Wall Street torna a livelli record

C'è ottimismo per l'avvio della stagione delle trimestrali. Domani i conti di JP Morgan, Wells Fargo e BlackRock

  • Usa: con riforma Trump, Fca paga bonus da 2.000 dollari a dipendenti, investe 1 mld $ in fabbrica
azionario
Wall Street: chiusura a livelli record, Dow oltre 25.500 per la prima volta

La seduta a Wall Street è finita all'insegna di molteplici record, con il Dow Jones Industrial Average che ha terminato per la prima volta oltre quota 25.500. Soltanto il 4 gennaio scorso aveva conquistato la soglia dei 25.000. 

L'inizio del 2018 si conferma il migliore dall'avvio del 2006 dopo un 2017 che è stato per l'azionario Usa il migliore dal 2013. Tra gli investitori c'è ottimismo in vista dell'inizio della stagione trimestrale; si comincia formalmente domani con JP Morgan (alle 13 italiane), Wells Fargo (alle 14) e BlackRock (a un orario non precisato). Il settore finanziario (+0,5%) ha corso così come quello energetico (+2%) con il petrolio su nuovi massimi di tre anni fa.

I rendimenti dei Treasury si sono stabilizzati con la Cina che ha smentito indiscrezioni secondo cui era pronta a rallentare o fermare l'acquisto di titoli di stato Usa. A inizio seduta i prezzi avevano sofferto sulla scia di verbali della riunione di dicembre della Bce, che sembra pronta a essere meno accomodante.

Sul fronte monetario, William Dudley, numero uno uscente della Federal Reserve di New York, ha detto che tre rialzi dei tassi nel 2018 sembrano ragionevoli in base all'outlook economico attuale.

Dal punto di vista societario, Amazon (+1,8% a 1.276 dollari) ha messo a segno la settima seduta di fila record grazie a una serie di promozioni arrivate da analisti secondo cui il titolo del colosso americano dell'e-commerce vale oltre 1.400 dollari.

Fiat Chrysler Automobiles ha ripreso a correre raggiungendo a sua volta nuovi massimi storici: al Nyse ha aggiunto il 7% a 23,42 dollari portando il bilancio da inizio anno a un +31%.

Il DJIA ha guadagnato 205,60 punti, lo 0,81%, a quota 25.574,73.

L'S&P 500 è aumentato di 19,33 punti, lo 0,7%, a quota 2.767,56.

Il Nasdaq ha aggiunto 58,21 punti, lo 0,81%, a quota 7.211,78.


azionario
Blackstone, correzione azionario Usa del 10-15% "virtualmente inevitabile"

Dopo un 2017 che è risultato l'anno migliore dal 2013 e un inizio del 2018 che è il migliore dal 2006, l'azionario americano sembra destinato a un altro anno in forte rialzo ma non la pensa così Byron Wien, vicepresidente di Blackstone Private Wealth Solutions. Secondo lui, una correzione del 10-15% sarà virtualmente inevitabile. Intervistato dalla Cnbc in una giornata di nuovi record, ha dichiarato: "Siamo vulnerabili a una correzione. Il mercato ne ha bisogno. Ci sono eccessi. Mi aspetto che succeda".

Wien prevede però che l'azionario recuperi poi terreno rapidamente. Per lui il 2018 "finirà al di sopra dei livelli a cui è iniziato a prescindere da cosa succederà". Il consiglio? Comprare azioni di aziende i cui fondamentali sono solidi non appena i ribassi si verificheranno.

Iran: Mnuchin (Tesoro Usa) si aspetta nuove sanzioni

"Mi aspetto nuove sanzioni contro l'Iran". Lo ha detto Steven Mnuchin, il segretario americano al Tesoro durante una conferenza alla Casa Bianca. Mentre la Ue stanno facendo pressing sugli Usa sostenendo che non c'è un'alternativa allo storico accordo sul nucleare siglato nell'estate 2015 dalle principali potenze mondiali, Usa inclusi, Mnuchin ha detto che ci sono "alcuni aspetti dell'accordo sul nucleare che devono essere migliorati". Secondo lui, "ci sono aspetti al di fuori di quell'intesa che continueremo a monitorare, dal programma missilistico alle violazioni umanitarie. Ad oggi abbiamo più sanzioni sull'Iran che su ogni altro Paese" in quel contesto. Il presidente americano Donald Trump entro venerd" dovrà decidere se confermare o meno il congelamento delle sanzioni contro l'Iran deciso due anni fa da Barack Obama; una simile scelta potrebbe avere ripercussioni sull'esportazione di greggio iraniano.

Nafta: Mnuchin (Tesoro Usa), sia rinegoziato o ci ritireremo

Il presidente americano Donald Trump "è molto contento di come stiano andando le cose" e la squadra americana "sta facendo un ottimo lavoro rinegoziando Nafta. Ci aspettiamo che [l'accordo di libero scambio siglato 24 anni fa tra Usa, Canada e Messico] venga rinegoziato e ci ritireremo". Lo ha detto Steven Mnuchin, segretario americano del Tesoro, durante la conferenza con la stampa alla Casa Bianca. Il prossimo round di trattative sarà a fine mese nella città canadese di Montreal.

Materie prime
Petrolio chiude a NY +0,4% a 63,80 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso in rally per la quarta volta di fila. Al New York Mercantile Exchange, il contratto febbraio è salito di 23 centesimi, lo 0,4% a 63,8 dollari al barile, nuovi massimi di tre anni ma sotto i massimi intraday arrivati a 64,77 dollari al barile.

Il tutto è successo mentre Donald Trump entro venerd" dovrà decidere se confermare o meno il congelamento delle sanzioni contro l'Iran deciso due anni fa da Barack Obama; una simile scelta potrebbe avere ripercussioni sull'esportazione di greggio iraniano. I ministri degli Esteri della Ue stanno facendo pressing sostenendo che non c'è un'alternativa allo storico accordo sul nucleare siglato nell'estate 2015 dalle principali potenze mondiali, Usa inclusi. Lo staff di Trump sembra avergli consigliato di evitare le sanzioni ma il leader Usa probabilmente non certificherà l'accordo nucleare per la seconda volta da ottobre; la scadenza è il 13 gennaio. A sostenere i prezzi sono anche le scorte di petrolio Usa, scese per l'ottava settimana consecutiva come emerso ieri. L'ottimismo per le prospettive dell'economia globale, inoltre, fa sperare in un aumento della domanda di petrolio.

Usa: a dicembre deficit in calo a 23 miliardi di dollari

Lo scorso dicembre il governo federale ha ridotto il suo deficit rispetto a 12 mesi prima sulla scia di spese pressoché invariate e maggiori entrate. Stando a quanto comunicato dal Tesoro Usa, il deficit è stato di 23 miliardi di dollari contro quello da 27 miliardi del dicembre 2016. Nei primi tre mesi dell'anno fiscale 2018, iniziato il primo ottobre scorso, il deficit è stato però il 7% più alto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Esteri
Usa si congratulano con Libia: armi chimiche Gheddafi distrutte

Gli Stati Uniti si sono congratulati con la Libia per avere distrutto le armi chimiche rimaste dall'era Gheddafi e hanno riconosciuto "con gratitudine" i contributi "chiave" dell'Italia insieme a Danimarca, Germania, Canada, Regno Unito, Finlandia, Malta, Francia, Spagna e l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Cos" facendo la nazione nordafricana "ha rispettato gli obblighi previsti dalla Convenzione sulle armi chimiche". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, in una nota.

"Questo risultato dimostra i grandi progressi che la comunità internazionale può fare quando tutte le nazioni lavorano insieme", recita il documento arrivato dal civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington. "C'è ancora molto lavoro da fare", ha aggiunto Sanders tornando a fare pressioni sulla Siria affinché "elimini tutte le armi chimiche, smantelli il programma ad esse legato e garantisca che queste armi non possano più essere usate contro il popolo siriano".

Tecnicamente l'arsenale chimico siriano fu distrutto nel 2014 con il coinvolgimento di Usa, Russia ed esperti internazionali sulla scia di un attacco chimico su larga scala nell'agosto 2013. L'intelligence Usa accusò senza alcun dubbio Damasco ma in un articolo dal titolo "Whose Sarin?" - pubblicato su London Review of Books - il giornalista americano premio Pulitzer Seymour Hersh disse che all'epoca il presidente Barack Obama "non aveva detto la storia completa" per giusticare l'accusa rivolta contro il regime di Bashar al-Assad "non riconoscendo quello che la comunità d'intelligence sapeva: che l'esercito siriano non era l'unico soggetto nella guerra civile del Paese ad avere accesso al sarin, il gas nervino che stando a uno studio dell'Onu - che non individuava i responsabili - fu usato in un attacco aereo".

Ora Washington sospetta che Damasco abbia conservato una parte delle sue armi chimiche o ne abbia prodotte di nuove. Nel giorno del centesimo anniversario dell'ingresso degli Usa nella Prima Guerra mondiale, nell'aprile 2017, Trump aveva compiuto la sua prima mossa militare da presidente degli Stati Uniti ordinando il lancio di 59 missili Tomahawk contro una base aerea siriana da dove Washington credeva che il regime di Bashar al-Assad nei giorni precedenti avesse lanciato un attacco chimico a danno di una settantina di civili. Damasco negò di esserne responsabile; l'incidente si verificò in un'area in mano ai ribelli nella provincia di Idlib.

materie prime
Petrolio: a NY in rally oltre i 64 dollari al barile

Il petrolio ha accelerato raggiungendo nuovi massimi di tre anni: al New York Mercantile Exchange, il contratto febbraio sale dell'1,4% a 64,5 dollari al barile. Se si mantiene a questi livelli, chiuderà a livelli che non si vedevano dal dicembre 2014.

Il tutto succede mentre Donald Trump entro venerd" dovrà decidere se confermare o meno il congelamento delle sanzioni contro l'Iran deciso due anni fa da Barack Obama; una simile scelta potrebbe avere ripercussioni sull'esportazione di greggio iraniano. I ministri degli Esteri della Ue stanno facendo pressing sostenendo che non c'è un'alternativa allo storico accordo sul nucleare siglato nell'estate 2015 dalle principali potenze mondiali, Usa inclusi. Lo staff di Trump sembra avergli consigliato di evitare le sanzioni ma il leader Usa probabilmente non certificherà l'accordo nucleare per la seconda volta da ottobre; la scadenza è il 13 gennaio.

A sostenere i prezzi sono anche le scorte di petrolio Usa, scese per l'ottava settimana consecutiva come emerso ieri. L'ottimismo per le prospettive dell'economia globale, inoltre, fa sperare in un aumento della domanda di petrolio.

T-Bond si risollevano grazie a Cina e ottima asta trentennale, Bce monitorata

I Treasury si sono risollevati, merito anche di un'ottima asta di titoli a 30 anni. Anche le smentite arrivate dalla Cina su uno stop all'acquisto di titoli di stato Usa da parte di Pechino aiuta anche se a pesare sui prezzi sono state a inizio giornata le minute della riunione di dicembre della Banca centrale europea, che sembra pronta a rallentare il passo con cui acquista bond.

Il Tesoro Usa ha venduto titoli a 30 anni per 12 miliardi di dollari offrendo un rendimento al 2,867%. Il rapporto tra la domanda e l'offerta è stato di 2,74 volte (massimo del gennaio 2013). Agli acquirenti indiretti - riflesso della domanda dall'estero - è andato il 71,5% dell'asta, un record; a quelli diretti - riflesso della domanda interna - è andato il 7,3% contro una media dell'8%. Gli investitori non sembrano temere il monito lanciato ieri dal re dei bond, Bill Gross, secondo cui il mercato dei T-Bond sta entrando in territorio "orso".

Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,539% dal 2,551% di ieri. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in rialzo all'1,44%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento all'1,973%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in calo al 2,323%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in ribasso al 2,87%.

Dow supera i 25.500 punti

Il Dow Jones Industrial Average ha conquistato e superato i 25.500 punti. Soltanto il 4 gennaio scorso aveva raggiunto quota 25.000 per la prima volta. I trader sembrano avere riscoperto il "reflation trade": si scommette che la riforma fiscale approvata prima di Natale aiuetrà a sostenere crescita e consumi portando a un aumento dell'inflazione.

Il DJIA sale di 149 punti, lo 0,59%, a quota 25.518. L'S&P 500 aumenta di 14,56 punti, lo 0,53%, a quota 2.762,8. Il Nasdaq Composite segna un +46 punti, lo 0,65%, a quota 7.200.

Cereali Chicago: a metà seduta viaggiano contrastati

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano contrastati. Solo il mais continua in rialzo, mentre il frumento e il comparto della soia sono in ribasso. A mettere sotto pressione i contratti sono i dati sulle esportazioni settimanali pubblicati oggi dal dipartimento dell'Agricoltura americano. Mais: 37.700 tonnellate contro attese tra 200.000 e 700.000 tonnellate. Frumento: 617.400 tonnellate, contro attese tra 300.000 e 850.000. Semi di soia: 209.300 tonnellate contro attese comprese tra 75.000 e 250.000 tonnellate.

I future dei semi di soia con scadenza a marzo lasciano sul terreno 3 centesimi e un quarto, lo 0,34%, a 9,51 dollari e tre quarti a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a marzo cede 2,90 dollari, lo 0,92%, a 313,50 dollari a tonnellata, i future dell'olio con scadenza a marzo scivolano di 14 punti, lo 0,42%, a 33,31 centesimi al pound.

I future del mais a marzo sono in rialzo di un mezzo di centesimo, lo 0,14%, a 3,49 dollari e un mezzo a bushel. I contratti del frumento a marzo cedono 1 centesimo, lo 0,23%, a 4,33 dollari e un quarto a bushel.

azionario
Wall Street su nuovi massimi: Dow verso quota 25.500 a passo record

A metà seduta gli indici a Wall Street viaggiano su nuovi massimi intraday proseguendo un trend che ha già permesso il migliore avvio di un nuovo anno dal 2006. Dopo avere conquistato il 4 gennaio scorso quota 25.000 per la prima volta nei suoi 121 anni di storia, il Dow Jones Industrial Average punta a quota 25.500; come in quel caso, anche in questo il raggiungimento di quella soglia potrebbe avvenire a un passo senza precedenti. Oggi ha raggiunto un massimo intraday a 25.496,56.

Tra gli investitori c'è ottimismo in vista della stagione delle trimestrali; gli analisti si aspettano conti e guidance migliori del previsto. Inoltre, il mercato è già stato messo in guardia sull'impatto negativo che gruppi come AmEx (-0,8%) e Morgan Stanley (+0,5%) subiranno per via della riforma fiscale approvata prima di Natale. Oggi anche la francese Societe Generale, come aveva fatto la tedesca Deutsche Bank, ha avvertito che ne subirà le conseguenze.

Il DJIA sale di 95,2 punti, lo 0,38%, a quota 25.464. L'S&P 500 aumenta di 13,53 punti, lo 0,49%, a quota 2.761. Il Nasdaq Composite segna un +38,8 punti, lo 0,15%, a quota 7.192.

Il petrolio a febbraio al Nymex accelera dell'1,57% a 64,57 dollari al barile.

Fed: commissione Senato rivota su nomina di Powell il 17 gennaio

La commissione Bancaria al Senato americano il 17 gennaio prossimo metterà ai voti una seconda volta la nomina di Jerome Powell a governatore della Federal Reserve. Lo ha detto un portavoce.

Il già membro del board della Fed era stato ufficialmente scelto il 2 novembre scorso dal presidente americano per succedere a Janet Yellen da febbraio, quando scadrà il mandato di quest'ultima. Un secondo voto è necessario pr via di motivi tecnici.

Il Senato aveva concluso le sue sessioni per il 2017 senza votare per la conferma definitiva della nomina, che sarebbe effettiva dal 3 febbraio. Questo significa che la Casa Bianca ha dovuto ripresentare la nomina. Il 5 dicembre scorso la commissione bancaria del Senato aveva votato con 22 voti a favore e uno contro (quello della democratica anti Wall Street, Elizabeth Warren) per la nomina di Powell.

Sempre il 17 gennaio, la commissione voterà su Randal Quarles, la prima nomina fatta da Trump nell'ambito della Fed. Lo scorso ottobre era stato nominato per ricoprire un ruolo vacante e in scadenza il 31 gennaio; con il nuovo voto, sarà membro del board della Fed per 14 anni nonché responsabile delle attività di supervisione della banca centrale americana.

Coca-Cola
Diet Coke si rifà look, restyling lattine e nuovi gusti per "corteggiare" giovani

Coca-Cola "corteggia" i più giovani e per farlo ha ripensato il marchio Diet Coke, in modo da renderlo più appetibile. Il colosso delle bibite ha deciso di rivedere il design delle lattine e ha introdotto nuovi gusti dai nomi accattivanti (ginger lime, feisty cherry, zesty blood orange e twisted mango), che si aggiungeranno a quelli classici di Diet Coke.

Il restyling è stato affidato a una piccola società britannica Kenyon, guidata da Matthew Kenyon e Chris Weston. James Sommerville, vicedirettore generale del design di Coca-Cola, ha spiegato che la scelta è stata fatta per avere una prospettiva nuova. "Se i progetti sul design sono troppo orientati all'interno, si può finire per essere autoreferenziali. Se ci si affida troppo a partner esterni, le cose possono deragliare velocemente. Il matrimonio tra le due cose può funzionare", ha detto Sommerville in un post sul sito di Coca-Cola.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture contrastate al Cbot

Andamenti contrastati all'inizio della seduta di contrattazioni per i cereali quotati al Chicago Board of Trade: mais e frumento sono in calo, mentre il comparto della soia è in aumento. Gli investitori da un lato valutano il rapporto sulla produzione di etanolo pubblicato ieri dal dipartimento all'Agricoltura americano, che ha segnalato un calo. Dall'altro attendono i dati sulle vendite per le esportazioni, che saranno diffusi nel corso della giornata.

In avvio di seduta, mais e frumento si attestano al di sotto della parità, in controtendenza rispetto ai rialzi della soia. In particolare, i future del mais a marzo scendono di un quarto di centesimo a 3,48 dollari a bushel, mentre quelli a maggio cedono mezzo centesimo a 3,56 dollari a bushel. I contratti del frumento a marzo perdono 4 centesimi e tre quarti a 4,29 dollari a bushel. Andamenti in aumento il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a marzo crescono di mezzo centesimo a 9,55 dollari a bushel, mentre quelli a maggio salgono di mezzo centesimo a 9,66 il contratto sulla farina con scadenza a marzo avanza di 90 centesimi a 317,30 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a marzo acquistano 14 punti a 33,31 centesimi al pound.

Wall Street: nuovi record intraday per Dow e Nasdaq

L'ottimismo verso la stagione delle trimestrali Usa, al via domani, sta spingendo gli indici a nuovi livelli intraday record. Il Dow Jones Industrial Average, il Dow Jones Transportation Average e il Nasdaq Composite hanno raggiunto nuovi massimi proseguendo una corsa che ieri si era presa una pausa.

L'indice delle 30 blue chip avanza di 95,21 punti, lo 0,38%, a quota 25.464,34.

Quello composto da titoli attivi nel settore dei trasporti sale di 131 punti, l'1,2%, a quota 11.161.

Il listino tecnologico aggiunge 23 punti, lo 0,32%, a quota 7.176,44.

L'&P 500 aumenta di 9,15 punti, lo 0,33%, a quota 2.757.

Azionario
Wall Street: apertura in rialzo, ottimismo su stagione delle trimestrali

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo con gli indici vicini a livelli record, segno che gli investitori sono tornati a concentrarsi con ottimismo sulla stagione delle trimestrali; si comincia formalmente domani con i conti di JP Morgan, Wells Fargo e BlackRock. A parte l'impatto negativo - già annunciato da vari gruppi come AmEx, Goldman Sachs e Morgan Stanley - che si osserverà nei bilanci relativi agli ultimi tre mesi del 2017 sulla scia della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale, in generale gli analisti si aspettano dalla Corporate America utili e guidance migliori del previsto.

La Cina per il momento non preoccupa più: Pechino ha smentito indiscrezioni secondo cui stava pensando di rallentare o fermare l'acquisto di Treasury, che oggi restano comunque in calo dopo i verbali della riunione di dicembre della Banca centrale europea; il documento suggerisce che l'Eurotower potrebbe essere vicino a una riduzione del passo con cui acquista bond.

Dopo i primi minuti di scambi, il DJIA sale di 43,51 punti, lo 0,17%, a quota 25.412,64. L'S&P 500 aumenta di 6,43 punti, lo 0,23%, a quota 2.754,54. Il Nasdaq Composite segna un +10,87 punti, lo 0,15%, a quota 7.164,30.

Il petrolio a febbraio al Nymex sale dello 0,55% a 63,92 dollari al barile.

Retail
Wal-Mart alza salario minimo, spinta da riforma fiscale Trump

Wal-Mart Stores, colosso mondiale della grande distribuzione con oltre 2,2 milioni di dipendenti, di cui 1,5 milioni negli Stati Uniti, a partire dal 17 febbraio alzerà il salario minimo orario da 10 a 11 dollari per tutti i lavoratori in America e concederà un bonus una tantum fino a 1.000 dollari (la cifra massima per chi ha oltre vent'anni di anzianità e a scalare per gli altri). Leggi l'articolo su Wal-Mart.

Quattro ruote
Fca: da salone auto di Detroit, Ceo Marchionne anche in diretta streaming

Lunedì prossimo Sergio Marchionne si metterà a disposizione della stampa di tutto il mondo da Detroit, Michigan. Dalla capitale americana del settore automobilitico, sono previsti due live webcast in cui l'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles parlerà nell'ambito del North American International Auto Show. Il primo sarà alle 17.30 italiane e il secondo alle 20.

I due appuntamenti, di cui il gruppo ha fornito i rispettivi link, seguiranno l'incontro (previsto alle 16.30 italiane) con la stampa direttamente al salone dell'auto.

Il titolo Fca al New York Stock Exchange già corre dell'1,9% nel pre-mercato. Dopo un rally a livelli record sia a Wall Street sia a Piazza Affari, ieri le azioni quotate al Nyse hanno perso lo 0,55% l'una a 21,85 dollari per via di preoccupazioni legate a un ipotetico ritiro degli Usa dal Nafta. Da inizio 2018 sono salite del 22,48% e negli ultimi 12 mesi del 102,13%.

Si tratta di una performance invidiabile per gli altri due gruppi di Detroit: General Motors da inizio anno ha guadagnato il 4,9% e negli ultimi 12 mesi il 15,13%. Peggio ha fatto Ford Motor: +4,32% nel 2018 ma +1,4% nell'ultimo anno.

Valute digitali
Bitcoin: -7% su stretta Sud Corea, valute digitali perdono 100 mld $ market cap

Bitcoin si conferma in calo superiore al 7%, ma, dopo essere sceso al di sotto dei 13.000 dollari, recupera leggermente terreno e si riporta sopra quella soglia. A pesare sulla valuta digitale è il fatto che il governo sudcoreano sta preparando una legge per vietare gli scambi di monete virtuali. Cos" fosse sarebbe un duro colpo, visto che gli scambi di bitcoin in Corea del Sud rappresentano circa il 20% del totale mondiale. Al momento, stando ai dati di CoinBase, bitcoin scende del 7,4% a 13.740 dollari, ma era arrivato a perdere più del 13% a un minimo di 12.845,71 dollari.

"Il trading di valute digitali appare simile alla speculazione e al gioco d'azzardo", ha detto il ministro della Giustizia sudcoreano Park Sang-Ki. Le sue parole avevano fatto perdere a bitcoin quasi un quinto del proprio valore su Bithumb, la maggiore piattaforma di scambio di valute digitali sudcoreana. Bitcoin trascina in calo anche la rivale ethereum, anche nota come ether, che ha guadagnato più del 13.000% nell'ultimo anno, ma cede oggi il 3,3% a 1.206,88 dollari su CoinDesk e il 15% su Bithumb. Complessivamente, il mercato delle criptovalute ha perso nel suo complesso oltre 106 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, con le tre maggiori monete virtuali - bitcoin, ether e ripple - che hanno catalizzato la maggior parte dei ribassi.

T-Bond in calo per sesta seduta di fila nonostante rassicurazioni Cina

I Treasury si muovono in ribasso per la sesta giornata di fila anche se la Cina ha smentito indiscrezioni di ieri secondo cui starebbe valutando una riduzione o uno stop dell'acquisto di Treasury; Pechino detiene 1.200 miliardi di dollari di debito Usa, più di qualsiasi altro Paese, e ciò dimostra la leva che può esercitare su Washington nel caso di tensioni (anche di politica economica e commerciale) accese dal presidente americano Donald Trump.

I prezzi dei titoli di stato Usa sono in ribasso nonostante due dati macroeconomici deludenti: i sussidi di disoccupazione sono saliti per la quarta settimana di fila (+11.000 unità a 261.000) e i prezzi alla produzione sono scesi (-0,1%) per la prima volta dall'agosto 2016, colpa dei prezzi dei servizi; nel 2017 tuttavia, l'indice di riferimento è cresciuto al passo più rapido di sei anni (+2,6%), segno di pressioni inflative che potrebbero spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi più rapidamente. In teoria, sono tre le strette previste nel 2018, tante quante quelle realizzate nel 2017.

Dopo le buone aste di titoli a tre e 10 anni, oggi ci sarà quella di titoli a 30 anni.

Il decennale Usa vede rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,566% dal 2,551% di ieri. Il 2017 è terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi all'1,424%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento all'1,977%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in salita al 2,336%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in rialzo al 2,911%.

azionario
Wall Street: future in rialzo, la Cina rassicura sui Treasury

I future a Wall Street sono in rialzo preannunciando un rimbalzo da quella che ieri era stata la prima seduta del 2018 in calo per S&P 500 e Nasdaq Composite; per il Dow Jones Industrial Average era stata la seconda. Da inizio anno i tre indici mostrano tuttavia rialzi ben superiori a quelli di tutto dicembre, rispettivamente del 2,6%, del 2,79% e del 3,62%.

A riportare un po' di ottimismo tra gli investitori è la Cina, che ha smentito indiscrezioni secondo cui starebbe valutando una riduzione o uno stop dell'acquisto di Treasury; Pechino detiene 1.200 miliardi di dollari di debito Usa, più di qualsiasi altro Paese; quando compra titoli di stato americani, di fatto presta denaro a Washington che così può finanziare le sue attività. Il panico vissuto ieri, soprattutto nel mercato obbligazionario, dimostra comunque che la Cina ha a sua disposizione una carta da giocarsi nel caso la politica del presidente americano Donald Trump diventi deleteria per la nazione asiatica, soprattutto in campo commerciale con l'eventuale imposizione di dazi.

Dal fronte macroeconomico, i sussidi di disoccupazione sono saliti per la quarta settimana di fila (+11.000 unità a 261.000) e i prezzi alla produzione sono scesi per la prima volta dall'agosto 2016, colpa dei prezzi dei servizi.

I future del Dow salgono di 38 punti, lo 0,15%; quelli dell'S&P 500 aggiungono 4,75 punti, lo 0,17%; quelli del Nasdaq aumentano di 11 punti, lo 0,16%. Il petrolio a febbraio al Nymex segna un +0,44% a 63,85 dollari al barile.

Economia
Usa: -0,1% prezzi alla produzione in dicembre, più basso delle stime

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono calati a sorpresa in dicembre e per la prima volta in oltre un anno, ovvero dal 2016. Il dato segnala che le pressioni inflazionistiche restano nel complesso basse, nonostante i miglioramenti dell'economia. Come reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,1%, mentre le stime erano per un rialzo dello 0,2%.

In novembre l'indice era salito dello 0,4% (invariato rispetto alla prima stima). Rispetto a dicembre 2016 il dato è salito del 2,6%, l'aumento annuale maggiore dal 2011. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è scesa dello 0,1%, anche in questo caso meno del +0,2% previsto. Su base annuale la componente "core" sale del 2,3% rispetto a dicembre 2016. Da segnalare che i consumi personali sono calati dello 0,2% il mese scorso.

Economia
Usa: +11mila a 261mila richieste iniziali sussidi lavoro, peggio di stime

Nei sette giorni conclusi il 6 gennaio il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è cresciuto per la quarta settimana di fila, deludendo le aspettative, ma gli esperti restano convinti che i progressi del mercato del lavoro continueranno anche nel 2018.

Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono salite di 11.000 unità a 261.000, il massimo in quasi quattro mesi, dopo le 150.000 della settimana precedente (invariato rispetto alla prima stima). Gli analisti attendevano un calo a 245.000. Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da quasi tre anni, la serie migliore dal 1970. La media delle quattro settimane, più attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, è salita di 9.000 a 250.750 unità. Il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana – relativo alla settimana terminata il 30 dicembre, l'ultima per la quale è disponibile il dato – è sceso a 1,867 milioni, il minimo in oltre quarant'anni.

Industria
Xerox studia accordo con Fujifilm, possibile cambio controllo gruppo Usa (Wsj)

Xerox, che sta cercando modi per rilanciare le attività, è in trattativa per un possibile accordo con la giapponese Fujifilm Holdings. Come riporta il Wall Street Journal, le due società, che già hanno una joint venture, stanno valutando varie opzioni, alcune delle quali includono un cambio di controllo della società americana. Tuttavia, secondo le fonti sentite dal quotidiano finanziario, un'acquisizione completa di Xerox non sarebbe tra le possibilità prese in considerazione.

Un cambio di controllo di Xerox, pioniere delle stampanti fondato nel 1906, segnerebbe la fine dell'indipendenza di una delle società più iconiche dell'industria americana. Vero è che le difficoltà del gruppo sono evidenti, complice un continuo calo della domanda di stampanti e, quindi, di profitti e vendite. Anche il titolo, che alla fine degli anni Novanta superava i 150 dollari, attualmente vale poco più di 30 dollari. La capitalizzazione di mercato di Xerox è di circa 7,7 miliardi, mentre il debito netto supera i 4 miliardi. Il possibile accordo con Fujifilm arriva mentre la società deve fare i conti con l'investitore attivista Carl Icahn, maggiore azionista di Xerox con una quota del 9,7%, che contesta il Cda e l'amministratore delegato Jeff Jacobson.

Aerei
Delta: -8% utile IV trim. a 572 mln $, sopra stime, da riforma fisco oneri 150 mln

Sale del 3,7% nel premercato a Wall Street il titolo di Delta Air Lines, dopo avere superato le previsioni con utile e ricavi del quarto trimestre. La compagnia aerea, prima a pubblicare i risultati di bilancio, è anche la prima a quantificare l'impatto della riforma fiscale voluta dal presidente Donald Trump sui conti: Delta ha messo a bilancio oneri straordinari per 150 milioni di dollari. Questo non ha penalizzato molto i conti: nei tre mesi a dicembre ha riportato profitti per 572 milioni di dollari, 80 centesimi per azione, in calo dell'8% dai 622 milioni, 84 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Escludendo le voci straordinarie, l'utile adjusted è stato di 96 centesimi per azione, appunto sopra gli 88 centesimi previsti dagli analisti. Il fatturato è salito dell'8% a 10,245 miliardi, anche in questo caso sopra i 10,13 miliardi previsti, grazie all'aumento del 7% del giro d'affari generato dal numero di passeggeri e del 18% di quello prodotto da altre attività. Il "load factor", ovvero il tasso di riempimento degli aerei, è salito dall'85,1 all'85,2%. La società attende per il primo trimestre 2018 una crescita del fatturato unitario tra il 2,5 e il 4,5%. Nell'intero 2017 Delta ha riportato profitti per 3,577 miliardi, 4,95 dollari per azione, il 18% in meno dei 4,373 miliardi, 5,79 dollari per azione, del 2016. Il giro d'affari annuale è stato di 29,105 miliardi, in rialzo del 4% sul 2016.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Prezzi alla produzione per il mese di dicembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,4%. Consensus: +0,2%.

Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per la settimana conclusa il 6 gennaio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: 250.000 unità. Consensus: 245.000 unità.

Bilancio del Tesoro per il mese di dicembre alle 14 (le 20 in Italia).


Appuntamenti societari

Trimestrale di Delta Air Lines alle 7 (le 13 in Italia).


Altri appuntamenti

Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, parla alle 11:45 (le 17:45 in Italia) a un evento sull'inquinamento.

William Dudley, presidente della Federal Reserve di New York, parla alle 15:30 (le 21:30 in Italia) delle prospettive economiche Usa a un evento organizzato a New York dalla Securities Industry and Financial Markets Association.

Wall Street
Euro stabile a 1,1948 dollari, biglietto verde in rialzo a 111,69 yen

Euro stabile a 1,1948 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0494 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,23% a 111,69 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 107,32 e i 115,63 yen.

Wall Street
Oro in rialzo a 1.319,90 dollari all'oncia

Oro in rialzo dello 0,05% a 1.319,90 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.199,70 e i 1.365,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 63,94 dollari al barile

Petrolio in rialzo dello 0,58% a 63,94 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 43,76 e i 64,08 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in leggero rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in leggero rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,05%, lo S&P sale dello 0,06%, il Nasdaq cresce dello 0,05%.

La seduta di ieri è finita in calo; è stata la prima volta del 2018 per l'S&P 500 e il Nasdaq; la seconda, per il Dow Jones Industrial Average. Il Dow ha ceduto 16,67 punti, lo 0,07%, a quota 25.369,13. L'S&P 500 ha perso 3,06 punti, lo 0,11%, a quota 2.748,23. Il Nasdaq Composite ha visto un calo di 10,01 punti, lo 0,14%, a quota 7.153,57. Il petrolio a febbraio al Nymex ha guadagnato l'1% a 63,57 dollari al barile.