Continua la volatilità a Wall Street

Oggi, in programma il dato sui prezzi alla produzione

materie prime
Petrolio: chiude a NY +1,3% a 51,65 dollari al barile

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in rialzo, recuperando in parte le perdite della precedente sessione, grazie a un dollaro leggermente più debole, alla decisione dei membri dell'Opec - ovvero i Paesi esportatori - di ridurre la produzione del greggio e ai problemi della Libia, che ha dovuto fermare l'esportazione dall'area petrolifera di El Sharara, la più importante del Paese, a causa di un attacco di un gruppo di miliziani. Il contratto gennaio è salito dell'1,3% a 51,65 dollari al barile.

azionario
Wall Street: seduta volatile, chiusura mista

A Wall Street un'altra seduta volatile è finita contrastata: il Dow Jones Industrial Average e l'S&P 500 hanno chiuso in calo non riuscendo a cavalcare un tentativo di recupero osservato nella seconda parte della giornata; il Nasdaq Composite è invece riuscito a mantenersi sopra la parità.

Ancora una volta, gli investitori hanno monitorato gli sviluppi della tregua commerciale tra Usa e Cina. Dopo una telefonata tra i negoziatori delle due nazioni, il presidente americano aveva iniziato la giornata di ieri promettendo su Twitter grandi cose. E' poi circolata voce che Pechino taglierà al 15% dal 40% i dazi sulle auto.

L'umore è peggiorato dopo che Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca la leadership democratica al Congresso, con cui si è scontrato sui finanziamenti per costruire il muro da lui sognato lungo il confine tra Usa e Messico. Il leader Usa ha minacciato una paralisi del governo federale pur di ottenere i fondi per il muro.

Arrivato a guadagnare fino a 368 punti e a perderne 202, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 53,02, lo 0,22%, a quota 24.370,24. L'S&P 500 ha ceduto 0,94 punti, lo 0,04%, a quota 2.636,78. Il Nasdaq è salito di 11,31 punti, lo 0,16%, a quota 7.031,83.

Il petrolio a gennaio al Nymex ha guadagnato l'1,3% a 51,65 dollari al barile per via di tensioni in Libia.

Wall Street
Wall Street apre in rialzo (Dj +1,4%) con progressi in colloqui Usa-Cina

Apertura in deciso rialzo per gli indici a Wall Street, grazie ai segnali di progressi verso un possibile accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Pechino è pronta a tagliare i dazi imposti sulle automobili importate dagli Stati Uniti - come anticipato dal presidente statunitense, Donald Trump, su Twitter, dopo i colloqui con l'omologo Xi Jinping - dal 40 al 15 per cento. Nella mattinata odierna di Pechino, il viceministro cinese, Liu He, e il segretario statunitense al Tesoro, Steven Mnuchin, si sono parlati al telefono, segno che i negoziati, dopo la tregua di 90 giorni raggiunta lo scorso primo dicembre a Buenos Aires, vanno avanti, nonostante le tensioni per il caso Huawei. Poco fa, poi, il presidente Donald Trump ha detto che ci saranno "annunci importanti", visto che il dialogo con la Cina è "molto produttivo". Grazie alla notizia del taglio dei dazi sulle auto, sono in rialzo i titoli delle case automobilistiche: General Motors guadagna il 3,57%, Ford sale del 3,17%, Tesla cresce dell'1,23%. Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones guadagna 337,16 punti, l'1,38%; lo S&P cresce di 35,55 punti, l'1,35%; il Nasdaq sale di 96,90 punti, l'1,38%.

Wall Street
La giornata a Wall Street


Dati macroeconomici

Indice Nfib sull'ottimismo delle piccole imprese per il mese di ottobre alle 6 (le 13 in Italia). Precedente: 107,9 punti.

Prezzi alla produzione per il mese di novembre alle 8:30 (le 14:30 in Italia). Precedente: +0,6%. Consensus: -0,1%.


Appuntamenti societari

Trimestrale di American Eagle Outfitters dopo la chiusura dei mercati.

Trimestrale di Dsw a un orario non precisato.


Altri appuntamenti

Paschal Donohoe, ministro irlandese delle Finanze, parla al Peterson Institute a Washington alle 9:30 (le 15:30 in Italia).

Sundar Pichai, Ceo di Google, testimonia alla commissione giudiziaria della Camera alle 10 (le 16 in Italia).

Jay Clayton, presidente della Sec, testimonia al Congresso Usa alle 10 (le 16 in Italia).