Wall Street, preoccupazioni su politica e commercio

In settimana, ripartiranno i colloqui commerciali con la Cina

azionario
Wall Street: chiusura mista tra negoziati Usa-Cina e rischio shutdown

La seduta a Wall Street è finita in modo misto. Il Dow Jones Industrial Average ha perso quota dopo un avvio in rialzo mentre S&P 500 e Nasdaq Composite hanno finito appena sopra la parità ma a loro volta erano scivolati in calo.

Gli investitori restano in attesa di capire come andrà il prossimo round di negoziati commerciali tra Usa e Cina. Le trattative di alto livello si svolgeranno a Pechino il 14 e il 15 febbraio ma i lavori preparatori sono già iniziati nella capitale cinese. A mettere a rischio le discussioni potrebbe essere la presenza di due navi statunitensi da guerra nelle acque contese del Mar cinese meridionale.

A Washington intanto continuano le trattative tra repubblicani e democratici per evitare un secondo shutdown del governo federale dopo quello finito il 25 gennaio scorso (durò 35 giorni, un record).

Il Dow ha ceduto lo 0,22% a 25.051 punti. L'S&P 500 ha gudagnato lo 0,07% a 2.709 punti. Il Nasdaq è salito dello 0,13% a quota 0,13% a 7.307 punti.

materie prime
Petrolio chiude a NY -0,6% a 52,41 dollari al barile

Reduce da una settimana in calo del 4,6%, il petrolio al Nymex ha chiuso la seduta odierna in ribasso. Il contratto marzo è scivolato di 31 centesimi, lo 0,6%, a 52,41 dollari al barile, comunque sopra i minimi intraday toccati quando i prezzi erano scesi a 51,23 dollari al barile.

Il rafforzamento del dollaro ha pesato sulle quotazioni. Sullo sfondo resta il rischio che un accordo commerciale tra Usa e Cina non sia raggiunto rapidamente, cosa che potrebbe frenare la domanda di greggio.

Intanto Reuters riferisce che l'Opec non rilascerà, come il presidente venezuelano Nicolas Maduro vorrebbe, un commento formale sulle sanzioni imposte dagli Stati Uniti sulla compagnia petrolifere di stato Petroleos de Venezuela. Maduro ha scritto una lettera al segretario generare dell'Opec, vista da Reuters, chiedendo sostegno in quanto Paese membro del cartello. L'Opec ha detto di essere preoccupato dalle politiche petrolifere e non della politica in generale, riferimento al fatto che gli Usa hanno per primi riconosciuto nel leader dell'opposizione venezuelana Juan Guaid- il presidente ad interim del Paese.

azionario
Wall Street prosegue in modo in certo tra rischio shutdown e negoziati Usa-Cina

Arrivati a metà seduta, gli indici a Wall Street viaggiano misti. Il Dow Jones Industrial Average si è lasciato andare a lievi vendite mentre l'S&P 500 viaggia sulla parità e il Nasdaq Composite in leggero rialzo.

Da un lato c'è un rinnovato ottimismo per i negoziati commerciali tra Usa e Cina che stanno per entrare nel vivo a Pechino; dall'altro si teme che le due navi da guerra statunitensi nelle acque contese del Mar cinese meridionale possano mettere a repentaglio le trattative.

Sul primo fronte, il portavoce del ministero cinese degli Esteri ha detto: "Ovviamente, noi speriamo, e la gente nel mondo vuole vedere, un buon risultato". Sul secondo, lo stesso portavoce ha accusato Washington di avere violato le leggi cinesi e internazionali oltre che la sovranità cinese. A tutto ciò si aggiunge il rischio di un secondo shutdown del governo federale nel 2019; il primo terminò il 25 gennaio dopo 35 giorni (un record).

Il Dow scivola di 27,5 punti, lo 0,11%, a quota 25.078. L'S&P 500 sale di 2 punti, lo 0,08%, a quota 2.709. Il Nasdaq avanza di 18 punti, lo 0,25%, a quota 7.317. Il petrolio ha ridotto i cali, arrivati a un certo punto al 2,5%: il contratto marzo al Nymex segna un -1,6% a 51,86 dollari al barile.

economia
Krugman: Usa impreparati alla prossima crisi

Paul Krugman crede che una recessione in Usa sia possibile in un momento in cui la Federal Reserve non ha molto spazio di manovra e la leadership del Paese non è pronta a reagire. Intervistato da Bloomberg a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, l'economista premio Nobel ha detto che "siamo in condizioni chiaramente peggiori" rispetto al 2008, l'anno dell'ultima crisi quando il debito pubblico americano era più basso e la Federal Reserve aveva "tanto spazio" per abbassare i tassi.

"Arrivammo all'ultima crisi con una leadership straordinaria", ha aggiunto colui che è critico del presidente Donald Trump e non solo. "Mettiamola così. Il nostro attuale segretario al Tesoro (Steven Mnuchin, ndr) non è Hank Paulson".

Krugman ha spiegato che ci sono una serie di rischi, inclusi quelli dati dalla Cina e dall'Europa. "Sono tra coloro che prevedono da tempo una crisi cinese per via di consumi inadeguati", ha detto facendo poi riferimento all'Eurozona: "Sta chiaramente vivendo un rallentamento e si sta già avvicinando a livelli di recessione". Krugman esclude che la prossima crisi abbia la stessa portata dell'ultima "ma ci troviamo in una condizione peggiore di quella di 10 anni fa nel gestire qualsiasi shock". L'economista ha però voluto precisare che le sue previsioni non si sono sempre rivelate corrette.

azionario
Wall Street perde slancio, il petrolio affonda

Dopo una partenza in rialzo, gli indici a Wall Street hanno perso slancio mentre il petrolio, a causa di un rafforzamento del dollaro, ha ampliato i cali arrivando a cedere il 2,5% a 51,44 dollari al barile. A un certo punto, il Dow Jones Industrial Average è finito sotto la parità.

Sembra già venuto meno lo slancio iniziale dato da un rinnovato ottimismo per le trattative commerciali tra Usa e Cina, che riprendono in settimana a Pechino. Il biglietto verde si rafforza nonostante il rischio di un secondo shutdown del 2019.

Il DJIA sale di 15 punti, lo 0,06%, a quota 25.121. L'S&P 500 avanza di 5 punti, lo 0,19%, a quota 2.713. Il Nasdaq Composite cresce di 20 punti, lo 0,3%, a quota 7.319. Il petrolio a marzo al Nymex scivola del 2,4% a 51,45 dollari al barile.

tech
Apple: IDC, consegne iPhone -20% in Cina nel quarto trimestre 2018

Nell'ultimo trimestre del 2018 le consegne di iPhone in Cina si sono contratte del doppio rispetto al mercato cinese di smartphone.

Secondo la società di ricerca IDC, le consegne del prodotto di punta di Apple sono calate del 20% tra ottobre e dicembre contro un -9,7% del comparto. Per IDC, un rallentamento dell'economia, la competizione del numero uno cinese Huawei e il prezzo alto degli iPhone spiegano il declino subito dall'azienda californiana. Stando ad IDC, il competitor cinese Xiaomi ha però fatto peggio con un calo delle consegne di quasi il 35% mentre Huawei ha brillato con un +23,3%.

In termini di chi ha realizzato più consegne tra ottobre e dicembe, Apple si è attesta al quarto posto dietro ai cinesi Oppo e Vivo. Xiaomi è risultata al quinto posto.

Nel pre-mercato Apple sale dello 0,4% a 171 dollari sulla scia di speranze nei negoziati commerciali tra Usa e Cina. Nel 2019 ha guadagnato l'8% e negli ultimi 12 mesi quasi il 10%.

finanza
Morgan Stanley scommette sui Millennials comprando Solium Capital

Morgan Stanley ha annunciato un'acquisizione che dimostra la sua intenzione di ampliare il suo appeal tra i cosiddetti Millenials. Per 900 milioni di dollari o 1,1 miliardi di dollari canadesi, o 19,95 dollari canadesi ad azione in contanti, la banca americana compra la canadese Solium Capital; si tratta di un'azienda specializzata nella gestione delle azioni che i dipendenti delle aziende ricevono come parte dei loro compensi.

La transazione dovrebbe essere completata nel secondo trimestre del 2019 e avere un impatto minimo sugli utili di Morgan Stanley.

Il gruppo canadese conta 3mila clienti tra cui Levi Strauss, Shopify e Stripe e un milione di partecipanti. Per un confronto, Morgan Stanley ha 320 clienti e 1,5 milioni di partecipanti.

Il Ceo delll'istituto di credito, James Gorman, ha spiegato che l'acquisizione dà a Morgan Stanley un "maggiore accesso ai clienti aziendali e un canale diretto ai loro dipendenti cos" come una opportunità maggiore per stabilire e sviluppare relazioni con persone più giovani e fornire loro servizi all'inizio della fase in cui accumulano patrimoni".

Nel pre-mercato Morgan Stanley sale dello 0,9% a 41,18 dollari. A Toronto, il titolo Solium è fermo.

azionario
Wall Street: future in rialzo sperando di nuovo in negoziati Usa-Cina

I future a Wall Street sono in rialzo grazie a un rinnovato ottimismo per il negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Oggi a Pechino sono iniziati i lavori preliminari per le trattative di alto livello previste il 14 e il 15 febbraio.

Ieri il sito Axios ha citato due funzionari americani dicendo che i consiglieri di Donald Trump hanno informalmente discusso di un summit tra il presidente americano e quello cinese Xi Jinping da tenere il mese prossimo a Mar-a-Lago, il resort di lusso di proprietà di Trump in Florida. Nulla è stato deciso, ma un faccia a faccia potrebbe indicare che la scadenza della tregua commerciale siglata dai due leader e fissata all'1 marzo potrebbe slittare dando alle parti più tempo per siglare un accordo che eviti una guerra a colpi di dazi.

Intanto a Washington monta il rischio di un secondo shutdown del governo federale.

I future del Dow salgono di 115 punti, lo 0,45%; quelli dell'S&P 500 aumentano di 11,25 punti, lo 0,4%; quelli del Nasdaq avanzano di 40,25 punti, lo 0,6%. Il petrolio a marzo al Nymex scivola dello 0,55% a 52,43 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato, attenzione rivolta a Cina e possibile shutdown

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato, in una settimana che avrà i colloqui con la Cina e un altro possibile shutdown federale al centro degli interessi degli investitori. Il Dow Jones guadagna 70 punti, lo 0,28%, lo S&P sale di 8 punti, lo 0,30%, il Nasdaq cresce di 30 punti, lo 0,43%.

Venerdì, seduta mista;  i tre listini sono comunque riusciti a terminare la settimana in rialzo, seppur di poco.