Wall Street attende il summit Trump-Kim

Venerdì, si è conclusa la migliore settimana da marzo

azionario
Wall Street chiusura in lieve rialzo aspettando il summit Trump-Kim

La seduta a Wall Street è finita in lieve rialzo con gli investitori che si preparano al summit storico tra il presidente americano Donald Trump e quello nordcoreano Kim Jong Un.

Gli indici hanno così proseguito con cautela un trend che aveva permesso al DJIA di archiviare venerdì scorso la migliore settimana da marzo.

Le tensioni commerciali riaccese dal G7 più difficile di sempre restano monitorate mentre trader e gestori si preparano agli annunci della Federal Reserve: mercoledì dovrebbe comunicare il secondo rialzo dei tassi del 2018 e potrebbe alzare a quattro da tre il numero complessivo delle strette previste per l'anno in corso.

Il DJIA ha finito ai livelli del 9 marzo scorso con un incremento di 7,16 punti, lo 0,03%, a quota 25.323,69.

L'S&P 500 ha aggiunto 2,96 punti, lo 0,11%, a quota 2.781,99.

Il Nasdaq Composite ha registrato un aumento di 14,41 punti, lo 0,19%, a quota 7.659,92.

Il petrolio a luglio ha guadagnato lo 0,6% a 66,10 dollari al barile.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a luglio ha chiuso in ribasso 10 centesimi e mezzo, il 2,78%, a 3,67 dollari e un quarto a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a luglio ha perso 5 centesimi e un mezzo, l'1,06%, a quota 5,14 dollari e un mezzo a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a luglio hanno chiuso in calo di 15 centesimi e un mezzo, l'1,60%, a 9,53 dollari e tre quarti a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio è salito di 6 punti, lo 0,20%, a 30,58 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a luglio ha lasciato sul terreno 6,60 dollari, l'1,84%, a 351,20 dollari a tonnellata.

materie prime
Petrolio chiude a NY +0,6% a 66,10 dollari al barile

Il petrolio a New York ha chiuso in rialzo annullando i cali iniziali. Il contratto luglio al Nymex ha aggiunto 36 centesimi, lo 0,6%, a quota 66,10 dollari al barile.

Commenti arrivati dal ministro petrolifero iracheno, Jabar al-Luaibi, hanno fatto sembrare meno probabile un ritorno a un aumento della produzione da parte dell'Opec, cosa che invece sembrava possibile nelle settimane scorse. Secondo il politico iracheno, i produttori di greggio non dovrebbero essere influenzati dal pressing a estrarre più petrolio.

Le dichiarazioni del ministro del secondo maggiore produttore del cartello seguono indiscrezioni di stampa secondo cui gli Usa hanno chiesto all'Arabia Saudita - il leader di fatto del cartello - di aumentare l'output prima che Washington torni a imporre sanzioni contro l'Iran (mossa legata al ritiro degli Usa dallo storico accordo sul nucleare iraniano).

L'Opec e nazioni come la Russia che non sono parte del cartello sono impegnati dal gennaio 2017 a ridurre la produzione per equilibrare il mercato. Teoricamente si sono impegnati a farlo fino a fine 2018. I fari sono puntati sulla riunione dell'Opec prevista a Vienna il 22 e 23 giugno.

Conference Board: la politica commerciale aumenta i rischi di recessione

I rischi commerciali hanno superato quelli di tipo economico e finanziario diventando "la più grande minaccia allo slancio attuale della crescita economica mondiale". Lo ha scritto il Conference Board - che negli Stati Uniti calcola per esempio la fiducia dei consumatori - nel suo Global Economic Outlook 2018.

"Per ora, la fiducia tra i consumatori e le aziende resta forte e una possibile escalation delle rappresaglie attraverso dazi o quote è improbabile che spinga l'economia mondiale a cambiare direzione nel breve termine", ha detto il capo economista Bart van Ark. "Tuttavia", ha aggiunto l'esperto, "l'incertezza potrebbe esacerbare un rallentamento nella crescita mondiale se le aziende mettono in pausa investimenti e assunzioni. Di conseguenza, i rischi di politica [economica e commerciale] molto più probabilmente porteranno a un aumento del rischio di recessione andando avanti".

Per il Conference Board, i dazi e specialmente le quote avranno effetti enormi "in questa epoca di catene di approvigionamento integrate". Alla luce di questo e del ciclo aziendale ormai maturo, "specialmente nelle economie avanzate", il Conference Board ha limato le sue stime sulla crescita globale del 2018, vista espandersi del 3,2% contro il 3,3% atteso lo scorso febbraio.

Tra le economie più mature, l'istituto si aspetta che in Usa il Pil quest'anno cresca del 3% dal 2,4% del 2017 per via della riforma fiscale e delle voci di spesa in aumento. La risposta della Federal Reserve alle condizioni del mercato del lavoro e alla possibilità di una ulteriore accelerazione dei salari "giocherà un ruolo cruciale nel dare forma alle condizioni economiche di questo e il prossimo anno", recita il rapporto. Nell'immediato, le tensioni commerciali "potrebbero non colpire l'economia Usa in modo notevole, dato il dominio dell'economia nazionale. Tuttavia, l'incertezza sull'esito dei negoziati commerciali potrebbe comunque portare le aziende a posticipare le loro decisioni di investimento".

Per l'Area euro, nel 2018 è atteso un rallentamento a un +2% da un +2,5% dello scorso anno, "comunque ben oltre il suo potenziale di crescita di medio termine di circa l'1,5%". Il Regno Unito è visto crescere "al di sotto del suo potenziale a solo lo 0,9% nel 2018 contro il +1,8% dello scorso anno". Anche per il Giappone è atteso un rallentamento, a un +1% da un +1,7% del 2017.

T-Bond restano in calo nonostante asta solida di titoli a 10 anni

I titoli di stato americani restano in calo nonostante un'asta solida di titoli a 10 anni. Il Tesoro Usa ne ha venduti per 22 miliardi di dollari offrendo rendimenti pari al 2,962%.

Il rapporto fra domanda e offerta è stato pari a 2,59 volte, sopra la media di 2,44 e pari al secondo migliore dato del 2018. Agli investitori indiretti - riflesso della domanda dall'estero - è andato il 56%, sotto la media del 63% A quelli diretti - riflesso della domanda dagli Usa - è andato il 16,3%, oltre la media del 7%.

Gli investitori già guardano a mercoledì, quando la Federal Reserve dovrebbe alzare i tassi e potrebbe segnalare un totale di quattro strette nel 2018 contro le tre fino ad ora messe in conto. Il giorno successivo l'attenzione sarà invece sulla Banca centrale europea, che discuterà di una riduzione del suo programma di acquisto di bond.

Il titolo benchmark Usa, quello a 10 anni, vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,966% dal 2,937% di venerdì scorso. Maggio era finito al 2,824%. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016 e per JP Morgan Asset Management il 2018 finirà al 3,25%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in ribasso all'1,915%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,533%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,808%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,106%.

Cereali Chicago proseguono in calo al Cbot

I principali cereali quotati al Cbot continuano a viaggiare in calo. Mentre il mais e il frumento hanno ridotto le perdite, i semi di soia le hanno ampliate. Il fronte commerciale resta monitorato dopo un G7 ad alta tensione. Gli investitori si preparano al rapporto mensile sulla produzione e sulla domanda che domani il dipartimento americano dell'Agricoltura diffonderà quando in Italia saranno le 18. Nel frattempo continuano a monitorare il rischio di allagamenti in parti dell'Iowa, cosa che potrebbe avere un impatto negativo sulle piantagioni.

Il contratto del mais con scadenza a luglio cede 7 centesimi, l'1,85%, a quota 3,70 dollari e tre quarti a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in ribasso di 3 centesimi, lo 0,58%, a 5,17 dollari a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a luglio cedono 8 centesimi e un quarto, lo 0,85%, a 9,61 dollari a bushel. Il contratto della farina di soia con scadenza a luglio perde 3,7 dollari, l'1,03%, a 354,10 dollari a tonnellata. Il contratto dell'olio di soia sale di 4 punti, lo 0,13%, a 30,56 centesimi al pound.

azionario
Wall Street sui massimi intraday, Dj +0,3%

Superato il giro di boa, gli indici a Wall Street hanno ritrovato forza e viaggiano sui massimi intraday. Il tutto succede nel giorno in cui l'azionario italiano ha vissuto la seduta migliore da 13 mesi grazie alle parole di ieri del neo ministro dell'Economia, Giovanni Tria, secondo cui il governo non sta discutendo alcuna proposta per una uscita del nostro Paese dall'euro.

Gli investitori sembrano avere ormai digerito le tensioni registrate al G7 e culminate sabato con il ritiro a sorpresa della firma degli Stati Uniti dal comunicato congiunto. Ora l'attenzione è sull'incontro storico tra il presidente americano Donald Trump e quello nordcoreano Kim Jong Un, previsto alle tre italiane di questa notte.

Poi il focus si sposterà sulle banche centrali con la Fed che mercoledì dovrebbe annunciare un rialzo dei tassi e con la Bce che giovedì discuterà della fine del suo programma di acquisto di bond.

Il DJIA sale di 79,61 punti, lo 0,3%, a quota 25.396,14. L'S&P 500 aumenta di 11,15 punti, lo 0,4%, a quota 2.790. Il Nasdaq guadagna 28,30 punti, lo 0,37%, a quota 7.673,80. Il petrolio a luglio al Nymex ha cambiato rotta e ora sale dello 0,6% a 66,16 dollari al barile.

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Wpp: Sorrell nega di avere usato fondi aziendali per pagare prostituta

Martin Sorrell, l'ex Ceo storico di Wpp, nega "con forza" di avere utilizzato fondi del colosso mondiale della pubblicità per pagare una prostituta smentendo le indiscrezioni riportate nel fine settimana dal Wall Street Journal.

Stando al quotidiano finanziario, l'inchiesta del board di Wpp che aveva preceduto l'uscita di Sorrell, era volta a capire se colui che era al comando dell'azienda dal 1986 aveva usato denaro del gruppo per una escort. All'inizio dello scorso aprile, il Wsj aveva scritto che il consiglio di amministrazione di Wpp stava cercando di capire se il Ceo aveva usato impropriamente asset e se si era macchiato di comportamente impropri. Alla fine di quel mese il colosso britannico disse di avere completato la sua indagine annunciando l'uscita di colui che contribuì a trasformare uno sconosciuto gruppo britannico da lui acquisito che produceva carrelli per la spesa (si chiamava Wire & Plastic Products) in un impero pubblicitario. All'epoca Wpp disse che in base all'inchiesta, nel caso non era stato "coinvolto un ammontare di denaro materiale".

Una portavoce di Sorrell ha detto a vari media che "quando Sir Martin Sorrell ha lasciato Wpp, ha firmato un accordo di non divulgazione a cui ha aderito e a cui continuerà ad aderire". Questo gli impedisce di discutere delle circostanze legale alla sua uscita dal gruppo. Stando alla portavoce, "l'azienda non ha svelato i dettagli dell'accusa di cattiva condotta personale contro Sir Martin Sorrell perché è proibito farlo dalla legge per la protezione dei dati". Secondo la portavoce, "Martin ha scelto di dimettersi alla fine dell'inchiesta". E in merito alle indiscrezioni del Wsj, "Sir Martin le respinge categoricamente".

Sorrell, che con Wpp non aveva un patto di non concorrenza, si sta preparando al suo ritorno alla pubblicità con un'altra azienda.

Usa: estradato ex presidente di Panama, Martinelli, accusato di intercettazioni illecite

Oggi gli Stati Uniti hanno estradato il 66enne Ricardo Alberto Martinelli Berrocal, presidente di Panama dal 2009 al 2014. Onorando un trattato di estradizione esistente tra Usa e Panama, l'ex leader dovrà presentarsi in un tribunale per rispondere a quattro capi di imputazione legati a un piano illecito di intercettazioni a danno di oltre 150 persone presumibilmente realizzato tra il 2012 e il 2014. Martinelli si sarebbe anche appropriato indebitamente di 10 milioni di dollari di fondi pubblici.

Contro di lui, la Corte Suprema di Panama fece scattare l'ordine di arresto il 21 dicembre del 2015. Il 12 giugno 2017 Martinelli fu arrestato in Florida. Il 31 agosto successivo un magistrato di quello stato Usa decise che il politico poteva essere estradato; in seguito a una petizione fatta dall'interessato, la decisione è stata confermata nuovamente il 23 gennaio scorso.

Oggi i Marshals americani hanno trasportato Martinelli a Panama, consegnandolo alle autorità locali a cui spetterà di deciderne l'innocenza o la colpevolezza.

"Questa estradizione è un testamento dell'impegno del dipartimento di Giustizia a onorare i suoi obblighi relativi a trattati di estradizione", ha detto in una nota John P. Cronan, del dipartimento di Giustizia Usa.

Usa: sanzionati 6 trafficanti di migranti, minacciano sicurezza Libia

Il Tesoro Usa, insieme alle Nazioni Unite, ha sanzionato sei persone per "minacciare la pace, la sicurezza e la stabilità della Libia attraverso il loro coinvolgimento nel traffico di migranti", un business "diventato redditizio in Libia e che alimenta l'instabilità finanziando milizie e reti criminali".

Sigal Mandelker, sottosegretario per il Terrorismo e l'intelligence finanziaria del Tesoro, ha spiegato che Washington vuole punire coloro che "sfruttano popolazioni vulnerabili per il loro guadagno finanziario personale". Stando a Mandelker "questi gruppi brutali di trafficanti hanno torturato, derubato e schiavizzato migranti in cerca di una vita migliore. Gli Usa stanno isolando questi individui spietati dal sistema finanziario statunitense".

Le sei persone sanzionate sono Ermias Ghermay, Musab Abu Grein, Abd al-Rahman Milad, Mohamed Koshlaf, Abd al-Razzak Fitwi e Ahmed Dabbashi.

In particolare, Ghermay ha presumibilmente organizzato il viaggio di migranti a bordo di una barca in legno affondata al largo di Lampedusa il 3 ottobre 2013 e in cui 366 persone sono annegate; lui ammise di non avere dato loro giubbotti di salvataggio.

Dabbashi è stato il leader di una delle due più potenti organizzazioni di traffico di migranti a Sabratha, in Libia. "Ha usato la sua organizzazione per derubare e schivizzare migranti prima di permettere loro di partire per l'Italia", recita la nota del Tesoro Usa.

Usa: sanzionate 3 persone e 5 aziende russe per cyberattacchi sottomarini

Il dipartimento americano del Tesoro ha annunciato sanzioni contro tre cittadini russi e contro cinque aziende russe, accusati di avere utilizzato sottomarini per compiere cyberattacchi a danno degli Stati Uniti.

Stando a quanto spiegato in una nota da Steven T. Mnuchin, il segretario americano al Tesoro, "le entità designate oggi hanno contribuito direttamente al potenziamento delle capacità cibernetiche della Russia, anche sottomarine, attraverso il loro lavoro con il FSB (i servizi segreti russi, ndr) mettendo di conseguenza a repentaglio la sicurezza degli Stati Uniti e dei nostri alleati".

Secondo Washington, Mosca "è stata attiva nel tenere traccia dei cavi sottomarini per le comunicazioni, su cui viaggia gran parte dei dati delle telecomunicazioni mondiali". Tra le aziende sanzionate c'è Divetechnoservices, che secondo gli Usa nel 2011 si è aggiudicata un contratto per fornire a FSB un sottomarino dal valore stimato in 1,5 milioni di dollari.

Cereali Chicago: aperture in calo al Cbot

I principali cereali quotati al Cbot hanno aperto la seduta odierna in generale ribasso. Gli investitori monitorano con preoccupazione le tensioni commerciali riaccese da un G7 particolarmente turbolento alla fine del quale, a sorpresa, il presidente americano Donald Trump ha tolto la firma degli Usa dal comunicato congiunto e ha attaccato quanto detto in conferenza stampa dal premier canadese Justin Trudeau. Condizioni climatiche favorevoli nel Midwest americano stanno a loro volta pesando sulle quotazioni. Intanto, stando alla Commodity Futures Trading Commission americana, la settimana scorsa i gestori hanno ridotto di molto le loro scommesse per un rialzo dei prezzi del mais e della soia; probabilmente lo hanno fatto proprio per via delle condizioni favorevoli per la crescita delle piantagioni Usa. Nella parte centrale dell'Illinois, tuttavia, le piogge abbondanti stanno provocando allagamenti che i trader monitorano.

Il contratto del mais con scadenza a luglio cede 4 centesimi e un quarto, l'1,13%, a quota 3,73 dollari e mezzo a bushel. Il contratto del frumento con scadenza a luglio è in ribasso di un quarto di centesimo, lo 0,05%, a 5,19 dollari e tre quarti a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a luglio cedono 9 centesimi e tre quarti, l'1,01%, a 9,75 dollari a bushel. Il contratto della farina di soia con scadenza a luglio perde 5,7 dollari, l'1,59%, a 352,10 dollari a tonnellata. Il contratto dell'olio di soia sale di 11 punti, lo 0,36%, a 30,63 centesimi al pound.

Boston Scientific vola (+12%) su voci di takeover da parte di Stryker

Il titolo Boston Scientific è stato sospeso per eccesso di volatilità al Nyse, dove saliva del 6,10% a 33,90 dollari. Poi è tornato agli scambi correndo del 12% a 35,83 dollari.

Il titolo del produttore di dispositivi medici, che aveva iniziato gli scambi a 31,97 dollari, è schizzato al rialzo non appena il Wall Street Journal ha riferito di un potenziale takeover da parte di Stryker (il cui titolo invece cede il 2,8% a 173,88 dollari). Non è tuttavia chiaro se Boston Scientific, che ha una capitalizzazione di 46,8 miliardi di dollari contro quella di 64,9 miliardi di Stryker, sia interessato.

Da inizio anno Boston Scientific ha aggiunto il 29% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 15%. Stryker ha registrato un rialzo del 15% nel 2018 e del 25,4% nell'ultimo anno.

Dollaro canadese vittima di un G7 ad alta tensione

E' il dollaro canadese la vittima di un G7 ad alta tensione che sabato scorso si è concluso con un colpo di scena: mentre aveva già lasciato il Canada, dove il summit era ancora in svolgimento, il presidente americano Donald Trump ha 'tolto' la sua firma dal comunicato congiunto delle sette più grandi economie al mondo. A lui non sono piaciute le parole pronunciate in conferenza sabato scorso dal premier canadese Justin Trudeau, e ascoltate mentre era in volo verso Singapore: "I canadesi sono gentili, siamo ragionevoli ma non ci faremo maltrattare".

Trump aveva risposto con una serie di tweet accusando Trudeau di essere "molto disonesto e debole". Ieri il consigliere economico del leader Usa, Larry Kudlow, ha rincarato la dose parlando di un "tradimento" da parte del premier canadese. Peter Navarro, il consigliere commerciale, ha detto che Trudeau "ci ha pugnalato alle spalle" e che per lui "c'è un posto speciale nell'inferno".

Alla luce di tutto questo e di una escalation del conflitto commerciale tra Usa e Canada, il dollaro americano guadagna lo 0,7% su quello canadese, di cui compra 1,3019 unità. Il biglietto verde sale anche contro il peso messicano (+0,7% a 20,4214 unità). Le prospettive di un accordo tra Usa, Canada e Messico sul North American Free Trade Agreement si fanno più cupe.

azionario
Wall Street: apertura sopra la parità dopo G7 teso, focus su summit Trump-Kim

La seduta a Wall Street è iniziata con gli indici sopra la parità. Tra gli investitori c'è cautela dopo un G7 ad alta tensione durante il quale il presidente americano Donald Trump è tornato ad alimentare i timori di guerre commerciali.

Intanto ci si prepara allo storico summit, previsto a Singapore questa notte alle 3 italiane, tra Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un. Secondo la Casa Bianca, le discussioni procedono più rapidamente del previsto ma la pressione su Pyongynang resterà fino a quando non sarà compiuta una denuclearizzazione completa, verificabile e irreversibile. Oggi l'agenda macroeconomica è vuota.

Dopo i primi minuti di scambi, l'S&P sale di 3 punti, lo 0,11%, a quota 2.782. Reduce dalla migliore settimana di marzo, il DJIA avanza di 40 punti, lo 0,15%, a quota 25.352. Il Nasdaq Composite segna un +6,66 punti, lo 0,09%, a quota 7.652.

Il petrolio a luglio al Nymex scivola dello 0,87% a 65,17 dollari al barile.

T-Bond in calo in vista delle riunioni di Fed, Bce e BoJ

I titoli di stato americani viaggiano in calo con i trader che si stanno già preparando alle riunioni previste in settimana di tre banche centrali: Federal Reserve, Banca centrale europea e Bank of Japan.

Nel primo caso, un rialzo dei tassi è dato per scontato e l'attenzione mercoledì sarà sulle nuove stime sul numero totale delle strette previste nel 2018. Il rischio è che siano pari a quattro contro le tre previste sia a marzo sia a dicembre scorsi.

Nel secondo caso, l'Eurotower giovedì discuterà una riduzione del programma di acquisto di bond (che potrebbe finire quest'anno). Dalla Bank of Japan, venerdì non sono attesi cambiamenti sui target dei rendimenti.

Nella settimana che si apre oggi, a mettere pressione sui titoli di stato Usa potrebbero essere aste per complessivi 68 miliardi di dollari.

Il titolo benchmark Usa, quello a 10 anni, vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - salire al 2,968% dal 2,937% di venerdì scorso. Maggio era finito al 2,824%. Il 2017 era terminato al 2,409%, non lontano dal 2,446% a cui si era concluso il 2016 e per JP Morgan Asset Management il 2018 finirà al 3,25%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in ribasso all'1,922%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento al 2,524%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo al 2,808%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 3,106%.

Wall Street: future incerti dopo un G7 ad alta tensione, focus su summit Trump-Kim

I future a Wall Street si muovono incerti ignorando i rialzi sulle piazze europee, sostenute dal rally degli asset italiani grazie alle parole di ieri del neo ministro dell'Economia, Giovanni Tria, secondo cui il governo non sta discutendo alcuna proposta per una uscita del nostro Paese dall'euro.

Negli Stati Uniti ancora si stanno digerendo le tensioni legate al G7, finito sabato scorso con un colpo di scena: il presidente americano Donald Trump ha 'tolto' la sua firma dal comunicato finale del G7 per via delle parole pronunciate in conferenza dal premier canadese Justin Trudeau: "I canadesi sono gentili, siamo ragionevoli ma non ci faremo maltrattare". Ieri il consigliere economico di Trump, Larry Kudlow, ha parlato di un "tradimento". Peter Navarro, consigliere per le questioni commerciali, ha detto che Trudeau "ci ha pugnalato alle spalle". Successivamente, da Singapore, dove domani incontrerà il leader nordcoreano Kim Jong Un, Trump è tornato ad attaccare "amici e nemici che si avvantaggiano di noi" e in un tweet ha citato espliticamente la Germania, accusata di pagare "lentamente" l'1% del Pil alla Nato.

Oltre al rischio di rinnovate tensioni geopolitiche, gli investitori monitorano il summit storico che si terrà tra 12 ore tra Trump e Kim. Secondo la Casa Bianca, le discussioni procedono più velocemente del previsto.

I future del Dow salgono di 16 punti, lo 0,06%; quelli dell'S&P 500 cedono mezzo punto, lo 0,02%; quelli del Nasdaq perdono 10,50 punti, lo 0,15%. Il petrolio a luglio al Nymex segna un -0,9% a 65,17 dollari al barile.

M&A
Knauf compra USG per 7 miliardi di dollari, Buffett dice sì

La tedesca Knauf, produttrice di materiali per le costruzioni, ha raggiunto un accordo con la rivale americana USG, di cui comprerà tutti i titoli in circolazione in una transazione valutata circa 7 miliardi di dollari.

Berkshire Hathaway, la conglomerata di Warren Buffett nonché principale socio di USG con una quota del 31%, ha votato in favore della transazione così come ha fatto il cda dell'azienda Usa. Ad aprile il cosiddetto oracolo di Omaha aveva respinto una proposta di acquisto per 5,9 miliardi di dollari.

In base ai termini dell'intesa, i soci di USG riceveranno 44 dollari ad azione di cui 43,50 in contanti e 0,5 dollari sotto forma di un dividendo speciale. La parte in contanti verrà versata al completamento dell'operazione mentre la cedola verrà pagata dopo il via libera alla transazione da parte dei soci.

Stando a quanto comunicato in una nota, quanto messo sul piatto rappresenta un premio del 31% sul valore del titolo USG al 23 marzo 2018, quando ancora non era stato condizionato dalle voci di una possibile acquisizione; rispetto alla media del valore del titolo USG alla fine delle sedute dell'ultimo anno, il premio è del 36%.

Nel pre-mercato USG avanza del 3%; venerdì scorso aveva chiuso in rialzo dello 0,29% a 41,44 dollari. Da gennaio ha aggiunto il 7,5% e negli ultimi 12 mesi il 46,4%.

Rockwell Automation aumenta buyback a 1,5 mld $, compra titoli PTC per 1 mld $

Doppia notizia per Rockwell Automation. Il gruppo americano specializzato nell'automazione industriale ha annunciato un aumento di 300 milioni di dollari del suo piano di riacquisto di titoli propri, portando il totale previsto per l'esercizio 2018 a quota 1,5 miliardi di dollari.

Rockwell Automation ha inoltre detto che farà un investimento da un miliardo di dollari in PTC come parte di una partnership strategica volta ad accelerare la crescita delle due aziende. Alla fine della transazione, il Ceo di Rockwell, Blake Moret, si unirà al cda di PTC, gruppo che offre servizi informatici e software per aziende manifatturiere. In base all'intesa, Rockwell comprerà 10,58 milioni di titoli nuovi di PTC per 94,5 dollari l'uno; si tratta di un premio dell'8,6% rispetto a 86,99 dollari a cui PTC aveva chiuso la seduta di venerd" scorso. Di conseguenza Rockwell si aggiudicherà una quota dell'8,4% in PTC.

Il titolo PTC è fermo nel pre-mercato ma nel 2018 ha guadagnato il 43% e nell'ultimo anno quasi il 46%. Il titolo Rockwell è a sua volta fermo nel pre-mercato; da inizio anno ha ceduto il 9,3% e negli ultimi 12 mesi ha aggiunto l'11%.

Casa Bianca, discussioni Usa-Nordcorea procedono più velocemente del previsto

Alla vigilia dello storico summit tra il presidente americano Donald Trump e quello nordcoreano Kim Jong Un, previsto domani alle 9 di mattino a Singapore (le tre di questa notte in Italia), la Casa Bianca ha fatto sapere che "le discussioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord procedono e si sono mosse più rapidamente del previsto".

La nota giunta dal civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington spiega che dopo i convenevoli di rito, domani Trump parteciperà a un faccia a faccia con Kim in cui saranno presenti "solo i traduttori". Seguirà un incontro bilaterale allargato a cui parteciperanno il segretario di Stato, Mike Pompeo, il Capo di gabinetto, John Kelly e il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton. Successivamente ci sarà un pranzo di lavoro a cui si aggiungeranno la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, l'ambasciatore americano nelle Filippine, Sung Kim, e il direttore senior per l'Asia del Consiglio per la sicurezza nazionale, Matt Pottinger.

Alla fine del summit, Trump incontrerà la stampa prima di ripartire per gli Usa intorno alle 20 locali, le 14 in Italia.

economia
G7: Pompeo "fiducioso", legami con alleati resteranno forti nonostante frizioni

Dopo un fine settimana ad alta tensione, in cui il presidente americano Donald Trump ha sorpreso tutti ritirando la propria firma dal comunicato congiunto del G7, il capo della diplomazia Usa ha tentato di calmare le acque.

Da Singapore, dove sta accompagnando il leader americano per il suo incontro di domani con quello nordcoreano Kim Jong Un, il segretario di Stato Mike Pompeo ha detto: "Ci sono sempre frizioni nei rapporti, ma sono fiducioso che i legami con gli alleati del G7 rimarranno forti". Secondo Pompeo, i membri del G7 "ci hanno aiutati ad arrivare a questo punto" con la Corea del Nord.

Le parole di Pompeo seguono gli attacchi di Trump al premier canadese Justin Trudeau. All'inquilino della Casa Bianca non sono piaciute le dichiarazioni fatte sabato scorso da Trudeau mentre lui era in volo dal Canada a Singapore: "I canadesi sono gentili, siamo ragionevoli ma non ci faremo maltrattare". Ieri il consigliere economico di Trump, Larry Kudlow, ha parlato di un "tradimento" da parte di Trudeau, che "ci ha pugnalato alle spalle". A Ottawa hanno reagito facendo notare che il leader canadese non aveva detto nulla di nuovo confermando per altro l'intenzione di fare scattare le contromisure per rispondere ai dazi Usa su acciaio e alluminio.

Wall Street
Euro in rialzo a 1,1786 dollari, biglietto verde a 110,02 yen

Euro in rialzo dello 0,13% a 1,1786 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1119 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,44% a 110,02 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.299 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,28% a 1.299 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.230,70 e i 1.379,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 65,36 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,58% a 65,36 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 45,18 e i 72,90 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo nel premercato

Future degli indici Usa in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,20%, lo S&P sale dello 0,06%, il Nasdaq cresce dello 0,03%.

La seduta di venerdì scorso a Wall Street è finita in lieve rialzo dopo un avvio in calo. Gli indici hanno archiviato una delle migliori settimane dell'anno, per il DJIA la migliore da marzo. Il Dow ha guadagnato 75,12 punti, lo 0,30%, a quota 25.316,53 portando a un +2,8% l'incremento settimanale. L'S&P 500 ha aggiunto 8,66 punti, lo 0,31%, a quota 2.779,03; nell'ottava ha registrato un rialzo dell'1,6%. Il Nasdaq Composite è avanzato di 10,44 punti, lo 0,14%, a quota 7.645,51 portando a un +1,2% il guadagno settimanale. Il petrolio a luglio al Nymex ha perso lo 0,3% a 65,74 dollari al barile chiudendo la terza settimana di fila in ribasso con un -0,1%.