Wall Street digerisce bene i verbali della Fed

Chiusura record per i principali indici

Azionario
Wall Street: chiusura record, la Fed indica rialzo tassi "graduale"

La seduta a Wall Street è finita con una tripletta di record. L'S&P 500, il Nasdaq Composite e il Dow Jones Industrial Average ha raggiunto nuovi massimi in chiusura. Per l'indice delle 30 blue chip è stata la seconda volta di fila che la giornata di scambi è finita a livelli mai visti prima. 

Gli investitori sono stati rassicurati dal fatto che la Federal Reserve voglia alzare i tassi in modo "graduale". E' quanto emerso dai verbali della riunione degli scorsi 19 e 20 settembre, quando tuttavia c'è stato un dibattito sul mistero dell'inflazione: è da 5 anni che non cresce al tasso annuo del 2% come vorrebbe la banca centrale Usa e qualcuno al suo interno inizia a temere che il trend non sia semplicemente dovuto a fattori temporanei. Su una cosa i vari membri del Federal Open Market Committee sono d'accordo: nei mesi a venire monitoreranno "attentamente" i dati in arrivo. 

Nel frattempo il mercato continua a credere che una stretta ci sarà entro la fine dell'anno come anticipato dalla Fed stessa nel suo ultimo meeting. Le probabilità sono all'86,7%.

Sale intanto l'attesa per le trimestrali delle banche: domani toccherà a JP Morgan e Citigroup (che secondo il Fondo monetario internazionale rischia problemi di redditività insieme ad altre otto banche tra cui Unicredit). Venerdì sarà il turno di Bank of America e Wells Fargo.

Il DJIA ha aggiunto 42,21 punti, lo 0,18%, a quota 22.872,89.

L'S&P 500 ha guadagnato 4,6 punti, lo 0,18%, a quota 2.555,24.

Il Nasdaq è salito di 16,30 punti, lo 0,25%, a quota 6.603,55.

Tecnologia
Russiagate: Congresso Usa diffonderà pubblicità piazzate da Mosca su Facebook

Gli inquirenti nel Congresso americano che stanno indagando sul Russiagate intendo diffondere "il più velocemente possibile" le inserzioni pubblicitarie associate a Mosca e finite su Facebook. Lo ha annunciato Mike Conaway, l'uomo a capo della commissione Intelligence della Camera, uno degli organismi che sta indagando sulla possibile interferenza del Cremlino nelle elezioni presidenziali americane dello scorso novembre.

La decisione dei legislatori si spinge oltre quella presa dal social network, che il 20 settembre annunciò la decisione "difficile" di consegnare anche al Congresso - e non solo al procuratore speciale Robert Mueller che sta indagando sul Russiagate - il contenuto di oltre migliaia di pubblicità comparse sulla sua piattaforma tra il giugno 2015 e il maggio 2017; sono connesse ad account falsi apparentemente gestiti dalla Russia con lo scopo di interferire nelle elezioni del 2016 vinte a sorpresa da Donald Trump. Quelle inserzioni hanno generato per Facebook almeno 100.000 dollari, come comunicò il gruppo a inizio settembre. E sono state viste da 10 milioni di persone.

Cereali Chicago: le chiusure odierne

MAIS - Il contratto con scadenza a dicembre ha chiuso in ribasso di 3 centesimi e un quarto, lo 0,93%, a quota 3,46 dollari a bushel.

FRUMENTO - Il contratto con scadenza a dicembre ha finito in ribasso di 2 centesimi, lo 0,46%, a quota 4,33 dollari e un quarto a bushel.

SEMI DI SOIA - I future con scadenza a novembre hanno perso tre quarti di centesimo, lo 0,08%, a 9,65 dollari e un quarto a bushel.

OLIO DI SOIA - Il contratto con scadenza a dicembre ha terminato in rialzo di 4 punti, lo 0,12%, a quota 33,15 centesimi al pound.

FARINA DI SOIA - Il contratto con scadenza a dicembre ha chiuso in calo di 1,3 dollari, lo 0,41%, a 314,9 dollari a tonnellata.

Petrolio chiude a NY +0,8% a 51,30 dollari al barile

All'indomani di una seduta in rialzo del 2,7%, il petrolio al Nymex ha continuato a correre. Il contratto novembre al Nymex ha aggiunto 38 centesimi a 51,30 dollari al barile.

Il tutto è successo nel giorno in cui l'Opec ha alzato le sue previsioni sulla crescita della domanda globale di 30mila barili al giorno sia per il 2017 e il 2018 ma ha anche detto che la produzione a settembre è salita per via di maggiori estrazioni in Libia e Nigeria (due nazioni esonerate dal rispetto dello storico accordo per un taglio alla produzione deciso dal cartello insieme a nazioni come la Russia che non fanno parte del cartello).

Sempre oggi l'Energy Information Administration americana ha pubblicato il suo "Short-Term Energy Outlook"; nel rapporto mensile ha detto che si aspetta prezzi del WTI a 49,69 dollari al barile quest'anno contro stime di un mese fa per 49 dollari al barile. Per il 2018 vede il valore di un barile di greggio a 50,57 dollari, uno in più di un mese prima. Per il Brent le previsioni sono, rispettivamente, di 52,43 e 54,07 dollari al barile. La produzione americana è vista in media a quota 9,2 milioni di barili al giorno nel 2017 e a 9,9 milioni nel 2018, cosa che rappresenterebbe la produzione media annua più alta di sempre nella storia Usa. Il record precedente risale al 1970, quando la produzione raggiunse i 9,6 milioni di barili al giorno. Intanto gli analisti di Goldman Sachs hanno ribadito la loro stima di prezzi del Brent a 58 dollari per il 2018.

Usa: decuplicare arsenale nucleare? Per Trump è "fake news"

Il presidente americano ha definito "fake news" l'indiscrezione riferita da Nbc, secondo cui in un incontro con i vertici militari e politici avvenuto la scorsa estate Donald Trump avrebbe detto di volere quasi decuplicare la quantità di armi nucleari a disposizione degli Stati Uniti. Parlando dallo Studio Ovale durante un incontro bilaterale con il premier canadese Justin Trudeau, Trump ha detto che una mossa simile sarebbe "totalmente non necessaria". Lui vuole semplicemente che l'arsenale nucleare Usa sia in "perfetta forma". Facendo riferimento all'indiscrezione di Nbc, l'inquilino della Casa Bianca ha detto: "E' francamente disgustoso che la stampa possa scrivere quello che vuole".

Fed: verbali, effetto uragani sosterrà Pil quarto trimestre

Gli uragani Harvey, Irma e Maria che hanno colpito rispettivamente il Texas, la Florida e il territorio americano di Porto Rico potrebbero dare una spinta all'economia Usa nel quarto trimestre del 2017. E' quanto emerso dai verbali della riunione della Federal Reserve degli scorsi 19 e 20 settembre. In esso si riconosce l'impatto devastante sulle comunità travolte dal disastro ambientale: "Gli effetti negativi sull'attività economica Usa sembrano probabili ma solo nel breve termine". Basandosi su esperienze passate, la Fed dice che "nel medio termine" è escluso che gli uragani possano alterare in modo determinante Il Pil Usa. In particolare, i verbali spiegano che l'impatto negativo su spese e produzione dovrebbero pesare sul Pil del terzo trimestre ma poi nel quarto trimestre è attesa una "spinta" con il ritorno alla normalità della produzione a livelli pre-uragani.

Economia
Fed: verbali, intende alzare i tassi nonostante inflazione debole

La Federal Reserve sembra intenzionata ad aumentare i tassi a dicembre nonostante una inflazione al palo. E' quanto emerso dai verbali della riunione degli scorsi 19 e 20 settembre del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa. Nel documento si legge che "quasi tutti" i membri dell'Fomc "sono stati d'accordo nell'indicare nel comunicato" diffuso il mese scorso dopo il loro meeting che "un approccio graduale nell'alzare i tassi sarà probabilmente necessario".

Tuttavia, si legge, "molti" hanno espresso preoccupazione che un'inflazione bassa quest'anno "possa riflettere non solo fattori transitori" - come indicato in più occasioni dal governatore Janet Yellen - "ma anche sviluppi che potrebbero risultare più persistenti". Alcuni hanno chiesto "pazienza" nel rimuovere l'approccio accomodante della Fed. "Una valutazione dei trend dell'inflazione è necessaria", recitano le cosiddette minute.

A settembre "tutti" furono d'accordo nel decidere che era "appropriato" lasciare i tassi all'1-1,25%; in quell'occasione fu annunciato che dal mese in corso sarebbe iniziata la storica riduzione del bilancio della Fed, gonfiato negli anni della crisi da tre programmi di acquisti di Treasury e bond ipotecari. L'istituto segnalò l'intenzione di alzare il costo del denaro un'altra volta nel 2017 dopo le strette di marzo e giugno. Da allora le probabilità che ciò succeda sono salite e si trovano ora all'86,7%.

T-Bond: andamento contrastato dopo le aste, attesa per verbali Fed

Con l'avvicinarsi della pubblicazione dei verbali della riunione di settembre della Federal Reserve, i Treasury viaggiano contrastati all'indomani di una seduta in rialzo; quella di ieri - la prima della settimana per via del Columbus Day di lunedì - c'è stata dopo un sell-off di quattro settimane dovuto a crescenti aspettative per un rialzo dei tassi da parte della banca centrale Usa. In attesa del documento, in cui andranno a caccia di qualsiasi riferimento all'inflazione, gli investitori analizzano l'andamento delle aste odierne: quella di titoli a 10 anni è stata forte mentre quella di titoli a tre anni è stata nella media; nel primo caso il Tesoro Usa ha offerto rendimenti al 2,346%; nel secondo, all'1,657%.

Il decennale viaggia con rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - in calo al 2,343% dal 2,343% di ieri. Il 2016 terminò al 2,446%. I rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono in ribasso all'1,095%.

Questo l'andamento delle altre scadenze:

Titolo a 2 anni, rendimenti in rialzo all'1,521%.

Titoli a 5 anni, rendimenti in aumento all'1,951%.

Titoli a 30 anni, rendimenti in decrescita al 2,874%.

Usa
Sondaggio Wsj: Kevin Warsh visto come il prossimo governatore Fed voluto da Trump

L'ex governatore della Federal Reserve Kevin Warsh è visto come la scelta più probabile del presidente americano Donald Trump, impegnato nel decidere a chi affidare la guida della banca centrale Usa. Il mandato del governatore Janet Yellen scadrà il prossimo febbraio. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dal Wall Street Journal.

Il 28% degli economisti si aspetta che la scelta dell'inquilino della Casa Bianca ricada su colui - un "falco" - che è stato il più giovane ad avere lavorato come membro del board della Fed. Il 22% del campione si aspetta che la "colomba" Yellen venga confermata. Il 21% degli intervistati si aspetta invece che sia Jerom Powell - membro del Board della Fed dal 2012 - ad essere scelto da Trump. A Gary Cohn, consigliere economico alla Casa Bianca nonché ex presidente di Goldman Sachs, il sondaggio dà l'11% di probabilità di prendere il posto di Yellen.

Warsh fu nominato nella banca centrale Usa nel 2006 nel team di Ben Bernanke; lavorò alla Casa Bianca nell'amministrazione di George W Bush. Warsh faceva parte del Strategic and Policy Forum, il forum presidenziale che si è sciolto lo scorso agosto dopo le polemiche legate ai commenti controversi di Trump sulle violenze a sfondo razziale avvenute a Charlottesville (Virginia).

Cereali Chicago: a metà seduta viaggiano in generale calo

A metà seduta i principali cereali quotati al Cbot viaggiano in generale calo. A pesare sulle quotazioni è l'attesa che nel suo rapporto di domani - il World Agricultural Supply & Demand Estimates (WASDE) - il dipartimento americano dell'Agricoltura aumenti le sue stime sulla produzione di mais e sulle scorte di mais e soia.

I future del mais a dicembre scendono di 2 centesimi e un quarto, lo 0,64%, a 3,47 dollari a bushel. I contratti del frumento a dicembre cedono 1 centesimo e tre quarti, lo 0,4%, a 4,33 dollari e mezzo a bushel.

I future dei semi di soia con scadenza a novembre sono in discesa di un quarto di centesimo, lo 0,03%, a 9,65 dollari e tre quarti a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre lascia sul terreno 0,8 dollari, lo 0,25%, a 315,40 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre aumentano di 9 punti, lo 0,27%, a 33,2 centesimi al pound.

Azionario
Wall Street: nuovo record intraday per il Dow, attesa per verbali Fed

Dopo un'apertura poco mossa, gli indici a Wall Street hanno accelerato permettendo al Dow Jones Industrial Average di raggiungere un nuovo record intraday per il secondo giorno di fila. I rialzi restano comunque contenuti.

Gli investitori sono in attesa dei verbali della riunione della Federal Reserve del 19-20 settembre scorsi, quando i tassi rimasero all'1-1,25% e quando fu annunciato che dal mese in corso sarebbe iniziata la storica riduzione del suo bilancio. In quell'occasione la banca centrale di Janet Yellen segnalò l'intenzione di alzare il costo del denaro un'altra volta nel 2017 dopo le strette di marzo e giugno. Da allora le probabilità che ciò succeda sono salite e si trovano ora all'86,7%. L'attenzione del mercato sarà su qualsiasi riferimento all'inflazione, che da cinque anni non cresce al tasso annuo del 2% come la Fed vorrebbe; Yellen tuttavia si aspetta una sua ripresa.

Gli investitori restano inoltre in attesa dei conti delle banche, che iniziaranno ad arrivare domani con JP Morgan (-0,3%) e Citigroup (-0,03%), quest'ultima l'unica americana ad essere stata inserita dal Fondo monetario internazionale in un gruppo con altri 8 istituti di credito (tra cui Unicredit) la cui redditività rappresenta una sfida. Venerdì toccherà a Bank of America (-0,3%) e Wells Fargo (-0,3%) pubblicare le loro trimestrali.

Il Dow sale di 13,86 punti, lo 0,6%, a quota 22.844,54. L'S&P 500 cresce di 2,02 punti, lo 0,08%, a quota 2.552,66. Il Nasdaq Composite aumenta di 7,41 punti, lo 0,11%, a quota 6.594,48. Il petrolio a novembre al Nymex sale dello 0,18% a 51,01 dollari al barile.

Economia
Fmi, Lagarde: non voltate le spalle al commercio, sia più inclusivo

Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, torna a schierarsi contro il protezionismo chiedendo ai legislatori mondiali di "non voltare le spalle al commercio" ma piuttosto di "raddoppiare gli sforzi per creare un sistema commerciale globale più inclusivo che funzioni per tutti".

Nel suo discorso preparato per l'apertura della Conference on Globalization organizzata a Washington nell'ambito dei lavori autunnali dell'istituto, l'ex ministro francese delle Finanze ha difeso ancora una volta i benefici del commercio, che "promuove la diffusione di tecnologie innovative e di processi produttivi tra nazioni".

Secondo lei, "miliardi di persone godono di vite più lunghe, più salutari e più prospese in gran parte per via della nostra abilità di potenziare il potere del commercio e dell'innovazione". Il problema sono gli effetti collaterali che ne derivano, dalla perdita di posti di lavori alle sfide sociali. Lagarde ha citato uno studio per dimostrare come le restrizioni al commercio siano negative: "Il 10% dei consumatori più poveri perderebbe fino al 63% del loro potere d'acquisto se tutti i confini fossero chiusi. Al contrario, le persone con redditi più alti perderebbero 'solo' il 28%, comunque tanto ma meno devastante".

Lagarde resta convinta che la globalizzazione abbia il potenziale di dare benefici a tutti. 'Basta' il giusto mix di politiche. Pur ammettendo che ottenere una integrazione economica migliore "non sia facile", Lagarde lancia un messaggio: "La generazione odierna di legislatori sarà misurata dalla loro capacità di trasformare l'ostilità in accordi".

Economia
Fmi: Lagarde, ripresa globale più forte ma salari bassi in economie avanzate

"La ripresa globale è ora più forte e più generalizzata come non succedeva da un decennio" ma nelle economie avanzate i salari mediani restano "stagnanti" e le ineguaglianze in termini di redditi sono cresciute. Lo ha detto Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, nel suo discorso di apertura della Conference on Globalization organizzata a Washington nell'ambito dei lavori autunnali dell'istituto.

L'ex ministro francese delle Finanze - così come fatto dai rapporti diffusi tra ieri e oggi dal Fondo - è tornata a dire che "i governi hanno l'opportunità idela di agire - sia a livello individuale sia insieme - per garantirsi i benefici del commercio e allo stesso tempo per fare in modo che quei benefici siano distribuiti in modo più equo tra i loro cittadini".

Fondi
Vanguard: continuano a salire gli asset gestiti, toccano quota 4.700 mld $

Vanguard Group, pioniere dell'indicizzazione dei fondi comuni di investimento e secondo maggiore gestore di fondi a livello mondiale dopo BlackRock, diventa sempre più grande. La società ha fatto sapere che nei primi nove mesi dell'anno gli ingressi di capitale sono stati pari a quasi 300 miliardi di dollari, cosa che ha fatto salire il totale degli asset gestiti a 4.700 miliardi di dollari.

Vanguard ha tratto vantaggio dalla buona performance degli investimenti passivi, ma non riesce per il momento a colmare il divario con BlackRock: proprio oggi il maxi fondo ha fatto sapere che gli asset in gestione sono aumentati nel terzo trimestre del 17% a 5.980 miliardi di dollari.

Auto
Uber: rivale indiana Ola raccoglie 1,1 mld $ per sfidare colosso Usa

Ola, la rivale indiana di Uber Technologies, ha raccolto 1,1 miliardi di dollari con un round di finanziamenti che ha visto tra protagonisti il colosso cinese di internet Tencent e il gruppo giapponese delle telecomunicazioni SoftBank. La somma servirà al gruppo per rafforzarsi nel secondo Paese più popoloso del mondo e per competere con il gruppo americano.

Come riporta il Wall Street Journal, Ola, controllata da Ani Technologies, è anche in trattativa con altre società per un ulteriore investimento da un miliardo di dollari, che farebbe salire il totale raccolto a oltre 2 miliardi di dollari. La valutazione di Ola salirà dunque a circa 7 miliardi di dollari. Il gruppo, lanciato in India nel 2011, ovvero due anni prima dell'arrivo di Uber, e ora presente in 110 città, punta a rafforzarsi sul mercato locale, che ha un altissimo potenziale grazie alla sempre maggiore diffusione della internet economy.

Materie prime
Cereali Chicago: aperture in ribasso al Cbot

Andamenti in modesto ribasso in avvio di seduta per i cereali quotati al Chicago Board of Trade. Gli investitori optano per la cautela in attesa del rapporto sulla domanda e l'offerta che il dipartimento all'Agricoltura americano pubblicherà domani. Come sempre, c'è grande attenzione per le previsioni meteorologiche, visto che precipitazioni troppo abbondanti o, viceversa, scarse potrebbero provocare danni e ritardi al raccolto invernale.

In avvio di seduta, frumento e mais si attestano in ribasso, sulla stessa traiettoria del comparto della soia. In particolare, i future del mais a dicembre calano di 2 centesimi e un quarto a 3,47 dollari a bushel, mentre quelli a marzo sono in ribasso di 2 centesimi e unq uarto a 3,60 dollari a bushel. I contratti del frumento a dicembre lasciano sul campo 2 centesimi e tre quarti a 4,32 dollari a bushel. Andamenti in discesa anche per il comparto della soia. I future dei semi con scadenza a novembre sono in ribasso di un centesimo a 9,65 dollari a bushel, mentre quelli a gennaio arretrano di mezzo centesimo a 9,75 dollari a bushel, il contratto sulla farina con scadenza a dicembre scende di 1,50 dollari a 314,70 dollari a tonnellata, mentre i future dell'olio con scadenza a dicembre scivolano di 13 punti a 33,24 centesimi al pound.

Fmi: nove banche faticheranno con redditività, anche Unicredit

Il Fondo monetario internazionale calcola che "le banche che rappresentano asset per 17.000 miliardi di dollari, o circa un terzo di quelle importanti a livello di sistema, potrebbero continuare a generare rendimenti non sostenibili, anche nel 2019". Da una sua analisi di 30 istituti di credito che hanno oltre 47.000 miliardi di dollari di asset e oltre un terzo degli asset e dei prestiti globali, l'istituto di Washington individua per quell'anno nove banche che rischiano di registrare profitti non soddisfacenti.

Da una tabella del Global Financial Stability Report (Gfsr) si vede che si tratta dell'americana Citigroup, dell'italiana Unicredit, della francese Société Générale, della tedesca Deutsche Bank, delle britanniche Barclays e Standard Chartered e delle giapponesi Mitsubishi UFJ Financial Group, Mizuho Financial Group e Sumitomo Mitsui Financial Group.

Il Fondo cita stime secondo cui il return on equity sarà inferiore all'8% per ognuna di queste aziende nel 2019. In ricerche passate l'Fmi aveva detto che il cost of equity - il rendimento minimo che gli azionisti si aspettano dalla loro partecipazione - è di almeno l'8%. L'idea è che gli istituti di credito devono registrare un dato superiore a quel valore percentuale per restare redditizi nel tempo.

Tobias Adrian - direttore del dipartimento Monetario e dei mercati dei capitali del Fondo - ha spiegato in conferenza e senza fare nomi che per le istituzioni la cui redditività rappresenta una sfida, "le autorità di supervisione devono aiutare affinché i loro modelli di business siano ristrutturati e possano essere redditizie" nel lungo termine. Il rischio è che gli istituti di credito non redditizi "non siano in grado di generare abbastanza capitali in futuro nel caso siano colpiti da shock". Secondo lui "non essere redditizi potrebbe diventare un rischio alla stabilità finanziaria".

Wall Street
Bene Goodyear dopo aumento dividendi, su BlackRock e Delta dopo i conti

Nei primi minuti di scambi i listini confermano gli andamenti dell'apertura: il Dow Jones sale dello 0,02%, il Nasdaq scende dello 0,03% e lo S&P 500 arretra dello 0,02%. Per quanto riguarda i titoli, da segnalare il rialzo di Goodyear Tire & Rubber (+0,88%, dopo il +2% del premercato), che ha alzato i dividendi trimestrali del 40% a 14 centesimi per azione, dai 10 centesimi precedenti. La cedola sarà staccata a partire dal primo dicembre. Avvio in lieve rialzo per BlackRock (+0,05%), che nel terzo trimestre ha superato le attese con profitti oltre le stime, grazie alla continua crescita dei fondi quotati e del fatturato generato dalle attività di gestione del rischio (+15% il fatturato a 175 milioni).  L'utile è salito dell'8%, gli asset gestiti sono balzati del 17% a poco meno di 6.000 miliardi di dollari.

Bene anche Delta Air Lines (+0,83%), che ha riportato profitti netti in calo (-6%), ma superiori alle stime, e un fatturato in aumento del 6%. Sul fronte tecnologico inizio di seduta in modesto rialzo per Amazon (+0,14%), che ha presentato Kindle Oasis, che ha una risoluzione più alta rispetto alle precedenti versioni ed è impermeabile. Da segnalare anche il balzo del 4,5% di Kroger, che già nel premercato aveva guadagnato il 4%. Partenza in calo per Coach (-1,48%), dopo che la catena di negozi di accessori e lifestyle ha fatto sapere che cambierà il nome in Tapestry, in modo da andare oltre il brand Coach e valorizzare maggiormente i marchi Stuart Weitzman, rilevato nel 2015, e Kate Spade & Co (a partire dal 31 ottobre a Wall Street il nuovo simbolo sarà Tpr).

Borsa
Wall Street: apre poco mossa, listini attorno a parità, attesa per i verbali Fed

All'inizio della seduta di contrattazioni, come anticipato dall'andamento dei future nel premercato, Wall Street parte poco mossa e attorno alla parità, con i listini che per il momento si allontano, seppure di misura, dai record toccati ieri. Gli investitori optano per la cautela, in attesa dei verbali della riunione della Federal Reserve di settembre, che saranno pubblicati oggi alle 20 italiane: vogliono indicazioni sulla traiettoria futura del costo del denaro e, in particolare, vogliono sapere se arriveranno altri giri di vite entro fine anno, dopo quelli di marzo e giugno, cosa che la Banca centrale americana non ha escluso.

Grande attesa inoltre per l'inizio della stagione delle trimestrali, che entra nel vivo domani con le prime banche (Citigroup e JPMorgan), ma che oggi ha visto protagoniste BlackRock e Delta Air Lines. Dopo i primi minuti di scambi, il Dow sale di 5,27 punti, lo 0,03%, a quota 22.838,04. L'S&P 500 cala di 0,49 punti, lo 0,02%, a quota 2.550,32. Il Nasdaq scende di 1,46 punti, lo 0,02%, a quota 6.585,79. Il petrolio si conferma in modesto aumento al Nymex: i future del Wti a novembre salgono dello 0,20% a 51,02 dollari al barile.

Fmi: Gaspar, debito alto ma in miglioramento in economie avanzate

"Nelle economie avanzate, rispetto a sei mesi fa le dinamiche del debito sono viste migliorare per via di un miglioramento dell'outlook e di un approccio fiscale più stringente in futuro in Usa". Lo ha detto Vito Gaspar, direttore del dipartimento Affari fiscali del Fondo monetario internazionale. Nel suo discorso a commento del Fiscal Monitor - il rapporto pubblicato oggi nell'ambito degli Annual Meetings in corso a Washington (Usa) - Gaspar sottolinea tuttavia che "a quasi il 110% del Pil nel 2017, il debito è ancora a livelli massimi record". Secondo lui, i legislatori "devono evitare politiche fiscali pro-cicliche, che possono essere uno dei fattori principali di un balzo del rapporto tra debito e Pil".

Fmi: apre al reddito di base universale ma è una misura "costosa"

Il Fondo monetario internazionale si inserisce nel dibattito riguardante il reddito di base universale (Ubi) riconoscendo un rinnovato interesse in quello che viene definito come un trasferimento di denaro pari a un certo ammontare a tutti gli individui di una nazione. Nel suo Fiscal Monitor - il rapporto pubblicato oggi nell'ambito degli Annual Meetings in corso a Washington (Usa) - l'Fmi non si dice né a favore né contro una tale misura ma ne descrive il potenziale impatto "significativo" sulla povertà e sulle disuguaglianze dal momento che andrebbe a toccare tutte le persone. Tuttavia, un reddito universale di base "è costoso". Il Fiscal Monitor calcola che in media in un'economia avanzata la fornitura di un Ubi pari al 25% del reddito pro capite mediano costerebbe il 6,5% del Pil; una tale stima, precisa il rapporto, varia notevolmente da nazione a nazione. Inoltre, un ragionamento su questo fronte non può non chiamare in causa anche le sue modalità di finanziamento affinché sia neutrale per i conti pubblici. Un Ubi "potrebbe essere un'opzione laddove sostituisce spese sociali non eque e inefficienti" come i sussidi energetici. Nel suo discorso a commento del rapporto, Vito Gaspar, direttore del dipartimento Affari fiscali del Fondo, ha tuttavia sottolineato che una misura simile "non è consigliabile in un contesto di bassa capacità di tassazione o se [quella misura] dovesse competere con spese prioritarie in investimenti, sanità e istruzione".

Fmi: anticipa al 2019 il pareggio strutturale di bilancio in Italia

Il Fondo monetario internazionale anticipa al 2019 dal 2021 un pareggio strutturale di bilancio per l'Italia e per il 2020 e 2021 ora si aspetta un avanzo. E' quanto emerge da un confronto tra le tabelle contenute nel Fiscal Monitor pubblicato oggi con quelle dell'edizione dell'aprile scorso del medesimo rapporto. Se in primavera l'istituto di Washington prevedeva un pareggio strutturale soltanto a partire dal 2021, ora l'Fmi si aspetta un avanzo dello 0,1% per quell'anno. Nella tabella dedicata al "General Government Cyclically Adjusted Balance" - definizione usata dall'Fmi per indicare il bilancio del governo corretto per il ciclo economico, che include misure una tantum - si legge che per quest'anno è stimato un deficit strutturale pari all'1,4% del Pil, lo 0,2% in meno dei calcoli primaverili, dopo un dato pari a un -1% nel 2016 (lo 0,2% in meno delle previsioni dell'aprile scorso). Il dato dovrebbe scendere a un -0,8% nel 2018 (contro il -0,9% stimato in precedenza). L'anno successivo è atteso appunto un pareggio e non più un deficit dello 0,3%. Nel 2020 è atteso un avanzo dello 0,1% e non più un deficit dello 0,1%. Nel 2022 il Fondo continua a prevedere un pareggio.

Fmi: migliora stime su debito/Pil Italia dal 2018 al 2022

Il Fondo monetario internazionale ha migliorato le sue stime sul rapporto tra il debito e il Pil in Italia tra il 2018 e il 2022. E' quanto emerge da un confronto delle tabelle del Fiscal Monitor appena diffuso e quelle dell'edizione dell'aprile scorso. Come già anticipato nel World Economic Outlook pubblicato ieri, dopo avere chiuso il 2016 al 132,6%, il ratio salirà al 133% nel 2017 per poi scendere al 131,4% nel 2018 e al 120,1% nel 2022; per quei tre anni, ad aprile l'Fmi aveva previsto un debito/Pil rispettivamente al 132,8%, al 131,6% e al 121,3%. Diversamende dal Weo, il Fiscal Monitor fornisce anche le previsioni per gli anni dal 2019 al 2021. L'istituto guidato da Christine Lagarde stima per il 2019 un dato al 128,8% (più basso rispetto al 129,4% previsto nell'aprile scorso); per il 2020 al 125,8% (la stima era al 126,8% in primavera), per il 2021 al 122,8% del Pil (dal 124,1%). Per il 2016, tra le economie avanzate ad avere fatto peggio dell'Italia secondo il Fondo è stato ancora una volta il Giappone con un debito/Pil al 239,3% seguito di nuovo dalla Grecia (181,6%). A fare leggermente meglio del nostro Paese c'è stato nuovamente il Portogallo (130,3%). Nel 2017 il debito/Pil a Tokyo è visto salire al 240,3% e a Lisbona al 125,7%.

Fmi: migliora stime defict/Pil Italia, pareggio anticipato di due anni al 2020

Il Fondo monetario internazionale ha migliorato le sue stime sul rapporto tra il deficit e il Pil in Italia tra il 2018 e il 2022. E' quanto emerge da un confronto delle tabelle del Fiscal Monitor appena diffuso e quelle dell'edizione dell'aprile scorso. Come già anticipato nel World Economic Outlook pubblicato ieri, il deficit/Pil nell'anno in corso dovrebbe attestarsi al 2,2% e non più al 2,4% calcolato in primavera e registrato nel 2016. Nel 2018 il dato è atteso all'1,3% e non più all'1,4%. Diversamende dal Weo, il Fiscal Monitor fornisce anche le previsioni per gli anni dal 2019 al 2021 e non solo per il 2022 (quando già ieri si sapeva che ci sarebbe stato un pareggio di bilancio). Dal Fiscal Monitor odierno si apprende che il pareggio è stato anticipato di due anni rispetto alle previsioni dell'aprile 2017, quando l'Fmi prevedeva il raggiungimento di un pareggio nel 2020. Per il 2019 è atteso un deficit/Pil allo 0,3% e non più allo 0,7%; per il 2020 il dato è previsto allo 0% e non più a un -0,2%; per il 2021 è atteso un mantenimento del pareggio anziché un deficit pari allo 0,1% del Pil.

Usa
Startup compra pagina su Wsj e attacca Dimon per difendere valute digitali

Gli attacchi di Jamie Dimon, che ha più volte definito bitcoin "una truffa", non sono piaciuti alle società che lavorano con le valute digitali. Per questo, Eidoo, startup svizzera che offre servizi digitali per chi detiene ethereum, la seconda maggiore moneta virtuale per capitalizzazione di mercato dopo bitcoin, è passata al contrattacco. La società ha comprato un'intera pagina pubblicitaria sull'edizione cartacea del Wall Street Journal, nella quale compare un chiaro riferimento all'amministratore delegato di JPMorgan Chase.

"Forse Jamie ti licenzierà. Ma sarai libero di fare trading nel cripto-mondo", si legge in cima alla pagina, subito prima del logo di Eidoo. Il riferimento è alle parole di Dimon, che durante un'intervista ha detto che licenzierebbe "in un secondo" qualunque trader di JPMorgan colto a scambiare bitcoin "perché è contro le regole della banca e perché è una cosa stupida". Il Wsj ha fatto sapere che un'intera pagina pubblicitaria costa circa 250.000 dollari.

Titoli di stato
T-bond: prezzi in rialzo prima di verbali Fed, rendimenti decennali giù al 2,339%

All'inizio della seduta di contrattazioni a New York, i titoli di stato americani sono poco mossi, con rialzi modesti e con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in calo. L'attenzione è rivolta ai verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve, che saranno pubblicati oggi alle 20 italiane: gli investitori vogliono indicazioni sulla traiettoria futura del costo del denaro e, in particolare, vogliono sapere se arriveranno altri giri di vite entro fine anno.

I rendimenti decennali, benchmark del settore, sono in discesa al 2,339%, contro il 2,343% della chiusura di ieri. Questo l'andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimenti in ribasso all'1,512% Titoli a 5 anni, rendimenti in calo all'1,943%. Titoli a 30 anni, rendimenti in discesa al 2,874%.

Editoria
Time Inc taglia numero copie Time Magazine, in risposta a calo pubblicità

Time Inc rivede la propria strategia editoriale nel tentativo di ridurre i costi e garantire la redditività dei brand principali del gruppo, facendo fronte alle difficoltà della carta stampata negli Stati Uniti. L'editore, che ad agosto aveva annunciato un piano per ridurre i costi di 400 milioni di dollari, ha deciso di tagliare la tiratura di Time Magazine: il numero di copie stampate ogni settimana a partire dal primo gennaio sarà gradualmente ridotto di un terzo a 2 milioni di copie, una cifra considerata sufficiente per contenere gli sprechi senza scontentare il pubblico "core", di maggiore valore per gli inserzionisti pubblicitari.

Come riporta il Wall Street Journal, Time ha inoltre deciso di ridurre la frequenza di pubblicazione di sette periodici, tra cui Entertainment Weekly, Fortune e Sports Illustrated (di quest'ultimo nel 2018 usciranno 27 numeri, compreso l'edizione speciale Swimsuit, contro i 38 dell'anno in corso). Calerà anche la tiratura dell'edizione spagnola di People. "Da un punto di vista pubblicitario, per la carta stampata ci sono venti contrari. Stiamo cercando di ripensare il modo in cui pubblichiamo questi prodotti in modo sostenibile nel lungo termine", ha detto Brad Elders, chief revenue officer di Time. Il fatturato pubblicitario di Time è calato del 12% a 374 milioni di dollari nei tre mesi a giugno, soprattutto a causa del rallentamento delle inserzioni su carta stampata.

Fmi: Catalogna, "situazione fluida", si spera in soluzione "senza intoppi"

"La situazione resta fluida, quindi non facciamo congetture. Speriamo che la situazione sia risolta senza intoppi e con la giusta tempistica". Lo ha detto Matthew Jones, del dipartimento Monerario e dei mercati dei capitali del Fondo monetario internazionale, in merito alla situazione in Spagna, dove la Catalogna punta alla sua indipendenza.

Borsa
Wall Street: future in lieve calo, prevale cautela in attesa dei verbali Fed

All'indomani di una seduta che ha visto i listini aggiornare al rialzo i massimi storici, Wall Street va verso un avvio cauto, in leggero calo. Gli investitori preferiscono la cautela, in attesa della pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve, quando i tassi erano rimasti fermi. In particolare, vogliono vedere se nel documento, in arrivo alle 20 italiane, ci saranno indicazioni che chiariscano meglio se entro fine anno arriverà o meno il terzo giro di vite sul costo del denaro, dopo quello di marzo e giugno.

Nel frattempo, a Washington proseguono i lavori autunnali del Fondo monetario internazionale, che dà oggi indicazioni sulla stabilità globale e il sistema finanziario. I riflettori sono anche puntati sulla stagione delle trimestrali americane: oggi hanno pubblicato i risultati di bilancio BlackRock e Delta Air Lines (entrambe hanno battuto le stime), mentre domani arriveranno le prime banche. Nel frattempo, i future del Dow Jones scendono di 6 punti, lo 0,03%, quelli del Nasdaq arretrano di 7 punti, lo 0,12%, e quelli dello S&P 500 calano di 2 punti, lo 0,08%. Il petrolio si conferma in rialzo: i future a novembre salgono dello 0,16% a 51 dollari al barile. I future dell'oro a dicembre cedono lo 0,08% a 1.292,80 dollari l'oncia.

Economia
Fmi: stima Italia capace di vendere 65 mld di euro di Npl quest'anno

Il Fondo monetario internazionale stima che "l'Italia sia capace quest'anno di vendere 65 miliardi di euro di non performing loan". Lo ha detto Peter Dattels, vicedirettore del dipartimento Monerario e dei mercati dei capitali dell'istituto di Washington. Nella conferenza stampa a commento della pubblicazione del Global Financial Stability Report, Dattels ha spiegato che questo "riflette circa 18 miliardi da Unicredit, 26 miliardi da Mps dopo la sua ricapitalizzazione e altri da banche più piccole". In Spagna ci sono altri 30 miliardi di euro di Npl, ha aggiunto.

Fmi: nell'Eurozona 988 mld di euro di Npl, a fine anno attesi a 900 mld

Il Fondo monetario internazionale stima che nell'Eurozona ci siano 988 miliardi di euro di non performing loan (Npl), un numero "ancora alto ma recenti sviluppi sono incoraggianti". Lo ha detto Peter Dattels, vicedirettore del dipartimento Monerario e dei mercati dei capitali dell'istituto di Washington. Nella conferenza stampa a commento della pubblicazione del Global Financial Stability Report, Dattels ha detto che il Fondo "si aspetta un calo intorno ai 900 miliardi entro la fine dell'anno".

Fmi: Bce mantenga tassi fermi ben oltre orizzonte temporale QE

Per la Banca centrale europea, è "importante" rispettare il suo impegno a mantenere i tassi al loro livello attuale ben oltre l'orizzonte temporale del suo programma di acquisto di bond. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale, secondo cui una inflazione contenuta "indica la necessità di mantenere accomodante la politica monetaria".

Nel suo Global Financial Stability Report, redatto nell'ambito dei lavori autunnali in corso a Washington, l'Fmi sottolinea anche l'importanza di garantire la credibilità delle cosiddette forward guidance e di mantenere "un approccio accomodante anche se l'anno prossimo dovesse essere necessario un rallentamento degli acquisti di asset dovuto a bond limitati a disposizione". Inoltre, reinvestendo quanto incassato da asset che giungono a scadenza, la Bce eviterebbe che il bilancio della Bce si riducesse. Il Fondo fa notare che le banche centrali di Giappone, Regno Unito, Usa ed Eurozona hanno aumentato la quantità di titoli di stato in loro possesso al 37% del Pil, in rialzo dal 10% precedente alla crisi finanziaria. Se il QE della Bank of Japan - "il più aggressivo nelle economie avanzate" - ha portato le banche e i fondi pensione nipponici a ridurre la quantità di bond governativi giapponesi nei loro portafogli, il programma della Bce ha a sua volta avuto un impatto "grande" nell'alterare la composizione dei portafogli: sono stati gli stranieri a ridurre in modo "significativo" la quantità di titoli di stato in loro possesso seguiti da bance nazionali e dai fondi pensione.

Fmi: nell'Eurozona progressi in pulizia bilanci banche ma Npl restano alti

Ancora una volta il Fondo monetario internazionale torna a dire che il livello di non performing loan "resta alto" in alcuni Paesi dell'Eurozona, dove comunque le banche hanno fatto "progressi ulteriori" nella pulizia dei loro bilanci. La redditività resta inoltre una sfida. L'istituto di Washington torna sull'argomento con il suo Global Financial Stabilty Report, redatto nell'ambito degli Annual Meetings in corso nella capitale americana. "Senza uno sforzo coordinato" nel ridurre i Npl e nel migliorare i modelli di business, "le preoccupazioni per la stabilità finanziaria potrebbero riaccendersi nell'Eurozona". Più in generale, come già sottolineato ieri nel suo World Economic Outlook, il Fondo fa pressing nel dire che "progressi continui verso il completamento dell'unione bancaria restano essenziali per rafforzare le fondamenta della stabilità finanziaria del settore bancario dell'Eurozona". Per il Fondo sarà importante anche "finalizzare Basilea III al fine di rafforzare ulteriormente il settore finanziario e creare un campo da gioco più equo sul piano internazionale". L'istituto guidato da Christine Lagarde avverte in merito a proposte dei regolatori nazionali per allentare sostanzialmente gli standard prudenziali, i capitali e la liquidità: esse "dovrebbero essere prese in considerazione attentamente" perché hanno il "potenziale di danneggiare l'agenda per l'armonizzazione regolatoria globale".

Fmi: allarme leverage, in settore non finanziario G20 è più alto dei livelli pre-crisi

Il Fondo monetario internazionale lancia l'allarme di un leverage in aumento: nel settore non finanziario è ora più alto rispetto ai livelli pre-crisi delle economie del G20 nel loro complesso. Nel suo Global Financial Stability Report (Gfsr), il rapporto redatto nell'ambito dei lavori autunnali in corso a Washington, l'Fmi fa notare che la ripresa economica è stata agevolata da questo trend che però allo stesso tempo ha reso il settore non finanziario più vulnerabile a cambiamenti nei tassi di interesse. La sfida per le autorità competenti, secondo il Fondo, sta nel garantire che un aumento delle vulnerabilità finanziarie sia contenuto mentre la politica monetaria resta a sostegno della ripresa globale. Perché? "Altrimenti debiti in aumento e valutazioni eccessive potrebbero compromettere la fiducia dei mercati nel futuro con ripercussioni che potrebbero mettere a repentaglio la crescita globale".

L'Fmi ipotizza uno scenario in cui un cambiamento della valutazione dei rischi porta a un aumento repentino del costo del credito, a un calo dei prezzi degli asset e a una freata dei mercati emergenti. "L'impatto economico di questo irrigidimento delle condizioni finanziarie sarebbe significativo (la sua gravità sarebbe pari a un terzo di quella della crisi finanziaria globale) e più generalizzato (il Pil mondiale subirebbe una contrazione dell'1,7%)". In un simile contesto, la normalizzazione della politica monetaria in Usa - dove la Federal Reserve conta di iniziare questo mese una storica riduzione del suo bilancio mentre continua ad aumentare gradualmente i tassi - "invertirebbe rotta e andrebbe in stallo altrove". A subirne il colpo, dice l'Fmi, sarebbero soprattutto le economie dei Paesi emergeti, con una riduzione dei flussi nei portafogli di 100 miliardi di dollari in quattro trimestri. Infine, i livelli patrimoniali delle banche con il leverage maggiore soffrirebbero di più cos" come gli istituti di credito più esposti ai settori aziendale e immobiliare residenziale.

Finanza
Usa: Fink (BlackRock), timore più grande per mercati Usa è errore Fed

Il pericolo maggiore con cui devono fare i conti gli Stati Uniti è una strategia troppo aggressiva da parte della Federal Reserve, cosa che potrebbe penalizzare il mercato obbligazionario e azionario. E' di questo avviso Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, maxi fondo che nel terzo trimestre ha visto salire gli asset gestiti a poco meno di 6.000 miliardi.

"La probabilità che questo succeda è bassa, ma la Banca centrale deve fare attenzione mentre continua a normalizzare la politica monetaria", ha detto durante un'intervista a Cnbc, sottolineando che la ripresa economica spinge gli investitori a tornare con più decisione sul mercato. Fink ha parlato a margine della pubblicazione dei conti di BlackRock, che nel terzo trimestre ha visto salire i profitti dell'8% a 947 milioni, 5,78 dollari per azione. L'utile adjusted per azione è stato di 5,92 dollari, più dei 5,56 dollari attesi dagli analisti.

Aerei
Delta Air Lines: -6% utile III trim. a 1,178 mld $, sopra stime, fatturato +6%

Nel terzo trimestre Delta Air Lines, prima delle grandi compagnie aeree americane a pubblicare i conti, ha riportato profitti netti in calo, ma superiori alle stime, motivo per cui il titolo sale del 2,5% nel premercato a Wall Street. Nei tre mesi a settembre, Delta ha messo a segno un utile netto di 1,178 miliardi di dollari, 1,64 dollari per azione, in calo del 6% dagli 1,259 miliardi, 1,69 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso.

Escludendo le voci straordinarie, l'utile adjusted è stato di 1,57 dollari per azione, meglio degli 1,53 dollari attesi dagli analisti. Il fatturato è salito del 6% a 11,060 miliardi di dollari, dai 10,483 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso, e anche in questo caso meglio degli 11 miliardi previsti dal consensus. L'utile al lordo delle tasse è stato penalizzato dalla devastazione provocata dall'uragano Irma, che ha colpito i Caraibi, la Florida e la Georgia, creando problemi anche all'hub della compagnia aerea ad Atlanta. Il fatturato medio per passeggero è salito del 3,6% nel trimestre, proseguendo sulla traiettoria positiva che dovrebbe essere confermata anche nell'ultima parte dell'anno.

Finanza
BlackRock: utile +8%, oltre stime, asset gestiti a 5.976 mld usd

Nel terzo trimestre BlackRock, maggiore gestore di asset e una delle maggiori società di investimento al mondo, ha superato le attese con profitti oltre le stime, grazie alla continua crescita dei fondi quotati a basso costo e all'aumento del fatturato generato dalle attività di gestione del rischio (+15% il fatturato a 175 milioni). La società ha messo a segno profitti in aumento dell'8% a 947 milioni, ovvero 5,78 dollari per azione.

L'utile adjusted per azione è stato di 5,92 dollari, più dei 5,56 dollari attesi dagli analisti. Gli ingressi netti di capitale sono aumentati del 38% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, ma calano leggermente rispetto al secondo trimestre. Più della metà dei 96 miliardi di dollari entrati nel periodo tra luglio e settembre sono finiti nella divisione che si occupa di fondi quotati iShares. Il fatturato è stato di 3,2 miliardi di dollari, in rialzo del 14%. "La nostra capacità di creare soluzioni di investimento su un'ampia gamma di prodotti, unita a gestione del rischio e tecnologie avanzate, ha successo tra i clienti", ha detto l'amministratore delegato Larry Fink. Gli asset gestiti sono saliti del 17% a 5.976,89 miliardi di dollari, a un passo dalla soglia psicologica dei 6.000 miliardi. Nello stesso periodo dell'anno scorso erano 5.117 miliardi.

Wall Street
La giornata a Wall Street: attesa per i verbali della Fed


Dati macroeconomici

Richieste di nuovi mutui per la settimana conclusa il 6 ottobre alle 7 (le 13 in Italia). Precedente: -0,4%.

Rapporto JOLTS sui posti di lavoro vacanti per il mese di agosto alle 10 (le 16 in Italia).


Appuntamenti societari

Trimestrale di BlackRock alle 6.30 (le 12.30 in Italia).

Trimestrale di Delta Air Lines alle 7 (le 13 in Italia).


Altri appuntamenti

Charles Evans, presidente della Federal Reserve di Chicago, parla alle 7:15 (le 13:15 in Italia) da Zurigo (Svizzera).

Il Fondo monetario internazionale pubblica il Global Financial Stabilty Report alle 8 (le 14 in Italia) Il Fondo monetario internazionale pubblica il Fiscal Monitor alle 9:30 (le 15:30 in Italia).

La Federal Reserve pubblica alle 14 (le 20 in Italia) i verbali della riunione del 19-20 settembre scorsi.

John Williams, presidente della Federal Reserve di San Francisco, parla alle 14:40 (le 20:40 in Italia) da Salt Lake City (Utah).

Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, e Christine Lagarde, direttore generale dell'Fmi, parlano alle 17:30 (le 23:30 in Italia) a Washington.

Wall Street
Euro stabile a 1,1815 dollari, biglietto verde in ribasso a 112,23 yen

Euro stabile a 1,1815 dollari; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra 1,0342 e 1,2093 dollari. Biglietto verde in ribasso dello 0,20% a 112,23 yen; nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 101,19 e i 118,66 yen.

Wall Street
Oro in ribasso a 1.291,70 dollari all'oncia

Oro in ribasso dello 0,16% a 1.291,70 dollari all'oncia. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 1.139,70 e i 1.362,40 dollari all'oncia.

Wall Street
Petrolio in rialzo a 51,34 dollari al barile

Future del petrolio in rialzo dello 0,82% a 51,34 dollari al barile. Nelle ultime 52 settimane, quotazione oscillata tra i 42,84 e i 58,37 dollari al barile.

Wall Street
Future degli indici Usa in leggero ribasso nel premercato

Future degli indici statunitensi in leggero ribasso nel premercato: il Dow Jones perde lo 0,06%, lo S&P cede lo 0,10%, il Nasdaq scivola dello 0,09%.

La seduta di ieri a Wall Street è finita in lieve rialzo, con il Dow Jones Industrial Average che è tornato a macinare record. Il DJIA è salito di 69,61 punti, lo 0,31%, a quota 22.830,68. L'S&P 500 ha aggiunto 5,92 punti, lo 0,23%, a quota 2.550,65. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 7,52 punti, lo 0,11%, a quota 6.587,25.