Wall Street, tensione per i nuova dazi contro la Cina

Nuova lista di prodotti colpiti, per 200 miliardi di dollari

Borsa Usa
Wall Street chiude in ribasso (Dj -0,88%), pesano le tensioni commerciali

Wall Street ha chiuso in rosso. I principali indici sono tornati sotto pressione a causa delle nuove tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Questo dopo che l'amministrazione Trump ha minacciato Pechino con nuovi dazi su migliaia di prodotti per un valore di 200 miliardi di dollari. Nonostante si tratti solo di una minaccia gli investitori sono tornati a vendere, mettendo fine a quattro giorni di fila di chiusure in rialzo. Il Dow Jones è l'indice che ha sofferto di più: ha chiuso in rosso dello 0,88%, cedendo più di 200 punti, con Caterpillar (-3,2%) e Boeing (-1,9%) a contribuire maggiormente ai ribassi. Tuttavia, nonostante le perdite, gli indici per ora continuano a restare in positivo sulla settimana.

L'amministrazione Trump ha minacciato nuovi dazi per 200 miliardi di dollari contro la Cina su migliaia di nuovi prodotti. Il piano sarà revisionato tra il 20 e il 23 agosto e a quel punto il presidente americano Donald Trump prenderà una decisione. Proprio Trump ha attaccato la Cina, sostenendo che Pechino invece di cercare il dialogo con gli Usa dopo i dazi di venerd" scorso da 34 miliardi di dollari, ha deciso di vendicarsi imponendo la stessa cifra a Washington.

C'è da dire che lo scontro è stato innescato da Trump il 22 gennaio, quando aveva approvato i primi dazi sui pannelli solari e sulle lavatrici, sostenendo che Pechino usasse pratiche scorrette nei confronti di Washington. Intanto oggi la stagione delle trimestrali entra nel vivo. Prima dell'apertura dei mercati Delta pubblicherà i suoi conti. Domani si attendo le banche: JP Morgan, Citigroup e Wells Fargo.

Il DJIA è sceso di 291,21 punti, lo 0,88%, a quota 24.700,45. L'S&P 500 è sceso di 19,82 punti, lo 0,71%, a quota 2.774,02. Il Nasdaq ha ceduto 42,59 punti, lo 0,55%, a quota 7.716,61. Il Russel 2000 ha chiuso in rosso di 9,22 punti, lo 0,54%, a quota 1.686,40 dollari. Il contratto del petrolio settembre al Nymex ha chiuso in rosso del 5% a 70,38 dollari al barile, messo sotto forte pressione dal crollo delle scorte americane. Nella settimana conclusa il 7 luglio sono scese di 12,633 milioni di barili contro attese per 3,6 milioni di barili.

Nel reddito fisso, i Treasury sono ritornati a salire, con i prezzi che hanno visto rialzi dopo giorni di rossi. A sostenere i prezzi è stato anche il dato sui prezzi alla produzione, che sono cresciuti più di quanto si attendessero gli analisti. Il decennale ha visto il rendimento - che si muove inversamente ai prezzi - scendere al 2,842% dal 2,867% della seduta precedente. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in ribasso a 1,959%. Il rendimento del trentennale è sceso al 2,945%. Il rendimento del titolo a 2 anni è sceso del 2,578%. Sul fronte valutario, l'euro ha terminato in ribasso a 1,1674 sul dollaro, mentre una sterlina comprava 1,3202 dollari da 1,3272 del giorno precedente.

Borsa Usa
Wall Street: a metà seduta viaggia in ribasso, Dow -0,62%

A metà seduta i principali indici quotati a Wall Street continuano in ribasso. Il Dow perde oltre 150 punti, lo 0,62%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq cedono mezzo punto percentuale. A mettere sotto pressione la borsa americana sono le nuove tensioni commerciali, dopo che l'amministrazione Trump ha minacciato nuovi dazi per 200 miliardi di dollari contro la Cina. Adesso il piano sarà revisionato tra il 20 e il 23 agosto e a quel punto il presidente americano Donald Trump prenderà una decisione.

Proprio Trump si è lamentato della Cina, sostenendo che Pechino invece di cercare il dialogo con gli Usa dopo i dazi di venerdì scorso da 34 miliardi di dollari, ha deciso di vendicarsi imponendo la stessa cifra a Washington. E questo atteggiamento, dicono gli analisti, potrebbe essere solo l'inizio di uno scontro commerciale molto duro tra le due potenze. In questo momento, il Dow scende di 155,49 punti, lo 0,62%, a 24.764. L'S&P 500 cede 15,03 punti, lo 0,54%, a 2.778. Il Nasdaq Composite scende di 35,51 punti, lo 0,46%, a 7.723. Il contratto del petrolio agosto al Nymex viaggia in ribasso del 2,28% a 72,42 dollari al barile, messo sotto forte pressione dal crollo delle scorte americane. Nella settimana conclusa il 7 luglio sono scese di 12,633 milioni di barili contro attese per 3,6 milioni di barili.

Nato
Vertice Nato,Trump chiede un nuovo obiettivo: il 4% del Pil alla difesa

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha formalmente chiesto agli alleati della Nato di alzare al 4% la percentuale del Pil da dedicare alle spese per la difesa, nonostante la maggior parte degli alleati sia ancora lontana dall'obiettivo del 2%, fissato nel 2014 per il 2024. A renderlo noto è stato il presidente bulgaro, Rumen Radev.

Usa
DoE, scorte petrolio -12,633 mln brl, a 405,248 mln

Nella settimana conclusa il 7 luglio le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono scese di 12,633 milioni di barili a 405,248 milioni, molto più delle attese degli analisti che si aspettavano una diminuzione di 3,6 milioni di barili. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono scesi di 694.000 barili contro attese per una diminuzione di 800.000. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono cresciute di 4,125 milioni di barili mentre le stime erano per un aumento di 800.000 unità. L'utilizzo della capacità degli impianti si è attestato al 96,7%, in calo rispetto al 97,1% del dato precedente e meno del 97% previsto.

Dati
Usa: +0,3% prezzi alla produzione a giugno, stime +0,2%

I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono cresciuti a giugno, e lo hanno fatto più di quanto previsto dagli esperti, segnalando che le pressioni inflative stanno aumentando. Come reso noto dal dipartimento del Lavoro, i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,3% dal mese precedente, contro attese per un +0,2%. Rispetto al giugno 2017, il dato è salito del 3,4%, il balzo maggiore dal novembre 2011. La componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è cresciuta dello 0,3%, mentre le attese erano per un +0,2%. Su base annuale il dato core ha registrato un rialzo del 2,8%.

Tech
Scandalo Cambridge Analytica, antitrust multa Facebook con 500.000 sterline

L'antitrust britannica ha fatto una multa a Facebook da 500.000 sterline per lo scandalo Cambridge Analytica. Il social network aveva permesso alla società di consulenza di accedere ai dati personali di milioni di suoi utenti. Cambridge Analytica li aveva usati per fare pubblicità mirate a favore di Donald Trump, aiutandolo a vincere le elezioni presidenziali americane del 2016.

La multa è il valore massimo che l'antitrust britannico può dare a una azienda, anche se di fronte ai 40 miliardi di fatturato del 2017 per Facebook è una cifra molto bassa. Secondo le autorità Facebook ha violato la legge britannica sulla protezione dei dati personali. Adesso i politici di Londra chiedono al colosso di Mark Zuckerberg maggiore trasparenza sulle indagini interne per violazione delle leggi sulla privacy. In questo momento a Wall Street il titolo di Facebook sale dello 0,1% a 203,72 dollari ad azione.

Economia
Canada, la banca centrale alza il tasso d'interesse all'1,50%

La Banca centrale del Canada ha appena alzato il suo tasso di interesse di riferimento di un quarto di punto all'1,50%. La decisione è stata presa dopo la pubblicazioni di ottimi dati economici che mostrano come le esportazioni e gli investimenti stiano continuando a crescere.

Tuttavia la banca ha fatto sapere che intende mantenere un approccio graduale nei prossimi rialzi dei tassi, soprattutto a causa delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Il rialzo di oggi era ampiamente atteso, facendo riferimento agli analisti sentiti dal Wall Street Journal che hanno fatto notare come anche l'inflazione sia molto vicina all'obiettivo del 2% voluto dalla Bank of Canada.

Nordamerica
Delegazione di Trump incontrerà il presidente eletto del Messico

Una delegazione dell'amministrazione americana venerdì incontrerà il presidente eletto messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, a Città del Messico. Lo scrive il quotidiano online Politico. La delegazione sarà guidata dal segretario di Stato, Mike Pompeo. Con lui ci saranno anche la segretaria per la Sicurezza nazionale, Kirstjen Nielsen, il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, e il consigliere presidenziale Jared Kushner.

Il neoeletto presidente messicano - che entrerà in carica il primo dicembre - ha dichiarato di volere il "rispetto reciproco" con gli Stati Uniti. Il presidente americano, Donald Trump, si era subito congratulato per la vittoria alle presidenziali su Twitter: "Non vedo l'ora di lavorare con lui. C'è cos" tanto da fare a beneficio di Stati Uniti e Messico!". Diversi analisti sostengono che la vittoria di Obrador, un populista di sinistra, potrebbe velocizzare i negoziati sulla modifica del Nafta, fermi da mesi in mancanza di un accordo tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Usa
+0,6% scorte magazzino ingrosso a maggio, sopra stime

A maggio le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti sono salite per il settimo mese di fila. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, le scorte sono cresciute dello 0,6% nel quinto mese del 2018 rispetto al quarto. Le stime erano per un +0,5%. Su base annuale sono aumentate dell'11,08%. All'attuale ritmo di vendita, occorrerebbero 1,24 mesi per esaurire completamente le scorte contro 1,31 di un anno prima.

Tech
AT&T firma accordo con startup di realtà aumentata finanziata da Google

Il colosso delle telecomunicazioni AT&T ha firmato un accordo per collaborare con la startup di realtà aumentata e mista, Magic Leap. La piccola startup sta lavorando a un visore che sarà messo sul mercato entro la fine dell'anno. AT&T ha annunciato che sarà l'unico distributore negli Stati Uniti. Magic Leap ha raccolto 2 miliardi di dollari da Google, JPMorgan e Alibaba, tra gli altri, con i quali ha creato Magic Leap One, un visore che permette di aumentare la realtà: è collegato a un piccolo computer portatile che può essere legato in vita come una cintura.

Molti visori per la realtà virtuale devono essere collegati a un pc molto potente per poter funzionare. AT&T ha definito l'accordo "un rapporto commerciale e un investimento esclusivo per gli Stati Uniti", anche se non ha fatto sapere quanto ha investito nella startup. Quando alla fine dell'anno Magic Leap One sarà disponibile, i clienti di AT&T saranno i primi a poterlo provare in alcuni punti vendita di Atlanta, Boston, Chicago, Los Angeles e San Francisco. Magic Leap ha anche un accordo con Nba, per un progetto che permetterà di vedere le partite attraverso il visore, e con la LucasFilm la società che dietro al franchise Star Wars. In questo momento a Wall Street AT&T viaggia in ribasso dello 0,8% a 32,23 dollari ad azione.

Tech
Uber: lascia capo risorse umane, accusata di aver insabbiato discriminazioni

Nuovo cambio ai vertici di Uber. Questa volta ad andarsene è il capo delle risorse umane, Liane Hornsey, accusata di aver insabbiato una serie di episodi di discriminazione razziale avvenuti all'interno del gruppo californiano. Lo scrive l'agenzia Reuters che cita una email inviata da Hornsey ai dipendenti in cui tuttavia non dà spiegazioni sulla sua scelta. Un gruppo anonimo di afroamericani che lavorano a Uber ha fatto sapere all'agenzia stampa che l'ex capo delle risorse umane ha usato parole discriminatorie per descrivere due suoi colleghi neri: il capo dell'ufficio sulla diversità e l'inclusione, Bernard Coleman, e l'ex capo dell'ufficio che si occupa del marchio Uber, Bozoma Saint John. Inoltre le stesse fonti sostengono che Hornsey abbia più volte ignorato le lamentele e le denunce per discriminazione fatte da alcuni dipendenti su una linea telefonica interna alla startup alternativa ai taxi. Le sue dimissioni arrivano a un anno da quando è stato costretto a lasciare il fondatore ed ex amministratore delegato, Travis Kalanick, schiacciato da uno scandalo legato alle discriminazioni di genere e sessuali.

Wall Street: apre in ribasso (Dj -0,66%) a causa delle nuove tensioni commerciali

Wall Street apre la seduta in ribasso, interrompendo la striscia positiva di questa settimana. Il Dow cede lo 0,66%, dopo che per quattro giornate di fila era riuscito a terminare sopra la parità. A mettere sotto pressione i principali indici sono le minacce dell'amministrazione Trump che ha detto di voler firmare nuovi dazi contro la Cina per un valore di 200 miliardi di dollari, dopo quelli da 34 miliardi di dollari entrati in vigore venerdì scorso.

La nuova lista di prodotti pubblicata martedì sera dall'amministrazione americana fa riferimento a centinaia di beni su cui sarà messa una tariffa del 10%: prima di essere approvata ci sarà una revisione tra il 20 e il 23 agosto, ma le nuove tensioni spaventano il mercato che nei giorni scorsi aveva spostato la sua attenzione sui dati positivi sul mercato del lavoro e sull'inizio della stagione delle trimestrali. I prodotti fanno parte della lista Made in China 2025, un programma con il quale Pechino punta a diventare leader globale e include anche il settore tecnologico. Secondo la Casa Bianca le autorità cinesi invece di iniziare una discussione con gli Stati Uniti, venerdì scorso hanno approvato dazi per vendicarsi, spingendo cos" Trump - che oggi ha iniziato il suo viaggio in Europa - a dare il via libera al nuovo programma di tariffe.

Il Dow scende di 165,32 punti, lo 0,66%, a quota 24.754. L'S&P 500 cede 16,49 punti, lo 0,58%, a quota 2.777. Il Nasdaq Composite scende di 45,57 punti, lo 0,59%, a quota 7.712. Il contratto del petrolio agosto quotato al Nymex viaggia in ribasso dell'1,05% a 73,33 dollari al barile.

Treasury
T-Bond: i timori per una guerra commerciale ridanno forza ai prezzi

Dopo due giorni di ribassi, oggi i prezzi dei Treasury sono tornati a salire sostenuti dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Inoltre a dare ulteriore sostegno è il dato sui prezzi alla produzione, che sono cresciuti più di quanto si attendessero gli analisti. In questo momento, il decennale vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in ribasso al 2,849% dal 2,873% di ieri. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono invariati all'1,977%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti scendono al 2,578%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in ribasso al 2,752%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in ribasso al 2,947%.

Commercio
Dazi, nuova lista Usa di prodotti cinesi da colpire per 200 miliardi

Gli Stati Uniti hanno stilato una lista supplementare di prodotti cinesi importati per un ammontare di 200 miliardi di dollari all'anno che minacciano di tassare da settembre. "Da oltre un anno, l'amministrazione Trump ha pazientemente chiesto alla Cina di mettere fine alle sue pratiche sleali, di aprire i mercati e impegnarsi verso la concorrenza fondata sulle forze di mercato", ha affermato il rappresentante al Commercio americano (Ustr) Robert Lighthizer in una nota. "La Cina non ha purtroppo modificato il suo comportamento e questo minaccia il futuro dell'economia americana. Anzichè rispondere alle nostre legittime preoccupazioni, la Cina ha iniziato a prendere misure di ritorsione contro i prodotti americani. Azioni del genere sono ingiustificabili", ha accusato. A causa di processi legali e consultivi, questi dazi non potrebbero entrare in vigore prima di settembre se gli Stati Uniti decidessero di andare fino in fondo su questa strada, hanno indicato alla stampa i responsabili dell'amministrazione Trump.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 7 luglio alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -0,5%.

Prezzi alla produzione per il mese di giugno alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,5%. Consensus: +0,2%. Componente core. Precedente: +0,3%. Consensus: +0,2%.

Scorte di magazzino all'ingrosso per il mese di maggio alle 10 (le 16 in Italia). Precedente: +0,1%. Consensus: +0,5%.

Scorte di petrolio per la settimana conclusa il 7 luglio alle 10:30 (le 16:30 in Italia). Precedente: +1,245 milioni di barili a 417,881 milioni di barili.


Appuntamenti societari

Non si segnalano trimestrali di rilievo.


Altri appuntamenti

Il presidente statunitense Donald Trump partecipa al vertice della Nato a Bruxelles.

Wall Street
Euro in ribasso a 1,1707 dollari, biglietto verde in rialzo a 111,20 yen

Euro in ribasso dello 0,32% a 1,1707 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,1371 e 1,2557 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,18% a 111,20 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 104,64 e i 114,73 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.250,40 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,40% a 1.250,40 dollari all'oncia; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.237,90 e i 1.379,30 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in ribasso a 73,41 dollari al barile

Future del petrolio in ribasso dello 0,96% a 73,41 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 47,39 e i 75,27 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in ribasso nel premercato

Future degli indici statunitensi in ribasso nel premercato: il Dow Jones scende dello 0,93%, lo S&P cede lo 0,82%, il Nasdaq scivola dell'1%.

Ieri il Dow è riuscito a chiudere la quarta seduta di fila in rialzo segnando un +0,55%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq hanno terminato poco sopra la parità. Il Russell 2000, l'indice che tiene traccia delle piccole aziende quotate, ha invece terminato in rosso, dopo che nel corso della seduta aveva raggiunto i massimi storici. Oltre all'arrivo dei conti, che entreranno nel vivo venerdì con JP Morgan, Citigroup e Wells Fargo, i trader guardano all'inizio del viaggio europeo di Donald Trump.  Il DJIA è salito di 136,10 punti, lo 0,55%, a quota 24.4912,69. L'S&P 500 è cresciuto di 9,67 punti, lo 0,35%, a quota 2.793,84. Il Nasdaq ha aggiunto 3 punti, lo 0,04%, a quota 7.759,20. Il Russel 2000 ha chiuso in rosso di 10,29 punti, lo 0,60%, a quota 1.694,44 dollari. Il contratto agosto del greggio quotato al Nymex ha terminato in rialzo di 26 centesimi a 74,11 dollari al barile. Il petrolio si è sgonfiato dopo che il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha detto di non voler assumere una posizione intransigente nei confronti dell'Iran. Settimana scorsa Washington aveva detto di voler bloccare totalmente l'acquisto del petrolio prodotto dall'Iran entro il 4 novembre.