Usa, ha concluso, "una riforma fiscale non dovrebbe aumentare il deficit; nel medio termine, una riforma dovrebbe aumentare il gettito, da usare poi per investimenti infrastrutturali". Il Fondo "spera" di vedere concretizzarsi questi aspetti.

Fmi: effetto uragani è forte a livello locale, serve cooperazione globale

I disastri naturali nella forma di uragani e tempeste tropicali che hanno colpito negli ultimi due mesi gli Stati Uniti, il Messico e i caraibi "hanno un forte impatto sulle prospettive di crescita locale ma meno su quelle mondiali". Lo ha detto Maury Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale.

Nella conferenza a commento del World Economic Outlook - il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da giovedì entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti - Obstfeld ha spiegato che l'istituto di Washington "è coinvolto nel calcolare i danni con i Paesi che sono stati tragicamente colpiti da questi eventi e siamo pronti ad agire in caso sia necessario".

Secondo l'esperto, "se tali eventi diventano più frequenti, la comunità internazionale deve pensare al tipo di sostegno da fornire ai Paesi colpiti perché in alcuni casi l'effetto è particolarmente notevole". Obstfeld ha citato gli esempi di Antigua e Barbuda, isole caraibiche praticamente rase al suolo. "C'è un problema per la cooperazione globale andando avanti" nel tempo, ha concluso Obstfeld.

Fmi: Obstfeld, c'è spazio per migliorare efficienza banche Italia, specialmente piccole

Nel sistema bancario italiano "c'è spazio per una maggiore efficienza al fine di favorire l'allocazione di credito nell'economia". Lo ha detto Maury Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale.

Nella conferenza a commento del World Economic Outlook - il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da giovedì entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti - Obstfeld ha fatto riferimento a una "struttura del sistema bancario italiano fatta di molte banche piccole e molte filiali".

Economia
Fmi: Obstfeld, in Italia progressi nel settore bancario ma stock Npl resta alto

"L'Italia ha fatto molti progressi nelle riforme nel settore finanziario e i Non performing loan (Npl) stanno calando" ma gli stock di questi ultimi "restano alti". Lo ha detto Maury Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale. Nella conferenza a commento del World Economic Outlook - il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da gioved" entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti - Obstfeld ha spiegato che "c'è una maggiore stabilità nel settore bancario". Tuttavia, i Npl "limitano l'erogazione di nuovi prestiti e sono fonte di credit crunch". L'esperto del Fondo ha aggiunto che gestire i nuovi Npl "è importante" ma gli stock di Npl "devono scendere, non ci sono alternative. Questo è certamente doloroso per le banche ma abbiamo visto alcune banche, come Unicredit, essere capaci di raccogliere capitali. Questo è un buon segno".

Borsa
Wall Street: Accelera con energetici, dopo Dj e Nasdaq, anche S&P aggiorna record

Nei primi minuti di scambi, Wall Street imbocca con decisione la via dei rialzi, con gli indici che aggiornano i massimi storici. Dopo Dow Jones e Nasdaq, anche lo S&P 500 si è portato in territorio record.

A fare da traino sono i titoli energetici (l'indice di settore Energy Select Sector Spdr guadagna quasi l'1%), ma anche l'aggiornamento al rialzo delle stime di crescita mondiali da parte del Fondo monetario internazionale. Nel frattempo, il Dow sale di 79,56 punti, lo 0,35%, a quota 22.839,15. L'S&P 500 cresce di 8,50 punti, lo 0,33%, a quota 2.553,21. Il Nasdaq acquista 17,92 punti, lo 0,3%, a quota 6.600,25.

Wall Street
Balzo Wal-Mart in avvio, bene Pfizer, cala Honeywell dopo scorporo asset

Nei primi minuti di scambi i listini confermano i guadagni dell'apertura, rallentando solo leggermente il passo: il Dow Jones sale dello 0,22%, il Nasdaq aumenta dello 0,35% e lo S&P 500 cresce dello 0,26%. Per quanto riguarda i titoli, balzo in avvio per Wal-Mart (+3,46%), dopo che il colosso americano delle vendite al dettaglio ha annunciato un maxi buyback da 20 miliardi di dollari e il rafforzamento della strategia online.

Parte in calo Honeywell (-1%), dopo che il gigante industriale ha fatto sapere che scorporerà varie attività in due società indipendenti, entrambe quotate. In aumento invece Pfizer (+0,76%), che sta esplorando le alternative strategiche per la divisione Consumer Health. Riflettori puntati su Procter & Gamble (+0,67%), mentre è in corso la riunione degli investitori che dovranno decidere se dare o meno un seggio nel Cda all'attivista Nelson Peltz. Partenza in modesto calo per Express Scripts Holding Company (-0,27%), che ha raggiunto un accordo per rilevare la non quotata eviCore, specializzata nella gestione di servizi per la sanità, per 3,6 miliardi di dollari. La transazione, secondo le previsioni, sarà chiusa nel quarto trimestre. Degno di nota anche il balzo del 12% della società di analisi dati Helios & Matheson Analytics, che ha una quota di maggioranza in MoviePass.

Economia
Catalogna: Obstfeld (Fmi): situazione "preoccupante" in Spagna, rischio contagio in Ue

"La situazione in Spagna è proeccupante perché crea molte incertezza per l'economia spagnola e catalana". Lo ha detto Maury Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale facendo riferimento al contesto in cui la Catalogna vuole l'indipendenza dalla Spagna.

"Speriamo che le parti non agiscano in modo precipitoso e negozino. Ci sono potenziali guadagni per ambo le parti se lo fanno", ha aggiunto l'esperto durante la conferenza a commento del World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings in cui sono state alzate le stime di crescita mondiale e dell'Italia.

Obstfeld ha avvertito: "Data la sua contiguità il Portogallo potrebbe risentirne. Ci potrebbero essere conseguenze anche in altri paesi europei".

Fmi: Obstfeld, negoziati su Brexit siano "costruttivi"

"Speriamo che i negoziati siano costruttivi e minimizzino i costi per ambo i lati; ciò è nell'interesse di tutti ma il tempo corre". Lo ha detto Maury Obstfeld, consigliere economico e direttore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale. Nella conferenza a commento del World Economic Outlook - il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da gioved" entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti - Obstfeld ha fatti riferimento al discorso del premier Theresa May a Firenze dicendo che è stato "molto costruttivo" nel suggerire un periodo di transizione di due anni: "Ciò potrebbe permettere più tempo per un aggiustamento". Per Obstfeld, una mancanza di certezze sull'esito dei negoziati potrebbe creare molta incertezza.

Borsa
Wall Street: apre in rialzo dopo Fmi, record per Dow Jones e Nasdaq

Dopo la seduta fiacca di ieri, quando gli indici hanno chiuso sotto la parità nella festività del Columbus Day, Wall Street cerca nuovo slancio e apre in rialzo, con il Dow Jones e il Nasdaq che si riportano in territorio record. In assenza di indicatori macroeconomici di rilievo sul fronte americano, gli investitori guardano a quanto ha scritto il Fondo monetario internazionale nel World Economic Outlook, pubblicato in occasione delle riunioni autunnali, questa settimana a Washington.

L'istituto ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita internazionale, comprese quelle per l'Eurozona e per l'Italia, ma ha messo in guardia sul perdurare di rischi, anche legati alle tensioni geopolitiche. L'attenzione è inoltre rivolta alle varie notizie corporate arrivate negli Stati Uniti, che hanno riguardato colossi come Wal-Mart, Pfizer e Honeywell. Grande attesa inoltre per l'inizio della stagione delle trimestrali, che entra nel vivo gioved" con le prime banche (Citigroup e JPMorgan). Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di 53,98 punti, lo 0,24%, a quota 22.815,46. L'S&P 500 cresce di 6,31 punti, lo 0,26%, a quota 2.551,13. Il Nasdaq acquista 21,65 punti, lo 0,33%, a quota 6.600,25. Il petrolio ritrova la via dei rialzi al Nymex: i future del Wti a novembre salgono dell'1,88% a 50,51 dollari al barile.

Valute
Bitcoin: flash crash su CoinDesk, valuta digitale -12% in pochi minuti, poi risale

E' ancora senza motivo il "flash crash", il brusco calo e successivo recupero, che ha colpito bitcoin. La valuta digital, che era scambiata a 4.867 dollari, il massimo dal 2 settembre, ha ceduto in pochi minuti più di 600 dollari, il 12%, a un minimo di circa 4.200 punti, salvo poi recuperare rapidamente terreno.

Se è vero che una delle perplessità principali su bitcoin è la sua forte volatilità, movimenti così rapidi sono comunque anomali. Il "crash" si è verificato su CoinDesk, l'indice che tiene conto degli scambi della valuta digitale su quattro piattaforme (Bitstamp, Coinbase, itBit e OKCoin), mentre gli scambi su altri indici come Brave New Coin e CryptoCompare.com non hanno avuto problemi. Stando a quanto riportato da Cnbc, CoinDesk sta cercando di capire se il crollo improvviso sia stato provocato da problemi tecnici.

Fmi: è italiano il 30% degli Npl nell'Eurozona, proseguire con riduzione

Il 30% dei non performing loan (Npl) dell'Eurozona è italiano. Lo scrive il Fondo monetario internazionale nel suo World Economic Outlook (Weo), il rapporto sull'economia globale redatto nell'ambito degli Annual Meetings in corso a Washington (Stati Uniti). In esso l'istituto di Washington spiega che dalla primavera scorsa "il settore bancario dell'Area euro ha fatto ulteriori progressi nella pulizia dei bilanci" e che la crescita del credito bancario verso il settore privato non finanziario "è stata positiva dalla metà del 2015 anche se è al di sotto della crescita del Pil". Detto questo, nel primo trimestre del 2017 "i ratio dei Npl sono rimasti alti, a circa il 5,7% [del totale dei prestiti] nell'Area euro e oltre il 10% in sei Paesi (Italia inclusa, a cui è legato il 30% circa dello stock di Npl nell'Eurozona)".

Fmi: alza stime di crescita Italia, nel 2017 +1,5%, nel 2018 +1,1%

Migliorano le prospettive del Fondo monetario internazionale per l'economia italiana, vista in crescita dell'1,5% quest'anno, tanto quanto il Giappone. Per il 2018 è atteso un +1,1%. E' quanto si legge nelle tabelle del World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da giovedì entreranno nel vivo a Washington, Stati Uniti. Le stime per il 2017 sono state alzate dello 0,2% rispetto all'aggiornamento del Weo dello scorso luglio e dello 0,7% rispetto all'edizione del documento elaborata lo scorso aprile. Nel 2016 il nostro Paese aveva registrato un'espansione dello 0,9% e l'anno precedente dello 0,8%, ricorda l'Fmi. Le previsioni del Fondo per il 2018 sono migliorate dello 0,1% rispetto ai calcoli estivi e dello 0,3% rispetto a quelli di primavera.

Fmi: taglia stime di crescita Gb, nel 2017 +1,7%, con Brexit futuro incerto

Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita del Regno Unito, la cui economia è vista espandersi quest'anno dell'1,7% e non più del 2% come calcolato lo scorso aprile. Per il 2018 le previsioni sono rimaste a un +1,5%. E' quanto emerge dalle tabelle contenute nel World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale che l'Fmi ha redatto nell'ambito degli Annual Meetings in corso a Washington, Stati Uniti. Il taglio è dovuto da una crescita "più debole del previsto nei primi due trimestri" del 2017. Il rallentamento, spiega l'istituto guidato da Christine Lagarde, "è dovuto a una crescita più soft dei consumi privati con il deprezzamento della sterlina che ha pesato sui redditi reali delle famiglie".

Secondo l'Fmi, le prospettive di crescita di medio termine sono "altamente incerte" e dipenderanno "in parte" dalla nuova relazione economica con la Ue in seguito alla Brexit, ossia l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea decisa dalla popolazione britannica con il referendum del 23 giugno 2016. Andrà tenuta in considerazione anche la portata di un aumento delle barriere al commercio, all'immigrazione e all'attività finanziaria transnazionale. Il Fondo si aspetta che i negoziati sulla relazione economica futura lungo l'asse Londra-Bruxelles "procedano senza sollevare una incertezza eccessiva". Gli accordi sono visti raggiungere una conclusione che "eviti un aumento molto grande delle barriere economiche".

Fmi: in Eurozona probabilità di deflazione e recessione in calo

I rischi di deflazione - misurati dalla probabilità stimata di un declino del livello dei prezzi nei quattro trimestri a venire - sono calati nell'Eurozona (come in Giappone), "riflesso di una crescita della domanda interna che dovrebbe essere più forte". Lo sostiene il Fondo monetario internazionale nel World Economic Outlook (Weo), il rapporto sull'economia globale redatto nell'ambito degli Annual Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde in corso a Washington (Stati Uniti). In una tabella del rapporto si legge che il rischio di deflazione (definita come una caduta dei prezzi su base annuale nel trimestre indicato, ossia il quarto del 2018) nell'Eurozona è al di sotto del 15%; era sopra quella soglia in aprile. La situazione negli Stati Uniti è rimasta invariata con le chance di un simile rischio intorno all'1%. Per un confronto, il rischio di deflazione in Giappone è passato al 22,5% circa da quasi il 25% dello scorso aprile.

Nella stessa tabella il Fondo calcola anche i rischi di recessione. Tra il quarto trimestre del 2017 e il terzo trimestre del 2018 la probabilità di recessione nell'Eurozona è vista appena sopra il 20% dal 30% calcolato nell'edizione precedente del Weo, quando il periodo di riferimento andava dal secondo trimestre del 2017 al primo trimestre del 2018. Il rischio di recessione in Usa è rimasto intorno al 20%. Lo stesso rischio in Giappone è calato al 40% dal 45% circa.

Fmi: alza stime crescita Eurozona, nel 2017 +2,1%, Spagna batte tutti

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2017 e il 2018 dell'Eurozona, dove "comsumi privati, investimenti e una domanda esterna più forti hanno dato una spinta allo slancio generalizzato della crescita nella prima metà dell'anno". Tra le principali economie, ancora una volta è la Spagna a correre più di tutti ma è l'Italia a godere della revisione al rialzo più grande delle previsioni. E' quanto si legge nel World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale che l'Fmi ha redatto nell'ambito degli Annual Meetings in corso a Washington, Stati Uniti. In esso però si avverte: "Le prospettive di medio termine nell'Eurozona restano limitate perché la crescita potenziale stimata è tenuta a freno da una produttività debole, da condizioni demografiche avverse e - in alcuni Paesi - dal peso del debito pubblico e privato".

Stando alle tabelle contenute nel Weo, per quest'anno è attesa un'economia in espansione del 2,1%, una performance migliore di quella registrata nel 2016 (+1,8%) e superiore dello 0,2% rispetto alle stime dello scorso luglio e dello 0,4% al di sopra di quelle dello scorso aprile. Per il 2018 è previsto un +1,9%, lo 0,2% in più rispetto all'aggiornamento al Weo diffuso in estate e lo 0,3% sopra le previsioni dell'edizione dello scorso autunno. L'istituto guidato da Christine Lagarde sottolinea come "la ripresa della crescita nel 2017 rifletta un'accelerazione delle esportazioni nel contesto di una ripresa generalizzata del commercio globale e un continuo rafforzamento della domanda interna sostenuta da condizioni finanziarie accomodanti a fronte di una diminuzione dell'incertezza legata a rischi politici e di politica economica".

Economia
Fmi: politica monetaria Bce resti accomodante, altrimenti rischi per paesi indebitati

Il Fondo monetario internazionale sostiene che nelle economie avanzate, la politica monetaria dovrebbe restare "accomodante fino a quando ci sono segnali chiari di una ripresa dell'inflazione" verso i target prefissati dalle rispettive banche centrali. Questo significa che il messaggio dell'istituto guidato da Christine Lagarde è diretto alla Banca centrale europea così come a quella giapponese e alla Federal Reserve. Nel World Economic Outlook - il rapporto sull'economia globale che l'Fmi ha redatto nell'ambito degli Annual Meetings in corso a Washington, Stati Uniti - il Fondo stima per l'Eurozona e il Giappone una politica monetaria che resta "molto accomodante". In particolare i tassi di interesse imposti sui depositi degli istituti di credito presso le casse della Bce "dovrebbero restare negativi nel 2018". Il Fondo avverte in vista della riunione della Bce del 26 ottobre, quando dovrebbero arrivare dettagli su un ipotetico "tapering" del programma di acquisto di bond da 60 miliardi di euro al mese: "Una politica monetaria più stringente nell'Eurozona - se dovesse esserci mentre la ripresa dei prezzi e la crescita stanno ancora scarseggiando nei Paesi membri altamente indebitati - potrebbe porre rischi a quelle economie nel caso in cui queste non abbiano adottato i necessari aggiustamenti fiscali e non abbiano implementato le riforme strutturali per spingere il loro potenziale".

T-Bond tornano a guadagnare quota dopo la pausa del Columbus Day

All'indomani di una pausa legata alle festività del Columbus Day, il mercato obbligazionario riapre in Usa. I Treasury viaggiano in rialzo; nell'ultima seduta, quella di venerdì scorso, avevano sofferto sulla scia del rapporto sull'occupazione americana a settembre, quando sono stati persi 33mila posti di lavoro a causa degli uragani che hanno colpito Texas e Florida; il tasso di disoccupazione è però sceso dello 0,2% al 4,2%, minimo di inizio 2001. I trader si erano concentrati di più su un balzo dei salari, cosa che potrebbe convincere la Federal Reserve ad alzare i tassi a dicembre. Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 2,361% dal 2,370% di venerd" scorso. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in aumento all'1,08%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in calo all'1,508%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso all'1,958%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,895%.

Wall Street: future in lieve rialzo, focus su speaker Fed e Fmi

I future a Wall Street sono in lieve rialzo all'indomani di una seduta poco mossa, la prima in calo dopo nove di fila in aumento per il Nasdaq Composite. In una giornata priva di spunti macroeconomici, l'attenzione torna su alcuni speaker della Federal Reserve. Inoltre il Fondo monetario internazionale pubblica le sue nuove stime di crescita globale; la settimana scorsa il direttore generale Christine Lagarde aveva fatto capire che sarebbero state ritoccate al rialzo. Sul fronte societario, il colosso del retail Wal-Mart (+2% nel pre-mercato) ha annunciato un piano di buyback da 20 miliardi di dollari. Honeywell (+0,3%) ignora il pressing dell'investitore attivista Third Point Capital e si riorganizza: entro fine anno scorporerà una serie di asset in due aziende separate e quotate. I future del Dow salgono di 48 punti, lo 0,21%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 4,25 punti, lo 0,17%; quelli del Nasdaq crescono di 14,25 punti, lo 0,23%. Il petrolio a novembre al Nymex segna un +1,57% a 50,36 dollari al barile.

Retail
Wal-Mart annuncia maxi buyback da 20 mld $, positivo outlook vendite e utile

Wal-Mart, in vista della riunione annuale degli investitori, ha presentato una serie di iniziative strategiche. Il colosso americano delle vendite al dettaglio ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni da 20 miliardi di dollari, che sostituirà il piano di buyback esistente e sarà completato nel corso di due anni. Come si legge in una nota, la società ha anche dato le guidance per l'anno fiscale in corso, il 2018: Wal-Mart attende profitti per azione adjusted tra 4,30 e 4,40 dollari, a cui farà seguito una crescita del 5% nell'anno fiscale 2019.

La società prevede inoltre una crescita delle vendite del 3% nel 2019, con un incremento delle vendite dell'e-commerce di Walmart Us del 40% circa nel prossimo anno fiscale. Il gigante del retail prevede inoltre che le spese in conto capitale siano di circa 11 miliardi di dollari negli anni fiscali 2018 e 2019. La società, che ha fatto sapere di avere oltre 260 milioni di clienti che visitano gli oltre 11.600 punti vendita in 28 Paesi e siti per l'e-commerce in undici Paesi, prevede di aggiungere 1.000 location online nel 2019. "Vediamo buono slancio delle attività, stiamo mettendo in atto la nostra strategia e ci muoviamo velocemente per guadagnare il favore dei clienti, che sono più connessi che mai", ha detto l'amministratore delegato Doug McMillon.

Petrolio
Opec preme su Usa per taglio produzione shale oil, responsabilità condivise

L'Opec fa pressioni sugli Stati Uniti affinché riducano la produzione di shale oil. Il segretario generale dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, Mohammed Barkindo, ha chiesto a Washington di assumersi le proprie responsabilità e dare il proprio contributo alla riduzione dell'offerta globale. Proprio l'eccesso di offerta è considerato il principale responsabile del calo dei prezzi del petrolio visto negli ultimi mesi. Parlando all'India Energy Forum, Barkindo ha sottolineato che "alcune misure straordinarie potrebbero essere necessarie per bilanciare domanda e offerta", motivo per cui l'Opec chiede "agli amici che sfruttano lo shale in Nord America di prendere questa responsabilità condivisa con la serietà che merita e come una lezione chiave impartita dall'attuale ciclo indirizzato dall'offerta".

Il segretario dell'Opec ha inoltre spiegato che "tutti, in fin dei conti, quanto tutto è stato detto e fatto, facciamo parte dello stesso settore e operiamo sugli stessi mercati". Il Wti, che ieri a New York ha chiuso in rialzo dello 0,6% a 49,58 dollari al barile, si è risollevato dai minimi toccati nell'ultima parte del 2014, quando era sceso sotto i 30 dollari al barile, ma è in calo del 50% circa rispetto ai picchi di luglio 2014, quando aveva superato i 100 dollari. La produzione di greggio americana, secondo le previsioni dell'Energy Information Administration, aumenterà a 9,84 milioni di barile al giorno nel 2018, contro i 9,25 milioni del 2017 e gli 8,85 milioni del 2016. L'output dell'Opec dovrebbe salire a 32,8 milioni di barili al giorno nel 2018, contro i 32,7 milioni attesi per il 2017.

Farmaceutico
Pfizer valuta alternative strategiche per divisione Consumer Healthcare

Il titolo di Pfizer cresce dell'1,1% nel premercato a Wall Street, dopo che il colosso farmaceutico americano ha fatto sapere di avere preso in considerazione alternative strategiche per la divisione Consumer Healthcare. Come si legge in una nota, tra le possibilità ci sono lo scorporo degli asset e una possibile vendita di tutta o di alcune parti della divisione, una delle maggiori al mondo per quanto riguarda i farmaci da banco, venduti senza ricetta medica.

La società ha comunque fatto sapere che potrebbe anche optare per un nulla di fatto e tenere tutti gli asset. La divisione nel 2016 ha messo a segno un giro d'affari di circa 3,4 miliardi di dollari. "Sebbene ci sia un forte legame tra Consumer Healthcare e le attività core biofarmaceutiche, gli asset sono anche sufficientemente distinti dalle attività fondamentali, motivo per cui hanno il potenziale per essere meglio valorizzate al di fuori della società", ha detto l'amministratore delegato di Pfizer Ian Read.

Industria
Honeywell rivede portafoglio, scorpora serie di asset in due società quotate

Honeywell cambia volto e punta a rendere più efficienti le proprie attività. Per questo il colosso industriale americano ha annunciato che, in seguito alla revisione del proprio portafoglio di asset, scorporerà le attività legate ai prodotti per la casa, quelle di distribuzione globale e quelle nel comparto trasporti. Le divisioni confluiranno in due società indipendenti ed entrambe quotate, distinte da Honeywell, che conserverà gli asset ad alta crescita e "core". Come si legge in una nota, Homes (le attività legate ai prodotti per la casa) e Adi (quelle di distribuzione globale) confluiranno in Homes and Global Distribution, società che avrà un giro d'affari annuale di 4,5 miliardi di dollari e circa 13.000 dipendenti. Le attività sui trasporti finiranno nella nuova Transportation Systems, che avrà un fatturato annuale di 3 miliardi e circa 6.500 dipendenti.

Il portafoglio restante di Honeywell "sarà composto da attività ad alta crescita in sei segmenti di mercato attraenti, ognuno allineato ai mega-trend come l'efficienza energetica, gli investimenti in infrastrutture, l'urbanizzazione e la sicurezza", ha detto l'amministratore delegato Darius Adamczyk. La separazione delle due nuove società, secondo le previsioni, sarà completata entro la fine del 2018. Separatamente, Honeywell ha alzato le previsioni sull'utile per azione del 2017 a un range tra 7,05 e 7,10 dollari, dalla precedente forchetta tra 7 e 7,10 dollari. Per il terzo trimestre, la società attende profitti per azione per 1,75 dollari, meglio degli 1,73 dollari attesi dagli analisti, con un giro d'affari in rialzo del 3% a 10,1 miliardi, anche in questo caso sopra i 9,90 miliardi previsti dal consensus. Inoltre, come si legge in una nota, Honeywell ha scelto Gary Michel come amministratore delegato della divisione strategica Home and Building Technologies: la sua nomina ha effetto immediato, riferirà direttamente ad Adamczyk e prende il posto di Terrence Hahn, che cambia ruolo e si occuperà dello scorporo di Home e Adi.

Economia
Usa: cala ottimismo piccole aziende in settembre, pesano ricadute uragani

In settembre l'ottimismo delle piccole imprese americane è calato, soprattutto a causa degli uragani che si sono abbattuti sul sud del Paese, convincendo le aziende a ridimensionare le aspettative sulle vendite e sui piani di espansione. Stando ai dati della National Federation of Independent Business, l'ottimismo è calato di 2,3 punti rispetto ad agosto a 103 punti, mentre gli analisti attendevano n dato a 105,4 punti.

"Due degli stati più grandi, Florida e Texas, sono stati devastati dagli uragani", facendo aumentare i costi, si legge in una nota del Nfib, secondo cui il lato positivo è che "sono stati rafforzati i piani di investimento nelle scorte e nei prossimi mesi le spese da sostenere per la ricostruzione potranno sostenere alcuni settori dell'economia".

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Indice Nfib sull'ottimismo delle piccole imprese per il mese di settembre alle 6 (le 12 in Italia). Precedente: 105,3 punti. Consensus: 105,4 punti.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Il Fondo monetario internazionale pubblica alle 9 (le 15 in Italia) il capitolo del World Economic Outlook contenente le nuove stime sulla crescita mondiale. Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, parla alle 10 (le 16 in Italia). Rob Kaplan, presidente della Federal Reserve di Dallas, parla alle 20 (le due di notte di domani in Italia).

Wall Street
Euro in rialzo a 1,1796 dollari, biglietto verde in ribasso a 112,35 yen

Euro in rialzo dello 0,45% a 1,1796 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,30% a 112,35 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 101,19 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.293,50 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,67% a 1.293,50 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.139,70 e i 1.362,40 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 50,02 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,89% a 50,02 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata ta i 42,84 e i 58,37 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici statunitensi in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,14%, lo S&P sale dello 0,10%, il Nasdaq cresce dello 0,15%.

La seduta di ieri a Walll Street è finita in calo con il Dow Jones Industrial Average e il Nasdaq che non sono riusciti a mantenersi ai livelli record raggiunti subito dopo l'avvio degli scambi. Per il listino tecnologico sarebbe stata la 56esima giornata finita a livelli senza precedenti dopo quella di venerd" scorso; quella di ieri invece è stata la prima in calo dopo nove di fila in aumento. Il Dow ha perso 12,6 punti, lo 0,06%, a quota 22.761,07: a frenare l'indice delle 30 blue chip è stato General Electric (-3,9% a 23,43 dollari), che ha chiuso sui minimi di due anni; gli analisti di JP Morgan hanno bocciato i recenti cambiamenti nel management. L'S&P 500 ha ceduto 4,6 punti, lo 0,18%, a quota 2.544,73. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 10,45 punti, lo 0,16%, a quota 6.579,73.