Wall Street ottimista, l'uragano Irma fa meno paura

Oggi, giornata priva di eventi economici di rilievo

Azionario
Wall Street: chiusura record per l'S&P 500, Dow sopra i 22mila punti

La seduta a Wall Street è finita in netto rialzo, cosa che ha permesso all'S&P 500 di chiudere a livelli record e grazie a due fattori: danni più contenuti del temuto in Florida a causa dell'uragano Irma, cosa che ha permesso un rimbalzo dei titoli di gruppi assicurativi; l'assenza delle provocazioni attese da parte della Corea del Nord nella giornata di sabato scorso, quando Pyongyang ha celebrato quello che considera l'anniversario della sua nascita.

Con un'America più concentratata sul maltempo che sull'anniversario dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001, il Dow Jones Industrial Average è riuscito a riconquistare la soglia dei 22mila punti, tenuta fino al suono della campanella. L'ultima volta che l'indice delle 30 blue chip aveva chiuso sopra quel livello era il 16 agosto; era dallo scorso aprile che non guadagnava almeno l'1%. 

Il Dow è salito dell'1,2% a 22.057 punti.

L'S&P 500 ha aggiunto l'1,08% a quota 2.488,11 mettendo così a segn il 31esimo record dell'anno.

Il Nasdaq è aumentato dell'1,13% a 6.432,26.


Petrolio chiude a NY +1,2% a 48,07 dollari al barile

Reduce dalla prima settimana in aumento dopo cinque in calo, il petrolio ha continuato il rally che venerdì scorso era stato interrotto da un calo del 3,3%. Il contratto a ottobre al Nymex ha guadagnato 59 centesimi, l'1,2%, a quota 48,07 dollari al barile.

All'indomani dell'arrivo dell'uragano Irma sulla Florida, gli investitori hanno guardano al ritorno alla normalità delle raffinerie americane concentrate in Texas, lo Stato che il 25 agosto scorso fu colpito dall'uragano Harvey mandando in tilt il cuore del settore energetico americano.

I trader si sono concentrati soprattutto su rinnovate voci di un'estensione dello storico accordo per un taglio alla produzione raggiunto il 30 novembre scorso dall'Opec e da alcune nazioni come la Russia e il Kazakhstan che non fanno parte del cartello; entrato in vigore il primo gennaio scorso per sei mesi, è stato esteso al marzo 2018. Dopo un incontro nel fine settimana tra il ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita e le controparti di Venezuela e Kazakhstan sono tornate voci di un'estensione ulteriore di almeno tre mesi. Anche gli Emirati Arabi Uniti ne sarebbero favorevoli.

Usa: il 65% della Florida senza elettricità dopo uragano Irma

Il 65% della Florida si trova senza corrente elettrica a causa dell'uragano Irma, che ieri ha colpito lo Stato americano. Questo significa che oltre 6,5 milioni di persone sono senza elettricità. Si teme che il black-out possa durare per settimane. Irma è 'atterratto' nel cosiddetto Sunshine State ieri come un uragano di categoria 4 colpendo l'arcipelago chiamato Florida Keys; poi, mentre procedeva verso Nord, ha toccato di nuovo il suolo americano a Marco Island. Irma è stato il secondo uragano a colpire gli Usa dopo Harvey, la cui forza ha messo in ginocchio il Texas dal 25 agosto scorso. Oggi è stato declassato a tempesta tropicale e viaggia verso la Georgia; ha provocato piogge cos" abbondanti da fare scattare l'allarme èer allagamenti potenzialmente record a Jacksonville, la città più popolata della Florida.

Uragani
Moody's: costo Harvey e Irma fino a 200 mld $, taglia stime Pil Usa III trim

I danni provocati dagli uragani Harvey e Irma potrebbero spaziare dai 150 ai 200 miliardi di dollari. E' quanto calcola Moody's, le cui stime preliminari parlano anche di una perdita economica per 20-30 miliardi di dollari. Per questo l'agenzia di rating ha tagliato di mezzo punto percentuale le stime di crescita del Pil del terzo trimestre, ora viste a un +2,5%. Moody's aveva calcolato in precedenza costi totali provocati da Harvey, che colp" il Texas dal 25 agosto scorso, tra gli 86 e i 108 miliardi di dollari. Per Irma, che ha raso al suolo varie isole caraibiche e che ieri si è abbattuto sulla Florida, aveva previsto danni tra i 64 e i 92 miliardi. Moody's si aspetta che la crescita nel quarto trimestre dell'anno sarà sostenuta dagli sforzi di ricostruzione. I fattori cruciali nel determinare l'impatto dei due uragani sono legati alla velocità con cui il settore della raffinazione a Houston e quello del turismo in Florida si riprenderanno.

T-Bond restano in calo dopo asta di titoli a 3 anni

I Treasury restano in calo, anche dopo l'asta di titoli a 3 anni per 24 miliardi di dollari. Il Tesoro Usa ha offerto rendimenti all'1,433%, il minimo dallo scorso febbraio. I rapporto tra domanda e offerta è stato di 2,7 volte contro una media di 2,82. Agli investitori indiretti, riflesso della domanda dall'estero, è andato il 46,2%, meno del 53% registrato in media. Agli investitori diretti, riflesso della domanda Usa, è andato il 10,4%, più della media dell'8%.

I titoli di stato Usa sono venduti con i danni in Florida provocati dall'uragano Irma - declassato a tempesta tropicale - che sono più contenuti di quanto temuto. Il fatto poi che la Corea del Nord abbia festeggiato sabato scorso il suo Foundation Day senza alcuna provocazione ha fatto venire meno l'avversione al rischio. Nei prossimi giorni si guarderà ai dati sull'inflazione, che potrebbero complicare i piani di una Federal Reserve intenzionata teoricamente ad alzare i tassi entro fine anno.

Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in rialzo al 2,124% dal 2,058% di venerdì scorso. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi all'1,047%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in aumento all'1,315%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in crescita all'1,702%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in rialzo al 2,738%.

Wall Street
Dow torna sopra i 22mila punti, S&P 500 verso i record di agosto

Per la prima volta da inizio mese, il Dow Jones Industrial Average è tornato sopra la soglia dei 22mila punti e l'S&P 500 si avvicina al record messo a segno a inizio agosto. Il rally odierno è dovuto al venire meno delle preoccupazioni degli investitori legate alla Corea del Nord e alla gravità dell'impatto dell'uragano Irma sull'economia Usa.

Sul primo fronte, gli analisti si aspettavano un nuovo test missilistico da parte di Pyongyang durante le festività di sabato scorso, le stesse che nel 2016 furono accompagnate da un test nucleare. Questa volta dal regime di Kim Jong Un non sono arrivate notizie, cosa che dà sostegno all'azionario e al dollaro (che rimbalza dai minimi di 33 mesi raggiunti contro un basket di valute).

Quanto a Irma, l'uragano ha colpito ieri la Florida quando ancora era una Categoria 4 e non 5 come temuto; inoltre è avanzato più a occidente rispetto alle previsioni iniziali evitando così a Miami di essere colpita direttamente. La riduzione della forza di Irma, declassata oggi a tempesta tropicale, e la sua rotta portano a credere che le perdite siano inferiori a quanto temuto: si parla di danni minimi di 20 miliardi di dollari contro i 100 miliardi stimati giorni fa. Non a caso i titoli dei gruppi assicurativi, che la settimana scorsa erano stati venduti a piene mani, oggi rimbalzano rendendo il settore finanziario (+1,9%) il migliore a Wall Street. Perdono invece quota i titoli di gruppi specializzati in articoli per la casa come Home Depot (-1,2%) e Lowe's (-1,3%).

Il DJIA, protagonista del maggiore rialzo giornaliero dal 25 aprile scorso, avanza di 234,8 punti, l'1,08%, a quota 22.032,57.

L'S&P 500 sale di 25 punti, l'1,02%, a quota 2.486,43.

Il Nasdaq Composite segna un +68,24 punti, l'1,07%, a quota 6.428,5. Per questi due ultimi indici si tratta della performance migliore dal 22 agosto scorso.

Il Vix, l'indice della volatilità anche detto della paura, segna un -12% a 10,67.

Il petrolio a ottobre al Nymex avanza dell'1,3% a 48,08 dollari al barile con il venire meno di timori legati a un calo della domanda a causa della stagione degli uragani.

Borsa
Wall Street: Apple +1,7% su attesa per lancio nuovo iPhone, focus su prezzo

Vola a Wall Street il titolo di Apple alla vigilia dell'atteso evento durante il quale saranno presentati i nuovi prodotti, tra cui, con ogni probabilità, il nuovo iPhone, quello che segna il decimo anniversario dal lancio dello smartphone. Sono inoltre attese novità su Apple Watch, Apple Tv, le AirPods e il sistema operativo. Il titolo del colosso di Cupertino al momento sale dell'1,7% a 161,35 dollari per azione e contribuisce al rally del Dow Jones, che sale di oltre 200 punti (+1%).

Apple interrompe così una serie negativa che durava da quattro sedute e che l'aveva portata a perdere il 3,3% rispetto al record di chiusura del primo settembre a 164,05 dollari per azione. Come ha spiegato Rod Hall, analista di JPMorgan, domani gli investitori guarderanno soprattutto alla data di lancio del nuovo iPhone: dovrebbe essere in ottobre e sapere la settimana esatta può incidere sulle previsioni sull'utile del primo trimestre fiscale di Cupertino. Un altro elemento che sarà tenuto in grande considerazione sarà il prezzo dello smartphone, cruciale per la crescita del fatturato del gruppo: secondo gli esperti, potrà costare circa 1.000 dollari, ovvero il 30% in più rispetto ai 749 dollari del modello base dell'attuale iPhone 7 Plus. E' una cifra alta, che metterà in un certo senso alla prova la fidelizzazione dei clienti Apple. Curiosità invece per il nome: secondo indiscrezioni avrebbe dovuto chiamarsi iPhone 8, iPhone Edition o iPhone Pro, ma Cupertino avrebbe infine optato per un nome altisonante, iPhone X, che ricordi appunto il decennale dal lancio del primo modello.

Citigroup si aspetta un -15% dei ricavi da trading nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre Citigroup si aspetta ricavi da trading in calo del 15% rispetto alo stesso periodo del 2016, quando il dato era stato particolarmente solido grazie agli strascichi della Brexit (avvenuta sul finire del trimestre precedente e fonte di una forte volatilità). Lo ha detto il direttore finanziario della banca, John Gerspach, durante una conferenza a New York.

Banche
Goldman Sachs punta a espandere attività retail banking nel Regno Unito (Ft)

Goldman Sachs punta a espandere le attività di retail banking nel Regno Unito, replicando quando già fatto negli Stati Uniti, dove la banca di investimento, circa 18 mesi fa, ha cominciato a offrire conti di risparmio online, con interessi vantaggiosi per il correntista e un deposito base di appena un dollaro.

A ottobre l'istituto aveva compiuto un passo ulteriore, lanciando Marcus by Goldman, una piattaforma di credito al consumo digitale che sfida i prodotti rivali di Lending Club, Prosper e SoFi. Ora, come spiega il Financial Times, Goldman guarda al mercato internazionale e studia uno strumento di deposito online per il Regno Unito, che dovrebbe debuttare verso la metà del prossimo anno. "Come negli Stati Uniti, puntiamo a offrire ai consumatori opzioni di risparmio facili da usare e con ritorni più alti di quelli che potrebbero avere altrove", ha detto Stephen Scherr, capo della strategia della banca.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in ribasso al Cbot

All'inizio della prima seduta di contrattazioni della settimana al Chicago Board of Trade i cereali si attestano in ribasso. Gli investitori guardano all'effetto dell'uragano Irma, ora declassato a tempesta tropicale, sul raccolto: i danni potrebbero essere meno ingenti di quanto inizialmente ipotizzato e la produzione non dovrebbe calare in modo notevole. Si guarda inoltre all'output della Russia: secondo le stime della società di consulenza SovEcon l'offerta sarà superiore a quanto inizialmente preventivato.

In avvio di seduta, frumento e mais si attestano in ribasso, iniziando la settimana su toni negativi. In particolare, i future del mais a dicembre calano di un centesimo a 3,55 dollari a bushel. I contratti del frumento a settembre lasciano sul campo 4 centesimi e mezzo a 4,33 dollari a bushel. Andamenti in ribasso anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a novembre sono in calo di un centesimo e tre quarti a 9,63 dollari a bushel, mentre quelli a gennaio arretrano di un centesimo e tre quarti a 9,73 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre lascia sul campo 90 centesimi a 304,30 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre perdono 17 punti a 35,11 centesimi al pound.

Finanza
Wall Street: Dow Jones sale di 200 punti, Irma spaventa di meno

Dopo una partenza in rialzo, Wall Street continua a guadagnare terreno. Il Dow Jones in particolare sta salendo di 200 punti e si trova a 22.002 punti: l'indice è sostenuto dal settore delle assicurazioni e da quello delle compagnie aeree che sono meno preoccupate per Irma: l'uragano è stato declassato da categoria 5 (la più alta) a 1, diventando una tempesta tropicale.

In questo momento si sta spostando a nord verso la Georgia, dopo aver attraversato la Florida nel corso del fine settimana. A dare sostegno alla borsa c'è anche Apple, che domani presenterà l'iPhone del decennale.

Wall Street, salgono assicurazioni e compagnie aeree. Bene anche Apple, Facebook e Google

Dal punto di vista societario, il settore delle assicurazioni e quello delle compagnie aeree stanno vedendo i maggiori rialzi grazie alla diminuzione di intensità di Irma. In particolare le assicurazioni con sede in Florida oggi continueranno a guardare da vicino i danni causati da Irma, mentre la tempesta tropicale si sta spostando verso la Georgia.

Tra le assicurazioni ci sono HCI Group, Universal Insurance Holdings, Heritage Insurance, XL Group, and Everest Re Group. Continuando con le società, la divisione farmaceutica di Johnson & Johnson (+0,60%) oggi bloccherà lo sviluppo di un farmaco per il trattamento dell'epatite C.

C'è anche molta attenzione per Apple (+1,57%) che domani in un evento da Cupertino, in California, dovrebbe presentare il nuovo iPhone, quello del decennale.

Restando sempre sul settore tecnologico, Alphabet (+1,1%) farà appello contro la decisione dell'Unione europea di multare il colosso con 2,2 miliardi di euro per violazione delle leggi antitrust. Infine Facebook (+1,3%) nel 2018 spenderà 1 miliardo di dollari nella produzione di contenuti originali, secondo il Wall Street Journal.

Finanza
Wall Street: apre in rialzo, Dow Jones sale di più di cento punti. Irma spaventa di meno

Wall Street apre il primo giorno della settimana in rialzo. Le tensioni degli investitori, che prima della pausa del fine settimana avevano portato a incertezze e cali, sembrano essersi attenuate: da una parte l'uragano Irma che nel fine settimana ha attraversato Cuba e parte della Florida, ha diminuito di intensità e adesso si sta dirigendo verso la Georgia, dove arriverà questo pomeriggio. E' stato declassato a tempesta tropicale anche se i danni che potrebbe causare nelle prossime ore continuano in parte a preoccupare gli investitori.

A guidare il rialzo del Dow Jones - che cresce di più di 100 punti - è il settore delle assicurazioni e quello delle compagnie aeree proprio per la diminuzione delle tensioni dovute a Irma.

Un altro elemento che dà forza a Wall Street è l'affievolirsi del faccia a faccia a distanza con la Corea del Nord, anche se oggi si guarda da vicino la riunione straordinaria del consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove si discuteranno nuove sanzioni, ancora più dure per isolare il regime di Pyongyang.

Dopo i primi minuti di scambi il DJIA guadagna 166,77 punti, lo 0,77%, a quota 21.964. L'S&P 500 sale di 16,12 punti, lo 0,66%, a quota 2.477. Il Nasdaq sale di 52,12 punti, lo 0,82%, a quota 6.412. Il petrolio a ottobre al Nymex segna un -0,25% a 47,36 dollari al barile.

11 settembre
Wall Street: minuto di silenzio al Nyse e al Nasdaq in ricordo vittime 11/9

Wall Street, come ogni anno, ha osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime degli attentati terroristici dell'11 settembre 2001. Prima della campanella che dà l'avvio alle contrattazioni, il floor del New York Stock Exchange e quello del Nasdaq si sono fermati, lasciando spazio a un lungo applauso. Poco prima, alle 8.46 (le 14.46 in Italia), l'ora dell'impatto del volo American Airlines 11, dirottato dai terroristi, sulla Torre Nord del World Trade Center di New York, il presidente americano Donald Trump e la first lady Melania hanno osservato un minuto di silenzio, insieme a tutto lo staff della Casa Bianca.

Le celebrazioni più importanti si terrano a Ground Zero, dove sono già stati osservati i primi minuti di silenzio alle 8.46 e alle 9,03 (le 15.03 in Italia), quando fu colpita la seconda torre. Altri momenti di silenzio sono previsti alle 9.37 (le 15.37 in Italia), quando il volo 77 dell'American Airlines colp" il Pentagono, alle 9.59 (le 15.59 in Italia), quando crollò la Torre Sud, alle 10.03 (le 16.03 in Italia), quando il volo 93 della United Airlines si schiantò al suolo vicino a Shanksville, in Pennsylvania e alle 10.28 (le 16.28 in Italia), quando cadde la Torre Nord. Tra i minuti di silenzio, saranno letti i nomi di tutte le vittime.

Titoli di stato
T-bond: prezzi in calo, rendimenti decennali in rialzo al 2,108%

All'inizio della prima seduta di contrattazioni della settimana a New York, i titoli di stato americani si attestano in calo, con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in aumento. Gli investitori ritrovano fiducia sulla scia dell'attenuarsi delle tensioni in Corea del Nord e della minore preoccupazione per l'uragano Irma, declassato ora a tempesta tropicale. I danni sembrano essere meno ingenti di quanto si era temuto.

I rendimenti decennali, benchmark del settore, sono in rialzo al 2,108%. Questo l'andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimenti in crescita all'1,302% Titoli a 5 anni, rendimenti in salita all'1,688%. Titoli a 30 anni, rendimenti in aumento al 2,718%.

Tech
Google al contrattacco, deposita ricorso contro multa record Ue

Google ha lanciato una controffensiva contro la Commissione europea depositando un ricorso contro la sanzione record che le ha inflitto Bruxelles a fine giugno per abuso di posizione dominante. Lo ha riferito la corte di Giustizia Ue ad Afp.

"Il ricorso di annullamento è stato effettivamente depositato", ha indicato un responsabile della comunicazione della Corte. A fine giugno, l'esecutivo europeo aveva condannato Google a una sanzione di 2,42 miliardi di euro, accusandola di aver abusato della sua posizione dominante nella ricerca online al fine di favorire il suo comparatore di prezzi 'Google Shopping' a scapito dei servizi concorrenti.

Usa
Irma ora tempesta tropicale, danni stimati meno ampi, rischi settore petrolio

Irma, che domenica ha toccato terra in Florida come uragano di categoria 3 e ha successivamente perso potenza, scendendo alla categoria 1, è stato ora declassato ulteriormente a tempesta tropicale. Come fa sapere il National Hurrican Center (Nhc), Irma non va comunque presa sottogamba, mentre si muove verso nord verso le aree meridionali della Georgia, dove dovrebbe arrivare nel pomeriggio americano (la serata italiana). In Florida Irma ha lasciato 6 milioni di persone senza energia elettrica, quasi il 60% della popolazione locale. Nel frattempo, si comincia a fare la conta dei danni, che potrebbero essere meno ingenti di quanto inizialmente stimato. In particolare, gli analisti di Enki Research, che nei giorni scorsi avevano ipotizzato costi complessivi per circa 200 miliardi di dollari in tutte le zone colpite dall'uragano, di cui circa 135 miliardi solo in Florida, ha abbassato le previsioni di 49 miliardi e attende ora costi totali per circa 150 miliardi.

Per fare un paragone, l'uragano Katrina, che nel 2005 aveva devastato New Orleans, aveva causato danni per 160 miliardi di dollari. Secondo le stime di Air Worldwide, le perdite coperte da assicurazione nel settore privato si aggireranno tra 20 e 40 miliardi di dollari, molto al di sotto degli oltre 100 miliardi ipotizzati la settimana scorsa, prima che Irma arrivasse in Florida. A fare le spese del passaggio di Irma potrebbe essere il settore petrolifero, già messo in difficoltà dall'uragano Harvey, che aveva colpito il Texas a fine agosto: la produzione non si è fermata durante gli uragani, ma la domanda nelle zone colpite (dal Texas alla Florida e alla South Carolina) secondo le previsioni subirà un rallentamento, cosa che potrà creare un eccesso di offerta, che si andrebbe ad aggiungere a quello già registrato a livello globale. Questo potrebbe fare scendere i prezzi del greggio, già sotto forte pressione nonostante le decisioni dell'Opec sull'output.

Wall Street
Future in rialzo, Irma fa meno paura; calano tensioni su Nord Corea

In attesa dell'inizio della prima seduta di contrattazioni della settimana, i future dei listini di Wall Street si attestano in rialzo. L'apprensione degli investitori sembra essersi attenuata: l'uragano Irma, che nel corso del fine settimana si è abbattuto su Cuba e sulla Florida, ha perso intensità ed è stato declassato a tempesta tropicale, ma resta comunque un pericolo, mentre si muove verso la Georgia, dove arriverà nel pomeriggio americano. Inoltre, si sono per il momento allentate le tensioni geopolitiche internazionali, in particolare quelle sulla crisi in Corea del Nord.

L'avversione al rischio potrebbe tornare oggi dopo la riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che chiederà con ogni probabilità nuove e più aspre sanzioni per isolare Pyongyang. Da segnalare il fatto che Wall Street, come ogni anno, ricorderà l'anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001 con un minuto di silenzio prima dell'avvio degli scambi. Nel frattempo, i future del Dow Jones salgono di 107 punti, lo 0,49%, quelli del Nasdaq crescono di 39,25 punti, lo 0,66%, e quelli dello S&P 500 acquistano 11,50 punti, lo 0,47%. In rialzo il petrolio: i future a ottobre salgono dello 0,42% a 47,68 dollari al barile. I future dell'oro a dicembre cedono lo 0,8% a 1.339,80 dollari l'oncia.

Economia
Fed: analisti, con ricadute uragani rialzi tassi possono slittare a 2018

Le possibili ricadute economiche negative dei due uragani Harvey e Irma, che hanno colpito in rapida successione il Texas a fine agosto e la Florida in questi giorni, potranno convincere la Federal Reserve a tenere i tassi di interesse fermi fino alla fine del 2017. Sono di questo parere gli analisti sentiti dall'emittente televisiva Cnbc, che fino ad alcune settimane fa consideravano probabile un terzo giro di vite entro dicembre, dopo quelli di marzo e giugno. In particolare, gli analisti di Goldman Sachs e Bank of America-Merrill Lynch hanno abbassato le previsioni di crescita per il terzo trimestre rispettivamente di un punto percentuale e di 0,4 punti percentuali. "Questo potrebbe dare motivo alla Banca centrale americana per temporeggiare su un nuovo giro di vite. Penso sarebbe la conclusione logica", ha detto Hugh Young, numero uno della divisione asiatica di Aberdeen Standard Investments.

Nelle ultime proiezioni, la Fed aveva dato per possibile un ulteriore rialzo dei tassi nel 2017, appunto il terzo, ma i recenti dati sull'inflazione hanno portato i governatori della Banca centrale americana a esprimersi in modo più cauto, lasciando intendere che il prossimo giro di vite potrebbe arrivare nel 2018. La Fed potrebbe essere spinta ad aspettare anche a causa dell'incertezza su chi sarà scelto dal presidente Donald Trump per la presidenza e la vicepresidenza, visto che il mandato di Janet Yellen scade a inizio 2018 e il vicepresidente Stanley Fischer ha annunciato le proprie dimissioni, mesi prima della scadenza del suo mandato: "Al di là degli uragani, non dimentichiamo che ci sono vari posti vacanti nella Fed e, storicamente, questo invita a un atteggiamento attendista", ha detto Frank Lavin, amministratore delegato della società di consulenza Export Now.

Economia
Ft: ripresa in Italia c'è e potrà continuare, Paese in marcia

L'Italia "è in marcia" e "la ripresa c'è". E' quanto scrive il Financial Times sul proprio sito, commentando i dati sulla produzione industriale italiana, che in luglio è salita dello 0,1% rispetto al mese precedente. Secondo i dati Istat, nella media del trimestre maggio-luglio la produzione è aumentata dell'1,4%, mentre la crescita anno su anno è stata del 4,4%. Il quotidiano finanziario sottolinea che il settore industriale ha fatto "molto meglio delle previsioni in luglio" e il dato è stato "l'ultimo di una serie di indicatori migliori delle stime per la terza maggiore economia dell'Eurozona".

Secondo il Financial Times, "i sondaggi suggeriscono che la crescita solida probabilmente continuerà", sulla scia di un miglioramento della fiducia e dell'ottimismo sulla partecipazione alla forza lavoro. Paolo Pizzoli, economista di Ing, ha spiegato che i dati sulla produzione industriale "presagiscono una solida espansione del Pil nel terzo trimestre".

Wall Street
Euro in ribasso a 1,2013 dollari, biglietto verde in rialzo a 108,50 yen

Euro in ribasso dello 0,20% a 1,2013 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in rialzo dello 0,61% a 108,50 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 100,09 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.342,60 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,64% a 1.342,60 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.139,70 e i 1.363,80 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 47,80 dollari al barile nel premercato

Future del petrolio in rialzo nel premercato dello 0,67% a 47,80 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 42,52 e i 58,34 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in rialzo, l'uragano Irma fa meno paura

Future degli indici statunitensi in rialzo nel premercato: il Dow Jones guadagna lo 0,54%, lo S&P sale dello 0,52%, il Nasdaq cresce dello 0,73%

La seduta di venerdì scorso a Wall Street è finita contrastata, con il Dow Jones Industrial Average che per un soffio ha saputo resistere alle vendite. Per il secondo giorno di fila l'S&P 500 ha finito sopra la parità mentre il Nasdaq Composite ha perso più di tutti. I tre indici hann terminato la settimana in ribasso per la prima volta in 21 giorni complice anche il sell-off che ha colpito i titoli di gruppi assicurativi, per via dei timori legati ai danni associati a Irma. Il Dow Jones ha aggiunto 13,01 punti, lo 0,06%, a quota 21.797,79. L'S&P 500 ha perso 3,67 punti, lo 0,15%, a quota 2.461,43. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 37,68 punti, lo 0,59%, a quota 6.360,19. I tre indici hanno perso in settimana, nell'ordine, lo 0,9%, lo 0,6% e lo 0,2%. Oggi, l'agenda di Wall Street è priva di appuntamenti rilevanti.