Wall Street ottimista, nonostante le minacce di Trump alla Cina

Il presidente Usa ha avvertito: "Se Xi non sarà al G20, i nuovi dazi scatteranno subito"

azionario
Wall Street chiude sotto la parità, per il Dow primo calo dopo 6 sedute in rialzo

Partita in rialzo, la seduta a Wall Street è finita in leggero calo mettendo fino - almeno per ora - al rally di giugno che aveva fatto seguito a un maggio di forti vendite. E così il Dow Jones Industrial Average ha interrotto una corsa che andava avanti da sei giornate di fila; S&P 500 e Nasdaq Composite hanno archiviato la prima seduta in calo dopo cinque consecutive in rialzo.

Gli scambi erano cominciata all'insegna degli acquisti su voci di nuovi stimoli in Cina. Le tensioni commerciali tra Usa e Cina hanno poi avuto la meglio. In vista del G20 di fine mese in Giappone, il presidente americano Donald Trump ha detto che è interessato a un accordo solo se è buono per la sua America. Resta da vedere se lui si incontrerà con la controparte cinese, Xi Jinping a margine del summit. Ieri Trump aveva minacciato l'adozione immediata di dazi del 25% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi se i due non si vedranno in quell'occasione.

Il DJIA ha perso lo 0,05% a quota 26.048,51. L'S&P 500 ha finito in calo dello 0,04% a quota 2.885,72. Il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,01% a 7.822,57 punti.

Politica
Incontro Salvini-Pompeo a Washington? Dip. Stato: "Per ora nulla da annunciare"

Per ora nulla di sicuro trapela, ma il dipartimento americano di Stato sembra non escludere un potenziale incontro a Washington tra il suo segretario Mike Pompeo, o suoi sottoposti, e il leader della Lega e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini.

"Al momento non abbiamo incontri da annunciare. E' possibile che ulteriori informazioni siano fornite con l'avvicinarsi della visita" di Salvini, prevista nella capitale americana il 16 e 17 giugno prossimi. Lo ha detto ad America24 un portavoce del dipartimento di Stato, che ha risposto alla domanda se Pompeo o qualcun altro al suo posto stanno pianificando un incontro con il politico italiano.

materie prime
Petrolio chiude a NY poco mosso a 53,27 dollari, attesa per dato scorte

Il petrolio ha archiviato poco mosso una seduta particolarmente volatile. Al Nymex il contratto luglio è salito di 1 centesimo, lo 0,02%, a 53,27 dollari al barile.

Il Wti ha mandato in fumo i rialzi iniziali associati al rally dell'azionario a Wall Street, che poi si è indebolito.

Alla vigilia del dato sulle scorte settimanali di greggio Usa, il mercato ha digerito il taglio delle stime dei prezzi del petrolio fatto dall'Energy Information Administration (Eia) americana. Stando al suo rapporto mensile "Short-term Energy Outlook", l'Eia si aspetta che il Wti chiuda il 2019 a 59,29 dollari al barile, il 5,6% in meno di quanto atteso il mese scorso. Per il Brent, la riduzione è stata del 4,2% a 66,69 dollari. Le stime sul 2020 sono state lasciate a 63 dollari per il Wti e a 67 dollari per il Brent.

L'Eia ha tagliato anche le previsioni riguardanti la produzione americana, vista quest'anno a 12,32 milioni di barili al giorno da 12,3 milioni di maggio. Per il 2020 l'output è atteso a 13,26 milioni di barili (-0,9%).

economia
Kudlow: Pil Usa +3% anche senza accordo con la Cina

Nonostante molti economisti prevedano un rallentamento dell'economia americana nel 2019, il consigliere economisto alla Casa Bianca continua ad aspettarsi una crescita del Pil in rialzo del 3% nel 2019 dopo il +2,9% messo a segno nel 2018 (top dal 2015). E questo anche senza un accordo commerciale con la Cina.

In una intervista a Cnbc, Larry Kudlow ha descritto come "molto forte" l'economia americana. "Credo che siamo in buona salute e credo che manterremo il tasso di crescita del 3% quest'anno. Quel 3% non è legato a un accordo con la Cina che potrebbe non soddisfare gli interessi economici americani". Le sue dichiarazioni seguono uno dei tanti tweet odierni del presidente Donald Trump, secondo cui "la gente non ha idea del potenziale enorme che il nostro Paese ha in termini di crescita e molte altre cose".

Per Kudlow, lo Usmca (l'accordo commerciale tra Usa, Messico e Canada pensato per sostituire il vecchio Nafta) è più importante di quello con la Cina, su cui l'amministrazione Trump stava negoziando fino al mese scorso. Le trattative sono saltate dopo Washington ha accusato Pechino di avere fatto marcia indietro rispetto a impegni già presi nell'ambito di un'intesa in via di definizione (tesi respinta dalla Cina). Secondo Kudlow, bisognerebbe ripartire da dove le due potenze economiche si sono lasciate. Quella sarebbe "una buona base di partenza, anche se non perfetta".

Quanto alla Fed, il consigliere economico ha confermato la linea Trump: si è spinta troppo in là ad alzare i tassi (quattro volte nel 2018). Per lui, il mercato obbligazionario indica chiaramente le attese per un taglio dei tassi, e non tanto per i timori che l'economia freni ma per via del fatto che l'inflazione è contenuta. Non a caso oggi Trump ha twittato che un'inflazione molto bassa è una "cosa bellissima".

Fed
Goldman Sachs contrarian: tassi non verranno tagliati nel 2019

Mentre crescono le aspettative del mercato per almeno due tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2019, Goldman Sachs fa il contrarian prevedendo che il costo del denaro resti per tutto l'anno laddove furono portati nel dicembre 2018: al 2,25-2,5%.

Jan Hatzius, il capoeconomista della banca Usa, ha spiegato ai clienti che gli investitori potrebbero avere interpretato male le parole pronunciate la settimana scorsa dal governatore della Fed, Jerome Powell, secondo cui la banca centrale Usa "agirà in modo appropriato per sostenere l'espansione" della crescita statunitense, che il mese prossimo raggiungerà il suo decimo anno di espansione, un record.

"Secondo noi, [il discorso di Powell] non ha rappresentato un forte segnale di un taglio in arrivo ma è stato pensato semplicemente per fornire rassicurazioni che l'Fomc ha ben presente i rischi derivanti da una guerra commerciale". Hatzius si aspetta che la Fed "sia molto attenta nel non diffondere un messaggio categoricamente 'da falco' continuando a sottolineare che risponderà agli shock a seconda delle necessità per raggiungere il suo mandato" fatto da piena occupazione e stabilità dei prezzi.

Oggi, in una intervista alla Cnbc, il Ceo di Goldman Sachs, David Solomon, non si è voluto sbilanciare: "Non sono un economista ma la piena occupazione è stata praticamente raggiunta e l'economia sta continuando a crescere. Non so come andranno le cose" ma secondo lui, se i tagli dei tassi non ci saranno come gli investitori si attende, "la Fed dovrà ricalibrare le loro aspettative".

azionario
Wall Street vira in calo con i tech

Arrivati a metà seduta dopo un avvio in rialzo, gli indici a Wall Street risultano in perdita. I listini si sono lasciati andare alle vendite con il cambio di rotta del settore tech (-0,35%). Pesano T-Mobile (-1,3%) e Sprint (-5,3%): contro il loro merger si sono schierati 10 stati Usa.

I fari sono comunque puntati su colossi tech visto che oggi alle 20 italiane a Washington ci sarà la prima audizione dedicata a gruppi come Apple (+0,8%), Amazon (+0,2%), Facebook (+1,7%) e Google (+0,5%). L'attenzione è rivolta a potenziali pratiche anti-competitive.

Va detto che il settore è reduce dalla migliore 5 giorni dall'ottobre 2011, quindi un po' di prese di beneficio sono legittime. Tuttavia, da Israele il funzionario del dipartimento della Giustizia dedicato a questioni antitrust, Makan Delrahim, ha detto che agirà per proteggere la competizione nei mercati digitali. Nel suo discorso alla Tel Aviv University, lui non ha fatto riferimento a piani specifici ma ha detto che "il contesto attuale suggerisce che ci sono solo uno o due player in spazi digitali importanti, inclusi le ricerche su internet, i social network, i sistemi operativi per desktop e mobile, le vendite di libri digitali". Come esempio, Delrahim ha citato (senza fare nomi) che solo due gruppi fanno la parte da leone negli investimenti pubblicitari online".

Il Dow cede lo 0,08% a quota 26.052. L'S&P 500 perde lo 0,08% a quota 2.884. Il Nasdaq Composite segna un -0,08% a 7.816. Il petrolio a luglio al Nymex ha ridotto i guadagni a un +0,2% a 53,39 dollari.

auto
Bill Ford e Sergio Marchionne discussero merger Ford-Fca

Bill Ford e Sergio Marchionne discussero un merger tra i rispettivi gruppi automobilistici, Ford e Fiat Chrysler Automobiles. Lo riferisce Automotive News, sostenendo che il presidente esecutivo di Ford e l'ex Ceo di Fca conclusero presto che una tale operazione non aveva senso.

Il sito attribuisce la notizia allo stesso Bill Ford, che parlando nel corso di un evento in Israele oggi ha detto: "Io e Sergio abbiamo avuto varie cene insieme parlando di questo e se Ford e Fca sarebbero state bene insieme". Lo stesso top manager americano ha spiegato che la tempistica delle discussioni, che non hanno portato a nulla, non era ideale. "Ognuno di noi era alle prese con sfide e problemi propri. Ebbi l'impressione con non li avremmo risolti [con un merger]. Anzi, ci avrebbe potuto rallentare".

Marchionne, deceduto a sorpresa lo scorso luglio, era stato molto esplicito nello spingere per nozze con un altro produttore di auto tanto da avere cercato (inutilemente) di presentare un suo piano alla General Motors di Mary Barra. La settimana scorsa Fca si è ritirata dalla proposta di merger con la francese Renault.

Al Nyse il titolo Fca sale dell'1,2% a 13,59 dollari portando il bilancio da inizio anno a un -6%. Quello di Ford avanza dello 0,9% a 9,91 dollari; da inizio anno ha guadagnato quasi il 30%. GM aggiunge lo 0,8% a 36,3 dollari e da gennaio ha registrato un rialzo dell'8,4%.

Trump: "Buona giornata nell'azionario", Usa hanno potenziale enorme

Il presidente americano, Donald Trump, è tornato a brindare alla buona performance di Wall Street. Dopo il peggiore maggio dal 2010, su cui aveva taciuto, il leader Usa ha scritto su Twitter: "Buona giornata nel mercato azionario. La gente non ha idea del potenziale enorme che il nostro Paese ha in termini di crescita e molte altre cose". Il cinguettio è giunto in quella che per il Dow Jones Industrial Average rappresenta la settimana seduta di fila in rialzo e per S&P 500 e Nasdaq Composite la sesta.

azionario
Wall Street: avvio in rialzo con Cina che promette altri stimoli

La seduta a Wall Street è iniziata in rialzo, cosa che permetterà al Dow Jones Industrial Average di mettere a segno la settimana giornata di fila in aumento. Continua così il rally di giugno, che segue il peggiore mese del 2019 e il peggiore maggio dal 2010.

Sulla scia dell'accordo tra Usa e Messico che ha evitato l'adozione di nuovi dazi, gli investitori brindano all'annuncio di nuovi stimoli da parte della Cina, dove l'azionario ha archiviato la migliore seduta da oltre un mese. Pechino ha spiegato che accelererà i finanziamenti a progetti infrastrutturali attraverso bond speciali emessi dalle amministrazioni locali. I produttori di cemento e gruppi delle costruzioni hanno corso in borsa.

In Usa, i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,1% a maggio, in linea alle stime, dando alla Federal Reserve ulteriore spazio di manovra dal momento che le pressioni inflative restano sotto controllo. Su questo è intervenuto il presidente Donald Trump, sostenendo che un'inflazione "molto bassa è una cosa bellissima" e che i tassi di interesse sono "troppo alti". I mercati credono che nel corso del 2019 la Fed taglierà i tassi; resta da capire quando. Dettagli su questo potrebbero emergere alla fine della riunione dei prossimi 18-19 giugno.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale dello 0,45% a quota 26.179 ma era partito in rialzo dello 0,7%. L'S&P 500 aumenta dello 0,6% a quota 2.903. Il Nasdaq aggiunge lo 0,8% a quota 7.885. Il petrolio a luglio al Nymex rimbalza dello 0,9% a 53,74 dollari.

Ross: Usa e Cina raggiungeranno un accordo commerciale

Alla fine Stati Uniti e Cina riusciranno a raggiungere un accordo commerciale. Ne è convinto Wilbur Ross, il segretario americano al Commercio. Parlando ai microfoni di Cnbc, il ministro ha detto: "Anche le guerre finiscono con negoziati. Alla fine [le attuali tensioni] termineranno con trattative".

In vista del G20 di fine mese in Giappone, dove i presidenti delle due nazioni potrebbero vedersi, Ross ha avvertito: gli accordi commerciali non vengono siglati durante summit di questo tipo. Eventuali discussioni tra Donald Trump e Xi Jinping, ha continuato, spianeranno la strada a trattative future.

Ieri l'inquilino della Casa Bianca aveva lanciato una sorta di ultimatum a Pechino: o Xi si presenta al G20 e vede Trump o Washington farà scattare con effetto immediato dazi del 25% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Essi andrebbero ad aggiungersi a quelli alzati al 25% lo scorso maggio su 200 miliardi di dollari di import cinese.

Agli investitori Ross ha consigliato cautela nel digerire minacce e annunci da parte degli Stati Uniti. "Giudicate questa amministrazione sulla base dei risultati e non su voci temporanee".

Wall Street: future in rialzo, prosegue rally di giugno

I future a Wall Street sono in rialzo indicando la continuazione del rally di giugno, con il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 che hanno recuperato quasi tre quarti delle perdite superiori al 6% subite a maggio.

L'indice delle 30 blue chip è reduce da sei sedute di fila in aumento, la serie temporale positiva più lunga da oltre un anno. Per l'indice benchmark e il Nasdaq Composite quella di ieri è stata la quinta giornata consecutiva in rialzo. Al Dow manca il 2% circa dal suo ultimo record, all'S&P 500 il 2% e al Nasdaq poco più del 4%.

Dal fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione a maggio sono cresciuti dello 0,1% come atteso, ennesima prova che l'inflazione resta contenuta in Usa e che dunque la Fed non ha alcuna ragione di alzare i tassi. Non a caso il presidente americano, Donald Trump, è tornato a criticare la Fed premendo per un taglio dei tassi su cui anche i mercati scommettono, specialmente dopo il rapporto deludente sull'occupazione Usa di maggio diffuso venerdì scorso.

I future del Dow salgono dello 0,56%, quelli dell'S&P 500 aumentano dello 0,6% e quelli del Nasdaq aggiungono lo 0,9%. Il petrolio a luglio al Nymex rimbalza dell'1,35% a 53,98 dollari.

tech
Foxconn pronta ad aiutare Apple trasferendo produzione iPhone fuori da Cina

Apple può fare affidamento su un piano alternativo di uno dei suoi maggiori fornitori per affrontare lo scoppio eventuale di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Se necessario, il gruppo taiwanese Hon Hai Precision Industry (meglio conosciuto come Foxconn) è certo di essere nelle condizioni di trasferire al di fuori della Cina la produzione di tutti gli iPhone destinati al mercato americano.

A sostenerlo è Liu Young-way, membro del neo comitato della gestione del gruppo fornitore e che attualmente produce gran parte degli smartphone nel continente cinese. Come riferito dal Financial Times, Foxconn è dunque disposto ad aiutare Apple (e altri clienti), che però non ha ancora chiesto un trasferimento della produzione.

Secondo Liu, che ha parlato alla prima conferenza con gli investitori nei 45 anni di storia di Foxxcon, il quadro economico globale e quello del settore di riferimento "sembra sempre più cupo e imprevedibile".

Il gruppo taiwanese ha anche confermato che la produzione nella sua nuova fabbrica nello stato americano del Wisconsin inizierà come previsto entro la fine dell'anno. Là il gruppo intende investire 1,5 miliardi di dollari (in cambio di incentivi fiscali per 4,5 miliardi) e dare lavoro fino a due mila persone entro la fine del 2020, quando inizierà a produrre server e prodotti di rete per il mercato statunitense in aggiunta a schermi a cristalli liquidi.

Usa: +0,1% prezzi alla produzione a maggio, in linea alle stime

I prezzi alla produzione a maggio negli Stati Uniti sono saliti in linea alle attese dagli analisti, segno di come l'inflazione resti debole. Come reso noto dal dipartimento del Lavoro, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,1% sul mese precedente, esattamente quanto previsto. Rispetto al maggio 2018, il dato è salito dell'1,m8%, molto meno del picco del 3,4% raggiunto la scorsa estate. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è salita dello 0,2% mensile, in linea alle previsioni; su base annuale il dato core è aumentato del 2,3%.

economia
Fed, Trump: tassi "troppo alti"

Il presidente americano, Donald Trump, è tornato ad attaccare la banca centrale statunitense per il secondo giorno di fila. All'indomani di commenti fatti su Cnbc, oggi l'inquilino della Casa Bianca ha scritto su Twitter che i tassi di interesse al 2,25-2,5% "sono troppo alti", che la Federal Reserve e dunque i suoi membri "non hanno la minima idea" di quello che stanno facendo e che il quantitative tightening da loro realizzato è "ridicolo". Nello stesso cinguettio, Trump ha sostenuto che "l'euro e le altre valute sono svalutate contro il dollaro, mettendo gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio".

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Indice Nfib sull'ottimismo delle piccole imprese per il mese di maggio alle 6 (le 12 in Italia). Precedente: 103,5 punti. Consensus: 101,3 punti.

Prezzi alla produzione per il mese di maggio alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,2%. Consensus: +0,1%.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.